Ponte Milvio

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Ponte Milvio
Ponte Milvio HD.jpg
Stato Italia Italia
Città Roma
Attraversa Tevere
Coordinate 41°56′08″N 12°28′01″E / 41.935556°N 12.466944°E41.935556; 12.466944Coordinate: 41°56′08″N 12°28′01″E / 41.935556°N 12.466944°E41.935556; 12.466944
Mappa di localizzazione: Roma
Tipo Ponte ad arco
Materiale pietra, mattoni
Lunghezza 136 m
Larghezza 8 m
Costruzione 110-109 a.C.
 
Il Ponte in una pubblicazione del 1820

Ponte Milvio (o ponte Molle o ponte Mollo) è un ponte che collega piazzale cardinal Consalvi a piazzale di Ponte Milvio, a Roma, nei quartieri Flaminio, Parioli, Della Vittoria e Tor di Quinto.

È stato edificato là dove il fiume penetrava da nord nella città antica di Roma: oggi il territorio urbanizzato si estende per molti chilometri oltre. Fu costruito lungo il percorso delle vie Flaminia e Cassia, come passaggio obbligato per dirigersi a nord, e vi confluivano anche le vie Clodia e Veientana. I romani lo chiamano popolarmente ponte Mollo a causa della sua peculiarità: quando il Tevere è in piena è il primo ponte a venire sommerso.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La prima menzione del ponte risale al 207 a.C., in relazione al ritorno dalla battaglia del Metauro nel corso della seconda guerra punica. Il ponte doveva essere a quest'epoca ancora in legno e la sua costruzione deve essere attribuita ad un Molvius (appartenente alla gens Molvia, attestata dalle fonti).

La torretta di Valadier

Nel 110-109 a.C. il censore Marco Emilio Scauro ricostruì il ponte in muratura.


Quattrocento anni dopo, nel 312, nelle campagne gravitanti verso il ponte, ebbe luogo la battaglia tra Costantino I e Massenzio nota come battaglia di Ponte Milvio o battaglia di Saxa Rubra; qui, secondo la leggenda, Costantino ebbe la visione della Croce recante la scritta: "In hoc signo vinces" che lo incoraggiò alla battaglia, e alla seguente integrazione dei cristiani nell'impero. Del ponte romano restano le tre arcate centrali. Il ponte era stato danneggiato dalle vicende belliche medioevali (vi era stata inoltre costruita sull'imboccatura settentrionale una fortificazione di forma triangolare nota come Tripizzone sulla base di una torre difensiva del III secolo) ed era conosciuto come ponte Mollo. Nel 1429 si ebbero i primi restauri sotto papa Martino V e i lavori furono affidati a Francesco di Gennazzano. Nel 1458 furono eliminate delle parti in legno e fu demolita la fortificazione medioevale.

Ponte Milvio in una foto degli anni trenta attraversato dal tram

Nel 1805, sotto papa Pio VII, altri lavori di restauro furono affidati a Giuseppe Valadier: questi ricostruì le arcate alle estremità, che erano state sostituite da ponti levatoi in legno, ed edificò all'imbocco settentrionale una torre in stile neoclassico.

Installazione di Fabrizio Crisafulli sul ponte Milvio. Notte bianca 2003.

Il ponte fu fatto saltare da Garibaldi nel 1849 per ostacolare l'avanzata delle truppe francesi e fu restaurato sotto papa Pio IX nel 1850. In questa occasione vi fu aggiunta una statua dell'Immacolata, opera dello scultore Domenico Pigiani, mentre già ne esisteva una di San Giovanni Nepomuceno. Un gruppo raffigurante il Battesimo di Gesù, collocato all'imbocco sud, è stato spostato nell'atrio del Museo di Roma a palazzo Braschi.

Nel 1951 fu terminata la costruzione del ponte Flaminio che ne ha ridotto la funzione. Dal 1978 è chiuso al traffico veicolare.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Installazioni[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2003, per la prima notte bianca romana, la torretta del Valadier che apre ponte Milvio è stata oggetto dell'installazione di luce opera dell'artista Fabrizio Crisafulli. Quella notte, 28 settembre, si verificò il black out nazionale che privò dell'elettricità gran parte dei comuni italiani fino al giorno successivo. Il ponte, dotato per l'occasione di un generatore autonomo, continuò la sua performance luminosa.

I lucchetti[modifica | modifica wikitesto]

Lucchetti collocati su un lampione del ponte (2007)

Per qualche tempo c'è stata la consuetudine per i giovani innamorati di mettere un lucchetto sul lampione centrale del ponte e gettare le chiavi nel Tevere, ad imitazione di quanto fanno i protagonisti del film Ho voglia di te.

Nel luglio 2007, a seguito della rottura dei lampioni a causa dell'eccessivo peso dato dall'enorme quantità di lucchetti, il Comune di Roma ha installato in prossimità di ogni lampione dei pilastri sui quali sono state agganciate delle apposite catene alle quali applicare i lucchetti. I lucchetti sono stati definitivamente rimossi dal ponte nel settembre 2012.[1][2]

Trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Il ponte è a breve distanza da piazza Mancini, capolinea del tram 2 proveniente da piazzale Flaminio e di numerosi autobus (linee C3, 32, 53 da piazza San Silvestro, 69, 200, 201, 220, 224, 280, 771 dalla stazione Ostiense, 910 dalla stazione Termini ecc.)

Metropolitana di Roma C.svg
Sarà raggiungibile, al termine dei lavori, dalle stazioni: Farnesina e Auditorium.
Ferrovia Roma-Viterbo.svg
 È raggiungibile dalla stazione Euclide.

, ma a distanza notevole.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Corriere della Sera - "Ponte Milvio, via i lucchetti dell'amore. Lite sull'ipotesi di metterli al museo" [1]
  2. ^ La Repubblica - "Ponte Milvio, addio ai lucchetti. Al via la rimozione definitiva" [2]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]