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Dragon Quest (videogioco)

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Dragon Quest
Dragonquestchermatatitolo.png
Titolo originale Dragon Quest
Sviluppo Chunsoft
Pubblicazione Enix
Ideazione Yuji Horii
Serie Dragon Quest
Data di pubblicazione Giappone 27 maggio 1986
Stati Unitiagosto 1989
Genere Videogioco di ruolo alla giapponese
Tema Fantasy
Modalità di gioco Giocatore singolo
Piattaforma Nintendo Entertainment System, MSX, Sharp X68000, Super Nintendo, Game Boy Color, Telefono cellulare, Wii, NEC PC-9801
Supporto Cartuccia 640 kilobit (NES), 512 kilobit (Famicom)
Periferiche di input Gamepad
Seguito da Dragon Quest II: Pantheon di spiriti maligni

Dragon Quest (ドラゴンクエスト Doragon Kuesuto?), conosciuto come Dragon Warrior negli Stati Uniti, è un videogioco di ruolo pubblicato nel 1986 da Enix per Nintendo Entertainment System, e in seguito portato su altre piattaforme. Si tratta del primo capitolo dell'omonima serie, giunta oggi al decimo episodio.

Il gioco[modifica | modifica wikitesto]

Il gioco, sviluppato dalla Chunsoft, che in seguito realizzerà altri quattro episodi della serie, ha il design dei personaggi curato dall'autore di Dragon Ball Akira Toriyama, mentre le musiche sono di Koichi Sugiyama. L'ideatore Yuji Horii ha dichiarato di essersi ispirato, per la creazione di Dragon Quest, a RPG occidentali come Wizardry e Ultima. Il titolo in questione ha avuto una grandissima influenza sul genere dei giochi di ruolo su console[1] e ne contribuì alla diffusione e al successo, introducendo per la prima volta meccaniche innovative, divenute col tempo tratti tipici e che avrebbero avuto grande influenza sui titoli venuti dopo, appartenenti alla stessa categoria, come ad esempio il celebre Final Fantasy di Squaresoft[2].

Gameplay[modifica | modifica wikitesto]

Il gioco si presenta con una struttura non lineare, e prevede un ampio mondo totalmente esplorabile, nel quale il giocatore può muovere liberamente il proprio avatar. Durante l'esplorazione, sarà possibile visitare vari luoghi come città, villaggi, dungeon o castelli, o imbattersi in scontri casuali contro una moltitudine di nemici diversi, tutti avversi al giocatore, da affrontare tramite uno scontro a turni tipico dei classici giochi di ruolo[3].

Nelle città o nei villaggi, al giocatore sarà data la possibilità di ristorare la propria salute (danneggiata dai combattimenti contro i mostri) dormendo nelle locande, oppure di acquistare armi, armature, o scudi nuovi nelle armerie. Sarà inoltre possibile acquistare oggetti utili per l'avventura come pozioni o antidoti, visitando un negozio specializzato.

I dungeon si presentano invece come bui e tetri labirinti sotterranei, popolati da creature ostili, nei quali inizialmente il giocatore si troverà a brancolare tra le tenebre. Per avere una fonte di luce che possa illuminare le oscure stanze, è necessario comprare delle torce nei negozi di oggetti presenti nelle città o nei villaggi.

Nei castelli, infine, è possibile salvare la propria partita parlando con il Re. Nella versione originale giapponese in cartuccia del gioco, non era presente una batteria interna per il salvataggio dei dati; al giocatore, infatti, veniva data una password da inserire ad ogni nuova partita per riprendere il gioco dal punto in cui lo si aveva interrotto l'ultima volta[4].

Colonna Sonora[modifica | modifica wikitesto]

La colonna sonora, costituita da otto tracce interamente composte da Koichi Sugiyama, fu pubblicata in Giappone il 10 maggio 1986 in un album dal titolo Dragon Quest Suite[5]. In questo album, le musiche del gioco sono riproposte in chiave orchestrale.

  • 序曲/Overture March
  • ラダトーム城/Chateau Ladutorm
  • 街の人々/People
  • 広野を行く/Unknown World
  • 洞窟/Dungeons
  • 戦闘/Fight
  • 竜王/King Dragon
  • フィナーレ/Finale

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

  • GameSpot inserisce Dragon Quest nella lista dei 15 videogiochi più influenti della storia[6]
  • IGN lo inserisce alla posizione numero otto della lista dei più grandi videogiochi per NES della storia[7]
  • IGN lo inserisce alla posizione numero 29 nella lista dei più grandi videogiochi della storia[8]
  • Nintendo Power lo inserisce alla posizione 140 nella lista dei 200 più grandi giochi mai apparsi su console Nintendo[9]
  • Nell'edizione del 1989 dei Nintendo Power Award, il gioco ottiene due nomine nelle categorie "Gioco migliore dell'anno" e "Gioco con miglior tema musicale"[10]
  • Nella lista "Top 30" di Nintendo Power, edizione novembre 1989, il gioco debutta in posizione numero 7[11] e rimane in classifica fino all'edizione di settembre 1990[12]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Gifford, Kevin. "20. Dragon Warrior: Though Art a Hero". The Essential 50 Archives: The Most Important Games Ever Made. 1UP.com. Retrieved March 26, 2011.
  2. ^ Chi Kong Lui (March 2, 2001). "Dragon Warrior I & II". GameCritics. Retrieved October 6, 2009.
  3. ^ Dragon Warrior - Nintendo NES system, RetroGames.cz, www.retrogames.cz/play_130-NES.php
  4. ^ The History of Dragon Quest, www.angelfire.com/theforce/dragonquest/history.html
  5. ^ "Dragon Quest Suite". Square Enix Music Online. Archived from the original on 2010-07-01. Retrieved 2012-10-30.
  6. ^ "15 Most Influential Games". GameSpot. 2005. Archived from the original on June 10, 2009. Retrieved September 1, 2009.
  7. ^ Moriarty, Colin. "Top 100 NES Games of all Time". IGN. Archived from the original on October 28, 2009. Retrieved October 16, 2009.
  8. ^ "Top 100 Games of all Time: Dragon Warrior". IGN. December 3, 2007. Retrieved October 27, 2009.
  9. ^ "Nintendo Power '​s Top 200 All-Time Games". Nintendo Power (Redmond, WA: Tokuma Shoten) (200): 58–66. February 2006. ISSN 1041-9551. OCLC 18893582.
  10. ^ "Nintendo Power Awards '89". Nintendo Power (Redmond, WA: Tokuma Shoten) (11): 98–99. March–April 1990. ISSN 1041-9551. OCLC 18893582.
  11. ^ "Top 30". Nintendo Power (Redmond, WA: Tokuma Shoten) (9): 81. November–December 1989. ISSN 1041-9551. OCLC 18893582.
  12. ^ "Top 30". Nintendo Power (Redmond, WA: Tokuma Shoten) (16): 23. September–October 1990. ISSN 1041-9551. OCLC 18893582.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]