Dragon Ball Z

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Dragon Ball Z
serie TV anime
Logo originale della serie.
Logo originale della serie.
Titolo originale Doragon Bōru Z
Autore Akira Toriyama
Regia Daisuke Nishio
Disegni
Sceneggiatura
Character design Yuji Ikeda
Animazione
Studio
Musiche Shunsuke Kikuchi
Rete Fuji Television
1ª TV 26 aprile 1989 – 31 gennaio 1996[1]
Episodi 291 (completa)
Durata ep. 22 min
Editori it.
Reti italiane
1ª TV it. gennaio 2000 – maggio 2001
Episodi it. 291 (completa)
Durata ep. it. 22'
Censura it.
Dialoghi it.
Doppiaggio it.
Genere
Cronologia
  1. Dragon Ball
  2. Dragon Ball Z
  3. Dragon Ball GT

Dragon Ball Z (ドラゴンボール Z Doragon Bōru Zetto?), talvolta contratto in DBZ e trasmesso da Mediaset come What's My Destiny Dragon Ball, è un anime prodotto dalla Toei Animation e tratto dalla serie manga Dragon Ball di Akira Toriyama, riprendendone i volumi dal 17 al 42. Costituisce il sequel della prima serie televisiva di Dragon Ball. È stato trasmesso in Giappone su Fuji Television dal 26 aprile 1989 al 31 gennaio 1996, per un totale di 291 episodi. La regia generale è di Daisuke Nishio, Takao Koyama si è occupato della sceneggiatura, Yuji Ikeda come character designer e Shunsuke Kikuchi per le musiche.

Dragon Ball Z narra le avventure di Goku, ormai divenuto adulto, il quale si è sposato con Chichi e da cui ha avuto due figli, Gohan e, successivamente, Goten. Con il proseguire della serie e delle avventure, aumentano sia gli avversari sia la loro potenza, e le battaglie che ne derivano causano un allontanamento sempre maggiore da quella che era la base della storia in Dragon Ball, ovvero la ricerca delle sfere del drago. Si privilegiano così la crescita dei personaggi e il susseguirsi degli scontri, affidandosi a una trama piuttosto semplice e ripetitiva, ma rivelatasi di enorme successo. La serie copre un arco narrativo di 22 anni, partendo dall'attacco di Radish e concludendosi con la partenza di Goku allo scopo di allenare Ub in occasione del 28º Torneo Tenkaichi.

Grazie all'enorme successo, sono stati prodotti 14 film cinematografici, 2 OAV, 2 speciali televisivi, 1 ONA, diversi videogiochi e un gioco di carte collezionabili chiamato Dragon Ball Z Collectible Card Game. Il successo spinse la 20th Century Fox a produrre un live action cinematografico, che dopo anni di incertezze arrivò nel 2009, Dragonball Evolution di James Wong (tuttavia il film alla fine si ispirò agli eventi della prima serie). Ha infine avuto un seguito: Dragon Ball GT (1996, non tratto dal manga) e dal 5 aprile 2009 è andata in onda su Fuji TV una nuova serie, Dragon Ball Kai, una nuova versione dell'anime, rimasterizzata in alta definizione e privata di molte parti non presenti nel manga.[2]

Trama[modifica | modifica sorgente]

Goku insieme ai suoi amici e parenti. Da sinistra: Muten, Yamcha, Trunks, Chichi, Gohan, Goten, Tenshinhan e Crilin. Di spalle: Mr. Satan, C-18 e Piccolo.

Cinque anni dopo lo scontro tra Son Goku e Piccolo, sulla Terra giunge uno strano individuo, chiamato Radish, che dice d'essere il fratello di Goku e di appartenere, assieme al fratello, alla prestigiosa razza Sayan. Tuttavia Goku rifiuta di riunirsi al fratello, e insieme a Piccolo riesce a sconfiggerlo, sacrificandosi durante lo scontro. Un anno dopo Goku viene riportato in vita per fronteggiare altri due sayan, Nappa e Vegeta, che hanno eliminato diversi guerrieri, tranne Crilin e Gohan, il figlio di Goku. Il sayan, che ha seguito un duro allenamento sul pianeta di Re Kaioh, sconfigge i due avversari. Vegeta, sopravvissuto, batte in ritirata.

Poco dopo Gohan, Crilin e Bulma partono per Namecc per riportare in vita i terrestri defunti con le sfere locali, tuttavia sul pianeta scoprono che un tiranno galattico, Freezer, sta anche lui cercando le sfere per divenire immortale. Alleatisi con Vegeta, i terrestri, cui si aggiunge anche Goku in seguito, si sbarazzano degli scagnozzi dell'avversario, combattendo contro di lui. Vegeta e Crilin perdono la vita nello scontro, mentre Piccolo, defunto coi sayan, è riportato in vita e dà una mano ai suoi compagni su Namecc. Alla fine Freezer viene sconfitto da Goku, trasformato in Super Sayan, e tutti i terrestri morti in precedenza vengono riportati in vita. Goku decide di continuare ad allenarsi su un altro pianeta.

Freezer, assieme a suo padre, torna alla carica un anno dopo, ma viene sconfitto da un misterioso Super Sayan, Trunks, il quale viene dal futuro e rivela che in seguito la Terra sarebbe stata devastata da alcuni cyborg. A cinque di essi, due dei quali sconfitti, s'aggiunge un altro, Cell, che, assorbiti due dei tre cyborg rimasti, sembra essere invincibile. In occasione di un torneo di arti marziali tutti quanti si confrontano con Cell. Goku, quando l'avversario prova a farsi esplodere, si sacrifica teletrasportandosi con esso da Re Kaioh. Il cyborg riesce a sopravvivere e, tornato sulla Terra, ingaggia uno scontro con Gohan, dalla quale esce vincitore quest'ultimo, spinto dal padre che lo incitava dall'Aldilà.

Sette anni dopo, durante un altro torneo d'arti marziali, a cui partecipa anche Goku,riportato in vita per un giorno, si scopre che la Terra stava per essere devastata da un essere micidiale, chiamato Majin Bu. Risvegliato da uno stregone chiamato Babidy, il mostro, che si esibisce in varie trasformazioni, arriva addirittura a distruggere la Terra. Successivamente lotta contro Goku e Vegeta nell'Aldilà, venendo sconfitto dal primo con una potente Sfera Genkidama costruita con l'energia dei terrestri, riportati in vita dalle sfere di Namecc. Dieci anni dopo, durante il Torneo Mondiale, Goku, divenuto nel frattempo nonno, si confronta con la reincarnazione del mostro, Ub. Notando in esso una grande forza, decide di addestrarlo al combattimento, in modo da poter creare un guerriero potentissimo che difenderà la Terra in futuro.

Produzione[modifica | modifica sorgente]

La "Z" nel titolo nacque da un errore della produzione, infatti inizialmente la serie si sarebbe dovuta chiamare Dragon Ball 2, ma in uno degli schizzi a matita del logo, il 2 scritto male, somigliava a una Z e risultò piacevole ai produttori dello Studio Bird. Toriyama motivò la Z dicendo che rappresenta il culmine della forza raggiunta dai personaggi.[3]

Anime[modifica | modifica sorgente]

Edizione giapponese[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Episodi di Dragon Ball Z.

La serie Dragon Ball Z è composta da 291 episodi. L'intera storia di Dragon Ball Z si suddivide convenzionalmente in quattro parentesi narrative, quattro come i nemici principali che Goku dovrà affrontare e sconfiggere per la salvezza della Terra e dell'universo:

  • Saga dei Saiyan
  • Saga di Freezer
  • Saga di Cell
  • Saga di Majin Bu

Tra la saga di Freezer e quella di Cell vi è una saga minore non presente nel manga, la saga di Garlic Jr, che si riallaccia alle vicende raccontate nel film Dragon Ball Z: La vendetta divina.

Colonna sonora[modifica | modifica sorgente]

Le musiche di sottofondo sono state scritte da Shunsuke Kikuchi, noto compositore di sottofondi musicali per anime. Per la serie di Dragon Ball Z Kikuchi compose circa 80 tracce appositamente per la serie animata, ma sono anche state utilizzate musiche provenienti dai 13 film di Dragon Ball Z (composte, peraltro, sempre dallo stesso Kikuchi) e alcune che erano state originariamente create per la prima serie dell'anime. La maggior parte delle tracce audio in questione è stata raccolta in diversi album, successivamente distribuiti commercialmente.

Nell'episodio 184 La goccia che fa traboccare il vaso, quando Gohan si trasforma in Super Saiyan 2, in sottofondo si sente la canzone Ummei No Hi ~ Tamashii Tai Tamashii (lett. "Il giorno del destino - Anima contro anima"), che tuttavia venne rimossa nell'edizione italiana di Mediaset lasciando la scena in silenzio con i pensieri aggiunti di Gohan. Una cosa del genere avvenne anche nelle puntate 20 e 139.

Sigle di apertura
Sigle di chiusura
  • Dete Koi Tobikiri ZENKAI Power! cantata da MANNA (ep. 1-199)
  • Boku-tachi wa Tenshi datta cantata da Hironobu Kageyama (ep. 200-291)

Edizione italiana[modifica | modifica sorgente]

La serie è arrivata in Italia in televisione nel 2000 per mano di Mediaset, e l'adattamento televisivo italiano trasmesso su Italia 1 diede alla serie il titolo What's My Destiny Dragon Ball e venne mandato in onda per la prima volta nel 2000 (da gennaio a giugno), trasmettendo il primo blocco di circa 107 episodi fino all'estate, bloccandolo e sostituendolo con alcune repliche della 1ª serie da un punto imprecisato. La serie riprese nel settembre 2000 e terminò nel maggio del 2001. Con le successive repliche annue, il nome è ora divenuto, in Italia, quello originale, tranne che nella sigla di gran successo (cantata da Giorgio Vanni). La versione italiana dell'adattamento, così come molte altre fuori dal Giappone, è caratterizzata da molteplici censure nelle scene e nei dialoghi. Nonostante ciò la serie Dragon Ball Z ha subito pochissime censure video rispetto alla 1ª serie e agli altri anime trasmessi da Italia 1, questo perlomeno nelle prime trasmissioni. Tali censure video inoltre sono eseguite solo per le trasmissioni televisive in chiaro, e non sono invece presenti in quelle satellitari e nelle edizioni homevideo.

Durante la trasmissione nel 2000, in particolare nel periodo della saga di Freezer (tra la primavera e il periodo estivo), la serie con gli ascolti alle stelle per la fascia oraria, scatenò il furore tra i giovani, divenendo in poco tempo l'anime di punta dell'emittente, così in quel periodo, Rai 2 sfruttò il successo trasmettendo i film doppiati da Dynamic Italia, all'epoca distribuiti in VHS soltanto con il primo doppiaggio. Durante la trasmissione della saga di Cell, gli episodi venivano trasmessi anche di sabato e domenica (talvolta con 2 puntate nel settimo giorno), allo stesso tempo, sempre nel periodo 2000-2001, Star Comics approfittò della fama per stampare nuove edizioni del manga. Il successo è stato tale che Mediaset, nell'autunno del 2003 appena finito di replicare per la prima volta tutti e tre gli anime, realizzò una serie riassuntiva degli avvenimenti della parte finale di Dragon Ball e della saga dei Saiyan di Dragon Ball Z, intitolata Dragon Ball - La saga, di una decina di episodi, con titoli inventati per l'occasione e una versione medley delle tre sigle (con un mix sia nelle immagini che nelle canzoni), che mostrava i punti salienti dei combattimenti di Goku e Piccolo (23º torneo Tenkaichi), e quelli di Radish, Nappa e Vegeta, tagliando tutto il resto, per poi trasmettere i film spezzettati in puntate. È infine andato in replica anche sui canali satellitari Italian Teen Television e Hiro appartenenti al circuito di Mediaset. In seguito, è stato replicato diverse volte e ancora oggi registra share notevoli. La prima replica risale al settembre del 2001, la più recente è partita il 27 novembre 2012. Tra il 2005 e il 2009, Dragon Ball Z ha raggiunto apici di ascolto nel lunch time, dell'11-12% di share, con una media di due milioni di spettatori e con picchi di quasi 3,5 milioni.[4]

La serie è stata distribuita da DeAgostini in VHS nell'estate 1998, uscita nelle edicole ancora prima del passaggio televisivo e quando ancora la prima serie andava in onda su JTV[5] (la stessa edizione fu poi ristampata da Dynamic Italia nelle videoteche e nelle fumetterie con la copertina plastificata invece che in cartoncino). È stata riproposta in edizione DVD sempre da DeAgostini nella collana Dragon Ball Z DVD Collection, e in seguito da EXA Cinema[6] e da Yamato Video (quest'ultima in 15 BOX).

Doppiaggio italiano[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Doppiaggio di Dragon Ball.

Dragon Ball Z presenta moltissimi personaggi, sia alleati che nemici dei protagonisti principali, a cui sono stati dati in fase di doppiaggio molti doppiatori a seconda del personaggio. L'edizione italiana di Dragon Ball Z, è stata doppiata presso lo studio Merak Film a Milano. Il doppiaggio è stato diretto da Maurizio Torresan, in arte Paolo Torrisi (che presta anche la voce a Goku adulto).

Di seguito lo staff dell'edizione italiana:

Censure presenti nella versione italiana[modifica | modifica sorgente]

Lista episodi Censura DBZ
20 139 184
Canzone di sottofondo eliminata
217 246
Scene tagliate per via della presenza del sangue e/o di violenza
109
Scene tagliate e dialoghi modificati
24 109 256  
Scene e dialoghi dallo sfondo "erotico" tagliate
  • Dragon Ball Z è stato censurato in quattro messe in onda: la prima volta quando è stata eliminata la scena dove Freezer, dopo aver ferito Crilin, lecca il sangue che cola dalle sue ferite (tuttavia la scena è stata reinserita nella messa in onda successiva); la seconda volta quando, durante lo scontro tra Cell e il piccolo Gohan, il mostro schiaccia la testa di C-16, provocando uscite di sangue, mentre questi incitava il giovane Saiyan a liberare la sua rabbia e a trasformarsi al secondo livello; la terza volta quando Majin Bu decide di eliminare il mago Babidi con un pugno alla testa, che provoca un grande schizzo di sangue. Queste censure sono state applicate soltanto nella seconda messa in onda, le seguenti repliche sono state trasmesse integralmente per poi ritornare, nel 2011, censurate.
  • Nel 2012 Italia 1 ha saltato tre episodi (79, "La rabbia di Gohan", 80, "L’arrivo di Junior" e 85, "L'ultima speranza") anziché censurare le sole scene perché, a detta del Moige, si tratta di episodi molto cruenti e pertanto non sono più stati trasmessi.[7] In quest'ultima trasmissione inoltre, rispetto alle precedenti, sono state effettuate pesanti censure video in quasi tutti gli episodi in cui vi è presenza di sangue, ed è stata tagliata interamente la scena dell'episodio 253, in cui due killer uccidono due vecchietti per puro divertimento, che nella precedente replica era costata alla rete una multa di 100.000 euro.[8]
  • Inoltre sono stati tagliati gli eyecatch, fatta eccezione per alcuni presenti nella saga di Freezer.

Edizione statunitense[modifica | modifica sorgente]

Negli Stati Uniti la serie arrivò grazie a Funimation e Saban Entertainment nel 1995. Anche la versione americana non è arrivata integralmente, infatti sebbene siano stati mantenuti i nomi originali dei personaggi (eccetto Mr. Satan rinominato Hercule per togliere i riferimenti a Satana) e delle tecniche, l'adattamento risulta molto edulcorato rispetto all'originale (nell'episodio 13 Goku cade negli inferi, ma il termine "hell" fu omesso per essere rimpiazzato da un altro nome), inoltre i primi 67 episodi sono molto rimaneggiati con molte scene tagliate (non solo per questioni di censura), al punto da essere accorpati in 53 episodi, con il risultato che in totale vi sono 276 episodi contro i 291 originali. Anche l'intera colonna sonora di Shunsuke Kikuchi fu rimossa per essere rimpiazzata dai brani di Shuki Levy e Bruce Faulconer, scelta che snaturò molto la serie, in quanto le musiche dal tono metal di Levy e Falconer sono molto diverse dallo stile di Kikuchi.[9] Lo stesso trattamento è stato riservato per Dragon Ball e Dragon Ball GT. Soltanto in seguito, nel 2005, Funimation ha ripristinato i primi 67 episodi senza tagli e con nuovi titoli, riportando il conteggio a 291. Nei DVD in cui era presente la colonna sonora modificata è stata inoltre inserita una doppia traccia, dando in questo modo la possibilità ai fan di poter ascoltare il doppiaggio americano con le musiche originali (stesso per la 1ª serie e per il GT).[10]

Opere derivate[modifica | modifica sorgente]

Film cinematografici[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Film di Dragon Ball.

Vi sono 14 film cinematografici dedicati alla serie, realizzati tra il 1989 e il 1995, proiettati in Giappone al Toei Anime Fair. I movie sono collocati nella serie, in base al periodo di proiezione. Tutti distribuiti in Italia in VHS e DVD con due doppiaggi diversi, il primo di Dynit e il secondo di Mediaset con le voci della serie TV, trasmessi nel 2000 su Rai 2 con il primo doppiaggio e su Italia 1 con il secondo nel 2003, frammentati come episodi di Dragon Ball - La saga (fa solo eccezione l'ottavo, mai trasmesso da Italia 1 spezzettato in episodi), e nel 2007 integrali (incluso l'ottavo che non fu trasmesso nel 2003).

È stato prodotto nel 2013 il quattordicesimo film Dragon Ball Z: Battle of Gods, supervisionato dallo stesso Akira Toriyama, è situato cronologicamente nei 10 anni dopo la sconfitta di Majin Bu.

  1. Dragon Ball Z: La vendetta divina (1989)
  2. Dragon Ball Z: Il più forte del mondo (1990)
  3. Dragon Ball Z: La grande battaglia per il destino del mondo (1990)
  4. Dragon Ball Z: La sfida dei guerrieri invincibili (1991)
  5. Dragon Ball Z: Il destino dei Saiyan (1991)
  6. Dragon Ball Z: L'invasione di Neo Namek (1992)
  7. Dragon Ball Z: I tre Super Saiyan (1992)
  8. Dragon Ball Z: Il Super Saiyan della leggenda (1993)
  9. Dragon Ball Z: La minaccia del demone malvagio (1993)
  10. 'Dragon Ball Z: Sfida alla leggenda (1994)
  11. Dragon Ball Z: L'irriducibile bio-combattente (1994)
  12. Dragon Ball Z: Il diabolico guerriero degli inferi (1995)
  13. Dragon Ball Z: L'eroe del pianeta Conuts (1995)
  14. Dragon Ball Z: La battaglia degli dei (2013)

Speciali TV[modifica | modifica sorgente]

Vi sono due speciali televisivi, che al contrario dei film che sono scollegati dalla trama principale senza essere in continuity, raccontano dei flashback accennati nella serie TV; il primo narra di Bardack, il padre biologico di Goku, e il secondo del terribile futuro di Trunks.

  1. Dragon Ball Z: Le origini del mito (1990)
  2. Dragon Ball Z: La storia di Trunks (1993)

OAV e ONA[modifica | modifica sorgente]

Il primo Original Anime Video, Dragon Ball Z: Atsumare! Goku World, uscì nel 1990 incluso nella console Terebikko di Bandai, che però non è da considerare un film ma semplicemente una sponsorizzazione del giocattolo. Uscito solo in madrepatria. Il secondo OAV, Dragon Ball Z Gaiden: Saiyajin Zetsumetsu Keikaku, è una miniserie di due puntate, che uscì in VHS nel 1993, ispirato a un videogioco per NES, collocato prima del Cell Game. Di questa miniserie è stato realizzato recentemente un remake distribuito in DVD allegato al videogioco Dragon Ball: Raging Blast 2 nel novembre 2010, intitolato Dragon Ball: Piano per lo sterminio dei Super Saiyan. Entrambi mai doppiati per l'edizione italiana (il secondo è uscito sottotitolato in italiano).

Esiste anche un Original Net Anime realizzato per il Jump Super Anime Tour del 2008, chiamato Dragon Ball: Ossu! Kaette kita Son Goku to nakama-tachi, ambientato due anni dopo la sconfitta di Majin Bu.

Infine è stato prodotto uno spinoff alternativo de Le origini del mito intitolato Dragon Ball: Episode of Bardock tratto dall'omonimo manga disegnato da Naho Oishi, concepito nel 2011 in occasione del Jump Festa. Attualmente uscito in Italia solo sottotitolato in allegato a un videogioco per Kinect.

Remake[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Dragon Ball Kai.

Tra il 2009 e il 2011, è stato realizzato Dragon Ball Kai, un anime ideato per celebrare il 20º anniversario dalla prima trasmissione di Dragon Ball Z in Giappone, avvenuta nell'aprile del 1989. Gli episodi sono andati in onda sul canale Fuji TV dal 5 aprile 2009 al 27 marzo 2011, per un totale di 97 episodi. Questa nuova serie non è stata creata dal nulla bensì apportando delle modifiche consistenti al vecchio anime Dragon Ball Z.

Crossover[modifica | modifica sorgente]

Il 7 aprile 2013 vanno in onda in Giappone su Fuji TV due episodi speciali delle serie Toriko (ep. 99) e One Piece (ep. 590), in cui compaiono i principali personaggi delle due serie e di Dragon Ball Z.[11]

  • Corri, armata più forte! Toriko, Luffy, Goku! (走れ最強軍団! トリコとリフィと悟空! Hashire Saikyō Gundan! Toriko to Rufi to Gokū!?) (Toriko, episodio 99, 2013)
  • La più forte collaborazione della storia contro il ghiottone del mare (史上最強コラボVS海の大食漢 Shijō saikyō korabo VS umi no taishokukan?) (One Piece, episodio 590, 2013)

Videogiochi[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Videogiochi di Dragon Ball.

Grazie alla crescente fama, sono stati prodotti moltissimi giochi per tanti tipi di console, di cui oltre 30 sono ispirati alla serie Z. Il primo videogioco di Dragon Ball Z fu Dragon Ball Z: Kyôshū! Saiyan per Family Computer, pubblicato da Bandai il 27 ottobre 1990. Ancora oggi continuano a uscire videogame tratti da questa serie.

Significato dei nomi[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Etimologia dei nomi di Dragon Ball.

Ci sono vari significati di nomi, ad esempio Kakarot significa carota, Vegeta e Tarble (fratello di Vegeta) in inglese formano Vegetable che in italiano significa "verdura", Broly significa "broccolo", mentre Radish è sempre un nome di un vegetale, così come un po' tutti i nomi dei Saiyan citati nella storia di Dragon Ball Z.

Differenze fra anime e manga[modifica | modifica sorgente]

Vi sono alcune differenze tra anime e manga che riguardano l'aggiunta nella serie animata di storie originali, o meglio "filler", ovvero scene o interi episodi riempitivi di intermezzo con il proposito di allungare i tempi delle puntate nel caso di sequenze aggiunte, e per dare tempo all'autore di continuare il fumetto, all'epoca in corso d'opera, prima di riprendere la storia principale.

Scene originali dell'anime[modifica | modifica sorgente]

Qui di seguito viene riportata una lista delle scene presenti solo nell'anime.

Saga dei Saiyan[modifica | modifica sorgente]

  • La scena di Gohan che si perde nel bosco.
  • Caduta di Goku negli inferi e incontro con i guardiani Gozu e Mezu, con relativa acquisizione del frutto che incrementa la velocità.
  • Esistenza di Gregory e relativo allenamento (colpirlo col martello).
  • L'episodio in cui Gohan diventa amico di un dinosauro.
  • L'episodio dove Goku lungo la strada del Serpentone incontra e viene ospitato dalla principessa Snake (Sissy nel doppiaggio italiano), regina dei serpenti.
  • La scena in cui Goku dopo essersi allenato dal re Kaioh tornando all'inizio del Serpentone passa per un istante davanti al palazzo della principessa.
  • La scena sempre dopo l'allenamento di Goku in cui il camionista che gli ha dato un passaggio per farlo riposare cade anch'esso negli inferi.
  • L'episodio in cui Gohan precipita in una grotta, venendo salvato da un Robot.
  • L'episodio in cui Gohan fugge dall'isola in cui è stato portato da Piccolo, facendo conoscenza con degli orfani e giungendo a un passo da casa.
  • Distruzione dell'astronave di Goku da parte di Piccolo nell'episodio 17 (essa ha causato la trasformazione di Gohan in Grande Scimmia Oozaru).
    La suddetta scena, oltre a essere illogica (non vi è nessuna spiegazione sul motivo che porta all'attivazione del dispositivo che genera una falsa luna piena), è anche contraddittoria col manga:
    La navicella di Son Goku è collocata sul Monte Paoz, dove Goku è stato trovato da Son Gohan, non nell'isola desolata dove si allenano Gohan e Piccolo.
    Inoltre il Dr. Brief recupera la navicella di Goku, sfruttandone la tecnologia per creare l'astronave che permetterà al Saiyan di raggiungere Namecc.
  • La scena in cui Piccolo solleva le Piramidi di Giza con la telecinesi, finendo per distruggerne una.
    Questa scena, oltre a conferire a Piccolo un'abilità di cui non è dotato, si pone in contraddizione col manga, dato che in Dragon Ball la Terra è completamente differente da quella del mondo reale.
  • Nell'episodio 20 Re Kaioh racconta a Goku la storia dei Saiyan, informandolo della loro capacità di trasformarsi in Oozaru, tuttavia Goku rimane estremamente sorpreso dalla trasformazione di Vegeta, capendo solo in quel momento di essere la causa della morte di suo nonno.
  • Le scene in cui i giornalisti riprendono il combattimento contro Nappa e Vegeta non sono presenti nel manga.
  • Mentre si trova in ospedale, Goku utilizza la telecinesi per far levitare un bicchiere pieno d'acqua, tuttavia Goku non è dotato di tale abilità.
  • Nell'anime le scene di combattimento e conversazione sono più lunghe del manga in tutte le saghe

Saga di Freezer[modifica | modifica sorgente]

  • Varie disavventure che capitano al trio Bulma, Crilin e Gohan prima di arrivare sul pianeta Namecc come l'incontro con i ragazzini sperduti nello spazio e i due finti namecciani che tentano di ingannarli rinchiudendoli in un'illusione.
  • Varie disavventure capitate a Bulma, fra cui lo scambio di corpo fra lei e Ginew (che tra l'altro si contraddice col manga in quanto Bulma, al momento del ritorno di Freezer, afferma di non aver mai visto il tiranno galattico, cosa che invece ha potuto fare nel corso della suddetta scena).
  • Nell'anime Freezer riesce a ferire mortalmente Goku, quindi Gohan (dopo aver portato Bulma e Piccolo sull'astronave del padre), si reca ad affrontare il tiranno galattico, cercando di trattenerlo sul pianeta fino al momento della sua esplosione finale. Dopo un breve scambio di colpi, Goku riemerge dal lago in cui era stato scagliato, riprendendo il combattimento. Nel manga invece Goku viene solo atterrato un attimo e Gohan non torna indietro.
  • La sfida nell'aldilà tra il gruppo di Re Kaioh e la defunta Squadra Ginew.
  • Dopo essere stato resuscitato, Vegeta si reca sul luogo dello scontro fra Goku e Freezer, costatando che il primo si è trasformato in Super Saiyan e tentando di attaccare il secondo, venendo però teletrasportato sulla Terra, prima che possa lanciare il colpo, nel manga tutto questo non accade, e Vegeta viene a conoscenza della trasformazione del rivale per bocca di Gohan.
  • Tutte le scene sulla Terra con Chichi che si fa costruire dal padre di Bulma un'astronave simile a quella di Goku per raggiungere il figlio.

Saga di Garlic Jr.[modifica | modifica sorgente]

La suddetta saga è interamente originale, non appare cioè nel manga.

Saga degli androidi[modifica | modifica sorgente]

  • La scena in cui Son Gohan si trasforma in Super Saiyan respingendo la Kamehameha di Goku.
  • La scena in cui Crilin lancia un Kienzan contro Perfect Cell.
  • L'intero episodio in cui Goku e Piccolo cercano di prendere la patente.
  • La scena in cui Gohan sogna il ritorno di suo padre che si rivela essere Freezer.
  • La scena in cui Chichi assume un maestro che aiuti Gohan a studiare.
  • L'intero episodio trattante il rifugio anti Cell e l'incontro di Gohan con Tao Bai Bai.
  • La ricerca delle Sfere del drago da parte di Goku e l'incontro del suddetto con Tao Bai Bai.
  • L'intero episodio trattante il compleanno di Gohan.
  • La presenza durante il Cell Game degli allievi di Mr. Satan e della sua manager e molti intermezzi comici dello stesso Mr. Satan.
  • Il flashback in cui Gohan si trasforma per la prima volta in Super Saiyan 2, svenendo subito dopo.
  • Lo scontro nell'aldilà tra Goku e Paikuhan contro Cell, Freezer, Re Cold e la squadra Ginew.

Saga del torneo delle 4 galassie[modifica | modifica sorgente]

La suddetta saga è interamente originale.

Saga di Majin Bu[modifica | modifica sorgente]

  • La scena in cui Gohan interpreta Great Saiyaman in un film.
  • L'intero episodio in cui Gohan frequenta una ragazza perché crede che abbia scoperto la sua identità segreta.
  • La scena in cui Gohan libera un cucciolo di Pterodattilo da un circo e poi ne affronta i genitori.
  • La meditazione usata da Darbula per incrementare i propri poteri.
  • La scena in cui Fat Bu, insieme a Babidy, assalta una pasticceria.
  • Molte scene nello scontro fra Goku e Fat Bu.
  • La scena in cui Gotenks affronta Majin Bu allo stato base supportato dall'esercito. (nel manga è presente, ma non mostrata)
  • La scena in cui Chichi e Videl, aiutate da Darbula, cercano Son Gohan in paradiso.
  • La scena in cui Mr. Satan, vaga in mezzo a un'area desertica cercando del cibo e giungendo infine in una città.
  • La scena in cui Goku, trasformato in Super Saiyan 3 affronta, per breve tempo, Majin Bu (che aveva già assorbito Gotenks e Piccolo) così da permettere a Gohan di trovare l'orecchino e indossarlo.
  • La scena in cui Vegeth affronta Super Bu allo stato base è presente solo nell'anime.
  • Le scene in cui Goku e Vegeta esplorano il corpo di Super Bu in cerca dei loro compagni sono presenti solo nell'anime (nel manga Vegeth arriva direttamente nel cervello di Majin Bu), così come le scene contemporanee ambientate all'esterno del corpo del demone.
  • La scena in cui Kid Bu, cercando Goku e Vegeta distrugge vari mondi, giungendo anche nel regno dei morti e recandosi nel mondo dei Kaiohshin sentendo le aure dei due saiyan.
  • La scena in cui Goku combatte contro Kid Bu allo stadio di Super Saiyan 2 e in seguito sfodera la sua vera potenza (nel manga Goku combatte subito trasformato in Super Saiyan 3).
  • La scena in cui Gohan, Goten, Piccolo e Trunks cercano invano di convincere le persone a donare la loro energia a Goku.
  • La scena in cui Freezer, Cell, Re Cold e scagnozzi commentano lo scontro fra Goku e Kid Bu.
    Questa è un'altra scena in contraddizione col manga, infatti Piccolo, in occasione dell'attacco Kamikaze di Vegeta contro Fat Bu, afferma che le anime dei malvagi vengono purificate e fatte reincarnare[12]
  • L'episodio in cui Fat Bu dopo che Goku e i suoi amici hanno espresso il desiderio di cancellare dalla memoria dei terrestri il ricordo di Majin Bu e di conseguenza l'episodio parla del suo giro in città.
  • L'episodio successivo a quest'ultimo dove avviene una festa a casa di Bulma con tutti i personaggi.
  • Le scene di Goku che trascorre il tempo libero con Pan.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ "Dragon Ball Z" ("What's My Destiny Dragon Ball"), Il mondo dei doppiatori. URL consultato il 18 febbraio 2014.
  2. ^ Dragon Ball Kai sarà più fedele al manga di Toriyama, AnimeClick.it, 4 marzo 2009. URL consultato il 18 febbraio 2014.
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  5. ^ Lo strillo delle copertine riportava la frase "Mai visto in TV!".
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  11. ^ Rufy, Goku e Toriko - Tutti insieme in un crossover anime, AnimeClick.it, 6 febbraio 2013. URL consultato il 18 febbraio 2014.
  12. ^ Dragon ball Deluxe vol. 39, pag. 100

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