Mash-up (musica)

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Mash-up
Origini stilistiche Pop, rock, hip-hop
Origini culturali Stati Uniti
Strumenti tipici Giradischi, campionatore, mixer, nastri, montaggio di audio digitale
Popolarità media
Categorie correlate

Gruppi musicali mash-up · Musicisti mash-up · Album mash-up · EP mash-up · Singoli mash-up · Album video mash-up

Un mash-up (altrimenti mash up o mashup) è una canzone o composizione realizzata unendo fra loro due o più brani pre-registrati, spesso sovrapponendo la parte vocale di una traccia a quella strumentale di un'altra,[1] mediante l'uso di campionatori, o giradischi.

Questa tecnica si è venuta anche ad identificare come uno stile musicale vero e proprio, noto anche con i nomi bastard pop/rock[2][3], o bootleg.[4][5]

Sebbene la disposizione legislativa del fair use permetta agli autori dei mash up di rivendicare, rispettando determinate regole, l'utilizzo di brani appartenenti ad altri musicisti,[6] il fenomeno ha generato alcune controversie legali relative alla proprietà intellettuale dei brani adoperati come fonti sonore, fra gli autori dei brani e i musicisti di questo stile.[7]

La manipolazione di suoni pre-esistenti rende la tecnica mash-up simile ai concetti di collage sonoro e turntablism.[8]

Storia[modifica | modifica sorgente]

Anticipazioni[modifica | modifica sorgente]

Se si escludono eventuali anticipazioni della tecnica mash up risalenti ai secoli precedenti il Novecento, lo stile ebbe probabilmente fra i precorritori i compositori di musica concreta e tape music, che inaugurarono di fatto la tecnica del montaggio sonoro,[9] e il jazzista Glenn Gould, che nel 1955 registrò una "miscela" per pianoforte degli inni The Star-Spangled Banner e God Save the Queen.[2][10]

Pionieri: anni cinquanta-settanta[modifica | modifica sorgente]

Il primo brano pioniere della tecnica mash up fu probabilmente The Flying Saucer di Bill Buchanan e Dickie Goodman. Per realizzare questa traccia di successo risalente al 1956, i due musicisti accostarono fra loro gli spezzoni di brani tratti da canzoni di diversi autori ad un'immaginaria documentazione radiofonica narrante un'invasione della terra da parte degli extraterrestri.[2][11]

Durante gli anni sessanta, il musicista Frank Zappa coniò il termine "xenocronia", un processo che consisteva nell'estrarre il suono di uno strumento da una canzone per piazzarlo successivamente in un brano diverso.[7][12]

Nel 1975, John Oswald compose la traccia Power, dove vengono combinati fra loro i suoni delle chitarre suonate dai Led Zeppelin alla predica appassionata di un evangelista americano. Anni più tardi, Oswald sarà autore di album, quali Plexure del 1993, composti associando fra loro brani di altri musicisti.[13][14]

Gli anni ottanta e novanta[modifica | modifica sorgente]

Fra coloro che, a partire dagli anni ottanta proseguirono lo stile vi furono i musicisti hip hop Double D & Steinski, autori di una serie di brani, tutti intitolati Lesson, che associavano fra loro campionamenti tratti da canzoni di altri musicisti.[15]

Lungo la seconda metà del decennio, i Justified Ancients of Mu Mu, divenuti più tardi noti con la sigla KLF, realizzarono l'album 1987: What the F**k is Going On? (1987), caratterizzato dalla presenza di campionamenti tratti da numerosi altri musicisti e destinato ad essere ritirato dal mercato in seguito ad un'accusa di violazione di copyright.[16][17]

I Negativland giustapposero il brano I still Haven't Found What I'm Looking For degli U2 agli outtakes tratti da uno spettacolo radiofonico. L'EP contenente la traccia (1991) divenne oggetto di un acceso dibattito, riguardante i diritti d'autore della canzone usata, fra la formazione e il gruppo irlandese. La vicenda è documentata anche nel loro album parlato The Letter U and the Numeral 2.[18][19]

Lungo la fine degli anni novanta, la musicista Solex compose alcuni album associando fra loro le fonti sonore tratte da numerosissimi dischi di altri musicisti.[20]

Oggi[modifica | modifica sorgente]

Grazie alla progressiva riduzione dei prezzi dei computer, ed alla loro conseguente accessibilità, il mash-up ebbe modo di diffondersi fino al giorno d'oggi.[2] Nonostante le beghe legali relative ai diritti d'autore rivendicati dai musicisti "saccheggiati", si trovano oggigiorno molti mash-up legali, in quanto è una tecnica che sta diventando sempre più usata da molti dj anche a livello internazionale,[21] ottenendo così anche l'interesse delle case discografiche[senza fonte]. È il caso di Jay Amato, 2 Many DJ's, DJs From Mars o DJ Zebra, che hanno portato alla ribalta il fenomeno.[senza fonte]

Al fenomeno del mash-up è stato dedicato anche un programma televisivo su MTV (MTV Mash), nel quale Vj miscelavano, anziché canzoni, video musicali.

Alcuni autori di brani e album mashup emersi lungo l'inizio del nuovo millennio includono Girl Talk (Secret Diary, 2002),[15] Edan (Echo Party, 2009),[22] Danger Mouse (The Grey Album, 2004),[23] Clayton Counts (Sgt. Petsound's Lonely Hearts Club Band, attribuito a The Beachles, 2006)[2] e DJ Earworm.[24]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Geoghegan, Michael and Klass, Dan (2005). Podcast Solutions: The Complete Guide to Podcasting, p.45. ISBN 1-59059-554-8.
  2. ^ a b c d e George Plasketes, Play it Again: Cover Songs in Popular Music, MPG Books, 2010, pp. 206, 209-210.
  3. ^ Cutting appropriation art across interventionist collage, media and copyright law (Kembrew McLeod & Rudolf Kuenzli, Duke University Press, 2011, pag. 132)
  4. ^ Rojas, Pete. "Bootleg Culture". 1 August 2002. Accessed Wednesday, 2 January 2008.
  5. ^ Ai mash-up è generalmente associata l'idea di bootleg perché vengono spesso vengono stampati su white label illegalmente, cioè senza l'autorizzazione del detentore dei diritti del brano, e vengono quindi definiti bootleg.(Mashed Up: Music, Technology, and the Rise of Configurable Culture, Aram Sinnreich, University of Massachusetts Press, 2010, pag. 121, 144, 165)
  6. ^ Code of Best Practices in Fair Use for Online Video, American University, Center for Social Media
  7. ^ a b Vincent Miller, Understanding Digital Culture, SAGE Publications, 2011, p. 2011.
  8. ^ Christian Marclay | Biography | AllMusic
  9. ^ Alberto Basso, Dizionario della Musica e dei Musicisti - il Lessico II Parte - D/Liv, UTET, 1983, 124-127,993,1259.
  10. ^ bopuc/weblog: 1955, Glenn Gould remixes live, on piano
  11. ^ Vintage U.F.O.: Dickie Goodman - The Flying Saucer (Pt. 1) - cell ring tone
  12. ^ Xenochrony
  13. ^ Avantgarde Music. John Oswald: biography, discography, reviews, links
  14. ^ David Toop, Oceano di suono, Costa&Nolan, 1995, pp. 144,290.
  15. ^ a b Girl Talk | Biography | AllMusic
  16. ^ Massimo Cotto, Il grande libro del rock (e non solo), musica per tutti i giorni dell'anno, Bur Rizzoli, 2011, pp. 705
  17. ^ Peter Buckley, The Rough Guide to Rock, Rough Guides Ltd, 2003, pp. 564
  18. ^ Steal This Music: How Intellectual Property Law Affects Musical Creativity (Joanna Teresa Demers, Ugapress, 2006, pag. 128)
  19. ^ The Letter U and the Numeral 2 - Negativland | Songs, Reviews, Credits, Awards | AllMusic
  20. ^ Solex | Biography | AllMusic
  21. ^ Matt Mason, Punk capitalismo. Come e perché la pirateria crea innovazione, Feltrinelli Editore, 2009, pp. 123-124.
  22. ^ The History of Rock Music. Edan: biography, discography, review, links
  23. ^ The Grey Album - Danger Mouse | Songs, Reviews, Credits, Awards | AllMusic
  24. ^ DJ Earworm – Music Mashups

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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