Michel Platini

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Michel Platini
Michel Platini in Wroclaw by Klearchos Kapoutsis tight crop.jpg
Platini nel 2009
Dati biografici
Nome Michel François Platini
Nazionalità Francia Francia
Altezza 177 cm
Peso 73 kg
Calcio Football pictogram.svg
Dati agonistici
Ruolo Allenatore (ex centrocampista)
Ritirato 1987 - giocatore
1992 - allenatore
Carriera
Giovanili
1966-1972 A.S. Jœuf
Squadre di club1
1972-1979 600px Bianco con strisce diagonali Rosse.png Nancy 172 (102)
1979-1982 600px Star on green and white.png Saint-Étienne 96 (50)
1982-1987 600px Nero e Bianco (Strisce).png Juventus 147 (68)
Nazionale
1976-1987
1988
Francia Francia
Kuwait Kuwait
72 (41)
1 (0)
Carriera da allenatore
1988-1992 Francia Francia
Palmarès
W.Cup.svg  Mondiali di calcio
Bronzo Messico 1986
UEFA European Cup.svg  Europei di calcio
Oro Francia 1984
1 Dati relativi al solo campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
Statistiche aggiornate al 28 gennaio 2007

Michel François Platini (Jœuf, 21 giugno 1955) è un dirigente sportivo, allenatore di calcio ed ex calciatore francese, presidente dell'UEFA dal 26 gennaio 2007.[1]

Di ruolo centrocampista d'attacco, è considerato uno dei migliori in quel ruolo, soprattutto grazie alla limpida visione di gioco e alla facilità di rete. Legò il suo nome a quello della Juventus,[2] con cui giocò dal 1982 al 1987, quando terminò la carriera a soli 32 anni, dopo aver conquistato numerosi trofei.[3]

Ottenne delle soddisfazioni anche con la maglia della Nazionale francese che nel 1984 vinse il campionato europeo, disputatosi proprio in Francia; fu il primo traguardo rilevante ottenuto dalla selezione transalpina, grazie anche ai gol di Platini che si laureò capocannoniere del torneo con 9 gol in 5 partite. Con i Bleus disputò inoltre da protagonista tre edizioni dei campionati mondiali, centrando il quarto posto nel 1982 e il terzo nel 1986, e il torneo di calcio dei XXI Giochi olimpici nel 1976.[4]

Nominato Calciatore francese del XX secolo dalla rivista France Football (2000),[5][6] è l'unico giocatore ad aver vinto il Pallone d'oro per tre anni consecutivi,[7] dal 1983 al 1985[8] (anche Johan Cruijff e Marco van Basten riuscirono a conquistare il trofeo tre volte, ma non consecutive); nella graduatoria del 1983 segnò il massimo distacco in percentuale dal secondo classificato nella storia del premio, totalizzando ben 4 volte (110 contro 26) il punteggio di Kenny Dalglish, centrocampista del Liverpool. Platini ha anche ottenuto due Palloni di bronzo quale terzo classificato negli anni 1977 e 1980, cosa che nella classifica all time del riconoscimento lo colloca al secondo posto dietro al tedesco Franz Beckenbauer.

L'Istituto Internazionale di Storia e Statistica del Calcio, organizzazione riconosciuta dalla FIFA, lo ha inserito al 7º posto nella classifica dei migliori calciatori del XX secolo[9] (quinto fra i giocatori europei e primo fra i calciatori francesi[10]). In una lista simile, la rivista di calcio inglese World Soccer lo ha inserito al 5º posto nella classifica dei migliori calciatori del secolo (primo calciatore francese). Ha anche raggiunto la percentuale di voto più alta nella votazione del premio "Calciatore dell'anno" assegnata dalla stessa rivista: nell'anno d'oro 1984 ottenne il 54% delle preferenze, risultando tuttora l'unico giocatore ad aver superato la soglia del 50%.

Indice

Caratteristiche tecniche [modifica]

Platini salta in dribbling un avversario del Genoa nel corso dell'ultima giornata del campionato 1983-1984

Reputato uno dei migliori calciatori e specialisti del calcio di punizione nella storia,[11] fu tra i principali artefici dei successi della Nazionale francese e della Juventus negli anni ottanta.[12]

Dotato di un bagaglio tecnico di prim'ordine, era un regista dalla tecnica sopraffina, con visione del gioco notevole e in possesso di un innato senso del gol, tale da renderlo persino più prolifico di molti attaccanti della sua generazione. Negli anni alla Juventus sviluppò anche una buona capacità di elevazione che lo portò a completare il suo repertorio con gol di testa. La sua capacità tecnica e l'attitudine ad essere un leader gli valsero il soprannome di Le Roi (Il Re, in francese).[13]

Biografia [modifica]

Nasce in Francia, a Jœuf, in una famiglia di origini italiane. Suo papà, Aldo Platini, è figlio di un immigrato novarese (originario di Agrate Conturbia) stabilitosi in Francia al termine della prima guerra mondiale, mentre sua mamma, Anna Piccinelli, è una signora di origini bellunesi.[14]

Il 9 luglio 2010 viene ricoverato in ospedale: le sue condizioni in un primo momento non sembrano gravi.[15] L'ipotesi iniziale che fosse stato colpito da infarto, è stata smentita: si tratterebbe di un semplice attacco influenzale.[16]

Carriera [modifica]

Giocatore [modifica]

« [Ho giocato nel] Nancy perché era la mia città, Saint-Étienne perché era la migliore in Francia e Juventus perché è la migliore al mondo. »
(Michel Platini in un'intervista alla RAI subito dopo la sua ultima partita in Serie A – Juventus-Brescia 3-2, 17 maggio 1987.[17])

Gli anni in Francia [modifica]

Nel 1973 fa il suo debutto tra i professionisti in Francia, firmando un contratto con il Nancy. Nella prima stagione da titolare, 21 presenze e 2 gol, il Nancy retrocede per differenza reti.[18] L'anno seguente, col Nancy, vince il Groupe Sud della Division 2 ed anche la finale per l'attribuzione del titolo onorifico di vincitore della Serie B francese contro il Valenciennes, vincitore del Groupe Nord. Nella stagione 1976-1977 raggiunge il 4º posto in campionato, miglior piazzamento dal passaggio al professionismo del club (1967); nel 1978 vince la Coppa di Francia, con un gol, da capitano, nella finale del Parco dei Principi contro il Nizza.[19] La stagione 1978-1979 è travagliata: ritenuto responsabile del fallimento ai mondiali d'Argentina 1978 (dove la Francia esce al primo turno, battuta da Argentina e Italia, rispettivamente la vincitrice e la quarta classificata), viene fischiato dal pubblico; inoltre, nella trasferta di Saint-Étienne (4a di andata), si procura una triplice frattura del malleolo, che lo costringe ad un'assenza di 6 mesi.[20]

Con 127 gol (in 215 partite, media 0,59 gol a partita), Platini è tuttora il miglior cannoniere della storia del Nancy.

A scadenza del contratto, si trasferisce proprio al Saint-Étienne, una delle squadre principali in Francia in quegli anni.[21] Prima di firmare per il club transalpino, Platini è stato molto vicino ad approdare nel campionato italiano. Nel febbraio 1978 il giocatore arriva segretamente a Milano in compagnia dell'allora dirigente Sandro Mazzola per firmare un precontratto con l'Inter del presidente Ivanoe Fraizzoli. Il francese brinda all'accordo (la società lo avrebbe preso per 80 milioni, riconoscendogli un ingaggio di 250 milioni a stagione) nella villa di Fraizzoli alla presenza dello stesso Mazzola, che lo accompagna successivamente al campo per incontrare l'allora allenatore Eugenio Bersellini e il suo vice Onesti. Tuttavia, alla riapertura delle frontiere, Fraizzoli decide di non formalizzare l'affare.[22][23]

Con il Saint-Étienne vince il campionato in Francia nel 1981.

Gli anni alla Juventus [modifica]

1982-1983 [modifica]
« L'abbiamo comprato per un tozzo di pane e lui ci ha messo sopra il foie gras. »
(Gianni Agnelli[24])

La Juventus acquista Platini pochi giorni dopo aver concluso l'acquisto di un altro grande campione, Boniek. Questa scelta personale di Gianni Agnelli costringe la società a privarsi di Liam Brady, che aveva condotto la squadra a due titoli consecutivi, a causa della norma che permetteva la presenza in squadra al massimo di 2 stranieri.[25]

Una curiosa espressione di Platini durante una pausa di gioco

Il cartellino di Platini viene pagato 250 milioni di lire, per Platini il contratto biennale prevede 400 milioni di lire l'anno. Platini non è inizialmente in condizione, ma nel girone di ritorno, le sue prestazioni vanno in crescendo, contribuendo alla positiva seconda parte di stagione della Juventus che riesce ad arrivare in finale di Coppa dei Campioni, eliminando nei quarti di finale l'Aston Villa campione in carica, grazie anche a una doppietta di Platini nella partita di Torino vinta per 3 a 1, dopo la vittoria al Villa Park per 2 a 1. In finale, la Juventus non riesce a esprimere il proprio gioco contro l'Amburgo, che si aggiudica la Coppa vincendo per 1 a 0 (Magath al 10º) nella finale di Atene.[26]

In campionato risultano decisive le sconfitte nel derby e in casa contro l'Inter (3-3 sul campo e poi 0-2 a tavolino); lo scudetto va alla Roma, capolista solitaria dalla 10a giornata.[27] L'unica vittoria dell'anno è la conquista della Coppa Italia: dopo aver perso per 2-0 la finale di andata contro l'emergente Hellas Verona al Bentegodi, ancora Platini è il protagonista della rimonta bianconera nel ritorno al Comunale di Torino, realizzando una doppietta nel 3-0 (dopo i tempi supplementari) riporta il trofeo sotto la Mole.[28]

Platini comunque conquista quell'anno il primo dei tre titoli consecutivi come primatista tra i cannonieri del campionato italiano di calcio.

1983-1984 [modifica]
Platini inseguito da Ubaldo Righetti in uno Juventus-Roma, una delle sfide più accese del campionato italiano negli anni ottanta.

Nella stagione 1983-1984, la Juventus torna a puntare alla vittoria dello scudetto, partecipando anche alla Coppa delle Coppe.

La sfida per lo scudetto è una corsa a due: prima con il Torino, che dura fino al 26 febbraio 1984, quando nel derby della Mole, la Juventus si impone per 2 a 1 con una doppietta di Platini e poi fino al termine con la Roma campione in carica, che alla fine viene staccata di soli 2 punti (43 per i bianconeri contro i 41 dei giallorossi di Liedholm).

Anche la Coppa delle Coppe va ai bianconeri che, dopo aver eliminato il Paris Saint-Germain negli ottavi di finale, e il Manchester United in semifinale, in finale, a Basilea, si impongono sul Porto per 2 a 1.

Platini migliora ancora il suo gioco divenendo sempre più importante all'interno della squadra e segnando un maggior numero di gol: 20 in 28 presenze, una cifra che gli permette di vincere il duello a distanza per il titolo di capocannoniere con il brasiliano Zico (19 reti), giunto quella stagione in Italia nelle file dell'Udinese.

Platini conquista il suo primo Pallone d'oro nel 1983, battendo con 110 preferenze lo scozzese Kenny Dalglish, del Liverpool campione d'Europa, fermo a 26 preferenze.

1984-1985 [modifica]
Platini durante un'azione di gioco, contrastato da Glenn Peter Strömberg dell'Atalanta.

La stagione 1984-1985 vede la Juventus nuovamente in cerca della sua prima vittoria in Coppa dei Campioni. La stagione si rivelerà a due volti per la squadra di Torino, che in campionato non riuscirà a replicare il titolo dell'anno precedente, chiudendo sesta, alle spalle oltre che del Verona campione d'Italia, anche del Torino, dell'Inter, della Sampdoria e del Milan. La stagione per Platini è comunque positiva, con la terza affermazione nella classifica dei marcatori (18 gol, davanti ad Altobelli e Maradona) ed il secondo Pallone d'oro vinto sul finire dell'anno solare 1984. A gennaio 1985 arriva un'altra affermazione europea per la Juventus e Platini: la vittoria nella Supercoppa europea contro i campioni d'Europa in carica del Liverpool con un secco 2-0 firmato Boniek ma ispirato dal solito Platini.

In Coppa Campioni, la Juventus arriva facilmente alle fasi finali battendo agevolmente prima l'FC Ilves e negli ottavi di finale il Grasshoppers. Anche nei quarti di finale la Juventus passa facilmente eliminando lo Sparta Praga, mentre in semifinale Platini e compagni si trovano di fronte il Bordeaux, campione di Francia in carica, nelle cui file militano molti compagni di nazionale del giocatore francese. La partita si decide nel turno d'andata, con l'affermazione della Juventus per 3-0 alla quale Platini contribuisce con un gol ed un assist per Boniek. La partita di ritorno vedrà poi l'ininfluente vittoria per 2-0 dei francesi.

Arriva dunque la terza finale europea in tre anni per Platini, la seconda in Coppa Campioni: il 29 maggio, a Bruxelles, c'è ancora il Liverpool. La partita, che passerà alla storia come la Strage dell'Heysel a causa degli incidenti provocati dagli hooligans[29] inglesi, che causarono la morte di trentanove persone sulle tribune dello stadio, fu vinta dalla Juventus per 1-0 con un gol di Platini[30] su rigore causato da un fallo su Boniek, imbeccato dallo stesso Platini con un lancio da 50 metri.

Platini chiude l'edizione della coppa da capocannoniere con 7 gol.

1985-1986 [modifica]
Platini con il suo terzo Pallone d'oro consecutivo vinto nel 1985

Per la Juventus è una stagione di rinnovamento: si chiude il ciclo della squadra che era stata protagonista in Italia ed Europa negli ultimi tre anni. Vanno via tra gli altri Paolo Rossi, Boniek, Claudio Gentile, che era stato ceduto alla Fiorentina l'anno prima, e Marco Tardelli. Arrivano giovani come Massimo Mauro e Michael Laudrup, insieme ai più esperti Lionello Manfredonia e Aldo Serena. Platini resta il leader di una squadra che vede ancora Giovanni Trapattoni in panchina.

Le prime giornate di campionato fugano ogni dubbio su quale potesse essere la forza della nuova Juve: viene stabilito il record di 8 vittorie consecutive iniziali in campionato a 16 squadre (superato solo vent'anni dopo, sempre dai bianconeri, con 9 vittorie nel 2005-06) che lanciano subito la Juventus verso il suo 22º scudetto, il secondo per Platini, nonostante una rimonta della Roma nel girone di ritorno.

A livello individuale, Platini sembra non veder diminuita la sua capacità di essere decisivo in zona gol, allorché segna complessivamente 12 reti. Sul finire del 1985 Platini si aggiudica il terzo Pallone d'oro della sua carriera, quarto consecutivo per un giocatore della Juventus, dopo quello di Paolo Rossi e i primi due dello stesso Platini.

A causa della squalifica delle squadre inglesi dalle competizioni europee, Platini e compagni devono rinunciare alla finale di Supercoppa UEFA contro l'Everton, ma vincono la Coppa Intercontinentale ai danni dell'Argentinos Juniors nella finale di Tokyo.

La partita si deciderà ai calci di rigore, dopo che i 90 minuti regolamentari si erano chiusi sul 2-2 con i gol bianconeri siglati da Platini su rigore, e da Laudrup su assist dello stesso Platini.

1986-1987 [modifica]
Platini assieme a Diego Armando Maradona nel campionato 1986-1987, che per il francese sarà l'ultimo giocato da calciatore prima del ritiro.

Il processo di rinnovamento della Juventus prosegue, e del vecchio gruppo rimangono solo Scirea e Cabrini. Platini disputa una stagione sottotono in zona gol, realizzando due marcature in campionato (alla 2ª giornata di campionato contro l'Avellino e alla 6ª contro l'Ascoli). Il campionato sarà vinto dal Napoli di Diego Armando Maradona, e anche in Coppa Campioni, l'avventura termina presto per mano del Real Madrid.

A fine stagione Platini annuncia il suo addio al calcio giocato a 32 anni, in una intervista rilasciata allo Stadio Comunale nella quale il giocatore adduce motivazioni fisiche: non riuscendo più a raggiungere la forma necessaria per esprimersi ad alti livelli, rifiuta un arretramento "tattico" e preferisce anticipare il ritiro.

Nazionale [modifica]

Mondiale 1978 [modifica]
Platini e Marco Tardelli durante un'amichevole tra Italia e Francia al San Paolo di Napoli

Nel 1978 Platini disputa il primo dei suoi tre mondiali. Nella prima partita la Francia affronta l'Italia. Passata in vantaggio dopo appena un minuto, viene prima raggiunta e poi superata dagli azzurri (gol di Rossi e Zaccarelli). Nella seconda deve vedersela con l'Argentina. Platini segna il momentaneo pareggio, ma alla fine i padroni di casa s'impongono per 2-1. Ormai fuori dai giochi qualificazione, i Bleus concludono la loro avventura mondiale battendo l'Ungheria per 3-1.

Mondiale 1982 [modifica]

Dopo la mancata qualificazione al Campionato europeo di calcio 1980, la Francia si presenta al Campionato mondiale di calcio 1982 esordendo con una sconfitta contro l'Inghilterra per 3-1 dopo un momentaneo pareggio. Nella seconda partita contro il Kuwait, che vede a segno anche Platini, s'impone invece per 4-1, pareggiando poi la terza 1-1 con la Cecoslovacchia.

Si qualifica per la seconda fase dove trova l'Austria e l'Irlanda del Nord. Battuta la prima, contro cui Platini non gioca, per 1-0, ha la meglio sulla seconda per 4-1.

Arriva così in semifinale che la vede di fronte alla Germania Ovest. I tempi regolamentari si concludono sull'1-1 con Platini che su rigore risponde al momentaneo vantaggio tedesco. Nei supplementari la Francia riesce a portarsi sul 3-1, ma la squadra tedesca, con una rimonta, giunge al pareggio per poi avere la meglio per 5-4 ai calci di rigore.

L'avventura dei transaplini si chiude con la finale per il terzo e quarto posto contro la Polonia, che riesce ad avere la meglio per 3-2. Platini salta anche questa partita.

Europeo 1984 [modifica]

La Francia, paese ospitante, si aggiudica la vittoria finale del Campionato europeo di calcio 1984 spinta da Platini, che si laurea anche capocannoniere del torneo con 9 marcature, più del doppio rispetto al precedente record di reti (per una singola edizione) per questo torneo, fino allora detenuto dai tedeschi Gerd Müller (che al Campionato europeo di calcio 1972 ne aveva siglati 4) e Dieter Müller (che ne siglò altrettanti quattro anni dopo, in Jugoslavia 1976 rubando il monopolio del primato al più celebre, omonimo connazionale). Nelle edizioni successive nessuno superò le 5 segnature.

La prima partita è contro la Danimarca, e proprio Platini consegnerà la vittoria ai francesi con il gol dell'1-0 finale. La cavalcata dei galletti prosegue con il 5-0 ai danni del Belgio al quale Platini contribuisce segnando una tripletta. La terza partita è una pura formalità in quanto la Francia è già matematicamente prima; la Jugoslavia impegna però i padroni di casa portandosi in vantaggio per 2-0 prima che Platini realizzi la sua seconda tripletta consecutiva che vale il 3-2 per la Francia. Si arriva così ai turni ad eliminazione diretta: per la Francia in semifinale c'è il Portogallo. È una partita avvincente, che si rivelerà la migliore del torneo: i tempi regolamentari finiscono sul 1-1. Al gol su punizione del difensore Domergue nel primo tempo, risponde il portoghese Jordão a un quarto d'ora dalla fine. Si va quindi ai supplementari, il Portogallo segna ancora con Jordão e la Francia, che vede profilarsi la possibilità della sconfitta davanti al pubblico di casa, si porta in avanti. Al termine di un'azione convulsa in area portoghese, Platini viene atterrato in area; la palla giunge a Domergue che, da pochi metri realizza la doppietta (unici 2 gol in carriera in Nazionale): 2-2 al 114º. Sarà proprio Platini, al 119º minuto di gioco, a siglare il gol che vale la finale, grazie a un tocco da distanza ravvicinata.

Nella finale al Parc des Princes, la Francia trova la Spagna, battuta grazie ad una punizione di Platini e al raddoppio nella ripresa di Bruno Bellone.[31]

Mondiale 1986 [modifica]

Il timone della Nazionale passa da Michel Hidalgo a Henri Michel, peraltro già suo compagno di squadra proprio nelle file dei Bleus.

Passato abbastanza agevolmente il girone eliminatorio pur senza incantare, (contro Canada, URSS e Ungheria), la Francia affronta nel primo turno ad eliminazione diretta l'Italia, campione del mondo in carica. La Francia si impone per 2-0, e proprio Platini aprirà le marcature con un gol frutto di un inserimento centrale e pallonetto davanti al portiere in uscita.

Passato il turno, alla Francia spetta l'altra grande potenza del calcio mondiale: il Brasile. I verdeoro passano in vantaggio con Careca al 18º dopo un'azione in velocità, ma ancora Platini trova il pareggio per la sua squadra in chiusura di primo tempo con un tocco ravvicinato sotto porta. Il risultato non si sblocca nel secondo tempo, complice anche un errore di Zico dal dischetto. Ai rigori vince la Francia, nonostante l'errore di Platini.

Ad attenderla in semifinale vi è di nuovo la Germania Ovest; la Francia non riuscirà ad esprimere il suo miglior calcio, e ancora una volta soccomberà ai tedeschi; al fuoriclasse francese verrà anche annullato un gol dall'arbitro Agnolin. La Francia batterà il Belgio nella finale per il terzo posto, ma Platini non scenderà in campo. In seguito disputerà tre gare per le qualificazioni ad Euro '88 prima di lasciare definitivamente la Nazionale del suo Paese.

Platini è tuttora il secondo marcatore di sempre con la maglia della Nazionale francese, con 41 gol in 72 presenze, alle spalle di Thierry Henry con 51 gol in 123 presenze.

Dopo l'addio al calcio, su invito dell'Emiro del Kuwait, Platini gioca, per 21 minuti, con la casacca del Kuwait, una partita amichevole contro l'URSS.

Allenatore [modifica]

Dopo il suo ritiro dall'agonismo ricopre il ruolo di commissario tecnico della Nazionale francese (dal 1º novembre 1988 al 17 giugno 1992), senza però ottenere i successi avuti da calciatore.

Divenuto l'allenatore dei Galletti dopo la mancata qualificazione al campionato d'Europa 1988 (all'epoca si qualificavano solo 8 squadre, delle 33 iscritte all'UEFA), Platini non riesce a far qualificare i francesi al campionato del mondo 1990: è sopravanzato nelle eliminatorie da Scozia e Jugoslavia.

Nonostante i 19 risultati utili consecutivi (dal 29 aprile 1989 al 20 novembre 1991), che nel '91 gli valgono il premio di Allenatore dell'anno da parte del mensile World Soccer, ed il percorso netto (8 vittorie) nelle qualificazioni, al campionato d'Europa 1992, la Francia non riesce a vincere nemmeno una partita e viene eliminata nella fase a gruppi da Svezia, padrona di casa e Danimarca, poi vincitrice del torneo.

In totale sedette sulla panchina della Nazionale francese per 39 partite, ottenendo 16 vittorie.

Dirigente [modifica]

Michel Platini nel 2010

Il 10 novembre 1992 è nominato co-presidente (insieme a Fernand Sastre) del Comité français d'organisation, il comitato organizzatore del Campionato mondiale di calcio 1998.[32][33]

Vicepresidente della Federcalcio francese dal 2001 al 2008,[34] dal 2002 ricopre la medesima carica nell'Esecutivo della FIFA[35] Il 26 gennaio 2007 vince le elezioni per la presidenza della UEFA con 27 voti favorevoli, contro i 23 di Lennart Johansson, il presidente uscente.[36] Il 22 marzo 2011 è rieletto, per acclamazione, presidente dell'organo di governo del calcio europeo.[37]

Riforma delle Coppe europee e dei regolamenti [modifica]

Michel Platini nel 2009 a Breslavia con Rafał Dutkiewicz e Grzegorz Lato, durante un sopralluogo per verificare lo stato dei lavori agli impianti di Euro 2012.

Un punto importante della campagna elettorale per la presidenza UEFA fu la riforma delle Coppe europee, in particolar modo della Coppa dei Campioni in quanto, secondo lo stesso Platini, anche le squadre Campioni nazionali dei paesi minori dovevano avere il diritto di giocare, o tentare di giocare, la fase a gironi autunnale.

Il 30 novembre 2007 venne approvato il nuovo format per il triennio 2009-2012; le squadre schierate dai campionati principali, Spagna, Germania e Inghilterra saranno quattro, di cui tre ammesse direttamente al primo turno, mentre la quarta eventualmente dopo aver vinto il turno preliminare.

Le partecipanti di diritto alla fase a gironi passeranno da 16 a 22, comprendendo oltre alle terze classificate dei primi 3 paesi del Ranking UEFA, le squadre campioni nazionali dei paesi dal 7º al 12º (o 13º) posto.

Per i rimanenti dieci posti si qualificheranno i cinque campioni nazionali che avevano superato la fase preliminare e le cinque squadre delle federazioni forti, accontentando sia le federazioni dell'Est (come promesso in campagna elettorale) che quelle ricche (Italia, Germania, Spagna e Inghilterra).

La finale, dopo 54 anni, non si disputerà più di mercoledì, ma di sabato.[38]

Platini è inoltre impegnato in un processo di riequilibrio economico del calcio europeo che aumenti il controllo sulla sostenibilità economica dei bilanci delle squadre impegnate nelle competizioni organizzate dalla UEFA.[39]

In una intervista del febbraio 2009, Platini si è detto contrario all'applicazione della moviola in campo, ma favorevole all'aumento del numero degli arbitri schierati in campo.[3]

Statistiche [modifica]

Presenze e reti nei club [modifica]

Stagione Squadra Campionato Coppe nazionali Coppe continentali Altre coppe Totale
Comp Pres Reti Comp Pres Reti Comp Pres Reti Comp Pres Reti Pres Reti
1972-1973 Francia Nancy D1 5 2 CF 0 0 - - - - - - 5 2
1973-1974 D1 21 2 CF 3 0 - - - - - - 24 2
1974-1975 D2 32+1[40] 17 CF 8 13 - - - - - - 41 30
1975-1976 D1 31 22 CF 5 6 - - - - - - 36 28
1976-1977 D1 38 25 CF 1 0 - - - - - - 39 25
1977-1978 D1 36 18 CF 10 7 - - - - - - 46 25
1978-1979 D1 19 12 CF 5 3 CdC 0 0 - - - 24 15
Totale Nancy 183 98 32 29 0 0 - - 215 127
1979-1980 Francia Saint-Étienne D1 33 16 CF 7 5 CU 7 5 - - - 47 26
1980-1981 D1 35 20 CF 10 5 CU 7 4 - - - 52 29
1981-1982 D1 36 22 CF 8 5 CC 2 0 - - - 46 27
Totale Saint-Étienne 104 58 25 15 16 9 - - 145 82
1982-1983 Italia Juventus A 30 16 CI 13 7 CC 9 5 - - - 52 28
1983-1984 A 28 20 CI 7 3 CdC 8 2 - - - 43 25
1984-1985 A 30 18 CI 7 4 CC 9 7 SU 1 0 47 29
1985-1986 A 30 12 CI 4 1 CC 6 3 CInt 1 1 41 17
1986-1987 A 29 2 CI 8 1 CC 4 2 - - - 40 5
Totale Juventus 147 68 39 16 36 19 2 1 224 104
Totale carriera 434 224 96 60 52 28 2 1 584 313

Cronologia presenze e reti in Nazionale [modifica]

Cronologia presenze da commissario tecnico della Nazionale [modifica]

Palmarès [modifica]

Giocatore [modifica]

Club [modifica]

Competizioni nazionali [modifica]
Nancy: 1974-1975
Nancy: 1977-1978
Saint-Étienne: 1980-1981
Juventus: 1982-1983
Juventus: 1983-1984, 1985-1986
Competizioni internazionali [modifica]
Juventus: 1983-1984
Juventus: 1984
Juventus: 1984-1985
Juventus: 1985

Nazionale [modifica]

Francia 1984

Individuale [modifica]

1976, 1977
1983, 1984, 1985
1983, 1984, 1985
1984, 1985
1995
1982-1983 (16 gol), 1983-1984 (20 gol), 1984-1985 (18 gol)
Francia 1984 (9 gol)
1984-1985 (7 gol ex aequo con Torbjorn Nilsson dell'IFK Goteborg)
  • Miglior giocatore dell'Europeo: 1
Francia 1984
1985

Allenatore [modifica]

Individuale [modifica]

1991

Riconoscimenti [modifica]

1977, 1984
1989
1994
  • Inserito nel FIFA World Team of the 20th Century dalla Fédération Internationale de Football Association[42][43]
1998
2000
  • Inserito nel FIFA Dream Team dalla Fédération Internationale de Football Association[42]
2002
2004
2004
2008
2011
2012

Onorificenze [modifica]

Cavaliere della Legion d'Onore - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere della Legion d'Onore
— 29 aprile 1985[47]

Pubblicazioni varie [modifica]

  • César Sánchez (14/20 gennaio 2008). Platini, el exquisito tramposo. Don Balón (1683)  (in spagnolo).

Note [modifica]

  1. ^ (EN) Platini elected UEFA president, FIFA.com, 26 gennaio 2007. URL consultato in data 18 giugno 2011.
  2. ^ 109 anni di calcio prima della partita sul prato dell'Olimpico hanno sfilato 26 giocatori che hanno fatto la storia bianconera, La Stampa, 2 novembre 2006. URL consultato in data 18 giugno 2011.
  3. ^ a b Fulvio Bianchi, Platini: "No a moviola in campo: Così il calcio non è umano", la Repubblica, 28 marzo 2008. URL consultato in data 18 giugno 2011.
  4. ^ Rosa dei convocati alle Olimpiadi per la Francia in FIFA.com
  5. ^ (EN) Erik Garin & José Luis Pierrend, France - Footballer of the Year: Century Election, The Record Sport Soccer Statistics Foundation, 21 dicembre 2009. URL consultato in data 25 febbraio 2010.
  6. ^ (PDF(FR) Parmi les grands, L'Équipe, 12 agosto 2004. URL consultato in data 25 febbraio 2010.
  7. ^ Il premio calcistico Pallone d'oro, organizzato dalla rivista francese France Football, ha avuto luogo dal 1956 al 2009. Dal 2010 il riconoscimento si è fuso col FIFA World Player of the Year, dando vita ad un nuovo premio denominato Pallone d'oro FIFA, organizzato congiuntamente da France Football e dalla Fédération Internationale de Football Association. Pur se nell'uso comune si tende de facto a non fare distinzione tra "Pallone d'oro" e "Pallone d'oro FIFA", si tratta de iure e a tutti gli effetti di due riconoscimenti diversi.
  8. ^ Il presidente UEFA in UEFA.com. URL consultato in data 18 giugno 2011.
  9. ^ (EN) The World's best Player of the Century, International Federation of Football History & Statistics. URL consultato in data 25 febbraio 2010.
  10. ^ (EN) Europe's best Player of the Century, International Federation of Football History & Statistics. URL consultato in data 25 febbraio 2010.
  11. ^ Sánchez, op. cit., pag. 36
  12. ^ Gianni Brera, Da Ferrari a Platini: Ecco la Juve più bella, la Repubblica, 14 maggio 2009. URL consultato in data 18 giugno 2011.
  13. ^ Giampiero Timossi, Tra Hamrin e Batigol Toni per la storia, La Gazzetta dello Sport, 31 marzo 2006. URL consultato in data 18 giugno 2011.
  14. ^ Buon compleanno, Monsieur Calcio, la Repubblica.it, 21 giugno 2005.
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