Lodo Petrucci

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Il Lodo Petrucci (dal nome del presidente del CONI che ha proposto la norma, Gianni Petrucci) è stata una particolare procedura burocratico-amministrativa, disciplinata dall'articolo 52 comma 6 delle NOIF (Norme Organizzative Interne Federali) che, nel caso dell'esclusione dai campionati professionistici di una società italiana di calcio per motivi finanziari, consentiva di non disperdere il patrimonio sportivo cittadino assegnando ad una nuova società un titolo sportivo inferiore di una sola categoria rispetto a quello in possesso della società esclusa, o di due categorie nella versione del provvedimento così come successivamente modificata nel 2008.

Il Lodo era stato approvato dal Consiglio Federale della FIGC il 14 maggio 2004. La società esclusa doveva possedere dei meriti sportivi, per poter consentire l'apertura del Lodo, ovvero una permanenza consecutiva di cinque anni nelle serie professionistiche o almeno quindici anni anche non consecutivi nel corso della sua storia, condizioni elevate nel 2008 a dieci anni consecutivi di permanenza nella Lega Calcio, o genericamente venticinque stagioni nelle categorie professionistiche. Di contro, la società che subentrava non doveva avere alcun legame dirigenziale con quella decaduta, e presentare una serie di garanzie di solidità economica. Non ereditava il marchio che poteva, in caso di successivo fallimento societario della squadra esclusa, essere comunque acquistato all'asta fallimentare, né i giocatori che venivano tutti svincolati. In caso di più domande, era l'Amministrazione Comunale che si riservava di scegliere quale era più rappresentativa o meritevole di ereditare la storia sportiva cittadina.

Originariamente aperto a tutte le società dalla Serie A alla Serie C, con la riforma del 2008 il Lodo fu ristretto ai soli sodalizi appartenenti alla Serie A e alla Serie B, con l'esclusione dunque di quelli di Lega Pro. Inoltre fu stato stabilito che le squadre beneficiarie fossero inserite nell'organico federale attraverso la Lega Pro, cui venivano iscritti i nuovi sodalizi: in Prima Divisione quelli rilevanti un titolo sportivo di Serie A, e in Seconda Divisione quelle giungenti dalla Serie B.

Il Lodo fu oggetto di forti critiche per il fatto di aver dato vita a molte società improvvisate e create solo per sfruttare la tradizione sportiva dei precedenti club falliti, tanto che molte di esse incapparono in nuovi fallimenti solo pochi anni dopo la loro fondazione. Il 20 maggio 2011 il presidente federale aveva sospeso, per la stagione successiva, i quattro commi che regolavano l'inserimento delle squadre non iscritte ai campionati di Serie A e Serie B in Lega Pro, tra cui il comma che disciplinava l'applicazione del Lodo, a seguito del blocco dei ripescaggi.[1] Il Lodo fu poi definitivamente abrogato il 27 maggio 2014 allorquando, in vista dell'imminente riforma dei campionati di Lega Pro, la FIGC deliberò la generale ripartenza dalla Lega Nazionale Dilettanti di ogni squadra esclusa dai campionati professionistici.[2]

Le squadre[modifica | modifica wikitesto]

Le squadre che hanno usufruito del Lodo Petrucci, evidenziando in grassetto quelle successivamente nuovamente fallite, sono le seguenti:

  • Iscrizione in Serie B
    • Torino Torino (2005), con il nome di Torino Football Club in luogo della precedente Torino Calcio.
  • Iscrizione in Serie C1
    • Napoli Napoli (2004), con il nome di Napoli Soccer, in luogo della precedente Società Sportiva Calcio Napoli;
    • Perugia Perugia (2005), con il nome di Perugia Calcio, in luogo della precedente Associazione Calcio Perugia;
    • Salernitana Salernitana (2005), con il nome di Salernitana Calcio 1919, in luogo della precedente Salernitana Sport.[3]
  • Iscrizione in Serie C2
    • Ancona Ancona (2004), con il nome di Associazione Calcio Ancona, in luogo della precedente Ancona Calcio;
    • Viterbese Viterbese (2004), con il nome di A.S. Viterbo Calcio;[4]
    • Benevento Benevento (2005);
    • Fidelis Andria Fidelis Andria (2005), con il nome di A.S. Andria BAT, in luogo della precedente A.S. Fidelis Andria;[5]
    • Reggiana Reggiana (2005), con il nome di Reggio Emilia Football Club, per poi riprendersi la denominazione originaria;[5]
    • SPAL SPAL (2005), con il nome di SPAL 1907, in luogo della precedente Società Polisportiva Arts et Labor;
    • Unione Venezia Venezia (2005), con il nome di Società Sportiva Calcio Venezia, in luogo della precedente A.C. Venezia;
    • Catanzaro Catanzaro (2006), con il nome di Catanzaro Football Club, in luogo della precedente Unione Sportiva Catanzaro;
    • Gela Gela (2006);
    • Torres Torres (2006).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Comunicato 173A/2011 (PDF), figc.it, 20 maggio 2011. URL consultato il 2 giugno 2011.
  2. ^ Comunicato ufficiale FIGC n°162/2014
  3. ^ Sentenza tribunale di Napoli: Salernitana
  4. ^ Articolo del Corriere della Sera, corriere.it, 25 agosto 2004. URL consultato il 5 settembre 2011.
  5. ^ a b Comunicato 75A/2005 (PDF), figc.it, 18 agosto 2005. URL consultato il 5 settembre 2011.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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