Dragon Ball Z

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Dragon Ball Z
serie TV anime
Logo originale della serie.
Logo originale della serie.
Titolo orig. ドラゴンボール Z
(Doragon Bōru Z)
Autore Akira Toriyama
Regia Daisuke Nishio
Disegni
Sceneggiatura
Character design Yuji Ikeda
Animazione
Studio
Musiche Shunsuke Kikuchi
Rete Fuji Television
1ª TV 26 aprile 1989 – 31 gennaio 1996[1]
Episodi 291 (completa)
Durata ep. 22 min
Distributore it.
Reti it. Italia 1, Italia Teen Television, Hiro, Boing, Italia 2
1ª TV it. 26 aprile 2000 – aprile 2001
Episodi it. 291 (completa)
Durata ep. it. 22'
Censura it.
Dialoghi it.
Studio dopp. it. Merak Film
Direzione dopp. it. Paolo Torrisi
Target shōnen
Generi azione, arti marziali, fantastico, commedia
Cronologia
  1. Dragon Ball
  2. Dragon Ball Z
  3. Dragon Ball GT

Dragon Ball Z (ドラゴンボール Z Doragon Bōru Zetto?), talvolta contratto in DBZ e trasmesso da Mediaset come What's My Destiny Dragon Ball, è un anime prodotto dalla Toei Animation e tratto dalla serie manga Dragon Ball di Akira Toriyama, riprendendone i volumi dal 17 al 42. Costituisce il sequel della prima serie televisiva di Dragon Ball. È stato trasmesso in Giappone su Fuji Television dal 26 aprile 1989 al 31 gennaio 1996, per un totale di 291 episodi. La regia generale è di Daisuke Nishio, Takao Koyama si è occupato della sceneggiatura, Yuji Ikeda come character designer e Shunsuke Kikuchi per le musiche.

Dragon Ball Z narra le avventure di Goku, ormai divenuto adulto, il quale si è sposato con Chichi e da cui ha avuto due figli, Gohan e, successivamente, Goten. Con il proseguire della serie e delle avventure, aumentano sia gli avversari sia la loro potenza, e le battaglie che ne derivano causano un allontanamento sempre maggiore da quella che era la base della storia in Dragon Ball, ovvero la ricerca delle sfere del drago. Si privilegiano così la crescita dei personaggi e il susseguirsi degli scontri, affidandosi a una trama piuttosto semplice e ripetitiva, ma rivelatasi di enorme successo. La serie copre un arco narrativo di 22 anni, partendo dall'attacco di Radish e concludendosi con la partenza di Goku allo scopo di allenare Ub in occasione del 28º Torneo Tenkaichi.

Grazie all'enorme successo, sono stati prodotti 14 film cinematografici, due OAV, due speciali televisivi, un ONA, diversi videogiochi e un gioco di carte collezionabili chiamato Dragon Ball Z Collectible Card Game. Il successo spinse la 20th Century Fox a produrre un live action cinematografico, che dopo anni di incertezze arrivò nel 2009, Dragonball Evolution di James Wong (tuttavia il film alla fine si ispirò agli eventi della prima serie). Ha infine avuto un seguito: Dragon Ball GT (1996, non tratto dal manga) e dal 5 aprile 2009 è andata in onda su Fuji TV una nuova serie, Dragon Ball Kai, una nuova versione dell'anime, rimasterizzata in alta definizione e privata di molte parti non presenti nel manga.[2]

Trama[modifica | modifica sorgente]

Goku insieme ai suoi amici e parenti. Da sinistra: Muten, Yamcha, Trunks, Chichi, Gohan, Goten, Tenshinhan e Crilin. Di spalle: Mr. Satan, C-18 e Piccolo.

Cinque anni dopo a fine di Dragon Ball, Goku, ormai ventiquattrenne, è padre di un bambino di nome Gohan. Un alieno di aspetto umano di nome Radish arriva sulla Terra in una navicella spaziale e rintraccia Goku, rivelandogli di essere il suo fratello maggiore e che entrambi sono membri di una razza extraterrestre quasi estinta chiamata Saiyan (サイヤ人 Saiya-jin?). I Saiyan avevano inviato Goku (originariamente chiamato "Kakaroth") sulla Terra da bambino a conquistare il pianeta per loro, ma aveva subito un trauma cranico poco dopo il suo arrivo e aveva perso tutta la memoria della sua missione, così come la sua natura di Saiyan assetato di sangue. Goku rifiuta di aiutare Radish a continuare la missione, così Radish rapisce Gohan. Goku decide di collaborare con Piccolo per sconfiggere Radish e salvare suo figlio, sacrificando la propria vita nel processo. Nell'aldilà, Goku si allena sotto il Re Kaioh fino a quando non viene resuscitato dalle sfere del drago, un anno dopo, per salvare la Terra dai compagni di Radish: Nappa e il principe dei Saiyan Vegeta. Durante la battaglia Piccolo viene ucciso, insieme agli amici di Goku Yamcha, Tenshinhan e Jiaozi, e le sfere del drago cessano di esistere a causa della morte di Piccolo. Goku arriva al campo di battaglia in ritardo, ma vendica i suoi amici caduti sconfiggendo Nappa con il suo nuovo livello di potenza. Vegeta ingaggia battaglia con Goku, e dopo numerosi scontri Goku riesce a sconfiggere anche lui con l'aiuto di Gohan e del suo migliore amico Crilin. Su richiesta di Goku, quest'ultimo risparmia la vita di Vegeta e gli permette di fuggire dalla Terra.

Durante la battaglia, Crilin sente Vegeta menzionare la serie originale di sfere del drago dal pianeta natale di Piccolo, Namecc (ナメック星 Namekku-sei?). Mentre Goku recupera dalle sue ferite in ospedale, Gohan, Crilin e la prima amica Goku, Bulma, partono per Namecc al fine di utilizzare queste sfere del drago per resuscitare i loro amici morti. Tuttavia scoprono che il superiore di Vegeta, il tiranno galattico Freezer, è già lì alla ricerca delle sfere del drago per ottenere la vita eterna. Anche Vegeta, completamente guarito, arriva su Namecc cercando le sfere del drago per conto suo, il che conduce a diverse battaglie tra lui e gli scagnozzi di Freezer. Rendendosi conto di essere sopraffatto, Vegeta si allea con Gohan e Crilin per combattere la Squadra Ginew, una banda di mercenari convocata da Freezer. Quando Goku finalmente arriva su Namecc, l'epica battaglia con lo stesso Freezer arriva alla fine quando Goku si trasforma in un leggendario Super Saiyan (超サイヤ人 Sūpā Saiya-jin?) e lo sconfigge.

Al suo ritorno sulla Terra, un anno dopo, Goku incontra un viaggiatore del tempo di nome Trunks, il futuro figlio di Bulma e Vegeta, il quale avverte Goku che un gruppo di androidi (人造人間 Jinzōningen?) appariranno tre anni più tardi, in cerca di vendetta contro Goku per aver distrutto l'esercito del Red Ribbon quando era un bambino. Durante questo periodo, una forma di vita malvagia chiamata Cell emerge e, dopo aver assorbito due degli androidi per raggiungere la sua "forma perfetta", organizza il proprio torneo di combattimento per decidere il destino della Terra. Dopo che Goku sacrifica la propria vita per la seconda volta, inutilmente, Gohan vendica il padre sconfiggendo Cell dopo dopo aver raggiunto il secondo livello di Super Saiyan.

Sette anni dopo, Goku, che è stato brevemente resuscitato per un giorno, e i suoi amici sono trascinati in una lotta contro un essere magico chiamato Majin Bu. Dopo numerose battaglie che conducono alla distruzione e ricreazione della Terra, Goku (la cui vita viene ripristinata in modo permanente da Kaiohshin il Sommo) distrugge Bu con una "Sfera Genkidama" che contiene l'energia di tutta la Terra. Goku si augura che Majin Bu si reincarni come una persona buona, e dieci anni dopo, in un altro Torneo Tenkaichi, incontra la reincarnazione umana di Bu, Ub. Lasciando il match tra di loro incompiuto, Goku parte con Ub per educarlo a diventare il nuovo guardiano della Terra.

Produzione[modifica | modifica sorgente]

La "Z" nel titolo nacque da un errore della produzione, infatti inizialmente la serie si sarebbe dovuta chiamare Dragon Ball 2, ma in uno degli schizzi a matita del logo, il 2 scritto male, somigliava a una Z e risultò piacevole ai produttori dello Studio Bird. Toriyama motivò la Z dicendo che rappresenta il culmine della forza raggiunta dai personaggi.[3]

Vi sono alcune differenze tra anime e manga che riguardano l'aggiunta nella serie animata di storie originali, o meglio "filler", ovvero scene o interi episodi riempitivi di intermezzo con il proposito di allungare i tempi delle puntate nel caso di sequenze aggiunte, e per dare tempo all'autore di continuare il fumetto, all'epoca in corso d'opera, prima di riprendere la storia principale. Ad esempio la saga di Garlic Jr. e quella del Torneo delle quattro galassie sono interamente originali.

Anime[modifica | modifica sorgente]

Edizione giapponese[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Episodi di Dragon Ball Z.

La serie Dragon Ball Z è composta da 291 episodi. L'intera storia di Dragon Ball Z si suddivide convenzionalmente in quattro parentesi narrative, quattro come i nemici principali che Goku dovrà affrontare e sconfiggere per la salvezza della Terra e dell'universo:

  • Saga dei Sayan
  • Saga di Freezer
  • Saga di Cell
  • Saga di Majin Bu

Tra la saga di Freezer e quella di Cell vi è una saga minore non presente nel manga, la saga di Garlic Jr., che si riallaccia alle vicende raccontate nel film Dragon Ball Z: La vendetta divina.

Colonna sonora[modifica | modifica sorgente]

Le musiche di sottofondo sono state scritte da Shunsuke Kikuchi, noto compositore di sottofondi musicali per anime. Per la serie di Dragon Ball Z Kikuchi compose circa 80 tracce appositamente per la serie animata, ma sono anche state utilizzate musiche provenienti dai 13 film di Dragon Ball Z (composte, peraltro, sempre dallo stesso Kikuchi) e alcune che erano state originariamente create per la prima serie dell'anime. La maggior parte delle tracce audio in questione è stata raccolta in diversi album, successivamente distribuiti commercialmente.

Nell'episodio 184 La goccia che fa traboccare il vaso, quando Gohan si trasforma in Super Saiyan 2, in sottofondo si sente la canzone Ummei No Hi ~ Tamashii Tai Tamashii (lett. "Il giorno del destino - Anima contro anima"), che tuttavia venne rimossa nell'edizione italiana di Mediaset lasciando la scena in silenzio con i pensieri aggiunti di Gohan. Una cosa del genere avvenne anche nelle puntate 20 e 139.

Sigle di apertura
Sigle di chiusura
  • Dete Koi Tobikiri ZENKAI Power! cantata da MANNA (ep. 1-199)
  • Boku-tachi wa Tenshi datta cantata da Hironobu Kageyama (ep. 200-291)

Edizione italiana[modifica | modifica sorgente]

La serie è arrivata in Italia in televisione nel 2000 per mano di Mediaset, e l'adattamento televisivo italiano trasmesso su Italia 1 diede alla serie il titolo What's My Destiny Dragon Ball e venne mandato in onda per la prima volta nel 2000 (dal 26 aprile al 4 agosto), trasmettendo, prima con una cadenza di una puntata e mezzo al giorno, poi di una al giorno senza programmazioni il sabato ed infine con l'aggiunta di due puntate di domenica a partire dal 23 luglio, il primo blocco di circa 107 episodi fino all'estate, bloccandolo e sostituendolo con le repliche dei primi 28 episodi della 1ª serie. La serie Z riprese il 21 agosto 2000, inizialmente ancora con due episodi al giorno, e terminò il 4 aprile del 2001. Con le successive repliche annue, il nome è ora divenuto, in Italia, quello originale, tranne che nella sigla di gran successo (cantata da Giorgio Vanni). La versione italiana dell'adattamento, così come molte altre fuori dal Giappone, è caratterizzata da molteplici censure nelle scene e nei dialoghi. Nonostante ciò la serie Dragon Ball Z ha subito pochissime censure video rispetto alla 1ª serie e agli altri anime trasmessi da Italia 1, questo perlomeno nelle prime trasmissioni. Tali censure video inoltre sono eseguite solo per le trasmissioni televisive in chiaro, e non sono invece presenti in quelle satellitari e nelle edizioni homevideo.

Durante la trasmissione nel 2000, in particolare nel periodo della saga di Freezer (tra la primavera e il periodo estivo), la serie con gli ascolti alle stelle per la fascia oraria, scatenò il furore tra i giovani, divenendo in poco tempo l'anime di punta dell'emittente, così in quel periodo, Rai 2 sfruttò il successo trasmettendo i film doppiati da Dynamic Italia, all'epoca distribuiti in VHS soltanto con il primo doppiaggio. Durante la trasmissione della saga di Cell, gli episodi venivano trasmessi anche di sabato e domenica (talvolta con 2 puntate nel settimo giorno), allo stesso tempo, sempre nel periodo 2000-2001, Star Comics approfittò della fama per stampare nuove edizioni del manga. Il successo è stato tale che Mediaset, nell'autunno del 2003 appena finito di replicare per la prima volta tutti e tre gli anime, realizzò una serie riassuntiva degli avvenimenti della parte finale di Dragon Ball e della saga dei Saiyan di Dragon Ball Z, intitolata Dragon Ball: Le grandi battaglie, di una decina di episodi, con titoli inventati per l'occasione e una versione medley delle tre sigle (con un mix sia nelle immagini che nelle canzoni), che mostrava i punti salienti dei combattimenti di Goku e Junior (23º torneo Tenkaichi), e quelli di Radish, Nappa e Vegeta, tagliando tutto il resto, per poi trasmettere i film spezzettati in puntate con il titolo Dragon Ball: La saga. È infine andato in replica anche sul canale satellitare Italian Teen Television e sul canale pay Hiro appartenenti al circuito di Mediaset. In seguito, è stato replicato diverse volte: la prima replica su Italia 1 risale al settembre del 2001, la più recente su quella stessa rete è partita il 7 maggio 2014, ma è stata interrotta il 9 giugno dopo soli 29 episodi per via di un drastico calo degli ascolti alla terza replica consecutiva (lo share non è mai salito oltre il 4%, crollando anche all'1% in conseguenza del cambio di orario di trasmissione), e spostata dunque su Italia 2. Tra il 2005 e il 2009, comunque, Dragon Ball Z ha raggiunto apici di ascolto nel lunch-time, dell'11-12% di share, con una media di due milioni di spettatori e con picchi di quasi 3,5 milioni.[4]

La serie è stata distribuita da DeAgostini in VHS nell'estate 1998, uscita nelle edicole ancora prima del passaggio televisivo e quando ancora la prima serie andava in onda su JTV[5] (la stessa edizione fu poi ristampata da Dynamic Italia nelle videoteche e nelle fumetterie con la copertina plastificata invece che in cartoncino). È stata riproposta in edizione DVD, prima da Yamato Video nel 2003, in seguito da DeAgostini nella collana Dragon Ball Z DVD Collection e da EXA Cinema.[6] Successivamente nel 2009, Yamato Video lo distribuisce in 15 BOX. La stessa il 4 dicembre 2012 pubblica l'intera serie in due grossi cofanetti contenenti 49 dischi, questa edizione è chiamata Dragon Ball Z - Serie TV Completa (Deluxe Edition). In tutte queste edizioni ci sono le sigle originali.

Doppiaggio italiano[modifica | modifica sorgente]

Dragon Ball Z presenta moltissimi personaggi, sia alleati che nemici dei protagonisti principali, a cui sono stati dati in fase di doppiaggio molti doppiatori a seconda del personaggio. L'edizione italiana di Dragon Ball Z, è stata doppiata presso lo studio Merak Film a Milano. Il doppiaggio è stato diretto da Maurizio Torresan, in arte Paolo Torrisi (che presta anche la voce a Goku adulto).

Di seguito lo staff dell'edizione italiana:

Censure presenti nella versione italiana[modifica | modifica sorgente]

Lista episodi Censura DBZ
20 139 184
Canzone di sottofondo eliminata
217 246
Scene tagliate per via della presenza del sangue e/o di violenza
109
Scene tagliate e dialoghi modificati
24 109 256  
Scene e dialoghi dallo sfondo "erotico" tagliate
  • Dragon Ball Z è stato censurato in quattro messe in onda: la prima volta quando è stata eliminata la scena dove Freezer, dopo aver ferito Crili, lecca il sangue che cola dalle sue ferite (tuttavia la scena è stata reinserita nella messa in onda successiva); la seconda volta quando, durante lo scontro tra Cell e il piccolo Gohan, il mostro schiaccia la testa di C-16, provocando uscite di sangue, mentre questi incitava il giovane sayan a liberare la sua rabbia e a trasformarsi al secondo livello; la terza volta quando Majin Bu decide di eliminare il mago Babidy con un pugno alla testa, che provoca un grande schizzo di sangue. Queste censure sono state applicate soltanto nella seconda messa in onda, le seguenti repliche sono state trasmesse integralmente per poi ritornare, nel 2011, censurate.
  • Nel 2012 Italia 1 ha saltato tre episodi (79, "La rabbia di Gohan", 80, "L'arrivo di Junior" e 85, "L'ultima speranza") anziché censurare le sole scene perché, a detta del Moige, si tratta di episodi molto cruenti e pertanto non sono più stati trasmessi.[7] In quest'ultima trasmissione inoltre, rispetto alle precedenti, sono state effettuate pesanti censure video in quasi tutti gli episodi in cui vi è presenza di sangue, ed è stata tagliata interamente la scena dell'episodio 253, in cui due killer uccidono due vecchietti per puro divertimento, che nella precedente replica era costata alla rete una multa di 100.000 euro.[8]
  • Inoltre sono stati tagliati gli eyecatch, fatta eccezione per alcuni presenti nella saga di Freezer.

Edizione statunitense[modifica | modifica sorgente]

Negli Stati Uniti la serie arrivò grazie a Funimation e Saban Entertainment nel 1995. Anche la versione americana non è arrivata integralmente, infatti sebbene siano stati mantenuti i nomi originali dei personaggi (eccetto Mr. Satan rinominato Hercule per togliere i riferimenti a satana) e delle tecniche, l'adattamento risulta molto edulcorato rispetto all'originale (nell'episodio 13 Goku cade negli inferi, ma il termine "hell" fu omesso per essere rimpiazzato da un altro nome), inoltre i primi 67 episodi sono molto rimaneggiati con molte scene tagliate (non solo per questioni di censura), al punto da essere accorpati in 53 episodi, con il risultato che in totale vi sono 276 episodi contro i 291 originali. Anche l'intera colonna sonora di Shunsuke Kikuchi fu rimossa per essere rimpiazzata dai brani di Shuki Levy e Bruce Faulconer, scelta che snaturò molto la serie, in quanto le musiche dal tono metal di Levy e Falconer sono molto diverse dallo stile di Kikuchi.[9] Lo stesso trattamento è stato riservato per Dragon Ball e Dragon Ball GT. Soltanto in seguito, nel 2005, Funimation ha ripristinato i primi 67 episodi senza tagli e con nuovi titoli, riportando il conteggio a 291. Nei DVD in cui era presente la colonna sonora modificata è stata inoltre inserita una doppia traccia, dando in questo modo la possibilità ai fan di poter ascoltare il doppiaggio americano con le musiche originali (stesso per la 1ª serie e per il GT).[10]

Opere derivate[modifica | modifica sorgente]

Film cinematografici[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Film di Dragon Ball.

Vi sono 14 film cinematografici dedicati alla serie, realizzati tra il 1989 e il 1995, proiettati in Giappone al Toei Anime Fair. I lungometraggi sono collocati nella serie, in base al periodo di proiezione. Tutti distribuiti in Italia in VHS e DVD con due doppiaggi diversi, il primo di Dynit e il secondo di Mediaset con le voci della serie TV, trasmessi nel 2000 su Rai 2 con il primo doppiaggio e su Italia 1 con il secondo nel 2003, frammentati come episodi di Dragon Ball - La saga (fa solo eccezione l'ottavo, mai trasmesso da Italia 1 spezzettato in episodi), e nel 2007 integrali (incluso l'ottavo che non fu trasmesso nel 2003).

È stato prodotto nel 2013 il quattordicesimo film Dragon Ball Z: La battaglia degli dei, supervisionato dallo stesso Akira Toriyama, è situato cronologicamente nei 10 anni dopo la sconfitta di Majin Bu.

  1. Dragon Ball Z: La vendetta divina (1989)
  2. Dragon Ball Z: Il più forte del mondo (1990)
  3. Dragon Ball Z: La grande battaglia per il destino del mondo (1990)
  4. Dragon Ball Z: La sfida dei guerrieri invincibili (1991)
  5. Dragon Ball Z: Il destino dei Saiyan (1991)
  6. Dragon Ball Z: L'invasione di Neo Namek (1992)
  7. Dragon Ball Z: I tre Super Saiyan (1992)
  8. Dragon Ball Z: Il Super Saiyan della leggenda (1993)
  9. Dragon Ball Z: La minaccia del demone malvagio (1993)
  10. 'Dragon Ball Z: Sfida alla leggenda (1994)
  11. Dragon Ball Z: L'irriducibile bio-combattente (1994)
  12. Dragon Ball Z: Il diabolico guerriero degli inferi (1995)
  13. Dragon Ball Z: L'eroe del pianeta Conuts (1995)
  14. Dragon Ball Z: La battaglia degli dei (2013)

Speciali TV[modifica | modifica sorgente]

Vi sono due speciali televisivi, che al contrario dei film che sono scollegati dalla trama principale senza essere in continuity, raccontano dei flashback accennati nella serie TV; il primo narra di Bardak, il padre biologico di Goku, e il secondo del terribile futuro di Trunks.

  1. Dragon Ball Z: Le origini del mito (1990)
  2. Dragon Ball Z: La storia di Trunks (1993)

OAV e ONA[modifica | modifica sorgente]

Il primo Original Anime Video, Dragon Ball Z: Atsumare! Goku World, uscì nel 1990 incluso nella console Terebikko di Bandai, che però non è da considerare un film ma semplicemente una sponsorizzazione del giocattolo. Uscito solo in madrepatria. Il secondo OAV, Dragon Ball Z Gaiden: Saiyajin Zetsumetsu Keikaku, è una miniserie di due puntate, che uscì in VHS nel 1993, ispirato a un videogioco per NES, collocato prima del Cell Game. Di questa miniserie è stato realizzato recentemente un remake distribuito in DVD allegato al videogioco Dragon Ball: Raging Blast 2 nel novembre 2010, intitolato Dragon Ball: Piano per lo sterminio dei Super Saiyan. Entrambi mai doppiati per l'edizione italiana (il secondo è uscito sottotitolato in italiano).

Esiste anche un Original Net Anime realizzato per il Jump Super Anime Tour del 2008, chiamato Dragon Ball: Ossu! Kaette kita Son Goku to nakama-tachi, ambientato due anni dopo la sconfitta di Majin Bu.

Infine è stato prodotto uno spinoff alternativo de Le origini del mito intitolato Dragon Ball: Episode of Bardock tratto dall'omonimo manga disegnato da Naho Oishi, concepito nel 2011 in occasione del Jump Festa. Attualmente uscito in Italia solo sottotitolato in allegato a un videogioco per Kinect.

Remake[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Dragon Ball Kai.

Tra il 2009 e il 2011, è stato realizzato Dragon Ball Kai, un anime ideato per celebrare il 20º anniversario dalla prima trasmissione di Dragon Ball Z in Giappone, avvenuta nell'aprile del 1989. Gli episodi sono andati in onda sul canale Fuji TV dal 5 aprile 2009 al 27 marzo 2011, per un totale di 97 episodi. Questa nuova serie non è stata creata dal nulla bensì apportando delle modifiche consistenti al vecchio anime Dragon Ball Z.

Crossover[modifica | modifica sorgente]

Il 7 aprile 2013 vanno in onda in Giappone su Fuji TV due episodi speciali delle serie Toriko (ep. 99) e One Piece (ep. 590), in cui compaiono i principali personaggi delle due serie e di Dragon Ball Z.[11]

  • Corri, armata più forte! Toriko, Luffy, Goku! (走れ最強軍団! トリコとリフィと悟空! Hashire Saikyō Gundan! Toriko to Rufi to Gokū!?) (Toriko, episodio 99, 2013)
  • La più forte collaborazione della storia contro il ghiottone del mare (史上最強コラボVS海の大食漢 Shijō saikyō korabo VS umi no taishokukan?) (One Piece, episodio 590, 2013)

Videogiochi[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Videogiochi di Dragon Ball.

Grazie alla crescente fama, sono stati prodotti moltissimi giochi per tanti tipi di console, di cui oltre 30 sono ispirati alla serie Z. Il primo videogioco di Dragon Ball Z fu Dragon Ball Z: Kyôshū! Saiyan per Family Computer, pubblicato da Bandai il 27 ottobre 1990. Ancora oggi continuano a uscire videogame tratti da questa serie.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ "Dragon Ball Z" ("What's My Destiny Dragon Ball"), Il mondo dei doppiatori. URL consultato il 18 febbraio 2014.
  2. ^ Dragon Ball Kai sarà più fedele al manga di Toriyama, AnimeClick.it, 4 marzo 2009. URL consultato il 18 febbraio 2014.
  3. ^ Curiosità & Rarità Dragon Ball Arena.
  4. ^ Il Rilancio di Dragon Ball: in autunno su Italia 1 e manga Star Comics, AnimeClick.it, 1º luglio 2011. URL consultato il 18 febbraio 2014.
  5. ^ Lo strillo delle copertine riportava la frase "Mai visto in TV!".
  6. ^ EXA Cinema pubblica Dragon Ball Z in Box DVD, AnimeClick.it, 15 ottobre 2008.
  7. ^ Le censure di Dragon Ball Z su Italia1: perché?, Tvblog.it, 11 gennaio 2012.
  8. ^ Rai 4: il MoIGE, Margaria, ADAM e Raffaelli su censure Anime, AnimeClick.it, 17 marzo 2010.
  9. ^ (EN) Pioneer announces last Dragonball Z release, Anime News Network, 14 novembre 1998. URL consultato il 28 dicembre 2013.
  10. ^ (EN) Previously Unreleased Dragon Ball Z DVDs!, icv2.com, 24 novembre 2004. URL consultato il 28 dicembre 2013.
  11. ^ Rufy, Goku e Toriko - Tutti insieme in un crossover anime, AnimeClick.it, 6 febbraio 2013. URL consultato il 18 febbraio 2014.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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