Casual (sottocultura)

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Il casual è una sottocultura nata all'inizio degli anni ottanta nel Regno Unito.

La genesi del movimento va ricercata nelle terrace, ovvero le gradinate degli stadi inglesi, frequentate da gruppi di ragazzi facinorosi (hooligan) che cercavano il contatto con gli avversari e con la polizia: questi gruppi erano formati in prevalenza da skinhead e hard mod. A causa dell'appariscenza del vestiario skinhead però, questi gruppi venivano sempre più facilmente localizzati dalla polizia e quindi repressi. Nacque così l'esigenza di adottare un look che avesse un basso profilo e non presentasse nessun riferimento alla propria squadra, in modo da facilitare il tentativo di non esser notati nella folla dei tifosi pacifici e differenziarsi dagli hooligans.

Prima ondata[modifica | modifica sorgente]

Il movimento, secondo la maggioranza degli osservatori, prese il via nel nord dell'Inghilterra e precisamente a Liverpool (ma non solo, si veda ad esempio i Perry boys di Manchester e gli Aberdeen Soccer Casuals appunto nella città di Aberdeen).

La prova più evidente consta nella grande influenza che gli scouser (il soprannome dato agli abitanti di Liverpool) ebbero nel look dei primi casual: Fila, Sergio Tacchini, Ellesse, Lacoste, tutte marche che i tifosi del Liverpool portarono in patria dalle loro frequenti trasferte in Italia e Francia. Intanto il fenomeno casual da semplice modo di vestire diventò una vera e propria sottocultura, dominata da due elementi principali: il vestirsi in stile e l'azione allo stadio (chiaramente vi erano anche altri elementi, come l'abuso di alcool e droghe sintetiche con l'arrivo degli anni ottanta associato all'ascolto di musica punk, mod-revival prima, acid house, techno e brit-pop poi). Proprio riguardo l'abbigliamento una caratteristica dei casual ereditò fu quella di cambiare sempre marche di abbigliamento, pur rimanendo chiaramente all'interno dello stile: nel corso degli anni si sono avvicendate decine di marche preferite come ad esempio Henry Lloyd, OneTrueSaxoon, Paul & Shark, Lyle and Scott, Berghaus, Gabicci, Ralph Lauren, Parabouth, Henry Cotton, Fjall Raven, The Coolness Society e tante altre, anche se nell'immaginario collettivo la sottocultura casual rimane legata al "quadrettato" della Burberry e dell'Aquascutum e ai capi della Stone Island, della C.P. Company e della Barbour. Altra scelta d'abbigliamento propria della sottocultura Casual, tra la seconda metà degli anni '80 e la prima degli anni '90, sono le scarpe assolutamente bianche (Adidas Stan Smith,Diadora Ed Moses e Borg Elite, Umbro, Fred Perry e poche altre) che verranno poi sostituite nell'epoca che vede il revival degli anni '80: variopinti modelli di Adidas poi, su tutti Trimm Trab, Forest Hills, Gazelle, Samba e l'ormai famosa City Series. La prima ondata casual si esaurì alla fine degli anni'80, con l'avvento della rave scene e dello sballo causato dall'ecstasy.

Ondate successive[modifica | modifica sorgente]

La seconda ondata casual iniziò nei primi anni '90 diffondendosi in tutta Europa, in nazioni come Francia, Paesi Bassi, Belgio, Germania (anche se in quest'ultimo paese si diffuse maggiormanete lo stile hooligan, che differisce dal casual soprattutto per la scarsissima importanza data al vestire). La terza ondata casual partì sul finire degli anni '90 e andò a prendere piede in quei paesi del sud Europa fino ad allora interessati solo dal fenomeno ultras (salvo rare eccezioni, come ad esempio la tifoseria del Chieti e dell'Hellas Verona ): Italia, Spagna, Grecia, Serbia e Croazia. Ad oggi in questi ultimi paesi si assiste a uno strano connubio tra le sottoculture ultras e casual: molti gruppi pur mantenendo gli striscioni, uno dei simboli del movimento ultras, adottano un look e un modo di agire propriamente casual, come evitare la scorta e usare i mezzi propri per recarsi in trasferta.

Casual in Italia[modifica | modifica sorgente]

Il movimento casual si diffuse nelle curve italiane a cavallo tra la fine degli anni '90 e gli inizi del nuovo millennio (a parte la già citata eccezione riguardante la tifoseria veronese che si può inquadrare nella seconda ondata casual). I principali centri di sviluppo furono ovviamente le grandi città, Roma e Milano in testa, seguite da Genova, Firenze e Torino e dall'area del Triveneto. Si propagò poi al Sud con Napoli in testa. Ultimamente il fenomeno casual è dilagato in tutta la realtà calcistica italiana, e gruppi d'ispirazione casual si possono trovare in tutta la penisola e nelle isole, anche se sono soprattutto presenti nella parte Nord del paese.

Bisogna specificare però una peculiarità del "movimento casual italiano", contraddistinto nella maggior parte dei casi da una sorta di mix tra il classico stile ultras italiano e quello casual d'oltremanica. Non è raro affatto trovare striscioni (o cosiddette "pezze") dietro il quale si trovano ragazzi vestiti appunto nel classico stile casual, creado quindi una sorta di punto di incontro tra le due sottoculture.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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