Dragon Quest

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Una schermata di Dragon Quest, versione giapponese

Dragon Quest (ドラゴンクエスト?), conosciuta fino al 2005[Note 1] in Nord America col nome di Dragon Warrior, è una popolare serie di videogiochi di tipo JRPG per console, ideata nel 1985 da Yuji Horii e dal suo studio, Armor Project.

È considerata una delle più importanti saghe di JRPG della storia e ha contribuito profondamente a creare le basi del gioco di ruolo su console, influenzando altre famose serie appartenenti allo stesso genere, ad esempio Final Fantasy, il cui primo episodio uscì l'anno dopo il capostipite della serie Dragon Quest. La serie è pubblicata da Square Enix (inizialmente Enix) con versioni aggiornate o successivi capitoli destinati al Nintendo DS (NDS) pubblicati da Nintendo al di fuori del Giappone. Il primo titolo è uscito nel 1986 e attualmente esistono nove capitoli della serie principale, numerosi spin-off e quasi ogni gioco della serie principale ha un adattamento anime o manga, se non entrambi. La serie ha avuto un forte impatto sullo sviluppo di RPG per console, introducendo un certo numero di caratteristiche del genere.

I capitoli della serie sono usciti sulle console per videogiochi MSX computer, Nintendo Entertainment System, Super Nintendo Entertainment System, Game Boy Color, Game Boy Advance, Nintendo DS, PlayStation, PlayStation 2, e Wii, oltre che su diversi modelli di telefoni cellulari. La colonna sonora di ogni Dragon Quest è arrangiata da un gruppo orchestrale; la serie è stata la prima ad avere adattamenti riarrangiati di musiche tratte da balletti. All'inizio della serie, i giochi Dragon Quest erano chiamati in Nord America Dragon Warrior per evitare conflitti di trademark con il gioco di ruolo-avventura grafica DragonQuest. Square Enix non ha registrato negli Stati Uniti il marchio Dragon Quest prima del 2002.

Elementi comuni[modifica | modifica sorgente]

La premessa di base della maggior parte dei titoli della serie è quella di interpretare un eroe che viaggia per salvare il suo paese dal pericolo di un potente nemico malvagio, con il protagonista spesso accompagnato da un gruppo di comprimari. Persistono degli elementi comuni a tutti i titoli della serie principale e agli spin-off: il combattimento a turni; il reclutamento di mostri, inclusi gli Slime, che sono diventati la mascotte della serie a partire dalla versione inglese di Dragon Quest VIII: L'odissea del re maledetto; un sistema di menù scritti;[Note 2] infine i combattimenti casuali (nella serie principale), fino a Dragon Quest IX: Le sentinelle del cielo. Dragon Quest è una delle poche serie di lunga durata ad avere un gruppo chiave stabile: Yuji Horii (ideatore), Akira Toriyama (concept artist) e Koichi Sugiyama (compositore). Le idee originali, utilizzate sin dal primo capitolo, presero elementi da RPG occidentali come Wizardry e Ultima. Si era profuso molto impegno per fare sì che il gameplay fosse intuitivo cosicché i giocatori potessero iniziare con facilità a giocare. La serie contiene un certo numero di doppi sensi a sfondo religioso fortemente censurati nelle versioni per NES.

Gameplay[modifica | modifica sorgente]

Nella maggior parte dei titoli di Dragon Quest, il giocatore controlla un party di personaggi che possono camminare all'interno di città e comprare armi, armature e oggetti per sconfiggere i mostri al di fuori delle cittadine: o nell'overworld, o all'interno di dungeon. Nella maggior parte dei giochi, i combattimenti hanno inizio con incontri casuali e per aumentare il livello d'esperienza dei personaggi, il giocatore è costretto al grind.[1] All'interno della serie si trovano anche oggetti maledetti, faticosi dungeon dove i giocatori devono sfruttare al meglio le proprie risorse per sopravvivere e difficili battaglie contro boss.[2] Quando il party incontra dei mostri, la visuale passa in prospettiva e ai giocatori vengono mostrati diversi menu ricchi di opzioni. Questi scontri in prima persona basati sui menu sono diventati un marchio di fabbrica della serie.[3] I giocatori usano i menu per scegliere armi, magie e altri oggetti utili per attaccare e sconfiggere i nemici. Inoltre può essere utilizzato per fuggire dalla battaglia. Una volta che il party ha sconfitto i nemici vincendo così la battaglia, ogni membro di esso guadagna dei punti esperienza per raggiungere nuovi livelli. Quando un personaggio passa a un livello superiore, le sue statistiche migliorano.[4] Le vittorie forniscono ai giocatori anche oro che serve per comprare gli strumenti. Oltre a punti esperienza e oro, a volte i mostri possono lasciare oggetti che entrano direttamente nell'inventario del protagonista.

Nella maggior parte dei Dragon Quest il giocatore è tenuto a entrare in una chiesa (nota come "La Casa Curativa" nella traduzione NES) e parlare con un prete o una suora per salvare i progressi di gioco;[5] in Dragon Warrior, i giocatori dovevano parlare con un re per salvare il gioco, mentre i primi due titoli per NES utilizzano una password di salvataggio dati. Se il gruppo muore in battaglia, si perde metà del proprio oro e si viene teletrasportati nell'ultimo punto di salvataggio, dove il protagonista risuscita.[6] Poi i giocatori devono pagare un prete o una suora per riportare in vita i compagni.

In Dragon Quest si incontrano anche le massaggiatrici "Puff puff"-onomatopea giapponese indicante una ragazza che strofina il suo seno sul viso di un ragazzo, ma può anche essere usato per ricordare una ragazza che trastulla il suo seno- che il giocatore può ingaggiare con testi a schermo che descrivono le loro azioni nei primi titoli.[6] Nei successivi si sono applicate delle restrizioni poiché non era possibile mostrare su schermo i seni. Alcune traduzioni nord americane decisero di eliminare i testi descrittivi di queste scenette.[Note 3][6][7]

In Dragon Quest III, Dragon Quest VI: Nel Regno dei Sogni, Dragon Quest VII e Dragon Quest IX: Le sentinelle del cielo, si possono scegliere diverse classi per ogni personaggio.[6] Ciascun gioco ha il suo preciso sistema di classi, con opzioni tipiche tra cui: chierico, lottatore, giullare, ladro, guerriero e mago[Note 4] Tutti i giochi sopra citati includono anche classi avanzate come il Saggio. Inoltre, Dragon Quest VI e VII possiedono anche le classi di mostri.[8]

A partire da Dragon Quest IV: Le cronache dei prescelti, è stato introdotto un nuovo oggetto da collezione, le mini-medaglie. Esse sono piccole monete con al centro una stella a cinque punte e non hanno niente a che vedere con la conclusione del titolo. I giocatori le collezionano attraverso il gioco -innanzitutto aprendo bauli, rompendo vasi e barili e cercando in sacche e cassetti- e ad un certo punto dell'avventura il giocatore trova un personaggio con cui barattarle per oggetti. Horii le inventò perché voleva che ci fosse qualcosa che il giocatore potesse collezionare di simile alle creste o alle sfere dei precedenti Dragon Quest, ma non voleva ripetere l'idea di costringere il giocatore a trovarne un certo numero prima di poter terminare la storia.[9]

Mostri[modifica | modifica sorgente]

La serie contiene parecchi mostri ricorrenti, tra cui gli Slime, i Vampistrelli, gli Zombie, le Mummie, i Sacchi Golosoni e i Draghi.[10] Molti mostri della serie sono stati disegnati da Akira Toriyama.

Numerosi Dragon Quest permettono al giocatore di reclutare mostri per combattere al loro fianco. In Dragon Quest IV si può reclutare per il primo capitolo un mostro Healie. In Dragon Quest V e VI i mostri da affiancarsi vengono scelti dal giocatore.[6] In Dragon Quest VIII i giocatori possono reclutare mostri dopo averli sconfitti per farli combattere all'interno di un'arena oppure all'infuori in combattimenti normali, anche contro i vari boss.[11]

Gli Slime, creati da Toriyama per la serie, ne sono diventati la mascotte ufficiale. Il creatore della serie, Yuji Horii, li ha definiti un esempio delle abilità di Toriyama, dichiarando che ha avuto bisogno del suo "potere [artistico] di prendere qualcosa come una vasca di melma (slime in inglese, appunto) e trasformarla in un grandioso personaggio."[12] Uno Slime è un piccolo blob blu, a forma di goccia d'acqua, con un viso. È apparso in ogni Dragon Quest ed è in genere uno dei primi mostri che incontra il giocatore.[Note 5]

Erdrick (altrimenti detto Loto)[modifica | modifica sorgente]

Erdrick[Note 6] è un eroe leggendario della serie. I primi tre Dragon Quest, tutti connessi alla leggenda di Erdrick, compongono la "Trilogia di Erdrick". All'interno del gioco è conosciuto come l'eroe che liberò il Regno di Alefgard dall'oscurità.[13][14][15][16] L'ordine cronologico dei primi tre Dragon Quest è: Dragon Quest III, Dragon Quest, Dragon Quest II.[16]

L'ordine cronologico dei Dragon Warrior è lo stesso dei Dragon Quest. Nel primo titolo della serie, il personaggio giocante è un discendente di Erdrick[4] e ne segue il tragitto per trovare il Castello di Dragonlord e affrontarlo. Anche nel II gli eroi discendono da Erdrick,[14][15] che esplorano il vasto mondo di Torland che comprende il continente di Alefgard. La leggenda di Erdrick in Dragon Quest si completa in Dragon Quest III con l'elargizione da parte del re di Alefgard del "Grado di Erdrick", il più grande onore della nazione, nei confronti dell'eroe, alla fine del gioco. In Dragon Quest I e II, gli armamenti del personaggio giocante sono chiamati "Spada di Erdrick" e "Armatura di Erdrick". Non è possibile giocare a Dragon Warrior III col nome "Erdrick" nella versione originale, né con quello di "Loto" nel remake per GBC, poiché il gioco impedisce di continuare.

Zenithia[modifica | modifica sorgente]

Zenithia, altrimenti detto Castello Zenith o Zenith, è un castello galleggiante apparso per la prima volta in Dragon Quest IV: esso viene utilizzato come sede di informazioni per diversi elementi in Dragon Quest IV, V e VI. La sua presenza all'interno di tutti e tre i giochi, ha fatto sì che questo gruppo venga descritto anche come Trilogia di Zenithia o di Tenku (ossia Paradiso).[17] Horii ha spiegato che non c'è mai stata l'intenzione di una trilogia: "Ogni titolo Dragon Quest rappresenta un fresco inizio e una nuova storia, quindi non vedo molto la connessione tra i giochi della serie. Immagino che si possa dire che l'immaginazione dei giocatori ha unito tra loro in qualche modo i vari titoli."[18]

In Dragon Quest IV si può raggiungere Zenithia scalando la torre sopra l'entrata del mondo dell'oscurità. Nel V, invece, Zenithia si trova dentro un lago a sud di Elheaven, finché non viene rinvenuto l'Astro Dorato che permette alla stessa di librarsi in aria. Nel VI Zenithia è occupato dal Demone Lord Durran, lasciando una voragine nel luogo dove si trovava nel "Regno dei Sogni". Quando il Regno dei Sogni torna al suo stato naturale, Zenithia è l'unica parte rimanente, fluttuando al di sopra del mondo "reale". Oltre alla trilogia, anche nel remake di Dragon Quest III esiste un castello chiamato Zenithia, per quanto appaia molto diverso rispetto a quello della serie Tenku.[19]

Giochi[modifica | modifica sorgente]

Serie principale[modifica | modifica sorgente]

I primi quattro titoli della serie sono usciti originariamente su Nintendo Entertainment System (NES) in Giappone e Nord America. I primi due in Giappone oltre ad essere rilasciati su NES sono stati ripubblicati lo stesso anno anche per MSX. Tutti e quattro hanno avuto riedizioni su console successive. Dragon Quest è stato rilasciato per la prima volta in Giappone il 27 maggio 1986, mentre in Nord America nell'agosto del 1989 con il titolo di Dragon Warrior.[6][20] Dragon Quest II Akuryo no Kamigami è uscito in Giappone nel 1987 e in Nord America nel 1990 come Dragon Warrior II. Dragon Quest III Soshite Densetsu e... è stato rilasciato in Giappone nel 1989 e in Nord America, col nome di Dragon Warrior III nel 1992. Dragon Quest IV: Le cronache dei prescelti è uscito nel 1990 in Giappone e nel 1992 in Nord America come Dragon Warrior IV. Il remake del 2001 per PlayStation (PS1) di quest'ultimo è uscito solo in Giappone, nonostante fosse stato programmato anche per la vendita in territorio americano,[6][21] mentre quello successivo per DS è stato distribuito in America del Nord, ma anche in Europa e Australia, con il titolo originale. Tuttavia la versione europea è priva del numero (IV) identificativo.[6]

Due sono i giochi usciti per Super Nintendo Entertainment System (SNES): Dragon Quest V: La sposa del destino del 1992 e Dragon Quest VI: Nel Regno dei Sogni del 1995. Esistono di entrambi remake su console più moderne.[6] Come sopra, il quinto episodio sarebbe dovuto uscire anche in Nord America, ma Enix cancellò il progetto, si dice a causa della sua decisione di abbandonare il mercato americano. In ogni caso non fu mai dichiarata una motivazione ufficiale.[6][22] Sono stati sviluppati per NDS i remake dei due titoli, entrambi usciti in Nord America, Europa e Australia. Degno di nota come Dragon Quest'VI sia stato pubblicato con il numero identificativo, a differenza dei due remake per NDS precedenti.[23][24] Un gioco è uscito per PS1: Dragon Quest VII: Eden no Senshi-tachi, nel 2000 in Giappone e nel 2001 in Nord America, ancora con il nome di Dragon Warrior VII.[6] Dragon Quest VIII: L'odissea del re maledetto è uscito per PlayStation 2 (PS2): nel 2004 in Giappone,[6] nel 2005 in Nord America e nel 2006 in Europa e Australia.[25] In Europa mancò ancora la numerazione. Dragon Quest VIII è il primo della serie uscito con il nome originale anche in America e anche il primo titolo della serie principale uscito in Europa.[26][27] Dragon Quest IX: Le sentinelle del cielo, unico titolo uscito originariamente per DS, è uscito nel 2009 in Giappone e nel 2010 in America, Europa e Australia.[28] Dragon Quest X: Mezame Shi Itsutsu no Shuzoku Online è stato rilasciato per Wii nel 2012.[29] Nel 2013 è stata rilasciata una versione per Wii U, con connettività al Nintendo 3DS.[30]

Tra parentesi la piattaforma e l'anno di esordio di ogni capitolo:

Spin-off[modifica | modifica sorgente]

Serie Mysterious Dungeon[modifica | modifica sorgente]

Serie Monsters[modifica | modifica sorgente]

Serie Slime[modifica | modifica sorgente]

Serie Monster Battle Road[modifica | modifica sorgente]

Altri[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Questo per una causa inconsistente di uso, finché Square Enix non ottenne anche in Nord America il diritto di usare il nome Dragon Quest. Viene utilizzato il nome Dragon Quest anche per titoli usciti in origine come Dragon Warrior. In questo articolo si utilizza sempre il titolo Dragon Quest a meno che il discorso non si riferisca proprio all'edizione nord americana.
  2. ^ La versione giapponese di Dragon Quest VIII mantiene i testi scritti, mentre con Dragon Quest IX si è definitivamente passati a menu grafici
  3. ^ Nei titoli originali NES e nei remake DS sono stati eliminati, mentre su PlayStation, PlayStation 2, Dragon Quest IX e sui remake per GBC sono stati mantenuti.
  4. ^ Molte classi base hanno nomenclature diverse nelle diverse traduzioni inglesi. La classe Chierico ha subito diverse modifiche di nome. Inizialmente era noto in Dragon Warrior III come Pellegrino mentre in Dragon Quest VI e IX è chiamato Sacerdote; il Lottatore è diventato nei suddetti Artista Marziale; il Giullare era noto nel III come Goof-off e nel VI come Vagabondo; il Guerriero era Soldato nel III, mentre il Mago varia tra Mago e Stregone a seconda dei titoli.
  5. ^ In ogni gioco, eccetto Dragon Quest VI, lo Slime è uno dei mostri nella prima area di gioco. L'eccezione vale anche per Dragon Quest VII dove la prima area non contiene nemici.
  6. ^ Erdrick è conosciuto come Loto nei remake nord americani per Game Boy Color dei primi tre titoli.
  1. ^ (EN) http://uk.ds.ign.com/articles/114/1149559p1.html
  2. ^ (EN) http://www.gamasutra.com/view/feature/4066/game_design_essentials_20_rpgs.php?page=12
  3. ^ (EN) http://www.1up.com/news/dragon-quest-battle-system-revealed
  4. ^ a b Dragon Warrior in Nintendo Power, vol. 7, Tokuma Shoten, luglio/agosto 1989, pp. 39-50.
  5. ^ (EN) http://kotaku.com/5509744/losing-our-religion
  6. ^ a b c d e f g h i j k l (EN) http://www.gamasutra.com/view/feature/3520/the_history_of_dragon_quest.php?print=1
  7. ^ (EN) http://www.destructoid.com/the-rubbing-of-breasts-on-faces-in-dragon-quest-ix-181483.phtml
  8. ^ (EN) http://uk.psx.ign.com/articles/098/098821p1.html
  9. ^ (JA) 週刊少年ジャンプ, vol. 45, Kazuhiko Torishima, 1989, p. 8.
  10. ^ Dragon Warrior I and II Official Strategy Guide, Prima Publishing, 2000, pp. 46-50 e 98-105, ISBN 0-7615-3157-2.

    Dragon Warrior III Official Strategy Guide, Prima Publishing, 2001, pp. 121-130, ISBN 0-7615-3638-8.

    Dragon Warrior VII Official Strategy Guide, Prima Publishing, 2001, pp. 147-155, ISBN 0-7615-3640-X.

  11. ^ (EN) http://uk.ps2.ign.com/articles/555/555685p1.html
  12. ^ (EN) http://uk.ds.ign.com/articles/792/792134p1.html
  13. ^ Dragon Warrior Instruction Manual, Nintendo, 1989.
  14. ^ a b Yasuhiro Fukushima, Unveiled Secrets of Dragon Warrior II, Enix.
  15. ^ a b Nintendo Power, vol. 16, Tokuma Shoten, settembre/ottobre 1990, p. 67.
  16. ^ a b (EN) http://www.gamespot.com/dragon-warrior-iii/reviews/dragon-warrior-iii-review-2800706/
  17. ^ Tom Magrino, Dragon Quest trilogy descends on DS, GameSpot, 21 maggio 2008. URL consultato il 20 febbraio 2011.

    Calvin, Dragon Quest IV Symphonic Suite, Square Enix Music Online. URL consultato il 21 giugno 2012.

  18. ^ Nintendo Power, vol. 229, Future US, luglio 2008, pp. 50-57.
  19. ^ Dragon Warrior III Official Strategy Guide, Prima Publishing, 2001, pp. 87-89, ISBN 0-7615-3638-8.
  20. ^ (EN) http://www.allgame.com/game.php?id=2730
  21. ^ (EN) http://uk.psx.ign.com/articles/097/097618p1.html
  22. ^ (EN) http://www.dqshrine.com/dw/seinterview.htm
  23. ^ (EN) http://www.gamefaqs.com/ds/942423-dragon-quest-v-hand-of-the-heavenly-bride/data
  24. ^ (EN) http://www.gamefaqs.com/ds/942424-dragon-quest-vi-realms-of-revelation/data
  25. ^ (EN) http://www.gamefaqs.com/ps2/583527-dragon-quest-viii-journey-of-the-cursed-king/data
  26. ^ (EN) http://www.1up.com/features/dragon-quest-america
  27. ^ (EN) http://www.eurogamer.net/articles/i_dragonquestviii_ps2
  28. ^ (EN) http://www.gamefaqs.com/ds/937281-dragon-quest-ix-sentinels-of-the-starry-skies/data
  29. ^ (EN) http://www.edge-online.com/news/wii-gets-dragon-quest-x
  30. ^ (EN) http://www.edge-online.com/news/dragon-quest-x-confirmed-wii-u
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