Sport-Verein Werder von 1899

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Sport-Verein Werder von 1899
Calcio Football pictogram.svg
Logo werder brema.png
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
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Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Trasferta
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Terza divisa
Colori sociali 600px Verde e Bianco separati da una striscia Arancione.png Bianco-verde
Dati societari
Città Brema
Paese Germania Germania
Confederazione UEFA
Federazione Flag of Germany.svg DFB
Campionato Bundesliga
Fondazione 1899
Rifondazione 1919
Presidente Germania Jürgen L. Born
Allenatore Germania Robin Dutt
Stadio Weserstadion
(43.500 posti)
Sito web www.werder.de
Palmarès
Meisterschale.pngMeisterschale.pngMeisterschale.pngMeisterschale.png Coppagermania.pngCoppagermania.pngCoppagermania.pngCoppagermania.pngCoppagermania.pngCoppagermania.png Coppacoppe.png UEFA - Intertoto.svg
Titoli di Germania 4
Trofei nazionali 6 Coppe di Germania
3 Supercoppe di Germania
1 Coppa di Lega tedesca
Trofei internazionali 1 Coppe delle Coppe
1 Coppe Intertoto
Si invita a seguire il modello di voce

Lo Sport-Verein Werder von 1899[1] (Unione Sportiva Werder del 1899), meglio noto come Werder Brema, è una società calcistica tedesca con sede a Brema, nel nord-ovest del paese. Attualmente gioca nella Bundesliga.

Il club fu fondato nel 1899 come FV Werder da un gruppo di studenti sedicenni che avevano vinto un sostanzioso premio sportivo. Il nome deriva dalla parola del dialetto tedesco (per la verità poco usata) Werder ("isola del fiume"), con riferimento al campo in cui giocarono per la prima volta i ragazzi e che era situato lungo la riva del fiume.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Dai primi anni alla Bundesliga[modifica | modifica wikitesto]

Il Weserstadion nel 1928

Il Werder viene fondato il 4 febbraio 1899 come Fußballverein Werder, e inizia a giocare in ambito locale. Nel 1920 il club cambia nome in Sport-Verein Werder Bremen, ed inizia ad interessarsi anche ad altri sport.

Negli anni trenta la squadra gioca nella Gauliga Niedersachsen, secondo la riforma voluta dalla Germania nazista. I bianco-verdi vincono questo campionato per quattro volte, nel 1934, nel 1936, nel 1937 e nel 1942. A queste vittorie regionali fanno seguito negli stessi anni altrettante partecipazioni alla fase nazionale; qui la squadra viene eliminata nei quarti di finale nell'edizione 1941-1942, e non riesce ad andare oltre il girone eliminatorio nelle altre occasioni.

Nel dopoguerra il calcio tedesco rimane sempre organizzato in due fasi: il Werder partecipa all'Oberliga Nord dove, dalla fine degli anni cinquanta si classifica regolarmente secondo, sempre dietro l'Amburgo; questi piazzamenti consentono alla squadra di partecipare al campionato nazionale, senza però riuscire ad andare oltre la prima fase. In questo periodo, però, i bianco-verdi conquistano la DFB-Pokal 1960-1961 dopo aver battuto il Kaiserslautern in finale. Grazie a questo successo la squadra partecipa alla Coppa delle Coppe 1961-1962: è eliminata nei quarti di finale dai futuri campioni dell'Atlético Madrid.

Dalla nascita della Bundesliga agli anni 80[modifica | modifica wikitesto]

Un cambiamento importante si verifica nella stagione 1963-1964, con la nascita della Bundesliga: viene cioè creato un unico girone che raccoglie tutte le migliori squadre del Paese, cosa che avviene già in tutti i principali campionati europei. Il Werder conclude la prima edizione del nuovo campionato al decimo posto, ma già l'anno successivo conquista il suo primo titolo. Nella stagione successiva c'è poi la partecipazione alla Coppa dei Campioni 1965-1966: qui i tedeschi passano facilmente il primo turno, che li vede opposti ai ciprioti dell'Apoel Nicosia; sono però eliminati negli ottavi dai futuri finalisti del Partizan Belgrado. In seguito la squadra ottiene un secondo posto nel campionato 1967-1968: questo è l'ultimo acuto prima dell'inizio di un periodo che trascorre senza grandi soddisfazioni.

Negli anni settanta, infatti, la squadra si classifica sempre nella metà inferiore della graduatoria, nonostante la presenza in rosa di Horst-Dieter Höttges, campione europeo nel 1972 e campione del mondo nel 1974 con la Nazionale tedesca. Nel 1980 la squadra si classifica al penultimo posto, e viene così retrocessa in Zweite Bundesliga.

L'era Rehhagel[modifica | modifica wikitesto]

Otto Rehhagel nel 2010

Ad ogni modo il purgatorio tra i cadetti dura una sola stagione; questo anche grazie alla presenza dell'allenatore Otto Rehhagel, che nell'aprile del 1981 viene chiamato alla guida della squadra. Il tecnico guida il Werder all'immediata riconquista della Bundesliga, campionato in cui, dopo appena due anni si classifica secondo. In rosa c'è anche il capocannoniere del torneo, Rudi Völler, che a fine anno riuscirà ad entrare nella classifica del Pallone d'oro, e non sarà quella l'unica volta. I tedeschi partecipano nella stessa stagione anche alla Coppa UEFA, ed arrivano agli ottavi; sono qui eliminati dal Dundee United. Negli anni a seguire la squadra, con in organico giocatori come Frank Neubarth, Dieter Eilts, Uwe Reinders, Bruno Pezzey, Miroslav Votava e Manfred Burgsmüller ottiene altri due secondi posto in campionato, nelle stagioni 1984-1985 e 1985-1986. Tuttavia, in campo europeo i tedeschi non riescono mai ad avanzare oltre il primo turno della Coppa UEFA.

La stagione 1987-1988 è da ricordare: il Werder, a cui si aggiunge anche Karl-Heinz Riedle, può festeggiare la vittoria del secondo titolo tedesco, a ventitré anni di distanza dal primo. Anche in Coppa UEFA viene conseguito un buon risultato, il raggiungimento delle semifinali. Già nei sedicesimi la squadra è chiamata ad una rimonta contro lo Spartak Mosca: i sovietici vincono infatti la partita di andata per 4-1, ma il passaggio agli ottavi è garantito dalla vittoria per 6-2 nella gara di ritorno, alla fine dei tempi supplementari. In seguito i tedeschi hanno la meglio anche sul Verona nei quarti, ma vengono sconfitti dai connazionali del Bayer Leverkusen poi campioni nel turno successivo. La stagione 1988-1989 si apre invece con la conquista della Supercoppa di Germania, e in seguito il Werder partecipa alla Coppa dei Campioni. Qui è subito necessaria un'altra rimonta, contro i cugini della Dinamo Berlino: questi vincono infatti la partita di andata in Germania Est per 3-0, ma sono sconfitti 5-0 in quella di ritorno. Nel turno successivo i bianco-verdi eliminano anche il Celtic, ma la loro corsa si arresta nei quarti: fatale è l'incontro con i futuri campioni del Milan.

Coppa delle Coppe 1991-1992

Un'altra partecipazione da ricordare è quella alla Coppa UEFA 1989-1990, dove Riedle è capocannoniere. Il Werder sconfigge nel suo cammino anche i campioni in carica del Napoli capitanato da Diego Armando Maradona, ma viene eliminato in semifinale dalla Fiorentina. Nella stagione successiva, invece, la squadra raggiunge per il terzo anno consecutivo la finale della DFB-Pokal. Qui, a differenza delle due volte precedenti riesce a conquistare il trofeo, sconfiggendo il Colonia ai calci di rigore.

Il Werder partecipa così alla Coppa delle Coppe 1991-1992, e raggiunge la prima finale continentale. Il 6 maggio 1992 a Lisbona i tedeschi trovano di fronte il Monaco di Arsène Wenger, squadra che annovera tra le sue fila anche il futuro Pallone d'oro George Weah. L'incontro finisce 2-0 per il Werder, grazie alle reti segnate da Klaus Allofs e da Wynton Rufer; in questo modo viene conquistato il prestigioso trofeo. Nella stagione 1992-1993 la squadra, rinforzata dagli arrivi di Andreas Herzog e Marco Bode gioca la Supercoppa UEFA, ma è sconfitta dai campioni d'Europa del Barcelona; la stagione viene tuttavia conclusa trionfalmente con la conquista del terzo titolo tedesco. Nella successiva partecipazione alla Champions League Wynton Rufer diventa capocannoniere, ma i bianco-verdi non superano la fase a gruppi, dopo essersi classificati terzi alle spalle di Milan e Porto. Intanto ad inizio stagione era arrivata la seconda supercoppa tedesca, a cui fa seguito la terza nel 1994, quest'ultima disputata in seguito alla vittoria della DFB-Pokal 1993-1994. Il Werder conquista anche un secondo posto nella Fußball-Bundesliga 1994-1995, e Mario Basler si laurea capocannoniere; a questo punto però, nell'estate 1995, Rehhagel lascia la squadra.

L'era Schaaf[modifica | modifica wikitesto]

Thomas Schaaf nel 2009

La sostituzione di Rehhagel è travagliata: nelle successive quattro stagioni si avvicendano altrettanti tecnici, tra cui Felix Magath, ma il club non ottiene risultati significativi. Nel maggio del 1999 la dirigenza assume Thomas Schaaf, proprio in sostituzione di Magath. Schaaf, ex bandiera della squadra, guida i bianco-verdi alla salvezza in campionato, e poche settimane dopo alla vittoria della DFB-Pokal 1998-1999. La stagione successiva vede un Werder migliore in attacco, inoltre fa registrare il miglior risultato nelle competizioni europee degli ultimi anni, i quarti di finale in Coppa UEFA. In questa edizione la squadra è protagonista di un'impresa nei sedicesimi, quando ribalta con un 4-0 il 3-0 subito nella partita di andata contro il Lione. Nel turno successivo viene eliminato anche il Parma, ma il cammino termina dopo l'incontro con l'Arsenal. Tuttavia la squadra è a corto di energie a fine stagione, e viene nettamente battuta nella finale della DFB-Pokal 1999-2000 dal Bayern Monaco. Nelle tre stagioni seguenti il Werder riesce a migliorare gradualmente il proprio rendimento, riuscendo a terminare il campionato nella prima metà della graduatoria.

Schaaf ottiene un traguardo importante nella stagione 2003-2004, quando conquista il double: vince cioè sia il campionato che la coppa. Tra i protagonisti della stagione c'è sicuramente l'attaccante brasiliano Aílton, capocannoniere della Bundesliga con 28 gol. Nella stagione successiva la squadra partecipa alla Champions League, dove si classifica seconda nel girone alle spalle dell'Inter; viene tuttavia sconfitta con un pesante 10-2 dal Lione negli ottavi. Anche nella Champions League 2005-2006 i bianco-verdi arrivano agli ottavi: terminano il girone a pari punti con l'Udinese, ma si qualificano per la miglior differenza reti. Vengono poi eliminati dalla Juventus nuovamente negli ottavi, ma a fine stagione conquistano il secondo posto in campionato.

Un nuovo trofeo viene conquistato nell'agosto 2006, la Coppa di Lega tedesca, vinta dopo aver sconfitto a Lipsia il Bayern Monaco per 2-0. In campionato la squadra si laurea campione d'inverno, anche se poi a fine stagione arriverà "solo" un terzo posto; va meglio nella stagione 2007-2008, dove viene conquistato invece il secondo posto. In campo internazionale, invece, i tedeschi partecipano sempre alla Champions League, ma dopo la fase a gironi si ritrovano in Coppa UEFA; questo accade in tre stagioni consecutive. Nella seconda manifestazione continentale vengono però ottenuti dei buoni risultati: la semifinale nell'edizione 2006-2007, dove la squadra è sconfitta dall'Espanyol, mentre nell'edizione 2008-2009 i tedeschi, dopo aver avuto la meglio su Milan e Udinese giungono in finale. Questa si disputa il 20 maggio 2009 ad Istanbul, e vede opposti ai tedeschi lo Shakhtar Donetsk; gli ucraini vincono però l'incontro 2-1 ai tempi supplementari, e conquistano quindi il trofeo. A questo buon risultato internazionale fa da contraltare il decimo posto in campionato, peggior risultato dell'ultimo decennio; come consolazione arriva però la DFB-Pokal 2008-2009, vinta dopo aver sconfitto il Bayer Leverkusen in finale.

Nella stagione 2009-2010 la squadra di Schaaf riparte senza Diego, ceduto nella sessione di calciomercato estivo alla Juventus, ma forte degli acquisti di Marko Marin e di Claudio Pizarro, quest'ultimo già ottenuto in prestito nella precedente stagione ma ora prelevato a titolo definitivo dal Chelsea, e del ritorno di Tim Borowski. In campionato si inizia tuttavia con la sconfitta 2-3 contro l'Eintracht Frankfurt, ma alla fine arriva un buon terzo posto. Sempre in ambito nazionale la squadra raggiunge per il secondo anno consecutivo la finale della DFB-Pokal, ma viene sconfitta nettamente dal Bayern Monaco. In Europa League, invece, il Werder si deve arrendere negli ottavi al Valencia solo grazie alla regola dei gol fuori casa; tuttavia Pizarro è il miglior marcatore.

Il Werder, dopo aver perso Hugo Almeida e Mesut Özil nella sessione di calciomercato, affronta la Sampdoria nel playoff della Champions League 2010-2011. I blucerchiati vengono battuti 3-1 nell'incontro casalingo, ma nel ritorno a Genova si portano sul 3-0 in proprio favore. A tempo ormai scaduto i tedeschi riescono però a segnare il 3-1, che li porta ai tempi supplementari, e poi agguantano la qualificazione grazie ad un gol di Pizarro. Sono poi inseriti in un gruppo comprendente anche Tottenham, Inter e Twente, ma si classificano quarti e vengono eliminati; in campionato arriva un quattordicesimo posto finale. Nella stagione successiva, invece, la squadra si trova spesso a competere per la qualificazione all'Europa League, ma nel girone di ritorno accusa un calo e finisce in nona posizione. La stagione 2012-2013 inizia senza Pizarro, e viene terminata con un quattordicesimo posto in campionato; a questo punto Schaaf lascia la panchina del club.

All'inizio della stagione 2013-2014 viene quindi assunto Robin Dutt come nuovo allenatore, che porta la squadra, a fronte di vari importanti addii nella rosa, al dodicesimo posto della classifica.

Cronistoria[modifica | modifica wikitesto]

Cronistoria del Sport-Verein Werder von 1899
  • 1899: fondazione del club
  • 1902-03 ·
  • 1903-04 ·
  • 1904-05 ·
  • 1905-06 ·
  • 1906-07 ·
  • 1907-08 ·
  • 1908-09 ·
  • 1909-10 ·

  • 1910-11 ·
  • 1911-12 ·
  • 1912-13 ·
  • 1913-14 ·
  • 1915-16
  • 1916-17
  • 1917-18
  • 1918-19
  • 1919-20 ·

  • 1920-21 ·
  • 1921-22 ·
  • 1922-23 ·
  • 1923-24 ·
  • 1924-25 ·
  • 1925-26 ·
  • 1926-27 ·
  • 1927-28 ·
  • 1928-29 ·
  • 1929-30 ·

  • 1930-31 ·
  • 1931-32 ·
  • 1932-33 ·
  • 1933-34 · 3º nel gruppo B.
  • 1934-35 ·
  • 1935-36 · 2º nel gruppo B.
  • 1936-37 · 2º nel gruppo B.
  • 1937-38 ·
  • 1938-39 ·
  • 1939-40 ·

  • 1940-41 ·
  • 1941-42 · eliminato nei quarti di finale.
  • 1942-43 ·
  • 1943-44 ·
  • 1944-45
  • 1945-46
  • 1946-47
  • 1947-48 eliminato nei quarti di finale.
  • 1948-49 ·
  • 1949-50 ·

  • 1950-51 ·
  • 1951-52 ·
  • 1952-53 ·
  • 1953-54 ·
  • 1954-55 ·
  • 1955-56 ·
  • 1956-57 ·
  • 1957-58 ·
  • 1958-59 · 4º nel gruppo 1.
  • 1959-60 · 2º nel gruppo 2.

Coppagermania.png Vince la DFB-Pokal (1º titolo).

  • 1961-62 ·
Eliminato nei quarti della Coppa delle Coppe.
  • 1962-63 ·
  • 1963-64 · 10º in Bundesliga.
  • 1964-65 Meisterschale.png Campione della Germania Ovest (1º titolo).
  • 1965-66 · 4º in Bundesliga.
Eliminato negli ottavi della Coppa dei Campioni.


Eliminato negli ottavi della Coppa UEFA.
Eliminato nel secondo turno della Coppa UEFA.
Eliminato nel primo turno della Coppa UEFA.
Eliminato nel primo turno della Coppa UEFA.
Eliminato nel primo turno della Coppa UEFA.
  • 1987-88 Meisterschale.png Campione della Germania Ovest (2º titolo).
Semifinalista nella Coppa UEFA.

DeustcherSupercupTrophy.png Vince la DFL-Supercup (1º titolo).

Eliminato negli quarti della Coppa dei Campioni.
Finalista nella DFB-Pokal.
Semifinalista nella Coppa UEFA.
Finalista nella DFB-Pokal.

Coppagermania.png Vince la DFB-Pokal (2º titolo).

Coppacoppe.png Vince la Coppa delle Coppe.

  • 1992-93 Meisterschale.png Campione di Germania (3º titolo).
Eliminato negli ottavi della Coppa delle Coppe.

DeustcherSupercupTrophy.png Vince la DFL-Supercup (2º titolo).

Eliminato nella fase a gruppi della Champions League.

Coppagermania.png Vince la DFB-Pokal (3º titolo).

DeustcherSupercupTrophy.png Vince la DFL-Supercup (3º titolo).

Eliminato negli ottavi della Coppa delle Coppe.
Eliminato negli ottavi della Coppa UEFA.
Coppa Intertoto.svg Vince la Coppa Intertoto
Eliminato nel secondo turno della Coppa UEFA.

Coppagermania.png Vince la DFB-Pokal (4º titolo).

Eliminato nei quarti della Coppa UEFA.
Finalista nella DFB-Pokal.

Eliminato nel secondo turno della Coppa UEFA.
Eliminato nel secondo turno della Coppa UEFA.
  • 2003-04 Meisterschale.png Campione di Germania (4º titolo).

Coppagermania.png Vince la DFB-Pokal (5º titolo).

Eliminato negli ottavi della Champions League.
Eliminato negli ottavi della Champions League.
Vince la DFL-Ligapokal
Eliminato nella fase a gruppi della Champions League.
Semifinalista nella Coppa UEFA.
Eliminato nella fase a gruppi della Champions League.
Eliminato negli ottavi della Coppa UEFA.
Eliminato nella fase a gruppi della Champions League.
Finalista nella Coppa UEFA.

Coppagermania.png Vince la DFB-Pokal (6º titolo).

Eliminato negli ottavi dell'Europa League.
Finalista nella DFB-Pokal.

Eliminato nella fase a gruppi della Champions League.

Stadio[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Weserstadion.

Allenatori[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Categoria:Allenatori dello S.V. Werder von 1899.

Dal 1963, anno di nascita della Bundesliga, gli allenatori del club sono stati[2]:

Nome Periodo Piazzamenti importanti
Germania Willi Multhaup 1 luglio 1963 – 30 giugno 1965 Campione nella Fußball-Bundesliga 1964-1965.
Germania Günther Brocker 1 luglio 1965 – 4 settembre 1967
Germania Fritz Langner 9 settembre 1967 – 30 giugno 1969 Secondo nella Fußball-Bundesliga 1967-1968.
Germania Fritz Rebell 1 luglio 1969 – 16 marzo 1970
Germania Hans Tilkowski 17 marzo 1970 – 30 giugno 1970
Germania Robert Gebhardt 1 luglio 1970 – 26 settembre 1971
Germania Willi Multhaup 27 settembre 1971 – 24 ottobre 1971
Germania Sepp Piontek 25 ottobre 1971 – 30 giugno 1975
Germania Fritz Langner 8 maggio 1972 – 30 giugno 1972
Germania Herbert Burdenski 1 luglio 1975 – 28 febbraio 1976
Germania Otto Rehhagel 29 febbraio 1976 – 30 giugno 1976
Germania Hans Tilkowski 1 luglio 1976 – 22 dicembre 1977
Germania Fred Schulz 2 gennaio 1978 – 30 giugno 1978
Germania Wolfgang Weber 1 luglio 1978 – 29 gennaio 1980
Germania Fritz Langner 20 febbraio 1980 – 30 giugno 1980
Germania Kuno Klötzer 1 luglio 1980 – 1 aprile 1981
Germania Otto Rehhagel 1 aprile 1981 – 30 giugno 1995 Campione nella Fußball-Bundesliga 1987-1988;
Vince la Coppa delle Coppe 1991-1992;
Vince la DFB-Pokal 1990-1991 e la DFB-Pokal 1993-1994;
Semifinalista nella Coppa UEFA 1987-1988 e nella Coppa UEFA 1989-1990;
Secondo nella Fußball-Bundesliga 1982-1983, nella Fußball-Bundesliga 1984-1985,
nella Fußball-Bundesliga 1985-1986 e nella Fußball-Bundesliga 1994-1995;
Finalista nella DFB-Pokal 1988-1989 e nella DFB-Pokal 1989-1990.
Paesi Bassi Aad de Mos 1 luglio 1995 – 9 gennaio 1996
Germania Hans-Jürgen Dörner 14 gennaio 1996 – 20 agosto 1997
Germania Wolfgang Sidka 1 settembre 1997 – 22 ottobre 1998 Coppa Intertoto 1998.
Germania Felix Magath 22 ottobre 1998 – 8 maggio 1999
Germania Thomas Schaaf 10 maggio 1999 – 15 maggio 2013 Campione nella Fußball-Bundesliga 2003-2004;
Vince la DFB-Pokal 1998-1999, la DFB-Pokal 2003-2004 e la DFB-Pokal 2008-2009;
Finalista nella Coppa UEFA 2008-2009;
Semifinalista nella Coppa UEFA 2006-2007;
Secondo nella Fußball-Bundesliga 2005-2006, secondo nella Fußball-Bundesliga 2007-2008;
Finalista nella DFB-Pokal 1999-2000.
Germania Robin Dutt 1 giugno 2013–presente

Giocatori[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Categoria:Calciatori dello S.V. Werder von 1899.

Vincitori di titoli[modifica | modifica wikitesto]

I seguenti giocatori hanno ottenuto risultati di prestigio con le loro nazionali nel periodo di militanza nella società:

  • Campionato mondiale
Germania Horst-Dieter Höttges: (1974)
Germania Karl-Heinz Riedle: (1990)
Germania Günter Hermann: (1990)
  • Campionato europeo UEFA European Cup.svg
Germania Horst-Dieter Höttges: (1972)
Germania Marco Bode: (1996)
Germania Mario Basler: (1996)
Germania Dieter Eilts: (1996)
Germania Oliver Reck: (1996)
Grecia Angelos Charisteas: (2004)
Aílton (2004)
Miroslav Klose (2006)
Andreas Herzog (1992)
Pasi Rautiainen (1982)
Petri Pasanen (2008)
Wynton Rufer (1989, 1990, 1992)
Raphaël Wicky (1982)
Krisztián Lisztes (2002)
Rudi Völler (1982-1983)
Mario Basler (1994-1995)
Aílton (2003-2004)
Miroslav Klose (2005-2006)

Tifoseria[modifica | modifica wikitesto]

All'estero, i tifosi del Werder hanno rapporti di amicizia con alcuni gruppi ultras dell'Udinese, legame nato durante gli incontri europei.[3]

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Organico 2014-2015[modifica | modifica wikitesto]

Rosa[modifica | modifica wikitesto]

Rosa aggiornata al 6 luglio 2014.

N. Ruolo Giocatore
1 Germania P Raphael Wolf
2 Argentina D Santiago García
3 Italia D Luca Caldirola
4 Spagna D Alejandro Gálvez
5 RD del Congo D Assani Lukimya
6 RD del Congo C Cédric Makiadi
7 Polonia C Ludovic Obraniak
8 Germania D Clemens Fritz (C)
9 Argentina A Franco Di Santo
11 Paesi Bassi C Eljero Elia
12 Irlanda del Nord P Nadine Coyle
13 Germania D Lukas Schmitz
14 Bosnia ed Erzegovina C Izet Hajrovic
15 Austria D Sebastian Prödl
N. Ruolo Giocatore
16 Austria C Zlatko Junuzović
17 Germania C Özkan Yildirim
18 Germania D Felix Kroos
20 Polonia A Martin Kobylanski
21 Germania C Levent Ayçiçek
22 Germania A Fin Bartels
23 Rep. Ceca D Theodor Gebre Selassie
24 Germania A Nils Petersen
29 Croazia D Mateo Pavlović
30 Austria P Richard Strebinger
31 Serbia C Predrag Stevanović
34 Serbia C Aleksandar Stevanović
44 Germania C Philipp Bargfrede

Staff tecnico[modifica | modifica wikitesto]

Allenatore: Germania Robin Dutt
Vice-Allenatore: Croazia Damir Burić
Preparatore Atletico: Germania Reinhard Schnittker
Allenatore portieri: Germania Marco Langner
Medico sociale: Germania Götz Dimanski
Massaggiatore: Germania Holger Berger
Fisioterapisti: Germania Sven Plagge
Germania Jürgen Tölle
Magazzinieri: Germania Uwe Behrens
Germania Fritz Munder

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (DE) Präsidium um Klaus-Dieter Fischer bis 2015 bestätigt, werder.de, 7 novembre 2011.
  2. ^ (DE) Vereinsrekorde in www.werder.de. URL consultato il 04-04-2014.
  3. ^ Pierluigi Todisco, Brema, abbraccio tra tifosi in gazzetta.it, 9 aprile 2008.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]