Mission to Mars

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Mission to Mars
MissionToMars.png
La scena madre del film
Titolo originale Mission to Mars
Paese di produzione USA
Anno 2000
Durata 114 min
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 2.35:1
Genere fantascienza, avventura, drammatico
Regia Brian De Palma
Soggetto Lowell Cannon, Jim Thomas, John Thomas
Sceneggiatura Jim Thomas, John Thomas, Graham Yost
Produttore Tom Jacobson
Produttore esecutivo Sam Mercer
Fotografia Stephen H. Burum
Montaggio Paul Hirsch
Effetti speciali Industrial Light & Magic
Musiche Ennio Morricone
Scenografia Ed Verreaux
Costumi Sanja Milkovic Hays
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Mission to Mars è un film di fantascienza del 2000 diretto da Brian De Palma.

La storia è incentrata sull'esplorazione di Marte, e più in particolare sul mistero che circonda il volto nella regione di Cydonia, e si propone la teoria secondo cui un asteroide, colpendo Marte e rendendolo inabitabile, abbia messo in moto una serie di eventi che hanno portato la vita sulla Terra.

Fu presentato fuori concorso al 53º Festival di Cannes.[1] Il film è stato negativamente accolto dalla critica, ottenendo addirittura la nomination al Razzie Awards 2000 come Peggior regista.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Nell'anno 2020 viene messa in atto la prima missione spaziale umana per il pianeta Marte. La nave Marte 1, comandata da Luke Graham e i colleghi Nicholas Willis, Sergei Kirov e Renée Coté sono i primi a camminare sul pianeta. Dopo l'atterraggio, la squadra scopre una formazione cristallina presso una montagna della regione di Cydonia. Dopo aver raccolto dei campioni e inviati alla stazione spaziale circolare World Space Station, sentono uno strano rumore sui loro sistemi di comunicazione e inizialmente credono che siano solo interferenze con il loro Rover. Quando aprono un raggio radar verso la montagna, improvvisamente si forma dal nulla un gigantesco tornado di sabbia che uccide brutalmente gli astronauti. Terminata la tempesta, la montagna rivela di avere la forma di un enorme volto umanoide.

Luke, l'unico sopravvissuto al disastro, invia una richiesta di aiuto al satellite orbitante su Marte R.E.M.O. e la World Space Station organizza di fretta un'altra squadra di astronauti su Marte per soccorrerlo. La seconda squadra, composta dal Comandante Woody Blake, sua moglie Terri Fisher, Phil Ohlmyer e il vedovo Jim McConnell, s'imbarca sulla navetta Marte 2 e parte dalla stazione per atterrare sul pianeta rosso. Proprio quando raggiungono l'orbita marziana, la nave viene bombardata da delle micrometeoriti che, causando una depressurizzazione della stiva, rendono la struttura pericolosa da manovrare. La squadra allora indossa delle tute spaziali e si salva prima che Marte 2 esploda, dopodiché usano l'energia rimasta dei loro jet pack per raggiungere il R.E.M.O. e sfruttare quello per raggiungere la superficie del pianeta. Purtroppo durante la pericolosa manovra, Woody sbanda col suo jet pack proprio quando finisce il carburante e si distacca dal gruppo venendo attratto dalla forza di gravità del pianeta. Terri si distacca dal gruppo pure lei per salvare il marito ma Woody, per impedire che anche a lei si sprechi il carburante del jet pack, si uccide esponendosi al vuoto spaziale levandosi il casco della propria tuta.

Giunti sulla superficie di Marte con il R.E.M.O, i tre astronauti rimasti, dopo ormai un anno di viaggio dalla stazione al pianeta, raggiungono l'accampamento ossigenato terrestre e ci trovano Luke ancora vivo, benché inizialmente un po' scosso per via della solitudine. Luke mostra loro i suoi studi sul misterioso incidente di un anno prima e si scopre che il suono misterioso proveniva dal volto gigante e rappresenta nel monitor del computer un modello di DNA simile a quello umano tranne per alcuni cromosomi mancanti. Jim intuisce che questo è una sorta di test da parte di qualcuno che vuole essere sicuro che siano gli esseri umani a rispondere al messaggio, motivo per cui la prima trasmissione in direzione del volto venne considerata una minaccia: tramite il Rover e il radar gli astronauti riescono ad inviare un impulso radio con la "risposta" a quel presunto test. Improvvisamente nel volto colossale si apre una porta da cui proviene una forte luce: la tesi di Jim era corretta, e la risposta inviata era giusta.

Jim, Terri e Luke indossano le loro tute e si recano presso il misterioso portale dopo aver fissato un conto alla rovescia con Phil, che sarebbe partito con o senza di loro allo scadere del tempo. Così i tre astronauti si avventurano nel portale di luce e si ritrovano in un immenso salone bianco dove c'è ossigeno e la pressione è come quella terrestre, così si tolgono i caschi respirando normalmente. Appare allora un altro portale orizzontale nero e dopo esserci entrati raggiungono una sala, dove sullo sfondo nero appaiono ologrammi del Sistema solare e del Marte originario incredibilmente simile alla Terra che venne colpito da un asteroide. Successivamente appare l'ologramma raffigurante un Marziano, mentre l'ologramma mostra come i Marziani abbandonarono Marte per dirigersi verso un'altra galassia. Tuttavia inviarono il loro DNA sul primordiale pianeta Terra, fino ad allora senza vita, e attraverso l'evoluzione il loro patrimonio genetico si è poi trasferito agli esseri umani.

A questo punto l'equipaggio, svelato il mistero, si prepara a tornare da Phil per partire prima che il conto alla rovescia termini, ma Jim invece decide di non tornare sulla Terra preferendo iniziare una nuova vita salendo su un'astronave lasciata dai Marziani affinché uno di loro li raggiunga, così dopo un saluto accordato s'imbarca per raggiungere i Marziani nell'altra galassia, mentre Terri, Luke e Phil partono da Marte osservando Jim sfrecciare nello spazio per raggiungere i precursori dell'umanità.

Errori[modifica | modifica wikitesto]

Nella versione italiana si parla di cromosomi, in realtà, come si vede dall'immagine, il codice da inserire è costituito da due basi azotate.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Official Selection 2000, festival-cannes.fr. URL consultato il 6 luglio 2011.

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