Unione Sportiva Salernitana 1919

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U.S. Salernitana 1919
Calcio Football pictogram.svg
Detentore della Coppa Italia Lega Pro Detentore della Coppa Italia Lega Pro
Salernitana Logo.png
I granata
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Trasferta
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Terza divisa
Colori sociali 600px Granata3.png Granata
Simboli Ippocampo
Dati societari
Città Salerno
Paese Italia Italia
Confederazione UEFA
Federazione Flag of Italy.svg FIGC
Campionato Lega Pro
Fondazione 1919
Scioglimento 1925
Rifondazione 1927
Rifondazione 2005
Rifondazione 2011
Presidente carica vacante[1]
Allenatore Italia Leonardo Menichini
Stadio Arechi
(31.300[2][3] posti)
Sito web www.ussalernitana1919.it
Palmarès
Titoli nazionali 2 Campionati di Serie B
4 Campionati di Serie C o C1
1 Campionato di Lega Pro Seconda Divisione
1 Campionato di Serie D
Trofei nazionali 1 Coppe Italia Serie C/Lega Pro
1 Supercoppa di Lega di Seconda Divisione
Soccerball current event.svg Stagione in corso
Si invita a seguire il modello di voce

L'Unione Sportiva Salernitana 1919 S.r.l, comunemente detta Salernitana, è una società calcistica italiana con sede nella città di Salerno. Rappresenta la massima espressione calcistica cittadina.

Fondata il 19 giugno 1919 grazie a vari soci salernitani, tra cui Matteo Schiavone (che ne fu il principale promotore nonché direttore tecnico[4] oltre che dapprima calciatore di ruolo portiere e pochi mesi dopo allenatore[5][4]) e Adalgiso Onesti (che ne divenne il primo presidente), nel corso della sua storia la società è stata rifondata per tre volte: nel 1927 in seguito a un precedente scioglimento,[6] nel 2005,[7] e ancora nel 2011[8][9] per questioni finanziarie.

Il 26 luglio 2011 venne infatti fondato il Salerno Calcio, aderendo all'art. 52.10 delle Norme Organizzative Interne Federali (NOIF), in seguito all'esclusione dalle competizioni calcistiche del precedente assetto societario del quale ne assunse l'identità anche giuridicamente, acquisendone nel luglio 2012 i beni immateriali. Consequenzialmente, adottò l'odierna denominazione.

La squadra milita per il secondo anno consecutivo nella terza serie nazionale, dopo aver ottenuto due promozioni consecutive (primato interno alla storia del club) entrambe con Carlo Perrone allenatore, dalla Serie D alla Lega Pro Seconda Divisione,[10] e da quest'ultima alla Prima Divisione, trasformatasi dal 2014-2015 nell'attuale campionato unico di Lega Pro.

Il colore ufficiale della Salernitana è il granata dal 1943[6] (esclusa la stagione 2011-2012 per ragioni giuridiche[8]), il suo simbolo è l'ippocampo dal 1949[6] e la squadra disputa le proprie gare interne allo Stadio Arechi dal 1990.[11] Il club è di proprietà di Claudio Lotito e Marco Mezzaroma a partire dalla rifondazione del 2011.[8]

Nella sua storia conta due campionati disputati in Serie A: uno nella stagione 1947-1948[6] e l'altro nel 1998-1999, nonché un campionato misto A/B nel 1945-1946 in qualità di società di Serie B.[6] Dalla fondazione ad oggi ha vinto 8 campionati[12]: 2 di Serie B, 4 di terzo livello nazionale, 1 di Lega Pro Seconda Divisione e 1 di Serie D. Tra le coppe, una Coppa Italia Lega Pro nel 2014, una Supercoppa di Lega di Seconda Divisione nel 2013 e, a livello giovanile, un Trofeo Dante Berretti di Serie C nel 1969.

Si colloca al 55º posto della Classifica perpetua della Serie A dal 1929.

Prima del fallimento del 2011, la Salernitana non aveva mai concluso stagioni al di sotto del terzo livello del calcio nazionale.[6] Tuttavia, la ripartenza dalla Serie D nella stagione 2011-2012 costrinse il principale sodalizio di Salerno, nell'arco temporale 2011-2013, a disputare due livelli di campionato (compresa la Lega Pro Seconda Divisione) mai affrontati prima di allora, vincendoli entrambi.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia dell'Unione Sportiva Salernitana 1919.
Una formazione della Salernitana nel 1919: allenatore Giordano (a sinistra), portiere Matteo Schiavone (primo socio fondatore, a destra)

Fondata nel 1919 grazie ad alcuni soci capeggiati da Matteo Schiavone, ebbe come primo presidente Adalgiso Onesti.[13][14]

Il club esordì in campionato vincendo sul campo il proprio girone e successivamente a tavolino la finale del campionato di Promozione 1919-1920 contro il Brasiliano (squadra napoletana che vinse l'altro girone), in quanto gli incontri terminarono 5-0 in casa sia all'andata che al ritorno per i rispettivi padroni di casa, sicché occorse un terza finale ma per protesta i partenopei non si presentarono sul neutro di Nocera Inferiore, città situata nel salernitano, conferendo in questo modo la promozione in Prima Categoria alla Salernitana. Gli allora bianco-celesti si ritrovarono quindi nel massimo livello calcistico dell'epoca, ma non andarono mai oltre la fase regionale. Retrocessero durante la stagione 1921-1922, ma la fusione con lo Sport Club Audax Salerno consentì alla Salernitana di mantenere la categoria.[15][13]

Nel 1922 nacque infatti la Salernitanaudax, sodalizio che per divergenze interne e problemi vari fermò l'attività nel 1925.[16][13] Tuttavia la Salernitana rinacque nel 1927 attraverso una fusione tra Campania e Libertas, ripartendo dal terzo livello.[17][13] Ottenne la prima promozione in Serie B nel 1937-1938, ma vi rimase per una sola stagione.[18]

Una formazione della Salernitana che vinse in Serie B 1946-47

Ottenne l'accesso ma fu in seguito esclusa dal girone finale per la promozione in B, a causa di una presunta infrazione nel 1941-1942 (rivelatasi aritmeticamente irrilevante ai fini dell'esito finale dello stesso campionato[19]), stagione in cui si mostrò sul campo meritevole della posizione ottenuta vincendo il campionato del proprio girone, che rivinse anche nella stagione successiva in cui ebbe accesso al girone finale giungendo seconda ed ottenendo così la promozione, allenata da Gipo Viani.[20][13] I campionati, per via della nota guerra in atto in quegli anni, furono sospesi e sostituiti da alcuni tornei regionali. La Salernitana vinse la Coppa della Liberazione e si classificò seconda al Campionato campano 1945.[21][13] Giocò poi nel Campionato misto Serie A/B 1945-1946 come squadra cadetta,[22][13] ed ottenne sul campo la promozione nella Serie A 1947-1948 sotto la presidenza di Domenico Mattioli e nuovamente allenata da Gipo Viani, in collaborazione di calciatori come Antonio Valese, Elio Onorato, Sebastiano Vaschetto, Carmine Iacovazzo, Vincenzo Margiotta.[23][13]

Prima della sfida Salernitana-Triestina di Serie A 1947-48

Sempre con Viani disputò la massima serie, in cui si fece conoscere positivamente attraverso il rivoluzionario schema di gioco del Vianema (ideato da Antonio Valese che lo suggerì all'allenatore facendolo conoscere in tutta Italia e da cui ebbe origine l'odierno catenaccio italiano), con cui ottenne preziosi pareggi e vittorie che soltanto per un punto non le consentirono di salvarsi. Tuttavia la retrocessione di quella Salernitana fu un argomento controverso, giacché alcune fonti sottolineano come la Roma di quegli anni fosse stata favorita dall'arbitro Vittorio Pera nella sfida per la salvezza con la compagine di Salerno.[24][13]

Seguirono poi otto anni di militanza in Serie B,[13] fino a quando non retrocesse in Serie C nella stagione 1955-1956.[25][13] Il 28 aprile 1963, durante la partita Salernitana-Potenza morì il primo spettatore in uno stadio italiano: Giuseppe Plaitano, colpito accidentalmente da un proiettile sparato in aria da un poliziotto nel tentativo di placare una rissa in campo scaturita anche per questioni legate alla partita, ma anche per l'ira dei tifosi provocata dall'eccessiva vigoria con cui fu placato l'iniziale invasore solitario.[26][13][27]

Nella stagione di Serie C 1965-1966 il club campano ottenne nuovamente la promozione in Serie B sotto la direzione di Domenico Rosati, ma la permanenza nel secondo livello nazionale durò nuovamente una sola stagione.[28][13] Seguirono poi 23 anni consecutivi di terza serie,[13] e nella Serie C1 1989-1990 infine la squadra granata ottenne la promozione nel campionato cadetto, sotto la presidenza di Giuseppe Soglia, la guida tecnica di Giancarlo Ansaloni e con in campo il capitano Agostino Di Bartolomei.[29][13]

Una formazione della vittoriosa stagione 1989-90 insieme ad uomini dello staff tecnico

Anche questa volta la permanenza in B durò per un solo campionato,[30][13] ma con l'arrivo dell'allenatore Delio Rossi i campani tornarono pochi anni dopo in Serie B ottenendo la promozione nel campionato 1993-94 anche grazie ai gol di Giovanni Pisano.[31][13] Successivamente, durante la presidenza di Aniello Aliberti fu nuovamente Serie A al termine di un campionato che vide di nuovo Delio Rossi in panchina. Grazie alla coppia-gol composta da Marco Di Vaio ed Edoardo Artistico, nonché altri uomini come i difensori Ciro Ferrara e Vittorio Tosto, i fratelli Giacomo e Giovanni Tedesco ed il capitano Roberto Breda a centrocampo, capaci di costituire una rosa competitiva, la squadra concluse al primo posto finale. Nella Serie A 1998-1999 retrocesse per un solo punto, e la stagione si concluse tragicamente per alcuni tifosi: Enzo, Ciro, Peppe e Simone che morirono in treno a causa di un incendio durante il viaggio di ritorno dopo aver assistito all'incontro in trasferta dell'ultima gara di campionato.[13]

La Salernitana tornò in Serie B, e dopo le prime stagioni in cui si propose tra le candidate per la promozione, si piazzò ventesima nel 2002-2003 ma non retrocesse per via del Caso Catania. Nell'estate del 2005 tuttavia il club venne radiato dal professionismo per inadempienze finanziarie,[13] anche se il presidente Aliberti ed altre figure nel mondo del calcio hanno sostenuto che quella Salernitana fosse eventualmente in grado di rateizzare il pagamento dei debiti.[32][33][34] In ogni caso, dopo una breve parentesi in Terza Categoria la società, nel corso del girone di andata venne messa in liquidazione fallimentare. Nel frattempo a Salerno nacque tramite lodo Petrucci una nuova società che ripartì dalla Serie C1, ed ottenne la promozione in seconda serie nel campionato di Serie C1 2007-2008 anche grazie alle reti di Arturo Di Napoli.

Salernitana-Cosenza 2014-15

La società in seguito acquisì i beni immateriali della precedente Salernitana, fra cui il marchio con l'ippocampo, ma retrocesse nuovamente in terza serie al termine del campionato di Serie B 2009-2010. Dopo aver lottato fino ai play off, la Salernitana 2010-2011 infine non ottenne la promozione, ed anzi fu poi costretta a scomparire in quanto la società fallì per debiti.[13]

Il calcio salernitano ripartì dalla Serie D 2011-2012 attraverso il Salerno Calcio, che venne fondato da Claudio Lotito e Marco Mezzaroma. Il sodalizio, che nella stagione successiva divenne Salernitana attraverso l'acquisizione dei beni immateriali utilizzati dalle società precedenti, ottenne due promozioni consecutive entrambe con Carlo Perrone allenatore. Conquistò inoltre la Supercoppa di Lega di Seconda Divisione nel 2012-2013 e, con in panchina Angelo Gregucci la Coppa Italia Lega Pro 2013-2014.[13]

Cronistoria[modifica | modifica wikitesto]

Cronistoria dell'Unione Sportiva Salernitana 1919
  • 19 giugno 1919: Fondazione dell'Unione Sportiva Salernitana.
  • 1919-1920: 1ª nel girone B campano del campionato di Promozione. Vince la finale. Green Arrow Up.svg Promossa in Prima Categoria.
  • 1920-1921: 4ª nel girone A campano di Prima Categoria.
  • 1921-1922: 7ª nel campionato campano di Prima Divisione. Red Arrow Down.svg Retrocessa in Seconda Divisione
  • 1922-1923: Non partecipa a nessun campionato.
Nel dicembre 1922 diventa Società Sportiva Salernitanaudax per fusione con lo Sport Club Audax Salerno.
A fine stagione scompare dalla scena calcistica.

Secondo turno eliminatorio della Coppa Italia.
Primo turno eliminatorio della Coppa Italia.
  • 1937-1938: 1ª nel girone E di Serie C. Green Arrow Up.svg Promossa in Serie B
Terzo turno eliminatorio della Coppa Italia.
  • 1938-1939: 17ª in Serie B. Red Arrow Down.svg Retrocessa in Serie C
Sedicesimi di finale della Coppa Italia.

Secondo turno eliminatorio della Coppa Italia.
Sedicesimi di finale della Coppa Italia.
  • 1941-1942: 1ª nel girone G di Serie C. Esclusa dalle finali per illecito sportivo.
  • 1942-1943: 1ª nel girone L di Serie C. 2ª nel girone A finale. Green Arrow Up.svg Promossa in Serie B.
  • 1943-1945: Attività sospese per cause belliche
Cambia denominazione in Unione Sportiva Salernitana.

Secondo Turno della Coppa Italia.

Secondo Turno della Coppa Italia.

Fase a gironi della Coppa Italia Semiprofessionisti.
Fase a gironi della Coppa Italia Semiprofessionisti.
Fase a gironi della Coppa Italia Semiprofessionisti.
Fase a gironi della Coppa Italia Semiprofessionisti.
Ottavi di finale della Coppa Italia Semiprofessionisti.
Fase a gironi della Coppa Italia Semiprofessionisti
Assume il nome di Salernitana Sport.
Sedicesimi di finale della Coppa Italia Semiprofessionisti.

Finalista nella Coppa Italia Semiprofessionisti.
Quarti di finale della Coppa Italia Semiprofessionisti.
Quarti di finale della Coppa Italia Serie C.
Primo Turno della Coppa Italia
Sedicesimi di finale della Coppa Italia Serie C.
Ottavi di finale della Coppa Italia Serie C.
Fase a gironi della Coppa Italia Serie C.
Primo turno della Coppa Italia
Sedicesimi di finale della Coppa Italia Serie C.
Ottavi di finale della Coppa Italia Serie C.
Fase a gironi della Coppa Italia Serie C.
Sedicesimi di finale della Coppa Italia Serie C.

Semifinale della Coppa Italia Serie C.
Primo Turno della Coppa Italia
Primo Turno della Coppa Italia
Sedicesimi di finale della Coppa Italia Serie C.
Quarti di finale della Coppa Italia Serie C.
Vince i Play-off con la Juve Stabia. Green Arrow Up.svg Promossa in Serie B.
Primo Turno della Coppa Italia
Semifinale della Coppa Italia Serie C.
Primo Turno della Coppa Italia.
Primo Turno della Coppa Italia.
Quarti di Finale della Coppa Anglo-Italiana.
Primo Turno della Coppa Italia.
Primo Turno della Coppa Italia.
Sedicesimi di Finale della Coppa Italia

Fase a gironi della Coppa Italia
Ottavi di Finale della Coppa Italia
Fase a gironi della Coppa Italia
Fase a gironi della Coppa Italia.
Secondo Turno della Coppa Italia.
Secondo Turno della Coppa Italia.
Esclusa dalle competizioni professionistiche successive per dissesto economico-finanziario.
Perde in semifinale Play-off contro il Genoa.
Primo Turno della Coppa Italia
Primo Turno della Coppa Italia Serie C.
Fase a gironi della Coppa Italia Serie C
Finalista di Supercoppa di Lega di Serie C1.
Ottavi di Finale della Coppa Italia
Il 20 luglio 2009 acquisisce i beni immateriali della precedente società, assumendone l'identità.

Terzo Turno della Coppa Italia.
Perde in finale dei Play-off contro il Verona
Primo Turno della Coppa Italia
Primo Turno della Coppa Italia Lega Pro
Esclusa dalle competizioni professionistiche successive per dissesto economico-finanziario.
  • 26 luglio 2011: Fondazione del Salerno Calcio che aderisce all'art. 52.10 NOIF e viene iscritto in Serie D.
  • 2011-2012: 1° nel girone G della Serie D. Green Arrow Up.svg Promosso in Lega Pro Seconda Divisione.
Turno Preliminare della Coppa Italia Serie D
Semifinale della Poule Scudetto.
Il 12 luglio 2012 acquisisce i beni immateriali della Salernitana Sport, assumendone l'identità e cambiando la ragione sociale in Unione Sportiva Salernitana 1919.
Vince la Supercoppa di Lega di Seconda Divisione (1º titolo).
Fase a gironi della Coppa Italia Lega Pro.
Coccarda Coppa Italia.svg Vince la Coppa Italia Lega Pro (1º titolo).
Primo Turno di Coppa Italia
Primo turno di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia Lega Pro.

Colori e simboli[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Colori e simboli dell'Unione Sportiva Salernitana 1919.

Colori[modifica | modifica wikitesto]

Nell'arco della sua storia, la Salernitana non sempre ha vestito granata.[35] A partire dalla sua fondazione la divisa ufficiale per i calciatori prevedeva una maglia a strisce verticali bianche e celesti.[35] Tali colori rimasero in vigore fino al 1922, quando con il nome di Salernitanaudax pur continuando a vestire bianco-celeste in alcune occasioni (come anche rosso-nero a righe verticali e bianco-rosso orizzontali),[36] ufficialmente il suo colore divenne il celeste-nero, in seguito alla fusione con i bianco-neri dell'Audax Salerno.[37] Il sodalizio rimase in attività fino al 1925, e nel 1927 il colore adottato fu il granata[13] (o l'amaranto[35] a seconda delle fonti), come le magliette del Campania Foot-Ball Club, cioè la squadra che si unì in fusione con la Libertas rifondando la Salernitana.[13] Dopo due stagioni la Salernitana ritornò allo storico bianco-celeste, conferendo tali colori alla prima divisa della squadra.[38]

Durante la Coppa della Liberazione del 1944 la squadra vestì granata,[39] colore che divenne definitivo e che non fu più cambiato se non durante la stagione 2011-2012, per questioni legate ai diritti sui beni immateriali. In quel periodo il club venne rifondato come Salerno Calcio ed adoperò come divisa principale dapprima una casacca a strisce blu-granata, e in seguito nel girone di ritorno rosso-blu con qualche elemento di colore giallo per richiamarsi ai colori di stemma e gonfalone cittadini.[40]

Le questioni sui beni immateriali si risolsero già dalla stagione successiva, ed il granata tornò a rappresentare la prima squadra cittadina, ridiventata Salernitana.[41]

Salernitana Logo.png Evoluzione storica di colori e denominazioni
Periodo Colori Denominazione
1919-1922 600px Bianco e Celeste (Strisce).png Unione Sportiva Salernitana
1922-1925 600px Celeste e Nero (Strisce).png Società Sportiva Salernitanaudax
1927-1929 600px Amaranto.png Unione Sportiva Fascista Salernitana
1929-1943 600px Bianco e Celeste (Strisce).png
1943-1977 600px Granata3.png Unione Sportiva Salernitana
1977-2005 Salernitana Sport
2005-2011 Salernitana Calcio 1919
2011-2012 600px BlauGrana (Strisce).png Salerno Calcio
2012-oggi 600px Granata3.png Unione Sportiva Salernitana 1919

Simboli ufficiali[modifica | modifica wikitesto]

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

Salernitana 1978-79: la divisa di gioco prevede un ippocampo racchiuso in un cerchietto bianco

Il simbolo della Salernitana è per antonomasia l'ippocampo. Venne adottato nel 1949, quando apparve per la prima volta sulle magliette della squadra. La scelta del simbolo venne dal pittore e professore salernitano Gabriele D'Alma che ne disegnò una prima versione. Lo stemma non sempre è apparso sulle magliette di gioco: nella maggior parte dei casi serviva a rappresentare il logo della società (che ha variato forma diverse volte), ma non vi è traccia di esso fino alla fine degli anni 1970, quando comparve un cerchietto bianco con un ippocampo intero color granata al suo interno.[42]

Anche per far fronte ai costi di gestione, la Salernitana decise di aderire al marketing calcistico, commercializzando il suo marchio. Così nel 1986 il simbolo dell'ippocampo venne stilizzato.[6][43] La stilizzazione del 1986 nacque a Dallas dal grafico americano Jack Lever, il quale raffigurò un ippocampo disegnato solo nella sua parte superiore, bagnato dalle onde marine e sormontato da cinque bastioni che rievocano le fortificazioni longobarde e normanne. Alla destra dell'ippocampo vi è una piccola stella con otto punte: ricorda il Follaro, antica moneta della Zecca di Salerno.[42]

Inizialmente lo stemma non veniva utilizzato sulle maglie ma su tutte le altre operazioni di marketing, come la copertina dei tagliandi degli abbonamenti. A partire dalla gara Salernitana-Padova 0-0 del 1990 lo stemma è sempre stato presente sulle magliette della Salernitana, inizialmente rinchiuso in un quadrato e senza la scritta "Salernitana", fino al 1995-96, stagione in cui il marchio sarà incorniciato da un quadrato con bordi dorati. Tali bordi, dalla stagione seguente, seguiranno poi la forma delle onde sottostanti. Questo simbolo è sempre stato posto sul lato sinistro della maglietta, fino al 1997-1998 in cui fu spostato a sinistra, e nel 1998-1999 in cui venne posizionato in alto al centro.[42].

Nel torneo di Serie B 1999-2000 il logo della Salernitana cambia leggermente: non vi è più la torre, ma uno scudetto granata che racchiude l'ippocampo e il Follaro, con sotto l'anno di fondazione 1919. Questo stemma fu utilizzato fino al 2005, anno in cui la Salernitana Sport venne esclusa dai campionati FIGC.

Dall'estate del 2005 all'estate del 2009 la Salernitana, rinata grazie al Lodo Petrucci in seguito alla non iscrizione (e al successivo fallimento) della precedente Salernitana Sport, ha provvisoriamente adottato un differente stemma societario privo dell'ippocampo poiché non aveva ancora acquisito i beni immateriali della precedente società.[44]

Una volta acquistati i beni immateriali tramite Energy Power, società facente capo all'allora presidente della Salernitana, la squadra campana ha potuto riutilizzare il suo storico emblema in comodato d'uso, nella versione più recente: lo scudetto del 1999. I marchi e i brevetti della Salernitana Sport sono dunque dal 2009 di proprietà della Energy Power[45] e dal 7 luglio 2012 sono stati concessi in affitto alla nuova società (che prima dell'acquisto dei beni si è chiamata Salerno Calcio).

Inno[modifica | modifica wikitesto]

Il primo inno ufficiale della Salernitana,[46] il cui titolo è Il potere deve essere granata,[47] nasce nel 2007 dal cantante e musicista salernitano Sandro Scuoppo, il quale lo presenta per la prima volta a Salerno in Piazza della Libertà nel corso della presentazione ufficiale (aperta al pubblico e stracolma di sostenitori entusiasmati dai nuovi acquisti, come ad esempio Arturo Di Napoli) della nuova rosa della squadra, mentre la nuova società sorta nel 2011 non possiede ancora un inno ufficiale.

Mascotte[modifica | modifica wikitesto]

Ippo e Granatiello sono stati la mascotte della Salernitana in due periodi distinti, sorti per operazioni pubblicitarie e di marketing.

Ippo nacque da un'idea della Salernitana Sport di Aniello Aliberti nella stagione 1999-2000, secondo una precisa strategia di marketing che si svilupperà mediante l'apertura del primo Salernitana Store. In quel periodo con il nome "Ippo" veniva identificato sia il cavalluccio marino raffigurato sul logo a scudo (che era stato appena realizzato e che aveva sostituito il precedente logo con la "torre" e le onde marine), sia la mascotte presente allo Stadio Arechi, utilizzata anche come pupazzetto in vendita nel primo Salernitana Store.[42]

Nel 2005 la società storica della Salernitana sarà sostituita dalla neonata Salernitana Calcio 1919, società che inizialmente non ha nessun tipo di legame con la precedente, la quale nella stagione di Serie B 2007-2008 si forgerà di una nuova mascotte concessa dallo sponsor di quella stagione: Interauto Citroën. Tale sponsor offrirà Granatiello, un leone antropomorfo con indosso la maglia della Salernitana n. 10.[48]

Strutture[modifica | modifica wikitesto]

Stadio[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Campo di Piazza d'Armi (Salerno), Stadio Donato Vestuti e Stadio Arechi.
Lo Stadio Arechi visto dall'interno

L'attuale stadio della Salernitana, sito in Via Allende prende il nome da Arechi II, principe longobardo sotto il quale l'antica Salerno visse un periodo di grande fioritura. La nuova struttura venne inaugurata nel settembre del 1990, in coincidenza del ritorno dopo 23 anni della Salernitana nella serie cadetta contro il Padova (partita pareggiata per 0-0). Il terreno di gioco misura 105 m di lunghezza per 68 m di larghezza. Una delle particolarità è la mancanza di una pista di atletica, che ha consentito di realizzare lo stadio a forma rettangolare; ciò permette di assistere agli incontri senza l'ostacolo visivo della pista e senza influenzare la capienza.[49]

La Curva Sud della Salernitana nello Stadio Vestuti durante un derby degli anni ottanta contro il Campania Ponticelli

In precedenza i granata giocavano allo Stadio Donato Vestuti sito in Piazza Casalbore, che fu costruito nel 1934[50] per volere del regime fascista con il nome di Stadio Littorio. Terminata la guerra e caduto il fascismo a Salerno, il Littorio venne nominato Stadio Comunale, e successivamente "Donato Vestuti" in onore al primo fondatore di una squadra di calcio a Salerno: il Salerno FBC (nel 1913). Nel 1962 lo stadio Vestuti fu protagonista di un film girato a Salerno e a Napoli: "Le quattro giornate di Napoli" del regista Nanni Loy. Nel 1990 la Salernitana traslocò nello stadio di Via Allende, ed il Vestuti venne utilizzato dai granata nel 2004 per presentare la rosa ufficiale al pubblico, e attualmente è utilizzato da altre rappresentative sportive salernitane, come la Salernitana Femminile.[51] Prima ancora del Vestuti, la Salernitana disputava le proprie gare interne sul campo di Piazza d'Armi.

Centro di allenamento[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Centro sportivo Vincenzo Volpe.

Il centro sportivo "Vincenzo Volpe" di Salerno situato come l'attuale stadio in via Salvador Allende è diventato dal febbraio 2014, il centro di allenamento della prima squadra e delle rose giovanili granata.[52]

Il complesso fu sede degli allenamenti della Salernitana anche nel corso della gestione Aliberti, e per qualche tempo anche sotto la gestione Lombardi.[53]

La struttura, prima di divenire l'impianto per gli allenamenti della Salernitana nel 2014, ha subito un profondo cambiamento, come l'ampliamento del terreno di gioco, la ristrutturazione degli spogliatoi e degli altri locali di servizio come la palestra annessa e l'infermeria, e sono stati migliorati gli impianti presenti, come il sistema di illuminazione. Ne è venuto fuori un centro di allenamento moderno e funzionale, grazie ad un investimento che supera il milione e mezzo di euro.[54]

Sede sociale[modifica | modifica wikitesto]

Dal 2012 la sede della società è ubicata in via Salvatore Allende varco n. 25 a Salerno: si trova ovvero all'interno dello Stadio Arechi grazie alla collaborazione con il Comune di Salerno che detiene la proprietà dello stadio. Venne inaugurata il 1º aprile 2012 alla presenza del sindaco Vincenzo De Luca e dei massimi vertici societari.[55]

La prima sede della storia della Salernitana era invece ubicata in Piazza XX Settembre al piano terra del Teatro Verdi.[56]

Di seguito un elenco di tutte le sedi adottate dalla società granata dalla fondazione ad oggi:

Salernitana Logo.png
Cronologia delle sedi sociali

Società[modifica | modifica wikitesto]

Proprietà[modifica | modifica wikitesto]

Claudio Lotito, co-fondatore, consulente e comproprietario della Salernitana
« Ricordo che il Salerno doveva militare nel campionato di Eccellenza. Grazie al nostro investimento, pari a 350.000 euro, siamo partiti da zero, ma dalla Serie D. Faremo quello che serve, non vi preoccupate. Gli investimenti non saranno lesinati, non ci risparmieremo. Faremo investimenti intelligenti, bisogna spendere sempre per quello che serve[68] »
(Claudio Lotito in riferimento alla Salernitana)

L'Unione Sportiva Salernitana 1919 S.r.l è una società a responsabilità limitata posseduta al 50% dalla Morgenstern S.r.l di Marco Mezzaroma, e al 50% dalla Omnia Service One S.r.l che ha in Luciano Corradi la figura di amministratore unico: si tratta di due società con sede a Roma.[69]

Claudio Lotito è il co-fondatore del nuovo assetto societario della squadra insieme al cognato Marco Mezzaroma, e nella società svolge ufficialmente il ruolo di consulente, risultandone nei fatti, insieme al cognato Mezzaroma, il principale dirigente nonché comproprietario. Lotito inoltre, essendo contemporaneamente proprietario e presidente della S.S. Lazio S.p.A sfrutta tale peculiarità per cedere in prestito calciatori del settore giovanile biancoceleste alla Salernitana, attivando una sinergia collaborativa tra i due sodalizi.[70]

L'attuale società si costituì il 26 luglio 2011 con il nome di Salerno Calcio S.r.l, aderendo all'art. 52 delle Norme Organizzative Interne Federali della Figc in seguito all'esclusione per debiti della precedente Salernitana Calcio 1919 di Antonio Lombardi.

Organigramma societario[modifica | modifica wikitesto]

Salernitana Logo.png
Staff dell'area amministrativa[71]
  • Italia Angelo Mariano Fabiani - Direttore Sportivo
  • Italia Giovanni Russo - Direttore Organizzativo ed Impianti
  • Italia Fabrizio Riccardi - Responsabile Marketing
  • Italia Rodolfo De Rose - Segretario Generale
  • Italia Maria Vernieri - Responsabile Amministrazione
  • Italia Gianluca Lambiase - Addetto Stampa
  • Italia Gianluigi casaburi - Responsabile sicurezza stadio

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Cronologia degli sponsor tecnici
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Cronologia degli sponsor ufficiali


Settore giovanile[modifica | modifica wikitesto]

Alcuni componenti della Salernitana Juniores che si aggiudica il Campionato Berretti nel 1969

Il settore giovanile della U.S. Salernitana 1919 si compone di quattro rose: Beretti (allenati da Giuseppe Avella),[83] Allievi Nazionali (guidati da Nino Belmonte),[84] Allievi Regionali (il cui mister è Emanuele Ferraro),[85] Giovanissimi (affidati a Pietro De Bonis).[86] L'attuale responsabile del settore è Antonio Ruggiero.[83]

Tra i titoli conquistati dal settore giovanile della Salernitana sono da citare quello della vittoria del Campionato nazionale Dante Berretti nel 1969 dalla formazione Juniores, guidata da Mario Saracino[6] [87] ed il titolo di Campione della Campania ottenuto nel 2009 dagli Allievi Regionali allenati da Egidio Sironi.[88]

I principali calciatori provenienti dal vivaio granata sono: Carmine Iacovazzo, centrocampista che in seguito, dal 1936 al 1949, conterà anche 256 presenze (record assoluto) con la squadra maggiore;[89] l'ala sinistra Elio Onorato, il quale debuttò con la prima squadra nel 1942;[90] Luca Fusco, difensore centrale che in seguito divenne capitano della Salernitana maggiore grazie anche alle numerose presenze che il calciatore ottenne con la prima squadra;[91] il portiere di origini napoletane Ciro Polito;[92] i difensori Roberto Cardinale[93], Cristian Molinaro[94] e Giampaolo Parisi.[95]

Nel periodo della gestione di Antonio Lombardi, con il nome di Salernitana Calcio 1919 è stata titolare della scuola calcio Associazione Sportiva Salernitana Piccoli Granata che annualmente organizzava anche campus estivi per bambini.[96][97]

La Salernitana nella cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

Società[modifica | modifica wikitesto]

La Salernitana è la squadra sportiva storicamente più seguita dai salernitani. L'attaccamento alla principale squadra calcistica è sempre stato prevalente, al punto che molte altre realtà agonistiche del capoluogo e dintorni, non soltanto quelle dedite al calcio, adottano come proprio logo lo stesso simbolo della Salernitana, vale a dire l'ippocampo.[98] L'ippocampo, già emblema della Scuola Medica Salernitana è presente nel logo delle squadre di calcio dell'ASD Boys Salerno, dell'Audax Salerno,[99] della AC Salernitana Femminile, dell'ASD Salerno Rugby,[98], della società di Agropoli (Salerno) chiamata ASD Polisportiva Salernitana Magna Graecia.[100]

La forte popolarità della prima squadra cittadina ha spinto alcuni sostenitori della Salernitana, nel 2012, in seguito alla nascita del nuovo Salerno Calcio che non aveva ancora acquisito legalmente l'identità della precedente squadra, a esporre striscioni per le strade di Salerno con su scritte frasi di nostalgia verso la società storica. Uno di quegli striscioni recitava "Da quando non ci sei... non è più domenica!" riprendendo alcune parole di una canzone di Cesare Cremonini il quale qualche giorno dopo dichiarerà sul social network di Twitter: "Mi è sempre stata simpatica la Salernitana e la sua storica tifoseria".[101]

Il 19 giugno 2012, in occasione del 93º anniversario della nascita del club, nella città di Salerno si assisté ad un corteo stracolmo di sostenitori della squadra che chiedevano a gran voce il ritorno in campo della Salernitana. Inoltre la città e parte della provincia vennero "colorate" di granata, con numerose bandiere e vessilli della Salernitana esposti sui balconi da parte dei campani, in un clima che spinse il sindaco di Salerno Vincenzo De Luca ad incitare i dirigenti del Salerno affinché la storia della Salernitana (coi suoi segni distintivi) venisse recuperata quanto prima.[102]

Musica[modifica | modifica wikitesto]

Musicalmente, oltre all'inno ufficiale della gestione 2005-2010 (Il potere deve essere granata di Sandro Scuoppo del 2007), esistono diverse altre canzoni dedicate alla squadra granata,[103] come Salernitana in serie A del cantante napoletano Gigione (scritta nel 1999, quando i granata furono promossi in massima serie) e come i brani più recenti, nati per celebrare il ritorno in B della squadra nel 2008: Ale Ale Aleooo dei Paranza Vibes, canzone di genere reggae, Cuore Granata dei Manciva, brano rock-pop, Salernitana vita mia di Felice D'Amico, Giuramento granata di Vincenzo Ceccarelli (sulle note dell'inno nazionale italiano) e Salernitana di Gianluca Vernieri, un brano di musica napoletana dedicato alla squadra e ai tifosi di Salerno. In ordine cronologico è da menzionare anche il brano di musica rap Salernitana marchio e tradizione sorto nel periodo 2011-2012 anche con l'obiettivo di invogliare la dirigenza ad acquistare il marchio storico (che ancora non era stato rilevato), i cui autori sono Federica Berra (che canta il ritornello), Enzo Prada (conosciuto a Salerno già per alcune canzoni sulla Salernitana pubblicate su YouTube) ed i rapper Morfuco e Tonico 70.

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

La Salernitana è accennata nel film Al bar dello sport, realizzato durante la stagione sportiva 1983-1984, con protagonista Lino Banfi il quale nella finzione scenica, anche grazie ai suggerimenti di un amico del "Bar dello Sport" interpretato da Jerry Calà e alla vittoria per 1-3 dei campani a Reggio Calabria (l'ultima delle gare presenti in schedina, come affermato dallo speaker radiofonico) fa "13" al Totocalcio. Nella realtà tale partita non si è mai giocata, dato che la squadra di Reggio più prossima ai salernitani militanti in Serie C1 era la Reggina, che in quella stagione militava in Serie C2.[104]

La Salernitana è anche citata nel film commedia Tifosi diretto da Neri Parenti, nella prima parte relativa all'episodio con Nino D'Angelo. La scena è ambientata nel 1999, anno della Salernitana in Serie A, in un carcere della città di Napoli, dove è detenuto Gennaro Scognamiglio (Nino D'Angelo) che insieme ad altri suoi compagni di cella ascolta per radio una partita del campionato di Serie B con la sua squadra, il Napoli. D'un tratto arriva una guardia carceraria che lo chiama per scarcerarlo, ma lui con aria seccata si rifiuta di uscire in quel preciso momento per via della partita (contro la Sampdoria). La Salernitana è la squadra di cui il guardiano del carcere è tifoso, che nel film, come citato dai due personaggi, ha giocato di sabato vincendo 2-0.

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

In televisione la Salernitana detiene un curioso primato assieme al Genoa: disputò la prima partita in assoluto della storia del campionato di Serie B ad essere giocata in anticipo di venerdì e trasmessa in diretta televisiva su Telepiù (Genoa-Salernitana 3-0, nella stagione 1999-2000).[105] In Campania diverse emittenti televisive locali, come Telecolore, TV Oggi e Lira TV presentano nel proprio palinsesto partite di calcio in differita o in diretta, e trasmissioni di approfondimento dedicate al principale sodalizio calcistico di Salerno. Inoltre i canali prima citati, quando non mostrano le partite di campionato in diretta, offrono ai propri spettatori la possibilità di rimanere aggiornati sulla Salernitana grazie alle trasmissioni di cronaca senza mostrare le immagini della gara. La Salernitana è inoltre una delle squadre maggiormente notiziate sui bollettini sportivi delle televisioni campane: oltre ai tre canali sopra citati, viene spesso menzionata anche su Telecapri Sport e Canale 21.

Allenatori[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Categoria:Allenatori dell'U.S. Salernitana 1919.

Complessivamente gli allenatori della Salernitana sono stati, ad oggi, 157.

Il primo ad allenare la squadra fu Vincenzo Giordano (un socio fondatore del club) che però venne subito sostituito da Matteo Schiavone (il principale socio promotore della fondazione della Salernitana) la cui attività si concluse nel 1921 e tra i risultati raggiunti vi fu la promozione della squadra in Prima Categoria 1920-1921.

Per una nuova promozione, in Serie B, occorrerà attendere l'approdo dell'ungherese Ferenc Hirzer che nella stagione di Serie C 1937-1938 portò la Salernitana nel secondo livello nazionale, dove vi restò una sola stagione.

Un'altra promozione in Serie B avvenne nel campionato di Serie C 1942-1943, sotto la guida di Gipo Viani, che dopo la guerra condusse la squadra di Salerno per la prima volta anche in Serie A, facendole vincere il girone C della Serie B 1946-1947. I "granata del Sud", così definiti dai giornalisti dell'epoca per distinguerli dai giocatori granata del Grande Torino, sotto la guida di Viani disputarono un discreto campionato in massima serie, adottando un tipo di gioco rivoluzionario: il cosiddetto "Vianema" che ebbe come ruolo cardine la figura del mediano, fatta interpretare ad Alberto Piccinini (padre del popolare giornalista sportivo). Il Vianèma, derivante dal cognome del tecnico, in verità venne suggerito da Antonio Valese, capitano della squadra, con la quale negli anni cinquanta avrà anche una breve esperienza come allenatore.

Il ritorno in Serie B avvenne nel 1965-66 sotto la guida del tecnico Domenico Rosati. I campani vinsero il torneo di Serie C disputando un campionato dove il Cosenza gli ha dato del filo da torcere per tutta la stagione. Infatti per un solo punto ottennero la promozione, grazie ad una squadra giovane espressamente richiesta alla società dall'allenatore. Tom Rosati venne l'anno successivo in B sostituito a stagione in corso dall'argentino Oscar Montez, che non riuscì ad evitare la retrocessione. Domenico Rosati, tuttavia, ricoprì nuovamente la carica di allenatore a Salerno, nella stagione di Serie C 1970-1971 poi sostituito da Giancarlo Vitali la successiva stagione.

Dopo 23 anni di Serie C, la Salernitana ritornò in B nel 1990 grazie al tecnico Giancarlo Ansaloni: con lo 0-0 contro la capolista Taranto, nella gara giocata per l'ultima volta della storia del club allo Stadio Vestuti, la Salernitana centrò l'obiettivo.

La Salernitana 1990-1991 non riuscì a permanere nella categoria, ma grazie all'arrivo di Delio Rossi (allora tecnico semi-sconosciuto, proveniente dalle giovanili del Foggia Calcio) nel torneo di Serie C1 1993-1994 la tifoseria di Salerno che in un primo momento fu scettica, sentitasi presa in giro non perse occasione per contestare la dirigenza e la squadra, ma infine con la vittoria dei play off contro la Juve Stabia a Napoli per 3-0 la squadra risalì di livello, e Delio Rossi fu soprannominato il Profeta.

Tuttavia il rapporto con i tifosi venne bruscamente interrotto nel 1995-96 quando il tecnico decise di ritornare a Foggia per allenare la prima squadra del club pugliese. Se già nella Serie B 1994-1995 (con l'arrivo del presidente Aniello Aliberti) sfiorò addirittura subito la Serie A, la stagione successiva con il giovane Franco Colomba fece altrettanto e in quella stagione la squadra campana si tolse la soddisfazione di battere per 3-0 in casa e 3-1 fuori, il Foggia dell'ex Delio Rossi. Tornò Delio Rossi nella stagione di Serie B 1997-1998, e fece disputare alla Salernitana un ottimo torneo sotto tutti i punti di vista, terminato al primo posto: dopo 50 anni la Salernitana è nuovamente in massima serie, ed il rapporto con la tifoseria venne immediatamente ricucito nel corso della stagione.

Altro allenatore che fece ottenere una promozione ai granata fu Fabio Brini nel 2007-2008 con il raggiungimento della B in seguito alla ripartenza in C per via del fallimento della società di Aliberti.

Da citare vi è anche Carlo Perrone, che nel torneo di Serie D 2011-2012 riporta la prima squadra cittadina tra i professionisti in seguito al crack finanziario della società di Lombardi, e nella stagione successiva ottiene la seconda promozione consecutiva con i campani (in Lega Pro Prima Divisione), operazione che a Salerno, prima di allora, non era mai riuscita ad altro tecnico. Grazie a lui inoltre la squadra vince il primo trofeo ufficiale della sua storia: la Supercoppa di Lega Pro Seconda Divisione.

Con alla guida Angelo Gregucci, la squadra si aggiudicò anche la Coppa Italia Lega Pro 2013-2014.

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Allenatori[106]

Presidenti[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Categoria:Dirigenti dell'U.S. Salernitana 1919.
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Presidenti[106]
  • 1919-1921 Italia Adalgiso Onesti
  • 1921-1922 Italia Renato De Crescenzo
  • 1923 Italia Raffaele Schiavone
  • 1923 Italia Adalgiso Onesti
  • 1923 Italia Settimio Mobilio
  • 1924-1925 Italia Carmine Caiafa
  • 1927-1928 Italia Antonio Conforti, Italia Vittorio Emanuele La Rocca, Italia Camillo De Felice
  • 1928-1929 Italia Pasquale Pinto
  • 1929-1930 Italia Luigi Conforti
  • 1930-1931 Italia Pasquale Pinto
  • 1931 Italia Giovanni Negri
  • 1931-1933 Italia Enrico Chiari
  • 1933 Italia Riccardo Gambrosie
  • 1934 Italia Savino Mioni
  • 1934-1936 Italia Enrico Chiari
  • 1936-1937 Italia Savino Mioni
  • 1937-1940 Italia Giuseppe Carpinelli
  • 1940 Italia Eugenio Saligeri - Zucchi
  • 1940-1943 Italia Matteo Scaramella
  • 1944-1945 Italia Felice Del Galdo
  • 1945-1948 Italia Domenico Mattioli
  • 1948 carica vacante[108]
  • 1948-1954 Italia Marcantonio Ferro
  • 1954-1955 Italia Roberto Spirito (Comm. staor.)[109]
  • 1955 Italia Roberto Spirito[110]
  • 1955-1956 Italia Michele Scaramella
  • 1956-1957 Italia Carmine De Martino
  • 1957-1958 Italia Giuseppe Tortorella
  • 1958-1960 Italia Matteo Guariglia
  • 1960 Italia Leopoldo Fulgione
  • 1960-1963 Italia Pasquale Gagliardi (Comm. staor.)[111]
  • 1963-1964 Italia Antonio D'Amico (Comm. staor.)[112]
  • 1963 Italia Osvaldo Di Giuseppe (Comm. staor.)[112]
  • 1964 Italia Michele Scozia (Comm. staor.)[112]
  • 1964-1967 Italia Michele Gagliardi (Comm. staor.)[113]
  • 1967-1968 Italia Giuseppe Tedesco (Comm. staor.)[114]
  • 1968-1972 Italia Giuseppe Tedesco
  • 1972-1973 Italia Americo Vessa
  • 1973 Italia Alfredo Caiafa
  • 1973-1974 Italia Americo Vessa
  • 1974-1975 Italia Americo Vessa, affiancato dal 10/11/1974 da Italia Giovanni Benvenuto e Italia Cesare Trucillo
  • 1975 Italia Americo Vessa
  • 1975-1976 Italia Pietro Esposito
  • 1976-1977 Italia Aldo Matera
  • 1977-1978 Italia Vincenzo Paolillo
  • 1978 Italia Enzo Grieco
  • 1978 Italia Giovanni Benvenuto
  • 1978-1979 Italia Vincenzo Paolillo
  • 1979-1980 Italia Antonio Ventura
  • 1980 Italia Federico De Piano
  • 1980-1981 Italia Enzo Grieco
  • 1981-1983 Italia Filippo Troisi
  • 1983 Italia Antonio Scermino
  • 1983-1985 Italia Arcangelo Japicca
  • 1985-1987 Italia Augusto Strianese
  • 1987-1991 Italia Giuseppe Soglia[115]
  • 1991 Italia Claudio Virno Lamberti
  • 1991-1994 carica vacante[116]
  • 1994 carica vacante[117]
  • 1994-2005 Italia Aniello Aliberti[115]
  • 2005-2011 Italia Antonio Lombardi[115]
  • 2011-oggi carica vacante[1]


Giocatori[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Categoria:Calciatori dell'U.S. Salernitana 1919.

Capitani della Salernitana[modifica | modifica wikitesto]

Lista dei capitani della Salernitana dal 1989 ad oggi[118]

Agostino-Di-Bartolomei-con-la-maglia-della-Salernitana.jpg Pecoraro Scanio Marco.jpg
Agostino Di Bartolomei e Marco Pecoraro Scanio

Maglie ritirate[modifica | modifica wikitesto]

Nella stagione calcistica di Serie B 2004-2005 la Salernitana dell'allora presidente Aniello Aliberti, subito dopo aver battuto per 6-1 il Cesena in campionato, decise di ritirare la maglia numero 4 in onore dell'allora capitano nonché "bandiera" Roberto Breda che si avviava a terminare la sua carriera da calciatore.[123] Nella stagione seguente però la società della Salernitana fallì, e la maglia numero 4 venne ripristinata dalla Salernitana Calcio 1919 di Lombardi che la consegnò a Georgios Kyriazis nel suo primo anno di Serie B.[123]

La Salernitana e le Nazionali di calcio[modifica | modifica wikitesto]

Nazionale italiana Under 21[modifica | modifica wikitesto]

Raffaele Palladino, arrivò a Salerno in prestito dalla Juventus, e con la Salernitana conquistò una presenza in Under 21

L'elenco che segue indica tutti i giocatori che contano almeno una presenza nella Nazionale Italiana Under 21 quando sono appartenuti alla Salernitana. La Nazionale Under 21 è il massimo livello mai raggiunto da un calciatore italiano della squadra campana, sebbene alcuni (come Gennaro Gattuso, Walter Zenga, Mark Iuliano, Alberto Piccinini, Nino Moltrasio, ecc.) possano vantare numerose presenze nella Nazionale maggiore quando hanno fatto parte di altri club.[124] Accanto ai nomi, tra parentesi è indicato il numero di presenze effettuato con la maglia azzurra.

Scudetto Italia Calcio.png


Altre nazionali[modifica | modifica wikitesto]

L'elenco che segue indica tutti i giocatori stranieri che contano almeno una presenza nelle proprie rispettive nazionali quando sono appartenuti alla Salernitana. Alcuni calciatori che hanno vestito la maglia granata (come Dražen Bolić e Aleksandar Kristić per la Serbia, Ruslan Nigmatullin per la Russia, Václav Koloušek per la Repubblica Ceca, ecc.) possono vantare numerose presenze in nazionale quando hanno fatto parte di altri club.

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Rigobert Song e Danny Tiatto

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Gipo Viani portato in trionfo dai giocatori dopo la promozione in serie A della Salernitana

Competizioni nazionali[modifica | modifica wikitesto]

Campionati vinti dalla Salernitana:[130]

Trofei ufficiali vinti dalla Salernitana:

Competizioni minori[modifica | modifica wikitesto]

Competizioni amichevoli[modifica | modifica wikitesto]

  • Coppa A.G. Nocerina: 1 (1924)[132]
  • Coppa Amicizia: 1 (1979-80)[133]
  • Trofeo Parmacotto: 1 (1991-92)[134]
  • Trofeo Uhlsport - Città di Vipiteno: 1 (1997)[135]

Competizioni giovanili[modifica | modifica wikitesto]

Detentori dei trofei della Salernitana[modifica | modifica wikitesto]

I trofei conquistati dalla Salernitana fino al 2005 vennero vinti all'asta fallimentare della Salernitana Sport da Vincenzo Aliberti, nipote dell'ex presidente Aniello, ed attualmente ne è il detentore, ad eccezione del Trofeo Dante Berretti del 1969, che venne regalato nel 2012 da Aniello Aliberti alla famiglia dell'avv. Peppino Tedesco, allora presidente della società la cui formazione giovanile, Juniores, lo vinse.[136] Il primo trofeo ufficiale conquistato dalla prima squadra, la Supercoppa di Lega di Seconda Divisione del 2013, si trova invece nella bacheca della società granata, insieme alla Coppa Italia Lega Pro vinta nel 2014.

Statistiche e record[modifica | modifica wikitesto]

Partecipazioni ai campionati[modifica | modifica wikitesto]

Livello Categoria Partecipazioni Debutto Ultima stagione Totale
Divisione Nazionale 1[137] 1945-1946 3
Serie A 2 1947-1948 1998-1999
Serie B 24 1938-1939 2009-2010 24
Seconda Divisione 1 1927-1928 57
Prima Divisione 7 1928-1929 1934-1935
Serie C 28 1935-1936 1977-1978
Serie C1 18 1978-1979 2007-2008
Lega Pro Prima Divisione 2 2010-2011 2013-2014
Lega Pro 1 2014-2015
Lega Pro Seconda Divisione 1 2012-2013 1
Serie D 1 2011-2012 1

La tabella tiene conto degli 86 campionati disputati a livello nazionale (inclusa la stagione in corso). Dal conteggio sono dunque esclusi il torneo vinto del campionato di secondo livello 1919-1920 perché giocato su base regionale e i campionati di primo livello delle stagioni 1920-1921, 1921-1922, 1923-1924, 1924-1925 dove la squadra non accede alle fasi successive del girone regionale.

Statistiche di squadra[modifica | modifica wikitesto]

Nella classifica perpetua della Serie A, che tiene conto di tutte le 64 squadre di calcio che hanno militato almeno una volta nella massima serie nazionale, la Salernitana si colloca al 56º posto con 104 punti.[138]

Serie A

  • Stagioni disputate: 2
  • Miglior piazzamento: 15º posto (campionato 1998-99)

Serie B

  • Campionati vinti: 2
  • Promozioni in Serie A: 2

Serie C / Serie C1 / Lega Pro Prima Divisione

  • Campionati vinti: 4
  • Promozioni in Serie B: 6

Lega Pro Seconda Divisione

  • Campionati vinti: 1
  • Promozioni in Lega Pro Prima Divisione: 1

Serie D

  • Campionati vinti: 1
  • Promozioni in Lega Pro Seconda Divisione: 1

Coppa Italia

Coppa Italia Lega Pro

  • Miglior piazzamento: 1º posto (edizione 2013-14)

Supercoppa di Serie C1

  • Miglior piazzamento: 2º posto (edizione 2007-08)

Supercoppa di Lega Pro Seconda Divisione

  • Competizioni vinte: 1 (edizione 2012-13)

Coppa Italia Serie D

  • Miglior piazzamento: Primo Turno (edizione 2011-12)

Risultati record

Sequenze di risultati

Salernitana Logo.png
Vittorie con le "grandi" della Serie A

Le vittorie della Salernitana con le grandi[143] della Serie A nel campionato 1947-1948[144]:

Le vittorie della Salernitana con le grandi[143] della Serie A nel campionato 1998-1999[145]:


Statistiche individuali[modifica | modifica wikitesto]

Carmine Iacovazzo, 256 presenze
Salernitana Logo.png
Record di presenze[146]
Giovanni Pisano, bomber granata nei primi anni novanta
Salernitana Logo.png
Record di reti[146][152][153]

Tifoseria[modifica | modifica wikitesto]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Tifoseria dell'Unione Sportiva Salernitana 1919.
Coreografia del 27 aprile 2008 in Salernitana-Pescara
Tifosi della Salernitana negli anni ottanta nello Stadio Vestuti durante una partita della squadra granata

La Salernitana vanta una delle tifoserie più calorose nell'Italia Meridionale: ad esempio, secondo i dati relativi al campionato di Serie B 2008-2009 i granata hanno avuto una media di 11.441 sostenitori a partita, che è risultata seconda soltanto a quella del Bari in quell'anno vincitore del torneo e promosso in A (15.345),[154] e superiore a quella del Siena (11.026),[155] che in quella stagione (e in molte altre precedenti) ha militato in massima serie. Nonostante il deludente campionato della stagione successiva (2009-2010) in cui la squadra si è classificata ultima con 23 punti di distacco dalla penultima, la tifoseria granata ha fatto registrare in quell'anno una media di 6.199 spettatori a partita, classificandosi all'ottavo posto tra tutte le tifoserie della Serie B.[156] La tifoseria della Salernitana, in occasione della finale playoff giocata all'Arechi contro il Verona, grazie alla sua presenza massiccia, ha contribuito a battere il record di maggior numero di spettatori in una partita di Lega Pro Prima Divisione 2010-2011 (25.073 spett.).[157] Interessanti appaiono anche i dati relativi alla prima gara disputata nel 2011-2012 come Salerno Calcio[158] contro l'Internapoli in occasione della prima partita ufficiale della neonata società, valevole per il primo turno di Coppa Italia Serie D: si registrarono circa 4000 spettatori, un numero elevatissimo, raramente raggiunto in altre occasioni tra squadre dilettantistiche, e non raggiunto nemmeno in alcune gare di Coppa Italia della Lega Serie A.[159] Nello stesso anno la media spettatori del Salerno si è assestata sulle 3928 unità,[160] una media considerevole per la storia della categoria disputata, considerando anche che in Serie B, con tali numeri, il Salerno sarebbe posto, dodicesimo, a metà classifica, davanti al Varese (3.640 spett.) e dietro al Brescia (4.406).[161]

Nel 2013 la classifica YouTube di Ultras World colloca la coreografia della Salernitana al 1º posto tra tutte le coreografie del mondo, a tutti i livelli e di tutti gli sport, nel periodo compreso dal 15 al 21 aprile, in occasione della partita per la vittoria del campionato di competenza. La coreografia fu dedicata al fu Carmine Rinaldi 'O Siberiano (carismatico e storico capo ultras) e ai quattro ragazzi (Ciro, Enzo, Peppe e Simone) tifosi della Salernitana periti in treno nel 1999 di ritorno dalla trasferta di Piacenza.[162]

Durante la stagione 2014-2015, tramite un sondaggio fatto su Sportube.tv, che ospita Lega Pro Channel, la Curva Sud Siberiano viene eletta come la più bella della Lega Pro.[163]

Negli anni novanta e nei primi anni duemila, inoltre, quella granata fu una delle tifoserie più stimate in Italia.[164]

Buoni rapporti e rivalità[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Derby calcistici in Campania.

I tifosi della Salernitana sono gemellati con i sostenitori di Bari (dal 1983-84) e Reggina (dal 1986-87). Sono in ottimi rapporti con la tifoseria del Brescia[165] per manifestazioni, da parte dei salernitani di solidarietà, vicinanza e aiuto alla famiglia del fu Roberto Bani, un tifoso bresciano morto a causa di una banale spinta nello stadio di Salerno nel 1997 durante una partita tra la Salernitana e il Brescia di fine campionato.[166] I granata intrattengono buoni rapporti, relativamente recenti anche con i sostenitori di Arezzo, Hinterreggio (derivato dal gemellaggio con la Reggina[167]), Ravenna e Spezia, mentre buone relazioni sorte in anni più remoti riguardano le tifoserie di Barletta, Andria, Monopoli, Nola e Turris.[165][168][166][169] Esistono inoltre rapporti di rispetto reciproco e non belligeranza con milanisti, sampdoriani e torinisti.[165]

Dal punto di vista delle inimicizie, i salernitani annoverano diverse rivalità fra cui quelle con i sostenitori di Napoli, Avellino, Cavese, Nocerina, Casertana, Juve Stabia (squadre con cui disputano i più sentiti derby regionali), Hellas Verona, Taranto, Foggia, Messina, Cosenza, Atalanta, Perugia (con cui in passato vi era un gemellaggio poi bruscamente interrotto[170][166]), oltre ad altre rivalità per rilevanza di una spanna sotto rispetto a quelle già citate (per esempio Lecce e Fiorentina, in quest'ultimo caso perché le due squadre non si incontrano da svariati anni), ed altre più recenti, come quella contro i tifosi della Paganese (risalente al 2010 a causa di scontri),[171][172] dell'Aversa Normanna (risalente al 2013, per scontri e per fatti che videro protagonisti qualche tifoso aversano e l'allora capitano della Salernitana, Francesco Montervino),[173] anche se a distanza di due stagioni la fiammella di rivalità sembra essersi spenta, visto il messaggio su uno striscione da parte degli aversani presenti a Salerno nel 2014 per un derby tra le squadre volto a salutare il fu Siberiano, carismatico leader granata;[174] infine vi è una rivalità con la Lazio (inimicizia sorta nel 2013 per il gemellaggio tra Lazio e Verona e sfociata in scontri fuori dallo stadio prima di un'amichevole estiva disputata a Salerno nello stesso anno).[175]

Organico[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Unione Sportiva Salernitana 1919 2014-2015.

Rosa[modifica | modifica wikitesto]

Aggiornata al 1 Settembre 2014.

N. Ruolo Giocatore
Italia P Pier Graziano Gori
Italia P Mirko Ronchi
Italia P Stefano Russo
Italia D Alberto Bianchi
Italia D Riccardo Colombo
Italia D Michele Franco
Italia D Maurizio Lanzaro
Italia D Aurelio Penta
Italia D Luigi Pezzella
Italia D Trevor Trevisan
Italia D Antonio Trozzo
Italia D Alessandro Tuia
Italia C Ivan Castiglia
Italia C Andrea Dragonetti
Italia C Francesco Favasuli
N. Ruolo Giocatore 600px Granata3.png
Italia C Manuel Giandonato
Italia C Andrea Bovo
Italia C Antonio Grillo
Italia C Manolo Pestrin
Serbia C Zoran Svonja
Italia C Alessandro Volpe
Brasile A Caetano Calil
Italia A Giovanni Cappiello
Brasile A Denilson Gabionetta
Italia A Ciro Ginestra (capitano)
Italia A Ettore Mendicino
Francia A David Mounard
Italia A Andrea Nalini
Italia A Maikol Negro

Staff tecnico[modifica | modifica wikitesto]

Salernitana Logo.png
Staff dell'area tecnica[176]
  • Italia Leonardo Menichini - Allenatore
  • Italia Renato Scarpellino - Allenatore in seconda
  • Italia Andrea Bonatti - Collaboratore tecnico
  • Italia Salvatore Avallone - Team Manager
  • Italia Gianluca Angelicchio - Preparatore atletico
  • Italia Luigi Genovese - Preparatore portieri
  • Italia Gerardo Salvucci - Magazziniere
  • Italia Agostino Palladino - Magazziniere
  • Italia Italo Leo - Responsabile area medica
  • Italia Giuseppe Magliano - Fisioterapista
  • Italia Michele Santangelo - Fisioterapista

Polisportiva[modifica | modifica wikitesto]

Originariamente la Salernitana nacque come società polisportiva, includendo tra i propri ambiti varie attività come atletica, ciclismo, nuoto, canottaggio, lotta, pugilato, podismo e ovviamente calcio. L'obiettivo di Matteo Schiavone, il principale socio fondatore della società nel 1919 era quello di racchiudere tutti questi sport in un unico sodalizio. L'esperienza, tuttavia, durò solo per pochi anni,[56] anche dopo la fusione con lo S.C. Audax Salerno del 1922 che diede vita alla temporanea Salernitanaudax,[177] ma l'attenzione si focalizzò via via sempre più verso la sola sezione calcistica.[178]

Tra le prime attività della Salernitana sono da menzionare sia l'atletica leggera[179] che la corsa, quest'ultima organizzata nel luglio 1919 dato che la società organizzò l'evento della "Popolarissima", il doppio giro podistico di Salerno, a cui presero parte non soltanto gli atleti iscritti nella società organizzatrice, ma provenienti da tutta la Campania.[56]

Dal 2013, il club è ufficialmente affiliato con la Associazione Sportiva Dilettantistica Real Salernitana Femminile.[180]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b La società è gestita dall'amministratore unico Marco Mezzaroma e dal consulente Claudio Lotito
  2. ^ Biglietteria e Stadio, USSalernitana.it. URL consultato il 20 febbraio 2013.
  3. ^ Per la stagione in corso la capienza effettiva è influenzata dalla chiusura al pubblico dell'anello superiore del settore "Curva Nord" (perché inagibile), e dell'intero settore "Distinti" (per scelta della società). Fonte: ‘La Città’: Il GOS chiede lavori all’Arechi, ma le casse sono vuote…, SoloSalerno.it. URL consultato il 19 febbraio 2013.
  4. ^ a b Salernitana, 95 anni di passione, Freelancenews.it. URL consultato il 06 ottobre 2014.
  5. ^ Sostituendo Vincenzo Giordano, altro socio fondatore, che perse la vita in seguito alle ferite riportate durante la Grande Guerra
  6. ^ a b c d e f g h i j k Alfonso Carella
  7. ^ Fallimento Salernitana Sport, in aula anche Aniello Aliberti, SoloSalerno.it. URL consultato il 29 agosto 2012.
  8. ^ a b c Salerno Calcio, questo il nome della “Nuova Salernitana” affidata a Perrone, Telecolore.it. URL consultato il 29 agosto 2012.
  9. ^ De Luca ha scelto: Salernitana a Mezzaroma, Repubblica.it. URL consultato il 29 agosto 2012.
  10. ^ Consiglio Federale: Salernitana in II Divisione e riforma nel 2014/15. Giallo sulla domanda. Gentile: “Abete non dice la verità”, Granatissimi.com. URL consultato il 29 agosto 2012.
  11. ^ Serie B 1990-91, SalernitanaStory.it. URL consultato il 29 agosto 2012.
  12. ^ Dove per campionati vinti s'intende conclusi al primo posto, dato che le promozioni complessive della squadra sono in totale 11. Inoltre la vittoria non sempre conduce alla promozione: la vittoria del campionato di Serie C 1941-1942 non consentì ai campani la promozione in B a causa di presunto illecito sportivo.
  13. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w La nostra storia, SalernitanaStory.it.
  14. ^ Carella, pp. 26-30
  15. ^ Carella, pp. 33-53
  16. ^ Carella, pp. 45-53
  17. ^ Carella, pp. 54-59
  18. ^ Carella, pp. 87-94
  19. ^ L'infrazione riguardò una partita contro la Cavese che finì 8-0 sul campo, dove i dirigenti della Cavese fecero dichiarare al portiere Cozzi di essere stato convinto da due cittadini di Salerno a subire quante più reti possibili. Indipendentemente dall'esito di quella partita la Salernitana avrebbe comunque vinto aritmeticamente il proprio girone.
  20. ^ Carella, pp. 103-108
  21. ^ Carella, pp. 111-117
  22. ^ Carella, pp. 117-120
  23. ^ Carella, pp. 123-126
  24. ^ Carella, pp. 127-134
  25. ^ Carella, pp. 155-157
  26. ^ Carella, p. 179
  27. ^ Diego Mariottini, Ultraviolenza - Storie di sangue del tifo italiano, Bradipolibri, 2004, p. 13-24, ISBN 978-88-88329-26-0.
  28. ^ Carella, pp. 185-191
  29. ^ Carella, pp. 273-279
  30. ^ Carella, pp. 281-287
  31. ^ Carella, pp. 303-313
  32. ^ Aliberti a Telecolore: "Nel 2005 vittima di un abuso di FIGC ed Agenzia delle Entrate", Salerno-Calcio.it. URL consultato il 13-09-2012.
  33. ^ Oddo a Granatissimi: c'è un collegamento tra fallimento del 2005 e retrocessione del 1999, Granatissimi.com. URL consultato il 13-09-2012.
  34. ^ L'ex arbitro De Santis: "Salernitana esclusa per salvare il Messina", Granatissimi.com. URL consultato il 13-09-2012.
  35. ^ a b c Carella, p. 372
  36. ^ Carlo Fontanelli, Simona Carboncini, I colori del calcio 1898-1929 : divise da gioco, curriculum, 173 squadre, Empoli, Geo Edizioni, giugno 2000, p. 13. ISBN non esistente
  37. ^ Dal 1922 al 1924: nasce la Salernitanaudax e si fonda la Pro Salerno, SalernoGranata.it. URL consultato il 13 ottobre 2014.
  38. ^ Vitale, p. 44
  39. ^ Coppa Liberazione 1944, SalernitanaStory.it. URL consultato il 17 novembre 2014.
  40. ^ Maglie da gioco, altro restyling: compare il giallo, SoloSalerno.it. URL consultato il 17 novembre 2014.
  41. ^ Lega Pro Seconda Divisione 2012-2013, SalernitanaStory.it. URL consultato il 17 novembre 2014.
  42. ^ a b c d Il cavalluccio: un simbolo, mille emozioni, Salernomania.it. URL consultato il 5 maggio 2012.
  43. ^ Si veda il video dal titolo: Speciale Telecolore - 90 anni di Salernitana con Giovanni Vitale all'indirizzo: http://www.youtube.com/watch?v=tHL6z9Hu4E4 a partire dal minuto 6.45
  44. ^ La società di Lombardi adottò tuttavia la nomenclatura di "Salernitana 1919" ed il colore granata sulle maglie di gioco, e per tale motivo in seguito ad una denuncia esposta dall'ex presidente Aniello Aliberti nel 2005, la Salernitana il 15 giugno 2011 viene condannata dal tribunale di Napoli a pagare circa 3,5 milioni di euro di risarcimento danni alla curatela fallimentare della Salernitana Sport per l'uso illegittimo di marchi e brevetti. Fonte: Salernitana, doppia batosta. Multa da 3,5 milioni e arrestato Casale.
  45. ^ Marchio, Lotito non tratterà l’acquisto con Lombardi, Salerno-Calcio.it.
  46. ^ Salernitana Calcio Sport - Canzoni, Gerca.it. URL consultato il 7 agosto 2010.
  47. ^ (EN) Salernitana - Profile, Worldfootbal.net. URL consultato il 19 agosto 2010.
  48. ^ Scende in campo il 12º "uomo"!, pubblisystem.com. URL consultato il 5 maggio 2012.
  49. ^ Lo Stadio Arechi, Salernitana.com. URL consultato il 2 agosto 2009.
  50. ^ Campionato di 1ª Divisione 1934-1935
  51. ^ Stadio Vestuti, Salernitana.com. URL consultato il 2 agosto 2009.
  52. ^ Inaugurato il Volpe, la soddisfazione di De Luca, SalernoGranata.it. URL consultato il 24 febbraio 2014.
  53. ^ La storia: il Volpe fu scelto da Aliberti come quartier generale, La Città di Salerno. URL consultato il 31 agosto 2014.
  54. ^ De Luca illustra il restyling del Campo Volpe, SalernoinPrima.it. URL consultato il 9 ottobre 2012.
  55. ^ Inaugurazione Sede, SalernoCalcio1919.it, 30 marzo 2012. URL consultato il 22 settembre 2012.
  56. ^ a b c U.S. Salernitana, un capitolo fermo dal 1977, SoloSalerno.it. URL consultato il 10 ottobre 2012.
  57. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p Alfonso Carella, p. 372
  58. ^ L'Agenda Barlassina 1939-40 a pagina 119 riporta come sede Via Roma 228 e solo dalla stagione successiva Corso Vittorio Emanuele 76
  59. ^ Solo per una stagione, l'album Calciatori 1971-72 riporta come sede Via Roma 104 invece di Via Roma 39
  60. ^ Secondo la serie di album Calciatori Panini, dal 1974 al 1976 la sede è ancora in Via Roma 39 e solo successivamente Via Galloppo 78 (Piazza D'Armi)
  61. ^ La serie di album Calciatori Panini riporta Via Sant'Eremita 4 a partire dall'edizione 1988-89 e fino a quella 1991-92. Per Carella invece già dal 1991 la sede della Salernitana è in Viale Verdi 31 13/R
  62. ^ Si vedano a riguardo le edizioni dal 1995-96 al 2001-02 della serie di album Calciatori editi da Panini
  63. ^ Si vedano a riguardo le edizioni 2002-03 e 2003-04 della serie di album Calciatori editi da Panini
  64. ^ Calciatori 2004-05, Panini.
  65. ^ Calciatori 2005-06, Panini.
  66. ^ Si vedano a riguardo le pagine del sito EmozioneCalcio.it inerenti le rose della Salernitana dal 2006-07 al 2010-11
  67. ^ Società, USSalernitana1919.it. URL consultato l'8 novembre 2013.
  68. ^ Lotito pazzo di Salerno: «E’ un interesse sinergico, non contrapposto alla Lazio», LazioNews.eu. URL consultato il 22 settembre 2012.
  69. ^ Salerno in Lega Pro? Lotito e Mezzaroma studiano le soluzioni, cittaceleste.it. URL consultato il 21 luglio 2012.
  70. ^ Lotito: in cinque anni il calcio a Salerno rinascerà, radiosei.it. URL consultato il 21 luglio 2012.
  71. ^ ORGANIGRAMMA SOCIETARIO, ussalernitana1919.it. URL consultato il 7 agosto 2014.
  72. ^ Shirt match worn Salernitana 1985-1986, wikishirtscollection. URL consultato il 22 settembre 2012.
  73. ^ Shirt Salernitana 1987-1988, wikishirtcollection. URL consultato il 22 settembre 2012.
  74. ^ Rosa Salernitana 1988-1989, Salernomania.it. URL consultato il 5 maggio 2012.
  75. ^ Salernitana, Di Bartolomei e l'indimenticabile promozione del 90, SalernoMania.it. URL consultato il 22 settembre 2012.
  76. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y Luigi Cerone, Maglie e sponsor, una carrellata infinita.
  77. ^ Foto con l'organico 1993-94 della Salernitana, Gerca.it. URL consultato il 9 agosto 2010.
  78. ^ Princivalli con la maglia della Salernitana 2005-2006.
  79. ^ Accordo raggiunto come società Salerno Calcio
  80. ^ Sponsor, Salernitana.it. URL consultato il 21 febbraio 2011.
  81. ^ Sponsor 2012-2013, USSalernitana.it. URL consultato il 22 dicembre 2012.
  82. ^ Sponsor 2014-2015, USSalernitana.it. URL consultato il 22 dicembre 2012.
  83. ^ a b Settore giovanile - Beretti, USSalernitana1919.it. URL consultato l'8 settembre 2012.
  84. ^ Settore giovanile - Allievi Nazionali, USSalernitana1919.it. URL consultato l'8 settembre 2012.
  85. ^ Settore giovanile - Allievi Regionali, USSalernitana1919.it. URL consultato l'8 settembre 2012.
  86. ^ Settore giovanile - Giovanissimi, USSalernitana1919.it. URL consultato l'8 settembre 2012.
  87. ^ "Donne nel pallone": Salerno e il calcio femminile negli anni Settanta, Salernomagazine.it, p. 30.
  88. ^ Allievi Regionali Sperimentali: Salernitana-Aversa Normanna 1-0, zonacalcio.org. URL consultato il 4 agosto 2010.
  89. ^ Carmine Jacovazzo, enciclopediadelcalcio.it. URL consultato l'8 settembre 2012.
  90. ^ Elio Onorato, MuseoVicenzaCalcio1902.net. URL consultato il 10 ottobre 2012.
  91. ^ Luca Fusco, la bandiera si è ammainata, SoloSalerno.it. URL consultato l'8 settembre 2012.
  92. ^ Salernitana, spunta Polito, 1919salernitana1919.com. URL consultato l'8 settembre 2012.
  93. ^ Brevi: domenica match col Tuscania. Cardinale non salta al coro contro Salerno, Granatissimi.com. URL consultato l'8 settembre 2012.
  94. ^ Ipotesi Molinaro per sostituire Taiwo, SpazioMilan.it. URL consultato l'8 settembre 2012.
  95. ^ L'Agropoli fa il colpo in difesa. Cerruti regala Parisi a Nastri, La Città. URL consultato il 10 ottobre 2012.
  96. ^ L’Associazione sportiva Salernitana Piccoli Granata raddoppia gli iscritti, VoceSport.com. URL consultato il 6 settembre 2012.
  97. ^ Piccoli Granata, al via il campus estivo, Granatissimi.com. URL consultato il 6 settembre 2012.
  98. ^ a b Il logo, SalernoRugby.it. URL consultato il 16 maggio 2012.
  99. ^ Quanti cavallucci nel mondo! Viaggio tra le squadre che utilizzano l'ippocampo, SoloSalerno.it. URL consultato il 16 maggio 2011.
  100. ^ Polisportiva Salernitana Magna Graecia, calcioinrosa.it. URL consultato il 16 maggio 2012.
  101. ^ Anche Cesare Cremonini elogia la Salernitana, SalernoGranata.it. URL consultato il 16 maggio 2012.
  102. ^ Compleanno Salernitana 19 giugno 2012, SalernoToday.it. URL consultato il 24 giugno 2012.
  103. ^ I brani musicali qui menzionati sono ascoltabili su YouTube.
  104. ^ Al bar dello sport e dintorni, calcioromantico.wordpress.com. URL consultato il 6 novembre 2012 (archiviato dall'url originale il 2 giugno 2012).
  105. ^ Primati e curiosità, GenoaCFC.it.
  106. ^ a b Vitale, pp. 15-384
  107. ^ Nei fatti l'incarico, formalmente assegnato all'allenatore in seconda, fu conferito a Willy Kargus, allenatore-giocatore che ai tempi era sprovvisto del patentino per allenatori
  108. ^ La società è gestita dal'amministratore Tommaso Prudenza fino al 10 ottobre 1948, fonte: Vitale, pag. 126
  109. ^ La società è gestita dal commissario straordinario Roberto Spirito nella stagione 1954-1955 fino al 16/11/1955, fonte: Vitale, pag. 154
  110. ^ Presidente fino al 16 novembre 1955, fonte: Vitale, pag. 154
  111. ^ La società è gestita dal commissario straordinario Pasquale Gagliardi dalla stagione 1960-1961, fonte: Vitale, pag. 180-188
  112. ^ a b c La società è gestita dal commissari straordinari, in ordine: Antonio D'Amico, dal 1/11/1963 Osvaldo Di Giuseppe, dal 2/02/1964 Michele Scozia, fonte: Vitale, pag. 192
  113. ^ La società è gestita dal commissario straordinaro Michele Gagliardi dal 1/10/1964, fonte: Vitale, pag. 196-204
  114. ^ La società è gestita dal commissario straordinario Giuseppe Tedesco nella stagione 1967-1968, fonte: Vitale, pag. 208
  115. ^ a b c Nei suoi anni di proprietà la carica di presidente è stata lasciata formalmente scoperta per uno o più periodi
  116. ^ Le mansioni di presidente sono state svolte da Franco Del Mese come amministratore delegato, fonte: Vitale, pag. 310-318
  117. ^ Le mansioni di presidente sono state svolte da Antonio Loschiavo come amministratore delegato, fonte: Vitale, pag. 318-322
  118. ^ Calciatori della Salernitana. URL consultato il 14 agosto 2009.
  119. ^ Remtec.it - Agostino Di Bartolomei testimonial Salenitana Calcio. URL consultato il 14 agosto 2009.
  120. ^ CorrieredelMezzogiorno.it - L'intervista. URL consultato il 14-08-09.
  121. ^ Sarà Russo nuovo capitano dei granata. Vice sarà Andrea Tricarico, Salernitana.it. URL consultato il 7 agosto 2010.
  122. ^ Notte granata a San Vito: tutta la Salernitana sul palco, Ginestra capitano, ilmattino.it.
  123. ^ a b Tifosi, tra ricordi ed emozioni su Facebook, Granatissimi.com. URL consultato il 12 febbraio 2012.
  124. ^ Lista convocati per società, FIGC.it.
  125. ^ Statistiche del giocatore su Fifa.com. URL consultato il 24 febbraio 2010.
  126. ^ Scheda del giocatore su Hellastory.net. URL consultato il 17 agosto 2009.
  127. ^ Statistiche del giocatore su national-football-teams.com. URL consultato il 31 luglio 2012.
  128. ^ Profilo sul sito dell'AaB
  129. ^ Roberto Merino convocato nella Nazionale Peruviana. URL consultato il 17 agosto 2009.
  130. ^ Sono presi in considerazione solamente i tornei in cui la Salernitana si è classificata al primo posto
  131. ^ Coppa Liberazione 1944, SalernitanaStory.it. URL consultato il 10 maggio 2011.
  132. ^ Giovanni Vitale
  133. ^ Salernitana-Cavese 1-0, SalernitanaStory.it. URL consultato il 17 settembre 2012.
  134. ^ Juve Stabia-Salernitana 1-1 (4-5 d.c.r.), SalernitanaStory.it. URL consultato il 17 settembre 2012.
  135. ^ Brescia, troppi errori dal dischetto Alla Salernitana il trofeo di Vipiteno, archiviostorico.gazzetta.it. URL consultato il 16 settembre 2014.
  136. ^ Aliberti:"Onorata storia della Salernitana. Futuro? Mai dire mai", SoloSalerno.it. URL consultato il 12 febbraio 2012.
  137. ^ Campionato misto Serie A/B disputato in qualità di società di Serie B.
  138. ^ (EN) Always-up-to-date all-time Serie A table (calcolata assegnando tre punti per vittoria, dati aggiornati alla stagione 2011-2012)
  139. ^ Vittorie consecutive, Perrone punta il recordman Gipo Viani, solosalerno.it. URL consultato il 21 gennaio 2012.
  140. ^ Salernitana da record, 8 vittorie e 18 risultati utili consecutivi. Vittoria ad Aversa in 9 uomini, SalernoMagazine.it. URL consultato il 21 gennaio 2012.
  141. ^ Lira tv: Record di sconfitte consecutive, liratv.it. URL consultato il 21 gennaio 2012.
  142. ^ La Salernitana fa 23 (risultati utili in fila): è il record storico per la squadra granata, corrieredelmezzogiorno.corriere.it.
  143. ^ a b Il criterio minimo adottato per definire una squadra come grande club di Serie A è nell'aver vinto almeno uno scudetto nel corso della propria storia calcistica
  144. ^ Almanacco Illustrato del Calcio - La Storia 1898-2004, Modena, Panini Edizioni, 2005.
  145. ^ Salernitana 1998-1999. URL consultato il 2 agosto 2009.
  146. ^ a b Dati aggiornati al 2012
  147. ^ Giovanni Vitale, Quei ragazzi di Salerno in La Gazzetta dello Sport, 07 marzo 1997. URL consultato l'11 agosto 2010.
  148. ^ a b c Il Capitano entra nella top five granata in Il Mattino, 22 maggio 2009. URL consultato l'11 agosto 2010.
  149. ^ Mercato: altri due colpi, Savoiaclub.com. URL consultato il 3 novembre 2009.
  150. ^ Quel "mito" di Gino Pigozzi, terzino granata, SalernoInPrima.it. URL consultato il 9 agosto 2009.
  151. ^ Personaggi - Gino Pigozzi, natialvestuti.it. URL consultato l'11 agosto 2010.
  152. ^ Gli attaccanti della Salernitana. URL consultato il 3 ottobre 2014.
  153. ^ Vincenzo Margiotta, il re dei bomber granata, ilmediano.it. URL consultato l'8 settembre 2012.
  154. ^ Statistiche Spettatori Serie B 2008-2009. URL consultato il 2 agosto 2009.
  155. ^ Statistiche Spettatori Serie A 2008-2009. URL consultato il 2 agosto 2009.
  156. ^ Statistiche Spettatori Serie B 2009-2010. URL consultato il 29 giugno 2010.
  157. ^ Statistiche sulla Lega Pro Prima Divisione Girone A 2010-2011, Transfermarkt.it. URL consultato l'8 agosto 2010.
  158. ^ Fu questo il nome iniziale della società fondata da Claudio Lotito e Marco Mezzaroma, la quale, per ragioni legali non poteva ancora adottare il nome storico di "Salernitana"
  159. ^ Salerno Calcio-Internapoli 0-0 (1-3 d.c.r.), SalernitanaStory.it. URL consultato il 31 agosto 2011.
  160. ^ Medie spettatori: Salerno vince per distacco in Serie D, Granatissimi.com. URL consultato il 10 maggio 2012.
  161. ^ Tifo: numeri da record per Salerno, SalernoNotizie.it. URL consultato il 10 maggio 2012.
  162. ^ La coreografia della Sud al 1º posto della classifica mondiale “Top5 Ultras of the Week” (video), Granatissimi.com. URL consultato il 25 aprile 2013.
  163. ^ Sportube, è quella della Salernitana la curva più bella della Lega Pro, tuttolegapro.com. URL consultato il 7 novembre 2014.
  164. ^ Mondoultras - Salernitana. URL consultato il 4 agosto 2010.
  165. ^ a b c Stefano Pozzoni, Dove sono gli ultrà? Squadre, stadi, curve e cori, Milano, Zelig Edizioni, 2005, p. 143, ISBN 88-6018-083-X.
  166. ^ a b c Amici e nemici degli Ultrà Salerno. URL consultato il 2 agosto 2009.
  167. ^ La Salernitana non si ferma più: 2-0 all’Hinterreggio e quarto posto agganciato, Granatissimi.com. URL consultato il 21 ottobre 2012.
  168. ^ Amicizie Salernitana, RazzaIrno.com. URL consultato il 25 agosto 2012.
  169. ^ Striscioni Salernitana, striscionistadio.com. URL consultato il 6 luglio 2012.
  170. ^ Carlo Giulietti, 14 febbraio 1993, quando lanciavamo i "Baci" ai salernitani in Vecchia Guardia Grifo News, 9 febbraio 2014, p. 8.
  171. ^ Calcio, 4 feriti a derby Salerno. Scontri durante Salernitana-Paganese, Tgcom.mediaset.it. URL consultato il 14 settembre 2010.
  172. ^ Scontri nel derby Salernitana–Paganese, identificati gli autori dei disordini, SalernoNotizie.net. URL consultato il 18 settembre 2010.
  173. ^ Scontri Aversa Normanna-Salernitana, dieci denunciati, SalernoToday.it. URL consultato il 27 gennaio 2013.
  174. ^ Salerno ed Aversa vince la sportività: i tifosi ospiti ricordano il Siberiano, Granatissimi.com. URL consultato il 19-09-2014.
  175. ^ Salernitana-Lazio 0-3. Bagno di folla per salutare il ritorno dei granata, SalernoGranata.it. URL consultato l'8 agosto 2012.
  176. ^ Staff tecnico - Staff medico, USSalernitana1919.it. URL consultato il 7 agosto 2014.
  177. ^ Dal 1922 al 1924: nasce la Salernitanaudax e si fonda la Pro Salerno, SalernoGranata.it. URL consultato il 29 novembre 2012.
  178. ^ Le origini della nostra fede. La figura di Donato Vestuti, SalernoGranata.it. URL consultato il 29 novembre 2012.
  179. ^ Vitale, pp. 14-15
  180. ^ La Real Salernitana cerca talenti Aperta la scuola per ragazzine, lacittadisalerno.gelocal.it. URL consultato il 26 novembre 2013.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Alfonso Carella, Storia della Salernitana dai pionieri (1910) al mancato ritorno in A (1995), Boccia Editore, 1995.
  • Giovanni Vitale, Salernitana -Storia di gol, sorrisi e affanni, International Printing Editore, 2010, ISBN 978-88-7868-094-4.

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