Benevento Calcio
| Benevento Calcio S.P.A. Calcio |
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| Stregoni, Giallorossi | ||||
| Segni distintivi | ||||
| Uniformi di gara
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| Colori sociali | ||||
| Dati societari | ||||
| Città | Benevento | |||
| Paese | ||||
| Confederazione | UEFA | |||
| Federazione | ||||
| Campionato | Lega Pro Prima Divisione | |||
| Fondazione | 1929 | |||
| Rifondazione | 1953 | |||
| Rifondazione | 1990 | |||
| Rifondazione | 2005 | |||
| Presidente | ||||
| Allenatore | ||||
| Stadio | Ciro Vigorito (25.000 posti) |
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| Sito web | www.beneventocalciospa.it | |||
| Palmarès | ||||
| Titoli nazionali | 2 Campionato di Serie C2 3 Campionati di Serie D |
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| Si invita a seguire lo schema del Progetto Calcio | ||||
Il Benevento Calcio è la principale società calcistica di Benevento e milita in Lega Pro Prima Divisione (ex Serie C1).
I calciatori del Benevento Calcio sono soprannominati gli Stregoni.
Indice |
[modifica] Storia
[modifica] Dalle origini agli anni sessanta
Fondata nel 1929 con la denominazione di Associazione Calcio Benevento, nel suo primo decennio di vita vinse i campionati di Terza, Seconda e Prima Categoria.
Nella stagione 1934–35 prese parte per la prima volta al campionato nazionale di serie C, disputando un eccellente torneo grazie alla guida tecnica dell'ungherese Halmos.
Nella stagione 1938–39 vinse la «Targa Capocci» (torneo cui parteciparono 22 squadre) vincendo in finale contro la Scafatese per 5-1.
Nell'immediato dopoguerra l'A.C. Benevento fece buoni campionati di serie C, senza tuttavia ottenere la promozione fra i cadetti.
Negli anni cinquanta va segnalata la folcloristica ma abile figura di Oronzo Pugliese che allenò la compagine sannita nel 1952. Dopo un anno, tuttavia, arrivò la chiusura della società storica, oberata dai debiti.
[modifica] La San Vito
Fallita l'antica squadra, ebbe campo libero il secondo club cittadino, i dilettanti della San Vito che, dopo sette anni, approdarono in Serie C come S.S. Benevento. Dopo aver disputato un ottimo campionato in terza serie nel 1960–61, classificandosi al quarto posto, fece seguito un malinconico ritornò in Serie D nel 1961–62, ove la S.S. Benevento ne prese il posto per un triennio di completo anonimato.
[modifica] La Polisportiva
Nel 1966 da una fusione di compagini cittadine nacque la Polisportiva Benevento. Dopo otto campionati di fila in serie D, nel 1974, ci fu il gran ritorno in serie C. Seguirono anni splenditi per il calcio beneventano sotto la presidenza dell'amatissimo Bocchino: subito un quarto posto, seguito la stagione successiva da quello che è per antonomasia nella storia giallorossa definito l'«anno della quasi B». Nella stagione 1975–76 gli stregoni, allenati da Piero Santin, guidarono per lunghi tratti la classifica cedendo solo nel finale (due punti nelle ultime quattro gare) al quotatissimo Lecce. Seguì un più che buono quarto posto nel torneo 1976–77.
[modifica] La Sportiva Calcio
Nell'anno 1978, in concomitanza con la ristrutturazione della serie C, nacque la Società Sportiva Calcio, mentre l'anno successivo ci fu l'inaugurazione dello stadio Santa Colomba. Sotto la presidenza dell'avvocato Ernesto Mazzone, coadiuvato di volta in volta da imprenditori locali, la SSC Benevento disputò nove campionati ininterrotti in serie C1, alternando discreti tornei ad anonimi centroclassifica.
Da segnalare la quinta piazza raggiunta con la guida tecnica di Gastone Bean (1981-82) e il sesto posto con allenatore Francesco Liguori (1983-84) che valsero la partecipazione degli stregoni alla Coppa Italia contro squadre di serie A e B. Dopo una prima retrocessione nel 1986, a cui seguì un miracoloso ripescaggio, il Benevento retrocesse in serie C2 nel 1987 nonostante l'ottima rosa di calciatori.
A due salvezze risicatissime in quarta serie negli anni 1988 e 1989 (ambedue con Maurizio Simonato alla guida tecnica), seguì la retrocessione a tavolino in Interregionale per mancato versamento della fidejussione (che non fu coperta per tutti i 400 milioni richiesti dalla FGCI ma solo per 320). Pertanto, per soli 80 milioni, il Benevento fu costretto ad abbandonare il calcio professionistico.
Ne derivò un anonimo campionato in Interregionale disputato con una squadra composta per lo più da calciatori sanniti.
[modifica] Lo Sporting
Nella stagione 1990-91 nacque lo Sporting FC Benevento. Il nome della nuova società fu scelto dai tifosi in seguito a un sondaggio telefonico fatto durante una trasmissione televisiva dell'epoca. Alla presidenza c'era Mario Peca, il quale non mantenne le promesse ma ebbe il merito di risvegliare la passione dei tifosi beneventani. Il campionato fu vinto trionfalmente ma ebbe un epilogo amaro nello spareggio per la promozione contro la Juve Stabia (vincitrice di un altro girone).
In seguito alla cocente delusione la società venne rilevata da un gruppo di imprenditori napoletani che dopo un semestre, vista la totale disaffezione e ostilità della tifoseria, cedettero la mano alla famiglia Cotroneo. Dopo un'annata di transizione, per l'anno sportivo 1993-94 fu allestita una squadra d'alto livello che ricalcava per gran parte quella della stagione 1990-91 a cominciare dallo stimato Luigi Boccolini come trainer. Trascinata da una formidabile coppia d'attacco composta da Nicola D'Ottavio e Silvio Paolucci, vero lusso per l'Interregionale, il Benevento ebbe ben presto vita facile sulla rivale Nocerina, finendo per stravincere il torneo.
Con il ritorno nel campionato professionistico la rosa fu confermata con qualche innesto. La squadra, pur non brillando nel gioco, conquistò un più che dignitoso terzo posto che valse la qualificazione ai playoff per la prima volta nella storia. La compagine di Boccolini però fu subito estromessa dal Savoia (sconfitta fuori casa per 2-0 e pareggio interno per 3-3).
La stagione successiva fu particolarmente tribolata e culminò con la salvezza raggiunta nell'ultima partita: in un drammatico testacoda contro il Frosinone, gli stregoni s'imposero per 1-0, evitando i playout e mandando all'aria i sogni di promozione della squadra ciociara che si era presentata da capolista.
Seguirono due ottimi campionati di vertice. Nel 1996-97 gli stregoni, allenati da Massimo Silva, ebbero una partenza a razzo per poi cedere, con il passare delle giornate, la testa della classifica alla Battipagliese, che vinse il torneo. Classificatosi al secondo posto, il Benevento affrontò i playoff con tutti i favori del pronostico e con un'eccezionale partecipazione ed entusiasmo di pubblico. Dopo aver eliminato il Catanzaro in semifinale (0-0 fuori casa e vittoria interna per 2-0), però, fu beffato in un'infuocata finale ad Avellino dalla Turris (0-2) allenata dall'ex Esposito. Resta questa la "trasferta" seguita dal maggior numero di tifosi sanniti con ben ottomila unità. In città ci furono notevoli polemiche soprattutto per un alterco tra il direttore sportivo Nicola D'Ottavio e il centravanti Sossio Aruta.
Nella stagione successiva la società rinforzò ulteriormente la rosa. Prima di nuovo con Silva e poi con Pino Raffaele in panca, in un campionato molto equilibrato al vertice, il Benevento non riuscì a trovare lo spunto per vincere direttamente il torneo dovendo ritentare la promozione mediante i playoff. Come l'anno prima, gli stregoni, dopo aver eliminato lo spumeggiante Sora (con due vittorie per 1-0 ed entrambe con reti firmate da Francesco Passiatore), cedettero in finale: sul campo neutro di Lecce furono infatti sconfitti dal Crotone per 2-1, dopo aver chiuso il primo tempo in vantaggio.
Fu l'ultima partita della famiglia Cotroneo che cedette la mano a Mario Pedicini ai vertici della società.
La squadra, partita con meno ambizioni degli anni precedenti, dopo qualche esitazione iniziale, cominciò a sciorinare un gioco spettacolare grazie alla mano del bravo allenatore Francesco Dellisanti e al sapiente mix tra calciatori giovani ed esperti. Terminato il torneo al quarto posto, il Benevento si apprestò a disputare i playoff in un clima molto più tranquillo rispetto alle precedenti stagioni. Dopo aver eliminato ancora una volta il Catanzaro (vittoria per 2-1 in casa e pareggio 1-1 in Calabria), il Benevento approdò per il terzo anno consecutivo in finale. Il 13 giugno 1999 fu scritta la pagina più bella di tutta la storia del calcio beneventano: allo stadio di via Del Mare a Lecce riuscì l'impresa di sconfiggere il forte Messina per 2-1 in una partita indimenticabile che vide nella ripresa gli stregoni andare sotto di un gol, per poi subito ristabilire la parità con Bertuccelli. A sei minuti dalla fine dei supplementari arriva il gol di Rosario Compagno, che regalò il primo trionfo in un campionato professionistico al calcio sannita e l'atteso ritorno in Serie C1.
Approdato in Serie C1 il Benevento vi disputerà sei campionati consecutivi. Le prime due stagioni i giallorossi ottengono due salvezze proprio all'ultima giornata in casa (nel 1999-00 vittoria con l'Arezzo per 2-1; nel 2000-01 vittoria contro l'Andria per 2-1). Nella stagione 2001-02 la salvezza è ancora più tribolata in quanto arriva dopo i playout contro la Nocerina (vittoria per 1-0 a Nocera e sconfitta interna per 1-0).
Dopo aver disputato nell'anno successivo un torneo anonimo da centroclassifica, nella stagione 2003-04 approdano - dopo un'entusiasmante rincorsa - ai playoff. Nella semifinale promozione, dopo aver sconfitto in casa 1-0 il Crotone, al ritorno arriva una sconfitta per 3-1 in una partita molto discussa e caratterizzata da clamorosi errori arbitrali ai danni del Benevento[2].
La stagione 2004-05 vide i sanniti lottare per l'accesso ai playoff fino a due giornate dal termine e chiudere con un lusinghiero settimo posto. Alla luce delle gravi inadempienze fiscali emerse, però, la società del presidente Spatola viene retrocessa a tavolino in serie C2.
Fu scritta così la parola fine al capitolo Sporting Football Club.
[modifica] L'era Vigorito
Nell'estate 2005 viene costituita la società per azioni Benevento Calcio capitanata da un imprenditore biellese, Older Tescari, che non viene accolto con simpatia per via di una campagna acquisti modesta e inadatta. A marzo del 2006, con la squadra in caduta libera nella classifica e fuori dalla zona playoff, al timone della società giungono i fratelli Ciro e Oreste Vigorito.
Il Benevento riesce a classificarsi al quarto posto ma viene eliminato in semifinale dalla Sansovino. La stagione successiva la squadra è affidata a Danilo Pileggi che viene ben presto sostituito da Gianni Simonelli. Giocando un ottimo calcio, i sanniti riescono a recuperare i punti di distacco dal Sorrento e a sfiorare la promozione che sfuma per un soffio. Inaspettatamente ai playoff una nuova cocente delusione è in agguato: dopo aver superato agevolmente l'ostacolo Monopoli, il Benevento vede sfumare tra le mura amiche il ritorno in C1 ad opera del Potenza (sconfitta per 1-0 e pareggio casalingo per 1-1).
La stagione 2007-08 è praticamente senza storia con la compagine di Simonelli che ha vita facile vincendo il campionato con quattro turni di anticipo regalando alla città il ritorno in serie C1. In questa stagione il Benevento, per la prima volta nella sua storia, approda anche in finale della Coppa Italia di Serie C ma viene battuto per 5-0 dal Bassano nella gara d'andata (inutile l'1-1 del ritorno).
Nelle stagioni a seguire la società tramite faraoniche campagne acquisti senza precedenti appronta delle squadre di altissimo livello e punta senza mezzi termini al raggiungimento della serie B. I Vigorito dimostrano ben presto una managerialità d'alto livello, investendo molto, oltre che sul parco giocatori di prima squadra, anche nel settore giovanile e nelle strutture.
Nella stagione 2008-09 gli stregoni contendono la vittoria al Gallipoli fino all'ultima giornata, ma la compagine salentina la spunta per un solo punto. Ai playoff l'eliminazione del Foggia (0-0 e 2-2) sembra spalancare le porte alla serie cadetta soprattutto in virtù del pareggio conseguito (1-1) a Crotone. Incredibilmente nella finale di ritorno, davanti a oltre 20mila spettatori, il Benevento viene sconfitto per 1-0 sul proprio terreno dalla sua "bestia nera".
La stagione 2009-10 vede il fortissimo Novara troncare ben presto le gambe alle concorrenti e il Benevento esprimersi con rendimento altalenante anche in seguito al via vai di allenatori: Acori viene prima esonerato e sostituito da Camplone per poi essere richiamato a quattro giornate dal termine. Nell'ultimo mese consegue dieci punti che valgono il sorpasso sul Lumezzane e la qualificazione ai playoff. La lotteria di fine torneo non arride per l'ennesima volta ai giallorossi che vengono fatti fuori dal Varese (2-2 in casa e sconfitta per 2-1 in Lombardia).
La stagione 2010-11 comincia con una clamorosa novità: ad essere chiamato a dirigere la squadra è Agatino Cuttone, allenatore caduto da anni nel dimenticatoio. Dopo un inizio disastroso (solo quattro punti in quattro gare), la squadra mette insieme una striscia vincente frutto di sette vittorie e tre pareggi che le valgono la conquista del secondo posto. Le ultime tre gare del girone d'andata, però, decretano definitivamente i limiti del gioco di Cuttone che viene esonerato quando la compagine giallorossa era staccata di sette lunghezze dalla primatista Nocerina. Anche il nuovo allenatore, Giuseppe Galderisi, non riesce a dare una marcia in più e il campionato termina con il Benevento al secondo posto staccato di undici lunghezze dalla vetta. Come in passato la squadra sannita viene estromessa dai playoff: la Juve Stabia ha la meglio vincendo per 1-0 l'andata e impattando per 1-1 il ritorno. La succitata stagione verrà soprattutto ricordata per la dipartita dell'amministratore delegato Ciro Vigorito, avvenuta il 26 ottobre 2010. Tutta la città e la provincia invocheranno l'intitolazione dello stadio al compianto dirigente che avverrà con delibera della giunta comunale il 2 novembre, a distanza di soli sette giorni dalla scomparsa.
La stagione 2011-12, che ha visto il Benevento per la prima volta nella sua storia partire con una penalizzazione (sei punti poi ridotti a due[3]), è cominciata con il ritorno sulla panchina di Simonelli, avvicendato dalla 15ª giornata da Carmelo Imbriani e Jorge Martinez come allenatore in seconda.
[modifica] Settore giovanile
Nella stagione 2008-2009 la "Berretti" del Benevento calcio si è laureata Campione d'Italia. Nella finale contro il Monza si è imposto in casa per 3-2 e, al ritorno in Brianza, ha pareggiato 1-1. Si è trattato, questo, di uno storico traguardo: per la prima volta una squadra di calcio beneventana ha conquistato un tricolore.
[modifica] Cronistoria
| Cronistoria del Benevento Calcio | |
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[modifica] Campionati nazionali
| Categoria | Partecipazioni | Debutto | Ultima stagione |
|---|---|---|---|
C |
45 | 1934-1935 | 2011-2012 |
D |
20 | 1952-1953 | 1993-1994 |
In 64 stagioni sportive dall'esordio a livello nazionale in Serie C, compresi 10 tornei di Serie C2. Sono escluse le annate dal 1953 al 1956 e dal 1965 al 1967, nelle quali il Benevento ha partecipato ai tornei del Comitato Regionale Campano.
[modifica] Rosa 2011-2012
Rosa e numerazione aggiornate al 2 febbraio 2012.[4]
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[modifica] Giocatori e Allenatori
| Per approfondire, vedi la voce Categoria:Calciatori del Benevento Calcio. |
| Per approfondire, vedi la voce Categoria:Allenatori del Benevento Calcio. |
[modifica] Stadio
Il Benevento disputa le sue partite interne presso Lo Stadio Ciro Vigorito (prima denominato Stadio "Santa Colomba").
L'impianto presenta le seguenti caratteristiche:
- Posti totali (autorizzati): 25.000 (12.587)
- Larghezza campo: 68 m
- Lunghezza campo: 110 m
- Fondo: Erba
- Copertura campo: scoperto
[modifica] Tifoseria
La tifoseria del Benevento è ora unita in curva sud (secondo anello) con il nome di "Curva Sud 1929 Benevento", al primo anello sono presenti le "Teste Matte 1996" e nel settore distinti "MODS" e "Sconvolts"". La tifoseria del Benevento vanta un solido gemellaggio con la tifoseria del Savoia.
Gemellaggi
Rapporti di amicizia
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Rivalità Rivalità minori
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