La guerra dei mondi (film 1953)

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La guerra dei mondi
LaGuerraDeiMondi.jpg
Una scena del film
Titolo originale The War of the Worlds
Paese di produzione Stati Uniti d'America
Anno 1953
Durata 85 minuti
Colore B/N - colore
Audio Sonoro
Genere fantascienza
Regia Byron Haskin
Soggetto H. G. Wells
Sceneggiatura Barré Lyndon
Fotografia George Barnes
Montaggio Everett Douglas
Musiche Leith Stevens
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
Premi

La guerra dei mondi è un film del 1953 diretto da Byron Haskin, ispirato all'omonimo romanzo di H.G. Wells del 1897. È considerato un classico del cinema di fantascienza.

Il film vinse un Premio Oscar per gli effetti speciali.

Ha avuto un remake nel 2005 con La guerra dei mondi di Steven Spielberg.

Nel 2011 è stato scelto per essere conservato nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti.[1]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

« Nel corso della prima guerra mondiale e nel corso della storia alcune nazioni si unirono per combatterne altre usando le armi più efficaci allora conosciute. La seconda guerra mondiale coinvolse ogni continente del Globo e gli uomini ricorsero alla scienza per trovare nuovi mezzi di offesa che raggiunsero un livello eccezionale di capacità distruttiva. E ora, sostenuta dai terribili mezzi di una scienza soprannaturale e che minacciano il genere umano ecco... La guerra dei mondi! »
(Narratore/Sir Cedric Hardwicke)

Il film si apre con dei video tratti da filmati di guerra in bianco e nero, per poi passare all'immagine a colore dal titolo di testa. In un preambolo, un narratore esterno descrive alcuni pianeti del Sistema Solare, spiegando così i motivi per i quali i Marziani hanno deciso di conquistare la Terra, trovandola il mondo più abitabile e colonizzabile rispetto alle atmosfere ostili e inabitabili degli altri pianeti.

Infatti in un'estate di inizio anni cinquanta, nel periodo in cui Marte si avvicina di più alla Terra, un'enorme oggetto fiammeggiante del tutto simile a una meteora si schianta nei boschi dei dintorni di Linda Rosa, una cittadina della California meridionale. Lo scienziato veterano del Progetto Manhattan Clayton Forrester si reca nella zona dell'impatto e qui fa conoscenza con la professoressa Sylvia Van Buren in compagnia del pastore Matteo Collins, suo zio. La presunta meteora, che è impattata in modo ambiguo ed è più grossa rispetto alle altre dello stesso tipo, dimostra di essere leggermente radioattiva ed è ancora troppo rovente per poter essere esaminata più da vicino.

Di notte, la meteora inizia ad aprirsi in un punto posto alla cima e dal buco fuoriesce un braccio meccanico. I tre uomini che erano rimasti a fare la guardia alla meteora, intuendo che si tratti di creature extraterrestri, provano ad avvicinarsi sventolando una bandiera bianca in segno di pace, ma vengono ridotti in cenere quando il braccio li travolge con un letale raggio laser che danneggia la centrale elettrica di Linda Rosa causando un black out. Forrester scopre che gli orologi di tutti i cittadini si sono fermati e che le bussole, anziché indicare il nord magnetico, puntano verso la zona d'impatto della presunta meteora. Intanto, si ricevono notizie di altre meteore identiche cadute in altre zone del mondo. L'esercito americano circonda il cratere della meteora, dal quale fuoriescono tre grosse macchine da guerra marziane che avanzano lentamente. Inaspettatamente Matteo avanza verso le macchine recitando versi della Bibbia, nella speranza di fare un contatto pacifico. I Marziani invece inceneriscono il pastore e allora i soldati aprono fuoco, ma inutilmente: le macchine marziane sono protette da uno scudo invisibile impenetrabile e iniziano a fare fuoco contro i terrestri, provocando una terribile sconfitta.

Forrester e Sylvia fuggono dallo scontro a bordo di un piccolo aereo ricognitore militare, ma si schiantano all'incontro con le macchine marziane. I due si rifugiano in una fattoria abbandonata, che viene più tardi distrutta dall'atterraggio di un'altra capsula marziana, costringendoli a rifugiarsi in cantina. I marziani mandano un lungo cavo ottico a controllare la cantina e inizialmente fallisce a scovare i due umani. In seguito, Forrester e Sylvia incontreranno uno dei Marziani che viene ferito dallo scienziato (che preleva anche del sangue marziano). Il cavo ottico ritorna e Forrester lo mozza con un'ascia. I Marziani incendiano la fattoria dopo la fuga di Forrester e Sylvia. I due riescono a raggiungere l'Istituto Tecnologico a Los Angeles e analizzano le cose raccolte da Forrester: il sangue e la camera del cavo ottico raccolti fanno dedurre agli scienziati l'ottica e la fisicità dei Marziani.

Le forze belliche del mondo uniscono le loro forze e si scontrano coraggiosamente contro gli invasori, ma nulla ha successo e i Marziani sgominano ogni cosa che incontrano sul loro cammino. Disperato, il presidente degli Stati Uniti concede di sganciare una bomba atomica (10 volte più potente di quelle normali) con L'Ala Volante sulla base marziana nei dintorni di Los Angeles, ma neppure la bomba ha effetto sui marziani, protetti dal loro scudo di forza. Il gruppo dell'Istituto Tecnologico deve assolutamente trovare una soluzione, perché stimano che i Marziani impiegheranno all'incirca 6 giorni per conquistare la Terra. La città inizia a evacuare. Dopo essersi separato dal gruppo per prendere alcuni attrezzi importanti con il furgone, Forrester viene fermato per strada da alcune persone disperate che non erano partite durante l'evacuazione e che travolgono via il furgone, probabilmente distruggendo le apparecchiature.

Tutto ormai sembra perduto, l'umanità è indifesa contro gli inarrestabili Marziani. Forrester vaga per la post-apocalittica Los Angeles durante l'attacco dei Marziani, finché decide di rifugiarsi in una silenziosa cattedrale piena di fedeli. Proprio mentre l'edificio sta crollando per colpa dei Marziani, Forrester ritrova Sylvia e miracolosamente rimangono illesi dal crollo della cattedrale. Al di fuori, i presenti vedono con sorpresa che le macchine da guerra marziane stanno impattando al suolo, immobili. Forrester scopre che i potentissimi invasori stanno lentamente morendo. Infatti, come nel romanzo originale, i Marziani sono caduti vittima dei virus e batteri ai quali gli umani sono immuni. I più piccoli organismi che "Dio nella sua infinita saggezza aveva messo su questa Terra", hanno salvato la civiltà umana.

Confronto con il romanzo originale[modifica | modifica wikitesto]

Fu il produttore George Pal a volere che la storia fosse ambientata nel mondo contemporaneo.

A dispetto delle differenze dal racconto originale di H.G. Wells, la versione cinematografica conserva tuttavia numerose situazioni e idee del libro. Sono utilizzati, per esempio, i tripodi, anche se solo in teoria. Invece che da gambe meccaniche, infatti, le macchine da guerra sono sostenute da tre raggi magnetici.

Critica di Leonard Maltin[modifica | modifica wikitesto]

« ...è fantascienza d'autore...
realistica, terrificante...
e ricca di abbaglianti effetti speciali,
premiati con l'Oscar »
(Leonard Maltin, Leonard Maltin's Movie & Video Guide)

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Le sequenze delle distruzioni, soprattutto l’esplosione del municipio di Los Angeles, furono realizzate servendosi di grandi modelli ed esplosioni controllate (alcune di queste sequenze sono state riprese dalla serie TV Visitors.[senza fonte])☃)in alcune scene sono evidenti riprese di crolli a San Sebastiano nei pressi di Napoli,a seguito della Eruzione del Vesuvio del 1944.

Il Sistema Solare che si vede nell'introduzione del film è stato dipinto da Chesley Bonestell.

Nella sequenza in cui la prima astronave si alza, nella parte inferiore si possono notare le tre gambe elettriche proiettare altrettanti fasci luminosi. Si tratta di un effetto speciale realizzato facendo scaricare migliaia volt dal modello a terra attraverso dei cavi; tuttavia, questa tecnica venne abbandonata in quanto troppo costosa oltre che pericolosa, e si ha modo di vederla solo in questa scena.

Il disegno dell'astronave venne curato dal direttore artistico di origini giapponesi Al Nozaki, la cui idea per la forma base si ispirava al corpo della manta. La loro origine aliena venne resa con l'assenza assoluta di saldature visibili. Anche l'aspetto dei marziani è opera di Nozaki, costruiti e animati dal truccatore Charles Gemora. Probabilmente proprio per il fatto che essi fossero la versione inquietante di E.T., Spielberg rimase affascinato da ciò quando vide il film da bambino.

Il talento di Byron Haskin come esperto di effetti speciali lo avrebbe reso il candidato ideale per la regia, in quanto da bambino è stato testimone di un terrificante terremoto a San Francisco, esperienza che gli sarebbe tornata utile per realizzare i particolari della distruzione con estremo realismo. Nel corso della sua carriera, in seguito, sarebbe stato sempre più coinvolto nella creazione degli effetti speciali per la serie TV The Outer Limits, della quale diresse anche diversi episodi divenuti classici del genere.

Opere derivate[modifica | modifica wikitesto]

Dal film venne tratta una trasposizione radiofonica, trasmessa l'8 febbraio 1955 all'interno del programma Lux Radio Theatre.[2] L'idea del programma era ispirata alla famosa trasmissione di Orson Welles del 1938 che aveva scatenato il panico tra i radioascoltatori.

Doppiaggio italiano[modifica | modifica wikitesto]

Nella versione in inglese vengono citate varie città italiane come luoghi di atterraggio delle macchine marziane per dare l'idea di una invasione mondiale, con il doppiaggio in italiano si penso bene di cambiare il nome delle città per non suscitare l'ilarità nella sala dei luoghi citati e dove il film sarebbe stato proiettato. E così la città di Napoli fu definita Atene e quella di Taranto venne rinominata Corinto.

Promozione[modifica | modifica wikitesto]

Slogan[modifica | modifica wikitesto]

« La prima invasione! »
« Invasori spaziali stanno
atterrando in tutto il mondo!
Astronavi da guerra aliene
stanno radendo al suolo le
nostre città! Uccidono tutto
ciò che si muove! La terra non
ha scampo contro le loro armi
futuristiche! Come possiamo
fermarli? Possono essere
fermati? Chi vincerà “la guerra
dei mondi”? »

Remake[modifica | modifica wikitesto]

Il film ha avuto un remake nel 2005 con La guerra dei mondi di Steven Spielberg. Il film utilizza il commento fuori campo in testa e in coda sulla falsariga di quello del film del 1953.

Hanno un cameo nell'epilogo di questo film Gene Barry e Ann Robinson (i protagonisti del film del 1953).

Influenza culturale[modifica | modifica wikitesto]

Independence Day (1996) presenta varie citazioni del film del 1953, dallo scudo energetico alieno alla rapida disfatta delle forze terrestri, all'inefficacia del bombardamento atomico. Non manca l'idea di un virus letale per le forze aliene, in questo caso un virus informatico somministrato da scienziati terrestri.

L’aspetto dei marziani del film ispirò a Steven Spielberg l'aspetto dell'alieno E.T. nell'omonimo film[3].[senza fonte]

Distribuzione per l'home video in DVD[modifica | modifica wikitesto]

La 1ª edizione in DVD è uscita nel 2000 distribuita dalla Paramount Pictures Home Video e contiene 13 scene. L'Edizione speciale da collezione è uscita nel 2005 e contiene alcuni contenuti speciali: commento di Ann Robinson e Gene Barry, commento di Joe Dante e di uno storico del cinema, Il cielo sta crollando - Il Making of de La guerra dei mondi, Herbert George Wells - Il padre della fantascienza, trailer cinematografico originale, The Mercury Theatre on the Air presenta la trasposizione radiofonica di La guerra dei mondi di Herbert George Wells (l'intera trasposizione radiofonica del libro che ha terrorizzato il New Jersey nel 30 ottobre 1938 per dire "Boo! È Halloween!"); include un booklet di 12 pagine La guerra dei mondi che racconta la genesi del romanzo e il making of film.

La guerra dei mondi ha vinto il premio Red Carpet ed è stato inserito in una collana di DVD "Red Carpet", con gli stessi contenuti dell'edizione normale.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) 2011 National Film Registry More Than a Box of Chocolates, Library of Congress, 28 dicembre 2011. URL consultato il 20 febbraio 2014.
  2. ^ Review of The War of the Worlds (Lux Theatre, 1955). URL consultato il 20 febbraio 2014.
  3. ^ L'aspetto definitivo dell'alieno è dell'animatore Carlo Rambaldi ispiratosi agli occhi e al muso del suo gatto persiano.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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