Rino Marchesi

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Rino Marchesi
Rino Marchesi.jpg
Dati biografici
Nazionalità bandiera Regno d'Italia
Altezza 177[1] cm
Peso 74[1] kg
Calcio Football pictogram.svg
Dati agonistici
Ruolo Allenatore (ex centrocampista, difensore)
Carriera
Giovanili
Atalanta Atalanta
Squadre di club1
1956-1957 Fanfulla Fanfulla  ? (?)
1957-1960 Atalanta Atalanta 87 (12)
1960-1966 Fiorentina Fiorentina 121 (9)
1966-1971 Lazio Lazio 125 (4)
1971-1973 Prato Prato 61 (2)
Nazionale
1961-1962 Italia Italia 2 (0)
Carriera da allenatore
1973-1974 Montevarchi Montevarchi
1974-1976 Mantova Mantova
1977-1978 Ternana Ternana
1978-1980 Avellino Avellino
1980-1982 Napoli Napoli
1982-1983 Inter Inter
1983-1985 Napoli Napoli
1985-1986 Como Como
1986-1988 Juventus Juventus
1988-1989 Como Como
1989-1991 Udinese Udinese
1991-1992 Unione Venezia Venezia
1992-1993 SPAL SPAL
1993-1994 Lecce Lecce
1 Dati relativi al solo campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
 

Rino Marchesi (San Giuliano Milanese, 11 giugno 1937) è un allenatore di calcio ed ex calciatore italiano, di ruolo centrocampista o difensore.

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Giocatore[modifica | modifica wikitesto]

Club[modifica | modifica wikitesto]

In questa formazione della Lazio degli anni '60, Rino Marchesi è l'ultimo in piedi a destra

Inizia la sua carriera a Lodi poi passa all'Atalanta, dove disputa tre stagioni, dal campionato 1957-1958 al 1959-1960 (il primo e il terzo in serie A, il secondo in serie B). Passa quindi alla Fiorentina dove rimane per sei stagioni, tutte giocate da titolare tranne l'ultima, la 1965-1966, dove colleziona soltanto 2 presenze. Nel 1960-1961 vince la Coppa Italia e l'abbina con la Coppa delle Coppe, facendo registrare rispettivamente due presenze (con un gol) e una presenza. Nella stagione 1965-1966 vince la Coppa Italia abbinandola con la Coppa Mitropa 1966, perse una finale di questo torneo nel 1965 e la finale di Coppa delle Coppe 1961-1962.

Nel 1966-1967 si trasferisce alla Lazio, insieme ai compagni viola Morrone e Castelletti. Con i biancocelesti disputa cinque campionati per poi trasferirsi al Prato in Serie C.

Con la Lazio colleziona 144 presenze in partite ufficiali (125 in campionato, 10 in Coppa Italia, 9 in Coppa delle Alpi) e 4 reti (tutte in campionato e su calcio di rigore). È il primo calciatore di movimento nella storia della Lazio ad effettuare una sostituzione in campionato: in Lazio-Catanzaro 1 a 1 del 29 settembre 1969, prende il posto, all'inizio del secondo tempo, di Governato. Con la casacca biancoceleste si aggiudica la Coppa delle Alpi del 1971. Nel suo palmarès anche una Coppa Italia con la Fiorentina nel 1965-1966, manifestazione nella quale non scende mai in campo.

Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Vanta 2 presenze con la maglia azzurra della Nazionale Italiana, con la cui maglia debuttò a Firenze il 15 giugno 1961, nella partita vinta per 4-1 contro l'Argentina.

Allenatore[modifica | modifica wikitesto]

Esordisce nel 1973 alla guida del Montevarchi, per poi sedere sulle panchine di Mantova, Ternana, Como, Udinese, Venezia, SPAL, Lecce, Avellino, Napoli, Inter e Juventus.

Ha ottenuto le maggiori soddisfazioni professionali quando nel 1981 ha portato il Napoli a sfiorare la conquista del suo primo scudetto, giungendo terzo in classifica al termine del campionato. Sempre a Napoli fu il primo allenatore italiano di Diego Armando Maradona.

Personaggio schivo e mai polemico, non è riuscito ad ottenere alla guida della Juventus risultati degni di nota, anche perché la squadra che gli fu affidata era ormai al termine del ciclo legato a Michel Platini.

La disastrosa retrocessione in B del Lecce, nel 1994, pose fine alla sua carriera da allenatore.

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Giocatore[modifica | modifica wikitesto]

Compatizioni nazionali[modifica | modifica wikitesto]

Fiorentina: 1960-1961; 1965-1966
Atalanta: 1958-1959
Lazio: 1968-1969

Competizioni internazionali[modifica | modifica wikitesto]

Fiorentina: 1960-1961
Fiorentina: 1960-1961
Lazio: 1971
Fiorentina: 1966

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Il Calcio e il Ciclismo Illustrato, numero 37 del 16 settembre 1962, pagina 8

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]