Mangaka

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La parola giapponese manga-ka (漫画家), o mangaka, indica un artista creatore di fumetti. In italiano la parola viene generalmente utilizzata per indicare una persona autrice dei tipici fumetti giapponesi (manga).

Significato[modifica | modifica sorgente]

Nella lingua giapponese la parola mangaka è formata da tre kanji, 漫画 (manga) e 家 (-ka).

Il lavoro[modifica | modifica sorgente]

Solitamente il mangaka è un'unica persona che crea la storia ed i disegni di un'opera, assieme sempre a degli assistenti, che si occupano delle chine, degli sfondi e della colorazione delle parti nere delle tavole. Esistono tuttavia dei mangaka che lavorano in gruppo, nei quali uno si occupa dei disegni (il mangaka) ed uno della storia (il gensaku-sha).

Assistenti[modifica | modifica sorgente]

Diversamente da quanto si possa pensare, il lavoro degli assistenti è essenziale per un mangaka: essi infatti aiutano il loro sensei nella colorazione e nel completamento delle tavole, riducendo di molto il tempo di lavorazione.

Da autore ad autore però, il compito affidato agli assistenti è diverso: ci sono infatti degli autori che creano solo una bozza delle tavole, lasciando tutto il lavoro successivo ai propri assistenti, oppure altri autori che lasciano agli assistenti solo i lavori di rifinitura di una tavola.

Gli assistenti possono anche avere compiti diversi, come testimonia il mangaka Gō Nagai, il quale aveva degli assistenti con il solo compito di disegnare veicoli ed altri mezzi militari.

Inoltre, il lavoro di assistente può dare le basi e l'esperienza necessaria per tentare, una volta finito il periodo di apprendistato, la strada di mangaka in proprio: molti mangaka famosi sono passati per questa strada, tra cui spiccano nomi come Eiichirō Oda, Hiroyuki Takei ed Hiro Mashima (rispettivamente autori di One Piece, Shaman King e Fairy Tail), i quali hanno lavorato precedentemente come assistenti del mangaka Nobuhiro Watsuki (autore di Kenshin Samurai vagabondo), o Rumiko Takahashi (Ranma ½) che ha lavorato per Ryōichi Ikegami, o anche le CLAMP (Card Captor Sakura) e Kazushi Hagiwara (Bastard!!) che sono stati assistenti di Takeshi Okazaki (Elementalors).

Il lavoro per le riviste[modifica | modifica sorgente]

Un mangaka è spesso legato ad un'azienda giapponese di manga, la quale produce delle riviste in cui vengono pubblicati i propri lavori.

Generalmente durante le scuole medie od anche superiori, i giovani aspiranti mangaka producono dei capitoli speciali denominati One-Shot o capitoli pilota, nei quali viene rappresentata in una cinquantina circa di pagine la loro idea e la loro storia. Questi lavori vengono successivamente inviati a determinate case di produzione, in base al tema scelto, in modo da poter partecipare a dei concorsi indetti per trovare e pubblicare nuove storie create da nuovi autori emergenti.

Le storie vincitrici hanno la possibilità di apparire sulle riviste giapponesi, ed a seconda del gradimento riscontrato, queste storie possono cominciare la serializzazione nel giro di pochi mesi.

Pubblicazione e successo[modifica | modifica sorgente]

Una volta iniziata la pubblicazione della storia, inizia il compito più duro di un mangaka: egli infatti deve riuscire a narrare la sua storia riuscendo ad appassionare il maggior numero di persone possibili. Ciò accade perché le riviste giapponesi chiedono ai propri lettori in ogni singola uscita di rispondere ad un questionario di gradimento (una cartolina presente nella rivista da rispedire alla casa editrice) in cui indicano un voto per ogni fumetto pubblicato: questi voti vanno a formare una classifica che determina l'ordine di pubblicazione degli episodi delle singole serie, così che sfogliando la rivista il primo titolo che s'incontra è quello risultato come il più votato nel precedente sondaggio e così via fino all'ultimo titolo, che risulta quindi essere il meno votato. Gli autori sanno che più in fondo alla rivista si trova la loro serie, e meno gradimento sta riscontrando nel pubblico: nel caso che la storia non piaccia al pubblico, esiste il rischio concreto di vedersi eliminati dalla rivista. Anche famosissime serie, come per esempio Shaman King, sono state interrotte a causa del riscontro di pubblico gradualmente calato col passare degli anni.

Può anche accadere che sia lo stesso autore a sentirsi insoddisfatto o stanco della propria creazione, e che si vada ugualmente incontro alla fine della serie nonostante il grande successo che essa ha tra il pubblico. Esempio di ciò è la serie Yu degli spettri (creata da Yoshihiro Togashi), conosciuta ed ampiamente apprezzata sia in Giappone sia nel resto del mondo, ma che è stata chiusa con l'accostamento di tutte le storie dei protagonisti in un unico e sbrigativo finale per motivi personali dell'autore, fisicamente nauseato del dover lavorare per anni allo stesso titolo limitante per la propria creatività[1].

Alcune volte le serie possono venire interrotte a causa dei temi che col tempo si vengono a proporre all'interno della storia. L'esempio più famoso è il manga X creato dalle CLAMP, sospeso a tempo indeterminato dall'editore Kadokawa Shoten a causa delle scene molto forti e violente, non adatte al della rivista Asuka, dedicata al pubblico shōjo (ragazze adolescenti), nel quale l'opera era serializzata.

Lavori amatoriali[modifica | modifica sorgente]

Esistono anche mangaka amatoriali, che scelgono di non dedicarsi alla creazione di nuove serie inedite, ma piuttosto di rappresentare delle brevi storie nelle quali rappresentano determinati personaggi di una determinata serie. Questi lavori vengono denominati dojinshi o dojin, termine tuttavia associato molto spesso alla fascia di lavori amatoriali nei quali i personaggi di serie famose sono ritratti in azioni e comportamenti da adulti.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Intervista a Yoshihiro Togashi nell'edizione italiana di Yu degli spettri. L'autore parla chiaramente di crisi di rigetto verso il suo stesso lavoro, somatizzate in attacchi di vomito e malori da stress.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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