Original Anime Video

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Original Anime Video (OAV), letteralmente "Anime Originale per il Video" (detto anche Original Video Anime o Animation, OVA), designa in Giappone produzioni anime pubblicate direttamente per il mercato home video senza prima essere trasmesse in televisione o proiettate nei cinema.[1] In generale gli OAV tendono ad essere caratterizzati da un'elevata qualità tecnica, paragonabile in alcuni casi a quella dei film. In Giappone, l'acronimo originario OAV è stato gradualmente sostituito con l'equivalente OVA, poiché OAV viene spesso confuso con Original Adult Video anziché Original Anime Video (cioè come video per adulti, anziché d'animazione). Recentemente, poi, si parla anche di Original Anime DVD (OAD) con riferimento ad anime pubblicati solo su DVD e venduti in abbinamento con le edizioni speciali del manga da cui sono tratti, ovvero di episodi di anime televisivi non trasmessi e pubblicati solo nell'edizione home video della serie.[2]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Con il crescere del mercato dei videoregistratori negli anni ottanta, l'industria giapponese degli anime crebbe fino a dimensioni gigantesche. La richiesta di serie animate era massiccia ed i consumatori erano disponibili a comprarle direttamente nei negozi per poterle vedere senza aspettare il passaggio televisivo. Di conseguenza molte opere vennero prodotte direttamente per il mercato home video, e se questo nel mercato occidentale comporta generalmente una qualità inferiore, in Giappone, data l'enorme richiesta, tale scelta produttiva si caratterizza al contrario per un livello qualitativo più elevato e, spesso, per una maggiore libertà creativa. Molte serie popolari ed influenti come Bubble Gum Crisis, Chi ha bisogno di Tenchi? e Punta al Top! Gunbuster, ad esempio, furono pubblicate direttamente come OAV.

Sebbene già negli anni settanta fossero stati pubblicati anime direttamente per il mercato home video, il primo OAV ufficiale (cioè etichettato come tale) fu Dallos di Mamoru Oshii e Hisayuki Toriumi, realizzato dallo Studio Pierrot e prodotto dalla Bandai nel 1983.[3] Altre compagnie seguirono rapidamente, e per la metà degli anni ottanta il mercato era già sommerso di OAV. Diversamente dalle serie televisive realizzate per essere contenute in una stagione, un OAV può essere teoricamente di qualunque lunghezza. L'alta qualità del prodotto, peraltro, può comportare periodi di attesa tra gli episodi anche di diversi mesi.

Con il peggiorare dell'economia giapponese negli anni novanta la produzione di OAV si è però progressivamente ridotta. Attualmente OAV vengono ancora prodotti, ma sono molto meno comuni, anche a causa della recente tendenza a realizzare serie anime televisive di soli 13 episodi (o al massimo 26) che hanno tempi di commercializzazione home video più ridotti.

La serie di OAV più lunga mai prodotta è Ginga eiyu densetsu (lett. La leggenda degli eroi galattici) composta da 162 episodi tra serie principale e sequel, oltre che da un film, tutti inediti in Italia.[4]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Marco Pellitteri, Mazinga Nostalgia, King|Saggi, 2002, p. 458.
  2. ^ v. Anime News Network, Lexicon.
  3. ^ Andrea Fontana; Davide Tarò. ANIME - Storia dell'animazione giapponese 1984-2007. Piombino, Edizioni Il Foglio, 2007, pp. 19-20.
  4. ^ cfr. la scheda su Anime News Network.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]