Villa di Livia

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Template-info.svg

Coordinate: 42°0′9.81″N 12°29′33.01″E / 42.002725°N 12.4925028°E / 42.002725; 12.4925028

Pittura di giardino dalla villa di Livia
La statua di Augusto loricato

La villa di Livia o villa di Primaporta è un sito archeologico di Roma, che corrisponde all'antica villa di Livia Drusilla, moglie dell'imperatore Augusto. Qui, tra gli importantissimi ritrovamenti, venne scavata anche la celebre statua di Augusto loricato.

Indice

Storia[modifica]

La villa è citata da Plinio, Svetonio e Cassio Dione. In particolare ne esiste anche una leggenda poetica circa la fondazione, secondo la quale un'aquila avrebbe fatto cadere sul ventre di Livia una gallina con un rametto di alloro nel becco. Consigliata dagli aruspici ella allevò la prole del volatile e piantò il rametto generando un bosco, dal quale gli imperatori coglievano i ramoscelli da tenere in mano durante le battaglie. Per via della leggenda la villa veniva anche detta ad gallinas albas.

I primi scavi del sito risalgono al 1863-1864, quando venne scoperta la statua di Augusto di Prima Porta, oggi ai Musei Vaticani e alcuni ambienti sotterranei, come il famoso ipogeo con affreschi di giardino. Nel 1944 un ordigno danneggiò la sala sotterranea, usata anche dai militari come bivacco. Nel dopoguerra si decise di staccare le preziose pitture (1951), che vennero trasferite nel Museo Nazionale Romano dove si trovano tutt'oggi.

Solo nel 1973 la villa venne espropriata ai privati proprietari, creando un parco pubblico, e nel 1982 si è iniziato il restauro delle strutture superstiti. Di recente gli affreschi, maggior motivo di attrazione del sito, sono stati riprodotti in fedeli pannelli posti sul sito originario.

Bibliografia[modifica]

  • Carmelo Calci, Gaetano Messineo, La villa di Livia a Prima Porta, Roma 1984.
  • Salvatore Settis, Le pareti ingannevoli. La villa di Livia e la pittura di giardino, Electa, Verona 2006.
    • Salvatore Settis: La villa di Livia. Le pareti ingannevoli, Mondadori Electa, 2008

Voci correlate[modifica]

Altri progetti[modifica]

Collegamenti esterni[modifica]