Nintendo Entertainment System

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Nintendo Entertainment System
Nintendo Entertainment SystemFamily Computer (Famicom)
Produttore Nintendo
Tipologia Console a 8 bit
Generazione Terza
In vendita Bandiera del Giappone 15 luglio 1983

Bandiera degli Stati Uniti 18 ottobre 1985
Bandiera del Canada febbraio 1986
Bandiera dell'Europa 1 settembre 1986
Bandiera dell'Italia 1987[1]

Dismissione 1995
Supporto di
memorizzazione
Cartucce (“Game Pak”), floppy disk[2]
Dispositivi
di controllo
Gamepad a due pulsanti e croce direzionale
Servizi online modem per la connessione alle BBS[2]
Unità vendute 61.91 milioni[3]
Gioco più diffuso Super Mario Bros. (40.23 milioni, gioco incluso nella confezione) [4]; Super Mario Bros. 3 (18 milioni)[5]
Predecessore serie Color TV Game
Successore Super Nintendo Entertainment System

Il Nintendo Entertainment System (NES) è una console a 8 bit lanciata da Nintendo nel 1983 in Giappone con il nome di Family Computer (ファミリーコンピュータ Famirī Konpyūta?) o con la contrazione Famicom, (ファミコン Famikon (pronuncia [?])?), nel 1985 negli Stati Uniti e nel 1986 nel resto del mondo. È considerato il sistema che risollevò l'industria dei videogiochi dopo la crisi del 1983:[6] questo grazie al successo di titoli come Super Mario Bros., Super Mario Bros. 3, Zelda, Excitebike, Metroid e Castlevania, di livello qualitativo superiore a quello dei giochi per le altre console domestiche del tempo; inoltre ha influenzato il design e gli standard delle console seguenti, partendo dal sistema di controllo. Infine, con il NES la Nintendo ha introdotto un modello lavorativo oggi adottato da tutti, ovvero di licenziatare "terze parti" per lo sviluppo di software.[7]

Indice

[modifica] La storia

Seguendo la serie di successi dei giochi arcade nei primi anni '80, Nintendo pianificò lo sviluppo di una propria console a cartucce removibili, disegnata da Masayuki Uemura, che fu distribuita in Giappone a partire dal 15 luglio 1983 col nome di Famicom. Le vendite faticavano ad aumentare a causa di errori nella programmazione dell'hardware. In seguito al ritiro e alla immissione sul mercato con una nuova scheda madre, la sua popolarità salì fino a diventare la console più venduta in Giappone nel 1984.

Per il mercato mondiale Nintendo aveva preso contatti con Atari per permettere alla società di occuparsi della commercializzazione al di fuori del Giappone della console. L'accordo prevedeva che il sistema sarebbe stato distribuito con il nome Atari e che la società avrebbe pagato i diritti alla Nintendo per la produzione della console. Dopo tre giorni di trattative, quando gli ultimi dettagli dovevano essere finalizzati, alcuni dirigenti Atari si imbatterono nello stand della Coleco in una conversione del gioco Donkey Kong per il computer Coleco Adam. I dirigenti Atari immaginarono che i giapponesi stessero vendendo i diritti in loro possesso a più società contemporaneamente e quindi interrompettero le trattative con Nintendo. In realtà Coleco aveva acquisito i diritti per la produzione della versione per console di Donkey Kong quindi la conversione per il computer Coleco Adam era presente a solo scopo dimostrativo e non ne era prevista una sua commercializzazione. La rottura delle trattative con Atari spinse Nintendo a cercare un nuovo distributore ma dopo più di un anno di infruttuose ricerche la società decise di commercializzare in proprio la console.[8]

Nel giugno 1985 venne presentata al Consumer Electronics Show di Chicago con un design rinnovato e con un nuovo nome per il mercato USA, Nintendo Entertainment System; il prezzo previsto era di 249,99$ con due controller, la pistola Zapper, il robottino ROB e i giochi Gyromite e Duck Hunt, oppure 199,99$ con due controller e Super Mario Bros.. La console è stata lanciata in America nell'ottobre 1985 con una ludoteca caratterizzata da ottime conversioni di nuovi giochi arcade come Ice Climber, Excitebike e Wrecking Crew, Duck Hunt più il titolo inedito ideato da Shigeru Miyamoto: Super Mario Bros.. Questo gioco, considerato la killer application, fu una vera e propria rivoluzione nel mondo dei videogame, grazie alla sua grafica luminosa e colorata, il preciso sistema di controllo e i livelli a scrolling orizzontale che immergevano il giocatore in un mondo simile a quello dei cartoon. I prezzi accessibili, la buona qualità del software e il controllo diretto delle terze parti determinarono il successo del Nintendo. Nel Natale dell'85 la console otterrà una discreta quantità di vendite per poi raggiungere tre milioni di pezzi nel 1986. Sempre nel 1986 il Nes verrà prodotto dalla Worlds of Wonders che aiuterà l'azienda giapponese ad un "ritorno d'immagine" negli Stati Uniti. E' nel 1987 pero' che il pubblico si accorge delle incredibili capacità grafiche della macchina rispetto alle altre. Questo grazie alla pubblicazione di Metroid, Castlevania, Rush'N Attack, Mega Man, Rad Racer, Zelda e Final Fantasy (quest' ultimo al momento solo in Giappone), le cui saghe continuano con successo ancora oggi. Nell'87 inoltre i giochi della Worlds of Wonders subiscono un grosso calo di vendite e la Nintendo alla fine dell'anno decise di assumere in blocco tutti i dipendenti che stavano per essere licenziati in seguito all'imminente bancarotta. Per ironia della sorte alcuni di essi erano gli stessi che Nintendo avvicinò durante il primo tentativo, andato in fumo, di alleanza con Atari. Il Nes vende sei milioni di pezzi: cifra che raddoppia l'anno successivo. Nel 1988 infatti escono negli Stati Uniti Super Mario Bros. 2, Contra, Blaster Master e Double Dragon che spingono quasi al massimo la tecnologia di questa console. Nel 1989 Ninja Gaiden, Mega Man 2, The Guardian Legend e Dragon Warrior (remake di Dragon Quest) rappresenteranno un ulteriore passo avanti nella ludoteca del Nes che si dimostrerà ancora una volta il miglior sistema sul mercato. Il picco della giocabilità a 8 bit verrà poi raggiunto da Jackie Chan's Action Kung Fu, Castlevania III: Dracula's Curse e Super Mario Bros. 3, uscito negli Stati Uniti nei primi mesi del 1990. Il terzo capitolo della saga di Mario, inoltre, fu considerato uno dei migliori e più innovativi videogame della storia, oltre che titolo più venduto dopo Super Mario Bros., quest'ultimo però incluso nella confezione.

La Nintendo , quindi, fu padrona incontrastata del mercato nipponico e USA (che lo pubblicizzava con lo slogan "now you're playing with power") mentre i suoi titoli registravano sempre nuovi record. Era particolarmente importante il marchio dorato "Nintendo Seal of Quality" che compariva sulle confezioni dei giochi e determinava il livello di divertimento che veniva testato direttamente da Nintendo. Comunque la console non riscosse lo stesso successo in Europa e Australia. Infatti quei mercati erano contesi dalla Mattel e altre compagnie, tra cui la Sega. In Italia arrivò nel 1987 ma la Mattel (che si occupò della distribuzione) imponeva un prezzo troppo alto per far decollare le vendite (in USA dal 1988 costava 149,99$ con due controller, la pistola Zapper e la cartuccia Super Mario Bros./Duck Hunt a differenza del nostro Paese in cui lo stesso pacchetto costava circa mezzo milione di lire). I giochi, inoltre, arrivavano con un considerevole ritardo rispetto alle versioni americane e giapponesi: si trattava di mesi e certe volte addirittura di un paio di anni. Nel 1989 infatti (come viene rivelato nella rivista Super Console) l'Italia fu uno dei pochi paesi in cui il Sega Master System, distribuito dalla "Giochi Preziosi", riuscì a superare le vendite del NES.[senza fonte] Nonostante tutto la console divenne nel 1990 la macchina di gioco più venduta della storia, in seguito superata dalla Sony Playstation e dal Game Boy. Il Nes ha venduto in tutto 62 milioni di unità fino al 1995.

[modifica] Cessazione della produzione

Durante il debutto degli anni '90, le aziende rimpiazzeranno le console con sistemi a 16 bit come il Mega Drive della Sega che dalla fine del 1990 supererà le vendite del Nes. Comunque il Nintendo fino all'inizio del 1992 rimase il sistema di gioco più diffuso tra il pubblico. Il successore del NES fu il Super Nintendo Entertainment System (SNES), prodotto dalla Nintendo stessa il 13 agosto 1991 in USA e l'11 aprile 1992 in Europa. Il Nes, assieme all' Atari 2600, ha avuto quindi un ciclo di vita superiore a tutte le altre console esistite durato ben sette anni (1985-1992). Fino all'estate del 1992 la console 8-bit riuscì a coesistere bene con il Super Nes, grazie anche all'uscita di uno dei giochi Nintendo più famosi dell'inizio degli anni novanta: Mario & Yoshi. Dal Natale 1992 la guerra tra Snes e Megadrive si fece più accesa e il Nes, ormai considerevolmente vecchio e con pochi giochi nuovi, diventò una console a basso costo, indirizzata verso un pubblico più giovane e alle prime armi nel settore dei videogiochi. In realtà però in Europa la situazione fu leggermente differente. I notevoli ritardi dell'uscita delle cartucce consentirono al Nes di essere considerato una delle console di riferimento fino all'estate del 1993, sebbene seconda nelle vendite rispetto al Super Nes ed al MD. Nel 1993 il Nes venne venduto in una confezione speciale con Super Mario Bros. 3.. Nello stesso anno uscì in America il NES 2: molto simile a livello di hardware, ma meno costoso (49,99$) e con un look più compatto, simile a quello dello SNES.

Nintendo ha continuato a riparare i sistemi Famicom fino al 21 ottobre 2007, dichiarando che le scorte delle parti di ricambio necessarie sono ormai terminate e fuori produzione.[9][10][11]

[modifica] I controller

Gamepad del NES

Il gamepad standard è di forma rettangolare, dotato di una pulsantiera direzionale a croce (progettata da Gunpei Yokoi per i Game & Watch), due pulsanti rossi denominati "A" e "B" sulla parte destra, mentre nella parte centrale trovano posto i due tasti funzione "Start" e "Select". Erano inoltre disponibili vari accessori, come la NES Zapper, il Nintendo Four Score, il Nintendo Max, il Nintendo Advantage e il particolare R.O.B.

[modifica] Specifiche tecniche

  • Processore: 6508 8-bit "custom" @1,77 MHz (PAL)
  • Memoria Interna: 2 KByte WRAM, 2 KByte VRAM, 256 Byte SPR-RAM
  • Video: 256x240 (palette di 52 colori, max 24); max 64 sprite simultaneamente su schermo con dimensione max 8x16 px
  • Audio: PSG (5 canali)
  • Media: cartucce con ROM (128 bit - 4 Mbit) preprogrammate / Floppy disk per il Famicom Disk System

[modifica] Differenze regionali

I gamepad del Famicom.

Sebbene NES e Famicom condividano l'hardware di base, esistono alcune differenze sostanziali fra le due versioni:

  • Il design dei case è completamente diverso, a partire dai colori e dalla posizione di alcune caratteristiche. Il NES è grigio, possiede uno sportello da aprire per inserire le cartucce, in posizione orizzontale; ha una porta d'espansione posta nella parte inferiore. Il Famicom è bianco e rosso; le cartucce vanno inserite in verticale; la porta d'espansione (differente rispetto a quella del NES) è nella parte anteriore della console. Anche i gamepad non sono uguali: quelli del Famicom sono numerati e non sono rimovibili, dato che il cavo è saldato all'unità stessa; inoltre il secondo non possiede i tasti "Start" e "Select", sostituiti da un microfono e da un regolatore di volume.
  • Le cartucce hanno una differente piedinatura: il NES può ospitare cartucce da 72 pin, mentre il Famicom può utilizzare anche delle cartucce più piccole, da 60 pin.
  • Diverse periferiche sono esclusive del Famicom:
  • Il Famicom possiede un diverso sistema di gestione dell'audio: infatti supporta cartucce dotate di chip sonori aggiuntivi, grazie a due pin posti nella porta delle cartucce. Questi pin sono stati spostati nel NES, col risultato che i videogiochi dotati di chip aggiuntivi (come Castlevania III: Dracula's Curse) hanno una peggiore qualità sonora.
  • Il NES possiede un sistema di protezione (il chip "10NES"), che impedisce l'uso di cartucce prive della licenza Nintendo o delle cartucce giapponesi. Alcuni utenti particolarmente abili hanno poi scoperto che, smontando il NES e rimuovendo uno di questi pin, la protezione viene sorpassata.[12]
  • Sia NES che Famicom possiedono un modulatore di onde radio per l'output audio e video; il NES ha anche un connettore RCA composito. I sucessivi restyling (AV Family Computer e NES 2) possiedono solo quest'ultimo.
  • In Giappone, oltre Nintendo, altre cinque aziende (Konami, Capcom, Namco, Bandai, e Jaleco) avevano la licenza di produrre cartucce dotate di chip dedicati aggiuntivi.
  • In Europa il NES veniva distribuito dalla Mattel: questa versione presenta alcune differenze estetiche rispetto al NES statunitense, oltre che alla possibilità dell'uso di cartucce PAL e non NTSC.[13]

[modifica] Voci correlate

[modifica] Note

  1. ^ Per motivi commerciali, Europa e Australasia erano state divise in due parti da Nintendo. La prima, comprendente Francia, Olanda, RDT, Norvegia, Danimarca e Svezia, ha visto la distribuzione del NES nel 1986; la seconda, che comprendeva Regno Unito, Irlanda, Italia, Australia e Nuova Zelanda, l'anno seguente.
  2. ^ a b Solo in giappone
  3. ^ Consolidated Sales Transition by Region (PDF). Nintendo, 2008-07-30. URL consultato il 2008-07-30.
  4. ^ Best-Selling Video Games. Guinness World Records. URL consultato il 2008-01-31.
  5. ^ All Time Top 20 Best Selling Games. 2003-05-21. URL consultato il 2006-12-01.
  6. ^ Consalvo, Mia (2006). Console video games and global corporations: Creating a hybrid culture . New Media Society 8 (1): 117–137. DOI:10.1177/1461444806059921.
  7. ^ Daniel Sanchez-Crespo, Core Techniques and Algorithms in Game Programming, New Riders Games2003-09-08, 14 URL consultato il 2007-10-24.
  8. ^ I cinque (non)eventi che cambiarono l'IT. Punto-Informatico.it, 23-3-2009. URL consultato il 23-3-2009.
  9. ^ «Nintendo's classic Famicom faces end of road», AFP, 2007-10-31. URL consultato in data 2007-11-09.
  10. ^ Japanese 初代「ファミコン」など公式修理サポート終了 in ITmedia News. ITmedia, 2007-10-16. URL consultato il 2008-01-20.
  11. ^ RyanDG. Nintendo of Japan dropping Hardware support for the Famicom. Arcade Renaissance, 2007-10-16. URL consultato il 2008-01-20.
  12. ^ Horton, Kevin. The Infamous Lockout Chip in BlueTech. URL consultato il 2005-01-05.
  13. ^ Mattel European NES information (though Missing compatibility information). Mattel, 2008. URL consultato il 2008-02-03.

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