Dragon Ball

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Dragon Ball
manga
La copertina italiana del primo volume della Evergreen Edition
La copertina italiana del primo volume della Evergreen Edition
Titolo originale Doragon Bōru
Autore Akira Toriyama
Editore Shūeisha
1ª edizione 19841995
Collana 1ª ed. Shōnen Jump
Periodicità settimanale
Pagine 173
Editore it. Star Comics
1ª edizione it. 3 aprile 1995 – 18 ottobre 1997
Collana 1ª ed. it. Dragon
Periodicità it. quindicinale
Rilegatura it. brossurata
Pagine it. 128
Lettura it. originale (da destra a sinistra)
Censura it. no (prima, seconda e quinta edizione)
(terza e quarta edizione)
Genere

Dragon Ball (ドラゴンボール Doragon Bōru?, lett: "Sfera del drago", in lingua inglese) è un manga giapponese scritto ed illustrato da Akira Toriyama. Serializzato originariamente sulla rivista Weekly Shōnen Jump dal 1984 al 1995, i singoli capitoli sono stati poi raccolti in 42 volumi tankōbon, pubblicati dal 15 settembre 1985 al 4 agosto 1995 da Shueisha. Dragon Ball ha preso ispirazione dal classico della letteratura cinese Il viaggio in Occidente. Il manga ripercorre le vicende del protagonista Son Goku dall'infanzia all'età adulta, mentre si allena nelle arti marziali ed esplora il mondo alla ricerca di sette sfere magiche, in grado di evocare un drago capace di esaudire un desiderio. Nel corso del suo viaggio Goku si fa molti amici ed affronta numerosi antagonisti che minacciano la pace dell'universo.

Il manga è stato adattato in due serie anime prodotte da Toei Animation: Dragon Ball e Dragon Ball Z, trasmesse in Giappone dal 1986 al 1996. Inoltre la Toei ha realizzato 18 film cinematografici e tre special televisivi, oltre a un sequel d'animazione, intitolato Dragon Ball GT e ambientato dopo gli eventi del manga. Dal 2009 al 2011 la Toei ha trasmesso Dragon Ball Kai, una versione rivisitata e corretta di Dragon Ball Z in cui sono stati rimossi i filmati e le scene non presenti nel manga. Molte aziende hanno prodotto vari tipi di merchandising legato alla serie, il che ha generato un vasto franchise che include: manga spin-off, film animati e live-action, giochi di carte collezionabili, action figure, colonne sonore e numerosi videogiochi.

In Italia i diritti del manga sono stati rilevati da Star Comics, che ne ha pubblicato una prima edizione in 62 volumi dal 1995 al 1997. Essa costituisce il primo manga in Italia in cui sia stato mantenuto il senso di lettura originale giapponese, da destra a sinistra. A questa versione hanno fatto seguito altre quattro ristampe, l'ultima della quali è ancora in corso di pubblicazione. Tranne che nell'ultima edizione, l'adattamento italiano di Star Comics presenta censure e semplificazioni culturali, per adattare il prodotto ad un pubblico giovanile.

Dalla sua pubblicazione, Dragon Ball è diventata una delle serie manga e anime più popolari di tutti i tempi. I volumi del manga hanno venduto più di 230 milioni in tutto il mondo, rendendolo il secondo manga di sempre per volume di vendite[1]. Critici ed esperti ne hanno elogiato lo stile, la caratterizzazione dei personaggi e l'umorismo. Dragon Ball universalmente considerato uno dei migliori manga mai realizzati, con molti mangaka — tra cui Eiichiro Oda (One Piece), Masashi Kishimoto (Naruto), Tite Kubo (Bleach), Hiro Mashima (Rave Master, Fairy Tail) e Kentaro Yabuki (Black Cat) — che l'hanno citato come fonte d'ispirazione per le loro opere. L'anime, in particolare Dragon Ball Z, è stato anch'esso molto popolare in diversi paesi ed è considerato una delle opere che hanno contribuito maggiormente a diffondere l'animazione giapponese nella cultura occidentale.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Capitoli di Dragon Ball.

Son Goku, un bambino con la coda di scimmia e dalla forza smisurata, stringe amicizia con una ragazza adolescente di nome Bulma. Insieme partono alla ricerca delle sette sfere del drago, che, riunite, evocano il drago Shenron, in grado di esaudire un desiderio. Durante il viaggio incontrano il bandito Yamcha che in seguito diventa un loro alleato; Chichi alla quale Goku inconsapevolmente promette di sposarla; e Pilaf un uomo malvagio che ricerca le sfere per esaudire il suo desiderio di governare il mondo. Successivamente Goku si sottopone al duro allenamento del Maestro Muten per poter partecipare al Torneo Tenkaichi che richiama i guerrieri più forti del mondo. Crilin diventa il suo compagno di allenamento e rivale, ma i due divengono presto migliori amici. Dopo il torneo Goku si mette in viaggio per recuperare la sfera del drago che gli aveva lasciato il nonno e si imbatte nel Red Ribbon, il cui capo è alla ricerca delle sfere. Il ragazzo è in grado di sconfiggere da solo l'intera organizzazione, incluso il sicario Tao Bai Bai, dopo un'ulteriore sessione di allenamento con l'eremita Karin. Goku rincontra in suoi amici per sconfiggere i guerrieri della chiaroveggente Uranai Baba e farsi indicare la posizione dell'ultima sfera del drago per resuscitare un suo amico ucciso da Tao Bai Bai.

Rappresentazione della sfera del drago ad una stella.

Tre anni dopo, i protagonisti si rivedono al Torneo Tenkaichi, dove incontrano il rivale del Maestro Muten e fratello di Tao Bai Bai, l'Eremita della Gru, e i suoi allievi Tenshinhan e Jiaozi, in cerca di vendetta. Crilin viene ucciso dopo il torneo e Goku insegue e sconfigge il suo assassino, il Grande Mago Piccolo. Il samurai Yajirobei conduce Goku da Karin, dove viene curato e rinvigorito. Nel frattempo il Grande Mago Piccolo ingaggia battaglia col Maestro Muten e Jiaozi, causando la morte di entrambi, e usa le sfere del drago per ritornare giovane, prima di distruggere il drago Shenron. Allora Goku affronta e sconfigge nuovamente il nemico, che, poco prima di morire, genera Piccolo, suo figlio e reincarnazione. Karin informa Goku che Dio, il creatore delle sfere del drago, potrebbe essere in grado di ripristinare Shenron, così che il giovane possa far tornare in vita i suoi cari deceduti. Fatto questo, Goku decide di rimanere ad allenarsi presso Dio per i successivi tre anni e ritorna dai suoi amici per il Torneo Tenkaichi. Piccolo prende parte alla competizione per vendicare il padre e i due si affrontano in finale. Goku riesce a spuntarla e dopo essersi rincontrato con Chichi, mantiene la sua promessa di sposarla e va a vivere con lei.

Cinque anni dopo, Goku è diventato padre di Gohan. Radish arriva sulla terra su di una navicella spaziale e si presenta come fratello di Goku e facente parte di una razza extraterrestre ormai quasi estinta conosciuta come Saiyan. Goku scopre quindi che il suo popolo lo aveva mandato sulla terra ancora infante per conquistare il pianeta, ma che poco dopo il suo arrivo aveva subito un trauma cranico, perdendo in questo modo il ricordo della missione e la sua natura aggressiva. Egli rifiuta di aiutare Radish a compiere la missione e si allea con Piccolo, sacrificandosi, per sconfiggerlo. Nell'aldilà Goku continua il suo allenamento con il Re Kaioh del Nord, fino a quando non è resuscitato dalle sfere del drago per salvare la terra da Nappa e dal principe dei Saiyan Vegeta. Nel corso della battaglia vengono uccisi Yamcha, Jiaozi Tenshinhan e Piccolo e le sfere del drago smettono di esistere. Crilin apprende dell'esistenza di un altro gruppo di sfere del drago esistenti su Namecc e si reca sul pianeta insieme a Bulma e Gohan per riportare in vita i loro amici. Tuttavia il tiranno galattico Freezer è venuto a conoscenza dell'esistenza delle sfere e li precede. I protagonisti e il gruppo di Freezer e dei suoi sottoposti si affrontano in numerosi scontri, in cui si inserisce anche Vegeta, schierato dalla parte dei terrestri. Con l'arrivo di Goku, la battaglia contro Freezer volge al termine con la sconfitta di quest'ultimo, dopo che l'eroe si trasforma nel leggendario Super Saiyan.

Un gruppo di androidi creati dall'ex membro del Red Ribbon, Dr. Gelo, appare tre anni dopo sulla terra, in cerca di vendetta contro Goku. In questo periodo prende vita anche un essere malvagio di nome Cell, che assorbe i cyborg C-17 e C-18 e raggiunge la sua forma perfetta. La creatura decide di indire un torneo di arti marziali per decidere il destino della terra. Dopo che Goku sacrifica la sua vita inutilmente, Gohan vendica il padre sconfiggendo Cell. Sette anni dopo, Goku, riportato in vita per un giorno, e i suoi compagni sono chiamati a combattere una creatura magica chiamata Majin Bu. Dopo numerose battaglie, la distruzione e la ricostruzione della terra, Goku sconfigge la creatura con una genkidama contenente l'energia di tutti gli abitanti della terra. Successivamente Goku esprime il desiderio che Majin Boo sia reincarnato come una persona buona e dieci anni dopo, al Torneo Tenkaichi, il Saiyan incontra la reincarnazione umana di Bu, Ub e decide di allenarlo per farlo divenire il nuovo protettore della terra.

Personaggi[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Personaggi di Dragon Ball.

Dragon Ball presenta una ricca galleria di personaggi. L'introduzione di nuovi personaggi nel corso della storia avviene spesso a discapito dei più vecchi. Tuttavia alcuni mantengono un posto di rielievo per tutta la durata della serie.

Son Goku è il personaggio principale. Bambino all'inizio dell'avventura, non cessa mai di superare i propri limiti e acquisisce progressivamente poteri e abilità sempre maggiori. Si scopre appartenere alla razza aliena dei saiyan, un popolo di temibili guerrieri. All'inizio della storia incontra Bulma, una giovane ragazza piena di idee, che gli fa scoprire il mondo e partire alla ricerca delle sfere del drago. Pur non sapendo combattere, Bulma occupa un ruolo di rielievo in tutta l'avventura grazie alle sue doti tecniche e invenzioni. I due fanno poi la conoscenza del Maestro Muten, primo maestro e allenatore di Goku e creatore della tecnica principale della serie, la kamehameha. Muten avrà anche un altro allievo, Crilin. Durante l'allenamento Goku e Crilin diventano amici e rimarranno tali per tutto il corso della storia. In seguito Goku si sposa con Chichi e danno alla luce il loro primo figlio, Son Gohan. Timido e pacifico, Gohan acquista importanza con il procedere della trama, fino quasi a diventare il personaggio principale della seconda parte della serie[2].

Personaggi di primo piano, inizialmente avversari, ma che gradualmente passano al ruolo di alleati, comprendono Piccolo, la reincarnazione della parte malvagia di un extraterrestre originario del pianeta Namecc, e Vegeta, il principe del popolo dei saiyan dalla natura in origine crudele e violenta. Egli mantiene nel corso della storia una accesa rivalità con Goku, che considera il suo rivale da battere. Freezer, Cell e Majin Bu sono i tre avversari principali della seconda parte della serie. Tuttavia il lato buono di Bu si schiera dalla parte dei protagonisti dopo essere stato fisicamente separato dal suo corpo originale, mentre la sua parte malefica è sconfitta da Goku e reincarnato in Ub, un ragazzino, timido, gentile e potente, che Goku prenderà come discepolo[2].

Produzione[modifica | modifica sorgente]

Sun Wukong in una illustrazione cinese del XIX secolo de Il viaggio in Occidente, mentre vola sulla sua nuvola con in mano il suo bastone.

Akira Toriyama ha vagamente basato Dragon Ball sul romanzo classico cinese Il viaggio in Occidente[3][4], ma l'ha anche ripreso da un suo manga one-shot del 1983, intitolato Dragon Boy[4]. Ha dichiarato inoltre che i combattimenti sono stati influenzati dai film dell'attore e artista marziale Jackie Chan[5][6], dal momento che voleva creare una storia con la trama base di Il viaggio in Occidente, ma con "un po' di kung fu"[7]. Dal momento che era serializzata su una rivista shōnen, aggiunse l'idea delle sfere del drago per dare alla storia un'attività ludica come la ricerca di qualcosa, senza all'inizio pensare a quale sarebbe potuto essere il desiderio[7]. Con Goku nei panni di Sun Wukong, Bulma come Sanzang, Oolong come Zhu Wuneng e Yamcha a interpretare Sha Wujing, l'autore pensava in origine che la storia sarebbe durata circa un anno e che si sarebbe conclusa una volta raccolte tutte le sfere del drago[6][8]. Cercando di liberarsi dal retaggio occidentale ricorrente nella sua opera precedente, Dr. Slump & Arale, Toriyama ricercò deliberatamente uno scenario che ricordasse la Cina, basandosi sugli edifici cinesi e le foto del Paese che sua moglie aveva scattato mentre era lì in viaggio[9]. L'isola dove si svolge il Torneo Tenkaichi è modellata su Bali, che lui, la moglie e gli assistenti avevano visitato prima dell'inizio della pubblicazione, mentre per l'area attorno all'astronave di Babidy prese ispirazione da alcune foto dell'Africa[9].

Dragon Ball acquisì grande popolarità con l'inizio del Torneo Tenkaichi di arti marziali, che venne in mente a Toriyama, ricordandosi che anche le gare e i tornei in Dr. Slump & Arale erano stati accolti positivamente[6]. Sicuro che i lettori si sarebbero aspettati Goku come vincitore dei tornei, l'autore gli fece volutamente perdere i primi due, pur continuando a programmare una vittoria finale. Ha ammesso che il Red Ribbon era la stessa cosa del Torneo Tenkaichi, solo in formato diverso, essendo stato ispirato dal gioco Kung-Fu Master, in cui i nemici tendono ad apparire in rapida successione. Ha poi creato il Grande Mago Piccolo, dal momento che tutti i nemici fino a quel momento presentavano una pur qualche caratteristica piacevole, nel tentativo di realizzare un nemico veramente malvagio. Come conseguenza ha dichiarato che questo arco narrativo è stato il più interessante da disegnare[6]. Una volta che Goku e compagni sono diventati i guerrieri più forti della terra, sconfiggono gli alieni Saiyan e si avventurano anche loro nello spazio. Il personaggio di Freezer, che conquista i pianeti con la forza per poi rivenderli, è stato creato al tempo della bolla economica giapponese e ha preso ispirazione dagli speculatori edili, che Toriyama ha definito "le persone peggiori del mondo"[6]. Trovando che era difficile lavorare con nemici sempre più forti, creò la Squadra Ginew per dare maggiore equilibrio alla serie. Inoltre introdusse il concetto di viaggio nel tempo, ma ha confessato che questo gli creò delle difficoltà, al solo pensiero di cosa dover fare quella settimana e di doverlo discutere con gli editori[6]. Dopo la morte di Cell Toriyama intendeva rimpiazzare Goku con Gohan come protagonista principale della serie, ma sentì che il personaggio non era adatto al ruolo e cambiò idea[6].

Andando contro la convenzione che i personaggi più forti debbano essere i più grossi in termini di dimensione fisica, Toriyama ha disegnato molti dei personaggi più forti di Dragon Ball come aventi una statura piccola, incluso il protagonista, Goku[10]. Nel creare i personaggi, ha prima delineato i volti e la struttura corporea e solo poi ha aggiunto i vestiti, prendendo in considerazione il mondo che avrebbero abitato e, se lottatori, se si sarebbero potuti muovere con facilità con gli abiti indosso[11]. L'autore ha ammesso che non ha pianificato i dettagli della storia dall'inizio, fatto che ha portato ad alcune discrepanze nello svolgersi degli eventi[7][8].

Toriyama ha spiegato che ha fatto crescere Goku per rendere più facile la realizzazione delle scene di combattimento, nonostante il suo editore fosse contrario all'idea perché non si vedeva di frequente il protagonista principale di un manga cambiare così radicalmente[12]. Nell'includere scene di lotta, fece in modo che i personaggi si dirigessero in ambienti inabitati, per evitare di dover disegnare i residenti e gli edifici danneggiati. Nonostante non amasse l'idea di dare un nome alle varie tecniche di combattimento, il suo editore pensò che sarebbe stato meglio farlo, e dunque Toriyama procedette a chiamare tutte le mosse con un nome specifico, tranne la tecnica distintiva della serie, kamehameha, il cui nome venne in mente alla moglie mentre il marito era indeciso su come chiamarla[9]. Per far procedere velocemente la storia e far viaggiare i personaggi senza perdite di tempo, creò la nuvola volante Kintoun, poi fece apprendere a quasi tutti i combattenti la tecnica del volo bukujutsu e infine diede a Goku l'abilità di teletrasportarsi[9]. Quando pervenne all'idea del Super Saiyan, Toriyama si rese conto che l'unico modo per mostrare il potenziamento subito da Goku fosse farlo trasformare[11]. Inizialmente era preoccupato che la nuova espressione facciale ricordasse troppo quella di un cattivo, ma poi valutò che fosse accetabile, dal momento che la trasformazione era scatenata dalla rabbia[11]. In una discussione con il suo amico e collega Masakazu Katsura, su come non ci fosse niente di più potente di un Super Saiyan, Katsura gli suggerì di far "fondere" insieme due personaggi, portando alla creazione della tecnica fusione[13][14]. Anche in seguito alla conclusione di Dragon Ball, Toriyama ha continuato ad aggiungere informazioni sul background della storia e sul suo universo, attraverso guide pubblicate da Shueisha.

Nella realizzazione della seconda metà della serie, Toriyama ha ammesso di essere diventato più interessato alla storia che al disegno vero e proprio, e che, mentre le lotte diventavano più intense, lui cominciava a semplificare le linee[5]. Ha inoltre dichiarato di aver ricevuto delle lettere da parte di lettori che si lamentavano del fatto che la grafica fosse diventata "troppo squadrata", per cui intenzionalmente ne accentuò l'effetto[5]. Nel 2013 ha affermato che poiché Dragon Ball è un manga d'azione, l'aspetto più importante è il senso di velocità. Ha evitato perciò di disegnare in modo elaborato, arrivando addirittura a dire che si potrebbe argomentare che egli non fosse interessato alla veste grafica[12]. Ha anche rivelato che il suo fine era quello di raccontare una storia "non convenzionale e contraddittoria"[10]. Commentando a proposito del successo internazionale di Dragon Ball, Toriyama ha ammesso:

« Francamente non capisco come sia successo. Mentre il manga era in corso di pubblicazione, l'unica cosa che desideravo mentre continuavo a disegnarlo era rendere felici i bambini giapponesi. Il ruolo del mio manga è quello di essere una semplice opera di intrattenimento. Mi permetto di dire che non mi importa neanche se [le mie opere] non hanno lasciato niente dietro di loro, fintanto che hanno appassionato i loro lettori. »
(Akira Toriyama[15])

Media[modifica | modifica sorgente]

Manga[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Capitoli di Dragon Ball.

Scritto ed illustrato da Akira Toriyama, Dragon Ball è stato serializzato a partire dal 3 dicembre 1984 sulla rivista Weekly Shōnen Jump. La serie si concluse il 5 giugno 1995 , quando Toriyama, esausto dalla pubblicazione senza soluzione di continuità, decise che era giunto il momento di prendersi una pausa. I 519 capitoli vennero raccolti in 42 volumi tankōbon da Shueisha e pubblicati tra il 10 novembre 1985 e il 4 agosto 1995[16][17]. Nel 2002 i capitoli vennero ristampati in una collezione di 34 volumi kanzenban, che includeva un finale leggermente riscritto, nuove copertine e illustrazioni aggiuntive provenienti dall'edizione serializzata. Il numero di febbraio 2013 di V Jump, uscito a dicembre 2012, ha annunciato la pubblicazione per lo stesso anno di parti del manga interamente ristampate a colori[18]. Tre volumi contenenti la saga dei saiyan sono stati pubblicati il 4 febbraio 2013 e cinque volumi della saga di Freezer sono usciti il 4 aprile 2013.

L'edizione nordamericana del manga è stata curata da Viz Media. La casa editrice iniziò a pubblicare i singoli capitoli su varie riviste mensili a partire dal 1998, per poi raccoglierli in volumi dal 2000 in poi. Col tempo la pubblicazione dei capitoli venne interrotta a favore dei soli albi[19]. A partire dal volume 17, al manga venne cambiato il titolo in Dragon Ball Z, per imitare la successione delle serie anime derivate dall'opera ed eliminare una potenziale fonte di confusione per i lettori. La serie venne sottoposta a censure nel 2000, in seguito alle proteste dei genitori[20][21], ma una petizione che raccolse oltre 10.000 firme, lanciata appena un anno dopo, convinse la Viz Media ad interrompere la censura ed innalzare invece il divieto ai minori di 13 anni[20][22]. I primi tre volumi vennero quindi ristampati senza censure.

La prima edizione europea di Dragon Ball venne pubblicata a partire da maggio 1992 in Spagna da Planeta DeAgostini[23]. Lo stesso editore pubblicò la serie in formato tankōbon tra il 1995 e il 1998. Glénat ha curato l'edizione in lingua francese, uscita nel 1993 in Francia[24]. I volumi si succedettero a cadenza bi- trimestrale, fino alla conclusione della serie nel settembre del 2000. Una versione in lingua tedesca uscì invece nell'ottobre 1997 con i primi cinque volumi a cura di Carlsen Comics e divenne il primo manga ad essere pubblicato in Germania a conservare il senso di lettura originale giapponese[25]. Ulteriori uscite internazionali seguirono dal giugno 2000 a settembre 2003 in Svezia e da marzo 2001 ad agosto 2004 nei Paesi Bassi. Altri paesi in cui il manga è stato esportato e tradotto sono la Polonia e il Messico (2001), la Finlandia (2003), il Brasile, il Portogallo, la Danimarca, la Svizzera, Taiwan, l'Ungheria, la Lituania e Singapore.

Edizioni italiane[modifica | modifica sorgente]

La copertina del terzo numero della Perfect Edition.

I diritti della versione cartacea di Dragon Ball in Italia furono acquistati da Star Comics durante la seconda metà degli anni '90 e da allora sono state proposte cinque edizioni, tutte in concomitanza della trasmissione della serie animata sulle reti televisive.

La prima edizione fu stampata dal 1995 al 1997 sulla collana Dragon a cadenza quindicinale. Questa prima versione era formata da 62 volumi di 128 pagine, contro i 42 albi di 173 pagine originali. È stato inoltre il primo manga pubblicato in Italia a mantenere l'impaginazione originale nipponica, con senso di lettura da destra a sinistra. La prima ristampa, nota come Dragon Ball Deluxe, uscì a un solo anno di distanza dalla prima e venne pubblicata dal 1998 al 2001. Essa presentava un formato in 42 volumi identico all'edizione giapponese e manteneva lo stesso adattamento della prima edizione. La seconda ristampa, nota come Dragon Ball New Edition è stata pubblicata tra il 2002 e il 2005[26][27], in contemporanea ad una versione esclusiva per le fumettere e librerie, dotata di sovraccoperta e chiamata Dragon Ball Book Edition[28]. Essa presenta delle copertine che riprendono quelle della prima edizione giapponese e un'immagine sulle costine a formare un'illustrazione. L'adattamento è lo stesso della prima edizione, tranne che per l'introduzione di alcune censure, motivate delle proteste di una madre che presentò ricorso contro la casa editrice, accusando il manga di "pornografia".

La Dragon Ball Perfect Edition, pubblicata dal 2006 al 2008[29][30], riprende la versione in 34 volumi kanzenban giapponese, ai quali vanno aggiunte le due raccolte di approfondimenti ed illustrazioni Dragon Ball Landmark e Dragon Ball Forever[31][32]. Questa edizione fu la prima a mantenere le pagine a colori presenti nell'originale e venne distribuita assieme gadget di varie aziende che producevano merchandising legato all'opera. Nonostante sia presente la dicitura «edizione fedele all'originale», l'adattamento è il medesimo utilizzato per le precedenti edizioni — solo in parte fedele all'originale — ed inoltre anche in questo caso sono presenti delle censure[28]. Una quinta edizione, nota come Dragon Ball Evergreen Edition, è pubblicata a cadenza mensile dall'ottobre 2011[33]. Essa presenta le copertine originali dalla prima edizione giapponese, i commenti dell'autore non presenti nelle vecchie edizioni italiane, ed è priva di censure, oltre ad adottare per la prima volta un adattamento fedele all'originale[34][35].

Molte delle differenze tra i nomi del manga originale e quelli del manga in italiano sono dovuti al fatto che gli ideogrammi giapponesi si possono traslitterare in caratteri occidentali in più modi[36]. Ad esempio Kuririn può essere traslitterato anche in Crilin perché la "u" non si pronuncia e può essere omessa, la seconda "r" può anche essere sostituita con la "l" e la "k" può essere sostituita con la "c" perché hanno lo stesso suono. Altre differenze sono dovute al fatto che alcuni nomi originali sono stati tradotti in italiano: per esempio poiché Uranai Baba significa in giapponese vecchia chiaroveggente, è stata chiamata in italiano Vecchia Sibilla; allo stesso modo Kami significa letteralmente "dio" e per questo motivo è stato chiamato Dio nella versione italiana. Altre differenze sono dovute al fatto che i giapponesi scrivono in romaji i nomi inglesi in modo da adattarli all'alfabeto e alla pronuncia giapponese[N 1] e la Star Comics li ha semplicemente scritti come li si scriverebbe in inglese, quindi, ad esempio, Furiza è diventato Freezer.

Manga spin-off e crossover[modifica | modifica sorgente]

Toriyama realizzò anche una serie breve, Nekomajin, che divenne un'autoparodia di Dragon Ball. Apparsa per la prima volta nell'agosto 1999, gli otto capitoli del manga sono stati pubblicati in modo irregolare su Weekly Shōnen Jump e Monthly Shōnen Jump fino alla conclusione della storia nel 2005. I capitoli sono stati poi raccolti in un volume kanzenban, pubblicato il 4 aprile 2005[37]. Il capitolo finale del manga di Toriyama Ginga Patrol Jako, invece, ha mostrato che la serie è ambientata prima degli eventi di Dragon Ball, con diversi personaggi che fanno delle apparizioni[38]. I volumi della serie Jako contengno inoltre un capitolo bonus di Dragon Ball in cui è raffigurata la madre di Goku.

Nel 2006, in occasione del 30º anniversario di Kochira Katsushika-ku Kameari kōen-mae hashutsujo (anche chiamato Kochikame), è stato distribuito il 15 settembre un manga speciale intitolato Super Kochikame (超こち亀 Chō Kochikame?)[39]. L'opera è composta da una serie di crossover tra il manga e altri fumetti illustri. Il capitolo Kochira Namekku-sei Dragon kōen-mae hashutsujo (こちらナメック星ドラゴン公園前派出所? lett: "Questa è la stazione di polizia di fronte al parco del Drago sul pianeta Namecc") è il crossover tra Dragon Ball e Kochikame, realizato dai due autori Toriyama e Osamu Akimoto. Nello stesso anno Toriyama collaborò con Eiichiro Oda alla realizzazione di un capitolo crossover tra Dragon Ball e One Piece. Intitolato Cross Epoch, il capitolo è stato pubblicato nell'edizione del 25 dicembre 2006 di Weekly Shōnen Jump.

Un adattamento manga del cortometraggio Dragon Ball: Ossu! Kaette kita Son Goku to nakama-tachi!!, scritto da Takao Koyama ed illustrato da Naho Ōishi, è stato pubblicato nelle edizioni del 21 marzo e 21 aprile 2009 di V Jump. Uno spin-off a colori intitolato Dragon Ball SD (ドラゴンボールSD Doragon Bōru SD?), illustrato anch'esso da Ōishi, è stato distribuito da Shueisha sulla rivista Saikyō Jump a partire da dicembre 2010[40]. La serie ripercorre in modo sintetico le varie avventure di Goku da bambino, con molti dettagli modificati e uno stile super deformed, da cui il titolo[41]. Dragon Ball: Episode of Bardock (ドラゴンボール エピソードオブバーダック Doragon Bōru Episōdo obu Bādakku?) è un manga in tre capitoli realizzato da Naho Ōishi e pubblicato sulla rivista mensile V Jump da agosto a ottobre 2011[42]. L'opera è un sequel dello speciale Dragon Ball Z: Le origini del mito posto in uno scenario alternativo in cui Bardock, il padre di Goku, non è morto per mano di Freezer e combatte i suoi nemici trasformandosi in Super Saiyan. Per promuovere l'uscita del film Dragon Ball Z: La battaglia degli dei Ōishi ha realizzato un breve adattamento manga dell'inizio del film, pubblicato nell'edizione di aprile 2013 di Saikyō Jump[43].

Anime[modifica | modifica sorgente]

Dragon Ball[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Dragon Ball (anime) e Episodi di Dragon Ball.

La Toei Animation ha prodotto una serie televisiva anime basata sui primi 16 volumi del manga, intitolata semplicemente Dragon Ball. Essa ripercorre la narrazione a partire dall'incontro fra Bulma e Goku fino alla sconfitta di Piccolo durante il 23° torneo Tenkaichi. La serie è andata in onda in Giappone su Fuji Television dal 26 febbraio 1986 al 12 aprile 1989, per un totale di 153 episodi.

Dragon Ball Z[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Dragon Ball Z e Episodi di Dragon Ball Z.

Invece di continuare l'anime come Dragon Ball, la Toei Animation decise di proseguire l'adattamento con un nuovo nome e chiese a Toriyama di pensare ad un titolo adeguato. Dragon Ball Z (ドラゴンボールZ Doragon Bōru Zetto?), spesso abbreviato in DBZ, riprende cinque anni dopo gli eventi della prima serie e si basa sugli ultimi 26 volumi del manga. È stata trasmessa in Giappone su Fuji Television a partire dal 26 aprile 1989 ed è proseguita per 291 episodi, fino alla sua conclusione il 31 gennaio 1996.

Dragon Ball GT[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Dragon Ball GT e Episodi di Dragon Ball GT.

Visto il successo delle prime due serie, la Toei Animation decise di crearne una terza, intitolata Dragon Ball GT (ドラゴンボールGT Doragon Bōru Jī Tī?). A differenza dei primi due anime non è basata sul manga Dragon Ball di Toriyama[44], ma è stata creata dalla Toei come sequel della serie originale, riprendendo gli eventi dall'allenamento di Goku con Ub. Il mangaka è tuttavia intervenuto personalmente nella creazione dei personaggi e nel creare il logo e il titolo della serie. L'anime è andato in onda su Fuji TV dal 2 febbraio 1996 al 19 novembre 1997, per un totale di 64 episodi.

Dragon Ball Kai[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Dragon Ball Kai e Episodi di Dragon Ball Kai.

Per festeggiare il 20º anniversario della seconda serie è stato creato un restyling in alta definizione dello Z intitolato Dragon Ball Kai (ドラゴンボール改 Doragon Bōru Kai?, lett. "Dragon Ball revisionato")[45][46]. I primi 97 episodi, che coprono gli eventi dall'arrivo di Radish fino alla sconfitta di Cell, sono stati trasmessi da Fuji TV dal 5 aprile 2009 al 27 marzo 2011; mentre il 6 aprile 2014 è andata in onda la prima puntata della saga di Majin Bu, l'ultimo arco narrativo che porterà a conclusione la storia[47].

Film[modifica | modifica sorgente]

Anime[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Film di Dragon Ball.

Sono stati prodotti 18 film d'animazione ambientati nell'universo di Dragon Ball. I primi tre lungometraggi sono basati sulla prima serie anime. I rimanenti includono 14 film su Dragon Ball Z e uno speciale per il decimo anniversario dell'anime, anche questo basato sulla prima serie. I film sono racconti alternativi di eventi della serie televisiva o spin-off non correlati alla linea temporale principale. L'eccezione è costituita da Dragon Ball Z: La battaglia degli dei, uscito nel 2013, che ha visto Toriyama impegnato in prima persona nel processo di produzione[48].

Live-action[modifica | modifica sorgente]

Un adattamento live-action non ufficiale della serie in lingua cinese mandarino, intitolato Dragon Ball - Il film (新七龍珠 神龍的傳說sempl., Xin qi long zhu shen long de fu shoupinyin), è stato prodotto a Taiwan nel 1989. Nel dicembre del 1990 è uscito l'adattamento non ufficiale coreano Deuraegon Bor (드래곤볼). La 20th Century Fox acquistò i diritti per la realizzazione di un film su Dragon Ball nel marzo 2002 e nel 2007 avviò la produzione di adattamento live-action statunitense intitolato Dragonball Evolution[49][50]. Diretto da James Wong e prodotto da Stephen Chow, il lungometraggio è uscito in anteprima in Giappone il 10 marzo 2009, mentre nelle sale cinematografiche statunitensi e italiane il 10 aprile[49][51].

Special televisivi, OAV e cortometraggi[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Film di Dragon Ball.

Fuji TV trasmise in Giappone tre special televisivi basati sulla serie. Il primo Dragon Ball Z: Le origini del mito (たったひとりの最終決戦〜フリーザに挑んだZ戦士 孫悟空の父〜 Tatta hitori no saishū kessen ~Furīza ni idonda zetto-senshi Son Gokū no chichi~?) è stato trasmesso il 17 ottobre 1990. Dragon Ball Z: La storia di Trunks (絶望への反抗!!残された超戦士・悟飯とトランクス Zetsubō e no hankō!! Nokosareta chō-senshi•Gohan to Torankusu?) è basato sul capitolo speciale del manga che descrive il futuro alternativo di Trunks ed è andato in onda il 24 marzo 1993. L'ultimo special, Dragon Ball GT: L'ultima battaglia (悟空外伝! 勇気の証しは四星球 Gokū gaiden! Yūki no akashi wa sūshinchū?), è stato trasmesso il 26 marzo 1997. Un crossover in due parti, della durata totale di un'ora, tra Dragon Ball Z, One Piece e Toriko, intitolato Dream 9 Toriko & One Piece & Dragon Ball Z Chō Collaboration Special!!, è andato in onda il 7 aprile 2013[52].

L'OAV Dragon Ball Z: Atsumare! Goku World (ドラゴンボール Z あつまれ! 悟空ワールド Doragon Bōru Zetto Atsumare! Gokū Wārudo?), della durata di 26 minuti, è stato realizzato nel 1992 in occasione dell'uscita della console-giocattolo Terebikko. Esso illustra in modo divertente alcune delle principali avventure di Goku, a partire dal primo allenamento con il Maestro Muten, fino all'arrivo di Trunks. Un OAV in due episodi intitolato Dragon Ball Z Gaiden: Saiyajin zetsumetsu keikaku (ドラゴンボールZ外伝 サイヤ人絶滅計画 Doragon Bōru Zetto Gaiden: Saiyajin zetsumetsu keikaku?) è stato tratto nel 1993 dal videogioco omonimo[53]. Un remake intitolato Dragon Ball: Piano per lo sterminio dei Super Saiyan (ドラゴンボール 超サイヤ人絶滅計画 Doragon Bōru: Suupaa Saiyajin zetsumetsu keikaku?) è stato distribuito come contenuto speciale del videogioco Dragon Ball: Raging Blast 2, a partire dall'11 novembre 2010[54].

In occasione del Jump Super Anime Tour, che celebrava il 40º anniversario di Weekly Shōnen Jump, è stato realizzato il cortometraggio Dragon Ball: Ossu! Kaette kita Son Goku to nakama-tachi!! (オッス!帰ってきた孫悟空と仲間たち!!?), trasmesso il 24 novembre 2008[55]. Un adattamento animato di 20 minuti del manga spin-off di Naho Ōishi Dragon Ball: Episode of Bardock (ドラゴンボール:エピソードオブバーダック Doragon Bōru: Episōdo obu Bādakku?) è stato proiettato il 17 e 18 dicembre 2011 al Jump Festa 2012[56] e distribuito in DVD il 3 febbraio 2012.

Giochi e videogiochi[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Videogiochi di Dragon Ball.
Un videogioco arcade di Dragon Ball sull'estrema destra, insieme ad altri videogiochi arcade.

Dragon Ball ha generato numerosi videogiochi di vari generi e per diverse console. I primi giochi della serie includono un sistema di carte da gioco che segue le vicende del manga e sono stati pubblicati per il Nintendo Entertainment System[57]. Con l'avvento delle console Super Nintendo Entertainment System, Sega Mega Drive, Sega Saturn e PlayStation la maggior parte dei videogiochi passarono ad essere picchiaduro ad incontri o giochi di ruolo; tra i titoli si segnala la serie Dragon Ball Z: Super Butōden[58]. Per i giochi sviluppati per PlayStation 2 e PlayStation Portable, i personaggi furono creati per la prima volta in 3D con animazione cel-shaded. Questi videogiochi includono le serie Dragon Ball Z: Budokai e Dragon Ball Z: Budokai Tenkaichi[59][60]. Dragon Ball Z: Burst Limit è stato il primo gioco di Dragon Ball ad essere sviluppato per PlayStation 3 e Xbox 360[61]. Un MMORPG chiamato Dragon Ball Online è stato attivo in Corea, Hong Kong e Taiwan fino a quando i server vennero chiusi nel 2013[62].

Due giochi di carte collezionabili, basati sulle serie anime ed entrambi interrotti, sono stati prodotti da Bandai. Il primo, che si rifà a Dragon Ball Z e Dragon Ball GT è uscito nel 2000 ed è stato arrestato nel 2006 con 18 espansioni all'attivo. Il secondo si basa su tutti e tre gli adattamenti animati ed è stato prodotto da luglio 2008 al 2013, per un totale di cinque espansioni.

Databook[modifica | modifica sorgente]

Sono stati realizzati numerosi databook relativi a Dragon Ball. I primi e più importanti sono stati i Daizenshuu (大全集?), una serie di sette volumi brossurati e tre libri tascabili supplementari, che coprono il materiale del manga, delle prime due serie animate e dei relativi film. Il primo, Dragon Ball: The Complete Illustrations, è stato pubblicato in Giappone nel 1995 ed è l'unico ad essere stato tradotto anche in italiano, il 1º dicembre 1997 da Star Comics con il titolo di Dragon Ball Encyclopedia[63]. Esso contiene tutte e 264 le illustrazioni a colori realizzate da Toriyama per le copertine dei numeri di Weekly Shōnen Jump, approfondimenti, interviste e le copertine dei 42 tankōbon originali. I rimanenti non sono mai stati esportati al di fuori del Giappone e sono attualmente esauriti. Dal 4 febbraio al 9 maggio 2013 delle versioni ridotte dei Daizenshuu, con alcune informazioni aggiornate, sono state pubblicate nella serie di quattro volumi Chōzenshū (超全集?)[18]. Due manuali di approfondimento su Dragon Ball GT, Dragon Ball GT Perfect Files furono pubblicati a magio e dicembre 1997 da Shueisha. Includono informazioni sulla serie, illustrazioni, e altri approfondimenti. Sono stati esauriti per diversi anni, prima di essere ristampati ad aprile 2006[64][65].

In occasione dell'uscita dell'edizione kanzenban del manga e della pubblicazione della serie anime in DVD per la prima volta in Giappone, furono pubblicati quattro nuovi databook nel 2003 e 2004. Dragon Ball Landmark e Dragon Ball Forever riguardano il manga[66][67], mentre Dragon Ball: Tenkaichi densetsu (ドラゴンボール 天下一伝説?) e Dragon Ball Z: Son Goku densetsu (ドラゴンボールZ 孫悟空伝説?) coprono rispettivamente la prima serie anime e la serie Z[68][69]. Gran parte del materiale di questi manuali proviene dai già citati Daizenshuu, ma includono anche nuovo materiale, come interviste all'autore, ai doppiatori e allo staff dell'anime.

In seguito all'uscita in Giappone di Dragon Ball Kai, furono pubblicati ulteriori quattro databook: la guida in due volumi Dragon Ball: Super Exciting Guide (ドラゴンボール 超エキサイティングガイド?) nel 2009[70][71], che tratta il manga, e il manuale Dragon Ball: Extreme Battle Collection (ドラゴンボール 極限バトルコレクション?) nel 2010, sempre in due volumi, che copre le due serie anime[72][73]. Questi volumi includono nuove sessioni di domande e risposte con Toriyama e rivelano alcuni nuovi dettagli sul mondo e sui personaggi della serie. il 2010 ha visto anche l'uscita di un nuovo artbook intitolato Dragon Ball Anime Illustration 'kogane no senshi' (ドラゴンボール アニメイラスト集 「黄金の戦士」?), una sorta di controparte anime del Daizenshuu Complete Illustrations, più orientato al manga. Esso presenta una serie di illustrazioni originali per l'anime ed interviste ai tre maggiori character designer della serie.

Accoglienza[modifica | modifica sorgente]

Dragon Ball è una delle serie manga più popolari di tutti i tempi, e continua tutt'oggi ad avere un largo seguito. Al 2000 erano stati venduti nel solo Giappone 126 milioni di volumi tankōbon[74]. Al 2011 il numero di copie vendute ha superato i 156 milioni in Giappone e i 230 milioni a livello mondiale, rendendolo il secondo manga di Weekly Shōnen Jump più venduto di sempre, dietro a One Piece e subito prima di Kochikame[75][76], anche se bisogna considerare che Dragon Ball ha raggiunto questo risultato con un numero inferiore di volumi rispetto alle altre due opere.

James S. Yadao, l'autore di The Rough Guide to Manga, sostiene che i primi capitoli dell'opera "si svolgono come Il viaggio in Occidente con l'aggiunta dell'umorismo tipico di Dr. Slump" e che, soprattutto in questa prima fase, Dr. Slump ha avuto una notevole influenza su Dragon Ball[77]. Il critico ritiene che la serie ha "stabilito la sua identità caratterisitca" dopo che il gruppo di Goku si scioglie e il giovane viene allenato dal Maestro Muten. Da questo punto la storia sviluppa un "tono più d'azione e sinistro" con battaglie più "violente" e un numero di morti maggiore, anche se l'umorismo non abbandona mai completamente la scena[77]. Viene giudicato positivamente anche il progressivo cambio di stile dell'autore, in cui i personaggi "perdono l'aspetto rotondo e innocente, introdotto a partire da Dr. Slump, e acquisiscono dei tratti più squadrati, che risaltano dalle pagine grazie alla loro energia ed intensità"[78].

La rivista Animerica ha affermato che la serie possiede un "appeal mondiale", grazie all'uso di un ritmo serrato e scene di combattimento sopra le righe, per "mantenere alto il livello di tensione e lasciare il pubblico a bocca aperta nei suoi momenti di attenzione"[79]. Secondo Takashi Murakami "la narrazione ciclica e senza fine di Dragon Ball procede in modo plausibile, senza strappi e con grande eleganza"[74]. Ridwan Khan di Animefringe.com ha dichiarato di preferire il manga di Dragon Ball al suo adattamento animato; l'abbondanza di filler, infatti, rallenta il ritmo della narrazione, mentre il fumetto si mantiene più veloce e soddisfacente[80].

Jason Thompson ha elogiato lo stile grafico di Toriyama, "unico per una serie di avventura all'epoca, capace di conferire al suo variegato mondo di fantasia un aspetto cartoonesco e invitante". E, nonostante lo giudichi inferiore per innovazione e dettaglio alla precedente opera dell'autore, Dr. Slump & Arale, lo valuta come un ottimo prodotto per giovani lettori[81]. La seconda parte del manga viene descritta "alternare brevi periodi di emozionante imprevedibilità a lunghi periodi di tedio", complici anche le frequenti battaglie, splendide dal punto di vista coreografico, ma alla fine ripetitive[81].

Controversie[modifica | modifica sorgente]

Nel novembre del 1999 la catena statunitense Toys "R" Us rimosse dagli scaffali dei suoi negozi tutte le copie del manga Dragon Ball, quando un genitore di Dallas si lamentò che la serie conteneva materiale "al limite del porno soft"[82]. Commentando l'accaduto, la critica Susan J. Napier lo ha imputato alle differenze tra la cultura giapponese ed occidentale[82]. In seguito alla vicenda Viz Media, l'editore nordamericano della serie, iniziò a censurare il manga, per mantenere gli stessi livelli di distribuzione[21]. In seguito alle proteste dei fan, tuttavia, nel 2001 la casa editrice annunciò che Dragon Ball sarebbe stato assente da ulteriori censure e ristampò i tre volumi che erano stati censurati. Nell'ottobre del 2009 il dipartimento della pubblica istruzione della Contea di Wicomico in Maryland bandì il manga dal loro distretto scolastico a causa dei suoi "contenuti sessuali"[83][84].

In Italia nel 2000 scoppiò il "caso Dragon Ball": una madre sfogliando un numero della serie comprato dal figlio lesse la parte in cui Bulma fa vedere le mutandine al maestro Muten ignara del fatto che Goku gliele avesse tolte la sera prima e, considerandola non adatta ai bambini, si rivolse all'associazione Cittadinanzattiva, che presentò un esposto alla Procura della Repubblica di Roma nei confronti dell'editore Star Comics. La scena incriminata fu accusata di favorire la pedofilia. Malgrado ciò, la vicenda si sgonfiò in poco tempo senza alcuna conseguenza, se non che nelle due ristampe successive la Star Comics, per evitare ulteriori polemiche e azioni legali, decise di censurare la scena incriminata[N 2] e nella pagina iniziale di tutti i manga pubblicati dalla casa editrice venne inserita un'avvertenza in cui si specificava che tutti i personaggi, sebbene siano soltanto delle rappresentazioni grafiche, sono maggiorenni[N 3], nonostante Goku stesso, protagonista della serie, fosse ancora un bambino[85]. Una scena simile si ripeté nel 2002, quando un medico dei servizi sociali, entrato in possesso del numero in questione, presentò il fascicolo alla procura di Perugia[86], ma anche in questo caso non vennero presi provvedimenti.

Eredità culturale[modifica | modifica sorgente]

Dragon Ball è considerato uno degli artefici principali della cosiddetta "età dell'oro di Jump", il periodo tra la metà degli anni ottanta e la metà degli anni novanta, quando la circolazione dei manga della rivista era al suo picco massimo[87][88]. I partecipanti al decimo Japan Media Arts Festival, nel 2006, lo hanno votato al terzo posto, dietro a Slam Dunk e Le bizzarre avventure di JoJo, come miglior manga in assoluto[89]. In un sondaggio condotto nel 2007 da Oricon su un campione di 1000 persone, Son Goku, il protagonista principale del franchise, si è classificato al primo posto come "personaggio manga più forte di tutti i tempi"[90]. Il suo viaggio e la sua forza sempre crescente lo hanno portato a conquistare "l'ammirazione di giovani di ogni dove"[3]. Numerosi mangaka, tra cui Eiichiro Oda e Masashi Kishimoto, creatori rispettivamente di One Piece e Naruto, hanno dichiarato che Goku ha ispirato i protagonisti delle loro due storie e la loro struttura generale[91][92].

Il critico Jason Thompson ha affermato nel 2011 che "Dragon Ball è di gran lunga lo shōnen manga più influente degli ultimi trent'anni", e al giorno d'oggi, quasi ogni autore di Shonen Jump lo elenca tra le sue opere preferite e ne ha attinto in qualche modo"[93]. La caratteristica della serie, di "passare da manga comico/di avventura a manga quasi esclusivamente di combattimento"[93], e la sua formula base, costituita da "abbondanza di arti marziali, sequenze di allenamento, alcun battute" sono diventati il modello per altri manga shōnen[94]. Thompson ha anche descritto lo stile di Toriyama come influente e l'ha citato come uno dei motivi per la popolarità della serie[93].

Citazioni e riferimenti[modifica | modifica sorgente]

  • Dragon Fall è una serie argentina realizzata da un gruppo di disegnatori chiamato Hi no Tori Studio sullo stile di Dragon Ball Z e pubblicato in Italia dalla casa editrice Mare Nero[95]. Dragon Fall riprende abbastanza fedelmente lo stile di disegno di Toriyama e aggiunge numerose altre parodie di manga, fumetti, film e cartoni alla parodia principale. Sebbene la serie in originale fosse molto lunga, tanto da toccare tutto Dragon Ball Z e anche Dragon Ball GT, in Italia è apparso solo il primo numero, dato che la Mare Nero è fallita subito dopo la sua pubblicazione.
  • Dragor Pall è un fumetto demenziale e satirico ispirato ai personaggi di Toriyama, pubblicato dalla casa specializzata in parodie Zero Press[96].
  • Dragon Ball X è un hentai dōjinshi pubblicato anche in Italia, che vede come protagonisti Goku e Chichi, collocato nell'intervallo di tempo concesso da Cell prima del Torneo Tenkaichi. Per estensione, è diventato il nome generico a cui sono associati immagini e diversi dōjinshi di Dragon Ball.
  • Mao mushi è una parodia di Dragon Ball presente in Due Fantagenitori.
  • Dragon Ball AF è un'ipotetica serie di cui è circolata la storia in internet per anni ma di cui Toriyama ha sempre negato di essere l'artefice. La voce si è susseguita anche sulle riviste specializzate, e data la popolarità delle serie originali ha avuto una risonanza mediatica molto marcata, tanto da essere citata in numerosi fansite di tutto il mondo e dando vita a molteplici fanfiction, spesso spacciate per essere le trame autentiche della fantomatica serie. L'inconsistenza delle voci ha fatto supporre (e in seguito confermare) che si trattasse di una bufala. Si ritiene infatti che la sigla AF sia l'acronimo di Another-Future, o di April's Fool ("pesce d'aprile"). Nel 2008 un gruppo di mangaka chiamato Toyable ha creato un dōjinshi su Dragon Ball AF traendo spunto da quella che oramai può essere considerata una leggenda metropolitana, il fumetto in questione è stato presentato alle mostre fumetto Comiket riscuotendo un notevole successo. Questo dōjinshi comunque non è ufficiale né può essere esportato in altri paesi o trasposto in anime non possedendo alcun tipo di licenza o copyright dall'autore originale, ha perciò il valore di una comune fan fiction.

Merchandising[modifica | modifica sorgente]

Intorno al 2001 Dragon Ball, raggiunse l'apice del successo in Italia, motivo per cui aumentarono le serie e gli oggetti relativi alla serie. Oltre alla collana Dragon Ball Deluxe, al tempo in uscita, furono pubblicate due nuove e diverse edizioni, la De Agostini distribuì le serie Dragon Ball Z e Dragon Ball GT in videocassetta, e fu creata la raccolta Dragon Ball Z scacchi con le pedine rappresentate da personaggi di Dragon Ball e relativi fascicoli sugli scacchi. Inoltre furono commercializzati action figure, carte da collezionare e molti videogiochi per Playstation 1, 2 e 3 ed altre console. Nel 2003 De Agostini mise in distribuzione su DVD la serie Dragon Ball Z, mentre nel 2007 la prima serie di Dragon Ball in edizione integrale e i film tratti dalle tre serie. Nel 2009 la Hachette ha dato il via ad una nuova collezione di action figure (gashapon) di Dragon Ball composta da tutti i personaggi visti solo ed esclusivamente nel manga.

Note[modifica | modifica sorgente]

Annotazioni[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Per trascrivere in ideogrammi i termini stranieri, i giapponesi sono costretti a modificare la pronuncia e la scrittura di tali parole. Infatti ogni ideogramma in giapponese rappresenta una sillaba e non un singolo suono, dunque in giapponese non esistono parole con due consonanti consecutive. Per scrivere una parola straniera che contiene due consonanti consecutive in caratteri giapponesi bisogna, quindi, aggiungere una vocale tra le due consonanti. Dragon Ball, ad esempio, viene scritto ドラゴンボール (Doragon Boru?) perché non esistono ideogrammi che si pronuncino "d" o "l"; i giapponesi sono dunque costretti a utilizzare al loro posto gli ideogrammi con la pronuncia più simile, cioè "do" (ド) e "ru" (ル). Un altro problema è la pronuncia di fonemi non esistenti in giapponese, il che causa una pronuncia (e una scrittura) approssimativa delle parole inglesi che contengono tali fonemi. Per esempio la "er" di Freezer in inglese si pronuncia /ə/, una vocale non esistente in giapponese che viene approssimativamente pronunciata dai giapponesi "a". Allo stesso modo il th sordo (/θ/) di Jeeth viene approssimato in "s".
  2. ^ Ripristinata integralmente solo a partire dalla quarta ristampa Evergreen Edition del 2011.
  3. ^ L'avvertenza cita testualmente: «Tutti i personaggi presenti in questo albo sono maggiorenni, e comunque non si tratta di persone realmente esistenti, bensì di semplici rappresentazioni grafiche».

Fonti[modifica | modifica sorgente]

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Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

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