Associazione Calcistica Perugia Calcio

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Associazione Calcistica Perugia Calcio
Calcio Football pictogram.svg
Detentore della Coppa Italia di D Detentore della Coppa Italia di D
Perugiastemma.png
Grifoni
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Trasferta
Colori sociali 600px Rosso con grifone Bianco.png bianco-rossi
Simboli Grifo
Inno Alè Perugia
Dati societari
Città Logocomuneperugia.png Perugia
Paese bandiera Italia
Confederazione UEFA
Federazione Flag of Italy.svg FIGC
Campionato Lega Pro Seconda Divisione
Fondazione 1905
Rifondazione 2005
Rifondazione 2010
Presidente Bandiera dell'Italia Roberto Damaschi
Allenatore Bandiera dell'Italia Pier Francesco Battistini
Stadio Renato Curi
(28.000 posti)
Sito web www.acperugiacalcio.it
Palmarès
Coccarda Italia.svgUEFA - Intertoto.svg
Trofei nazionali 1 Coppe Italia Serie D
Trofei internazionali 1 Coppe Intertoto
1 Coppa Piano Karl Rappan
Si invita a seguire lo schema del Progetto Calcio

L'Associazione Calcistica Perugia Calcio è la maggiore società calcistica di Perugia. Partecipa al campionato di Lega Pro Seconda Divisione 2011-2012.

È stata la prima società a rimanere imbattuta in Serie A per un'intera stagione (1978-1979).

I colori sociali prevedono maglia rossa, calzoncini bianchi e calzettoni rossi, mentre in trasferta possono essere usati maglia bianca, calzoncini rossi e calzettoni bianchi.

Indice

[modifica] Storia

[modifica] Le origini

La più antica associazione sportiva cittadina, l'US Fortebraccio costituitasi nel 1890, dedica una propria sezione al "gioco della palla al calcio" nel 1901. L'AC Perugia nasce il 9 giugno 1905 dalla collaborazione tra la società ginnica Libertas e l'US "Braccio Fortebraccio". I primi anni di vita del sodalizio sono caratterizzati da una forte rivalità tra le due opposte fazioni per il primato dello sport cittadino.

[modifica] I primi anni di attività

Nel 1907, a Perugia, viene organizzato un torneo a 3, con la partecipazione di Lazio e Siena. Sempre nel capoluogo umbro, nel 1910, si disputano i primi campionati sportivi universitari, e nel calcio a vincere è la formazione del Torino, mentre il Perugia si classifica quarto. Nel 1911 e nel 1912, partecipa ai tornei interregionali, organizzati dall'Umbria sportiva, entrambi vinti dal Roman Footbal Club, nei quali il Perugia si mette in mostra battendo per 2-0 l'Anconitana, e per 6-0 lo Spoleto. Il 1912 è l'anno in cui si costituisce il Comitato promotore per la costruzione di uno stadio perugino. Difatti la società non ha un vero e proprio campo sportivo, le gare e gli allenamenti si svolgono sul piazzone di Piazza d'Armi, l'odierna Piazza Partigiani, che viene pionieristicamente segnata col gesso. Dopo il primo conflitto mondiale nel 1919 i reduci decidono di riunirsi in un'unica società calcistica che prende il nome di Società Sportiva Perugia. Nel 1922 il campo di gioco di Piazza D'Armi viene dotato di una tribuna in legno per gli spettatori. In questi anni il Perugia ha un'attività prevalentemente regionale, incontrandosi con Terni, Siena, Ancona, Tiferno, Foligno, Tolentino, Maceratese. I giocatori più significativi degli anni venti sono Brugalossi e Cesare Della Torre.

[modifica] Dagli anni trenta ai sessanta

Nel 1930 la società riprende l'originaria denominazione di Associazione Calcio Perugia. Nella stagione 1931-32, sotto la guida dell'allenatore Andreas Kuttik[senza fonte] il Perugia vince il girone E della Prima Divisione ed arriva ad un passo dalla Serie B, ma perde per 3-2 a Genova in casa della Sampierdarenese ed arriva seconda nel girone C finale dietro i liguri.

Nella stagione 1932-33 il Perugia raggiunge per la prima volta nella sua storia la Serie B, vincendo il Girone G con 3 punti di vantaggio sul Foligno e 5 sulla Roma B, e vincendo poi il girone finale davanti al Catanzaro. In quegli anni si misero particolarmente in luce il terzino perugino Gino Nebbia (in seguito passato al Modena), il veloce centrocampista Peppino Vitalesta (poi squalificato a vita per un pugno dato all'arbitro al termine di Perugia-Pro Patria) e la punta Alberto Tiberti (nel 1934 passato alla Juventus). La squadra della promozione viene difatti smantellata ed al termine della stagione 1934-35 il Perugia è retrocesso. È un nuovo periodo nero per il Perugia, che si ritrova per diversi anni nelle divisioni inferiori. Il 1937 è una data importante per il calcio perugino, poiché è l'anno di costruzione del vecchio stadio Santa Giuliana, oggi adibito a campo d'atletica. Nel 1939 la squadra, nella quale debutta il mediano Guido Mazzetti, viene affidata all'allenatore ungherese Aleksandar Peics e si ritrova dopo poche giornate in testa alla classifica, salvo poi cessare l'attività per gli eventi bellici della II guerra mondiale. Al termine della guerra il Perugia viene ricostituito da Giorgio Bottelli e la squadra, nelle cui fila giocano anche militari inglesi degli eserciti alleati che hanno occupato la regione, gioca in ambito regionale col Magione, il Gubbio ed il Foligno. Nel 1945/46 il Perugia allenato da Mario Malatesta e trascinato da Alberto Galassi (uno dei più prolifici attaccanti italiani, che segnò in quella stagione addirittura 35 reti, guadagnandosi infatti l'ingaggio in Serie A da parte del Bologna) vince il campionato ed arriva la seconda promozione in B della storia. La squadra vi rimane per sole due stagioni salvo poi risprofondare negli anni successivi addirittura in IV serie.

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I Presidenti dell'AC Perugia
I Presidenti dell'AC Perugia

Nel 1950 Lino Spagnoli fonda il "Grifo", un vivaio giovanile dal quale la prima squadra attingerà sovente negli anni a venire. Dal 1953 al 1966 il Perugia cresce sotto la presidenza dapprima di Gaetano Salvi, poi di Orlando Baldoni ed in questo periodo la squadra si stabilizza in maniera definitiva in C, e sfiora nella stagione 1954/55 la promozione in B, venendo preceduto nel proprio girone soltanto dal Prato. In quegli anni la squadra, che è allenata da Guido Mazzetti (che poi va a Livorno ma ritorna nel 1960), Július Korostelev ed Egizio Rubino, ha tra le propria fila il giovane portiere folignate Lamberto Boranga, il giovane centravanti Ilario Castagner e l'attaccante perugino Dante Fortini.

[modifica] La svolta

Il 1966 è un anno cruciale per la storia del Perugia, è l'anno in cui subentra alla presidenza Lino Spagnoli, importante imprenditore perugino. La stagione 1966/67 è quella della promozione in Serie B all'ultima giornata, anche se il club ebbe la meglio di un'agguerrita Maceratese e grazie, soprattutto, alla vittoria tra le mura amiche nello scontro diretto i "Grifoni" poterono vincere il proprio girone con un punto di vantaggio sui marchigiani.

La promozione arriva il 20 maggio del 1967 e l'autore della rete decisiva contro la Sambenedettese è un attaccante perugino, Eros Lolli. I festeggiamenti furono grandi ed un'intera regione si lasciò coinvolgere dall'impresa di un città che voleva entrare nel panorama del calcio nazionale per lasciarvi la sua impronta. La squadra era allenata da Guido Mazzetti, ed i protagonisti della stagione furono la mezzala Carlo Azzali e le punte Gigi Gabetto (figlio di Guglielmo Gabetto del Grande Torino) ed Angelo Montenovo.

Dal 1967 al 1974, il Perugia disputa campionati di Serie B di buon livello, rischiando la retrocessione solo nelle stagioni 1967-68, quando ottiene la salvezza dopo una serie interminabile di spareggi, e 1973-74, quando la raggiunge all'ultima domenica, vincendo 2-0 sul campo di Parma.

[modifica] La prima promozione in Serie A

« Questo significa per me l’arrivo del Perugia in Serie A. Per la città è una novità inebriante. Per me è un ritorno alla giovinezza. Benvenuto Perugia. Grazie per questo vento ubriacante che scatena senza freni i miei ricordi più belli. »

Ma è nel campionato seguente, 1974-75, l'ottavo consecutivo in Serie B, che avviene la vera e propria svolta. La società si rinnova, con l'avvento alla presidenza dell'imprenditore pugliese Franco D'Attoma e con un nuovo staff tecnico e dirigenziale. L'allenatore è Ilario Castagner, il direttore sportivo è Silvano Ramaccioni, il preparatore atletico è Giorgio Molini. Nuovi anche molti giocatori, come Renato Curi (che morirà in campo il 30 ottobre 1977), Franco Vannini e Paolo Sollier (divenuto poi noto come scrittore e per la sua militanza in Avanguardia operaia), alcuni dei quali alla loro prima esperienza nel torneo cadetto. L'obiettivo è quello di disputare una stagione tranquilla, tale da garantire una salvezza meno sofferta di quella ottenuta l'anno precedente.

Il giorno della promozione in Serie A, ultimo incontro disputato al vecchio stadio Santa Giuliana

Tuttavia, fin dalle prime partite, si capisce che le ambizioni della squadra possano andare ben oltre quell'obiettivo. Con un gioco moderno e convincente, sostenuto da un rendimento atletico ottimale, il Perugia si mantiene nelle posizioni di testa fin dalle prime domeniche di campionato, riuscendo a tenere il passo del Verona, retrocessa a tavolino dalla Serie A e data come favorita per la vittoria finale. L'8 dicembre, dopo undici giornate, i biancorossi sono secondi ad un solo punto dagli scaligeri, in virtù di sette vittorie, tre pareggi ed una sconfitta. Poi, alla dodicesima giornata, il 15 dicembre, dopo il successo casalingo per 3-1 sul Taranto e la sconfitta del Verona per 1-0 a Foggia, scavalcano i gialloblù e guadagnano la vetta della classifica che manterranno sino a giugno. La partita con il Novara, l'ultima giocata al Santa Giuliana, il 22 giugno e vinta 2-1, suggella la conclusione di una stagione indimenticabile. Il Perugia è promosso in Serie A con tre punti di vantaggio sul Como e quattro sul Verona. Formazione tipo: Marconcini; Nappi, Raffaeli; Savoia, Frosio, Picella; Scarpa, Curi, Sollier, Vannini, Pellizzaro. Gli altri giocatori impiegati sono il portiere Malizia; i difensori Baiardo, Petraz e Giubilei; i centrocampisti Amenta, Tinaglia e Sabatini e gli attaccanti Marchei e Vitulano.

[modifica] La tragedia di Renato Curi

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Renato Curi.

Tra i protagonisti della promozione in Serie A si fa notare Renato Curi, un giovane calciatore proveniente dal Como e scoperto da Ilario Castagner, autore di due reti decisive contro il Verona[1]. Insieme a Vannini diventa il motore del centrocampo di una squadra che in 3 stagioni riesce a centrare non solo l'obiettivo della salvezza, ma a realizzare una costante crescita di livello, che consentirà alla squadra di raggiungere posizioni di classifica medio alte, e di compiere imprese che per una compagine di provincia erano considerate all'epoca proibitive, come battere la Juventus e il Torino.

Il gol di Renato Curi alla Juventus

Il 16 maggio 1976 è proprio una rete del numero 8 biancorosso (in Perugia-Juventus 1-0) a decidere la vittoria del campionato del Torino ai danni dei bianconeri; celeberrima, tra l'altro, la radiocronaca di Sandro Ciotti: «il Perugia è passato in vantaggio, rete di Curi su cross da destra di Novellino niente da fare per Zoff...» alla quale, non prima di aver finito l'intervento, subentra quella di Enrico Ameri: «scusa Ciotti questo è l'urlo del Comunale di Torino che ha appreso in questo momento la notizia che tu hai dato, ecco l'urlo del Comunale di Torino, sventolio di bandiere del Torino, la linea a Dalla Noce».[2]

Nella stagione 1976-1977, con 28 presenze e 8 gol, è determinante per il raggiungimento del sesto posto finale del Perugia, prima delle squadre escluse per la qualificazione alla Coppa UEFA.

Il campionato 1977-1978 inizia molto bene per il Perugia e per Renato Curi. Dopo cinque giornate il Perugia è primo in classifica assieme a Genoa, Milan e Juventus.

Il sesto turno di campionato vede di scena al Comunale di Pian di Massiano la partita più importante, una sfida al vertice proprio contro la Juventus. È il 30 ottobre 1977, 30.000 spettatori gremiscono gli spalti. Curi, reduce da un infortunio, ha recuperato appena in tempo per essere della partita. La gara ha inizio alle 14:30 ed il primo tempo trascorre combattuto da entrambe le parti. Nel mentre una fitta pioggia si abbatte sul capoluogo umbro. Alle 15:34, cinque minuti dopo l'inizio del secondo tempo, sugli sviluppi di una rimessa laterale nei pressi del centrocampo, Renato Curi fa uno scatto per raggiungere la palla, ma dopo pochi metri si accascia a terra. Morirà poco dopo, stroncato da un arresto cardiaco, ad appena 24 anni[3]. Ancora oggi lo stadio di Perugia è intitolato alla memoria di Renato Curi.

[modifica] L'imbattibilità

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Associazione Calcio Perugia 1978-1979.
L'esultanza dei giocatori del Perugia dopo un gol
Castagner (a destra) ai tempi del "Perugia dei miracoli" nella stagione 1978-1979.

Nelle prime tre stagioni in Serie A, il Perugia era riuscito a guadagnarsi una buona reputazione e la fama di squadra simpatia, quando i giornali cominciano a parlare di "Perugia dei miracoli".

Nella stagione 1978-79, il Perugia diventa la prima squadra a completare il campionato di Serie A senza perdere una partita e restando in lotta fino alle ultime giornate per la conquista dello scudetto. Con un alto numero di pareggi (19 su 30 partite), il Perugia si piazza secondo dietro al Milan, che vince il suo decimo scudetto. È questo il miglior piazzamento della squadra in Serie A. Solo nella stagione 1991-92, il Milan riuscirà ad eguagliare tale primato, chiudendo la stagione a sua volta imbattuto.[4]

Il Perugia, allenato da Ilario Castagner, propone un gioco d'avanguardia, e tallona il Milan per tutta la stagione.

Gara emblematica della stagione, quella disputata il 4 febbraio 1979, al Renato Curi, contro l'Inter, terminata con il punteggio di 2-2. Al termine del primo tempo, il Perugia è sotto di due reti, e vede la sua imbattibilità a rischio.

Al 53' Franco Vannini accorcia le distanze, ma pochi minuti dopo viene steso da un cattivo fallo di Adriano Fedele, e s'infortuna. Al 90' Antonio Ceccarini sigla il gol del pareggio, l'unico gol segnato dal difensore in carriera, ma significativo perché salva il primato del Perugia. L'infortunio di Vannini, giocatore chiave della squadra anche nelle brillanti stagioni precedenti, risulta grave, tanto che il giocatore dovrà terminare la carriera. Al suo infortunio si aggiunge quello di Pierluigi Frosio, libero della difesa a 4 del Perugia, che dovrà saltare quasi tutto il girone di ritorno.

D'Attoma era il presidente del "Perugia dei miracoli"

Pur indebolita dagli infortuni la squadra riesce a rimanere imbattuta anche per tutto il girone di ritorno, e chiude il campionato a soli 3 punti dal Milan campione, approdando per la prima volta nella sua storia in Coppa UEFA. La stagione 1978-1979 costituisce il miglior piazzamento della storia dell'AC Perugia, un risultato eccezionale per una squadra di provincia, sapientemente raggiunto grazie ad un'oculata gestione societaria, del dirigente Silvano Ramaccioni e del presidente Franco D'Attoma.

Il Perugia 1978/79 aveva una rosa così composta:

Portieri: Marcello Grassi; Nello Malizia.

Difensori: Michele Nappi; Antonio Ceccarini (il Tigre); Pierluigi Frosio (capitano); Mauro Della Martira; Luciano Zecchini.

Centrocampisti: Paolo Dal Fiume; Cesare Butti; Franco Vannini; Salvatore Bagni; Giorgio Redeghieri; Mario Goretti.

Attaccanti: Gianfranco Casarsa; Walter Speggiorin; Marco Cacciatori.

Allenatore: Ilario Castagner.

[modifica] La squalifica e il declino

Nel successivo campionato 1979-80, il Perugia si assicura a sorpresa l'astro nascente del calcio italiano Paolo Rossi, che aveva rifiutato il trasferimento a Napoli, preferendo la più tranquilla collocazione perugina. Paolo Rossi fece egregiamente la sua parte, ma la squadra non riuscì comunque a ripetere il miracolo della precedente stagione, forse anche per l'assenza di un valido centrocampista, come Franco Vannini, costretto al ritiro per il gravissimo infortunio subito nel 1979.

Comunque, proprio nel momento in cui la società sembra aver stabilmente raggiunto una collocazione di vertice nel calcio italiano, arriva inaspettatamente la svolta negativa. Il 1º marzo 1980 scoppia lo scandalo del calcio italiano del 1980, che travolgerà lo stesso Paolo Rossi e, indirettamente le sorti del Perugia, che termina il campionato solo 10°.

Oltre a Paolo Rossi vengono squalificati anche Mauro Della Martira e Luciano Zecchini, e alla squadra nel successivo campionato viene inflitta una penalizzazione di 5 punti. Il colpo per il Perugia è pesante, anche psicologicamente. Così, a sole 2 stagioni dall'imbattibilità e da uno scudetto sfiorato, al termine della stagione 1980-81 si assiste a una malinconica retrocessione in serie B; quindi, negli anni successivi, seguirà anche lo sfaldarsi di quel geniale e compatto gruppo dirigenziale che aveva portato il Perugia ai massimi livelli. La stagione 1984-85, nella quale il Perugia manca il ritorno in A di un solo punto e curiosamente stabilisce i record tuttora in essere del minor numero di sconfitte in una stagione in B (1) e del maggior numero di pareggi (ben 26 su 38 incontri) nel campionato cadetto, sembra l'inizio di un'inversione di tendenza, invece il declino prosegue fino alla umiliante doppia retrocessione in C2 deliberata dalla C.A.F. nel 1986 per il coinvolgimento degli umbri anche nel secondo calcioscommesse, dopo peraltro essere retrocessi dalla B sul campo.

[modifica] L'arrivo di Gaucci

Nel 1991 Luciano Gaucci, imprenditore romano già vicepresidente della Roma, rileva il Perugia, che milita in Serie C ed è sull'orlo del fallimento. Il nuovo proprietario vuole portare il Perugia ad alti livelli e con una imponente campagna acquisti, che porta in Umbria anche Giuseppe Dossena, in alcuni anni ci riesce. Nel 1991-92 la squadra è 3° e sfiora la promozione in Serie B, ottenuta l'anno successivo al termine di uno spareggio contro l'Acireale vinto dalla formazione umbra 2-1; ma per Gaucci scoppia lo scandalo di un cavallo "regalato" ad un arbitro compiacente, e la CAF rispedisce il Perugia in Serie C, promuove l'Acireale e squalifica il presidente per tre anni. L'anno successivo, stagione 1993-94, non c'è storia: il Perugia vince nettamente il campionato e viene promosso in Serie B: vi resta solo due anni, perché nella stagione 1995-96, la squadra, allenata da Giovanni Galeone, compie il grande salto in Serie A classificandosi al 3º posto.

[modifica] Il ritorno in serie A

La permanenza in Serie A dura solo un anno: al termine di una stagione difficile, segnata anche dall'esonero di Galeone e dall'approdo a Perugia di Nevio Scala, la squadra retrocede all'ultima giornata, pur a seguito di un inizio di campionato esaltante.

Di nuovo in Serie B, il Perugia è subito intenzionato a tornare nel calcio che conta; ci riesce, ma per farlo il patron cambia quattro volte allenatore: Attilio Perotti viene prima sostituito da Albertino Bigon, poi Gaucci lo richiama per alcune giornate a riprendere il suo posto, ma poi lo scarica definitivamente riportando in panchina Ilario Castagner. E l'allenatore dei miracoli riesce in una nuova impresa: con un finale da record aggancia il Torino al quarto posto e nello spareggio promozione di Reggio Emilia trionfa sui granata ai calci di rigore.

In serie A il Perugia stavolta resta 6 anni; nella stagione 1998-99 la squadra, guidata da Castagner poi sostituito da Vujadin Boškov, raggiunge la salvezza classificandosi al 14º posto e qualificandosi per la Coppa Intertoto, in cui esce al terzo turno causa una squalifica subita nella partita di ritorno (all'andata il Perugia aveva vinto): si mettono in luce, amatissimi dai tifosi, il croato Milan Rapaic e il giapponese Hidetoshi Nakata. Nella stagione 1999-2000 la squadra è affidata a Carlo Mazzone, che la porta al 10º posto; all'ultima giornata batte in casa la Juventus (1-0) con goal di Calori nel secondo tempo, togliendole in pratica la possibilità di conquistare lo scudetto, che andò alla Lazio.

[modifica] L'era Cosmi

Nel luglio 2000, il patron Gaucci, abituato a stupire, ingaggia Serse Cosmi, allenatore perugino di nascita ma semi-sconosciuto al grande pubblico, che si è fatto notare per aver portato l'Arezzo dalla Serie D alla Serie C1, ma che fino ad allora non aveva avuto nessuna esperienza nel grande calcio. La piazza è contro il suo presidente, che sembra far di tutto per non andare d'accordo con i tifosi; riempie la squadra di giovani e di giocatori presi a prezzi bassissimi in campionati di ogni angolo del mondo o dalle serie inferiori, che in Serie A troveranno grande fortuna: Mirko Pieri, Fabio Grosso, Fabio Liverani, Davide Baiocco, Marco Di Loreto. Dall'estero arrivano, ad esempio, Zé Maria e Zisis Vryzas.

La squadra gioca un calcio divertente e proficuo, affermandosi come la sorpresa della Serie A. Serse Cosmi ottiene il massimo dalla sua squadra, lanciando i giovani ai massimi livelli della Serie A, e Marco Materazzi e Fabio Liverani raggiungono anche la Nazionale. Il Perugia si classifica 10° nella stagione 2000-01, 8° nella stagione 2001-02, mentre l'anno successivo, guidato da Fabrizio Miccoli, addirittura sfiora la finale di Coppa Italia (dopo aver superato anche la Juventus), venendo eliminato solo in semifinale dal Milan; si qualifica inoltre per la Coppa Intertoto classificandosi 9º, al termine di un'annata ricca di soddisfazioni.

La quarta stagione sotto la guida di Cosmi si apre con la vittoria della Coppa Intertoto sui tedeschi del Wolfsburg, che qualifica la squadra in Coppa UEFA. Il Perugia arriva fino al terzo turno, nel quale, dopo aver eliminato Dundee United e Aris Salonicco, viene eliminato dal più titolato PSV Eindhoven. Non altrettanto fortunato però il cammino in campionato: il Perugia non vince una partita per tutto il girone di andata e, quasi spacciato a quattro giornate dal termine, riesce alla fine a raggiungere l'insperato spareggio salvezza contro la Fiorentina; ad avere la meglio è la squadra viola (0-1; 1-1), che torna così in Serie A dopo il fallimento. Il Perugia scende in Serie B, si conclude l'era Cosmi e ben presto si concluderà anche l'era Gaucci.

[modifica] Il Centenario e i due fallimenti

Logo del Perugia Calcio nel 2005

Nell'anno del centenario la squadra è affidata a Stefano Colantuono e punta al ritorno in Serie A, ma al termine della stagione, nonostante l'ottimo quarto posto e la qualificazione alla finale play-off per la promozione in Serie A (persa contro il Torino), il Perugia viene escluso dal successivo campionato di Serie B dalla giustizia sportiva per problemi economici. Così, grazie al Lodo Petrucci, riesce almeno a iscriversi al successivo campionato di Serie C1 sotto una nuova amministrazione societaria, capeggiata da Vincenzo Silvestrini e denominata Perugia Calcio S.r.l., che in seguito è stata trasformata in una S.p.A.[senza fonte]. Nella stagione 2005-06 la squadra è affidata a Paolo Indiani (già scelto dalla dirigenza Gaucci per la Serie B prima del fallimento, e poi confermato dalla nuova società). Ma ancora prima dell'inizio del campionato Indiani firma con la Lucchese, e il Perugia in ricostruzione viene affidato a Vincenzo Patania, sostituito poi da Paolo Stringara nel girone di ritorno. Pur restando sempre nelle posizioni di vertice, il Perugia chiude la stagione in sesta posizione, ad appena un punto dai play-off promozione.

Nel giugno 2006 la squadra è affidata a Corrado Benedetti, esonerato alla sesta giornata del campionato 2006-07. Per tutta la restante stagione la squadra è stata guidata dal tecnico Marco Cari, il quale non è riuscito nell'obiettivo prefissato di raggiungere i play off. Il 4 maggio il presidente Vincenzo Silvestrini rassegna le dimissioni in seguito alla contestata decisione di far disputare il derby Ternana-Perugia senza tifosi, ed al mancato raggiungimento dell'obiettivo sportivo. L'unica soddisfazione nella stagione rimane la conquista, da parte della Berretti del Perugia, del Campionato Nazionale Dante Berretti, dopo aver battuto il Padova in finale.

Il 18 giugno 2007 viene eletto presidente Pierangelo Silvestrini, fratello maggiore di Vincenzo; nello stesso giorno viene ingaggiato come allenatore Antonello Cuccureddu. La squadra ha una buona partenza infilando una serie positiva di nove partite ma, alla 12ª giornata, incappa in una sconfitta sul campo dell'Ancona che segna l'inizio di una incredibile involuzione tecnica e fisica, inframezzata solo dalle due vittorie esterne di San Giovanni Valdarno e Potenza e dal pareggio di Crotone, caratterizzata da ben quattro sconfitte interne consecutive che ha causato l'uscita dalla zona play-off e l'esonero di Antonello Cuccureddu, sostituito per un breve periodo da Salvatore Matrecano (con lui in panchina si matura la quinta sconfitta interna consecutiva) e poi richiamato dopo le dimissioni del presidente Pierangelo Silvestrini, cui succede Enzo Di Marzo. La squadra si riprende, e consegue buoni risultati (nonostante un'ulteriore sconfitta interna) che la portano a disputare i play off promozione, da cui la squadra esce sconfitta contro l'Ancona, che passa in virtù del miglior piazzamento conseguito in campionato.

Al termine della stagione 2007-08 la proprietà Silvestrini decide di lasciare. Il 10 luglio 2008 la società viene acquistata dall'imprenditore perugino Leonardo Covarelli, reduce da 3 stagioni alla guida del Pisa Calcio. Il tecnico prescelto dalla nuova società è Paolo Indiani, già allenatore nel 2005 per poco tempo prima del fallimento della società ma, dopo sole due gare di Coppa Italia e prima dell'avvio del campionato di Prima Divisione, si arriva ad una rescissione consensuale del contratto tra società e tecnico. Al suo posto viene chiamato Giovanni Pagliari, ex giocatore del Perugia negli anni '80 ed ex allenatore di Monza e Foligno. Dopo una vittoria alla prima di campionato, il Perugia subisce 3 sconfitte consecutive che portano, il 22 settembre 2008, all'esonero di Pagliari e all'arrivo sulla panchina biancorossa di Maurizio Sarri. Il tecnico toscano, però, dopo un discreto avvio sulla panchina biancorossa e dopo una serie di risultati positivi di ben 7 partite, non riesce più a tornare alla vittoria. In seguito alla clamorosa disfatta a Gallipoli di domenica 15 febbraio 2009 (partita persa con il punteggio di 4-1), viene esonerato lo stesso giorno dal presidente Covarelli, che richiama in panchina Giovanni Pagliari. Il tecnico di Tolentino riesce, seppur con fatica, a trascinare i Grifoni verso la salvezza, ottenuta all'ultima giornata con la vittoria sulla Virtus Lanciano, condannando proprio gli abruzzesi agli spareggi play out.

Per la stagione successiva, come prima cosa, viene riconfermato il tecnico marchigiano. La società, dopo un rifiuto in prima battuta della Covisoc, riesce a regolarizzare l'iscrizione della squadra, che viene inserita questa volta nel girone A della Prima Divisione 2009-10. Il 16 novembre 2009, all'indomani di un pareggio sul campo del Sorrento, dopo 13 giornate di campionato e un bottino di 19 punti (settimo posto in classifica, a 4 lunghezze dai playoff), la società decide di esonerare nuovamente Pagliari e di affidare al suo vice, Marco Zaffaroni la panchina del Grifone.

Al termine di un campionato in cui si classifica undicesimo, il 20 maggio 2010 emergono per la società di Covarelli gravi problemi finanziari, al punto che il Tribunale di Perugia accoglie l'istanza di fallimento presentata da alcuni creditori[5][6].Il 9 giugno 2010 va deserta l'asta fallimentare per rilevare la società[7]. L'ex patron Covarelli tenta comunque di presentare una domanda di iscrizione, ma la stessa non è accettabile in quanto non è più il legale rappresentante della società[8]. Il 9 luglio la FIGC pubblica sul suo sito il provvedimento di revoca dell'affiliazione della società fallita.[9].

[modifica] Nasce l'A.S.D. Perugia Calcio

Nella serata di lunedì 12 luglio 2010 nasce l'A.S.D. Perugia Calcio, con a capo l'imprenditore cannarese Roberto Damaschi, attivo nel settore petrolifero. Il neo presidente sarà coadiuvato in questa nuova e difficile avventura da altri tre soci, Pompeo Farchioni, Adriano Moschini e Giuseppe Rossi, oltre ad avere come consulente e consigliere l'allenatore Walter Novellino. S'iscrive al campionato di serie D.

Il 10 aprile 2011 vince matematicamente il campionato di Serie D con tre giornate d'anticipo, battendo per 3-2 (Bartolini, Bartolini, Corallo) il Castel Rigone rimontando il 0-2 iniziale[10] tornando così tra i professionisti in Lega Pro. Quattro giorni dopo la squadra si assicura anche la Coppa Italia di Serie D sconfiggendo in finale la Turris per 1-0 (Corallo).

A fine stagione il Perugia partecipa alla Poule Scudetto di Serie D, arrivando in finale, dove pero' viene sconfitta dal Cuneo che vince lo Scudetto Dilettanti.

Dal 25 agosto 2011 viene nominato direttore generale l'ex arbitro Luigi Agnolin. Con il ritorno tra i professionisti la società cambia denominazione, acquisendo così il nome di Associazione Calcistica Perugia Calcio[11].

Il 12 gennaio 2012, con la squadra prima nel campionato di Seconda Divisione, il presidente Damaschi si dimette dall'incarico e rimette il mandato insieme al consiglio di amministrazione della società.[12][13] Contestualmente, Gianni Moneti viene nominato amministratore unico. Il vice presidente Massimiliano Santopadre mantiene la responsabilità dirigenziale del settore giovanile.[12][13]

[modifica] Cronistoria

Cronistoria dell'Associazione Calcio Perugia
  • 1905 Fondazione dell'Associazione Calcio Perugia.
  • 1905/10 - Attività sportiva in ambito regionale.
  • 1910 - 4° ai Campionati Sportivi Universitari Italiani.
  • 1910-11 - Partecipa al torneo interregionale di Terni.
  • 1912/19 - Attività sportiva in ambito regionale.
  • 1919 - Cambia denominazione in Società Sportiva Perugia.
  • 1919/22 - Attività limitata allo stretto ambito regionale.
  • 1922-23 - 2° nella Seconda Divisione Marchigiana.
  • 1923-24 - 2° nella Seconda Divisione Marchigiana.
  • 1924-25 - 2° nella Seconda Divisione Marchigiana.
  • 1925-26 - 3° nella Seconda Divisione Umbra.
  • 1926-27 - Rinuncia a calendario già compilato al campionato di Seconda Divisione Sud.
  • 1927-28 - 5º nel girone A della Seconda Divisione Sud. Rinuncia al campionato e si iscrive alla Terza Divisione del neo costituito Direttorio Regionale Umbro.
  • 1928-29 - 2º nel girone unico della Terza Divisione Umbra. Cambia denominazione in Associazione Calcio Perugia.
  • 1929-30 - 1º nel girone unico della Terza Divisione Umbra. Promosso in Seconda Divisione, è successivamente ammesso direttamente al campionato di Prima Divisione per motivi di rappresentanza geografica. Cambia denominazione in Società Sportiva Perugia.
  • 1930-31 - 6º nel girone F della Prima Divisione.
  • 1931-32 - 2º nel girone finale C della Prima Divisione.
  • 1932-33 - 1º nel girone finale A della Prima Divisione. Promosso in Serie B.
  • 1933-34 - 6º nel girone finale di Serie B.
  • 1934-35 - 15º nel girone B di Serie B. Retrocesso, rinuncia alla Serie C. Si iscrive in Prima Divisione laziale.
  • 1935-36 - 10º nel girone unico della Prima Divisione laziale. Retrocesso in Seconda Divisione, passa al Direttorio X Zona (Umbria).
  • 1936-37 - Nel campionato umbro di Seconda Divisione.
  • 1937-38 - Nel campionato di Prima Divisione umbra. Riammesso in Serie C.
  • 1938-39 - 7º nel girone F di Serie C. Rinuncia nuovamente alla Serie C.
  • 1939-40 - Inattivo per motivi finanziari. La G.U.F. (Gruppo Universitario Fascista) di Perugia disputa il campionato umbro di 1ª Divisione con colori ed alcuni giocatori del Perugia. Ricostituito a fine stagione, è in seguito ammesso in Serie C con l'aiuto delle gerarchie locali ed il consenso FIGC.
  • 1940-41 - 8º nel girone G di Serie C.
  • 1941-42 - 6º nel girone E di Serie C.
  • 1942-43 - 4º nel girone I di Serie C.
  • 1943/1945 - Attività sospesa per cause belliche.
  • 1945-46 - 1º nel girone B della Serie C della Lega Centro-Sud. Promosso in Serie B.
  • 1946-47 - 11º nel girone C di Serie B.
  • 1947-48 - 16º nel girone C di Serie B. Retrocesso in Serie C.
  • 1948-49 - 18º nel girone C di Serie C.
  • 1949-50 - 16º nel girone B di Serie C. Ripescato.
  • 1950-51 - 17º nel girone C di Serie C. Retrocesso in Promozione.
  • 1951-52 - 4º nel girone L di Promozione. Ammesso alla nuova IV Serie.
  • 1952-53 - 5º nel girone E di IV Serie.
  • 1953-54 - 2º nel girone E di IV Serie.
  • 1954-55 - 8º nel girone F di IV Serie.
  • 1955-56 - 13º nel girone F di IV Serie.
  • 1956-57 - 14º nel girone F di IV Serie.
  • 1957-58 - 7º nel girone F dell'Interregionale II Serie.
  • 1958-59 - 8º nel girone F di IV Serie. Ammesso in Serie C per delibera FIGC.
  • 1959-60 - 10º nel girone B di Serie C.
  • 1960-61 - 11º nel girone B di Serie C.
  • 1961-62 - 12º nel girone B di Serie C.
  • 1962-63 - 7º nel girone B di Serie C.
  • 1963-64 - 12º nel girone B di Serie C.
  • 1964-65 - 4º nel girone B di Serie C.
  • 1965-66 - 15º nel girone B di Serie C.
  • 1966-67 - 1º nel girone B di Serie C. Promosso in Serie B. Cambia denominazione in A.C. Perugia S.p.A..
  • 1967-68 - 15º in Serie B.
  • 1968-69 - 8º in Serie B.
  • 1969-70 - 10º in Serie B.
  • 1970-71 - 6º in Serie B.
  • 1971-72 - 6º in Serie B.
  • 1972-73 - 14º in Serie B.
  • 1973-74 - 15º in Serie B.
  • 1974-75 - 1º in Serie B. Promosso in Serie A.
  • 1975-76 - 8º in Serie A.
  • 1976-77 - 6º in Serie A.
  • 1977-78 - 7º in Serie A. Vince la Coppa Rappan.
  • 1978-79 - 2º in Serie A. Chiude imbattuto il torneo, prima squadra a registrare il record nella storia dei campionati di Serie A a girone unico.
  • 1979-80 - 10º in Serie A. Eliminato nei sedicesimi di finale di Coppa UEFA.
  • 1980-81 - 15º in Serie A. Retrocesso in Serie B.
  • 1981-82 - 6º in Serie B.
  • 1982-83 - 11º in Serie B.
  • 1983-84 - 8º in Serie B.
  • 1984-85 - 4º in Serie B.
  • 1985-86 - 18º in Serie B. Retrocesso direttamente in Serie C2 su delibera della CAF a causa del Secondo Totonero.
  • 1986-87 - 9º nel girone C di Serie C2.
  • 1987-88 - 1º nel girone C di Serie C2. Promosso in Serie C1.
  • 1988-89 - 8º nel girone B di Serie C1.
  • 1989-90 - 9º nel girone B di Serie C1.
  • 1990-91 - 4º nel girone B di Serie C1.
  • 1991-92 - 3º nel girone B di Serie C1.
  • 1992-93 - 2º nel girone B di Serie C1 dopo aver vinto lo spareggio con l'Acireale. Non viene promosso su delibera della C.A.F. per illecito sportivo.
  • 1993-94 - 1° nel girone B della Serie C1. Promosso in Serie B.
  • 1994-95 - 7º in Serie B.
  • 1995-96 - 3º in Serie B. Promosso in Serie A.
  • 1996-97 - 16º in Serie A. Retrocesso in Serie B.
  • 1997-98 - 4º in Serie B dopo aver vinto ai rigori lo spareggio con il Torino. Promosso in Serie A
  • 1998-99 - 14º in Serie A.
  • 1999-00 - 10º in Serie A.
  • 2000-01 - 10º in Serie A.
  • 2001-02 - 8º in Serie A.
  • 2002-03 - 9º in Serie A.
  • 2003-04 - 15º in Serie A. Vince la Coppa Intertoto. Eliminato al terzo turno di Coppa UEFA. Retrocesso in Serie B dopo la sfida con la Fiorentina, sesta classificata in Serie B.
  • 2004-05 - 4º in Serie B, perde la finale dei play-off con il Torino e, oberato dai debiti, subisce la revoca dell'affiliazione il 15 luglio.
  • 2005 - A seguito della mancata iscrizione al Campionato della società Associazione Calcio Perugia S.p.A., viene costituita una nuova società, il Perugia Calcio S.r.l. (in seguito Perugia Calcio S.p.A.), che aderisce al Lodo Petrucci e viene ammessa in Serie C1.
  • 2005-06 - 6º nel girone B di Serie C1.
  • 2006-07 - 6º nel girone B di Serie C1.
  • 2007-08 - 5º nel girone B di Serie C1. Perde la semifinale play-off con l'Ancona.
  • 2008-09 - 8º nel girone B di Lega Pro Prima Divisione.
  • 2009-10 - 11º nel girone A di Lega Pro Prima Divisione. Dichiarata fallita dal Tribunale, non si iscrive al campionato di Lega Pro Prima Divisione. Nasce l'A.S.D. Perugia che si iscrive alla Serie D.
  • 2010-11 - 1° nel girone E della Serie D. Coccarda Italia.svg Vince la Coppa Italia di Serie D. Promosso in Lega Pro Seconda Divisione.
  • 2011 - Con il ritorno tra i professionisti la società prende il nome di Associazione Calcistica Perugia Calcio.

[modifica] Perugia in Europa

Stagione Competizione Fase Nazione Avversario Risultati
1976 Coppa Mitropa Girone bandiera Jugoslavia Velez Mostar 2-4, 0-0
Girone bandiera Austria Austria Vienna 0-0, 1-0
1978 Coppa Mitropa Girone bandiera Jugoslavia Partizan Belgrado 2-1, 0-4
Girone Czechoslovakia Cecoslovacchia Zbrojovka Brno 0-0, 1-0
1979-80 Coppa UEFA 1° Turno bandiera Jugoslavia Dinamo Zagabria 1-0, 0-0
2° Turno bandiera Grecia Aris Salonicco 1-1, 0-3
1999 Coppa Intertoto 2° Turno bandiera Macedonia FK Pobeda 1-0, 0-0
3° Turno bandiera Turchia Trabzonspor 1-3, 2-1
2000 Coppa Intertoto 2° Turno bandiera Belgio Standard Liegi 1-2, 1-1
2002 Coppa Intertoto 3° Turno bandiera Germania VfB Stuttgart 2-1, 1-3
2003 Coppa Intertoto 3° Turno bandiera Finlandia AC Allianssi 2-0, 2-0
Semifinale bandiera Francia FC Nantes 1-0, 0-0
Finale bandiera Germania VfL Wolfsburg 1-0, 2-0
2003-04 Coppa UEFA 1° Turno Scozia Scozia Dundee FC 1-0, 2-1
2° Turno bandiera Grecia Aris Salonicco 2-0, 1-1
3° Turno bandiera Paesi Bassi PSV Eindhoven 0-0, 1-3

[modifica] Campionati nazionali

Categoria Partecipazioni Debutto Ultima stagione

A

13 1975-1976 2003-2004

B

21 1933-1934 2004-2005

C1

31 1927-1928 2009-2010

C2

3 1986-1987 2011-2012

D

9 1951-1952 2010-2011

In 75 stagioni sportive disputate a livello nazionale a partire dall'esordio nel Direttorio Divisioni Inferiori Sud. Prima della Seconda guerra mondiale, in più occasioni il Perugia si ritirò nei tornei regionali per difficoltà finanziarie.

[modifica] Giocatori

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Categoria:Calciatori del Perugia Calcio.

[modifica] Allenatori

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Categoria:Allenatori del Perugia Calcio.

[modifica] Rosa 2011-2012

Rosa aggiornata al 31 gennaio 2012.

N. Ruolo Giocatore
Bandiera dell'Italia P Nicola Braccalenti
Bandiera dell'Italia P Pasquale Despucches
Bandiera dell'Italia P Daniele Giordano
Bandiera dell'Italia D Matteo Anania
Bandiera dell'Italia D Pierluigi Borghetti
Bandiera dell'Italia D Luca Cacioli
Bandiera dell'Italia D Nicolò Curti [14]
Bandiera dell'Italia D Simone Di Dio
Bandiera dell'Italia D Daniele Proietti
Bandiera dell'Italia D Niccolò Pupeschi
Bandiera dell'Italia D Adriano Russo
Bandiera dell'Italia D Andrea Zanchi
Bandiera dell'Italia C Alessio Benedetti
Bandiera dell'Italia C Alessandro Borgese
Bandiera del Brasile C Eduardo Luis Carloto
N. Ruolo Giocatore 600px Rossogrifo.png
Bandiera dell'Italia C Gianmarco Giuliacci *

(in prestito al Poggibonsi)

Bandiera dell'Italia C Nicolò Luchini
Bandiera dell'Italia C Daniel Margarita
Bandiera dell'Italia C Francesco Mocarelli
Bandiera dell'Italia C Alessio Moneti
Bandiera dell'Italia C Marco Moscati
Bandiera dell'Italia C Michele Sansotta
Bandiera dell'Italia A Pietro Balistreri
Bandiera dell'Argentina A Sebastián Bueno
Bandiera dell'Italia A Giampiero Clemente
Bandiera dell'Italia A Daniele Ferri Marini
Bandiera dell'Italia A Niccolò Gucci *

(in prestito al Borgo a Buggiano)

Bandiera dell'Italia A Ettore Padovani
Bandiera dell'Italia A Romano Tozzi Borsoi

[modifica] Staff tecnico

Allenatore: Pier Francesco Battistini

Allenatore in seconda: Mirco Barbetta

Preparatore Portieri: Marco Bonaiuti

Preparatore Atletico: Luca Boncompagni

Massofisioterapista: Renzo Luchini

Massaggiatore: Leonello Tosti

Osservatori: Gustavo Capponi, Claudio Fermanelli, Fabrizio Nofri, Matteo Porcari

[modifica] Palmarès

[modifica] Trofei nazionali

1974-1975
1945-1946, 1966-1967
1993-1994
Serie C2 1987-1988
2010-2011
2010-2011

[modifica] Trofei internazionali

1978
2003

[modifica] Trofei giovanili

1995-1996, 1996-1997
2006-2007

[modifica] Note

  1. ^ Guerin Sportivo, Novembre 1993
  2. ^ Gol di Curi alla Juve, radiocronaca di Ciotti.
  3. ^ Renato Curi: Morte nel pomeriggio
  4. ^ "Perugia imbattibile con il modello Ajax", Archivio storico della Gazzetta dello Sport
  5. ^ Erika Pontini. I giudici: buco da 100 milioni Falliti Perugia e Mas. 21-5-2010. URL consultato il 1-7-2010.
  6. ^ CALCIO, FALLIMENTO PERUGIA: DISPOSTI SIGILLI SEDE SOCIETA'. 21-5-2010. URL consultato il 1-7-2010.
  7. ^ CALCIO: ASTA DESERTA PER RILEVARE PERUGIA DOPO FALLIMENTO. 9-6-2010. URL consultato il 1-7-2010.
  8. ^ Perugia, Mantova Gallipoli e Rimini out. corrieredellosport.it, 1-7-2010. URL consultato il 1-7-2010.
  9. ^ COMUNICATO UFFICIALE N. 7/A (PDF). figc.it, 9-7-2010. URL consultato il 12-7-2010.
  10. ^ Perugia promosso in Seconda Divisione corrieredellosport.it
  11. ^ http://legaproago.football.it/societa/lp2db/11/. Lega Italiana Calcio Professionistico. URL consultato il 04-11-2011.
  12. ^ a b Perugia calcio, il presidente Damaschi e il cda rimettono il mandato
  13. ^ a b Perugia calcio, Damaschi dà le dimissioni: 'Atto dovuto' Moneti amministratore unico
  14. ^ Curti: cessione definitiva alla Juventus

[modifica] Bibliografia

  • AA.VV. Il pallone d'oro. Prima enciclopedia storica del calcio mondiale. Dizionario biografico del calcio Italiano. Volume III - Perna Editore, Milano 1969
  • Lanfranco Ponziani. A.C. Perugia, la squadra dei miracoli - Edi-Grafica, 1977
  • Francesco Ghirelli e Giordano Martucci. Perugia un amore - Marcon, 1997
  • L'imbattibile Perugia - Daniele Sborzacchi - Infopress editrice, 2009

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

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