Dragon Ball GT

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Dragon Ball GT
serie TV anime
Logo della serie, visibile anche nella sigla italiana
Logo della serie, visibile anche nella sigla italiana
Titolo orig. ドラゴンボールGT
(Doragon Bōru Jī Tī)
Lingua orig. giapponese
Paese Giappone
Autore Izumi Tōdō
Regia Osamu Kasai
Sceneggiatura
  • Aya Matsui
  • Toshiki Inoue
  • Jun Maekawa
Character design Katsuhiro Nakatsuru
Animazione Takashi Yoshike
Studio
Musiche Akihito Tokunaga
Rete Fuji Television
1ª TV 7 febbraio 1996 – 19 novembre 1997
Episodi 64 (completa)
Durata ep. 23 min
Editori it.
Reti it. Italia 1, Hiro
1ª TV it. 5 aprile 2001 – 18 settembre 2001
Collanaed. it. Dragon Ball GT Collection
Episodi it. 64 (completa)
Durata ep. it. 23'
Censura it.
Dialoghi it.
Doppiaggio it.
Generi azione, arti marziali, fantastico
Temi Avventura
Cronologia
  1. Dragon Ball Z
  2. Dragon Ball GT
  3. Dragon Ball Kai
« Sta per iniziare la stupefacente leggenda di Goku, che nessuno ha mai visto e di cui nessuno ha mai sentito parlare »
(Tratto dall'opening originale della serie[1].)

Dragon Ball GT (ドラゴンボールGT Doragon Bōru Jī Tī?) è l'ultimo filone narrativo della serie anime Dragon Ball, prodotto da Toei Animation, in cui il protagonista Goku ha raggiunto l'età di circa 56 anni. La storia si svolge dieci anni dopo gli avvenimenti di Dragon Ball Z, e ha inizio al ritorno di Goku dall'allenamento con Ub, reincarnazione del Majin Bu originale, con cui il saiyan era partito alla fine della serie precedente.

La serie trae ispirazione dal manga di Toriyama Dragon Ball, ma la storia è del tutto originale, creata da Izumi Tōdō, sviluppando un seguito agli eventi del fumetto[2]. Toriyama, che ha dato il titolo alla serie anime, ha dichiarato che la sigla "GT" sta per "Grand Touring", in riferimento al viaggio nell'universo alla ricerca delle sfere del drago, che funge da incipit all'intera serie. Nell'albo GT Perfect File Vol. 1 il titolo viene ricondotto invece a "Galaxy Touring"[3].

Trama[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Episodi di Dragon Ball GT.

A causa di un desiderio sbagliato di Pilaf, che evoca un nuovo drago con le sfere del drago dalla stella nera, Goku torna bambino e le sfere si spargono in tutto l'universo. Re Kaio informa Goku che se le sfere non verranno radunate entro un anno dal desiderio, la Terra esploderà. Così Goku, Goten e Trunks decidono di partire alla loro ricerca, con Pan che prende all'ultimo il posto di Goten. Dopo varie peripezie nell'universo, i tre le radunano tutte e incontrano il robot Gil. Quando Goku, Trunks e Pan fanno ritorno a casa trovano che Baby, un nemico appartenente alla razza tsufuru incontrato durante il viaggio, è arrivato sulla Terra e ha preso possesso del corpo di Vegeta. Solo trasformandosi in Super Saiyan 4, grazie alla trasformazione in scimmione d'oro, Goku riesce a sconfiggere l'avversario e salvare Vegeta.

Intanto nell'inferno, il Dr. Gelo e il Dr. Myuu — il malefico scienziato che ha creato Baby — aprono uno squarcio tra il mondo degli inferi e il mondo dei vivi e creano una copia artificiale di C-17 che, fondendosi con quello della Terra, dà vita a Super C-17. Goten, Trunks, Pan, Ub, Gohan e Vegeta sconfiggono tutti i vecchi nemici che erano scesi dal varco ma non possono nulla contro il cyborg. Goku, dopo aver sconfitto Freezer e Cell ed aver assistito alla morte del Dr. Gelo e del Dr. Myuu, riesce a distruggere Super C-17 con il Pugno del Drago e grazie all'aiuto di C-18, infuriata per l'uccisione del marito Crili da parte del fratello.

A causa dei troppo desideri espressi nel tempo le sfere del drago si sono corrotte e, al momendo di evocare il drago Shenron, compare al suo posto un drago blu che poi si divide in sette draghi malvagi. Goku e Pan sconfiggono con facilità i primi quattro, mentre Suu Shenron e San Shenron riescono a tenere testa a Goku Super Saiyan 4, e vengono annientati solo con grande sforzo. Per ultimo fa la sua apparizione Ii Shenron, il più potente dei sette draghi, che sconfigge perfino Goku e Vegeta. L'unico a superare in potenza il drago è Gogeta Super Saiyan 4: il risultato della fusione tra i due potenti saiyan. Al termine della fusione Vegeta cerca di proteggere Goku, ma gli viene perforata una spalla dal drago malvagio. Goku raccoglie allora l'energia di tutti gli abitanti dell'universo in una sfera Genkidama, disintegrando finalmente Ii Shenron. Poco dopo, appare il drago Shenron originale che, dopo aver resuscitato Crili, prende con sé Goku e torna in cielo, fondendosi con esso.

Personaggi[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Personaggi di Dragon Ball e Personaggi di Dragon Ball GT.

Gran parte dei protagonisti delle precedenti serie sono ricomparsi anche in Dragon Ball GT, ma i guerrieri più attivi all'inizio sono solo Goku, tornato bambino a causa di un desiderio espresso con le sfere del drago dalla stella nera, Pan e Trunks.

Tra i nuovi personaggi introdotti nella serie vi sono: Red Shenron, il nuovo drago evocato dall'unione delle sette sfere del drago con le stelle nere, dal potere di esaudire un desiderio; il robottino Gil che aiuta Goku e i suoi amici a localizzare le sfere del drago; le macchine mutanti del pianeta M-2 costruite dal crudele Dottor Myuu, tra cui il disonesto Generale Lilde. Baby è un bisbetico e tirannico tsufuru intenzionato a vendicarsi dei saiyan, nonché l'antagonista del primo arco narrativo della serie. Viene sconfitto, ucciso dai raggi solari e distrutto insieme alla sua astronave dalla Kamehameha lanciata da Goku nella forma di Super Saiyan 4. Super C-17 è la fusione tra la versione malefica di C-17 e il suo originale, nonché l'antagonista del secondo arco narrativo della serie. Viene ucciso prima dal Pugno del Drago e poi dalla Kamehameha lanciata da Goku dopo essere stato tradito da C-18 infuriata per l'uccisione di Crilin. I draghi malvagi, nati dalle energie negative delle sfere del drago, sono invece gli antagonisti dell'ultimo arco narrativo della serie.

Dragon Ball GT, inoltre, ripropone anche antagonisti apparsi nel manga e nelle due serie anime precedenti. Durante la saga di Super C-17, ad esempio, Nappa, Freezer, Cell, il Dottor Gelo, l'esercito del Red Ribbon ed altri evadono dall'inferno per vendicarsi di Goku e compagni, ma verranno nuovamente sconfitti. Altri personaggi, come Tenshinhan, Jiaozi, Yajirobei e Yamcha, che erano stati tra i più attivi nel manga, in GT fanno soltanto brevi camei non avendo però mai dei ruoli rilevanti.

Produzione[modifica | modifica sorgente]

Il progetto Dragon Ball GT venne ideato interamente dalla Toei Animation e dal Bird Studio di Akira Toriyama, creatore del manga originale. A contraddistinguere questa serie dalle prime vi fu il cambio dei produttori e dello staff dei disegnatori, che portò a delle differenze molto marcate nello stile di disegno, nei colori e nelle musiche adottate. Alla regia venne scelto Osamu Kasai, la sceneggiatura fu affidata ad Aya Matsu e Jun Maekawa, mentre il design dei personaggi fu di Katsuhiro Nakatsuru, che collaborò anche alla creazione di diversi storyboard, poi utilizzati sia nella serie che nella sigla finale[4][5]. Della composizione delle colonne sonore si occupò Akihito Tokunaga, che prese il posto del celebre Shunsuke Kikuchi, che si era occupato delle musiche nelle prime due serie. Il character design, le ambientazioni e gli oggetti della serie, come la navicella dei protagonisti per partire per lo spazio, furono realizzate da Akira Toriyama in persona[6][7]. Anche le lettere "GT" del titolo furono disegnate da Toriyama, mentre gli altri autori pensavano ad alternative come "21", "Z2", "WW" (Wonder World) e "G-UP" (Growing Up)[8]. Toriyama disegnò il logo nel dicembre 1995[9].

I personaggi principali di Dragon Ball GT: da sinistra Pan, Trunks e Goku.

Per realizzare la nuova serie era necessario, innanzitutto, una trama in grado di appassionare i fan del manga e delle precedenti serie animate. Secondo lo staff creativo, la storia di Dragon Ball ruotava sulla crescita del protagonista Goku e per questo si decise di concentrare la terza serie nuovamente su quest'ultimo. Tuttavia, gli autori capirono che Goku era diventato troppo forte e anziano per continuare a parlare della sua crescita, e perciò decisero di farlo tornare bambino ed indebolirlo[8]. Essendo difficile trovare dei nemici sulla Terra in grado di rivaleggiare con Goku, le avventure del protagonista vennero spostate nello spazio e venne creato come nemico principale il parassita Baby[10]. La Toei Animation era indecisa su chi scegliere come compagni di viaggio di Goku nel corso della terza serie e, alla fine, la scelta ricadde su Trunks e Pan. Il primo, poiché è "forte come Vegeta e intelligente come Bulma", mentre la seconda poiché è "la nipote sia di Goku che di Satan" e, secondo gli autori, era un elemento interessante da approfondire[11]. Al trio venne aggiunto come espediente comico il robottino Gil; durante la fase di produzione antecedente all'inizio della trasmissione, questo personaggio era ancora senza nome e allora Toriyama gli affibbiò il nomignolo di Ojama Robot, ovvero "Robot che disturba"[12]. Il personaggio di Vegeta venne riproposto con i baffi ed un taglio di capelli più corto. Nel proseguo della storia decide però di tagliarsi i baffi sotto esortazione della figlia Bra. Secondo alcune indiscrezioni mai confermate, un ragazzo imparentato con Toriyama avrebbe detto che Vegeta sarebbe stato meglio senza baffi e, dopo aver sentito questa frase, lo staff decise di togliere i peli facciali al personaggio[11].

Tutti gli antagonisti di Dragon Ball GT, hanno un'origine precedente alla storia di Dragon Ball. Gli autori, infatti, pensarono fosse una buona scelta sviluppare maggiormente degli antagonisti presenti in storie minori, piuttosto che inventarne dei nuovi[13]. Nel caso di Baby, ad esempio, egli fa riferimento al popolo degli tsufuru, citato per la prima volta nell'episodio 20 di Dragon Ball Z, mentre Super C-17 ripropone ancora l'esercito e i cyborg del Red Ribbon. Nel caso dei draghi malvagi, invece, questi personaggi fanno riferimento alle sfere del drago, l'elemento fulcro dell'intera storia di Dragon Ball. Gli autori, infatti, volevano che il pubblico si rendesse conto delle sfere del drago grazie alla comparsa di nuovi nemici, appunto i sette draghi malvagi. Per contrastare dei nemici così forti, inoltre, lo staff decise di proporre al pubblico un nuovo stadio di Super Saiyan, che avrebbe superato i precedenti: il Super Saiyan 4[14]. Per distinguerlo dai precedenti stadi, gli autori di GT e l'ideatore del manga, Akira Toriyama, decisero di dare a quest'ultimo stadio un aspetto molto più selvatico. Il disegno del Super Saiyan 4 venne completato appena 5 mesi prima dell'inizio della trasmissione della serie[15].

Media[modifica | modifica sorgente]

Anime[modifica | modifica sorgente]

Originariamente, la serie doveva concludersi con la Saga di Baby, ma poi gli autori decisero di aumentare il numero degli episodi della serie da 40 a 64. I 64 episodi vennero trasmessi in Giappone poco dopo la conclusione di Dragon Ball Z, su Fuji TV a partire dal 7 febbraio 1996, per poi concludersi il 19 novembre 1997. Dragon Ball GT non fu pubblicato in edizione home video fino al 15 giugno 2005, otto anni dopo la sua trasmissione originale. Si tratta di una rimasterizzazione della serie in un box di 12 DVD, acquistabile esclusivamente su ordinazione e chiamato "Dragon Box"[16]. Il contenuto del box è stato in seguito reso disponibile in 11 DVD individuali da 6 episodi ciascuno, pubblicati dal 6 febbraio 2008 al 4 giugno 2008[17][18].

Edizione italiana[modifica | modifica sorgente]

Copertina del primo VHS dell'edizione Deluxe Collection a cura della Dynamic Italia.

In Italia è andato in onda su Italia 1 subito dopo la conclusione di Dragon Ball Z, a partire da giovedì 5 aprile 2001. Le puntate venivano trasmesse a cadenza giornaliera, dal lunedì al venerdì. Per due mesi andarono in onda le prime due saghe, composte in totale da 47 episodi, per poi sospendere la programmazione in estate. La messa in onda riprese dall'inizio nell'agosto 2001: le repliche e le prime 5 puntate inedite furono trasmesse con la stessa frequenza di prima, mentre gli ultimi 12 episodi contemplarono una suddivisione di due a settimana, il martedì ed il giovedì. Dragon Ball GT è stato poi negli anni replicato più volte da Italia 1: sull'ora dismesso canale satellitare di Sky Italian Teen Television dal 2003 ed infine su Hiro, canale a pagamento di Mediaset Premium, a partire dall'8 dicembre 2008. L'edizione Mediaset è stata doppiata nello studio Merak Film di Milano, con la traduzione affidata alla C.I.T.I e i dialoghi di Tullia Piredda e Manuela Scaglione. Della direzione del doppiaggio si è occupato Paolo Torrisi, che è anche la voce di Goku adulto[19]. Il doppiatore di C-17 non è lo stesso di Dragon Ball Z per evitare la presenza di due personaggi con la stessa voce: Patrizio Prata, che aveva doppiato il cyborg nella serie precedente, era infatti stato già assegnato a Goten per la serie GT.

La versione italiana di Dragon Ball GT trasmessa su Italia 1 presenta il cambio delle sigle originali giapponesi, il che ha portato anche alla censura della scena finale dell'ultima puntata, nella quale la sigla era usata come musica di sottofondo. Come nelle precedenti serie, sono stati rimossi nomi e riferimenti alla cucina e alla cultura nipponica ed è stato effettuato un doppiaggio "alleggerito", dove, ad esempio, parole come "morire", "uccidere" e "ammazzare" sono sostituite da sinonimi e locuzioni quali "fare fuori", "distruggere" o "spedire all'altro mondo". Nel resto della serie non ci sono invece censure video, fatta eccezione per la rimozione degli eyecatch. I nomi dei personaggi sono quasi tutti originali, fatta eccezione per Valese, la ragazza di Goten, che in originale si chiama Palace (パレス Paresu?)[20], e i personaggi a cui era stato cambiato il nome nella prima serie Dragon Ball, come Piccolo diventato Junior. Anche le tecniche hanno ricevuto traduzioni approssimative o distaccate e addirittura a volte cambiate durante l'arco degli episodi. Ad esempio la nuova tecnica di Vegeta, il Final Shine Attack è stato tradotto in diversi modi: Raggio Lucente Finale, Attacco Finale e Lampo Finale.

Dragon Ball GT è stato distribuito per la prima volta in Italia da De Agostini nel 1999, prima della trasmissione su Italia 1[21]. Quest'edizione era raccolta in 32 cassette VHS, pubblicate sulla collana Dragon Ball GT Collection. Venne poi riedita dalla stessa De Agostini ed in seguito da Dynamic Italia sulla collana Deluxe Collection, in 13 uscite nelle videoteche e nelle fumetterie, con la copertina plastificata invece che in cartoncino. In queste pubblicazioni furono mantenute le sigle originali giapponesi. L'intera serie è anche stata raccolta da Yamato Video in 13 DVD da cinque episodi ciascuno, pubblicati dal 3 maggio 2006 al 31 maggio 2007[22][23] e poi raccolti in tre box[24]. Nel settembre 2007 la De Agostini ha distribuito la serie in DVD nella collana intitolata Dragon Ball GT DVD Collection. Essa si compone di 32 dischi da due episodi ognuno. Gli extra comprendono oltre all'audio e le sigle originali, anche schede su personaggi, luoghi e ambientazioni[25].

Edizione statunitense[modifica | modifica sorgente]

L'adattamento statunitense di Dragon Ball GT è andato in onda su Cartoon Network dal 7 novembre 2003 al 9 aprile 2005 in un'edizione radicalmente alterata. La Funimation Entertainment decise infatti di tagliare i primi 16 episodi della serie, la saga delle sfere del drago dalle stelle nere, e di sostituirli con un singola puntata prodotta appositamente, che riassume gli eventi della saga. I produttori dell'adattamento hanno motivato questa scelta come un tentativo di preservare i telespettatori dal tono leggero e scherzoso dei primi episodi e di immergerli direttamente negli scontri che caratterizzano il resto della serie. La Funimation registrò inoltre una nuova colonna sonora e sostituì le sigle di apertura e di chiusura con delle versioni in inglese in stile rap che si discostano parecchio dalle versioni originali[26].

L'edizione home video è stata pubblicata su VHS e DVD dall'aprile 2003 e contiene sia la versione modificata che quella originale a iniziare dall'episodio 17[27]. I primi 16 episodi della serie sono stati raccolti in cinque volumi, chiamati "Lost Episodes", e pubblicati tra luglio 2004 e febbraio 2005[28][29]. Due anni dopo la Funimation ha iniziato una nuova pubblicazione della serie in DVD, mettendo stavolta gli episodi nel giusto ordine cronologico. Il primo box è uscito il 9 dicembre 2008, mentre il secondo è stato distribuito dal 10 febbraio 2009[30][31]. Il 21 settembre 2010 è stato invece pubblicata la serie completa, raccolta in un cofanetto unico[32].

Musiche[modifica | modifica sorgente]

Giorgio Vanni ha cantato la sigla italiana della serie.

Le musiche di Dragon Ball GT sono state composte da Akihito Tokunaga. La serie usa come opening per tutte e 64 le puntate Dan dan kokoro hikareteku (DAN DAN 心魅かれてく?), cantata dalla band j-pop Field of View[33]. La prima sigla di chiusura è stata Hitorijanai (ひとりじゃない?), cantata dai Deen e trasmessa in giappone dall'episodio 1 al 26[34]. A partire dall'episodio 27 la serie ha adottato la canzone di Zard Don't You See! come ending[35]. La puntata 42 segna il cambio di sigla successivo, a partire dal quale viene usata Blue Velvet, cantata da Shizuka Kudo[36]. Sabitsuita machine gun de ima o uchinukō (錆びついたマシンガンで今を撃ち抜こう?), cantata dal gruppo Wands, è presentata nell'episodio 51 ed è stata usata come sigla di chiusura per i restanti episodi, tranne che per l'ultimo, che utilizza la sigla di apertura[37].

Nella versione televisiva italiana i temi giapponesi sono stati sostituiti dalla sigla Dragon Ball GT - It's you and me, cantata da Giorgio Vanni, mentre per le immagini sono state usate scene prese da episodi a caso e altre prese proprio dalle sigle originali. Nella trasmissione dei primi episodi, nel 2001, la sigla iniziale era nella classica versione da due minuti, così come quella finale, sempre invariata; successivamente, con la seconda tranche di episodi nello stesso anno, per quella iniziale è stata utilizzata la versione completa da quasi tre minuti. Per le repliche, a partire dal 2007, la sigla è stata tagliata alla durata di un minuto.

Special[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Dragon Ball GT: L'ultima battaglia.

Come seguito di Dragon Ball GT è stato prodotto uno special TV intitolato Gokū gaiden! Yūki no akashi wa sūshinchū (悟空外伝! 勇気の証しは四星球? lett. "La biografia di Goku! La prova di coraggio e la sfera con 4 stelle"), spesso abbreviato semplicemente in Goku Gaiden. È stato trasmesso in Giappone dalla Fuji TV il 26 marzo 1997 tra l'episodio 41 ed il 42[38]. Ambientato 100 anni dopo l'uccisione di Baby, esso riprende gli avvenimenti precedenti al Torneo Tenkaichi dell'ultimo episodio della serie. Pan, ormai anziana, ha un nipote che è uguale a Goku, da questo il nome Goku Jr., che dovrà dimostrare che in lui c'è ancora sangue saiyan[39].

Lo speciale è stato trasmesso per la prima volta in Italia il 24 dicembre 2003 su Italia 1, col titolo Dragon Ball GT: L'ultima battaglia, subito dopo la conclusione di Dragon Ball - La saga. Edito sempre da Mediaset, questa è stata l'ultima volta in cui il doppiatore Paolo Torrisi ha prestato la voce alla versione adulta di Goku prima della sua scomparsa.

Altre opere derivate[modifica | modifica sorgente]

Esistono due guide ufficiali dedicate a Dragon Ball GT, intitolate Dragon Ball GT Perfect Files e pubblicate in Giappone il 24 maggio e il 17 dicembre 1997 da Shueisha. Esse includono informazioni aggiuntive sulla serie, illustrazioni, interviste e vari extra. Le copie dei due volumi sono state esaurite per molti anni, fino a quando nell'aprile 2006 furono ristampate e queste nuove edizioni sono tuttora in commercio[40][41]. In Italia le due guide sono state pubblicate da Star Comics all'interno della testata Anime Comics il 3 novembre e il 3 dicembre 2002[42][43].

Un anime comic derivato dalla serie televisiva ha iniziato la serializzazione nell'edizione di gennaio 2014 della rivista di Shueisha Saikyō Jump, pubblicata il 4 dicembre 2013[44].

Accoglienza[modifica | modifica sorgente]

La serie animata Dragon Ball GT, rispetto alle precedenti due, ha ricevuto numerose critiche negative, portando molti fan a disconoscere l'anime come sequel della serie[45], posizione rafforzata anche dal fatto che questo seguito non è stato né tratto dal manga originale di Toriyama, né creato direttamente dall'autore, ma dallo staff dell'anime. Sul sito Anime News Network ha una valutazione di 5,4 su 10, basata sui voti di 3200 utenti[46], mentre nell'Internet Movie Database ha una media di 7,1/10, scaturita dalle valutazioni di 11.800 utenti[47].

Il sito IGN ha definito Dragon Ball GT "decisamente repellente" e l'ha accusato di aver rovinato i personaggi principali, come ad esempio Vegeta e Trunks, definiti "goffi" rispetto alle precedenti serie[48]. La critica non ha risparmiato neanche la trama, a cui è stato rimproverato di far uso di una formula già mostrata nelle serie precedenti[49]. Anime News Network, tuttavia, lo ha descritto come "un viaggio piacevole, se non preso seriamente"[50]. Jonathan Clements e Helen McCarthy hanno scritto nella loro enciclopedia The Anime Encyclopedia, Revised & Expanded Edition: A Guide to Japanese Animation Since 1917, che "la nuova serie sembra aver perso la sua magia"[51]. Tim Jones di T.H.E.M. Anime gli ha assegnato una stella su cinque. Nonostante riconosca agli sviluppatori il merito di aver migliorato la grafica e la colonna sonora, ha criticato il design dei personaggi e la scelta di ridurre il cast originale a dei meri cameo e ha definito l'umorismo come "forzato"[52]. Akira Toriyama, l'autore del manga Dragon Ball, ha invece dichiarato di aver aprezzato l'adattamento animato e di ritenere che la Toei abbia fatto un "buon lavoro"[53].

L'anime ha comunque riscontrato un grande successo in termini di vendite e auditel. Anche in Italia, infatti, gli ascolti della serie GT sono stati paragonabili a quelli della serie Z, e di gran lunga superiori alla prima serie animata, che gli hanno consentito numerose repliche, ed il piazzamento nel lunch time di Italia 1[54]. Oltre a questo, pur essendo pochi i titoli dedicati esclusivamente a Dragon Ball GT nel franchise dei videogiochi dedicati alla serie, i suoi personaggi e trasformazioni sono stati ripresi da un gran numero di giochi di Dragon Ball Z, come ad esempio la serie Budokai Tenkaichi.

Sviluppi futuri di Dragon Ball[modifica | modifica sorgente]

Nonostante Dragon Ball GT sia stata ufficializzata come l'ultima parte della storia di Dragon Ball, nel corso degli anni sono stati prodotti diversi film, special e remake riguardo alla saga di Dragon Ball, sempre comunque ambientati prima degli eventi del GT. Nell'episodio 55 Ti raggiungerò, Kaarot!, Vegeta e Bulma parlano dell'amplificatore di onde Bluetz e accennano ad un possibile Super Saiyan 5, livello mai apparso nella serie regolare. Questo fatto, congiunto all'attaccamento dei fan alla serie, ha portato molti a speculare su un possibile proseguimento della serie di Dragon Ball, come Dragon Ball AF, speculazioni sempre ufficialmente smentite dalla Toei Animation e dallo stesso Akira Toriyama.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dragon Ball GT Perfect Files vol.1, op. cit., pp. 2-3
  2. ^ Dragon Ball GT Perfect Files vol.1, op. cit., p. 81
  3. ^ (EN) Production Guide - Toriyama's Contributions to the Anime, Kanzenshuu.com. URL consultato il 7 febbraio 2014.
  4. ^ Dragon Ball GT Perfect Files vol.1, op. cit., p. 35
  5. ^ Dragon Ball GT Perfect Files vol.1, op. cit., p. 82
  6. ^ Dragon Ball GT Perfect Files vol.1, op. cit., pp. 32-34
  7. ^ Dragon Ball GT Perfect Files vol.1, op. cit., p. 87
  8. ^ a b Dragon Ball GT Perfect Files vol.1, op. cit., p. 36
  9. ^ Dragon Ball GT Perfect Files vol.1, op. cit., p. 79
  10. ^ Dragon Ball GT Perfect Files vol.1, op. cit., p. 38
  11. ^ a b Dragon Ball GT Perfect Files vol.1, op. cit., p. 37
  12. ^ Dragon Ball GT Perfect Files vol.1, op. cit., p. 34
  13. ^ Dragon Ball GT Perfect Files vol.2, op. cit., p. 78
  14. ^ Dragon Ball GT Perfect Files vol.2, op. cit., p. 76
  15. ^ Dragon Ball GT Perfect Files vol.2, op. cit., p. 77
  16. ^ (EN) Home Video Guide Dragon Ball GT DVD Box – Dragon Box, Kanzenshuu.com. URL consultato il 23 aprile 2014.
  17. ^ (JA) DRAGON BALL GT1 [DVD], Amazon.co.jp. URL consultato il 23 aprile 2014.
  18. ^ (JA) DRAGON BALL GT #11 [DVD], Amazon.co.jp. URL consultato il 23 aprile 2014.
  19. ^ Antonio Genna, "Dragon Ball GT", Il mondo dei doppiatori. URL consultato il 23 aprile 2014.
  20. ^ Si noti a tal proposito che i segni sillabici "pa" (ぱ in hiragana, パ in katakana) e "pa" (ば in hiragana, バ in katakana) — esattamente come per le lettere "r" e "l" in giapponese la "b" e la "v" sono espressi con lo stesso suono — sono scritti in maniera simile.
  21. ^ Lo strillo delle copertine riportava la frase "Mai visto in TV!".
  22. ^ Dragon Ball GT #01 (Eps 01-05), Amazon.it. URL consultato il 23 aprile 2014.
  23. ^ Dragon Ball GT #13 (Eps 61-64), Amazon.it. URL consultato il 23 aprile 2014.
  24. ^ Dragon Ball GT - Raccolta 3 Box, Yamato Video. URL consultato il 23 aprile 2014.
  25. ^ De Agostini: arriva Dragon Ball GT DVD collection, AnimeClick.it, 18 settembre 2007. URL consultato il 7 febbraio 2014.
  26. ^ (EN) Dragon Ball GT in America, Kanzenshuu.com. URL consultato il 23 aprile 2014.
  27. ^ (EN) FUNimation announces DBGT, Anime News Network, 18 gennaio 2003. URL consultato il 23 aprile 2014.
  28. ^ (EN) Dragon Ball GT - The Lost Episodes - Reaction (Vol. 1), Amazon.com. URL consultato il 23 aprile 2014.
  29. ^ (EN) Dragon Ball GT - The Lost Episodes - Activation (Vol. 5), Amazon.com. URL consultato il 23 aprile 2014.
  30. ^ (EN) Dragon Ball GT: Season One, Amazon.com. URL consultato il 23 aprile 2014.
  31. ^ (EN) Dragon Ball GT: Season Two, Amazon.com. URL consultato il 23 aprile 2014.
  32. ^ (EN) Dragon Ball GT: The Complete Series, Amazon.com. URL consultato il 23 aprile 2014.
  33. ^ Dragon Ball GT Perfect Files vol.1, op. cit., p. 4
  34. ^ Dragon Ball GT Perfect Files vol.1, op. cit., Intermission 1, Ending Film
  35. ^ Dragon Ball GT Perfect Files vol.1, op. cit., Intermission 2, Ending Film
  36. ^ Dragon Ball GT Perfect Files vol.2, op. cit., Intermission 3, Ending Film
  37. ^ Dragon Ball GT Perfect Files vol.1, op. cit., Intermission 4, Ending Film
  38. ^ (EN) Episode Guide - Dragon Ball GT Episode List, Kanzenshuu.com. URL consultato il 7 febbraio 2014.
  39. ^ Dragon Ball GT Perfect Files vol.2, op. cit., p. 52-53
  40. ^ 復刻版ドラゴンボールGTパーフェクトファイル vol.1 [Dragon Ball GT: Perfect File vol.1], Shueisha. URL consultato il 2013-12-22.
  41. ^ (JA) 復刻版ドラゴンボールGTパーフェクトファイル vol.2 [Dragon Ball GT: Perfect File vol.2], Shueisha. URL consultato il 23 aprile 2014.
  42. ^ Dragon Ball GT vol. 1, Star Comics. URL consultato il 23 aprile 2014.
  43. ^ Dragon Ball GT, vol. 2, Star Comics. URL consultato il 23 aprile 2014.
  44. ^ (EN) Dragon Ball GT Gets Anime Comic Series, Anime News Network, 30 ottobre 2013. URL consultato il 23 aprile 2014.
  45. ^ Dragon Ball GT - Recensioni, AnimeClick.it. URL consultato il 23 aprile 2014.
  46. ^ (EN) Dragon Ball GT, Anime News Network. URL consultato il 23 aprile 2014.
  47. ^ (EN) User ratings for "Dragon Ball GT", Internet Movie Database. URL consultato il 23 aprile 2014.
  48. ^ (EN) Jeffrey Harris, Dragon Ball GT - The Lost Episodes DVD Box Set Review, IGN, 12 novembre 2007. URL consultato il 7 febbraio 2014.
  49. ^ (EN) Zac Bertschy, Dragon Ball GT DVD 8: Salvation, Anime News Network, 16 gennaio 2004. URL consultato il 7 febbraio 2014.
  50. ^ (EN) Allen Divers, Dragon Ball GT DVD 7: Annihlation, Anime News Network, 15 gennaio 2004. URL consultato il 23 aprile 2014.
  51. ^ Clements, McCarthy, op. cit., p. 162
  52. ^ (EN) Tim Jones, Dragon Ball GT, T.H.E.M. Anime. URL consultato il 23 aprile 2014.
  53. ^ (EN) Toriyama Interview from Shenron Times Issue 7, Thegrandline.com. URL consultato il 7 febbraio 2014.
  54. ^ Il Rilancio di Dragon Ball: in autunno su Italia 1 e manga Star Comics, AnimeClick.it, 1º luglio 2011. URL consultato il 7 febbraio 2014.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • (JA) Akira Toriyama, Dragon Ball GT Perfect Files vol.1 (版ドラゴンボールGTパーフェクトファイル vol.1?), Shueisha, 24 maggio 1997, ISBN 4-08-874089-0.
  • (JA) Akira Toriyama, Dragon Ball GT Perfect Files vol.2 (版ドラゴンボールGTパーフェクトファイル vol.2?), Shueisha, 17 dicembre 1997, ISBN 4-08-874090-4.
  • (EN) Jonathan Clements, Helen McCarthy, The Anime Encyclopedia, Revised & Expanded Edition: A Guide to Japanese Animation Since 1917, Stone Bridge Press, 2012, ISBN 978-1611725155.

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