Associazione Calcio Reggiana 1919

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A.C. Reggiana 1919
Calcio Football pictogram.svg
Reggianacalcio-stemma.png
La Regia
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Trasferta
Colori sociali 600px Granata.png Granata
Inno Alè Reggiana
Little Taver
Dati societari
Città Reggio nell'Emilia
Paese Italia Italia
Confederazione UEFA
Federazione Flag of Italy.svg FIGC
Campionato Lega Pro
Fondazione 1919
Rifondazione 2005
Presidente Italia Alessandro Barilli
Allenatore Italia Alberto Colombo
Stadio Mapei Stadium - Città del Tricolore
(23.717 posti)
Sito web www.reggianacalcio.it
Palmarès
Titoli nazionali 1 Campionato di Serie B

1 Supercoppa di Serie C2

Soccerball current event.svg Stagione in corso
Si invita a seguire il modello di voce

L'Associazione Calcio Reggiana 1919, meglio conosciuta come Reggiana, è una società calcistica italiana con sede nella città di Reggio nell'Emilia, in Emilia-Romagna.

Fondata nel 1919, è anche nota col soprannome de "La Regia"; il suo colore sociale è il granata, e gioca le sue partite casalinghe al Mapei Stadium-Città del Tricolore. Promossa per la prima volta nella massima serie italiana nel 1920, conta in questa categoria 9 apparizioni, l'ultima delle quali nel 1997, annoverando come miglior piazzamento il 14º posto della stagione 1993-1994; a livello nazionale, nel suo palmarès vanta inoltre un campionato di Serie B e una Supercoppa di Lega di Serie C2.

Milita in Lega Pro, la terza serie del calcio italiano.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Dagli anni dieci ai quaranta: gli inizi e l'esperienza in massima serie[modifica | modifica sorgente]

L'Associazione Calcio Reggiana venne fondata il 25 settembre 1919 a seguito della fusione tra il Reggio Foot-Ball & Cricket Club e l'Audace Reggio, ove tra i fondatori storici figura Severino Taddei. Quest'ultimo (detto "Umberloun") scelse il granata (già utilizzato dal 1912 dal Reggio FC) come colore sociale della maglia in onore del Torino, squadra nella quale aveva militato. Tuttavia, la prima casacca indossata dalla Reggiana nel '19 fu nera con bordi bianchi. Questa era stata ereditata dalla Juventus Reggio che si era fusa col Reggio FC, e che appunto sfoggiava la divisa granata in omaggio al club piemontese: si scelse quindi di giocare sul campo della seconda formazione, il Mirabello, ma coi colori della prima squadra; solo in un secondo momento la maglia granata divenne quella principale.

Una formazione della Reggiana nel 1928, in Divisione Nazionale.

Appena nata, negli anni venti la squadra approdò subito alla ribalta nazionale. In questa decade la Reggiana raggiunse infatti, per la prima volta, la massima serie, disputando sei stagioni nelle allora principali categorie italiane (Prima Categoria, Prima Divisione e Divisione Nazionale) a gironi plurimi; per i successivi sessant'anni, rimarrà questo il massimo traguardo della storia granata. Proprio in quel periodo Felice Romano fu il primo (e finora unico) calciatore del club a vestire la maglia azzurra della Nazionale A.

Anni cinquanta[modifica | modifica sorgente]

La storia "moderna" della Reggiana incominciò nell'immediato periodo postbellico, nei primi anni cinquanta. Nel secondo dopoguerra la Reggiana milita per molti anni nel campionato di Serie B, sfiorando in varie occasioni la promozione nella massima categoria (che veniva sempre a mancare nelle battute conclusive) lanciando numerosi giovani calciatori e rivitalizzando "vecchie" glorie (ricordiamo fra gli altri Ilario Castagner, Dante Crippa, Gianni Cappi, il dottore Lamberto Boranga, Flaviano Zandoli, Roberto Mozzini, Francesco Romano, Andrea Carnevale, Giancarlo Corradini e Giovanni Francini). A metà anni '50 la Reggiana fu retrocessa in IV Serie per un presunto illecito sportivo denunciato dai dirigenti del Parma Calcio. La squadra granata impiegherà ben tre anni per risalire collezionando anche magre figure nei campetti di provincia di mezza Italia. Alla fine la squadra, capeggiata dall'allenatore (successivamente direttore sportivo) parmense Luigi Del Grosso, ritornerà in Serie C nella stagione 1955-1956 dopo gli spareggi di Bolzano. La "vendetta" granata arriverà (sempre grazie a Del Grosso) dapprima dopo due anni, nel campionato cadetto nel 1958-1959, imponendosi in entrambi gli incontri contro i crociati e costringendoli ad una affannosa salvezza finale, e ancora nel 1959-1960, replicando i derby vittoriosi dell'anno precedente.

Anni sessanta e settanta: mancate promozioni e sofferte salvezze[modifica | modifica sorgente]

Gli anni sessanta e settanta scivolarono via tra mancate promozioni in Serie A – una costante nella lunga storia granata – alternate da qualche retrocessione in C ma per lo più vissuti in buoni campionati di Serie B. Rimarranno a lungo nei ricordi dei tifosi reggiani le promozioni in massima categoria mancate nelle stagioni 1960-1961, 1968-1969 e 1971-1972; nel '61 la Reggiana giunge quarta a tre punti al Palermo (quando vi era a pari merito a due giornate dal termine), nel '69 la compagine granata ripeté il piazzamento, stavolta ad un solo punto dal Bari (complici tre pareggi nelle ultime quattro partite), mentre nel '72 sono due sconfitte alla terz'ultima e alla penultima di campionato a pregiudicare il sogno della promozione ai granata.

Da quell'annata dal triste epilogo la Reggiana non combatterà più per la Serie A per i successivi diciassette anni che vivrà tra salvezze sofferte in B e lotte per la promozione in Serie C. La Reggiana retrocede con largo anticipo dalla cadetteria nella stagione 1975-1976 dopo che nei due anni precedenti era giunta la salvezza all'ultima giornata ad Arezzo (1973-1974) e nello spareggio contro l'Alessandria a San Siro (1974-1975). Non riesce ai granata il ritorno immediato in Serie B sebbene nei primi tre anni di C, che nel frattempo si divide in C1 e C2, ci vada vicino per ben due volte nel 1978 e nel 1979, con un terzo e un quarto posto.

Anni ottanta: la risalita[modifica | modifica sorgente]

La Reggiana del 1988-1989, vincitrice del girone A di Serie C1.

L'inizio degli anni ottanta coinciderà con una nuova promozione in Serie B; La Reggiana, guidata in panchina da Romano Fogli, vince il campionato di C1 per poi salvarsi nella successiva stagione cadetta, grazie ad un noioso pareggio 0-0 ottenuto all'ultima giornata in casa del Pisa. In quella Reggiana si metterono in luce giocatori di talento come Gianfranco Matteoli ed Andrea Carnevale. Il 1982 coincide con un cambio della guardia ai vertici società granata: a prendere le redini della Reggiana è Giovanni Vandelli, uno dei presidenti più amati dai tifosi, nonostante che i suoi anni di presidenza coincidano con risultati sportivi pessimi. Vandelli ci mette tanta passione, ma la squadra retrocede in C1 ed inizia a mettere in fila una serie di stagioni mediocri.

Il 1988 sarà l'anno di un nuovo cambio societario, con la nuova proprietà che guiderà la Reggiana tra la fine del decennio e i primi anni novanta, scrivendo la miglior pagina di storia granata. Infatti quegli anni coincideranno con il periodo più glorioso della lunga storia granata, il club, in cui militarono Angelo Di Livio, Fabrizio Ravanelli, Andrea Silenzi, Giuseppe Scienza, Fernando De Napoli, Dario Morello, Francesco Antonioli, Eugenio Sgarbossa e Luca Bucci, prima ottenne una meritata promozione dalla C1 alla B, e per due campionati sfiorò ripetutamente la promozione in Serie A; ma il ciclo più glorioso della Reggiana ebbe ufficialmente inizio nei primi anni della nuova decade.

Anni novanta: il ritorno in Serie A[modifica | modifica sorgente]

La promozione in Serie A arrivò infine nella primavera del 1993, con la vittoria nel campionato di B. Il vecchio Mirabello e tutta la città vissero giornate di grande festa: il tifo non lesinò festeggiamenti e ovazioni ai propri beniamini per il ritorno dei granata nella massima serie nazionale, a ben sessantaquattro anni dall'ultima apparizione. L'allenatore di quella squadra era Giuseppe Marchioro; all'esordio nella Serie A a girone unico, la formazione della "Regia" poteva vantare giocatori del calibro di Paulo Futre, Michele Padovano, Massimiliano Esposito, Gigi De Agostini e Cláudio Taffarel (che alla fine della stagione si laureò campione del mondo con il Brasile). Proprio quest'ultimo contribuì in modo determinante alla salvezza della squadra, che avvenne il 1º maggio 1994 a San Siro contro il Milan di Fabio Capello: la Reggiana infatti si impose con il risultato di 0-1 (gol di Massimiliano Esposito). La squadra granata terminò quel campionato al tredicesimo posto, appaiata all'Inter, sia in termini di punti totali (31), che di punti e di reti negli scontri diretti (Inter-Reggiana 2-1, Reggiana-Inter 1-0), ma con una peggiore differenza reti complessiva, e si salvò a discapito del Piacenza. Da parte piacentina vi furono notevoli polemiche, per l'anticipo dell'ultima partita di campionato in casa del Parma, a causa dell'impegno di quest'ultimo nella finale di Coppa delle Coppe.

La Reggiana prima classificata nella Serie B 1992-1993, e di nuovo in massima serie a 64 anni dalla precedente apparizione.

La Reggiana del 1994-1995 non emulò quella dell'anno precedente, complice anche l'infortunio di Padovano; alla settima giornata (dopo aver raccolto solo un punto contro la Fiorentina), dopo sette stagioni, viene esonerato l'allenatore Giuseppe Marchioro (in sella alla squadra granata dalla stagione 1988-1989) e viene chiamato Enzo Ferrari (che poi lascerà spazio all'allenatore della primavera Cesare Vitale). Nonostante gli acquisti estivi di Francesco Antonioli, Fernando De Napoli e Sunday Oliseh, nel primo campionato in cui si assegnavano i tre punti per la vittoria, i granata ne raccolsero soltanto 18 finendo la stagione al penultimo posto (a sedici punti dal Foggia terzultimo, davanti solo al Brescia a 12, record negativo di punti in Serie A). Comunque, nello stesso anno fu inaugurato nella gara casalinga contro la Juventus il nuovo Stadio Giglio, primo impianto di proprietà di una società di calcio in Italia[1] (il match terminò con la vittoria dei bianconeri per 2-1[2]).

Fu un giovane allenatore reggiano alla sua prima esperienza in una squadra di club, Carlo Ancelotti, a riportare immediatamente la Reggiana nella massima serie, al termine di una lunga rimonta durante il campionato di Serie B 1995-1996. La stagione infatti era cominciata davvero male per i granata, che alla 7ª giornata, dopo la pesante sconfitta per 4-1 con il Pescara, si ritrovarono ultimi in classifica. La società riconfermò la fiducia ad Ancelotti e la settimana successiva la squadra colse la prima vittoria stagionale in casa contro il Venezia dell'ex-allenatore Giuseppe Marchioro (3-0 il risultato) e iniziò un lungo inseguimento che la portò, già al termine nel girone di andata, a conquistare la vetta della classifica. Nel girone di ritorno i risultati furono piuttosto altalenanti, ma la Reggiana riuscì a conservare il 4º posto in classifica e conquistò la matematica promozione in Serie A con una giornata di anticipo, vincendo per 1-0 al Bentegodi contro l'Hellas Verona, già promosso la settimana precedente, battendo la concorrenza della Salernitana. Il gol della promozione venne realizzato da un giovane Pietro Strada, protagonista assoluto di quella stagione insieme al centravanti russo Igor Simutenkov, al difensore Angelo Gregucci, all'esperto portiere Marco Ballotta e ai centrocampisti Leonardo Colucci e Marco Schenardi.

Nella stagione 1996-1997 Ancelotti passa ad allenare il Parma, la società si affida così al tecnico romeno Mircea Lucescu. La squadra che aveva ottenuto la promozione l'anno prima viene in gran parte smantellata e malamente ricostruita, ingaggiando dall'estero giocatori esperti ma a fine carriera come Georges Grun e Dietmar Beiersdorfer, oppure autentiche delusioni come Michael Hatz, Franz Carr e Adolfo Valencia (quest'ultimo ex-Bayern Monaco, squadra con la quale aveva vinto la Bundesliga nella stagione 1993/1994, nonché centravanti della nazionale colombiana a USA '94). Come se non bastasse, nel mercato di novembre la società cede anche il centravanti Sandro Tovalieri ai diretti concorrenti del Cagliari e il centrocampista Marco Schenardi al Bologna, senza sostituirli in maniera adeguata, completando così lo smantellamento della squadra. L'avventura di Lucescu sulla panchina granata dura solo una decina di partite (solo 4 i punti conquistati), venendo poi sostituito da Francesco Oddo dopo la sconfitta per 0-2 contro il Vicenza. La Reggiana vive il momento migliore durante i primi mesi del 1997, a cavallo tra i due gironi, quando ottiene le uniche due vittorie della stagione (contro Perugia e Verona, entrambe fuori casa) e mantiene così vive, almeno virtualmente, le speranze di salvezza. La partita che decide definitivamente la stagione è l'incontro casalingo con il Piacenza, che viene disputato su campo neutro a causa della squalifica del Giglio, diretta conseguenza del lancio dei rubinetti durante il derby con il Parma di qualche settimana prima: finisce 0-0 e la Reggiana, che era obbligata a fare punteggio pieno, da quel momento resta inchiodata a fondo classifica, retrocedendo con largo anticipo sulla fine del campionato.

Nel campionato di Serie B 1997-1998 l'obiettivo è la promozione in Serie A, confidando nella presenza di giocatori quotati tra i quali Filippo Galli, Alberigo Evani, Igor Simutenkov e Gianluca Berti. A inizio stagione la squadra ottiene risultati disastrosi e scivola in zona retrocessione dopo la sconfitta per 1-0 in casa contro il Genoa (in quel momento ultimo in classifica) e quella per 2-1 con la Lucchese, che lascia la Reggiana al penultimo posto in classifica. La società sostituisce Oddo con Franco Varrella e la mossa sembra funzionare: la squadra rimonta e, trascinata dai gol di Giacomo Banchelli, arriva nei pressi della zona promozione già al termine del girone di andata. Alla ventiduesima giornata la Reggiana batte per 3-2 il Ravenna a domicilio e raggiunge il quarto posto in classifica, l'ultimo utile per la promozione, in compagnia del Torino. Tuttavia la squadra, a questo punto, inizia a perdere colpi e si stacca progressivamente dalla lotta per la promozione, perdendo gli scontri diretti del girone di ritorno contro Perugia e Torino (coi piemontesi la sconfitta decisiva, a quattro giornate dal termine), e addirittura subendo uno 0-2 casalingo dal Padova, fanalino di coda che a fine stagione retrocederà in Serie C1. La Reggiana chiude la stagione con altre due sconfitte e un anonimo undicesimo posto in classifica.

La stagione 1998-1999 avrebbe dovuto essere quella del rilancio, ma alla fine si concluderà con la retrocessione in C1 nonostante i tantissimi giocatori impiegati (fra cui atleti di rilievo come Angelo Carbone, Igor Protti e Angelo Pagotto) e i tre allenatori cambiati durante l'anno. La stagione inizia con il confermato Franco Varrell e la Reggiana alla terza giornata conquista una bella vittoria per 5-2 contro il Verona (poi vincitore del campionato) al Bentegodi. La squadra tuttavia entra ben presto in un periodo negativo che porta all'esonero di Varrella, sostituito da Attilio Perotti. La Reggiana, nonostante qualche acuto (come il 3-0 ottenuto contro la Fidelis Andria), non riesce a risalire dal fondo classifica, mancando anzi la vittoria in alcune sfide-salvezza importanti (1-1 in casa con la Ternana diretta concorrente, poi 2-2 in casa della Cremonese ultima in classifica), così la società solleva Perotti dall'incarico e richiama Varrella. La Reggiana ha un sussulto e vince 3-0 la gara casalinga con il Ravenna, ma la domenica dopo incappa in una pesante sconfitta per 1-0 contro il Monza, complice un errore del portiere Pagotto sul gol dei brianzoli. Varrella viene esonerato di nuovo e per le ultime giornate la squadra è affidata alla coppia formata da Fabiano Speggiorin e Angelo Gregucci (all'esordio da allenatore), ma ormai il ritardo in classifica è tale da rendere la salvezza una missione quasi impossibile. Le ultime quattro giornate coincidono con quattro vittorie, ma tutto ciò non basta per ottenere la salvezza: all'ultima giornata il Cosenza vince con il Cesena, già salvo, e condanna la Reggiana, che a soli tre anni dalla promozione in Serie A si ritrova scaraventata in C1.

Anni duemila: il fallimento e la rifondazione[modifica | modifica sorgente]

Nella stagione 1999-2000 la società, lontana dai palcoscenici di Serie A e B, è ormai schiacciata dal peso dei debiti contratti per la costruzione dello stadio e anche l'organico ne risente, così nella prima stagione in Serie C1 i granata, pur puntando inizialmente a una pronta risalita tra i cadetti, si salvano all'ultima giornata grazie alla vittoria casalinga contro il Siena, già promosso in Serie B (1-0 il risultato finale, gol di Francesco Ciullo). In questa stagione si svolge per la prima volta il derby del tricolore tra la Reggiana e il Brescello. Nel doppio confronto i canarini vincono l'andata al Mirabello per 1-0 (scatenando la contestazione della tifoseria reggiana) e il ritorno, in notturna, finisce con uno scialbo 0-0. Nella stagione 2000-2001 va ancora peggio e la Reggiana chiude la stagione al terzultimo posto, salvandosi vincendo il doppio spareggio nei playout contro l'Alzano Virescit (2-1 al Giglio, 0-0 al ritorno in cui il portiere granata Lorenzo Squizzi para un decisivo calcio di rigore). Stesso finale nel 2001-2002, con la Reggiana che si gioca la salvezza ai playout nuovamente contro l'Alzano (ripescato al termine della stagione precedente). Il primo match, in trasferta, va ai bergamaschi per 2-1 e al ritorno la Reggiana, passata in vantaggio con Santunione, è raggiunta a una decina di minuti dal termine. L'1-1 spedirebbe i granata in Serie C2, ma a tempo praticamente scaduto un guizzo di testa del nigeriano Jero Shakpoke regala alla Reggiana una soffertissima salvezza, grazie alla miglior posizione in classifica rispetto all'Alzano. In questi anni sulla panchina granata si assiste a un vero e proprio valzer di allenatori: dopo l'inizio del duo Speggiorin-Gregucci, che aveva concluso comunque bene la stagione della retrocessione dalla Serie B, si succedono Giorgio Rumignani, Luigi Maifredi, Claudio Testoni, Salvatore Vullo e Lorenzo Mossini. La carenza più o meno costante di risultati, comunque, fu un segno evidente che i problemi della squadra non erano dovuti agli allenatori, ma alla squadra stessa.

Al termine del campionato la società viene rilevata dall'imprenditore parmense Ernesto Foglia (già proprietario del Brescello) e dal reggiano Chiarino Cimurri. L'uscita dalla società di Franco Dal Cin, ritenuto responsabile del crollo della squadra dalla Serie A alla sofferta lotta per non finire in Serie C2, dona entusiasmo all'ambiente e nelle campagne abbonamenti dei due anni successivi si supererà quota 2000 tessere. Arrivano nuovi giocatori dal Brescello, come Luigi Giandomenico e Girolamo Bizzarri, e altri come Giovanni Bia, difensore con trascorsi anche in Serie A. I risultati però non sono quelli sperati e la prima Reggiana dell'era-Foglia, allenata da Adriano Cadregari, si piazza al dodicesimo posto, evitando i playout all'ultima giornata grazie al pareggio tra Lucchese e Spal. Nella stagione 2003-2004 arriva a Reggio il difensore Michele Paramatti, ex-Bologna e Juventus, un acquisto che illude i tifosi, ma la Reggiana naviga costantemente nelle retrovie. La società prima esonera Adriano Cadregari per far posto ad Antonio Sala poi, visto che i risultati non migliorano, torna sui suoi passi e richiama Cadregari. Il ritorno del mister e l'acquisto dal Dundee United dell'attaccante Juan Manuel Sara (che si infortunerà alla sua seconda partita) non evitano i playout (ai quali la Reggiana è costretta dalla clamorosa sconfitta casalinga dell'ultima giornata contro il fanalino di coda Pavia). Alla vigilia degli spareggi la società, un po' a sorpresa, licenzia nuovamente Cadregari e affida la squadra a Bruno Giordano. I granata, non senza fatica, riusciranno ad evitare nuovamente la retrocessione contro il Varese grazie alla miglior posizione in classifica (1-0 a Varese, 1-2 al ritorno).

Nel 2004-2005, grazie all'arrivo del direttore sportivo Marco Valentini, la squadra viene profondamente rinnovata con gli innesti di giocatori di qualità come Andrea Deflorio, Gabriele Paoletti e soprattutto Costantino Borneo, capocannoniere del girone B dell'anno precedente (anche se la stagione in maglia granata sarà al di sotto delle aspettative, a causa di una non perfetta tenuta fisica). Durante la stagione si metteranno in luce l'attaccante Alberto Bertolini e i giovani difensori Mathew Olorunleke e Andrea Costa. La squadra si dimostra subito competitiva e il 10 ottobre 2004 i granata, con una brillante prestazione, sconfiggono per 2-0 il Napoli al Giglio (reti di Deflorio al 46' e di Orolunleke al 61'). La Reggiana arriva ai playoff e si guadagna il diritto di affrontare l'Avellino, 2° in classifica, nella semifinale. Il match di andata si disputa allo Stadio Giovanni Zini di Cremona (a causa della momentanea inagibilità del Giglio), e si conclude con la vittoria degli irpini per 2-1. Al ritorno al Partenio le squadre pareggiano 2-2, con l'Avellino che prenderà il giusto slancio per arrivare, dopo la finale contro il Napoli, alla promozione in Serie B. Per la Reggiana, al contrario, l'epilogo si compie il 13 luglio 2005 quando la società viene dichiarata insolvente e fallisce. Dall'agosto del 2005 la società, che nel frattempo aderisce al "Lodo Petrucci" e si iscrive nel campionato di Serie C2 con il nome di Reggio Emilia Football Club, è guidata da alcuni imprenditori autonomi e da una società compartecipata dalle principali forze cooperative ed industriali della città e della provincia. Dopo breve tempo la società ha ripreso la storica denominazione di A.C. Reggiana 1919, avendo acquistato per 200.000 euro il vecchio marchio dal curatore fallimentare[3].

Dopo il fallimento in rosa rimangono solamente due giocatori: Antonio Foschini e Fabio Caselli (che saranno nominati capitano e vice-capitano). Nel campionato 2005-2006 di Serie C2, inserita nel girone B, la nuova Reggiana allenata da Luciano Foschi disputa una buona stagione (considerando la situazione societaria e la preparazione estiva, partita in ritardo causa il fallimento). Il primo match è in casa contro il Forlì, scontro che si chiude 0-0 (gli ospiti falliranno anche un calcio di rigore). Strada facendo la Reggiana da l'impressione di poter anche agguantare la zona playoff, grazie a una serie positiva di dodici partite consecutive senza sconfitte inanellata nella fase centrale del campionato ma la stagione, complice un calo di risultati nel finale, si concluderà con l'ottavo posto.

Nella stagione successiva i granata partono con l'obiettivo dichiarato di salire in Serie C1. I primi risultati non sono buoni e dopo sole quattro partite la società esonera Luciano Foschi per far posto ad Alessandro Pane. Sotto la guida del nuovo mister la compagine emiliana chiude la stagione 2006-2007 al quinto posto, guadagnandosi il diritto di partecipare ai playoff per la promozione. La Reggiana nel primo turno ha la meglio sulla Cisco Roma di Paolo Di Canio imponendosi per 1-0 in entrambe le partite, e con lo stesso risultato, grazie a un gol di Giuseppe Ingari, i granata vincono anche il match di andata della doppia finale contro la Paganese allo Stadio Giglio. La promozione resta nelle mani della Reggiana fino a due minuti dal termine del match di ritorno allo Stadio Marcello Torre, poi la Paganese riesce a segnare e mandare la partita ai supplementari, dove il nigeriano Ibekwe realizzerà poi il gol del 2-0 che manderà i Campani in Serie C1 al posto dei granata.

La successiva stagione sportiva 2007-2008 si apre con gli addii del giovane difensore Simone Gozzi (ceduto in comproprietà al Modena[4]) e quello, molto discusso dalla piazza, del portiere Nuzzo, vero e proprio idolo della tifoseria reggiana. A sostituirli arriveranno i pari ruolo Danilo Zini e Marco Ambrosio (che ha alle spalle anche un anno di esperienza al Chelsea nel 2003-2004). La stagione vede protagonisti gli uomini di Pane ed il Bassano di Ezio Glerean, che si contendono la vetta per tutto il campionato. A Reggio Emilia, a cinque giornate dal termine, la sfida tra le due grandi compagini del girone termina 1-1 e la Reggiana, che insegue i veneti a tre lunghezze, sembra ormai destinata ai play-off. Ma qui entra in gioco l'imprevedibilità del calcio: nelle successive due partite i granata ottengono due vittorie a differenza degli uomini di Ezio Glerean che invece rimediano due sconfitte contro Prato (in casa) e Portogruaro in trasferta, ritrovandosi da +3 a -3 dalla Reggiana in sole due giornate. Per uno strano scherzo del destino, a segnare al '94 il gol del 2-1 del Portogruaro sul Bassano è proprio quell'Ibekwe che, un anno prima, aveva fatto sfumare il sogno promozione della Reggiana a Pagani. Il 27 aprile 2008, con una giornata di anticipo sulla fine del girone B di C2, la Reggiana guadagna la matematica certezza della promozione in Serie C1 grazie al risultato utile sul campo di Castelnuovo Garfagnana (1-1, Grieco all'84 e Micchi all'88) ed alla contemporanea sconfitta casalinga dei diretti inseguitori del Bassano Virtus contro il Gubbio (0-1). Grandi protagonisti di questa stagione sono sicuramente il giovane attaccante reggiano Andrea Catellani, il capitano Vito Grieco, i difensori Mirko Stefani e Danilo Zini e i centrocampisti Paolo Ponzo (motorino infaticabile, al rientro in granata dopo le esperienze in Serie B) e Antonio Maschio. È il primo risultato di fine stagione positivo dall'ultima promozione in Serie A, avvenuta dodici anni prima. Il 18 maggio 2008 la "Regia" conquista anche la Supercoppa di Lega grazie alle due vittorie contro il Benevento (vincitore del girone C) in casa per 2-1 e Pergocrema (primo nel girone A) in trasferta per 1-0.

Nella stagione 2008-2009 la squadra è composta quasi totalmente dalla quella che ha vinto nella stagione precedente il campionato di C2. Le partenze più importanti sono quelle di Martinetti verso il Gubbio, Catellani al Catania e Anderson al Venezia. Alla corte di Pane giungono Stefano Dall'Acqua dal Grosseto, Giovanni Bruno dal Potenza, Riccardo Nardini dall'Avellino, Massimiliano Mei e Davide Scantamburlo dal Venezia. Il campionato vede i granata sempre nelle posizioni di vertice e alla terza giornata di ritorno la Reggiana si ritroverà in solitaria in testa alla classifica dopo cinque vittorie consecutive tra cui spuntano quelle sulle dirette concorrenti Cesena e Pro Patria, entrambe per 1-0. Nel mercato di riparazione alla Reggiana giunge Marco Martini dal Frosinone e viene promosso in prima squadra il giovane talento Maxwell Acosty. Le speranze di salire direttamente in Serie B permangono fino alla terz'ultima giornata quando la Reggiana (in testa a pari merito con Pro Patria e Cesena, ma prima nella classifica avulsa) perde sciaguratamente 3-2 un rocambolesco match contro la Cremonese. La stagione regolare si chiude in flessione, con un pareggio contro la Sambenedettese per 0-0 che assicura agli uomini di Pane il quinto posto, ultimo valido per entrare nella griglia dei play-off. Tuttavia i granata verranno eliminati al primo turno perdendo ambedue gli scontri, finiti con il rocambolesco risultato di 4-5 e 3-2, con la Pro Patria.

Nella stagione successiva mister Alessandro Pane passa ad allenare l'Ascoli. Oltre all'abbandono dell'allenatore protagonista dell'ultima promozione, ci sono altre partenze importanti come quella del capitano Vito Grieco, del centrocampista Paolo Ponzo e quella del promettente attaccante Maxwell Acosty (alla Fiorentina). Sul fronte degli acquisti, la società punta sui giovani Eusepi, D'Alessandro, Romizi e Manfredini, ma anche sull'esperienza di Davide Saverino e sui gol degli attaccanti Paolo Rossi e Gianluca Temelin. I primi risultati sono altalenanti, poi la squadra si rilancia con la vittoria casalinga contro il Pescara in novembre e risale la china fino a conquistare anche vetta della classifica, grazie a ben sette vittorie consecutive. Tuttavia il serio infortunio di Saverino (fuori per 3 mesi) causato da un duro intervento, subito nel match contro il Real Marcianise, fa inceppare il meccanismo della squadra che inizia a perdere colpi su colpi, falcidiata anche da altri numerosi infortuni che costringono Dominissini a schierare spesso formazioni molto rimaneggiate. La squadra riesce comunque a guadagnare l'accesso ai playoff battendo per 1-0 la Ternana (gol di Riccardo Nardini) nelle ultime battute di campionato. La Reggiana arriva ancora in precarie condizioni fisiche al primo doppio confronto contro il Pescara e, dopo essere riuscita a strappare un faticoso 0-0 casalingo, è sconfitta per 2-0 nel match di ritorno allo Stadio Adriatico, chiudendo così la stagione.

Anni duemiladieci[modifica | modifica sorgente]

Stagione 2010-2011: arriva Mangone[modifica | modifica sorgente]

Il nuovo allenatore per la stagione 2010-2011 è Amedeo Mangone. Dalla Reggiana vengono ceduti alcuni importanti giocatori, Nardini all'Empoli, il capitano Mirko Stefani in comproprietà alla Cremonese[5] e il portiere Tomasig all'Albinoleffe. A settembre arrivano gli svincolati Saverino e Guidetti[6]. Il girone di andata non parte nel migliore dei modi: dopo le prime quattro giornate la Reggiana si ritrova ad avere una delle peggiori difese del campionato. La situazione migliora nelle domeniche successive ma non abbastanza, infatti i granata gravitano nella cosiddetta "terra di nessuno" tra la zona play-off e quella play-out. Il periodo peggiore la Reggiana lo attraversa all'inizio del girone di ritorno quando per ben quattro giornate consecutive esce sconfitta da tutte le partite che disputa ritrovandosi in zona play-out. Una reazione d'orgoglio e alcuni cambiamenti tattici conducono la Reggiana alla vittoria di Cremona alla quale seguiranno altre due vittorie con Ravenna e Alessandria, coi nove punti i granata si riaffacciano con prepotenza nella zona play-off. Alla penultima giornata va in scena al Giglio lo scontro diretto con la Salernitana per accedere alle fasi finali per la Serie B; i granata però, mai pericolosi sotto porta, sono costretti a soccombere contro i Campani che vincono con un gol di Altobello. La Reggiana conclude così il campionato all'ottavo posto in classifica e, per la prima volta da cinque anni, non accede agli spareggi promozione.

Stagione 2011-2012: da Mangone a Zauli[modifica | modifica sorgente]

Il minuto di silenzio in ricordo di Helmut Haller prima dell'amichevole del 2012 col Bologna, celebrativa del 93º anniversario del club granata.

Nella stagione 2011-2012 la Reggiana, confermato Amedeo Mangone come allenatore, è costretta a partire con due punti di penalizzazione in classifica a causa di una presunta combine (poi non verificatasi) tentata dai dirigenti del Ravenna con il giocatore granata Davide Saverino (a sua volta squalificato per 3 anni[7]) per la partita Reggiana-Ravenna del 10 aprile 2011[8]. La società ingaggia l'attaccante Davide Matteini, calciatore con un trascorso in Serie A. La stagione è caratterizzata da alcune sconfitte dal passivo pesante (da ricordare il 2-4 contro il Como in casa); la prima vittoria arriva alla quinta giornata contro il Foligno, che chiuderà poi il campionato ultimo in classifica. La Reggiana si trova impelagata nella lotta per evitare i play-out. In dicembre Mangone viene esonerato[9] e al suo posto, dopo un breve periodo di transizione tenuto da Lanna (che poi diventerà vice-allenatore), subentra Lamberto Zauli. La squadra ha un breve periodo positivo all'inizio del girone di ritorno, poi si stabilizza nella medio-bassa classifica, mantenendo sempre un piccolo margine sulla zona play-out fino alla fine del campionato, che si chiuderà con il nono posto in classifica, a sedici lunghezze di distacco dal quinto posto, l'ultimo valido per i play-off.

Il 13 ottobre 2012, al ridenominato Stadio Città del Tricolore, la Reggiana ha disputato un'amichevole con il Bologna in occasione del 93º anniversario dei granata: la partita è terminata in pareggio con gol di Robert Acquafresca al 36' e di Paolo Rossi al 57'; prima del via all'incontro è stato osservato un minuto di silenzio in ricordo Helmut Haller, scomparso due giorni prima.[10]

Stagione 2012-2013: la salvezza sofferta[modifica | modifica sorgente]

La stagione 2012-2013 si apre con la conferma di Lamberto Zauli sulla panchina granata. Durante il mercato estivo viene tesserato il centrocampista Andrea Parola con esperienze nella massima serie; altri arrivi importanti sono quelli di Alberto Cossentino e Filippo Antonelli Agomeri. I risultati conseguiti in campionato, tuttavia, sono a dir poco fallimentari, infatti il 22 dicembre 2012 dopo la sconfitta con il Treviso (ultimo in classifica) e finito il girone d'andata con 15 punti, Lamberto Zauli viene esonerato a favore di Luigi Apolloni[11]. L'ex-difensore del Parma rimarrà sulla panchina granata per dieci partite cogliendo solamente 7 punti (due vittorie e un pareggio) prima di essere a sua volta sollevato dall'incarico il 19 marzo 2013 in seguito alla sconfitta per 0-3 in casa del Sudtirol; la società decide di richiamare nuovamente Lamberto Zauli[12].

La Reggiana rimane arenata al terz'ultimo posto della classifica davanti solamente a Tritium e Treviso, chiude la stagione regolare con appena 29 punti e viene costretta ad affrontare i play-out per evitare di finire in Seconda Divisione. Il doppio confronto vede i granata contrapposti al Cuneo. La gara di andata al Città del Tricolore finisce 1-1 e obbliga quindi i granata a vincere il ritorno a Cuneo per ottenere la salvezza. La partita di ritorno in Piemonte non è per i deboli di cuore: la Reggiana passa in vantaggio allo scadere del primo tempo con un dubbio rigore trasformato da Giuseppe Alessi e difende il gol di vantaggio, in inferiorità numerica, per tutto il secondo tempo dall'assedio del Cuneo. I Piemontesi colpiscono due traverse, creano tantissime palle gol soprattutto negli ultimi 10 minuti di gioco, ma la Reggiana, pur soffrendo oltre misura, resiste fino al termine cogliendo il successo che le permette di evitare la retrocessione.

Stagione 2013-2014: un nulla di fatto[modifica | modifica sorgente]

In seguito ai deludenti risultati dell'ultimo campionato, la società decide di affidare dapprima a Massimo Ienca il ruolo di direttore sportivo, il quale insieme alla società sceglie per la panchina Pier Francesco Battistini[13], ex allenatore del Perugia. Nel mercato estivo l'arrivo principale sembra essere quello di Francesco Ruopolo, attaccante esperto con lunghi trascorsi in Serie B[14], ma durante la stagione si metteranno in mostra soprattutto i giovani Elio De Silvestro e Michele Cavion (in prestito dalla Juventus) e la punta Valerio Anastasi, acquistato in comproprietà dal Chievo, che sarà anche il capocannoniere della squadra con 7 gol mentre Ruopolo, fermato anche da numerosi guai fisici, realizzerà soltanto una rete. In una stagione dove non sono previste retrocessioni (a causa della riforma che porterà alla costituzione del campionato unico di Serie C), l'obiettivo è arrivare almeno al 9º posto (su 16 partecipanti), ovvero l'ultimo piazzamento utile per disputare i playoff promozione.

Il campionato, partito con risultati discreti, mostra tuttavia ben presto il reale potenziale della squadra, che già prima dell'inverno inizia a inanellare una serie di risultati negativi. Il progressivo allontanamento dall'obiettivo di stagione induce la società ad esonerare il tecnico Battistini[15] il 10 febbraio 2014, in seguito alla sconfitta casalinga contro la Pro Patria. Il suo successore Marcello Montanari[16] non consegue comunque risultati di rilievo, la squadra finisce fuori dalla lotta per la zona playoff con diverse giornate di anticipo e chiude il campionato con un anonimo 12º posto. Durante la stagione la tifoseria granata, indispettita anche dall'acquisto dello stadio da parte del Sassuolo[17], mette in piedi diverse manifestazioni di protesta nei confronti della società, chiedendo a gran voce un cambio di proprietà[18].

Cronistoria[modifica | modifica sorgente]

Cronistoria dell'Associazione Calcio Reggiana
  • 1919 - Viene fondata l'Associazione Calcio Reggiana.
  • 1919-1920 - 3º nel campionato emiliano di Promozione. Green Arrow Up.svg Ammessa d'ufficio in Prima Categoria.

  • 1920-1921 - 4º nel girone eliminatorio emiliano A di Prima Categoria.
  • 1921-1922 - 4º nel girone eliminatorio emiliano B di Prima Categoria. Red Arrow Down.svg Retrocessa e iscritta alla Seconda Divisione.
  • 1922-1923 - 4º nel girone F di Seconda Divisione.
  • 1923-1924 - 2º assoluta in Seconda Divisione dopo aver vinto lo spareggio con l'Olympia Fiume. Green Arrow Up.svg Promossa in Prima Divisione.
  • 1924-1925 - 8º nel girone A di Prima Divisione.
  • 1925-1926 - 9º nel girone B di Prima Divisione. Red Arrow Down.svg Retrocessa e ammessa alla Prima Divisione di 2º livello.
  • 1926-1927 - 3º assoluta nella Prima Divisione. Green Arrow Up.svg Promossa in Divisione Nazionale.
  • 1927-1928 - 11º nel girone A di Divisione Nazionale. Inizialmente retrocessa, viene poi ripescata.
  • 1928-1929 - 14º nel girone B di Divisione Nazionale. Red Arrow Down.svg Retrocessa in Serie B.
  • 1929-1930 - 16º in Serie B. Red Arrow Down.svg Retrocessa in Prima Divisione Interregionale.

  • 1930-1931 - 4º nel girone finale A di Prima Divisione Interregionale.
  • 1931-1932 - 4º nel girone eliminatorio B di Prima Divisione Interregionale.
  • 1932-1933 - 2º nel girone eliminatorio E di Prima Divisione Interregionale.
  • 1933-1934 - 4º nel girone finale D di Prima Divisione Interregionale.
  • 1934-1935 - 2º nel girone finale B di Prima Divisione Interregionale dopo aver perso lo spareggio contro il Siena.
  • 1935-1936 - 2º nel girone B di Serie C.
  • 1936-1937 - 5º nel girone B di Serie C.
  • 1937-1938 - 3º nel girone B di Serie C.
  • 1938-1939 - 3º nel girone finale A di Serie C.
  • 1939-1940 - 1º nel girone finale A di Serie C. Green Arrow Up.svg Promossa in Serie B.







Vince la Supercoppa di Serie C2 (1º titolo).

  • 2010-2011 - 8° nel girone A di Lega Pro Prima Divisione.
  • 2011-2012 - 9° nel girone A di Lega Pro Prima Divisione.
  • 2012-2013 - 15º nel girone A di Lega Pro Prima Divisione. Vince i play-out contro il Cuneo.
  • 2013-2014 - 12° nel girone A di Lega Pro Prima Divisione. Ammessa in Lega Pro.
  • 2014-2015 - ?° in Lega Pro.

Strutture[modifica | modifica sorgente]

Stadio[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Mapei Stadium - Città del Tricolore.

Il campo di gioco è il Mapei Stadium - Città del Tricolore (già Stadio Città del Tricolore e originariamente Stadio Giglio) di Reggio Emilia, che ha una capienza di 23.717 posti.[19] È stato il primo stadio posseduto direttamente da una società sportiva in Italia (l'A.C. Reggiana 1919).[1][2] Lo Stadio Città del Tricolore è caratterizzato da una imponenza architettonica abbastanza significativa. Dal fallimento della vecchia A.C. Reggiana 1919 S.p.A. (e della controllata TuttoGiglio che possedeva lo stadio) avvenuto nel luglio del 2005, l'impianto è in mano ad un curatore fallimentare; da allora la società Reggiana Calcio ha disputato le sue partite allo stadio Giglio grazie ad una deroga concessa dall'osservatorio del Viminale, che è scaduta nel giugno 2008; dopo quella data lo stadio ha subito alcuni necessari lavori di adeguamento, come l'installazione di tornelli all'ingresso. Attualmente, sotto le tribune dello stadio, è sorto un moderno parco commerciale all'interno del quale trovano spazio un modernissimo centro fitness, un centro per l'aggregazione giovanile del Comune e alcuni uffici sempre di pertinenza comunale, un cinema multisala ed una galleria di circa 70 negozi.

Società[modifica | modifica sorgente]

Organigramma societario[modifica | modifica sorgente]

Reggianacalcio-stemma.png
Staff dell'area amministrativa
  • Presidente: Alessandro Barilli
  • Vice Presidenti : Sisto Fontanili e Stefano Compagni
  • Direttore Sportivo: Massimo Ienca
  • Segreteria Generale: Monica Torreggiani
  • Responsabile Sviluppo e Comunicazione: Matteo Iori
  • Responsabile Scouting e Osservatori: Rino D'Agnelli
  • Team Manager: Stefano Buffagni
  • Responsabile Sanitario: Franco Taglia

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Reggianacalcio-stemma.png
Cronologia degli sponsor tecnici
  • 1980-1981/1985-1986: Umbro
  • 1986-1987/1987-1988: NR
  • 1988-1989/1990-1991: Erreà
  • 1991-1992/1997-1998: Asics
  • 1998-1999/2005-2006: Erreà
  • 2006-2007/2010-2011: Mass
  • 2011-2012/2013-2014: Erreà[20]
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Cronologia degli sponsor ufficiali


Allenatori e presidenti[modifica | modifica sorgente]

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Allenatori
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Presidenti


Giocatori[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Categoria:Calciatori dell'A.C. Reggiana 1919.

Vincitori di titoli[modifica | modifica sorgente]

Campioni del mondo

Palmarès[modifica | modifica sorgente]

Competizioni nazionali[modifica | modifica sorgente]

1992-1993
1939-1940; 1957-1958; 1963-1964; 1970-1971
1980-1981; 1988-1989
2007-2008
2007-2008

Competizioni giovanili[modifica | modifica sorgente]

2002-2003

Statistiche e record[modifica | modifica sorgente]

Partecipazione ai campionati[modifica | modifica sorgente]

Livello Categoria Partecipazioni Debutto Ultima stagione Totale
Prima Categoria 2 1920-1921 1921-1922 9
Prima Divisione 2 1924-1925 1925-1926
Divisione Nazionale 2 1927-1928 1928-1929
Serie A 3 1993-1994 1996-1997
Promozione 1 1919-1920 38
Seconda Divisione 2 1922-1923 1923-1924
Prima Divisione 1 1926-1927
Serie B Alta Italia 1 1945-1946
Serie B 33 1929-1930 1998-1999
Prima Divisione 5 1930-1931 1934-1935 41
Serie C 14 1935-1936 1977-1978
Serie C1 15 1978-1979 2004-2005
Lega Pro Prima Divisione 6 2008-2009 2013-2014
Lega Pro 1 2014-2015
IV Serie 3 1953-1954 1955-1956 6
Serie C2 3 2005-2006 2007-2008

In 94 stagioni sportive disputate a livello nazionale a partire dall'esordio nel campionato di Promozione Regionale Emiliana nel 1919, compresi 4 tornei di Prima Divisione e Divisione Nazionale (A), 4 tornei fra Seconda Divisione e Cadetteria Mista Alta Italia (B), e 3 tornei di Serie C2. In precedenza la Reggiana afferiva al Comitato Regionale Emiliano.

Statistiche di squadra[modifica | modifica sorgente]

La Reggiana è, col Taranto, la squadra che ha ottenuto il maggior numero di retrocessioni dalla Serie B (8). Inoltre con solo due partite vinte nella stagione 1996/97 è insieme al Varese (1965/66), al Brescia (1994/95), al Napoli (1997/98) e all'Ancona (2003/04) la squadra che ha realizzato il minor numero di vittorie nella Serie A a 18 squadre.

Statistiche individuali[modifica | modifica sorgente]

Orlando Bertini giocò più di 240 incontri con la Reggiana negli anni sessanta.

Reggianacalcio-stemma.png
Record individuali


Tifoseria[modifica | modifica sorgente]

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il tifo organizzato a Reggio Emilia, come in molte altre città d'Italia, nasce negli anni settanta. Sono sparsi tra le province di Reggio nell'Emilia e Modena i circa trenta Granata Clubs affiliati al centro coordinamento. Nella curva sud dello Stadio Città del Tricolore il principale gruppo ultras è quello delle Teste Quadre.

I primi club organizzati sorsero nella seconda metà degli anni sessanta mentre i primi gruppi ultras videro la luce a metà del decennio successivo. Nel 1979 nacquero gli Ultras Ghetto, il gruppo che per circa quindici anni avrebbe trainato le redini del tifo nella curva sud dello stadio Mirabello. Successivamente si formarono anche gruppi minori, provenienti per lo più dalla provincia, come i Fedelissimi, Front, Armata Granata, Mods, Inferno Granata, South Commandos, Scomodi Granata, Vecchia Guardia e altri che arricchirono ulteriormente il tifo reggiano di colore e passione. Nel 1995 il Ghetto si sciolse e poco alla volta gli altri gruppi scomparvero dalla curva. Dopo un periodo di transizione, nel 1999 nacquero le Teste Quadre, che divennero il gruppo trainante della tifoseria più accesa.

Altro importante gruppo ultras, anche se non più posizionato in curva sud, è il Gruppo Vandelli. Nato come piccolo sottogruppo all'interno del Ghetto, dopo il suo scioglimento il Vandelli divenne uno dei gruppi ultras più importanti nella curva sud. Le origini del Gruppo risalgono, circa, alla metà degli anni Ottanta, periodo in cui la Reggiana, allora militante nel Campionato di Serie B, fu acquistata dal giovane imprenditore Giovanni Vandelli. Nonostante i buoni propositi e le iniziative per i tifosi, le annate dalla sua gestione videro la Reggiana precipitare in serie C e disputarvi campionati anonimi. Il grande amore per la maglia e per la società dimostrato da Vandelli sancì però un legame fortissimo con la tifoseria.

I curvaioli reggiani si resero protagonisti di importanti trasferte, soprattutto nella stagione 1993/94, primo anno di serie A. Erano infatti 6.000 all'esordio assoluto contro l'Internazionale, 4.000 contro la Juventus e 10.000 nell'ultima partita, giocata al Meazza contro il Milan, partita che vide la Reggiana vincere e salvarsi. Anche negli ultimi anni, tra i peggiori della storia granata, nonostante la prolungata militanza nelle serie minori molti tifosi granata si sono sempre dimostrati fedeli ai colori; lo dimostrano il numero di abbonati (intorno alle 1500 tessere staccate ogni anno) e le presenze paganti.

Gemellaggi e rivalità[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Derby dell'Enza.

Gli ultras reggiani sono gemellati con quelli della Carrarese, del Vicenza e della Cremonese, rapporti di amicizia sono stati instaurati con quelli del Genoa e del Pisa[senza fonte]. Tra le tifoserie rivali figurano al primo posto quelle del Parma e del Modena, rivalità storiche non solo sportive ma anche campanilistiche. Poi Piacenza, Cesena, Verona, Triestina, Spezia, Lucchese, Varese, SPAL, Mantova e numerose altre.

Gemellaggi[21]
Amicizie
Rivalità

Organico[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Associazione Calcio Reggiana 1919 2013-2014.

Rosa 2013-2014[modifica | modifica sorgente]

Rosa aggiornata al 1º luglio 2014

N. Ruolo Giocatore
Italia P Andrea Sala
Italia D Alberto Cossentino
Italia D Federico Scappi
Italia D Marcello Possenti
Italia D Roberto De Giosa
Italia D Erik Panizzi
Italia D Daniele Magliocchetti
Italia D Daniele Mignanelli
Italia D Cristian Andreoni
Italia D Riccardo De Biasi
N. Ruolo Giocatore
Italia C Giuseppe Alessi
Italia C Federico Angiulli
Italia C Matteo Arati
Italia C Nicolas Bovi
Italia C Andrea Parola
Italia C Francesco Rampi
Italia C Paolo Zanetti
Italia A Matteo Brunori Sandri
Italia A Francesco Ruopolo


Staff tecnico[modifica | modifica sorgente]

Reggianacalcio-stemma.png
Staff dell'area tecnica
  • Italia Alberto Colombo - Allenatore
  • Nigeria vacante - Allenatore in seconda
  • Italia vacante - Preparatore atletico
  • Italia vacante - Allenatore dei portieri
  • Italia vacante - Massaggiatore
  • Italia vacante - Magazziniere

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Fabio Varini, Il Giglio, osteggiato e dimenticato in gazzettadireggio.gelocal.it, 8 settembre 2011. URL consultato il 6 gennaio 2012.
  2. ^ a b Lorenzo Longhi, Ricordate lo stadio Giglio? Ora è all'asta fallimentare... in sport.sky.it, 8 settembre 2011. URL consultato il 6 gennaio 2012.
  3. ^ Il 25 luglio 2005 il Reggio Emilia FC ha acquistato il titolo sportivo per 200.000 € in gazzettadireggio.gelocal.it, 24 settembre 2005. URL consultato il 29 aprile 2014.
  4. ^ Ufficiale: Simone Gozzi è del Modena in www.ilrestodelcarlino.it, 7 luglio 2007. URL consultato il 29 aprile 2014.
  5. ^ Stefani lascia la Reggiana, per lui c'è la Cremonese in www.ilrestodelcarlino.it, 29 luglio 2010. URL consultato il 29 aprile 2014.
  6. ^ Colpaccio Reggiana: presi Guidetti e Saverino in www.ilrestodelcarlino.it, 26 agosto 2010. URL consultato il 29 aprile 2014.
  7. ^ Confermata la squalifica a Davide Saverino per illecito in gazzettadireggio.gelocal.it, 25 ottobre 2011. URL consultato il 29 aprile 2014.
  8. ^ Dario Giordo, Reggiana, confermato il -2 in gazzettadireggio.gelocal.it, 19 agosto 2011. URL consultato il 29 aprile 2014.
  9. ^ Reggiana, ciao Mangone: ufficializzato l'esonero in www.ilrestodelcarlino.it, 22 dicembre 2011. URL consultato il 29 aprile 2014.
  10. ^ Nicola Zanarini, Con la Reggiana dell’ex Zauli finisce 1-1 in La Gazzetta dello Sport, 13 ottobre 2012. URL consultato il 2 novembre 2012.
  11. ^ La Reggiana ha ufficialmente esonerato Lamberto Zauli in gazzettadireggio.gelocal.it, 23 dicembre 2012. URL consultato il 29 aprile 2014.
  12. ^ Gianluca Ferrari, Caos Reggiana: esonerato Apolloni, torna Zauli in www.7per24.it, 19 marzo 2013. URL consultato il 29 aprile 2014.
  13. ^ Francesco Pioppi, Reggiana: Battistini ha firmato: è l'allenatore in www.ilrestodelcarlino.it, 22 giugno 2013. URL consultato il 12 maggio 2014.
  14. ^ Accordo con Francesco Ruopolo Reggianacalcio.it
  15. ^ La Reggiana ha esonerato Battistini in [Il Corriere dello Sport], 10 febbraio 2014. URL consultato il 12 maggio 2014.
  16. ^ Reggiana: Montanari è il nuovo allenatore in [Il Corriere dello Sport], 12 febbraio 2014. URL consultato il 12 maggio 2014.
  17. ^ Wainer Magnani, Lo stadio alla Mapei, proteste dei tifosi della Reggiana in gazzettadireggio.gelocal.it, 9 dicembre 2013. URL consultato il 12 maggio 2014.
  18. ^ Gianluca Ferrari, La Reggiana si rilancia contro il Como ma la protesta dei tifosi continua in www.7per24.it, 24 marzo 2014. URL consultato il 12 maggio 2014.
  19. ^ Mapei Stadium, c’è l’ok. La capienza sale a 24mila, gazzettadireggio.it. URL consultato l'11 settembre 2013.
  20. ^ La Reggiana presenta in piazza le divise Erreà con il tricolore in passionemaglie.it, 20 luglio 2011. URL consultato l'11 gennaio 2012.
  21. ^ Rivalità e amicizie, il rapporto tra ultras del calcio italiano

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]