Graphic novel
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Graphic novel (letteralmente "romanzo grafico", in inglese) è un formato di fumetto in cui le storie sono più lunghe (come appunto un romanzo), autoconclusive e in genere rivolte ad un pubblico adulto.
Una tra le prime storie a fumetti ad autodefinirsi graphic novel fu Contratto con Dio, pubblicata da Will Eisner nel 1978 (la prima ad usare il termine è però Bloodstar di Richard Corben del 1975), ma la nascita vera e propria del genere è da farsi risalire a tempi più lontani, considerando solo che nel 1967 Hugo Pratt già aveva pubblicato Una ballata del mare salato, opera prima della serie delle avventure di Corto Maltese, considerata un vero e proprio "romanzo a fumetti". Autori di graphic novel possono considerarsi, ad esempio, Alan Moore e Jiro Taniguchi.
Nel corso degli anni molti stilemi di questo genere, come lo spessore narrativo e la caratterizzazione psicologica dei personaggi, hanno profondamente influenzato tutto il panorama fumettistico, segnandone la crescita artistica. È una tipologia di fumetto molto curata e lavorata, in cui viene utilizzata tipologia di carta più pregiata rispetto ai classici fumetti. La sua distribuzione avviene in genere nelle librerie e non (o non solo) nelle edicole.
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[modifica] Uso del termine in italiano
Il termine graphic novel viene comunemente flesso al femminile per assonanza con novella[1], in realtà l'inglese "novel" è un termine neutro la cui traduzione corretta è romanzo, non a caso la traduzione italiana di graphic novel è "romanzo grafico". In realtà, quindi, "graphic novel" andrebbe flesso al maschile come indicato dall'Accademia della Crusca.[2]
[modifica] Note
[modifica] Bibliografia
- "Il Graphic Novel negli Stati Uniti", a cura di "Acoma" e pubblicato da ShaKe Edizioni. ISBN 978-88-88865-82-9