Ultras

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Con il termine ultras (o più correttamente ultrà) (derivato dal francese ultra-royaliste, di origine latina, indicante i più fanatici attori del terrore bianco) si definisce il tifoso organizzato di una determinata società sportiva, più frequentemente di tipo calcistico, ma spesso anche di pallacanestro, hockey, pallanuoto ed altri sport. L'ultras è caratterizzato da un forte senso di appartenenza al proprio gruppo e dall'impegno quotidiano nel sostenere la propria squadra, che trova il suo culmine durante le competizioni sportive.

Prende posto solitamente nel settore popolare.

Indice

[modifica] Cenni storici

Il fenomeno del tifo calcistico nasce in Italia negli anni '50 quando i primi tifosi di squadre di calcio iniziano a riunirsi in gruppo. A Torino, con i "Fedelissimi Granata 1951", nascono i primi esempi di questo fenomeno, che inizia poi a diffondersi anche in Gran Bretagna, dove gli ultras vengono battezzati hooligans. Vi sono differenze basilari tra i due modi di essere ultras: in Gran Bretagna viene lasciato molto più spazio ad azioni spontanee, mentre in Italia si tende a coordinare i vari elementi in un'unica voce. Anche le forme estetiche del tifo risentono di questa differenza: in Gran Bretagna si predilige l'impatto vocale a quello visivo e non si usano i tamburi che contraddistinguono le colorite curve italiane. In Italia il primo gruppo ultras, formatosi a Genova nel 1961, furono i Fedelissimi Sampdoriani . Nel 1969 i primi due gruppi ad aver utilizzato per primi la parola Ultras sono: i sampdoriani "Ultras Tito Cucchiaroni", e gli "Ultras Granata" di Torino, sponda granata.Il termine Ultras significa Uniti Legneremo Tutti i Rossoblu Ancora a Sangue termine rivolto ai cugini genoani dai tifosi della Sampdoria.

Nel corso degli anni '60 queste nuove strutture aggregative iniziano a svilupparsi intorno alle grandi squadre dell’epoca e i loro membri si distinguono dai supporter tradizionali per il modo attivo ed organizzato di incoraggiare la loro squadra del cuore. Ogni gruppo ultras ha allora un proprio nome simbolico ed uno striscione dietro cui radunarsi. Nascono le coreografie per sostenere la propria squadra: si cantano inni, gli stadi si riempiono di bandiere, si lanciano coriandoli e si accendono i primi fumogeni. Parallelamente nasce anche la competizione con i gruppi ultras di altri squadre.

[modifica] Gli anni Settanta

Lo sviluppo dei gruppi ultras negli anni '70 coincide con un periodo piuttosto tempestoso della società italiana, toccata a più riprese da episodi di violenza e terrorismo. Cosicché gli ultras, risentendo del clima di generale violenza, prima durante e dopo la partita, specie in occasione degli incontri "più caldi", si abbandonano a veri e propri atti di guerriglia urbana. Tutto ciò era riscontrabile nei cori spesso presi in prestito dalle manifestazioni e dai cortei, nell'abbigliamento, nella simbologia riproposta dagli striscioni e dagli stessi nomi dei gruppi. Addirittura, in Toscana si rinverdisce l'antica rivalità tra guelfi (colligiani e fiorentini ad esempio) e ghibellini (senesi in primis).

[modifica] Gli anni Ottanta e Novanta

A partire dagli anni '80, tutte le squadre professioniste hanno almeno un gruppo ultras e il modello italiano si espande decisamente in tutto il resto d'Europa, soprattutto tra i paesi latini (Spagna, Portogallo, Francia), Svizzera e tra le ex repubbliche della disciolta Jugoslavia (Slovenia, Croazia, Serbia).

Negli anni '90 si sono viste tifoserie ispirate al modello di tifo ultras italiano anche in Irlanda, Scozia, Paesi Bassi e Germania. Con l'aumento dell'interesse verso il calcio in Canada, Stati Uniti e Australia sono sorti i primi gruppi di tifosi organizzatisi secondo criteri, almeno esteticamente, ispirati agli ultras del vecchio continente. All’interno degli stadi di tutta Europa gli ultras diventano sempre più i veri protagonisti nelle curve. Si accentua anche il modo di fronteggiarsi tra gruppi avversari di ultras: si diffonde il ricorso allo scontro. Le forze di polizia iniziano ad impegnarsi per arginare gli episodi di violenza .

Negli anni '90 il problema della violenza nel calcio si accentua ulteriormente, sviluppandosi, in molti casi, in atti di ribellione. Il 29 gennaio 1995, poco prima dell'incontro tra Genoa e Milan, Vincenzo Spagnolo, ultras genoano, viene accoltellato a morte: l'episodio indusse i rappresentanti della maggior parte dei principali gruppi ultras italiani a partecipare a un raduno che ha rappresentato un importante tentativo di autoregolamentazione. In un documento conclusivo gli ultras condannarono l'utilizzo di armi da taglio durante gli scontri e le aggressioni "molti-contro-uno", auspicando un ritorno ai vecchi codici di comportamento ultras.

[modifica] Il fenomeno oggi

Oggi i gruppi di ultras rappresentano ancora una delle componenti più importanti del mondo del calcio. Dispongono di sedi, diffondono le loro comunicazioni attraverso siti web, libri, riviste autoprodotte (fanzine) e così via. In risposta alla radicale trasfigurazione commerciale del mondo del calcio iniziata nei primi anni '90 e che ha portato allo stravolgimento degli abituali orari delle partite in base alle esigenze delle pay-tv ed al forte aumento del costo dei biglietti dello stadio, gran parte del movimento ultras italiano ha dato vita a una serie di iniziative di protesta.

In Italia il comportamento a volte violento di alcuni ultras è posto costantemente sotto accusa da parte delle forze dell'ordine e dei media ed ha portato ad un inasprimento ulteriore delle norme anti-violenza, come i provvedimenti del D.A.SPO.).

Dopo la morte dell'ispettore Filippo Raciti, durante scontri tra catanesi e polizia, durante un Catania-Palermo del Febbraio 2007 vi è stato un ulteriore giro di vite nei confronti del tifo organizzato. La nuova legge "anti-ultras" ha stravolto ancora una volta il mondo delle curve italiane. È stata vietata l'introduzione di striscioni, di qualsiasi tipo e dimensione, senza autorizzazione; vietati totalmente fumogeni e petardi (con arresto per gli utilizzatori); introduzione di biglietti nominali; DASPO che può essere anche preventivo (cioè un soggetto potenzialmente pericoloso può essere sottoposto a Daspo a prescindere dal suo comportamento) e molte altre norme repressive.

[modifica] Differenze con gli hooligans

Il fenomeno degli ultras dell'Europa meridionale dimostra molte discordanze con quello degli hooligans britannici e olandesi.

Prima fra tutte è l'organizzazione dei gruppi ultras contrapposta allo spontaneismo dei nuclei di tifosi britannici. Le cosiddette crew (dette anche mob o firm, equivalenti del gruppo ultras) inglesi e scozzesi riconoscono leader e figure di riferimento, ma non hanno una organizzazione che contempli la ripartizione di compiti e incarichi di varia natura né una struttura gerarchica, come invece accade con gli ultras.

Altre caratteristiche peculiari degli ultras sono le coreografie. Per realizzare imponenti scenografie in occasione delle partite, un gruppo ultras mette in movimento l'intero gruppo: la macchina decisionale del direttivo, fino agli attivisti e ai ragazzi più giovani impegnati nella realizzazione. Per reperire i fondi necessari ad allestire le coreografie i gruppi ultras fanno leva sull'autofinanziamento, sulle collette fra tifosi, sulla vendita di sciarpe e altro merchandising (berretti, bandiere, spille, t-shirt e così via) ufficiale del gruppo. Diversi gruppi ultras hanno usufruito, nel corso degli anni, anche di finanziamenti e aiuti di vario tipo dalle società calcistiche e da imprese private. In Italia il finanziamento ai tifosi da parte di una società sportiva è ora vietato da una legge entrata in vigore nel 2007. Nel Regno Unito, non esistendo alcun tipo di organizzazione ufficiale del gruppo hooligan, questo aspetto non è presente.

Nelle curve ultras esiste anche un "capo" che coordina i cori, il cosiddetto "lanciacori". Questa figura, che si colloca al centro del settore, è spesso coadiuvata da altre persone munite di megafono (situate in punti più periferici della curva). Tutta la strumentazione è ora vietata in Italia dal decreto anti-violenza.

Il fenomeno degli hooligan, inoltre, è esclusivamente maschile, contrariamente ai gruppi ultras che, seppur sono in larghissima maggioranza maschile, non escludono la presenza di donne sia come semplici componenti del gruppo stesso sia con ruoli attivi. Addirittura negli anni si sono venuti a formare (seppur sono stati casi rarissimi) gruppi ultras totalmente femminili (da non confondere con i fan club di tifose), che però hanno avuto sempre numeri bassi di appartenenti, attività sporadica e durata estremamente breve, il più delle volte le superstiti di questi gruppi o lasciavano l'attività ultras o, come spesso accadeva, entravano a far parte di gruppi maschili. C'è da dire però che ultimamente alcune tifoserie stanno ripresentando gruppi ultras femminili, con risultati migliori rispetto ai precedenti tentativi.

I rapporti con le altre tifoserie sono diversi, in quanto gli hooligan vedono in qualsiasi componente della tifoseria avversaria un nemico con il quale scontrarsi ad ogni costo e non è concettualmente ammissibile un'amicizia con l'avversario, mentre gli ultras si scontrano solo con ultras di alcune determinate squadre rivali, mentre con altri o si ha un rapporto di indifferenza oppure addirittura di amicizia o gemellaggio (vedi paragrafo a seguire).

[modifica] Sottocultura ultras

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Gruppi Ultras Italiani.

Gli ultras sono considerati come sottocultura giovanile da una parte della sociologia. Con questo termine si identifica un gruppo di individui accomunati da un determinato stile di vita, da alcuni vocaboli gergali, dalla la diffusione di certi capi d'abbigliamento. Essi hanno un proprio sistema di valori e una propria ritualità, oltre ad un peculiare modo di vivere lo stadio che non è lo stesso del tifoso comune. In tal senso possono essere intesi l'utilizzo della violenza contro le tifoserie rivali e l'accettazione di essa secondo codici di comportamento condivisi.

[modifica] Rivalità e amicizie

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Derby (calcio).
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Squadre gemellate.

Ogni tifoseria o gruppo ultras annovera un certo numero di sostenitori di altre squadre che vengono considerati come rivali. La rivalità, oltre all’astio e ai tafferugli che ne conseguono, possono avere diversa origine.

Il primo fattore è campanilistico, specialmente in paesi quali Italia e Spagna in cui vi è un forte orgoglio regionalistico o municipalistico. Oltre a tifoserie di squadre della stessa città, è molto comune il confronto fra i tifosi di formazioni calcistiche provenienti da città, province o regioni confinanti. Vi sono anche storiche rivalità di natura sportiva, sorte come conseguenza ad ingiustizie sportive subite o dopo che due squadre hanno condiviso una sorte simile all’inseguimento dello stesso obiettivo. Forti attriti si possono creare anche fra quelle tifoserie che sono ispirate da contrapposta ideologia politica.

Per gli stessi motivi, sono frequenti anche i casi in cui due curve non solo siano non belligeranti, ma i cui membri si mescolino per tifare e festeggiare insieme. Ciò è dovuto al rispetto o all’amicizia che possono nascere condividendo un simile modo di intendere la vita di curva, ma anche in caso di coincidenti ideologie politiche (si veda, ad esempio, il cosiddetto triangolo nero costituito dalle tifoserie del Verona, della Lazio e dell'Inter che sono accomunate dall'essere di estrema destra). Quando essa è particolarmente solida viene ufficializzata e siglata come gemellaggio.

Striscione di benvenuto degli ultras sambenedettesi, lasciato fuori il settore ospiti per gli amici avellinesi

Il primo gemellaggio (9 gennaio 1977) nato tra gruppi ultras nel mondo è quello (tutt'ora molto consolidato) tra le tifoserie del Lanerossi Vicenza e del Pescara[1].

[modifica] Ultras e politica

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Tifo calcistico e politica.

I primi gruppi ultras sono sorti tra la fine degli anni '60 e l'inizio del decennio successivo, quando i giovani partecipavano attivamente alla vita politica, spesso in forme apertamente contestatorie e molto violente. Da allora molte curve e gruppi ultras hanno assunto una precisa connotazione ideologica, quasi sempre votata all'estremismo (sia di sinistra che di destra). Diversi sono anche i gruppi e le intere curve che si dichiarano apolitiche. Se all'inizio del movimento erano le manifestazioni politiche ad avere avuto un forte impatto sulla creatività degli ultras, tanto che questi portavano allo stadio gli slogan dei cortei, ora avviene un fenomeno inverso. Grazie ad una certa esposizione mediatica e ad un notevole afflusso negli stadi, capita frequentemente che diversi cori scanditi nei cortei politici vengano intonati sulle note di celebri inni da stadio.

L'estremismo politico, di destra quanto di sinistra, presente in molte curve, ha portato alla comparsa di striscioni condannati dall'opinione pubblica, dai mezzi di comunicazione e dalle istituzioni poiché riconducibili all'antisemitismo, a festeggiamenti intorno a figure dittatoriali quali Stalin e Adolf Hitler, all'apologia del nazismo e alla derisione delle vittime dei massacri delle foibe. In Italia le autorità hanno reagito vietando i messaggi politici sugli striscioni e impedendo la riproduzione di qualsiasi simbolo politico su ogni tipo di vessillo, onde evitare lo scontro fisico tra due tifoserie ideologicamente contrapposte.

Visto il carettere popolare, le curve sono talvolta state viste e strumentalizzate come bacino elettorale.[2].

[modifica] La repressione del fenomeno

Oggi in Italia, ma non solo, è in atto un tentativo di repressione da parte degli enti governativi che tendono a porre fine ai movimenti ultras. Questi atti molto spesso sfociano in scontri violenti tra polizia e ultras. Va anche precisato che le nuove norme hanno fortemente limitato la libertà negli spostamenti e nella manifestazione del libero pensiero, ridotto il numero di scontri tra ultras ma, al tempo stesso, hanno incrementato gli scontri tra ultras e forze di polizia. In alcuni casi gli ultras di squadre da decenni rivali si sono federate in manifestazioni contro la Polizia. Un esempio è il corteo comune tra milanisti, interisti, atalantini e bresciani dopo la morte di Gabriele Sandri, tifoso laziale ucciso in autostrada da un poliziotto con un colpo di pistola.

[modifica] Note

  1. ^ Vecchia Guardia Vicenza 1976
  2. ^ L'infiltrazione neofascista delle curve, in "FASCISTERIA. I protagonisti, i movimenti e i misteri dell'eversione nera in Italia (1945-2000)" di Ugo Maria Tassinari, ed. Castelvecchi, 2001

[modifica] Bibliografia

  • Domenico Mungo, Sensomutanti-L'amore ai tempi del Daspo, Torino, Tirrenia Stampatori, 2003.
  • Domenico Mungo, Cani Sciolti, Rovereto, Boogaloo Publishing, 2009.
  • Elisa Davoglio, Onore ai diffidati, Milano, Mondadori, 2008.
  • Daniele Segre, Ragazzi di stadio, Milano, Mazzotta, 1979.
  • Franco Ferrarotti, All'ultimo stadio, Milano, Rusconi, 1983.
  • Alessandro Dal Lago, Descrizione di una battaglia: i rituali del calcio, Bologna, Il Mulino, 1990. ISBN 8815028765
  • Fabio Bruno, Vita da ultrà. Dentro le curve d'Europa, Bologna, Conti, 1992.
  • Andrea Ferreri, Ultras i ribelli del calcio, quarant'anni di antagonismo e passione, 2009, Lecce, Bepress. ISBN 9788896130025
  • Alessandro Dal Lago; Roberto Moscati, Regalateci un sogno: miti e realtà del tifo calcistico in Italia, Milano, Bompiani, 1992. ISBN 8845219593
  • Nanni Balestrini, I Furiosi, Milano, Bompiani, 1994. ISBN 8845221857
  • Valerio Marchi, Ultrà: le sottoculture giovanili negli stadi d'Europa, Roma, Koinè, 1994. ISBN 8881060019
  • Maurizio Marinelli, Ultimo Stadio, Bergamo, Centro Studi Polizia, 1996.
  • Daniele De Luca; Dario Colombo, Fanatics: voci, documenti e materiali dal movimento ultrà, Roma, Castelvecchi, 1996. ISBN 8886232934
  • Rocco De Biasi, You'll never walk alone, Milano, Shake ed., 1998.
  • Valerio Marchi, Il derby del bambino morto. Violenza e ordine pubblico nel calcio, Roma, Derive Approdi, 2005. ISBN 8888738673
  • Cass Pennant, Congratulazioni, hai appena incontrato la ICF (West Ham United), Milano, Baldini & Castoldi, 2004. ISBN 8884904714
  • [Ciao Emi...] libro in ricordo di Emiliano Del Rosso Ultrà - Centro di Coordinamento tifosi Azzurri Empoli - di Fabizio Fiorananti - Paolo Lunghi - Claudio Del Rosso
  • Giovanni Francesio, Tifare contro. Una storia degli ultras italiani, Sperling & Kupfer, 2008. ISBN 8820045052
  • Maurizio Martucci, Nobiltà ultras dal 1900. Un secolo di storia, documenti e immagini della tifoseria laziale, De Marco-Piscitelli, 1996. ISBN
  • Maurizio Martucci, 11 Novembre 2007. L'uccisione di Gabriele Sandri, una giornata buia della Repubblica, Sovera Multimedia, 2008. ISBN 9788881247875
  • Maurizio Martucci, Cuore Tifoso. Roma-Lazio 1979. Un razzo ha distrutto la mia famiglia. Gabriele Paparelli racconta., Sovera Multimedia, 2009. ISBN 9788881248629
  • Nicola Guerra, "La celtica nel mondo ultras e nell’attualità politica" in "Storia ed uso della croce celtica nella destra politica italiana", , Settentrione - Rivista di Studi italo-finlandesi n.20/2008 a cura della Società finlandese di Lingua e Cultura Italiana.
  • Stefano Faccendini, Tifosi e ribelli, Edizioni Clandestine, 2005.
  • Stefano Faccendini, La trasferta, Edizioni Clandestine, 2009.

[modifica] Voci correlate

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