Unione Sportiva Lecce
| US Lecce Calcio |
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| Giallorossi, Lupi, Salentini | ||||
| Segni distintivi | ||||
| Uniformi di gara
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| Colori sociali | ||||
| Inno | "Giallorossi per sempre" e "Arcu te pratu" Gioy Rielli - Bruno Petrachi |
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| Dati societari | ||||
| Città | Lecce | |||
| Paese | ||||
| Confederazione | UEFA | |||
| Federazione | ||||
| Campionato | Lega Pro Prima Divisione | |||
| Fondazione | 1908 | |||
| Presidente | ||||
| Allenatore | ||||
| Stadio | Via del Mare (40.670 posti) |
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| Sito web | www.uslecce.it | |||
| Palmarès | ||||
| Titoli nazionali | 1 Campionato di Serie B | |||
| Trofei nazionali | 1 Coppa Italia Serie C | |||
| Trofei internazionali | 1 Coppa Italo-inglese per semiprofessionisti | |||
| Si invita a seguire il modello di voce | ||||
L'Unione Sportiva Lecce, nata il 16 settembre 1927 dalla fusione tra i club locali della FBC Juventus e del Gladiator, più semplicemente U.S. Lecce, è la maggiore società calcistica della città di Lecce.
La società fu promossa per la prima volta in Serie A nel 1985. Il miglior piazzamento in Serie A, nella quale conta 15 partecipazioni, è il 9º posto nel campionato 1988-1989. Ha vinto una Coppa Ali della Vittoria come prima classificata in Serie B nel 2010, una Coppa Italia di Serie C nel 1975 e una Coppa Italo-Inglese Semiprofessionisti nel 1976.
Disputa le partite interne nello Stadio Via del Mare di Lecce. Inaugurato nel 1966, l'impianto ha una capienza di 40.670 posti.
Attualmente gioca nel campionato di Lega Pro Prima Divisione.
Storia[modifica]
Origini e primo settantennio[modifica]
| Per approfondire, vedi Sporting Club Lecce. |
Il 15 marzo 1908 nasce lo Sporting Club Lecce, attivo nell'atletica, nel ciclismo e nel calcio. Il primo presidente del club è Franco Marangi nel corso di quell'anno. È dell'11 aprile 1910 la prima partita ufficiale: nel Torneo Regionale Pugliese perde contro il Bari Foot-ball Club per 5-1. La prima formazione ufficiale è: De Michele (capitano), Capozza, Rima, Acquaviva, Torsello, Marzano, De Salvatore, Tortorella, Kniazzek, Pastore, De Muro (autore del gol). I primi anni di attività sono a livello regionale e, dopo una partecipazione al massimo campionato nella stagione 1922-23, l'attività viene sospesa e, successivamente, abbandonata.
La svolta avviene il 16 settembre 1927: dalla fusione tra i club locali della FBC Juventus e del Gladiator nasce l'Unione Sportiva Lecce, il cui presidente è Luigi Lopez y Royo. I colori adottati dalla nuova società sono il bianco e il nero, che lasciano spazio al giallo e al rosso nel 1929, quando il Lecce conquista la promozione in Serie B vincendo il doppio spareggio contro il Taranto (2-2 dopo i tempi supplementari e 3-1), mentre il marchio riporta l'anno in cui ebbe inizio il calcio a Lecce, ad opera dell'antenata Sporting Club Lecce.
Promosso per la prima volta in Serie B nel 1929, il Lecce allenato dall'ungherese Plemich esordisce con una vittoria per 2-1 a Novara il 6 ottobre di quell'anno. Alla fine giunge 13º nel suo primo anno in serie cadetta e disputa altri due tornei in categoria, prima della sospensione dell'attività calcistica nel 1932. Ripresa l'attività nel 1934 come U.S. Pro Lecce (che in seguito dopo vari cambi di denominazione diventerà U.S. Lecce), nel 1936 viene ammesso in Serie C dove arriva 11º e, dopo aver sospeso nuovamente l'attività nel primo periodo 1943-1944, riesce a tornare in Serie B nel 1946. Dopo tre anni di cadetteria, dal 1949 attraversa una fase di profonda crisi, che ha l'apice nel 1955 con la retrocessione in quarta divisione, da cui i giallorossi risaliranno in C nel 1958. Segue un decennio di risultati soddisfacenti, con la squadra che sfiora la promozione per cinque anni consecutivi a partire dal 1971 col contributo (1971-72 e 1972-73) dell'allenatore Giuseppe Corradi, già terzino di Juventus, Genoa e Mantova, nonché 8 volte Nazionale.
Intanto, nel 1966, il Lecce, che sino ad allora ha giocato nello Stadio "Carlo Pranzo" (intitolato ad un giovane leccese caduto durante la prima guerra mondiale), si è trasferito nel nuovo stadio, il Via del Mare, inaugurato con un'amichevole tra i giallorossi e lo Spartak Mosca.
Il 24 giugno 1967 il Via del Mare ospita un'altra amichevole internazionale, questa volta contro il Santos di Pelé. I giallorossi perdono per 5-1 (tripletta di Pelé, gol di Edu e autorete di Melideo per i brasiliani; Mammì per i giallorossi).
Nel 1968-1969, in Serie C, la squadra è allenata nelle ultime 10 partite di campionato da Eugenio Bersellini, che in quell'anno debuttò come tecnico e sarebbe rimasto alla guida dei salentini fino a fine campionato 1969. Mentre l'ex campione juventino Giuseppe Corradi, subentrato a Bersellini, proveniente dal Pisa, prende le redini dei giallorossi e sfiora la promozione in serie B allenandoli nelle stagioni 1971-72 e 1972-73. In questo periodo la formazione salentina stabilisce una serie di primati per la categoria e anche alcuni record assoluti, come quello del 1974-1975, quando il portiere Emmerich Tarabocchia resta imbattuto per 1791 minuti, tuttora record italiano nelle prime tre categorie del campionato.
Il ritorno in Serie B del 1976 e i primi anni in cadetteria[modifica]
Il Lecce torna in serie cadetta nella tarda primavera del 1976, al termine di un'annata eccezionale: oltre alla promozione e all'imbattibilità casalinga, gli uomini di Mimmo Renna ottengono anche la vittoria della Coppa Italia di Serie C, nella cui finale battono per 1-0 il Monza, e della Coppa Italo-inglese per semiprofessionisti, competizione nella quale sconfiggono per 4-0 nella finale di ritorno lo Scarborough dopo la sconfitta per 1-0 in Inghilterra.[1]
Le prime stagioni in serie cadetta, inaugurate nel migliore dei modi con il superamento del girone di Coppa Italia 1976-77 a spese del Torino Campione d'Italia, si concludono con serene salvezze. Nel marzo 1980 il Lecce, passato poco tempo prima al presidente Franco Jurlano, è implicato nello scandalo delle scommesse che colpisce il calcio italiano, ma è in grado di dimostrare la sua innocenza e subisce soltanto la squalifica del giocatore Claudio Merlo. Dopo alcune salvezze sofferte nei primi anni ottanta, nel 1983-1984 la squadra di Jurlano si piazza al 4º posto in un torneo segnato dalla tragica scomparsa in un incidente automobilistico dei calciatori giallorossi Michele Lorusso e Ciro Pezzella il 2 dicembre 1983. Lorusso è tuttora il primatista di presenze del Lecce con 418 partite giocate in maglia giallorossa.
L'esordio in Serie A (1985) e l'impresa di Roma[modifica]
La squadra sale in Serie A per la prima volta nel 1985, sotto la guida tecnica di Eugenio Fascetti. I giallorossi vincono il campionato di Serie B 1984-1985 insieme al Pisa con 50 punti in 38 partite.
I tifosi salentini accolgono calorosamente l'imminente debutto del Lecce in Serie A, con 11.000 abbonamenti, mentre il Via del Mare viene parzialmente demolito per essere portato a 55.000 posti di capienza. Il direttore sportivo Mimmo Cataldo conclude due importanti ingaggi, quelli degli argentini Pedro Pablo Pasculli e Juan Barbas, e fa ritornare nel Salento il Campione del mondo Franco Causio. L'8 settembre 1985, alla prima giornata, il Lecce pareggia per 2-2 sul campo dell'Hellas Verona Campione d'Italia. La prima formazione dei giallorossi in massima divisione, schierata da Fascetti, era la seguente: Negretti, Di Chiara S., Miggiano, Enzo, Raise (Nobile), Miceli, Causio, Barbas, Pasculli, Di Chiara A., Palese (Paciocco).
Classificatosi ultimo nella massima serie, il Lecce ritorna tra i cadetti dopo una sola stagione, ma alla penultima giornata del campionato di Serie A 1985-1986, ormai già matematicamente retrocesso, riesce nell'impresa più clamorosa della sua storia. Con un gol dell'ex romanista Alberto Di Chiara, Juan Barbas e un gol di Pedro Pablo Pasculli, batte la Roma per 3-2 all'Olimpico alla penultima giornata. Proprio quella sconfitta costa ai capitolini lo scudetto.
Verso la nuova promozione (1986-1988)[modifica]
L'anno dopo il Lecce perde lo spareggio per salire in Serie A contro il Cesena, ma raggiunge comunque la promozione nel 1987-1988, grazie al secondo posto finale in serie cadetta, conquistato con Carlo Mazzone (che aveva sostituito Piero Santin l'anno precedente, portando il Lecce agli spareggi di Pescara e San Benedetto) alla guida della squadra. È l'anno dell'affermazione tra i titolari di Francesco Moriero, diciottenne leccese, talentuosa ala destra, che al Via del Mare in Coppa Italia contro la Juventus crea serie difficoltà all'esperto Antonio Cabrini. Moriero diventerà un inamovibile titolare della squadra che riconquisterà la massima serie, segnando gol fondamentali per le vittorie di Bologna (prima giornata di ritorno) e Cremona (entrambe per 1-0) ed iniziando così una brillante carriera.
Fine anni ottanta e la retrocessione del 1991[modifica]
Nella stagione 1988-1989, con Carlo Mazzone in panchina, i giallorossi raggiungono uno storico 9º posto finale (31 punti), ottenendo la prima salvezza in massima serie all'ultima giornata, grazie alla vittoria interna per 3-1 contro il Torino. Il miglior piazzamento nella storia del Lecce è reso possibile da un impianto di squadra equilibrato, che ha conservato l'ossatura dell'anno precedente e che ha beneficiato delle grandi prestazioni dell'attaccante Pedro Pablo Pasculli e dei centrocampisti Juan Barbas, Antonio Conte (futuro capitano e allenatore della Juventus) e Paolo Benedetti.
Una stagione più tardi i salentini si classificano al 14º posto, mentre nella stagione 1990-1991 vanno incontro ad una nuova retrocessione in Serie B (15º posto) con l'ex juventino Zbigniew Boniek come allenatore e l'ex milanista Pietro Paolo Virdis come stella dell'attacco.
I primi anni novanta[modifica]
Il 1991-1992 è un anno di transizione. Con Albertino Bigon in panchina il Lecce giunge 8º in Serie B.
Nel 1992-1993 i lupi, guidati da Bruno Bolchi, ottengono di nuovo la promozione Serie A in virtù del 4º posto in serie cadetta, prevalendo all'ultima giornata su Ascoli e Padova. La retrocessione sarà immediata.
Dopo undici giornate del campionato 1993-1994 il Lecce, che in estate aveva concluso i discutibili ingaggi di Toffoli e Gumprecht voluti dal direttore sportivo Mimmo Cataldo, si trova in una situazione difficile (una vittoria, 2 pareggi e 8 sconfitte), così decide di esonerare Nedo Sonetti e di ingaggiare Rino Marchesi. Nonostante il cambio di allenatore la squadra conclude l'annata in modo altrettanto disastroso: nelle successive 23 gare totalizza 2 successi, 3 pari e 18 sconfitte, piazzandosi all'ultimo posto della graduatoria con soli 11 punti ottenuti, minimo di sempre per una squadra di Serie A. In una stagione così fallimentare il Lecce registra tuttavia un proprio record: il 31 ottobre 1993 batte l'Atalanta al Via del Mare per 5-1, che ad oggi rimane la vittoria con più scarto dei giallorossi in Serie A.
Nel 1994-1995 il Lecce si piazza di nuovo ultimo, questa volta in serie B, e retrocede così in Serie C1. Alla fine i salentini si ritrovano a nove lunghezze di distanza dal Como penultimo.
Rinascita dalla C alla A (1995-1997), retrocessione (1998) e promozione (1999)[modifica]
Nell'estate 1995 con Mario Moroni Presidente sono gettate le basi per la rifondazione della squadra. I rinforzi più importanti sono il portiere Fabrizio Lorieri, che sarà titolare fino alla fine della stagione 1998-1999, e gli attaccanti Cosimo Francioso e Francesco Palmieri.
Nella stagione 1995-1996 il Lecce, con Giampiero Ventura in panchina, si piazza primo in Serie C1, ritornando in Serie B dopo una sola stagione. Nel febbraio 1996 per la prima volta viene nominato un amministratore delegato, Claudio Fenucci.
Nella stagione seguente i giallorossi sono artefici di un altro campionato positivo, conclusosi con la promozione in Serie A a distanza di tre anni dalla retrocessione in Serie B.
La risalita in massima serie è la quarta nella storia del Lecce e la seconda consecutiva con l'allenatore Ventura. I giallorossi raggiungono l'obiettivo il 15 giugno 1997, all'ultima giornata, grazie alla vittoria per 3-0 in trasferta contro il Cesena già retrocesso (gol di Cosimo Francioso al primo minuto e doppietta di Francesco Palmieri).
Nel 1997-1998 il Lecce di Cesare Prandelli si ripresenta in Serie A con una rosa profondamente rinnovata: sono partiti molti dei protagonisti della promozione, tra cui Francioso, Mazzeo, De Patre, Servidei, Zanoncelli. Sono arrivati, invece, Govedarica, Cyprien, Hatz, Sakic, Dichio (poi ceduto a gennaio). L'avvio di stagione è negativo: cinque sconfitte consecutive inducono la dirigenza a sollevare dall'incarico il direttore sportivo Pavone e a sostituirlo con Vignoni. Rinforzato dall'arrivo del difensore di fascia Stefano Rossini, il Lecce pare invertire la rotta il 20 ottobre 1997, quando coglie una clamorosa vittoria per 2-1 a San Siro contro il Milan (gol di Govedarica, Casale, autorete di Cyprien, con un rigore fallito dai giallorossi) e poi si ripete al Via del Mare contro Brescia e, dopo la pesante sconfitta in casa della Fiorentina, contro il Napoli. A gennaio la squadra è puntellata con l'ex bandiera della Roma Giuseppe Giannini, svincolatosi dal Napoli, e gli attaccanti Iannuzzi e l'ucraino Atelkin, ma di lì alla fine del torneo i salentini ottengono solo un pareggio e due vittorie in casa di Napoli e Vicenza. Alla fine del campionato il Lecce precede soltanto il Napoli e così retrocede in Serie B dopo un solo anno in massima divisione. Durante l'annata il club cambia tre allenatori: Prandelli si dimette dopo 18 giornate ed è sostituito da Angelo Pereni, il quale è esonerato e rimpiazzato da Sonetti (al ritorno nel Salento) dalla ventiduesima giornata. Alla fine della stagione la società decide comunque di puntare su Sonetti per cercare l'immediata risalita. Intanto il Lecce ha ingaggiato un nuovo direttore sportivo, il salentino Pantaleo Corvino, già al Casarano e destinato a distinguersi come abile talent-scout.
La stagione 1998-1999, che vede tra i protagonisti Giannini e lo svizzero David Sesa, si chiude con la promozione del Lecce in Serie A. Decisiva è la vittoria in casa del ChievoVerona (2-1) all'ultima giornata di campionato, con reti di Giannini e Zamboni. Alla fine del campionato l'allenatore Sonetti viene sollevato dall'incarico.
Triennio in Serie A (1999-2002), caduta e risalita (2003)[modifica]
Nell'estate del 1999 il Lecce ingaggia l'emergente allenatore Alberto Cavasin. Nel 1999-2000 la squadra si piazza all'11º posto in Serie A, con Cristiano Lucarelli autore di 15 gol, e altri come David Sesa (al Lecce già nella stagione precedente), il centrocampista Francisco Lima, il difensore Juárez e il portiere Antonio Chimenti. Gli ottimi risultati di questa stagione portano Cavasin a vincere la Panchina d'oro.
Nel 2000-2001 i salentini battono l'Inter al Meazza. Alla fine concludono il campionato al 14º posto, conquistando la seconda salvezza consecutiva all'ultima giornata, grazie alla vittoria casalinga in rimonta per 2-1 contro la Lazio (grande partita di Gaetano Vasari, autore di due gol). Nella stessa stagione i leccesi pareggiano 1-1 al Meazza, ancora contro l'Inter, negli ottavi di finale della Coppa Italia. Ai giallorossi non riesce tuttavia l'impresa, dato che l'Inter vincerà 3-1 il ritorno giocato al Via del Mare.
In vista della stagione 2001-2002 il Lecce si rinforza con gli acquisti degli uruguaiani Chevantón e Giacomazzi e di Cirillo, quest'ultimo in prestito dall'Inter. Chevantón realizza il primo gol del campionato in Lecce-Parma (1-1) della prima giornata. La squadra questa volta non evita la retrocessione in Serie B dopo tre anni in Serie A, a causa del 16º posto finale. Intanto, a gennaio 2002, Cavasin è stato esonerato e sostituito da Delio Rossi.
Nel 2002-2003 i giallorossi, beneficiando dei gol di Chevantón e del giovanissimo Bojinov, chiudono al 3º posto in Serie B e sono nuovamente promossi in Serie A. La partita determinante si gioca il 7 giugno 2003 allo Stadio Via del Mare: Lecce-Palermo finisce 3-0, e a fine partita i palermitani festeggiano per i leccesi grazie al gemellaggio fra le due tifoserie.
Nella stessa annata la formazione Primavera del Lecce guidata dall'ex calciatore giallorosso Roberto Rizzo conquista il primo scudetto di categoria.
Triennio in Serie A (2003-2006)[modifica]
2003-2004: il decimo posto con Rossi[modifica]
Nel 2003-2004 il Lecce di Delio Rossi inizia male il campionato e al giro di boa è 15º e virtualmente retrocesso, ma già al 18º turno inizia la svolta: in 15 giornate, tra la prima e la terzultima di ritorno, i salentini collezionano ben 25 punti, grazie anche al contributo dei nuovi acquisti di gennaio, Vincenzo Sicignano, Jorge Bolaño e Daniele Franceschini. In forza di questo strepitoso girone di ritorno e dei gol dell'attaccante Javier Ernesto Chevantón il Lecce guadagna così la salvezza, classificandosi al 10º posto con 41 punti. A sancire la permanenza in massima serie è una settimana straordinaria: il 25 aprile 2004 il Lecce espugna incredibilmente Torino, battendo la Juventus in casa per la prima volta nella sua storia. Il finale è un sorprendente 4-3 per i giallorossi, che beneficiano anche di una pregevole doppietta di Konan. Il 2 maggio 2004, poi, i ragazzi di Rossi ottengono la salvezza aritmetica con due turni di anticipo superando per 2-1 (e in rimonta) l'Inter al Via del Mare, grazie ai gol del capitano Tonetto e di Bovo. Il campionato si chiude con un pareggio a Bologna e un successo interno contro la Reggina. Tra i protagonisti della stagione c'è anche il diciottenne Valeri Bojinov, che segna il suo primo gol in Serie A in Lecce-Bologna 1-2. Rossi lascerà la panchina del Lecce in estate.
2004-05: undicesimo posto e record di gol segnati in Serie A con Zeman[modifica]
Nell'estate del 2004 il Lecce ingaggia Zdeněk Zeman, allenatore famoso per il suo modulo di gioco (4-3-3) altamente spregiudicato, che ritorna in Puglia dopo la felice esperienza nel Foggia dei primi anni novanta e perde il suo capitano, Max Tonetto, passato alla Sampdoria per fine contratto. I giallorossi partono bene, raggiungendo addirittura il 3º posto nell'ottobre 2004. Nella seconda metà del girone di andata e buona parte di quello del ritorno, le aspettative non si concretizzano, e il Lecce finisce 11º raggiungendo la seconda salvezza consecutiva in Serie A, ossia il diritto a disputare il terzo campionato consecutivo nella massima divisione (come avvenne nel 1990, quando le stagioni consecutive del Lecce in A diventarono: 1988-1989, 1989-1990 e 1990-1991). Il 2004-2005 del Lecce è comunque una stagione memorabile, che vede la rivelazione di giovani talenti come Valeri Bojinov (ceduto a gennaio alla Fiorentina), Mirko Vučinić (che eguaglia il record di Chevantón, miglior goleador del Lecce in Serie A con 19 centri), Cristian Daniel Ledesma, Marco Cassetti (primo calciatore italiano del Lecce in Nazionale), Samuele Dalla Bona ed Erminio Rullo. Il calcio offensivo dell'allenatore boemo produce alcuni paradossi: la difesa giallorossa risulta la più perforata del torneo (73 reti al passivo), ma il Lecce si rivela molto prolifico dal punto di vista offensivo, con il secondo miglior attacco del campionato (66 gol fatti, solo uno in meno rispetto alla Juventus vincitrice del torneo). Si tratta di un record, dato che per la prima volta la squadra con la peggior difesa della Serie A non retrocede.
Buono è anche il cammino in Coppa Italia: i giallorossi sono eliminati agli ottavi di finale dall'Udinese dopo due rocambolesche partite (5-4 per i friulani all'andata e 4-3 per il Lecce nel ritorno al Friuli, dopo essere stati avanti 4-1 ed aver subito il gol eliminazione al 90').
2005-06: i due esoneri e la retrocessione[modifica]
Conclusasi la collaborazione con Zeman e Corvino, passato alla Fiorentina, il Lecce ingaggia Angelo Gregucci (all'esordio in Serie A) per la stagione 2005-2006. La squadra, però, delude sin dalle prime uscite venendo subito eliminata dal Monza ai calci di rigore nel primo turno di Coppa Italia. Il 13 settembre 2005 il presidente Rico Semeraro e l'intera dirigenza, fortemente contestati dalla tifoseria, abbandonano l'amministrazione societaria. Dopo sole 5 giornate di campionato (1 pareggio e 4 sconfitte) Gregucci viene esonerato a seguito della sconfitta contro l'Empoli e sostituito da Silvio Baldini.
Nonostante il cambio di allenatore, il Lecce chiude il girone di andata all'ultimo posto della classifica di Serie A, in piena zona retrocessione. Le contestazioni dei tifosi alla famiglia Semeraro si fanno più accese, mentre la magra campagna acquisti di gennaio (arrivano Saidi e Cichero) non si rivela utile. La sconfitta contro l'Ascoli è fatale a Baldini[2], esonerato per far posto al salentino Roberto Rizzo, plurivittorioso allenatore della Primavera giallorossa ed ex giocatore del Lecce negli anni ottanta, e a Franco Paleari, allenatore dei portieri (Rizzo non era abilitato ad allenare in A). Con la nuova guida tecnica il Lecce fa intravedere timidi segnali di ripresa, ma la sua situazione di classifica non migliora. Tra il 26 marzo e il 1º aprile 2006 il Lecce ottiene due vittorie contro Siena e Milan (sconfitto dopo quasi 9 anni), ma l'exploit non serve a invertire la rotta. Motivo di orgoglio per i giallorossi è però il fatto di aver conquistato un successo che a fine campionato sarà indicato da molti come il risultato che ha precluso ai rossoneri la possibilità di conquistare lo scudetto, come già avvenne nel maggio 2005, quando il club milanese pareggiò per 2-2 a Lecce, perdendo terreno sulla Juventus. Una settimana più tardi i giallorossi escono sconfitti per 3-1 dalla Roma dall'Olimpico, stadio che i salentini non sono stati capaci di espugnare malgrado il precedente favorevole del 1986. Il 15 aprile arriva poi l'ennesima sconfitta casalinga, questa volta ad opera dell'Udinese. Il 22 aprile la matematica condanna il Lecce alla retrocessione in serie B dopo l'inutile pareggio casalingo contro il Treviso, ultimo in classifica e già retrocesso da due giornate. A quel punto mancano tre giornate alla fine del torneo. I giallorossi, così, non riescono a ripetere l'impresa della stagione 2003-2004, quando si erano salvati nonostante avessero disputatoato un girone d'andata molto negativo. Nelle tre partite successive i giallorossi raccolgono 4 punti, frutto di una sconfitta, un pareggio e una vittoria per 3-1 all'ultima giornata sul campo della Sampdoria. In definitiva il Lecce si piazza al 19º posto, dopo aver sostituito due allenatori e aver palesato grosse difficoltà soprattutto in fase offensiva, punto di forza dell'annata precedente.
Malgrado la retrocessione, in base alla sentenza di primo grado della CAF nel processo per lo scandalo del calcio italiano, corte che il 14 luglio 2006 stabilisce la retrocessione in Serie B per illecito di Juventus, Fiorentina e Lazio, il Lecce viene momentaneamente ripescato in Serie A per la stagione 2006-2007, anche se l'ipotesi di un ripescaggio torna a farsi remota dopo le sentenze d'appello, che annullano la retrocessione disposta dal precedente grado di giudizio per Fiorentina e Lazio. Il Lecce, essendo la seconda delle retrocesse dopo il Messina, sarebbe stato ripescato con almeno due retrocessioni a tavolino. Il 13 agosto 2006, con l'avvio del processo alla Reggina, il Lecce e l'Avellino sono invitate al dibattimento come terze parti interessate. Dopo la richiesta di condanna della Reggina pronunciata dal procuratore federale Stefano Palazzi (retrocessione in Serie B con 15 punti di penalizzazione) il Lecce sembra poter essere ripescato in Serie A, ma l'eventualità tramonta definitivamente con la sentenza della CAF, che decreta la permanenza in massima serie della Reggina, sebbene con 15 punti di penalizzazione.
Biennio in B e risalita (2006-2008)[modifica]
2006-07: da Zeman a Papadopulo, nono posto in B[modifica]
Il primo passo dell'annata 2006-2007 è la scelta del nuovo presidente, con la nomina di Giovanni Semeraro, ritornato al timone della società dopo le contestazioni al figlio Rico durate tutta la stagione precedente. Semeraro è coadiuvato dal vicepresidente vicario Mario Moroni, già presidente del club, e dall'amministratore delegato Claudio Fenucci. Il 21 giugno 2006 viene ingaggiato Zdeněk Zeman, che ritorna sulla panchina giallorossa dopo un anno, accolto con grande entusiasmo dai tifosi. Nella sessione estiva del calciomercato, però, alcune cessioni di elementi di spicco della rosa (Cassetti, Vučinić, Ledesma e Konan) non controbilanciate da acquisti di spessore generano qualche contestazione alla società.
Dopo un brillante avvio in Serie B – comprendente una vittoria casalinga contro l'allora capolista Genoa – ben presto il Lecce accusa un vistoso calo che lo porta ad occupare posizioni medio-basse di classifica. La situazione provoca nuove contestazioni nella tifoseria. Nell'ultimo mese prima della sosta la squadra salentina inanella una serie preoccupante di sconfitte, culminate con un 3-1 interno subito nel derby contro il Bari, il primo giocato dopo quattro anni. In seguito a 10 partite perse su 18 giocate la dirigenza decide così di esonerare Zeman il 24 dicembre 2006 ed ingaggia Giuseppe Papadopulo, già vicino ad approdare al Lecce in estate. Nella sessione invernale del calciomercato la squadra, pur cedendo, tra gli altri, il capitano Giacomazzi, si rinforza con numerosi acquisti, tra cui quelli di Tiribocchi e Zanchetta. Il rendimento in campionato migliora, e dopo un paio di mesi la squadra si trova nella zona centrale della classifica. Il 10 marzo ottiene una storica vittoria per 5-0 in casa contro il Frosinone. Il buon girone di ritorno frutta 36 punti, che, sommati ai 22 conquistati nel girone di andata, consentono al Lecce di concludere il campionato al 9º posto dopo la vittoria per 4-1 contro il Pescara di Luigi De Rosa.
2007-08: centenario e ritorno in A[modifica]
Il Lecce di Papadopulo inizia la stagione 2007-2008 molto bene, insediandosi nei primi posti della classifica e non allontanandosi mai dalla zona play-off grazie alle vittorie contro Frosinone (1-2), Chievo (3-0), Rimini (2-3) e Albinoleffe (3-0). Durante questa partita, giocata il 15 dicembre 2007, valevole per la diciottesima giornata, Elvis Abbruscato mette a segno il millesimo gol della storia del Lecce in Serie B. Nella prima parte dell'annata si registrano anche il pareggio per 1-1 nello scontro diretto contro il Pisa e tre sconfitte contro Bologna (1-0), Brescia (1-2 in casa) e Mantova (1-0). Prima della pausa invernale, il 22 dicembre, si gioca il Derby di Puglia. Il Lecce vince per 4-0 contro il Bari al San Nicola dopo 15 anni con le reti di Elvis Abbruscato (doppietta), di Simone Tiribocchi e, nel finale, del subentrato Alessandro Tulli. I salentini concludono il 2007 al secondo posto, a pari punti con il Pisa e ad un punto della vetta comandata dal Bologna. Il Lecce di Papadopulo nel 2007 ha raccolto ben 76 punti stabilendo il record di maggior punti conquistati in un anno solare in Serie B.
Il 1º novembre 2007 il Lecce subisce un grave lutto. Durante una fase di allenamento il magazziniere Antonio De Giorgi viene colpito e ucciso da un fulmine, che sfiora anche Giuseppe Papadopulo ed Elvis Abbruscato, non ferendoli.
Nel mercato di gennaio arrivano nel Salento in prestito Daniele Corvia e Viktor Budjanskij rispettivamente da Siena e Udinese. Durante la gara con il Piacenza, vinta dai salentini per 3-1, Tiribocchi mette a segno il gol numero 3.000 della storia del Lecce e il 15 marzo 2008 la squadra, impegnata nella sfida contro lo Spezia, festeggia i 100 anni di storia. Per l'occasione arriva nel capoluogo salentino la Coppa del mondo vinta dagli azzurri ai Mondiali di Germania 2006.
Nel girone di ritorno il Lecce ottiene quattro pareggi in altrettanti scontri diretti: 3-3 a Verona contro il Chievo, 0-0 in casa contro il Bologna e contro il Brescia in trasferta e 1-1 casalingo contro il Pisa. L'unica sconfitta è quella rimediata ad Ascoli (2-1). La prima vittoria in trasferta nel ritorno arriva solo alla 35ª giornata (2-1 contro il Modena). Proprio grazie a questa vittoria il Lecce supera il proprio primato di successi stagionali in Serie B (prima era di 18). I salentini, a quattro giornate dal termine, vincono nettamente a Bergamo lo scontro diretto per il 2º posto contro l'Albinoleffe (4-0), rilanciandosi prepotentemente per la promozione diretta. Il 17 maggio 2008, a tre giornate dal termine del campionato, il Lecce cade davanti a 22.000 tifosi giallorossi nel derby con il Bari, che vince con il risultato di 2-1 e riscatta la sconfitta subita all'andata.
Al termine del campionato il Lecce si classifica terzo e così, pur sopravanzando di 12 punti il Pisa sesto classificato, è costretto a disputare i play-off per la promozione. In semifinale riesce ad avere ragione dei pisani imponendosi nel doppio confronto per 0-1 nella gara di andata, allo Stadio Romeo Anconetani, con un gol di Tiribocchi e per 2-1 nel ritorno, in casa, ancora con Tiribocchi, che realizza su calcio di rigore, ed Abbruscato, che raddoppia all'inizio della ripresa. Nella doppia finale il Lecce affronta l'AlbinoLeffe, qualificatosi dopo aver eliminato in semifinale il Brescia. La gara di andata allo Stadio Atleti Azzurri d'Italia di Bergamo si risolve a favore dei salentini, che vanno in rete con Abbruscato. La partita di ritorno al Via del Mare finisce 1-1 con gol di Abbruscato e di Ruopolo. Il pareggio permette al Lecce, sostenuto da 30.000 tifosi, di raggiungere la promozione in Serie A dopo due anni in Serie B.
Caduta e nuova promozione in A (2008-2010)[modifica]
2008-09: da Beretta a De Canio, retrocessione[modifica]
Nonostante il fruttuoso campionato disputato con il Lecce (83 punti conquistati, miglior difesa del torneo e record di vittorie in casa), Papadopulo non prosegue la sua esperienza come tecnico dei giallorossi. La notizia del suo abbandono, dovuta a divergenze con il direttore generale del club Angelozzi, viene resa nota da alcuni siti web e l'amministratore delegato dell'U.S. Lecce Fenucci dichiara di aver appreso della decisione tramite Internet.[3]
Il 23 giugno 2008 il Lecce ufficializza l'ingaggio dell'allenatore Mario Beretta, reduce da tre salvezze nella massima serie (una con il Parma e due consecutive con il Siena). Sul fronte arrivi si registrano gli acquisti di Frank Feltscher, Daniele Cacia, Vitorino Antunes, Fabio Caserta, José Ignacio Castillo, Dusan Basta, Leonardo Augusto Gomes Aro e il ritorno di Guillermo Giacomazzi. Invece lasciano il Salento Elvis Abbruscato, Daniele Corvia e Jaime Valdes.
Dopo aver perso all'esordio in Serie A sul campo del Torino, il Lecce centra la prima vittoria contro il Chievo al Via del Mare e poi pareggia contro il Siena. Nelle successive cinque partite colleziona una sconfitta di misura contro l'Inter a San Siro, dove i salentini subiscono un gol nei minuti finali, una vittoria interna (contro il Cagliari) e due pareggi, prima di perdere a Reggio Calabria. Seguono tre pareggi, fra cui quello in casa contro il Milan. Nelle sei giornate seguenti arrivano, invece, quattro sconfitte (tra cui quelle contro Roma e Juventus) che fanno ritornare i giallorossi in zona retrocessione.
Nel calciomercato di gennaio, oltre allo svincolato Dimitrios Papadopoulos, Campione d'Europa 2004 con la Nazionale greca, il Lecce ingaggia Edinho, capitano dell'Internacional Campione del Mondo 2006, e Papa Waigo (dalla Fiorentina) in prestito sino a fine stagione. La striscia senza vittorie si conclude dopo la sosta natalizia, con un'inaspettata affermazione al Franchi contro la Fiorentina per 2-1. Al successo seguono una sconfitta interna e due pareggi maturati dopo aver subito rimonte da Torino e Chievo. La vittoria a Siena sembra risollevare i giallorossi, che, però, subiscono poi quattro sconfitte consecutive, che fanno precipitare la formazione giallorossa al penultimo posto. Dopo lo 0-0 interno contro la Reggina, ultima in graduatoria, alla 27ª giornata, Beretta viene esonerato e sostituito da Luigi De Canio. Sette punti raccolti in dieci giornate non consentono al Lecce di salvarsi. A onor di cronaca, va segnalata la partita Bologna - Lecce terminata 2-1 per gli emiliani, viziata da posizioni di fuorigioco dei rossoblu in entrambi le reti. La retrocessione aritmetica avviene con una giornata di anticipo, dopo il pareggio al Via del Mare (1-1) con la Fiorentina. I giallorossi chiudono ultimi, penalizzati anche dai troppi pareggi.
Il 28 maggio il difensore di Galatina Andrea Esposito diventa il terzo giocatore del Lecce a ricevere la convocazione nella Nazionale italiana.[4]
2009-10: dominio in B, Coppa Ali della Vittoria e promozione diretta[modifica]
Nonostante alcune dichiarazioni rese a mezzo stampa in cui esprime la volontà di rimanere ad allenare in Serie A,[5] al termine del campionato De Canio è confermato dalla società per la stagione successiva. Vista anche la conclusione del rapporto di collaborazione con il direttore sportivo Guido Angelozzi, il contratto quadriennale vede De Canio nelle vesti di allenatore-manager, figura inglese sconosciuta al campionato italiano.[6]
Per la stagione 2009-2010 il Lecce decide di ringiovanire l'organico. Attorno a colonne come Guillermo Giacomazzi, Angelo, Fabiano e Gianni Munari, la dirigenza costruisce una squadra ambiziosa, pronta a ricoprire il ruolo di outsider del campionato. Ceduti Simone Tiribocchi, José Ignacio Castillo e Daniele Cacia, il reparto offensivo è completamente rinnovato con gli ingaggi di Guido Marilungo, Daniele Corvia (un ritorno) e Marino Defendi, mentre a centrocampo lasciano Lecce il capitano Andrea Zanchetta, Edinho e Luca Ariatti. In porta, ceduto Francesco Benussi, torna titolare Antonio Rosati, affiancato in difesa dal terzino algerino Djamel Mesbah (la cui ottima annata sarà premiata con la convocazione in Nazionale per il campionato del mondo 2010) e dal difensore dell'Under-20 Antonio Mazzotta, i cui ingaggi contribuiscono ad abbassare l'età media della rosa salentina.
La partenza in campionato non è delle migliori: dopo la netta vittoria interna contro l'Ancona (3-0) arrivano le sconfitte a Piacenza e in casa contro il Frosinone, seguite da due pareggi a reti bianche. La vittoria per 4-1 al sesto turno sul campo della Triestina segna una svolta. Nelle successive sei giornate, infatti, il Lecce ottiene cinque vittorie, di cui quattro consecutive (tra cui quella storica contro il Gallipoli nel primo derby salentino in serie cadetta), e una sola sconfitta. Al tredicesimo turno i giallorossi raccolgono un punto in trasferta contro il Torino e, dopo aver vinto in casa contro il Padova e perso a Brescia, conquistano due vittorie di fila contro Grosseto, in casa, e Albinoleffein trasferta.
A quel punto il Lecce è da solo in testa alla in classifica con 33 punti (frutto di 10 vittorie, 3 pareggi e 4 sconfitte) e ci resterà per altri cinque mesi. Il 3-1 patito a Cesena prima della sosta natalizia non compromette il successivo rendimento della squadra. La sconfitta contro i romagnoli, infatti, resterà l'unica di lì a tre mesi. La squadra torna a vincere già contro il Vicenza, prima di pareggiare sul campo del Sassuolo, diretta concorrente per la promozione.
Il girone di ritorno si apre con la sfida al vertice tra i giallorossi e l'Ancona, che si conclude con un pareggio (1-1) che arride ai salentini. Nel mercato di gennaio la società compie un ulteriore sforzo, prelevando dal Torino David Di Michele e Massimo Loviso. Il primo, in particolare, riesce a ritagliarsi un ruolo importante nell'undici titolare, contribuendo alla cavalcata verso la Serie A. Al pareggio di Ancona, infatti, seguono due vittorie contro Piacenza e Frosinone, che consentono alla squadra di De Canio di consolidare la propria posizione in vetta alla graduatoria. Malgrado un rallentamento tra metà febbraio e metà marzo (4 punti in 5 partite), il vantaggio sulle inseguitrici è mantenuto. Al successivo ritorno alla vittoria al Granillo contro la Reggina alla 30ª giornata fanno seguito i sei punti guadagnati contro Salernitana e Gallipoli, il pareggio di Empoli e la vittoria interna (2-1) nel confronto diretto contro il Torino alla 34ª giornata, che permette ai giallorossi di acquisire un ampio margine sulla seconda in classifica. Il Lecce prosegue nella sua corsa verso la massima serie pareggiando a Padova e in casa contro il Brescia, la rivale più accreditata, prima di ottenere tre vittorie consecutive contro Grosseto, Albinoleffe e Ascoli. La successiva sconfitta interna contro il Cesena (1-2) nella prima gara che può valere la promozione aritmetica (era sufficiente un pari) assottiglia il margine della capolista sulle rivali, ma il pareggio a reti bianche a Vicenza consente ai giallorossi di consolidare il primo posto, prima della festa al Via del Mare all'ultima giornata, quando il Lecce, sospinto da oltre 25.000 tifosi, raggiunge la promozione pareggiando 0-0 contro il Sassuolo. Per la prima volta nella sua storia il club salentino vince il campionato di Serie B e alza al cielo la Coppa Ali della Vittoria.
Biennio in Serie A (2010-2012)[modifica]
2010-11: salvezza in A, i Semeraro lasciano[modifica]
Nel campionato di Serie A 2010-2011 il Lecce, che vede il ritorno di Chevanton, raggiunge la salvezza a scapito della blasonata Sampdoria, che ottiene soltanto cinque punti nelle ultime dieci partite. I giallorossi si presentano alla terzultima di campionato con un punto in meno dei blucerchiati, quindi sarebbero retrocessi in Serie B. Alla 36ª giornata i doriani perdono il derby della lanterna subendo un gol al 97º minuto di gioco, mentre i salentini superano per 2-1 il Napoli al Via del Mare con la firma di Chevanton, che sigla il secondo gol con un gran tiro da fuori area e consente ai giallorossi di superare in classifica i liguri, fermi a 36 punti contro i 38 del Lecce. Sette giorni dopo, sconfiggendo per 2-0 il Bari al San Nicola alla penultima giornata di campionato, il Lecce conquista la matematica salvezza e condanna alla B dopo otto anni la Sampdoria, battuta in casa anche da un Palermo ormai privo di motivazioni (1-2).
Al termine del campionato l'allenatore Luigi De Canio,[7] in disaccordo con i programmi societari per l'annata seguente, lascia il club.
Il 23 maggio 2011 anche la famiglia Semeraro, proprietaria del club, decide di lasciare in maniera definitiva la società dopo 16 anni e il 4 luglio si insedia il nuovo consiglio d'amministrazione che nomina, tra gli altri, Isabella Liguori presidente e Renato Cipollini amministratore delegato.[8]
2011-12: da Di Francesco a Serse Cosmi, la vana rimonta[modifica]
Il 7 giugno 2011 viene annunciato l'arrivo di Carlo Osti nel ruolo di direttore sportivo del club[9] mentre al posto di De Canio il 24 giugno alla guida tecnica della squadra viene ufficializzato l'arrivo di Eusebio Di Francesco, reduce da due stagioni al Pescara, con contratto di due anni[10].
La dirigenza forgia un organico che combina elementi di prospettiva (tra cui i colombiani Muriel e Cuadrado), prelevati per lo più con la formula del prestito, e giocatori di esperienza come Oddo, Carrozzieri, Di Michele e il rientrante Esposito. L'esordio non è però dei migliori: il 21 agosto il Lecce di Di Francesco viene eliminato nel terzo turno della Coppa Italia dopo aver perso in casa contro il Crotone (0-2).
Il campionato si apre con una sconfitta in casa contro l'Udinese. La prima vittoria in campionato arriva il 18 settembre 2011 nella partita Bologna-Lecce (0-2)[11]. Il 26 novembre, in occasione della gara casalinga contro il Catania, il Lecce taglia il traguardo delle 500 gare in Serie A[12]. Nelle prime tredici giornate di campionato il Lecce colleziona ben nove sconfitte e un solo punto in casa. L'allenatore Di Francesco viene esonerato il 3 dicembre, dopo aver perso per 4-2 in casa del Napoli. A Di Francesco subentra Serse Cosmi[13]. All'esordio con il nuovo tecnico al Via del Mare i giallorossi perdono per 2-3 contro la Lazio.
Durante la sessione invernale del calciomercato lasciano Lecce Ferrario, Olivera, Pasquato, Strasser e Mesbah. A Lecce fanno ritorno Manuele Blasi (dopo 13 anni), Gennaro Delvecchio (dopo sei stagioni) e Valeri Bojinov (dopo sette), mentre in difesa viene ingaggiato Migliónico. La prima vittoria con Cosmi, la terza in tutto il campionato, giunge il 15 gennaio 2012 nella partita Fiorentina-Lecce (0-1). Alla fine del girone di andata il Lecce si trova al penultimo posto a quota 13 punti, di cui 11 ottenuti fuori casa e 2 in casa (due pareggi con Novara e Chievo Verona). Dalla vittoria di Firenze, il Lecce di Cosmi cambia marcia: il 29 gennaio, nella prima giornata di ritorno, arriva la prima vittoria in casa, contro l'Inter (1-0). Dalla 18ª giornata alla 32ª (vittoria in casa del Catania), il Lecce colleziona 13 risultati utili (6 vittorie e 7 pareggi) in 15 gare, perdendo solo con Udinese (2-1 alla 21ª giornata) e Milan (2-0 alla 27ª giornata). In questo modo i giallorossi rientrano in corsa per la salvezza, portandosi a due punti dal quartultimo posto, occupato dal Genoa. Nel rush finale però il Lecce accusa la stanchezza dovuta alla entusiasmante rimonta e racimola appena 2 punti (due pareggi in trasferta contro Juventus e Lazio) nelle ultime 6 partite. Una piccola polemica si viene a creare alla penultima giornata: in occasione di Fiorentina-Lecce, la dirigenza e il sindaco della città salentina chiedono invano parità di trattamento con la Juventus e il Milan[14] da parte della Lega Calcio, chiedendo che la partita contro i toscani fosse giocata il giorno dopo, in contemporanea con Udinese-Genoa. La squadra esce sconfitta dalla gara con i toscani (0-1), ma la certezza matematica della retrocessione è solo rimandata all'ultimo turno (il Genoa aveva perso a Udine) che si disputa il 13 maggio 2012: il Lecce perde con il Chievo Verona (1-0), mentre il Genoa batte il Palermo (2-0). Nonostante ciò, i tifosi del Lecce presenti allo stadio di Verona riconoscono i meriti e lo sforzo di Cosmi e dei giocatori, applaudendo e ringraziando la squadra nonostante il verdetto negativo.
Il passaggio di proprietà, lo scandalo del calcio-scommesse e la mancata promozione in Serie B[modifica]
Nel febbraio 2012 iniziano i contatti tra la famiglia Semeraro e Savino Tesoro che, insieme al figlio Antonio, manifesta la volontà di acquisire l'Unione Sportiva Lecce[15]. Nel giro di poche settimane l'imprenditore siderurgico di Spinazzola conferma l'avvio della trattativa, che comunque subisce alcune frenate a causa del coinvolgimento della squadra nello scandalo del calcioscommesse. Il 22 giugno viene definitivamente formalizzata la cessione dell'intero pacchetto azionario del Lecce che, dopo 18 anni di gestione Semeraro, passa alla famiglia Tesoro[16]. Per il ruolo di allenatore, la nuova proprietà raggiunge subito l'accordo con Franco Lerda. Nel frattempo aveva rescisso il contratto con la società l'ex allenatore Eusebio Di Francesco[17].
Il 9 luglio 2012, dopo un anno e cinque giorni di autogestione da parte del club, i nuovi proprietari Savino e Antonio Tesoro si insediano ufficialmente in società tenendo la prima conferenza stampa[18] e entrando nel consiglio di amministrazione, che vede l'ingresso di Savino Tesoro momentaneamente come consigliere e di Antonio Tesoro come amministratore delegato[19]. Con l'occasione i Tesoro presentano alla stampa anche il primo ingaggio, il rientrante Javier Ernesto Chevantón, miglior marcatore di sempre della storia del club in Serie A, che approda nel Salento per la terza volta in carriera[20]. La particolarità del trasferimento del calciatore è che il suo contratto non ha scadenza[21]. Il nuovo allenatore, Franco Lerda, è presentato l'indomani.
Il 10 agosto 2012 viene chiesta la retrocessione in Lega Pro Prima Divisione del Lecce per illecito sportivo. Nonostante il ricorso presentato, il 23 agosto la Corte di Giustizia Federale della FIGC conferma la retrocessione del club salentino in Lega Pro. Nel campionato di Lega Pro il Lecce viene inserito nel girone A al posto del Vicenza, ripescato in B proprio a discapito dei giallorossi.
Il 25 ottobre 2012 Savino Tesoro diventa ufficialmente il nuovo presidente del Lecce.
Dalla 1ª alla 20ª giornata del campionato il Lecce guida la classifica del proprio girone. Il 21 gennaio 2013 la squadra scende al secondo posto dopo la sconfitta esterna contro il San Marino (3-1). Questa sconfitta costa la panchina all'allenatore Lerda, che viene esonerato[22] (aveva ottenuto una vittoria nelle ultime sette uscite). Al suo posto viene "promosso" Antonio Toma, fino ad allora allenatore della squadra giovanile che milita nel campionato Berretti[23].
Il 25 gennaio 2013 il TNAS (Tribunale nazionale di arbitrato per lo sport), terzo grado di giustizia sportiva, conferma l'esclusione dal campionato di serie B 2012/2013 per l'U.S.Lecce, alleggerendo in parte la posizione di Pierandrea Semeraro[24]. Nella sentenza il TNAS dice che visto che la partita si è svolta regolarmente non è applicabile il comma 6[25] dell'articolo 7 del Codice di Giustizia Sportiva.
Il 12 maggio 2013 il Lecce chiude il campionato di Lega Pro Prima Divisione al secondo posto dietro il Trapani, qualificandosi ai play-off promozione. Il 14 maggio seguente la società solleva dall'incarico Antonio Toma: al suo posto arriva, per disputare i play-off, con un contratto fino al 30 giugno 2013, Elio Gustinetti.[26] Il 2 giugno il Lecce si qualifica, superando la Virtus Entella (1-1 all'andata, 2-1 al ritorno), alle finali-promozione, in cui però deve cedere al Carpi (vittorioso 1-0 all'andata, 1-1 al ritorno) il pass per la promozione in serie B.[27] Il 16 giugno, dopo la gara di ritorno a Lecce, la mancata promozione ha scatenato l'ira di un gruppo di violenti ultrà, che si sono scagliati contro steward e polizia; lo scriteriato episodio costa alla società 15.000 euro di multa e quattro giornate di squalifica del campo.[28]
Cronistoria[modifica]
| Cronistoria dell'Unione Sportiva Lecce | |
|---|---|
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Settore Giovanile[modifica]
Primavera[modifica]
La Primavera del Lecce nella sua storia è riuscita a vincere ben 6 trofei: 2 Campionati Primavera nel 2002-2003 in finale contro l'Inter e nel 2003-2004 sempre contro l'Inter, 2 Coppe Italia Primavera nel 2001-2002 e nel 2004-2005 e 2 Supercoppe Primavera nel 2004 contro la Juventus e nel 2005 contro la Roma.
Nella settore giovanile del Lecce sono cresciuti molti calciatori. Tra i più importanti ricordiamo: Antonio Conte, Francesco Moriero, Cristian Ledesma, Valeri Bojinov, Axel Konan, Andrea Esposito, Graziano Pellè Roberto Rizzo e Mirko Vucinic.
La primavera del Lecce disputa attualmente le sue gare casalinghe al "G. Colaci" di Calimera.
Stadio[modifica]
| Per approfondire, vedi Stadio Via del Mare. |
Il Lecce gioca le partite casalinghe nello Stadio Via del Mare, situato nel capoluogo sulla via per San Cataldo che conduce al mare.
Fu inaugurato l'11 settembre 1966 (Lecce-Spartak Mosca, amichevole) e il 2 ottobre dello stesso anno ospitò la prima partita tra squadre italiane (Lecce-Taranto 1-0). Nell'ospitare le partite del Lecce sostituì lo Stadio "Carlo Pranzo", antico impianto intitolato alla memoria di un giovane leccese caduto durante la prima guerra mondiale.
Durante la prima giornata di campionato di Serie B 2007-2008 la sala stampa dello stadio è stata intitolata al giornalista leccese Sergio Vantaggiato, scomparso tragicamente ad agosto 2007. La targa è stata scoperta dal figlioletto di Sergio, Martino, alla presenza delle varie autorità locali, della dirigenza dell'US Lecce e di alcuni giornalisti delle diverse testate.
In provincia la squadra si allena anche presso lo stadio comunale di Squinzano e presso lo Stadio "Giuseppe Colaci" di Calimera.
Società[modifica]
Organigramma societario[modifica]
Allenatori e presidenti[modifica]
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Giocatori[modifica]
| Per approfondire, vedi Categoria:Calciatori dell'U.S. Lecce. |
Nazionali italiani[modifica]
Questa sezione riporta un elenco dei calciatori convocati nella Nazionale italiana nel corso della loro militanza nel Lecce.
Nazionale maggiore[modifica]
- Marco Cassetti (3 convocazioni, 2 presenze, 2005)
- Vincenzo Sicignano (1 convocazione, 2005)
- Andrea Esposito (1 convocazione, 2009)
Nazionale Under-21[modifica]
- Cesare Bovo, 9 convocazioni
- Luigi Garzya, 8
- Riccardo Fissore, 7
- Pierluigi Orlandini, 7
- Jonathan Bachini, 6
- Giampiero Maini, 6
- Marco Amelia, 6
- Marco Baroni, 5
- Guido Marilungo, 4
- Graziano Pellè, 4
- Matteo Ferrari, 3
- Alessio Scarchilli, 3
- Antonio Conte, 2
- Roberto Stellone, 2
- Alberto Di Chiara, 2
- Ivano Della Morte, 1
- Massimo Margiotta, 1
- Giacomo Cipriani, 1
- Francesco Moriero, 1
- Erminio Rullo, 1
- Francesco Mileti, 1
- Fabio Macellari, 1
- Antonio Mazzotta,1
- Andrea Bertolacci,1
Nazionale Olimpica[modifica]
Nazionale militare[modifica]
- Pietro De Santis (3 presenze)
Palmarès[modifica]
Competizioni nazionali[modifica]
Competizioni giovanili[modifica]
Statistiche e record[modifica]
Partecipazione ai campionati[modifica]
| Categoria | Partecipazioni | Debutto | Ultima stagione |
|---|---|---|---|
A |
15 | 1985-1986 | 2011-2012 |
B |
26 | 1929-1930 | 2009-2010 |
C |
36 | 1927-1928 | 2012-2013 |
D |
3 | 1955-1956 | 1957-1958 |
In 78 stagioni sportive disputate a livello nazionale a partire dall'esordio nel Direttorio Divisioni Inferiori Sud (C), nel quale militò per 2 stagioni. Il Lecce sospese qualsiasi attività tra il 1932 e il 1936.
Statistiche di squadra[modifica]
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NOTA: In parentesi sono indicati i marcatori
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Record[modifica]
| Per approfondire, vedi Record dell'Unione Sportiva Lecce. |
Statistiche aggiornate al 15 marzo 2013.
Statistiche individuali[modifica]
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Tifoseria[modifica]
Il Lecce è molto popolare in tutto il Salento. Sostengono la squadra anche i numerosi emigranti salentini residenti nell'Italia centrale e settentrionale o all'estero.
La sede storica dei tifosi organizzati del Lecce, gli Ultrà Lecce, è la Curva Nord dello Stadio Via del Mare. Un altro gruppo storico è la Gioventù, che ha sede nella Curva Sud.
I tifosi del Lecce sono gemellati da molti anni con i tifosi del Palermo e spesso tale solidarietà porta i tifosi delle due squadre ad esibire bandiere della compagine amica durante le partite.
La rivalità sportiva più accesa riguarda il Bari.
Il 18 settembre 2004 l'Unione Sportiva Lecce, nella persone dell'allora presidente Rico Semeraro, ha dedicato la maglia numero 12 ai tifosi salentini. La maglia è stata consegnata ai tifosi da tutta la squadra di quella stagione, che vedeva Cristian Daniel Ledesma come capitano. I tifosi del Lecce rappresentano simbolicamente il 12º uomo in campo.
Organico[modifica]
| Per approfondire, vedi Unione Sportiva Lecce 2012-2013. |
Rosa[modifica]
Rosa e ruoli sono aggiornati al 31 gennaio 2013.
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Staff tecnico[modifica]
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Sponsor[modifica]
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Colori e simboli[modifica]
Simboli ufficiali[modifica]
Inno[modifica]
Queste alcune delle canzoni legate alla squadra del Lecce:
- Giallorossi per sempre - Gioy Rielli e Arcu te pratu - Bruno Petrachi (Inni ufficiali del Lecce dal 2012)
- Giallorossi per sempre - Gioy Rielli (Inno ufficiale del Lecce dal 2003)
- Giallurussu - Sud Sound System (Inno ufficiale del Lecce dal 2001 al 2003)
- Lecce cuore mio - Bruno Petrachi
- Forza Lecce - Bruno Petrachi
- Lecce grande amore - AAVV (Vinile 33 giri del 1985 celebrativo della prima promozione in serie A del Lecce con Lecce cha cha cha di Chaly Albert e Lecce è il cuore di Sparapano-Gemma canta N. Missoni)
Mascotte[modifica]
La mascotte ufficiale dell'US Lecce è "Wolfy", un lupo in maglia giallorossa ideato da un giovane grafico leccese nel 1999. Il lupo è infatti il simbolo storico sia della città salentina sia della squadra e compare sullo stemma societario.
La mascotte in peluche è presente a bordo campo nelle partite casalinghe disputate al "Via del Mare" dal 25 settembre 1999 in occasione del vittorioso match con la Juventus.
Wolfy è stato anche protagonista del "Progetto Scuola", una serie di incontri tra calciatori giallorossi e scolaresche salentine.
Marketing[modifica]
Marchi commerciali dell'US Lecce[modifica]
- Wolfy
- Salento 12
Periodici ufficiali[modifica]
- Lecce Magazine, mensile editoriale nato nel marzo 1998. Distribuito in edicola e per abbonamento.
- U.S. Lecce Match Day, periodico distribuito gratuitamente in occasione delle partite casalinghe all'interno dello stadio e in alcuni locali pubblici. Fornisce notizie e aggiornamenti sulla partita in programma.
- Il GialloRosso, periodico stampato a cavallo fra gli anni ottanta e novanta distribuito allo stadio in occasione delle partite casalinghe.
Bibliografia[modifica]
Per la sezione Cronistoria: "Il libro del calcio italiano", allegato a Il Corriere dello Sport-Stadio - ottobre 2000
Elenco delle pubblicazioni riguardanti l'US Lecce:
- Il primo secolo di calcio a Lecce 1908-2008 (2008) - Vittorio Renna
- Lecce Cento (2007) - Enzo Bianco, Antonio Corcella - Ed. del Grifo
- Il profeta Pantaleo (2006) - Beppe Longo - Limina
- La storia del Lecce: dalle origini ai giorni nostri attraverso ricordi, curiosità, aneddoti, statistiche e immagini (1999) - Michele Santoro - Miesse
- Almanacco del calcio salentino (dal 2004) - Salvatore Costa - Studio G.G.
- Tuttocalcio Lecce (annuale) - Ludovico Malorgio - Ed. Salentina
- US Lecce Amore del Salento - AAVV - Primerano
- Lecce ottant'anni d'amore (1985) - Enzo Bianco, Antonio Corcella - Ed. del Grifo
Note[modifica]
- ^ Albo d'oro del Torneo Anglo-Italiano sull'Archivio RSSF
- ^ Lecce: via Baldini, ecco Rizzo, La Gazzetta dello Sport, 23-01-2006. URL consultato in data 22-07-2010.
- ^ Fenucci: "Abbiamo appreso della decisione dalla Rete". 20-06-2008 (pagina non più disponibile)
- ^ Esposito convocato da Lippi. uslecce.it, 28-05-2009
- ^ De Canio: «Grazie ma aspetto la A», La Gazzetta del Mezzogiorno on the web, 01-06-2009
- ^ Stefano Meo. De Canio «Mercato e giovani, decido io». CorrieredelMezzogiorno.it, 10-06-2009
- ^ Lecce, De Canio dice addio: "Decisione consensuale", tuttomercatoweb.com, 19-05-2011
- ^ Nuovo Consiglio d'Amministrazione , uslecce.it, 4-07-2011
- ^ Carlo Osti è il nuovo Direttore Sportivo, uslecce.it, 7-06-2011
- ^ Di Francesco è il nuovo allenatore , uslecce.it, 24-06-2011
- ^ Bologna-Lecce 0-2, legaseriea.it, 18-09-2011
- ^ Per Lecce e Catania il traguardo delle 500 gare in A, footstats.it, 26-11-2011
- ^ Serse Cosmi nuovo allenatore, uslecce.it, 4-12-2011
- ^ Lecce ingoia amaro giocherà in anticipo rispetto al Genoa, La Gazzetta del Mezzogiorno, 05-05-2012.
- ^ Lecce, oggi Semeraro incontra due nuovi acquirenti, tuttomercatoweb.com, 02-02-2012.
- ^ Formalizzato l'accordo per la cessione della società, uslecce.it, 22-06-2012.
- ^ Risolto il contratto con Di Francesco, uslecce.it, 19-06-2012.
- ^ Una grande opportunità, uslecce.it, 09-07-2012.
- ^ Riunito il Consiglio d'Amministrazione, uslecce.it, 09-07-2012.
- ^ Chevanton giallorosso, uslecce.it, 09-07-2012.
- ^ Lecce: Chevanton firma a tempo indeterminato, julienews.it, 09-07-2012.
- ^ Sollevato dall'incarico mister Lerda uslecce.it
- ^ Antonio Toma nuovo allenatore uslecce.it
- ^ Sentenza TNAS sulla contrioversia Dott, Pierandrea Semeraro e U.S.Lecce S.p.a contro Federazione Italiana Giuoco Calcio - F.I.G.C.e Lega Italiana Calcio Professionistico e nei confronti di Vicenza Calcio SPA e di Lega Nazionale Professionisti Serie B
- ^ 6. In caso di pluralità di illeciti ovvero se lo svolgimento o il risultato della gara è stato alterato oppure se il vantaggio in classifica è stato conseguito, le sanzioni sono aggravate.
- ^ Sollevato dall'incarica mister Toma uslecce.it
- ^ Festa per Carpi e Latina: sono in serie B! Lecce flop: resta in Lega Pro gazzetta.it
- ^ Lecce, scontri tra ultrà e forze dell'ordine Bruciata un'auto della polizia corriere.it
- ^ Direttorio Federale - Comunicato Ufficiale n. 5 del 4-9-1935 pubblicato sul Littoriale del 7-9-1935 a metà della seconda colonna da destra in "Cambiamenti di denominazione sociale".
- ^ Direttorio Federale - Comunicato Ufficiale n. 41 del 5-2-1936 pubblicato sul Littoriale del 6-2-1936 sull'ultima colonna a destra in "Cambiamento denominazione sociale" confermato anche da successivo Comunicato n. 47 del 25-4-1936 sul Littoriale del 28-4-1936 sull'ultima colonna a destra in "Cambiamento denominazione sociale".
- ^ Il Lecce si è ritirato dal campionato sul Littoriale dell'11-11-1937 a pag.4 dove specifica l'esatta denominazione "A.S. Lecce". La rinuncia al campionato è stata pubblicata dal D.D.S. n. 17 del 10-11-1937 sul Littoriale del 12-11-1937 a pag.5 e con questo documento la società fu radiata dai ruoli federali F.I.G.C. .
Voci correlate[modifica]
Collegamenti esterni[modifica]
- U.S. Lecce su Open Directory Project (Segnala su DMoz un collegamento pertinente all'argomento "U.S. Lecce")
- [Sito ufficiale]
- (DE, EN, IT) Profilo e statistiche su Transfermarkt.it