Francesco Mochi

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Francesco Mochi, Putto. Dettaglio dal monumento a Ranuccio II Farnese (1615)

Francesco Mochi (Montevarchi, 29 luglio 1580Roma, 6 febbraio 1654) è stato uno scultore italiano che, formatosi ai dettami del Manierismo, guardando in particolare al Giambologna, fu uno degli iniziatori del barocco.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

La sua prima formazione artistica avvenne presso la bottega del pittore manierista Santi di Tito e poi con Camillo Mariani. Durante la sua vita si trovò spesso in contrasto con lo scultore Gian Lorenzo Bernini.

Il suo stile subì una evoluzione che sicuramente fu influenzata dai suoi spostamenti geografici nacque a Montevarchi presso Arezzo e a Firenze poté approfondire gli studi della scultura rinascimentale dei più grandi tra cui Donatello, Michelangelo e Giambologna (è evidente come riprese lo stiacciato Donatelliano e la delicatezza del Giambologna nei basamenti dei monumenti equestri di Ranuccio e Alessandro Farnese a Piacenza).


Un capolavoro di fresca invenzione è il gruppo dell'Annunciazione, eseguito tra il 1603 ed il 1608 per il Duomo di Orvieto, con l'Angelo ancora librato nel volo, avviluppato nell'intreccio scomposto della veste, nel battito delle ali che sottolineano la tensione vibrante del corpo culminante nel braccio teso; per contrasto la figura raccolta della Vergine, avvitata intorno alla grande piega della veste che cade a piombo, è saldamente ancorata al suolo dal cadere pesante del panneggio.

Nel 1612 Mochi è a Piacenza, dove rimane sino al 1629, anno in cui farà ritorno nella Capitale. Per la maggiore piazza piacentina lo scultore eseguì i monumenti equestri di Ranuccio ed Alessandro Farnese, e se nel primo il ricordo classico del Marco Aurelio frena l'invenzione dello scultore, nel secondo, compiuto dopo anni di prove e di esperienze, il Mochi riesce a sciogliersi da remore culturali e ad affiancarsi a quanto il giovane Gian Lorenzo Bernini stava compiendo in quegli stessi anni nella città papale: si può notare, ad esempio, l'incedere impetuoso del cavallo cui si accompagna la tensione del cavaliere avvolto nel turbine del mantello.

Tornato a Roma nel 1629, portò a compimento un altro suo capolavoro giovanile: la raccolta figura di Santa Marta per la Cappella Barberini nella Basilica di Sant'Andrea della Valle. Nel 1640 viene portata a termine la statua di Santa Veronica, considerata dallo scultore stesso il capolavoro della sua vecchiaia. L'opera, che suscitò il disprezzo del Bernini, fu invece accolta con favore sia dal papa Urbano VIII che da un gruppo di artisti e poeti che ne tessero le lodi in una serie di poesie.

Importanti sono anche le tre opere marmoree realizzate dal Mochi per adornare il Palazzo Farnese di Latera.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Le sue opere principali sono:

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