Tifoseria della Società Sportiva Lazio

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« Essere laziale è qualcosa di speciale, diverso dalla massa. È stato l'istinto a spingermi verso i colori biancocelesti e la passione per l'aquila, un animale affascinante, regale, fiero. »
(Paolo Di Canio, Paolo Di Canio. L'autobiografia, 2001)

Al momento la Lazio è la sesta squadra d'Italia per numero di tifosi (4,8%), quantificabili in circa 1,2 milioni, dietro a Juventus, Inter, Milan, Napoli e Roma come risulta da un sondaggio effettuato dallo Studio Grizzaffi, azienda specializzata in ricerche di mercato, e pubblicato dalla stessa il 17 giugno 2010. Il tifo per la Lazio, tradizionalmente radicato dal punto di vista geografico a Roma e forte anche nelle varie province laziali, è esistente nel Nord come nel Sud Italia.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Dagli albori agli Eagles' Supporters[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1932 la tifoseria laziale è stata la prima ad annoverare la nascita di una associazione organizzata, e con struttura gerarchica, di tifosi. In occasione del derby romano del 23 ottobre 1932, un gruppo organizzato, denominato Paranza Aquilotti inscenò infatti una coreografia allo Stadio del PNF.[1] Successivamente, era il 1951, ed a Roma nacquero i Circoli Biancocelesti (i primi furono quelli del Trionfale e di Primavalle). In seguito vennero i Lazio Club e alla fine degli anni sessanta del XX secolo i primi leader carismatici, i capo popolo, come Leonida e Luciano.[2] Dai club i più giovani si riuniscono in gruppi ultras, con nomi da "battaglia", tra i primi Tuparamos, le Aquile, gli Ultras, i NAB, i Folgore, i CAST, i Marines ed i Vigilantes.

Negli anni settanta del XX secolo la nascita del movimento ultras è guidata soprattutto da un personaggio di spicco: Goffredo Lucarelli detto "il Tassinaro", venuto a mancare il 1º agosto 2012. I primi gruppi nascevano tra amici dello stesso quartiere; fra tutti, nel 1971, nasce il primo vero importante gruppo ultras di quartiere del tifo biancazzurro (all'epoca riunito nella Curva Sud dell'Olimpico): i Commandos Monteverde Lazio, in seguito C.M.L. '74. Nel 1976 gli altri gruppi decidono di riunirsi in un unico gruppo chiamato G.A.B.A (Gruppi Associati Bianco Azzurri), per poi nel 1977 cambiare nome e dare vita a quello che divenne per anni la guida della curva laziale e uno dei gruppi più numerosi e ammirati d'Italia: gli Eagles' Supporters. Il loro striscione rimane tra i più lunghi della storia: ben 54 metri. Un gruppo importante, il primo ad avere una vena politica di destra, nasce nel 1978: i Viking.

L'avvento degli Irriducibili[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1987 un manipolo di ragazzi si distacca dal gruppo portante, sono gli Irriducibili che diventeranno il gruppo più importante e numeroso della tifoseria organizzata calcistica della Lazio. Il gruppo si colloca all'interno dello Stadio Olimpico di Roma, assieme alla maggior parte della tifoseria biancoceleste, nel settore Curva Nord. Il simbolo del gruppo degli Irriducibili è Mr. Enrich, un vecchio fumetto inglese.

Il gruppo nasce nel 1987[3], dalla precedente Associazione Mr. Enrich, affiancandosi all'allora gruppo trainante della Curva Nord, gli Eagles' Supporters, scioltisi all'inizio degli anni novanta. Numerose sono state, negli anni, le enormi coreografie organizzate dal gruppo nei derby, come il bandierone col simbolo del gruppo che copriva tutta la curva o come l'entrata degli stessi in curva, travestiti da astronauti e con dei grandi palloncini rappresentanti il Sistema Solare, con lo striscione "Il futuro ci appartiene". Ingranditosi negli anni a partire dalla sua fondazione, è finito spesso in cronaca per incidenti da stadio, diffide, e per la morte in uno scontro a fuoco (1998) di uno dei suoi esponenti di spicco: il trasteverino Claudio Marsili, detto "Cupido".[4] Sono clamorose alcune iniziative degli Irriducibili, come quella di scendere in piazza e bloccare il trasferimento dell'idolo Beppe Signori dalla Lazio al Parma.

Gli Irriducibili rivoluzioneranno il modo di tifare della Nord: niente più tamburi, solo tifo all'inglese. Ma anche esibizione di simboli politici legati all'estrema destra, cori da stadio razzisti (da ricordare l'accoglienza che per mesi fu riservata allo stadio e sui muri di Roma al centrocampista di colore Aron Winter) e una progressiva tendenza alla gestione manageriale della curva. Su tutto ciò, inevitabilmente, nascono contrasti con gli Eagles' Supporters, che negli anni vedono progressivamente eroso il loro ricambio generazionale e che, dopo numerose aggressioni subite in casa e in trasferta dagli stessi Irriducibili, decidono lo scioglimento all'inizio del 1993.[4]

Il XXI secolo[modifica | modifica wikitesto]

Tifoseria laziale nella Curva Nord dell'Olimpico.

Nel corso del primo decennio del nuovo millennio, la Nord continua ad essere guidata dagli Irriducibili. Insieme a loro, nella Nord continuano ad esserci numerosi gruppi: il C.M.L., arrivato a 40 anni di attività ininterrotta, i Viking Lazio (che però nel 2005 si scioglieranno), gli Ultras, il gruppo Anni '70, il Manipolo, e i Lazio Fans; nascono anche nuovi gruppi: la Banda Noantri, nata attorno al 2000, che segue stili e modi di agire della tipica Casual Crew inglese, e In Basso a Destra, nato nel 2007, comprendente molti ragazzi della Banda Noantri che nel 2005 si sarà sciolta in seguito a numerose diffide, arresti e problemi interni.[5] I Veterani si spostano in Tribuna Tevere, settore nel quale nasce anche l'Associazione Sodalizio, gruppo comprendente molti tifosi e ultras di vecchia data e tifosi laziali provenienti da tutta Italia.[6]

In Curva Maestrelli (la Curva Sud) nascono la Legione Mr.Enrich, le Ardite Schiere e la Brigata Bigiarelli, alcuni gruppi avranno breve durata. Il campionato 2002-03 è un anno importante per gli Irriducibili che giungono al loro quindicesimo anno di militanza ultras. Nello stesso anno la dirigenza della S.S. Lazio decide di consegnare alla Curva Nord la maglia numero 12, che da quella stagione in poi non verrà indossata da alcun calciatore biancoceleste.

Il 21 marzo 2010, in occasione della partita Cagliari-Lazio, gli Irriducibili mollano il comando dopo 23 anni, lasciando di conseguenza la gestione della curva in mano ai membri della ex Banda Noantri e In Basso a Destra, gruppi come già detto formalmente sciolti per le numerose diffide ma comunque presenti sotto il nome di altri striscioni: essi creeranno una collaborazione tra tutti i gruppi storici della Nord per quanto riguarda le decisioni e la gestione di essa, e tutti si riuniranno sotto il nome di Ultras Lazio Curva Nord, e saranno tutti rappresentati dal vessillo dell'Aquila imperiale, posto ad ogni partita sulla cancellata centrale della Curva Nord dell'Olimpico.[7]

Dal settembre 2012 i ragazzi della Curva Nord, con il patrocinio del Comune di Roma e della stessa società Lazio, decidono di inaugurare l'iniziativa "Terzo Tempo Lazio", ovvero la possibilità per tutti i tifosi di incontrarsi nel pre e post gara delle partite casalinghe della prima squadra della Capitale in un’area nei pressi dello Stadio Olimpico totalmente dedicata ai colori biancocelesti.[8]

Paparelli e Sandri: tifosi della Lazio, vittime della violenza[modifica | modifica wikitesto]

Vincenzo Paparelli e Gabriele Sandri sono due tifosi laziali rimasti uccisi rispettivamente nel 1979 e nel 2007. Entrambi gli omicidi hanno suscitato l'interesse dei mezzi di comunicazione di massa e dell'opinione pubblica italiana.[9]

Il caso Vincenzo Paparelli[modifica | modifica wikitesto]

Il capitano Pino Wilson sotto la Curva Nord dopo la sospensione del derby del 28 ottobre 1979.

Il 28 ottobre 1979, poco prima dell'inizio del sentitissimo derby, in attesa dell'ingresso delle due squadre in campo un tifoso romanista sparò un razzo dalla Sud dello Stadio Olimpico che, arrivato fino in Curva Nord, colpì ad un occhio Vincenzo Paparelli, uccidendolo all'istante. Il ragazzo, un autoriparatore di 33 anni, coniugato e padre di due figli, venne condotto inutilmente all'Arcispedale di Santo Spirito di Roma.

Nonostante la notizia fosse giunta anche negli spogliatoi, l'arbitro D'Elia decise di far disputare comunque la gara, immersa in un'atmosfera surreale - che terminò in parità sull'1-1, con rete silenziosa di Zucchini e pareggio romanista di Pruzzo. Paparelli fu la seconda vittima italiana della violenza negli stadi dopo Giuseppe Plaitano, tifoso rimasto ucciso sugli spalti dello Stadio Donato Vestuti di Salerno durante la gara di Serie C tra Salernitana e Potenza a causa di una pallottola vagante esplosa da un agente di Polizia durante alcuni disordini tra le tifoserie.

Il responsabile materiale dell'uccisione di Paparelli, Giovanni Fiorillo, appena diciassettenne, lavoratore saltuario come imbianchino, aveva acquistato con alcuni amici una partita di razzi nautici da segnalazione - con involucro metallico e circa 2 chilometri di gittata - contrabbandati da un rivenditore di materiali agricoli. Il commerciante se la caverà con una lieve condanna.

Costituitosi dopo diciotto mesi di latitanza in Svizzera, al processo Fiorillo affermerà di non esser stato messo al corrente della natura letale degli ordigni. Il giovane verrà condannato a sette anni di reclusione per omicidio preterintenzionale. Una volta scontata la pena tornerà nuovamente in carcere per piccoli reati e morirà nel 1993 per un male incurabile. La tragedia è ancora oggi ricordata da una targa affissa nella Curva Nord dello Stadio Olimpico di Roma.

Il caso Gabriele Sandri[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2007 il giovane tifoso laziale Gabriele Sandri, partito alla volta di Milano insieme ad un gruppo di amici per assistere al match Inter-Lazio dell'11 novembre, venne ucciso con un colpo di pistola dall'agente di Polizia Luigi Spaccarotella, mentre riposava all'interno della sua automobile in partenza dall'autogrill di Badia Al Pino - Arezzo (A1).

L'11 novembre 2011, in occasione del quarto anniversario della sua scomparsa, è stata conferita al tifoso biancazzurro ucciso una stele, adagiata proprio nell'autogrill in un cui si consumò il fatto, con su scritta la frase che recita: "In ricordo di Gabriele Sandri, cittadino italiano. Mai più 11 novembre".

Orientamento politico[modifica | modifica wikitesto]

Politicamente i gruppi organizzati della Curva Nord sono schierati su posizioni di destra sociale libertaria e talvolta di estrema destra. Se alla fine degli anni novanta sempre più spesso alcuni elementi hanno esposto simboli politici nazifascisti allo stadio, nell'anno del centenario a seguito di accuse di razzismo che andavano a ripercuotersi su tutta la curva, per volontà del gruppo trainante della nord i tifosi sono stati ripetutamente invitati a lasciare questi simboli a casa, limitandosi al più a portare allo stadio il tricolore. Inoltre anche alcuni cori intonati dalla curva durante le partite hanno una chiara ispirazione politica.

Nel 2000, in occasione della gara di campionato Lazio-Bari, la Nord espose uno striscione in omaggio del leader paramilitare nazionalsocialista serbo Željko Ražnatović (meglio noto come "Arkan" la Tigre) scomparso pochi giorni prima, così nel 2001 ne espose uno in omaggio a Carlo Giuliani, ucciso da un colpo di pistola esploso dal carabiniere Mario Placanica negli scontri di piazza tra forze dell'ordine e dimostranti durante il G8 di Genova. In altre occasioni la curva si schierò contro il presidente della regione Storace, in solidarietà alle vittime delle torri gemelle ma anche contro la guerra in Iraq e in memoria di Yasser Arafat.

Gemellaggi e rivalità[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Derby di Roma.
La Curva Nord dello Stadio Giuseppe Meazza consolida il gemellaggio fra tifosi laziali e interisti il 2 maggio 2009 con l'omaggio a Gabriele Sandri

Il rapporto tra gli ultras dell'Inter e della Lazio è sicuramente il più saldo: esso è nato attorno alla metà degli anni ottanta e si è rinsaldato negli ultimi anni con la finale della Coppa UEFA 1997-98 a Parigi e il 5 maggio 2002, quando allo Stadio Olimpico molti tifosi laziali auguravano agli "amici" interisti la conquista dello Scudetto.[10] Un altro episodio significativo è riferibile al match Lazio-Inter del 2 maggio 2010, alla terz'ultima giornata del campionato 2009-10, quando la tifoseria della squadra capitolina ha incitato per tutti i novanta minuti la compagine milanese, spingendola così verso il sorpasso decisivo in testa alla classifica nei confronti dei "cugini" romanisti, superati proprio grazie alla vittoria dei nerazzurri sui biancocelesti per 2-0.[11] Tra gli ultras della Nord ed i tifosi della Triestina c'è un vero e proprio gemellaggio che risale agli anni ottanta, quando entrambe le due squadre militavano in B. Successivamente la squadra giuliana, in una partita all'Olimpico contro la Roma, ha esposto i vessilli biancocelesti saldando ancor di più il rapporto.

Altro buon legame è quello che gli ultras capitolini hanno stretto con quelli dell'Hellas Verona, anche se in realtà non esiste un vero e proprio gemellaggio, c'è fra le due fazioni forte sintonia politica, stile nel modo di tifare e scambi di ospitalità in partite importanti per le due tifoserie ; stessa cosa vale riguardo al rapporto con i tifosi di Ascoli e Chieti.[12] Nell'ultima partita in serie A dell'Ascoli contro la Lazio questa amicizia si è incrinata per dissidi interni, in merito ad uno striscione esposto dagli interisti contro l'Ascoli in riferimento alla morte di Nazareno Filippini, tifoso ascolano morto durante un Ascoli-Inter, per tanto oltre pochi rapporti strettamente personali, l'amicizia tra le tifoserie si considera interrotta. A livello internazionale, i gemellaggi più importanti sono quelli con il Real Madrid e l'Espanyol: il primo nasce nel 2001 durante una partita di Champions League tra le due squadre, e l'altro per il trasferimento di alcuni ultras laziali storici a Barcellona i quali legarono subito con gli ultras della squadra meno blasonata ma che rappresenta il club fedele ad una identità nazionale a differenza dei Barcellona che rappresenta per antonomasia la forte rivendicazione catalana della città. Nascono altre amicizie molto forti ad esempio, quella con il Chelsea e soprattutto Levski Sofia, nate soprattutto da convergenze "pseudopolitiche".[13][14] Quella con i sostenitori del West Ham è una sintonia nata principalmente per la convergenza di abitudini e stile di tifo.

Le amicizie europee con le due tifoserie spagnole nascono nel 2001, tra gli Irriducibili e gli Ultras Sur durante il doppio confronto in Champions League 2000-01 tra le due squadre, rinsaldato dagli incontri nella fase a gironi della Champions League 2007-08. Tra i due gruppi ultras sembra esserci anche una convergenza di ideali politici, tendenti all'estrema destra. Gli ultras spagnoli hanno sostenuto i tifosi biancocelesti nella trasferta iberica contro i rivali storici dell'Atlético Madrid in occasione della gara di ritorno dei sedicesimi di finale dell'Europa League 2011-12. Il secondo nasce per convergenze "pseudopolitiche". Anche se le due formazioni non si sono mai incontrate in match ufficiali, gli Irriducibili e le Brigadas Blanquiazulas hanno stretto questo gemellaggio per il condiviso odio sportivo nei confronti del Barcellona. Lo striscione dei sostenitori spagnoli è spesso presente in Curva Nord. Durante il match di andata dei sedicesimi di finale della Coppa UEFA 2006-07 tra Espanyol e Livorno, i tifosi laziali sono stati presenti tra le Brigadas Blanquiazulas per sostenere gli spagnoli contro i rivali amaranto.

Anche il gemellaggio stretto con i tifosi del Levski Sofia nei primi anni duemila è di natura pseudopolitica, oltre che per amicizie personali tra i capi ultrà. Questo rapporto si è saldato ancor di più in occasione del doppio confronto tra i due club nella fase a gironi dell'Europa League 2009-10.[15] L'amicizia con i Blues del Chelsea è nato all'inizio degli anni novanta, quando un gruppo di ultras biancocelesti residenti a Londra hanno stretto ottimi rapporti con i supportres britannici. Tale legame si è rinsaldato in occasione degli incontri di Champions League nelle edizioni 1999-2000 e 2003-04.[13] Questa amicizia si è però deteriorata quando gli ultras laziali stringono un vero e proprio gemellaggio con i loro rivali storici, la famigerata tifoseria organizzata del West Ham, la famigerata Inter City Firm. In più di un'occasione gli ultras di entrambe le squadre sono andati a sostenerle sia allo Stadio Olimpico che ad Upton Park. Per commemorare questo gemellaggio i tifosi laziali sono andati a dare manforte agli Hammers in occasione della finale play-off di Championship 2011-12 a Wembley. Inoltre gli Irriducibili e la I.C.F. espongono nelle proprie curve una pezza commemorativa del gemellaggio, raffigurante lo stemma della società romana e i due martelli tipici del team londinese.

La più accesa e storica rivalità non può che essere con i tifosi dell'altra squadra della Capitale: la Roma. L'ostilità degli ultras biancocelesti con i tifosi del Napoli nasce dal gemellaggio che legava negli anni ottanta napoletani e romanisti. Nei confronti della tifoseria rossonera è sempre esistita un'accesa rivalità, soprattutto dopo il campionato vinto in rimonta nelle ultime giornate dal Milan nel 1999 a discapito della Lazio. La rivalità nei confronti della Juventus invece deriva principalmente dall'antipatia dei tifosi laziali nei confronti della dirigenza bianconera, oltre che per la rivalità fra gli juventini e i tifosi gemellati dell'Inter.

I contrasti con la tifoseria dell'Atalanta nascono alcuni anni fa a causa di forti divergenze politiche; con le tifoserie di Pescara, Perugia e Ternana la rivalità nasce già dagli anni settanta, mentre quella con i sostenitori di Sambenedettese, Genoa, Sampdoria e Pisa si manifesta dagli anni ottanta. Nel decennio successivo invece, le rivalità si accesero con Bologna, Fiorentina, Torino, Lecce e Foggia. L'origine della rivalità con la tifoseria della Salernitana è dovuta ai duri scontri fra sostenitori biancocelesti e granata prima di un'amichevole disputata a Salerno agli inizi degli anni duemiladieci.[16] La causa della rivalità con i tifosi del Brescia si basa soprattutto per il gemellaggio tra i tifosi delle Rondinelle e quelli dei rivali milanisti. Con i sostenitori di Modena e Livorno la rivalità nasce per le idee politiche dei tifosi emiliani e toscani, notoriamente di estrema sinistra, contrastanti con quelle di estrema destra degli ultras laziali.

A livello internazionale, vi sono molte rivalità sportive, quasi tutte nate negli anni novanta. Tra le più accese c'è quella con i francesi dell'Olympique Marsiglia, nata quando nei primi anni novanta i laziali rubarono ai marsigliesi uno striscione con la scritta "ULTRAS". Nel 2000, quando i romani tornarono a Marsiglia in occasione di un match della 1999-2000, durante la gara i sostenitori dell’OM li accolsero con lanci di bottigliette e pietre. Altra rivalità è quella con gli inglesi dell'Arsenal, generata soprattutto per motivi di carattere sportivo, da quando il difensore laziale Siniša Mihajlović ed il centrocampista dei Gunners Patrick Vieira si scambiarono insulti razzisti durante un match di 2000-01, oltre al fatto che esiste un gemellaggio tra i tifosi biancocelesti e quelli del Chelsea, storici rivali cittadini dell'Arsenal. L'acredine nei confronti degli spagnoli dell'Atlético Madrid nasce alla fine degli anni novanta, durante la gara di Coppa UEFA 1997-98 valida per la semifinale.

La Lazio, grazie alla vittoria ottenuta al Vicente Calderón nel match d'andata ed al pareggio nel ritorno, riuscì a qualificarsi per la finale, facendo nascere una rivalità sportiva che nel 2001 si acuì con il gemellaggio della tifoseria laziale e quella degli storici rivali del Real Madrid. In occasione della gara di ritorno dei sedicesimi di finale dell'Europa League 2011-12 fra Atletico Madrid e Lazio, i supportres biancocelesti organizzano un corteo in direzione del Vicente Calderón insieme agli Ultras Sur, gruppo di tifosi del Real Madrid. Un'altra rivalità nata negli anni duemiladieci è quella con i greci del Panathinaikos, a seguito del gemellaggio con i tifosi romanisti, dirimpettai cittadini dei biancocelesti. L'astio tra le due tifoserie non si era mai palesato fino all'edizione 2012-13 dell'Europa League, durante la quale le due compagini vengono sorteggiate nello stesso girone. In occasione della gara disputata all'Olimpico, gli ultras greci arrivano allo stadio accompagnati da alcuni tifosi giallorossi, esponendo striscioni e bandiere tipiche del tifo romanista.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ricerca a cura del Centro Studi Nove Gennaio Millenovecento, novegennaiomillenovecento.it. URL consultato il 3 giugno 2012.
  2. ^ Maurizio Martucci, Nobiltà Ultras dal 1900, un secolo di storia, documenti e immagini della tifoseria laziale, De Marco-Piscitelli, 1996, ISBN.
  3. ^ Durante Lazio-Padova del 1987 in Curva Nord appare uno striscione lungo 10 metri di un nuovo gruppo: gli Irriducibili creati da Antonio "Grinta".
  4. ^ a b Irriducibili, ultraslazio.it. URL consultato il 21 giugno 2009.
  5. ^ Irriducibili, violenza e affari, la Repubblica, 23 febbraio 2007. URL consultato il 28 dicembre 2011.
  6. ^ Associazione Sodalizio Biancoceleste Tribuna Tevere, Sodaliziolazio.com. URL consultato il 3 giugno 2012.
  7. ^ Curva Nord Lazio: gli Irriducibili mollano il comando, CalcioBlog, 26 marzo 2010. URL consultato il 25 dicembre 2011.
  8. ^ Iniziativa della Curva Nord, “Terzo Tempo Lazio”, sslazionews.it. URL consultato il 2 settembre 2012.
  9. ^ Sia la storia di Vincenzo Paparelli che quella di Gabriele Sandri sono state ricostruite e raccontate nei libri di Maurizio Martucci: Maurizio Martucci, Cuore tifoso. Roma-Lazio 1979, Un razzo ha distrutto la mia famiglia, Gabriele Paparelli racconta, Roma, Sovera Multimedia, 2009, ISBN 978-88-8124-862-9. e Maurizio Martucci, 11 novembre 2007, l'uccisione di Gabriele Sandri una giornata buia della Repubblica, Roma, Sovera Multimedia, 2008, ISBN 978-88-8124-787-5..
  10. ^ Vincenzi, Massimo, Dramma Inter all'Olimpico si illude, poi è terza, la Repubblica, 5 maggio 2002. URL consultato il 5 febbraio 2010.
  11. ^ Inter passeggia con Lazio tenera, l'Olimpico esulta, 2 maggio 2010.
  12. ^ Amicizie e Rivalità, ultraslazio.it. URL consultato il 21 giugno 2009.
  13. ^ a b È pari tra Lazio e Chelsea, la Repubblica, 7 dicembre 1999. URL consultato il 31 gennaio 2010.
  14. ^ Tifosi Lazio a Sofia. Si rinnova il gemellaggio, calciomercato.com, 1º ottobre 2009. URL consultato il 31 gennaio 2010.
  15. ^ Tifosi Lazio a Sofia. Si rinnova il gemellaggio, calciomercato.com, 1º ottobre 2009. URL consultato il 31 gennaio 2010.
  16. ^ Salernitana-Lazio, violenze d'agosto, 8 agosto 2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Maurizio Martucci, 11 novembre 2007, l'uccisione di Gabriele Sandri una giornata buia della Repubblica, Roma, Sovera Multimedia, 2008, ISBN 978-88-8124-787-5.
  • Maurizio Martucci, Cuore tifoso. Roma-Lazio 1979, Un razzo ha distrutto la mia famiglia, Gabriele Paparelli racconta, Roma, Sovera Multimedia, 2009, ISBN 978-88-8124-862-9.
  • Maurizio Martucci, Nobiltà Ultras dal 1900, un secolo di storia, documenti e immagini della tifoseria laziale, De Marco-Piscitelli, 1996, ISBN.

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