Elite (videogioco)

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Elite
Elite C64.jpg
Sviluppo David Braben, Ian Bell
Pubblicazione Acornsoft, Firebird
Data di pubblicazione 1984
Genere Simulatore di volo, Gestionale
Modalità di gioco Singolo giocatore
Piattaforma BBC Micro, Acorn Archimedes, Acorn Electron, Commodore 64, MS-DOS, MSX, NES, ZX Spectrum
Supporto Cartuccia, Cassetta, Floppy disk
Periferiche di input Tastiera, joystick

Elite è un videogioco di commercio spaziale, scritto in origine da David Braben e Ian Bell, che venne pubblicato per la prima volta da Acornsoft nel 1984 per i computer BBC Micro ed Acorn Electron e successivamente portato su molte altre piattaforme, principalmente ad opera di Firebird: alla versione originale seguirono quelle per ZX Spectrum e Commodore 64 nel 1985, la versione Apple II e quella Amstrad CPC nel 1986, la versione per IBM PC con DOS e scheda grafica CGA nel 1987; nel 1988 uscirono le versioni "Gold", contraddistinte dalla confezione più ricca e disponibili oltreché per le piattaforme per cui il gioco era già uscito, anche per MSX (marzo 1988) e successivamente pure per Atari ST e Commodore Amiga (autunno 1988). Le ultime versioni di Elite uscirono tutte nel 1991: Elite per la console NES, Elite Plus per IBM PC con DOS e scheda grafica VGA, ArcElite per Acorn Archimedes, ed infine 'Elite A' di Angus Duggan, sempre per BBC Micro.

Il nome del gioco deriva dall'obiettivo del giocatore di procedere nella classifica di combattimento attraverso vari gradi (i principali sono Harmless, Mostly Harmless, Poor, Average, Above Average, Competent, Dangerous, Deadly) prima di poter raggiungere il grado, da considerarsi del tutto eccezionale, di Elite.

Al momento del lancio Elite presentava un modello di gioco del tutto nuovo, caratterizzato da una struttura totalmente aperta, un motore di gioco avanzato ed una grafica tridimensionale wireframe rivoluzionaria per l'epoca. A partire dal 1984 il pubblico recepì con entusiasmo tale concentrato di innovazioni, il cui successo fu tale che negli anni successivi Elite venne convertito praticamente per tutti gli home computer dell'epoca, divenendo anche, in seguito al raggiungimento del traguardo delle 100.000 copie vendute nel Regno Unito, il primo videogioco per home computer di cui si occupò il notiziario serale della tv britannica BBC.

Al giorno d'oggi Elite è considerato un classico e l'indiscusso precursore di un genere nella storia dei videogiochi, tanto da essere ancora, a quasi un quarto di secolo dalla data della sua prima pubblicazione, frequentemente usato come la pietra di paragone rispetto alla quale si misurano i nuovi giochi di commercio spaziale, quali ad esempio Wing Commander: Privateer, Freelancer, EVE Online ed i videogiochi di commercio spaziale della serie di X.

Si è spesso detto che «Elite è stato imitato ma non superato»: sebbene la frase sia un po' iperbolica, è certamente vero che Elite sia di gran lunga il più originale ed il più riuscito gioco di commercio spaziale mai prodotto.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Ad Elite è spesso riconosciuto il merito dell'invenzione del genere di commercio spaziale, che unisce il combattimento fra astronavi con un sistema di commercio di beni di vario tipo (derrate alimentari, computer, minerali, droghe, schiavi, manufatti alieni, armi da fuoco ed altro ancora) fra i pianeti della galassia. I profitti del commercio possono venire investiti in migliorie all'arsenale e alla dotazione della nave spaziale.

Elite inizia con un sottofondo di Johann Strauß jr, sul bel Danubio blu riarrangiato da David Dunn, un riferimento a 2001: Odissea nello spazio di Stanley Kubrick.

Nel gioco sono presenti otto galassie, per un totale di oltre 2000 pianeti da esplorare. L'interazione del giocatore con tali pianeti, però, si riduce di fatto alla sola stazione in orbita intorno ad essi, in quanto non è possibile per l'astronave scendere sulla superficie dei pianeti. Il giocatore, inizialmente denominato Commander Jameson, parte dalla stazione di Lave con un patrimonio di 100 crediti ed una nave Cobra Mark III con un armamento leggero.

La scalata nella classifica di combattimento non è l'unico obiettivo del gioco, che in effetti permette al giocatore di scegliere come impostare la propria carriera: si può decidere di comportarsi come commerciante, o cacciatore di taglie, o come minatore o infine di contrabbandiere o pirata.

Il movimento tra i pianeti è limitato a quelli all'interno del raggio d'azione dei motori dell'astronave (sette anni luce) che possono essere riforniti dopo aver attraccato alla stazione spaziale in orbita attorno al pianeta - un compito difficile in mancanza di autopilota, poiché richiede di mettere in rotazione sincrona il proprio veicolo con la stazione (un altro chiaro riferimento a 2001: Odissea nello spazio di Stanley Kubrick, nelle prime scene del quale si può vedere un'astronave sincronizzare la propria rotazione con quella della stazione spaziale a cui sta attraccando). Il viaggio fra le galassie può essere effettuato solo attraverso l'uso di un accessorio estremamente costoso e monouso, l'"iperspazio galattico". In pratica, ci sono poche differenze fra una galassia e l'altra. e ci sono alcuni sistemi stellari posizionati in modo da poter essere raggiunti solo per mezzo del salto iperspaziale galattico, e che sono a più di sette anni luce dal pianeta più vicino, e che possono quindi intrappolare il viaggiatore.

Una delle più suggestive caratteristiche del gioco era senza dubbio la possibilità - previo acquisto del fuel scoop - di ricaricare l'energia (necessaria all'astronave per spostarsi nell'iperspazio tra un sistema e l'altro) facendo quello che il manuale chiama "surf sul sole" ovvero portando la propria astronave a sfiorare la superficie della stella così da farle ricaricare completamente le batterie. La possibilità di ricaricare le batterie dell'astronave rendeva il giocatore indipendente dall'operazione di rifornimento da effettuarsi presso la stazione spaziale, e risultava indispensabile per il completamento di una delle sette missioni. Vi era però un pericolo insito in tale manovra, ovvero il surriscaldamento della nave che, se eccessivo, poteva portarla alla distruzione.

Elite fu uno dei primi videogiochi ad utilizzare grafica 3D wireframe. Da notare che la grafica wireframe era presente nelle sole versioni 8 bit, mentre quelle a 16 bit e 32 bit si avvalevano di una più avanzata grafica 3D completamente solida. Un'altra peculiarità è stata l'inclusione di The Dark Wheel, un racconto di Robert Holdstock che introduceva i nuovi giocatori ai codici morali e legali da rispettare nel gioco. È opinione di molti che sia stata proprio l'inclusione di un racconto ambientato all'interno dell'universo di "Elite" ad aver contribuito in modo determinante ad elevare questo prodotto al di sopra della definizione di semplice "videogioco".

Seguiti[modifica | modifica sorgente]

Sono stati creati due seguiti ufficiali di Elite: Frontier: Elite II e Frontier: First Encounters, prodotti entrambi dall'azienda di David Braben, mentre Ian Bell non fu coinvolto nello sviluppo. Frontier: Elite II fu pubblicato nel novembre 1993 per Commodore Amiga, Atari ST e PC DOS, e rappresentò un considerevole passo in avanti rispetto all'originale Elite, con sistemi solari realistici con numerosi pianeti, missioni generate casualmente, un'economia molto più complessa e l'inedita possibilità di scendere sui pianeti. La grafica tridimensionale di Frontier era ovviamente molto più elaborata rispetto a quella del vecchio Elite ma risultava comunque non eccezionale verso la fine del 1993. Particolarità piuttosto curiosa: gli alieni presenti nell'originale "Elite" erano del tutto spariti e l'universo di Frontier era popolato esclusivamente da umani. First Encounters, pubblicato nell'aprile (1995) per Amiga e PC DOS (in versione sia floppy disk che CD-ROM), fu meno innovativo rispetto al predecessore: la veste grafica venne rinnovata (e nettamente migliorata), venne aggiunta la possibilità di consultare delle testate giornalistiche (i cosiddetti "giornali spaziali") che venivano messe online all'interno del gioco informando il giocatore circa i principali avvenimenti nell'universo di First Encounters, ed infine fu ulteriormente espansa la trama nella quale vennero nuovamente inseriti degli alieni.

Un nuovo seguito, Elite 4 è attualmente in fase di sviluppo. Il gioco, ora chiamato Elite: Dangerous è attualmente in avanzata fase di sviluppo, ha superato con successo la fase di crowdfunding ed è previsto in uscita nel 2014.

Conversioni e cloni[modifica | modifica sorgente]

Dopo la pubblicazione della versione originale nel 1984 e le prime conversioni effettuate da Firebird nel 1985 vi furono un paio d'anni di stasi, a cui seguirono nel 1987 la versione per PC con scheda grafica CGA e poi nel 1988 per MSX, Atari ST ed Amiga - queste ultime conversioni vennero rilasciate nella confezione Gold, che comprendeva un poster con i profili delle navi presenti nel gioco ed un libretto con la novella originale The Dark Wheel.

La pubblicazione delle versioni a 16 bit aveva risvegliato l'interesse per il genere, e pertanto alla fine degli anni 1980 ci furono diversi tentativi di creare giochi simili a Elite. Il più pubblicizzato fu FOFT (Federation of Free Traders) prodotto da Gremlin Graphics per l'Atari ST e l'Amiga, il quale si proponeva esplicitamente di perfezionare quanto visto nelle versioni Amiga ed Atari ST di Elite, senza trascurare neppure la confezione: quella di FOFT era infatti chiaramente ispirata all'edizione Gold di Elite e, ancor più ricca di quest' ultima, comprendeva anche una musicassetta con 20 brani musicali (perlopiù musica classica) da ascoltarsi durante le sessioni di gioco. Confezione a parte, però, FOFT prometteva ben altri miglioramenti rispetto al predecessore: anzitutto in FOFT vi erano oltre 8 milioni di pianeti, contro i "soli" 2000 del classico Elite, nonché l'inedita possibilità di scendere su di essi. Le missioni erano 10, contro le sole 7 di Elite. Anche la varietà delle astronavi e dei potenziamenti per esse disponibili risultava accresciuta in FOFT rispetto al predecessore. Inoltre, oltreché potenziare tutto quanto di buono già esisteva nel classico Elite, FOFT proponeva anche un'altra innovazione: la rete Galnet, una specie di Internet spaziale a cui il computer dell'astronave si connetteva per poter effettuare operazioni commerciali legali, scambi di informazioni (che potevano essere tanto vere quanto false) e per comprare/vendere merci illegali. FOFT fu oggetto di alcune recensioni in esclusiva che erano però evidentemente state effettuate senza provare il gioco vero e proprio: infatti nel marzo 1989, quando le prime copie definitive di FOFT giunsero alle redazioni delle riviste di videogames si scoprì che FOFT aveva un unico gravissimo difetto, consistente in una difficoltà di gioco del tutto mal calibrata (caratteristica negativa senz'altro dovuta alla mancanza di una seria fase di game testing), cosa che venne immediatamente rilevata dai recensori dell'epoca, che criticarono assai aspramente il gioco, tanto da provocarne l'immediato ritiro dagli scaffali dei negozi. Una volta ritirate tutte le copie di FOFT, i programmatori della Gremlin provvidero nel giro di pochi mesi a modificare opportunamente il gioco, riuscendo stavolta pienamente nell'intento di creare quella variante 'Super' di 'Elite' che FOFT avrebbe dovuto essere sin dall'inizio, come confermarono le poche riviste che ebbero modo di ricevere delle copie di prova della nuova versione. Purtroppo per i videogiocatori, però, l'ufficio marketing della Gremlin ritenne che un secondo lancio di FOFT da effettuarsi nell'autunno 1989 avrebbe portato a delle ulteriori perdite finanziarie, e pertanto bloccò definitivamente l'uscita di quello che, almeno per quanto riguarda la sua seconda e mai pubblicata versione, può dirsi il primo gioco del genere ad aver superato dal punto di vista qualitativo l'originale "Elite".

Altre simulazioni di gioco simili furono rilasciate per l'Atari ST e l'Amiga, come Starglider 2, Damocles (Mercenary 2) e Warhead : tutti questi giochi, però, erano più focalizzati intorno ad una ben precisa trama e lasciavano, al giocatore, meno libertà di commerciare per la galassia.

Tra i tentativi di imitare Elite effettuati tra il 1989 ed il 1990 vanno infine senz'altro citati, per la buona qualità, Space Rogue di Microprose, pubblicato per PC, Commodore 64, Amiga ed Atari ST, ed Xyphos di Electronic Zoo, che vide la luce solo sulle macchine a 16 bit.

Nel 1991, poi, uscirono tre nuove conversioni di Elite, tutte da considerarsi particolarmente importanti per l'elevata qualità raggiunta: la versione per Acorn Archimedes (detta anche ArcElite), quella per NES e la versione Plus per PC con scheda grafica VGA.

ArcElite, la versione per l'Acorn Archimedes, venne scritta da Warren Burch e Clive Gringras, e fu pubblicata nel 1991 da Hybrid. Oggi viene generalmente considerata la miglior conversione del gioco classico, dato che aggiunge avversari intelligenti ingaggiati in proprie battaglie private e una polizia che prende un interesse attivo nel proteggere la legge. Il gioco non sembra più incentrato solamente sul giocatore, flotte di trasporti con scorte effettuano i propri commerci, formazioni di pirati pattugliano sistemi fuorilegge cercando cargo da depredare e nelle cinture di asteroidi si incontrano navi minatore che frantumano gli asteroidi per recuperarne il contenuto minerale. Diversamente dalla mitica Generation Ships del gioco originale, ci sono davvero avvenimenti rari da incontrare in ArcElite - formazioni geometriche di segnali spaziali, eremiti che vivono in mezzo agli asteroidi, navi abbandonate trainate dalla polizia.

La versione di Elite per Nintendo Entertainment System (rilasciata in Europa da Imagineer nel 1991) è generalmente reputata la migliore tra le versioni ad 8 bit (mentre la palma di migliore versione a 16 bit viene generalmente assegnata alla versione Amiga e quella delle versioni a 32 bit a quella per Archimedes). Unica versione per console, era caratterizzata da una nuova interfaccia ad icone, resa indispensabile dal fatto che il NES, a differenza dei computer, non disponeva di una tastiera con la quale poter attivare i numerosi comandi del gioco ma soltanto dei pochi tasti presenti nel joypad standard.

Notevole anche Elite+, pubblicata nel 1991 da Microprose per PC con scheda grafica VGA, la quale anche se non raggiunge lo stesso livello di innovazione di ArcElite può senz' altro competere con quest' ultima nel comparto grafico.

Una variante della versione originale per BBC Micro di Elite con molte novità, in origine chiamata Elite III, ma ora nota come Elite A per minimizzare la confusione, fu creata da Angus Duggan negli anni novanta disassemblando e modificando il codice 6502 della versione commerciale. Include molti altri tipi di nave, un numero maggiore di navi pilotabili dal giocatore, missioni di consegna di merci, dell'equipaggiamento extra e numerose modifiche al metodo di gioco. Come il gioco originale, è possibile scaricare questa versione dal sito di Ian Bell e giocarlo con un emulatore.

Sono stati fatti molti tentativi di sviluppare versioni moderne di Elite, molti dei quali terminati in disastro: Elite: The New Kind, venne sviluppato da Christian Pinder a partire da una copia dell'originale versione per BBC Micro Elite, ma dovette essere ritirato dalla grande distribuzione dopo che David Braben avanzò obiezioni legali. Elite Platinum, un altro ambizioso progetto che voleva ricatturare l'essenza delle versioni per 16-bit venne abbandonato quando era quasi completo. Elite Legacy, un tentativo di scrivere un clone di Elite con un motore grafico 3D molto superiore venne abbandonato quando l'autore venne assunto da una software house professionista.

Comunque non tutti i tentativi sono falliti: Hardwar, sviluppato da The Software Refinery e pubblicato da Gremlin Graphics (i creatori di FOFT), uscì nel 1998 e fu da molti considerato il successore spirituale di Elite. Nel 2004 in Germania è stato poi lanciato Elite Starfighter, una versione di Elite rinnovata dall'adozione di una grafica moderna (di livello pressappoco comparabile a quella di X-Tension, l'espansione-seguito del primo X-Beyond the Frontier). Inoltre, ancor più importante, Oolite, una versione OpenGL per il Mac OS X è stata completata ed è stata poi convertita per sistemi Linux e per sistemi Microsoft Windows. Infine, anche il gioco di ruolo spaziale open source Vega Strike può essere considerato un successore spirituale di Elite poiché ne condivide parecchie caratteristiche di gioco ed anche perché una sua modificazione significativamente chiamata Elite Strike per Vega Strike è attualmente in fase avanzata di sviluppo (la versione Alpha 0.0.1 è stata rilasciata il 17 gennaio 2006).

Open release[modifica | modifica sorgente]

Nel 1999/2000, scoppiò una disputa tra Ian Bell e David Braben riguardo alla decisione del primo di rendere disponibili tutte le versioni dell'Elite originale. La disputa è ora conclusa, le versioni originali sono disponibili sul sito di Bell. I due giochi Frontier sono scaricabili dal sito Braben's Elite Club.

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

  • Originariamente furono pubblicate 3 versioni di Elite: per Acorn Electron Tape, BBC B Tape e BBC B Disk. La versione BBC B Disk viene indicata come Classic Elite ed è la sola delle tre a contenere le due missioni speciali, colloquialmente indicate come Constrictor e Thargoid Documents.
  • La versione originale per BBC calcolava la graduatoria basandosi sul numero di abbattimenti, non sulla loro difficoltà. Per passare da harmless a mostly harmless era necessario abbattere due navi, con otto si raggiungeva poor, con 24 average, con 44 above average, con 130 competent e con 512 dangerous. Gli ultimi due gradi richiedevano un numero enorme di abbattimenti, con 2560 necessari per diventare deadly e 6400 per elite. I sistemi diversi da BBC usavano sistemi di punteggi diversi.
  • I gradi harmless ("innocuo") e mostly harmless ("praticamente innocuo") sono riferimenti al libro Guida galattica per gli autostoppisti di Douglas Adams. "Innocuo" e "praticamente innocuo") sono la descrizione della Terra nella Guida.
  • La nave più potente nell'universo di Elite è generalmente considerata il Fer-de-lance, una nave non solo più grande e meglio armata del Cobra MkIII in dotazione al giocatore ma anche molto veloce e dotata di scudi assai potenti, ed il cui unico difetto era forse una manovrabilità non eccelsa. Stando al manuale di Elite il Fer-de-lance è anche la nave dotata degli interni più spaziosi e lussuosamente arredati dell'intero universo.
  • Altra grave minaccia incontrabile nell'universo di Elite sono le astronavi della potente specie aliena insettoide dei Thargoid: si tratta di veri e propri dischi volanti di forma ottagonale dotati di scudi potentissimi (persino più di quelli del Fer-de-lance, nave rispetto alla quale i dischi Thargoid risultano però ancor meno agili), della capacità di "saltare" a loro piacimento nel cosiddetto Witch Space (lo spazio buio e vuoto che si trova tra le varie galassie) e dotati infine della possibilità di lanciare i cosiddetti Thargons, un gruppo di otto piccole navi telecomandate che fanno fuoco all'unisono insieme al disco-madre. Se il giocatore riesce ad abbattare il disco Thargoid gli è poi possibile recuperare i Thargons e rivenderli a caro prezzo: si tratta infatti di manufatti alieni richiestissimi per la loro avanzata tecnologia.
  • Nella versione originale per BBC B, dopo 256 abbattimenti viene mostrato il messaggio «RIGHT ON COMMANDER!». Questo evento attiva la missione "Constrictor", che consiste nell'inseguire, individuare e distruggere una nave sperimentale rubata da un gruppo di fuorilegge: il Constrictor, dotato di scudi potentissimi (persino più di quelli in dotazione alle navi Thargoid) e di uno speciale congegno di occultamento che la rende del tutto invisibile al radar di bordo.
  • La versione MSX di Elite conteneva descrizioni dei pianeti totalmente diverse rispetto alle descrizioni dell'originale - le descrizioni dei pianeti della versione MSX tendevano a toccare tematiche leggermente più "adulte" rispetto alle descrizioni dell'originale.
  • Le versioni Amiga ed MSX, entrambe uscite nel 1988, possedevano una nave inedita, il temibile Wolf Mk.II, descritto come l'unica nave in grado di competere ad armi pari con i Fer-de-lance ed i dischi Thargoid.
  • Le versioni Amiga ed Atari ST avevano un nuovo accessorio montabile sulla nave, i Retro-Rocket.
  • La versione Commodore 64 era l'unica ad implementare una specie del tutto particolare di alieni, i Trumbles, ispirati ai Tribble della serie classica di Star Trek.
  • "ArcElite" per Archimedes possedeva un grado intermedio tra "Deadly" ed "Elite", denominato "Very Deadly".
  • Elite+ per sistemi PC DOS con scheda grafica VGA possedeva una nona galassia ed un ulteriore grado Archangel, addirittura superiore al mitico grado di Elite. Tale altissimo grado si poteva raggiungere intraprendendo la missione speciale di distruggere una stazione spaziale in un sistema invaso dai Thargoid. La ricompensa del giocatore per completare la missione era il conseguimento di titolo di Archangel e l'ottenimento di un dispositivo in grado di emulare le emissioni anti-ECM. La nona galassia poteva essere raggiunta solo mediante un iperbalzo nel Witch Space.
  • L' effettiva superiorità del grado Archangel di Elite+ è stata aspramente contestata dai puristi, i quali ritengono che il grado più difficile da raggiungere sia quello di Elite nella versione Elite-A di Angus Duggan, nella quale non solo i Thargoid sono nettamente più forti rispetto a tutte le altre versioni ma risulta anche molto più pericoloso utilizzare la tecnica del "ramming" (speronamento) per distruggere velocemente le navi avversarie.
  • La versione Elite-A di Angus Duggan è stata una delle prime applicazioni videoludiche del concetto di multi-thread: il disco originale di Elite-A conteneva infatti anche la cosiddetta Tube version, in grado di sfruttare la presenza di un secondo processore 6502.

Schermate di gioco[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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