Daitarn 3

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Daitarn 3
serie TV anime
Copertina di uno dei DVD italiano editi da Dynit.
Copertina di uno dei DVD italiano editi da Dynit.
Titolo orig. 無敵鋼人ダイターン3
(Muteki kōjin Daitān 3)
Lingua orig. giapponese
Paese Giappone
Autori
Regia
Sceneggiatura
Character design
Mecha design Kunio Ōkawara
Dir. artistica Mekaman
Studio Sunrise
Musiche
Rete TV Nagoya
1ª TV 3 giugno 1978 – 31 marzo 1979
Episodi 40 (completa)
Aspect ratio 4:3
Durata ep. 22 min
Reti it. Rete A (prima visione, 1ª edizione), Odeon TV (repliche, 1ª edizione, dal settembre 1987), La 7 (repliche, 2ª edizione, dal 25 giugno 2001), Canal Jimmy (repliche, 2ª edizione, dal 18 novembre 2002), MTV (repliche, 2ª edizione, dal 5 dicembre 2006), Cooltoon (repliche, 2ª edizione, dal luglio 2007), Ka-Boom (repliche, 2ª edizione, dal 3 luglio 2013)
1ª TV it. 1980
Episodi it. 40 (completa)
Durata ep. it. 22'
Censura it. sì (solo 1ª edizione)
Dialoghi it.
  • Michele Gelli (secondo doppiaggio)
  • Vincenzo Martella (secondo doppiaggio)
Studio dopp. it.
Direzione dopp. it.
Target shōnen
Genere mecha
« Per la pace del mondo combatterò i Meganoidi con il Daitarn 3! Se non temi questa potenza, combatti! »
(Frase rituale pronunciata da Haran Banjo all'inizio di ogni combattimento (doppiaggio italiano, ed. Yamato))

Daitarn 3 (無敵鋼人ダイターン3 Muteki kōjin Daitān 3?, letteralmente: "Daitarn 3, l'invincibile uomo d'acciaio")[1], conosciuto anche come L'invincibile Daitarn 3[2], è una serie anime televisiva giapponese di genere mecha, prodotta dalla Sunrise e creata da Yoshiyuki Tomino, autore anche di Gundam, con il mecha design di Kunio Ōkawara e le musiche di Takeo Watanabe e Yūshi Matsuyama.

La serie, composta di 40 episodi, fu realizzata nel 1978, e trasmessa per la prima volta in Italia nel 1980.

Trama[modifica | modifica sorgente]

All'inizio del XXI secolo, strani avvenimenti e sparizioni misteriose di persone iniziano ad accadere sulla Terra. Dietro ci sono i Meganoidi, cyborg creati su Marte dal professor Haran Sozo, sfuggiti al suo controllo. A capo della loro collettività ci sono Don Zauker (Don Zauser nell'originale giapponese), una sorta di mostro di Frankenstein che si esprime in modo inintelligibile, e Koros, un'inquietante cyborg femminile dal fascino glaciale.

I Meganoidi vogliono schiavizzare l'umanità e trasformare i "migliori" esemplari in Meganoidi. Hanno sviluppato una tecnologia sorprendente con la quale hanno realizzato le Macchine della Morte, una strana sorta di astronavi/robot, spesso dotate di immense mani, che rende i Comandanti Meganoidi in grado di trasformarsi in Megaborg, enormi robot da combattimento.

A contrastare i loro piani c'è Haran Banjo, il figlio del professor Sozo, che pilota il gigantesco robot trasformabile Daitarn 3. Lo affiancano Garrison Tokida (maggiordomo tuttofare) e Beauty Tachibana (bionda mozzafiato, figlia di un famoso imprenditore ex-socio in affari del padre di Banjo). A loro presto si aggiungono Reika Sanjo (ex agente dell'Interpol) e il piccolo Toppy (orfano salvato da Banjo).

La trama si sviluppa in maniera episodica. A poco a poco si svela il passato di Haran Banjo, la sua spettacolare fuga da Marte con i Meganoidi alle calcagna e le ragioni del suo odio per loro. Una serie di mirabolanti avventure e combattimenti, che spaziano dalla fantascienza all'avventura e all'horror, conducono Banjo e i suoi compagni a sostenere la battaglia finale, nel disperato tentativo di sventare il folle piano di Koros, che vuol far collidere Marte con la Terra.

Personaggi[modifica | modifica sorgente]

Gli eroi[modifica | modifica sorgente]

Banjo Haran (破嵐 万丈 Haran Banjō?)
17-18 anni, il protagonista. Forte, giovane, atletico, a tratti simpatico, caratteristici capelli sul blu, rappresenta una sorta d'incrocio tra gli eroi dei film di arti marziali, delle quali si dimostra formidabile maestro (uccide una quantità sterminata di meganoidi anche a mani nude, forte del concetto che «l'uomo è superiore alla macchina»), e un agente segreto alla 007, cosicché gli episodi, come anche le scene d'azione, sono ispirati a entrambi i modelli. A rendere Banjo interessante è soprattutto l'odio irriducibile per i meganoidi: pochissimi scampano alla sua furia distruttiva, perché «il mio obiettivo è di uccidere il maggior numero di meganoidi possibile».
Reika Sanjo (三条 レイカ Sanjō Reika?)
ex agente segreto dell'Interpol. Sagace, intelligente, avveduta, molto affascinante, anche se non appariscente ed esuberante quanto Beauty.
Beautiful Tachibana (ビューティフル・タチバナ Byūtifuru Tachibana?)
detta "Beauty" (ビューティ Byūti?): la bellissima assistente. Svampita, maggiorata, dolce biondona, ricorda non poco Marilyn Monroe e nella trama ricopre spesso ruoli assai sexy, suscitando la gelosia della meno appariscente Reika. La doppiatrice italiana è Rosalinda Galli, la stessa di Lamù e di Venusia.
Garrison Tokida (ギャリソン時田 Gyarison Tokita?)
il maggiordomo tuttofare. Ricorda il maggiordomo di Batman e s'intuisce un passato da persona atletica ed energica. È il factotum educato, gentile, discreto e infaticabile, sempre elegante e modesto, ma signorile fino al manierismo (con tanto di cappello a cilindro). Più che maturo, è un signore quasi anziano, ma ancora in forma e vanta il grado di tiratore scelto.
Totta "Toppy" Toda (戸田 突太 / トッポ Toda Totta / Toppo?)
l'orfanello sempre nei guai, contribuisce quasi sempre alle note divertenti della trama.

I nemici[modifica | modifica sorgente]

I meganoidi (メガノイド Meganoido?)[3] erano originariamente esseri umani, meccanizzati e resi cyborg a servizio degli uomini per lo sviluppo e colonizzazione del pianeta Marte; a partire da un certo momento in poi si sono però ribellati alle direttive dei loro creatori.

Don Zauker (ドン・ザウサー Don Zausā?)
il primo meganoide creato. Non fa altro che emettere dei suoni atoni, che Koros interpreta: nell'ultimo episodio si svelerà che non ha alcuna coscienza di ciò che gli dice Koros. Ha un aspetto orribile, simile al mostro di Frankenstein, con una sorta di cervello sistemato in una cupola trasparente. La sua forma di Megaborg è colossale, tanto da surclassare il Daitarn stesso.
Koros (コロス Korosu?)
il Comandante Supremo dei Meganoidi. Bella, volitiva, con lunghissimi capelli rossi a treccia, è una spietata dittatrice che solo nell'ultimo episodio mostrerà debolezza di fronte alla sua fine. Nonostante il suo grado di Comandante, non si trasformerà mai, nemmeno nello scontro finale, in Megaborg.
Comandanti Meganoidi (コマンダー Komandā?)[4]
possono mutare in Megaborg e sono molto diversi dai tipici nemici inquadrati militarmente di molte altre serie. Spesso sono terrestri divenuti cyborg volontariamente, sono spinti da motivazioni egoistiche che nulla hanno a che fare con lo scopo finale di Koros. Come ben evidenzia Banjo, hanno rinunciato alla loro umanità per ovviare a pecche fondamentali del loro carattere (megalomania, estrema insicurezza, maniacalità e così via).

Caratteristiche[modifica | modifica sorgente]

A differenza di altre serie di genere mecha contemporanee, in Daitarn 3 prevale un tono giocoso che la rende atipica: il Daitarn è uno dei pochi robot giganti dotati di mimica facciale. La serie stessa risulta spesso una parodia di serie mecha precedenti: per esempio nell'episodio 20 le due assistenti di Banjo sono sostituite dai meganoidi, ma il protagonista se ne accorge subito perché «Non hanno lo stesso vestito di sempre», ironizzando sul fatto che nei cartoni animati i protagonisti sono sempre vestiti allo stesso modo.

Sono presenti dozzine di citazioni da cinema, letteratura, fumetti e televisione: ad esempio, nell'episodio 32 la base dei Meganoidi è uguale alla Morte Nera di Guerre stellari; nell'episodio 36, dove Banjo è oggetto di tortura psicologica, uno dei cattivi si chiama Phroid, parodia di Sigmund Freud; nell'episodio 10 Banjo prende parte alle riprese di un film di Kung Fu e così via.

Particolare anche è l'approfondimento psicologico che si evidenzia in alcuni episodi sul vissuto dei meganoidi

Tecnologia[modifica | modifica sorgente]

Tecnologia di Banjo[modifica | modifica sorgente]

Banjo dispone di un videotelefono da polso, che utilizza essenzialmente per comunicare con la base ed è armato con una AutoMag M-180 calibro .44AMT che a differenza della pistola reale è anche trasformabile in un fucile.

Il Daitarn in azione.

Il Daitarn 3[modifica | modifica sorgente]

Con i suoi quasi 120 metri di altezza, Daitarn 3 è uno dei mecha più alti mai ideati. Tuttavia è superato, ad esempio, dal Danguard Ace, dal Gunbuster (200 metri), dal Getter Emperor (scala planetaria), dal Arc-Gurren-Lagann (scala Arca) e dallo Sfondamento dei cieli Gurren Lagann (nome originale Tengen toppa Gurren Lagann, più alto di un'intera galassia).[senza fonte]

Nella lega del Daitarn 3 compaiono acciaio e l'oro sottratto dalle miniere meganoidi di Marte, battezzato chogokin (超合金? "super-lega"). Il Daitarn 3 ha diverse configurazioni:

  • Modulo Aereo (ダイファイター Daifaitā?)[5]: il Daitarn 3 in volo
  • Modulo Corpo Base: il Daitarn 3 in versione robot da combattimento: ricorda vagamente, specie la testa, le armature giapponesi classiche
  • Modulo Carro Armato (ダイタンク Daitanku?)[6]: il Daitarn 3 trasformato in un gigantesco carro armato con due cannoni
  • Modulo Spaziale: per combattimenti nello spazio, è praticamente identico alla configurazione Aereo

Le armi del Daitarn 3[modifica | modifica sorgente]

  • Attacco Solare (サンアタック San Atakku?, dall'inglese Sun Attack) e Scissione Attacco Solare[7]
  • Daitarn Scontro
  • Daitarn Lancia Perforante o Daitarn Giavellotto (ダイターン・ジャベリン Daitān Jaberin?, Daitarn Javelin)
  • Daitarn Spada
  • Daitarn Laccio
  • Daitarn Ventaglio (ダイターン・ファン Daitān Fan?, Daitarn Fan) e Daitarn Scudo
  • Daitarn Stella e Daitarn Grande Stella
  • Daitarn Cannone (ダイターン・キャノン Daitān Kyanon?, Daitarn Cannon)
  • Daitarn Mazza Stellare o Daitarn Martello (ダイターン・ハンマー Daitān Hanmā?, Daitarn Hammer)
  • Daitarn Missile (ダイターン・ミサイル Daitān Miseiru?, Daitarn Missile)
  • Daitarn Ragnatela (ダイターン・ウェッブ Daitān Webbu?, Daitarn Web)
  • Daitarn Energia
  • Daitarn Reazione Fumogena
  • Daitarn Getto d'Aria
  • Daitarn Energia Super Elettronica
  • Daitarn Missili dalle Spalle

La Mach Patrol[modifica | modifica sorgente]

La Match Patrol (マッハ・パトロール Mahha Patorōru?) è il veicolo trasformabile di Haran Banjo: in configurazione "Auto" è apparentemente una semplice auto; in configurazione "Aerosistema" (nella versione originale il veicolo è chiamato Match Attacker (マッハ・アタッカー Mahha Atakkā?) quando è in questa configurazione) si trasforma in aeromobile. Può essere alloggiata in un hangar tra le gambe del Daitarn 3.

Altri mezzi[modifica | modifica sorgente]

  • L'elicottero di Reika, nome originale Mister Green (ミスターグリーン Misutā Gurīn?)
  • L'elicottero di Beauty, nome originale Minicopter Lady Pinky (ミニコプター・レディ・ピンキー Minikoputā Redi Pinkī?)
  • Il tir di Garrison, nome originale Garrison Special (ギャリソン・スペシャル Gyarison Supesharu?)
  • Nave Stellare del tipo Daitarn (vascello appoggio con base di lancio)
  • Il super-jumbo
  • Una moto simil Harley-Davidson, nome originale Buffalo Mill (バッファロー・ミル Baffarō Miru?)
  • Il sommergibile Marine Antoinette (マリン・アントワネット Marin Antowanetto?)

Tecnologia dei Meganoidi[modifica | modifica sorgente]

I Megaborg[modifica | modifica sorgente]

Quasi tutti i Comandanti Meganoidi sono in grado di trasformarsi in Megaborg (メガボーグ Megabōgu?), robot da combattimento giganti, che di solito rispecchiano la loro personalità. Il processo, reversibile, è spesso innescato da una particolare macchina dotata di 4 emettitori, che riversano sul Comandante Meganoide una grande quantità di energia per potenziarne il fisico, producendo un caratteristico effetto "a piramide". Nell'episodio 39 compare un singolare Comandante "mutaforma", che è in grado di trasformarsi senza l'aiuto della macchina in un Megaborg di consistenza "gelatinosa".

Solo chi ha lo status di Comandante può trasformarsi in Megaborg: gli altri devono unirsi ad altri Meganoidi per formare un Megaborg. Il Megaborg così costituito mostra le differenti personalità dei suoi componenti. Nell'episodio 16, a un gruppo di teppisti divenuti Meganoidi viene concesso di trasformarsi in un unico Megaborg, combinando i loro corpi. In altri due episodi[numero?] tre sub-Comandanti devono unirsi per formare il Megaborg. Il "Megaborg Supremo", che compare nel 13º episodio, è un robot gigante pilotato da un Comandante da una cabina interna.

La Macchina della Morte[modifica | modifica sorgente]

La Macchina della Morte (デスバトル Desubatoru?, Death Battle) è una nave di notevoli dimensioni, dotata di giganteschi arti meccanici, usata come mezzo di appoggio e di combattimento dai Comandanti Meganoidi, come mezzo di trasporto o di offesa. La vediamo in alcuni episodi dotata di un paio di enormi mani, con le quali la macchina della Morte cattura il Daitarn 3 semplicemente "impugnandolo".

Episodi[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Episodi di Daitarn 3.

Sigle[modifica | modifica sorgente]

Edizioni televisive e home-video italiane[modifica | modifica sorgente]

La prima edizione di Daitarn 3 è stata realizzata per la televisione dalla ITB (Italian TV Broadcasting) e trasmessa per la prima volta nel 1980.

Nel 1995 la Yamato Video ha distribuito la prima edizione per home video della serie in 10 VHS con 4 episodi ciascuna; il titolo era sempre quello televisivo, Daitarn 3.

Nel 2000 la Dynamic Italia ha pubblicato una nuova edizione in home video dal titolo L'Imbattibile Daitarn 3 Deluxe Edition, composta di 10 VHS con 4 episodi ciascuna. La serie è rimasterizzata e affianca un nuovo doppiaggio a quello originale. Ogni episodio presenta le due versioni del doppiaggio. Nel 2006 la Dynit ha pubblicato questa edizione in 10 DVD, sempre con il titolo L'imbattibile Daitarn 3.

In televisione sono state trasmesse entrambe le versioni, la seconda dal 2001 su La 7. Nel 2013 la seconda versione è stata trasmessa su Ka-Boom.

Doppiaggio[modifica | modifica sorgente]

Personaggio Doppiatore giapponese Primo doppiatore italiano (1980) Secondo doppiatore italiano (2000)
Banjo Haran Hirotaka Suzuoki Renzo Stacchi Massimo De Ambrosis
Reika Sanjo Yō Inoue Mariù Safier Silvia Tognoloni
Beautiful Tachibana Kako Mizuno Rosalinda Galli Georgia Lepore
Garrison Tokida Kōichi Kitamura Gino Donato Luciano De Ambrosis
Totta Toda Fuyumi Shiraishi Riccardo Rossi Simone Crisari
Don Zauker Masato Yamanouchi Vittorio Di Prima Nino Prester
Koros Mieko Nobusawa Antonia Forlani Pinella Dragani
Voce delle anticipazioni Hirotaka Suzuoki Sandro Iovino

Il primo doppiaggio italiano è stato eseguito presso lo studio Edizioni Miguel e diretto da Antonia Forlani. Il secondo doppiaggio è stato eseguito presso la SEFIT-CDC ed è diretto da Serena Verdirosi, con la traduzione di Laura Giordano e i dialoghi di Michele Gelli e Vincenzo Martella.

Opere derivate e influenza culturale[modifica | modifica sorgente]

  • Banjo è anche il protagonista di una serie di light novel, alcuni dei quali illustrati da Haruhiko Mikimoto e inseriti nel volume Haruhiko Mikimoto Illustrations, pubblicato anche in Italia da Granata Press
  • Il gruppo italiano ska punk dei Meganoidi deve il suo nome ai cattivi dell'anime
  • Il personaggio principale del fumetto italiano Don Zauker, di Emiliano Pagani e Daniele Caluri, deve il nome all'antagonista principale di questa serie, Don Zauser, adottando il nome derivato dal doppiaggio storico in italiano

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ A riscontro della grafia giapponese Daitān, la lectio internazionale Daitarn, utilizzata anche in Italia, è da ritenersi corretta. La scrittura ar inglese, in molte parole pronunciata [ɑː] nella received pronunciation (una "a" posteriore senza nessun suono simile a "r"), è infatti percepita e traslitterata in giapponese come ā lunga. Per esempio, si veda la trascrizione in katakana della parola inglese arm, "braccio", sul dizionario giapponese-inglese jisho.org (link).
  2. ^ Questo titolo italiano è stato utilizzato per l'edizione in VHS della Dynamic Italia e per quella in DVD della Dynit.
  3. ^ Il nome originale si può considerare come originato da un ipotetico inglese meganoid, dato che la "d" da sola non può essere trascritta in giapponese e si utilizza di solito "do". In giapponese non è utilizzato il plurale inglese con la "s". Nella versione italiana il nome è stato italianizzato in "meganoide" al singolare e "meganoidi" al plurare.
  4. ^ Il nome originale deriva dall'inglese commander. Come per meganoido, in giapponese non cambia per singolare e plurale.
  5. ^ Il nome originale deriva dall'inglese die, "morire", o dal giapponese dai (?), "grande", e dall'inglese fighter, "combattente".
  6. ^ L'origine di dai è la stessa che vale per Daifaitā, mentre tanku deriva dall'inglese tank, "carro armato".
  7. ^ L'arma "finale" del Daitarn 3 è solitamente l'Attacco Solare, con la quale Banjo sconfigge tutti i suoi nemici. In realtà il Daitarn dispone di un'arma ancora più potente: la Scissione Attacco Solare (Attacco Solare a Tempesta nella versione della Dynamic) e viene utilizzata da Banjo solo una volta nel 39º episodio.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]