Michel Platini

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« L'abbiamo comprato per un tozzo di pane e lui ci ha messo sopra il foie gras»

(Citazione di Gianni Agnelli[1])

Michel Platini
Platini con il Pallone d'oro vinto nel 1984.
Dati biografici
Nome Michel François Platini
Nato 21 giugno 1955
Jœuf
Paese bandiera Francia
Nazionalità {{{codicenazione}}}
Passaporto {{{passaporto}}}
Morto
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Altezza 177 cm
Peso 73 kg
Dati agonistici
Disciplina Calcio
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Record
Ranking {{{ranking}}}º
Best ranking {{{best ranking}}}º
Ruolo Allenatore (ex trequartista)
Squadra
Ritirato {{{Terminecarriera}}}
Carriera
Giovanili
1966-1972 Jœuf
Squadre di club1
1972-1979 Nancy 172 (102)
1979-1982 Saint-Étienne 96 (50)
1982-1987 Juventus 147 (68)
Nazionale
1976-1987 Bandiera della Francia Francia 72 (41)
Carriera da allenatore
1988-1992 Bandiera della Francia Francia
Incontri disputati

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Palmarès
 Mondiali di calcio
Bronzo Messico 1986
 Europei di calcio
Oro Francia 1984

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1 Dati relativi al solo campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
Statistiche aggiornate al 28 gennaio 2007

Michel François Platini (Jœuf, 21 giugno 1955) è un ex calciatore, allenatore di calcio e dirigente sportivo francese, presidente dell'UEFA dal 26 gennaio 2007 [2].

Reputato uno dei migliori calciatori della storia, fu tra i principali artefici dei successi della Nazionale francese e della Juventus negli anni Ottanta [3]. Dotato di un bagaglio tecnico di primissimo ordine, era un trequartista di tecnica sopraffina, visione del gioco notevole, specialista del calcio di punizione e in possesso di un innato fiuto per il gol. La sua grande capacità tecnica e l'attitudine ad essere un leader gli valsero il soprannome di Le Roi (Il Re, in francese)[4].

Legò il suo nome a quello dei bianconeri di Torino [5], con cui giocò dal 1982 al 1987, quando terminò la carriera, dopo aver conquistato numerosi trofei, a soli 32 anni[6].

Ottenne grandi soddisfazioni anche con la maglia della nazionale francese che nel 1984 vinse il campionato di calcio europeo, disputatosi proprio in Francia. Fu il primo grande traguardo ottenuto dalla nazionale transalpina, grazie anche ai gol di Platini che si laureò capocannoniere del torneo con 9 gol in appena 5 partite.

È l'unico calciatore ad aver vinto il Pallone d'Oro per tre anni consecutivi (dal 1983 al 1985) [7]. Anche Johan Cruijff e Marco van Basten riuscirono a conquistare tre volte il trofeo, ma non in sequenza. Nella graduatoria del 1983 segna il massimo distacco in percentuale dal secondo classificato nella storia del premio, totalizzando ben 5 volte (110 contro 26) il punteggio di Kenny Dalglish, stella dell'allora pluricampione Liverpool. Platini ha anche ottenuto due palloni di bronzo quale terzo classificato negli anni 1977 e 1980, cosa che nella classifica "all time" del pallone d'oro lo colloca al secondo posto dietro al tedesco Franz Beckenbauer.

La rivista di calcio internazionale World Soccer lo ha inserito al 5° posto nella classifica dei migliori calciatori del secolo. Ha anche raggiunto la percentuale di voto più alta nella votazione del premio "Calciatore dell'anno" assegnata dalla stessa rivista: nell'anno d'oro 1984 ottenne il 54% delle preferenze, risultando tuttora l'unico giocatore ad aver superato la soglia del 50%.

Indice

[modifica] Biografia

Nasce in Francia, a Jœuf da una famiglia di origini italiane, il nonno era originario di Agrate Conturbia, in provincia di Novara).

[modifica] Carriera da calciatore

Nel 1973 fa il suo debutto tra i professionisti in Francia, firmando un contratto con il Nancy, che gli frutta uno stipendio da seimila franchi al mese(circa un milione e duecentomila lire dell'epoca).

Nel 1978 vince la Coppa di Francia, e subito dopo si trasferisce al Saint Etienne, una delle squadre principali in Francia in quegli anni [8] .

Con il Saint Etienne vince il campionato in Francia nel 1981.

[modifica] Gli anni alla Juventus

[modifica] 1982-1983

La Juventus acquista Platini pochi giorni dopo aver concluso l'acquisto di un altro grande campione, Boniek. Questa scelta personale di Gianni Agnelli, costringe la società a privarsi dell'ottimo Liam Brady che aveva condotto la squadra a due titoli consecutivi, a causa della norma che permetteva la presenza in squadra al massimo di 2 stranieri [9].

Il cartellino di Platini è pagato 250 milioni di lire, per Platini il contratto biennale prevedeva 400 milioni di lire l'anno. La prima parte della stagione non è esaltante, a causa delle difficolta di ambientamento da parte di Platini al calcio italiano e alla difficoltà di integrarsi in un gruppo che contava 6 titolari della nazionale campione del mondo in Spagna. Nel girone di ritorno però, le prestazioni di Platini vanno in crescendo, trascinando la Juventus in una grande seconda parte di stagione. Sebbene lo scudetto andrà alla Roma, la Juventus riesce ad arrivare in finale di coppa dei campioni, eliminando nei quarti di finale l'Aston Villa campione in carica, grazie anche ad una doppietta di Platini nella partita di Torino vinta per 3 a 0, dopo la vittoria dell'andata per 2 a 1. In finale, la Juventus non riesce però a esprimere il proprio gioco contro l'Amburgo, che nonostante i pronostici sfavorevoli dell'andata, si aggiudica la coppa vincendo per 1 a 0 nella finale di Atene [10].

La distrazione europea costerà alla Juve anche la mancata rimonta sulla Roma, e si dovrà accontentare del secondo posto in campionato [11]. L'unica consolazione dell'anno sarà la conquista della Coppa Italia: dopo aver perso per 2-0 la finale di andata contro l'emergente Hellas Verona al Bentegodi, ancora Platini sarà il protagonista della grande rimonta bianconera nel ritorno al Comunale di Torino, realizzando una doppietta nel 3-0 che dopo i tempi supplementari condurrà il trofeo sotto la Mole[12].

Platini comunque conquista quell'anno il primo dei tre titoli consecutivi come primatista tra i cannonieri del campionato italiano di calcio.

[modifica] 1983-1984

Platini in azione durante Juventus-Roma del campionato 1983-84.

Nella stagione 1983-1984, la Juventus torna a puntare alla vittoria dello scudetto e sulla Coppa delle Coppe.

La sfida per lo scudetto sarà una corsa a due con il Torino, che dura fino al 26 febbraio 1984, quando nel derby della Mole, la Juventus si impone per 2 a 1 con una doppietta di Platini ed ipoteca la vittoria finale staccando il Toro di 8 punti.

Anche la Coppa delle Coppe va ai bianconeri che, dopo aver eliminato il Paris Saint Germain negli ottavi di finale, e il Manchester United in semifinale, in finale si impongono sul Porto per 2 a 1.

Platini migliora ancora il suo gioco divenendo sempre più il faro della squadra e segnando un maggior numero di gol: 20 su 28 presenze, una cifra che gli permetterà di vincere uno storico duello a distanza per il titolo di capocannoniere con il fuoriclasse brasiliano Zico, giunto quella stagione in Italia nelle file dell'Udinese.

Platini conquista il suo primo Pallone d'oro nel 1983, battendo con 110 preferenze lo scozzese Kenny Dalglish fermo a 26 preferenze.

[modifica] 1984-1985

La stagione 1984-1985 vede la Juventus nuovamente a caccia della sua prima Coppa dei Campioni. La stagione si rivelerà a due volti per la squadra di Torino, che in campionato non riuscirà a bissare il titolo dell'anno precedente, chiudendo solo sesta, alle spalle oltre che del sorprendente Verona campione d'Italia, anche del Torino,dell'Inter, della Sampdoria e del Milan. La stagione per Platini è comunque positiva, con la terza affermazione nella classifica dei marcatori (18 goal, davanti ad Altobelli e Maradona) ed il secondo Pallone d'oro vinto sul finire dell'anno solare 1984. A gennaio 1985 arriva un'altra affermazione europea per la Juventus e Platini: la vittoria nella Supercoppa europea contro i campioni d'Europa in carica del Liverpool con un secco 2-0 firmato Boniek ma ispirato dal solito Platini.

In Coppa Campioni, la Juventus arriva facilmente alle fasi finali battendo agevolmente prima l'FC Ilves e negli ottavi di finale il Grasshoppers. Anche nei quarti di finali la Juventus passa facilmente eliminando lo Sparta Praga, mentre in semifinale, Platini e compagni si trovano di fronte il Bordeaux campione di Francia in carica, e nelle cui file militano molti compagni di nazionale dello stesso Platini. La partita si decide nel turno d'andata, con la netta affermazione della Juventus per 3 a 0 alla quale Platini contribuisce con un goal ed un assist per Boniek. La partita di ritorno vedra poi l'inutile vittoria per 2 a 0 dei transalpini.

Arriva dunque la terza finale europea in tre anni per Platini, la seconda in Coppa Campioni: il 29 maggio a Bruxelles, c'è ancora il Liverpool. La partita, che passerà alla storia come la Strage dell'Heysel a causa degli incidenti provocati dagli hooligans [13] inglesi, che causarono la morte di trentanove persone sulle tribune dello stadio, fu vinta dalla Juventus per 1 a 0 con un goal di Platini su rigore inesistente ai danni di Boniek, imbeccato dallo stesso Platini con un lancio da 50 metri[14].

A causa degli incidenti, tutte le squadre inglesi furono bandite dalle competizioni europee per cinque anni, e il Liverpool per sei.

Platini chiude l'edizione della coppa da capocannoniere con 7 goal.

[modifica] 1985-1986

Per la Juventus è una stagione di rinnovamento, si chiude il ciclo glorioso della squadra che ha dominato in Italia ed Europa negli ultimi 3 anni. Vanno via tra gli altri Paolo Rossi, Boniek, Claudio Gentile, che era stato ceduto alla Fiorentina l'anno prima, e Marco Tardelli. Arrivano giovani promettenti come Lionello Manfredonia, Massimo Mauro, Aldo Serena, e Michael Laudrup. Platini resta il leader di una squadra che vede ancora Giovanni Trapattoni in panchina.

Le prime giornate di campionato fugano ogni dubbio su quale potesse essere la forza della nuova Juve: viene stabilito il record di 8 vittorie consecutive iniziali in campionato (superato solo vent'anni dopo, sempre dai bianconeri) che lanciano subito la Juventus in verso il suo 22esimo scudetto, il secondo per Platini, anche se si deve resistere ad una poderosa rimonta della Roma nel girone di ritorno.

A livello individuale, Platini sembra non veder diminuita la sua capacità di essere decisivo in zona gol segnando complessivamente 12 reti. Sul finire del 1985 Platini si aggiudica il terzo Pallone d'oro della sua carriera, quarto consecutivo per un giocatore della Juventus, dopo quello di Paolo Rossi e i primi due del sopracitato Platini.

A causa della squalifica delle squadre inglesi dalle competizioni europee, Platini e compagni devono rinunciare alla finale di Supercoppa Europea contro l'Everton, ma si "consolano" con la vittoria della Coppa Intercontinentale ai danni dell'Argentinos Juniors nella finale di Tokyo.

La partita si deciderà ai calci di rigore, dopo che i 90 minui regolamentari si erano chiusi sul 2 a 2 con i goal bianconeri siglati da Platini su rigore, e da Laudrup su assist pregevole dello stesso Platini. Durante i 90 minuti regolamentari, Platini si vede annullato un goal regolare, decisione alla quale protesterà con una scena entrata nella storia: sdraiandosi a terra a gambe incrociate, con la mano sotto il mento e sorridendo al direttore di gara al quale rivolgerà succesivamente un ironico applauso [15] [16] .

[modifica] 1986-1987

Il processo di rinnovamento della Juventus prosegue, e del gruppo storico rimangono solo Scirea e Cabrini. Platini disputa una stagione sottotono in zona goal, realizzando appena due marcature in campionato. Il campionato sarà vinto dal Napoli di Diego Armando Maradona, e anche in Coppa Campioni, l'avventura termina presto per mano del Real Madrid.

A fine stagione Platini annuncia il suo addio al calcio giocato a soli 32 anni, in una intervista rilasciata allo Stadio Comunale.

[modifica] Nazionale

[modifica] Europeo 1984

La Francia, paese ospitante, si aggiudica la vittoria finale del torneo trascinata da uno strepitoso Platini, che si laurea anche capocannoniere del torneo con 9 marcature. La prima partita è contro la Danimarca, e proprio Platini consegnerà la vittoria ai transalpini con il gol dell'1-0 finale.

La cavalcata dei galletti prosegue con il sonoro 5 a 0 ai danni del Belgio al quale Platini contribuisce segnando una tripletta. La terza partita è una pura formalità in quanto la Francia è già matematicamente prima; la Jugoslavia impegna però i padroni di casa portandosi in vantaggio per 2 a 0 prima che Platini realizzi la sua seconda tripletta consecutiva che vale il 3-2 per la Francia. Si arriva così ai turni ad eliminazione diretta: per la Francia in semifinale c'è il Portogallo. È una partita avvincente, che si rivelerà la migliore del torneo: i tempi regolamentari finiscono sul 1-1. Al gol su punizione del difensore Domergue nel primo tempo,risponde il portoghese Jordao a un quarto d'ora dalla fine. Si va quindi ai supplementari, il Portogallo segna ancora con Jordao e la Francia, che vede affiorare l'incubo della sconfitta davanti al pubblico di casa, si butta disperatamente in avanti. Al termine di un'azione convulsa in area portoghese, Platini viene atterrato in area; la palla giunge a Jean-François Domergue che, da pochi metri realizza il 2 a 2 al 114 minuto di gioco. Sarà proprio Platini, al 119° minuto di gioco, a siglare il gol che vale la finale, grazie a un tocco da distanza ravvicinata.

Nella finale allo Stadio dei Principi la Francia trova la Spagna, battuta grazie ad una punizione dell'immancabile Platini e al raddoppio nella ripresa di Bruno Bellone e la vittoria finale [17].

[modifica] Mondiale 1986

La Francia, campione d'Europa in carica, si presenta come una delle favorite. Una formazione ricca di talenti e trascinata dal tre volte pallone d'oro Platini. Passato abbastanza agevolmente il girone eliminatorio, la Francia affronta nel primo turno ad eliminazione diretta l'Italia, campione del mondo in carica. La formazione azzurra non ha trovato un ricambio generazionale all'altezza del titolo che porta, e si presenta in Messico senza ambizioni di primissimo livello. La Francia si impone agevolmente 2 a 0, e proprio Platini aprirà le marcature con un gol frutto di un inserimento centrale e tocco-sotto davanti al portiere in uscita. Passato il turno, alla Francia spetta l'altra grande potenza del calcio mondiale mondiale: il Brasile che, al contrario dell'Italia, può contare su una formazione all'altezza del suo blasone, con talento in ogni reparto e stelle di primissima grandezza: su tutti Zico. I verdeoro passano in vantaggio con Careca al 18° minuto dopo un'azione in velocità, ma ancora il Platini trova il pareggio per i transalpini in chiusura di primo tempo con un tocco ravvicinato sotto porta. Il risultato non si sblocca nel secondo tempo complice anche l'errore di Zico dal dischetto. Ai rigori la Francia si impone nonostante l'errore di Platini. Ad attenderla ancora la Germania Ovest, la terza squadra più blasonata del calcio mondiale. Provata dalla fatica della sfida con il Brasile, la Francia non riuscirà ad esprimere il suo miglior calcio, e ancora una volta soccomberà ai tedeschi. Platini e compagni si consolano con la vittoria nella finale per il terzo posto con il Belgio.

Platini è tuttora il secondo marcatore di sempre con la maglia della Nazionale francese, con 41 gol e 72 presenze, alle spalle di Thierry Henry con 45 gol e 102 presenze.

[modifica] Carriera da allenatore

Dopo il suo ritiro dall'agonismo ha ricoperto il ruolo di commissario tecnico della Nazionale francese (dal 1° novembre 1988 al 17 giugno 1992), senza però ottenere i successi avuti da calciatore.

Divenuto l'allenatore dei galletti dopo la mancata qualificazione al campionato d’Europa 1988, Platini non riuscì a far qualificare i transalpini al campionato del mondo 1990: fu sopravanzato nelle eliminatorie da Scozia e Jugoslavia.

Al campionato d’Europa 1992 fu eliminato nella fase a gironi da Danimarca e Svezia.

[modifica] Carriera da dirigente

Platini in una foto del 2008

Attuale vicepresidente della Federcalcio francese, dal 2002 ricopre la medesima carica nell'Esecutivo della FIFA [18]. Il 26 gennaio 2007 ha vinto le elezioni per la presidenza della UEFA con 27 voti favorevoli, contro i 23 di Lennart Johansson [19].

È stato presidente del comitato organizzatore dei Mondiali di Francia 1998 [20].

[modifica] Riforma delle Coppe europee e dei regolamenti

Un punto importante della campagna elettorale per la presidenza UEFA fu la riforma delle Coppe europee, in particolar modo della Coppa dei Campioni in quanto, secondo lo stesso Platini, anche le squadre Campioni nazionali dei paesi minori (Ungheria, Romania, Slovacchia ecc.) dovevano avere il diritto di giocare, o tentare di giocare, la fase a gironi autunnale.

Il 30 novembre 2007 venne approvato il nuovo format per il triennio 2009-2012; le squadre schierate dai campionati principali, Spagna, Italia e Inghilterra saranno 4, di cui 3 ammesse direttamente al Primo Turno, mentre la quarta eventualmente dopo aver vinto il turno preliminare.

Le partecipanti di diritto alla Fase a Gironi passeranno da 16 a 22, comprendendo oltre alle terze classificate dei primi 3 paesi del Ranking UEFA, le squadre campioni Nazionali dei paesi dal 7° al 12° (o 13°) posto.

Per i rimanenti 10 posti si qualificheranno le 5 campioni Nazionali che avevano superato la Fase Preliminare e le 5 squadre delle federazioni forti, accontentando sia le federazioni dell'Est (come promesso in campagna elettorale) che quelle ricche (Italia, Germania, Spagna e Inghilterra).

La Finale, dopo 54 anni, non si disputerà più di mercoledì, ma di sabato [21].

Platini è inoltre impegnato in un processo di riequilibrio economico del calcio europeo che aumenti il controllo sulla sostenibilità economica dei bilanci delle squadre impegnate nelle competizioni organizzate dalla UEFA.[22].

In una intervista del Febbraio 2009, Platini si è detto contrario all'applicazione della moviola in campo, ma favorevole all'aumento del numero dgli arbitri schierati in campo[23].

[modifica] Statistiche

[modifica] Presenze e reti nei club

Stagione Squadra Serie Pres. Reti Coppe Europee Pres. Reti
1972-73 Nancy Bandiera della Francia Ligue 1 10 6
1973-74 Nancy Bandiera della Francia Ligue 1 31 11
1974-75 Nancy Bandiera della Francia Ligue 1 27 16
1975-76 Nancy Bandiera della Francia Ligue 1 23 15
1976-77 Nancy Bandiera della Francia Ligue 1 28 18
1977-78 Nancy Bandiera della Francia Ligue 1 28 22
1978-79 Nancy Bandiera della Francia Ligue 1 25 14
1979-80 Saint-Étienne Bandiera della Francia Ligue 1 30 7 Coppa UEFA 7 5
1980-81 Saint-Étienne Bandiera della Francia Ligue 1 32 20 Coppa UEFA 7 4
1981-82 Saint-Étienne Bandiera della Francia Ligue 1 34 23 Coppa Campioni 2 0
1982-83 Juventus Bandiera dell'Italia Serie A 30 16 (+2) Coppa Campioni 9 5
1983-84 Juventus Bandiera dell'Italia Serie A 28 20 Coppa Coppe 8 2
1984-85 Juventus Bandiera dell'Italia Serie A 30 18 Coppa Campioni 9 7
1985-86 Juventus Bandiera dell'Italia Serie A 30 12 Coppa Campioni 6 3
1986-87 Juventus Bandiera dell'Italia Serie A 29 2 Coppa Campioni 4 2

[modifica] Palmarès

[modifica] Club

Competizioni nazionali:

Saint-Étienne: 1980/1981
Nancy: 1977/1978
Juventus: 1983/1984, 1985/1986
Juventus: 1982/1983

Competizioni internazionali:

Juventus: 1983/1984
Juventus: 1984
Juventus: 1984/1985
Juventus: 1985

[modifica] Nazionale

1984

[modifica] Individuale

1976, 1977
1982/1983 (16 gol + 2 revocati)
1983/1984 (20 gol)
1984/1985 (18 gol)
1983, 1984, 1985
  • Capocannoniere del Campionato Europeo: 1
1984 (9 gol)
  • Miglior giocatore del Campionato Europeo: 1
1984
  • Miglior calciatore straniero nella storia della Juventus: 1
1999

[modifica] Altri progetti


[modifica] Note

  1. ^ [1]
  2. ^ [2]
  3. ^ [3]articolo tratto da La Repubblica
  4. ^ [4]articolo della Gazzetta dello Sport
  5. ^ [5]articolo di La Stampa
  6. ^ [6]
  7. ^ [7]dati tratti dal sito ufficiale della competizione
  8. ^ [8]
  9. ^ [9]articolo tratto da Il Corriere della Sera
  10. ^ [10]articolo della Gazzetta dello Sport
  11. ^ [11]
  12. ^ [12]dal sito della Coppa Italia
  13. ^ [13]
  14. ^ [14]articolo della Gazzetta dello Sport
  15. ^ [15]
  16. ^ [16]
  17. ^ [17]
  18. ^ [18]articolo di La Repubblica
  19. ^ [19]articolo de Il Sole 24ore
  20. ^ [20]articolo da La Repubblica
  21. ^ [21]articolo sulla decisione
  22. ^ [22]Intervista da Ju29ro.com
  23. ^ [23]

[modifica] Collegamenti esterni

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