Cagliari Calcio

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Cagliari Calcio
Calcio Football pictogram.svg
Cagliaricalciostemma.svg
Casteddu, Rossoblu, Sardi
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Trasferta
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Terza divisa
Colori sociali 600px Rosso Blu coi 4 mori.png Rosso - Blu
Simboli Quattro mori
Inno Cagliari nel nostro cuore
Sikitikis
Dati societari
Città Cagliari
Paese Italia Italia
Confederazione UEFA
Federazione Flag of Italy.svg FIGC
Campionato Serie A
Fondazione 1920
Rifondazione 1935
Proprietario Fluorsid Group
Presidente Italia Tommaso Giulini
Allenatore Rep. Ceca Zdeněk Zeman
Stadio Stadio Sant'Elia
(16.000 posti)
Sito web www.cagliaricalcio.net
Palmarès
Scudetto.svg
Scudetti 1
Titoli nazionali 1 campionato di Serie C
Trofei nazionali 1 Coppe Italia Serie C/Lega Pro
Soccerball current event.svg Stagione in corso
Si invita a seguire il modello di voce

Il Cagliari Calcio è una società calcistica italiana con sede nella città di Cagliari. Viene fondato nel 1920 e dal campionato 2004-05 milita stabilmente in Serie A, dopo esserci arrivato per la prima volta nel 1964.

Ha vinto, prima squadra del Mezzogiorno, il campionato italiano di Serie A nel 1969-70[1] dopo aver raggiunto la seconda posizione nel 1968-69.[2] Ha raggiunto il 2º posto nelle finali con "torneo all'italiana" della Coppa Italia 1968-69,[3] ed ha vinto la Coppa Italia Serie C nel 1988-89.[4] In campo europeo ha raggiunto gli ottavi di finale di Coppa Campioni nel 1970-71[5] ed è stato semifinalista della Coppa UEFA 1993-94.[6]

Il club è iscritto per la 36ª volta al campionato nella massima serie, risultando così la seconda formazione del Mezzogiorno d'Italia, dopo il Napoli, per numero di partecipazioni in Serie A. Inoltre il Cagliari è al 14º posto su 63 squadre nella classifica perpetua della Serie A.[7] Il giocatore simbolo del club, Gigi Riva, è tuttora il miglior marcatore della Nazionale italiana di calcio con 35 reti in 42 partite,[8] ed è stato per tre volte capocannoniere della Serie A.[9]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Origini[modifica | modifica wikitesto]

Una delle prime formazioni del Cagliari

La prima partita riportata dalle cronache viene disputata nel 1902 tra un gruppo di studenti cagliaritani e una squadra di marinai genovesi, disputatasi in piazza d'armi, allagata a causa di un acquazzone: vincono i liguri perché più forti e più abili.[10] Quasi otto anni una compagine isolana, la Società Ginnastica Amsicora, si reca a Torino per giocare un torneo contro le esperte squadre del continente, riuscendo a rimediare solo pesanti sconfitte, tuttavia quella esperienza getta le basi per la creazione di un club calcistico cagliaritano. Il 30 maggio 1920 il chirurgo Gaetano Fichera fonda il "Cagliari Football Club": la prima gara della storia del sodalizio cagliaritano è datata 8 settembre del 1920, quando sul campo dello stadio Stallaggio Meloni i cagliaritani (i cui colori ufficiali erano nerazzurri) affrontano la Torres. La partita termina col punteggio di 5-2 per il Cagliari con una tripletta di Alberto Figari. Il neonato club successivamente prende parte al "Torneo Sardegna": le avversarie sono la Torres, l’Ilva Maddalena e l'Eleonora d’Arborea. Il Cagliari, sotto la guida dell'allenatore-giocatore Giorgio Mereu, si impone vittoriosamente sulle altre compagini. Mereu, di professione avvocato, diventa successivamente il nuovo presidente del Cagliari succedendo a Fichera. Nel 1926 il Cagliari indossa per la prima volta la divisa con i colori rosso e blu.[11] Nella seconda metà degli anni 1920, dopo una lunga crisi finanziaria, la società viene riorganizzata dall'allora podestà della città Vittorio Tredici e dall'avvocato Carlo Costa Marras: viene deciso di acquistare calciatori non isolani, provenienti dal resto d'Italia. Nel 1927 la guida della squadra viene affidata all'allenatore ungherese Robert Winkler, il quale si disimpegna anche come portiere o centrocampista.[12]

La formazione rossoblu nel campionato 1930-31

Il primo torneo ufficiale a cui il Cagliari si iscrive è la Divisione Meridionale, nel girone laziale-umbro. La squadra raggiunge le finali, ma perde contro Lecce, Palermo e Foggia.[11] Dopo il 5º posto del 1930, arriva dall'Ungheria l'allenatore Ernest Erbstein, e con lui in panchina il Cagliari vince il girone F di Prima Divisione e può così accedere per la prima volta al campionato di Serie B.[13]

A causa, però, della mancanza di risorse finanziarie, la società è obbligata a cedere i suoi pezzi migliori, tra cui proprio Erbstein. L'anno successivo è eletto presidente Aldo Pacca, ma arriva il fallimento societario: nel 1935, nonostante il nono posto ottenuto sul campo, il Cagliari si scioglie, travolto dai debiti. Dalle sue ceneri nasce l'"Unione Sportiva Cagliari", che raccolglie l'eredità sportiva della vecchia società, ripartendo dal campionato sardo di Seconda Divisione.[13] Nel 1937 il club si iscrive al campionato di Serie C, sfiorando per poco la retrocessione. Nel 1938, l'allora presidente Mario Benditelli richiama alla guida della squadra Winkler, portando i rossoblu al quinto posto. Nel 1939, dopo il secondo addio di Winkler, la squadra si piazza al sesto posto grazie al centrocampista Mariolino Congiu, che svolge il ruolo di giocatore-allenatore, prima che la seconda guerra mondiale fermi i campionati di calcio. L'attività prosegue con tornei a carattere regionale, nel frattempo Banditelli abbandona la società.[14]

Il dopoguerra e la scalata in A[modifica | modifica wikitesto]

Il Cagliari della prima promozione in Serie A

I rossoblu ripresero a giocare nel 1945 in Prima Divisione Regionale, mentre nel 1947 la squadra partecipa alla Serie B terminando il campionato all'ultimo posto. La squadra si iscrive alla Serie C e venduta a Domenico Loi che avvia un progetto di rinascita. Nel 1952 grazie ai gol di Livio Gennari, Roberto Serone e Erminio Bercarich il Cagliari riesce ad ottenere la promozione in Serie B; in quello stesso anno i sardi abbandonano il vecchio campo di via Pola ritenuto inadeguato e si trasfericono nel nuovo stadio Amsicora.[15]

Nel primo anno in Serie B la squadra si qualifica sesta, non rendendo pienamente giustizia alle proprie possibilità. L'anno successivo i rossoblu finendo secondi in campionato, disputano gli spareggi per la promozione in A, perdendo per 2-0 contro la Pro Patria. La metà degli anni 1950 sono caratterizzati da una girandola di presidenti e allenatori, tra questi spicca Silvio Piola. In quel periodo il Cagliari si piazza spesso a ridosso della zona promozione. Nel 1960 il Cagliari retrocede in Serie C,[15] l'anno successivo la squadra sotto la guida dell'allenatore Rigotti sfiora con il secondo posto la riconquista della Serie B. Ma con l'avvento di Arturo Silvestri il Cagliari ottiene la promozione in Serie B, classificandosi primo davanti all'Anconitana. Nella prima stagione tra i cadetti, i sardi terminano il campionato all'undicesimo posto, mentre l'anno successivo la società sarda aggiunge alcuni importanti tasselli tra i quali Gigi Riva.[15] Grazie ad una squadra così rafforzata il Cagliari riesce a conquistare per la prima volta la promozione in Serie A, classificandosi secondo, dietro il Varese.[16]

La Serie A e la scalata verso lo scudetto[modifica | modifica wikitesto]

Gigi Riva

Nel 1964-65 il Cagliari disputa il suo primo campionato di Serie A rimontando nel girone di ritorno e arrivando alla fine sesto in classifica con 34 punti.[16] Nel 1965-66, l'ultima dell'allenatore Silvestri, il Cagliari finisce undicesimo mentre nel campionato seguente i rossoblu, sotto la guida di Manlio Scopigno, finirono sesti a quota 40 punti. I costi della Serie A diventano sempre più insostenibili per la squadra e così, necessitato a dover far quadrare i bilanci, il presidente Enrico Rocca, mette in vendita Riva tuttavia la contrarietà della tifoseria porta Rocca a trasformare il Cagliari in una Spa.[16]

Le imprese Sir di Porto Torres, Cartiera di Arbatax, Tessili Beretta di Villacidro, Petrolchimica Macchiareddu di Assemini e Saras di Moratti si impegnano a versare un contributo annuale per la gestione economica della società.[17] Nel 1967-68, con Ettore Puricelli la squadra si piazza nona, ma è con il ritorno di Scopigno che il Cagliari nel stagione 1968-69 lotta per lo Scudetto insieme a Fiorentina e Milan.[17]

Nel 1969-70, il Cagliari vince il suo primo e fin qui unico titolo nazionale, sotto la guida di Scopigno. I sardi balzano al primo posto nella sesta giornata di campionato grazie alla vittoria sui campioni d'Italia a Firenze per 1-0, rimanendo in testa fino alla fine del torneo benché incalzati dalla Juventus. Il 12 aprile 1970, il Cagliari batte il Bari per 2-0 all'Amsicora, mentre la Juventus è sconfitta in casa della Lazio, acquisendo la certezza matematica del tricolore con due giornate di anticipo. Nella Coppa delle Fiere, il cammino del Cagliari è meno fortunato, infatti i rossoblu vengono eliminati nei sedicesimi di finale dai tedesco-orientali del Carl Zeiss Jena.

Il campionato 1970-71 inizia nello stesso modo del precedente. Il Cagliari grazie alle vittorie all'Olimpico sulla Lazio per 4-2 e a San Siro sull'Inter per 3-1 dopo quattro giornate è già in testa alla classifica, ma l'infortunio riportato da Gigi Riva durante Austria-Italia 1-2 del 31 ottobre 1970 condiziona negativamente la stagione dei campioni d'Italia. I rossoblu terminano il torneo al 7º posto e anche l'avventura in Coppa dei Campioni è compromessa dall'assenza di "Rombo di Tuono": il club sardo viene eliminato nella gara di ritorno al Vicente Calderón.[18]

Claudio Ranieri, dalla C1 alla Serie A col club sardo

Nel 1971-72 il Cagliari, trascinato dalle 21 reti di un Riva, chiude il campionato al quarto posto, a quattro lunghezze dalla Juventus campione d'Italia; il piazzamento consente l'accesso alla Coppa UEFA 1972-73, dalla quale i rossoblu vengono eliminati al primo turno dall'Olympiakos.[18] A fine stagione Scopigno non venne confermato e viene chiamato al suo posto Edmondo Fabbri. La squadra non riesce più a ripetere le prestazioni degli anni precedenti, rimanendo lontana dalla zona scudetto, e terminando il campionato all'ottavo posto. Negli anni successivi, sulla panchina del Cagliari si alternano con esiti non sempre positivi molti allenatori, fra i quali Beppe Chiappella, Luigi Radice e Luis Suárez. L'irreversibile decadenza dei sardi culmina con la retrocessione in Serie B nel 1976.[18]

Declino e rinascita[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1976-77, sotto la guida di Toneatto, il Cagliari si piazza quarto in campionato, ma perde uno spareggio promozione a tre per due posti. Cagliari-Pescara 0-0, Atalanta-Cagliari 2-1, Pescara-Atalanta 0-0 (a Bologna). Ritorna in A nel 1979 insieme a Udinese e Pescara. Il Cagliari resta altri quattro anni in A, ottenendo un nono posto nel 1979-80, un sesto posto nel 1980-81 e due tornei coincidenti con la gestione societaria di Alvaro Amarugi, culminati con la sfortunata retrocessione del 1983. Dopo un'anonima stagione fra i cadetti, nel 1984 la società è rilevata dall'ambizioso imprenditore edile Fausto Moi, ma i risultati sportivi sono comunque deludenti: nel 1984-85 la compagine sarda, dopo un inizio disastroso, retrocede in serie C1 (ancora all'ultima giornata, stavolta nella gara spareggio pareggiata al Sant'Elia per 0-0 col Catania), venendo tuttavia rispescata in luogo del Padova (declassato d'ufficio per illecito sportivo); nel 1985-86 il parco giocatori è profondamente rinnovato allo scopo di tentare il ritorno in serie A, tuttavia la stagione è ancora deludente, con la squadra che riesce a salvarsi solo all'ultima giornata; nel 1986-87, infine, dopo essere riuscita ad iscriversi in extremis, la società viene penalizzata di 5 punti per il suo coinvolgimento nel calcioscommesse, un pesante gap che la squadra non riesce a colmare, finendo col retrocedere in C1.[19]

Il Cagliari del 1992-93

Il club sardo, appena acquistato dagli Orrù, trascorse in serie C1 due stagioni, la prima delle quali lo vede, ricostruito precipitosamente per via del rischio incombente di fallimento, evitare per un punto la retrocessione in serie C2 sotto la conduzione del rientrante Mario Tiddia (subentrato a campionato in corso ad Enzo Robotti). Nel 1988-89, con l'avvento in panchina di un tecnico Claudio Ranieri, la squadra viene ringiovanita, riuscendo a conquistare il ritorno nella serie cadetta classificandosi prima con 45 punti. Nello stesso anno i sardi vinscono la Coppa Italia di serie C, battendo nella doppia finale la SPAL 3-0 all'andata e 2-1 al ritorno. Nel campionato 1989-90 il Cagliari, ancora imperniato su svariati giovani emergenti, con 47 punti riesce a ripetersi, ottenenendo la promozione in serie A.[20]

Luís Oliveira

Al ritorno nella massima serie seguono due campionati conclusi con una sofferta salvezza, ma nel 1992-93 il Cagliari, acquistato da Massimo Cellino e allenato da Carlo Mazzone, si piazza sesto in campionato con 37 punti e riesce a qualificarsi alla Coppa UEFA,[21] e l'anno successivo i sardi arrivano in semifinale contro l'Inter, con la quale i rossoblu vincoro in casa per 3-2 e perdono nella gara di ritorno a Milano per 3-0. In campionato i sardi si piazzano dodicesimi, precedendo di un punto in classifica proprio l'Inter.[22][23] Nel 1994-95 i sardi, sotto la guida di Óscar Tabárez, giungono noni, sfiorando per tre punti una nuova qualificazione alle coppe europee. Nel 1996-97 il Cagliari retrocede di nuovo in B dopo aver perso lo spareggio con il Piacenza (1-3). L'anno successivo, i rossoblu ritornano immediatamente in A mentre nel 1998-99 ottiene la salvezza nelle ultime giornate mentre al termine del 1999-00 la squadra retrocede ancora una volta in serie B sotto la guida di Renzo Ulivieri.[22]

Nuovo millennio[modifica | modifica wikitesto]

Il Cagliari trascorre le successive quattro stagioni in B senza riuscire a ottenere la promozione nella massima serie. Nel 2003-04 i rossoblu, vengono promossi in serie A, sotto la guida tecnica di Giampiero Ventura (esonerato) e Edoardo Reja. Il Cagliari finisce il campionato a pari punti con la capolista Palermo, ma risulta al secondo posto per la peggiore differenza reti. Nel 2004-05 il Cagliari riesce a ottenere la salvezza classificandosi dodicesimo.[24][25] Nel 2005-06 vi sono tre cambi di allenatore (nell'ordine: Attilio Tesser, Daniele Arrigoni, Davide Ballardini) prima di affidarsi a Nedo Sonetti: il tecnico toscano riesce a salvare la squadra dalla retrocessione.[24][26]

Gianfranco Zola

Nel 2006-07.[27] c'è un nuovo avvicendamento di allenatori, tuttavia il club sardo, grazie alla vittoria ottenuta alla penultima giornata, contro la Roma riesce a confermare la sua permanenza in Serie A con una giornata di anticipo. Nel 2007-08 la rosa viene ridisegnata puntando su un gruppo di giocatori giovani ma si hanno ancora numerosi allenatori esonerati: la squadra chiude quattordicesima. Massimiliano Allegri diventa il nuovo allenatore e nel 2008-09 c'è un testa a testa col Palermo per un posto in Europa, tuttavia il Cagliari arriva nono posto con 53 punti. Il 2009-10 comincia in maniera stentata, portando la squadra a essere affidata al mister della Primavera Giorgio Melis che riesce alla 36ª giornata a raggiungere la salvezza matematica con 3 pareggi consecutivi.[24]

Nel 2010–11 viene designato inizialmente allenatore Pierpaolo Bisoli, dopo una serie di risultati negativi gli succede Roberto Donadoni che porta il club a chiudere quattordicesimo con 45 punti.[24] A meno di due settimane dall'esordio nel campionato 2011-12, il presidente Cellino esonera Donadoni per incomprensioni legate al mercato della società;[28] la squadra sarda chiude al quindicesimo posto nonostante le prestazioni altalenanti e l'alternanza di allenatori. Nel campionato 2012-13 Massimo Ficcadenti (allenatore dell'ultima parte di stagione del Cagliari nel 2011-12) viene esonerato il 2 ottobre e gli succede Ivo Pulga, il quale, nonostante l'arresto del presidente Cellino e della sconfitta a tavolino per 0-3 contro la Roma a causa dell'inadeguatezza del nuovo stadio, riesce a raggiungere l'undicesimo posto finale; nel 2013-14 Diego Luis López guida inizialmente la squadra ma viene esonerato in aprile e gli succede Pulga, con il quale i rossoblu arrivano quindicesimi.[24] Il 10 giugno 2014 Cellino cede il 100% delle azioni della "Cagliari Calcio SpA" alla Fluorsid Group, società attiva nel settore della chimica industriale: l'imprenditore milanese diventa quindi il nuovo presidente.[29]

Cronistoria[modifica | modifica wikitesto]

Cronistoria del Cagliari Calcio
  • 1920 - Fondazione del Cagliari Football Club da parte del professor Fichera.
  • 1920-21 - Inizio dell'attività calcistica con la partecipazione a vari Tornei sardi.
  • 1921-22 - 2º nel Torneo Cagliari FbC.
Partecipa al "Torneo Sardegna Regionale".
  • 1922-23 - Partecipa al primo Campionato Sardo di Terza Divisione.
Ammesso al Campionato Sardo di Prima Divisione.
  • 1923-24 - Partecipa al Torneo Sardegna, ma la competizione viene sospesa per motivi di ordine pubblico.
  • 1924 - Dalla fusione fra il "Cagliari F.C." e l'"Unione Sportiva Italia" nasce il Club Sportivo Cagliari, che continua la partecipazione ai Campionati Sardi di Prima Divisione.
  • 1924-25 - Partecipa al campionato sardo.
Partecipa al Torneo Sardegna.
  • 1925-26 - 1º nel campionato sardo.
Partecipa al Torneo Sardegna.
  • 1926-27 - Vince il Torneo Campana Mutilati.
  • 1927-28 - Partecipa al campionato sardo.
Ammesso alla piramide calcistica della FIGC.

  • 1930-31 - 1º nel girone F Sud della Prima Divisione. Promosso in Serie B.
  • 1931-32 - 13º in Serie B.
  • 1932-33 - 14º in Serie B.
  • 1933-34 - 12º nel girone A della Serie B.
  • 1934-35 - 9º nel girone A della Serie B. Retrocesso per riduzione degli organici.
  • 1935 - Rifondazione a seguito di dissesto finanziario: il Club Sportivo Cagliari si scioglie e nasce una nuova società che ne raccoglie l'eredità sportiva, assume la denominazione di Unione Sportiva Cagliari e parte dalla Seconda Divisione.
  • 1935-36 - 1º nel campionato di Seconda Divisione Sarda. Promosso nel campionato di Prima Divisione.
  • 1936-37 - 1º nel girone unico della Seconda Divisione XVIII Zona (Sardegna). Promosso in Serie C.
  • 1937-38 - 13º nel girone E della Serie C.
Primo turno di Coppa Italia.
Secondo turno di Coppa Italia.
Secondo turno di Coppa Italia.

  • 1940-41 - A causa dello scoppio della guerra e delle conseguenti difficoltà nelle trasferte sul continente, abbandona la Serie C.[30]
4º nella 1ª Divisione Sarda, separata dai tornei italiani per cause belliche.
  • 1941-42 - 6º nel Direttorio XVIII Zona (Sardegna) del campionato di Prima Divisione.
  • 1942-43 - 5º nel girone unico del campionato di Prima Divisione Sarda.
  • 1944 - La Società viene ricostruita e iscritta ai campionati organizzati dal Comitato Regionale Sardo.
  • 1944-45 - 1º nel girone A del Campionato Misto Sardo.
  • 1945-46 - 1º nel girone unico del Campionato Sardo di Prima Divisione.
  • 1946-47 - 3º nel girone unico del Campionato Sardo di Prima Divisione.
  • 1947 - La FIGC riammette d'ufficio la società nella Serie B.
  • 1947-48 - 18º nel girone A della Serie B. Retrocesso in Serie C.
  • 1948-49 - 15º nel girone C di Serie C.
  • 1949-50 - 6º nel girone C di Serie C.

Primo turno di Coppa Italia.

Primo turno di Coppa Italia.
Terzo turno di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Secondo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Ottavi di finale della Coppa Mitropa.
Primo turno di Coppa Italia.
Quarti di finale della Coppa Mitropa.
Fase a gironi della Coppa delle Alpi.
Finale di Coppa Italia.
Ottavi di finale della Coppa Mitropa.
3° in Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa delle Fiere.

Primo turno di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa dei Campioni.
  • 1971 - assume la denominazione in Cagliari Calcio.
  • 1971-72 - 4º in Serie A.
Primo turno di Coppa Italia.
Secondo turno di Coppa Italia.
Trentaduesimi di finale di Coppa UEFA.
Primo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.

Primo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Semifinale di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Coccarda Coppa Italia.svg Vince la Coppa Italia di Serie C.
Primo turno di Coppa Italia.

Secondo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Secondo turno di Coppa Italia.
Semifinale di Coppa UEFA.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Italia.
  • 1996-97 - 15º in Serie A. Retrocesso in Serie B dopo la sconfitta nello spareggio a Napoli contro il Piacenza.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia.
Semifinale di Coppa Italia.

Fase a gironi di Coppa Italia.
Fase a gironi di Coppa Italia.
Fase a gironi di Coppa Italia.
Fase a gironi di Coppa Italia.
Semifinale di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Secondo turno di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Quarto turno di Coppa Italia.
Terzo turno di Coppa Italia.

Quarto turno di Coppa Italia.
Quarto turno di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Terzo turno di Coppa Italia.
Partecipa alla Coppa Italia.

Colori e simboli[modifica | modifica wikitesto]

Colori[modifica | modifica wikitesto]

Completo del Cagliari neroazzurro

I colori sociali del Cagliari sono il rosso e il blu. Questi vengono scelti dalla squadra intorno al 1926-1927, ovvero circa sei-sette anni dopo la fondazione ufficiale del Cagliari Football Club; in precedenza la formazione sarda, nelle prime stagioni disputate, scendeva infatti in campo con una divisa a strisce verticali nerazzurre, mentre il primo completo indossato dai giocatori era di colore bianco. Fichera infatti, medico chirurgo, fece adattare dei camici, bianchi appunto, per creare la maglietta ai primi giocatori [31].[11][32] Il rosso e il blu adottati dal Cagliari sono i colori della città, riportati anche nel gonfalone e nella bandiera comunale.[12]

Prima divisa[modifica | modifica wikitesto]

La divisa della stagione 1985-86, con una grande "C" sul petto

La maglia del completo di casa del Cagliari è cosiddetta a quarti rossoblu: rossa a destra e blu a sinistra, con le maniche generalmente invertite, ossia rossa a sinistra e blu a destra. Sul dorso i colori sono invertiti. Sul lato sinistro, in corrispondenza del cuore, è presente lo stemma della squadra che per lungo tempo è rappresentato semplicemente da uno scudo bianco con i quattro mori simbolo della Sardegna. La maglia con l'ammodernamento dell'abbigliamento tecnico e con il variare degli sponsor tecnici ha subito dagli anni 1980 delle leggere variazioni che comunque non hanno stravolto la sua struttura classica; tra le poche eccezioni, la divisa realizzata dalla ennerre per il campionato di 1985-86, che presenta le maniche completamente bianche ed una grande "C" nel petto sotto il main sponsor (utilizzata però solo nel girone di andata[33]). Negli anni 2000 gli sponsor tecnici che si sono succeduti realizzano divise che si discostano dalla tradizione per la presenza nella maglia di vari inserti bianchi o dorati. Negli ultimi anni la Kappa ha realizzato divise più classiche e tradizionali interamente rossoblu.[34]

I pantaloncini sono generalmente blu con inserti rossi e bianchi (raramente bianchi per non generare confusione con squadre avversarie). I calzettoni sono blu con risvolto rosso (solo nel biennio 1996-98 a strisce orizzontali rossi e blu).[34]

Seconda divisa[modifica | modifica wikitesto]

Il Cagliari dell'annata 1982-83; lo stemma dei quattro mori è sulla manica sinistra invece che, come da tradizione, sopra al cuore

La maglia del secondo completo del Cagliari è bianca con i risvolti rossi e blu. Anche questa maglia risente molto nel tempo degli sponsor tecnici, specialmente nel corso degli ultimi anni, con vari inserti sempre di colore rossoblu. Tuttavia, proprio una storica divisa di cortesia cagliarita divenne, a suo tempo, più famosa di quella casalinga. La più celebre casacca nella storia del club è infatti, sicuramente, quella sfoggiata per la prima volta sul finire degli anni 1960: bianca, con un profondo scollo rossoblu chiuso da laccetti; al tempo, questa uniforme risultò più utilizzata del primo completo per motivi scaramantici – fu la maglia per antonomasia di Gigi Riva, quella che portò in Sardegna lo storico scudetto del 1969-70 –,[35] e per tutto il corso degli anni 1970 rimane sempre tale.[32] Nei primi anni 1980 la seconda divisa rimane bianca, con degli inserti rossoblu nelle spalle e nelle maniche, presentando la peculiarità di avere lo stemma con i quattro mori nella spalla sinistra.

Da segnalare che negli anni 1960, periodo della prima promozione in Serie A, e nel biennio 2000-02 la seconda maglia del Cagliari è bianca con sbarra diagonale rossoblu. La soluzione è stata ripresa dallo sponsor tecnico Kappa nella stagione 2013-14.[36] Precedentemente, negli anni 1950 si sono avute anche divise con fascia orizzontale rossoblu;[32] in particolare, la maglia della stagione 1959-60 reca al centro della banda il simbolo dei quattro mori. Pantaloncini e calzettoni sono sempre a bordi rossoblu oppure completamente bianchi.

Terza divisa[modifica | modifica wikitesto]

Il terzo completo del Cagliari, da quando questo viene introdotto, subisce numerose variazioni a seconda dello sponsor tecnico. In questo senso, il primo a uscire dai canoni del rosso e blu si ritrova nel periodo della gestione di Claudio Ranieri, a cavallo tra il 1988 e il 1990, con una maglia rossa contraddistinta da una banda orizzontale bianca e blu. La divisa rossa (biennio 2003-05 e dal 2008 a oggi) – ritenuta anch'essa, come la bianca dell'epoca di Riva, molto fortunata[32] – è la più utilizzata dalla società sarda dopo l'introduzione in pianta stabile di una terza uniforme negli anni 1990; a questa segue il completo azzurro (biennio 1996-98 e stagione 2002-03), il completo arancione (1998/00), il giallo (2000/02), la maglia grigia con pantaloncini rossi e calzettoni grigi (2005/06), la maglia acquamarina con pantaloncini e calzettoni rossi (2006-07), e il completo oro (2007-08).[37][38] Nel 2011-12 con l'avvento della Kappa, oltre il consueto completo rosso, la squadra avrà a disposizione anche un quarto completo di colore blu.

Simboli ufficiali[modifica | modifica wikitesto]

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Bandiera dei quattro mori.
Lo stemma dell'Unione Sportiva Cagliari utilizzato fino al 1971

Lo stemma coi quattro mori è il simbolo del Cagliari sin dalle origini nonché simbolo della Sardegna perlomeno dai tempi del dominio aragonese. Dal 1952 è anche la bandiera ufficiale della regione Autonoma della Sardegna, che fino al 1999 era del tutto simile allo stemma del club calcistico. In tale anno viene modificata da una legge regionale, portando la benda sulla fronte e non più sugli occhi dei mori con il viso non più rivolto a sinistra ma a destra, ossia in direzione opposta all'inferitura. Cionostante il gonfalone e lo stemma della Regione Autonoma della Sardegna sono ancora oggi del tutto simili allo stemma del Cagliari Calcio.[39]

Fino al campionato 1992-93 nella maglia del Cagliari è presente solamente lo stemma con i quattro mori ma a partire da quello 1993-94 comincia ad essere riprodotto il logo societario attualmente costituito da un ovale con all'interno uno scudo nel cui interno compaiono centralmente i quattro mori. Tale stemma, senza lo scudo e l'ovale, è reintrodotto nella divisa da trasferta a partire dal campionato 2012-13 dallo sponsor tecnico Kappa.[40]

Nel 2011-12 i quattro mori appaiono anche nel secondo completo della squadra sarda, in una versione stilizzata e con le teste rivolte a sinistra, appena sotto il main sponsor Sardegna.[41]

Inno[modifica | modifica wikitesto]

Il 4 agosto 2014, in occasione della presentazione ufficiale della stagione 2014-15, evento in sostegno della candidatura della città di Cagliari a capitale europea della cultura 2019, viene presentato all'"Arena Grandi Eventi" il nuovo inno ufficiale cantato dai Sikitikis e intitolato Cagliari nel cuor, il quale è cantato sulla musica diVoglio dormire con te, uno dei loro più grandi successi.[42]

Questo sostituisce il vecchio inno intitolato Voleremo nato da un progetto di Elena Ledda, ispirata dalle sonorità di Andrea Parodi (alla realizzazione parteciparono diversi artisti sardi: le Balentes, i Menhir, Silvano Lobina, Mariangela Ledda e i Blacksoul). Questo viene presentato il 2 settembre 2007 in occasione della partita Cagliari-Juventus ma viene poi scarsamente utilizzato sia prima delle partite dei rossoblu sia negli eventi collaterali. Precedentemente all'inno di Elena Ledda il vecchio inno era Cagliari Grande di Mario Fabiani.

Ancor prima di questi, nel periodo della 1993-94 l'inno del Cagliari è Sardi nel Mondo scritta da Piero Marras e cantata in collaborazione con altri artisti sardi come i Tazenda. Negli anni 1970 l'inno è considerato invece Lo scudetto in Sardegna un canto sardo a chitarra in italiano cantato da Serafino Murru nato inizialmente per festeggiare appunto lo scudetto del 1970.

Strutture[modifica | modifica wikitesto]

Stadio[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stadio Amsicora, Stadio Nino Manconi, Stadio Sant'Elia, Stadio Nereo Rocco e Stadio Is Arenas.
Lo stadio di Via Pola

Il primo stadio nella storia del Cagliari è lo stadio Stallaggio Meloni, nel quale la formazione cagliaritana esordisce l'8 settembre 1920 battendo la Torres per 5-2.[11] Nel 1922, in occasione della partecipazione al campionato cittadino viene dotato di una piccola tribuna e di spogliatoi.[11] Nell'ottobre 1924 inizia la costruzione del nuovo stadio Comunale Via Pola,[11] del quale il Cagliari prende possesso nel 1928. In ricordo del vecchio impianto è eretta una targa commemorativa.

Nel 1951 il Cagliari si trasferisce allo stadio Amsicora, che prende il nome dal leggendario eroe sardo Ampsicora, protagonista della rivolta del suo popolo contro i romani nel 215 a.C.[43] In questo stadio la squadra rossoblu conquista lo scudetto nel 1969-70, prima di trasferirsi allo stadio Sant'Elia.[43] Sotto la supervisione strutturale dell'ingegnere Giorgio Lombardi, il Sant'Elia è completato nell'estate del 1970 e lo stadio viene inaugurato nel settembre 1970.

Lo stadio Amsicora

Il nuovo stadio inizialmente non dispone di adeguate infrastrutture: le vie d'accesso sono poco adatte alla dimensione della struttura e il parcheggio, in un primo momento, può contenere solo 200 autovetture. Attualmente lìimpianto può contenere circa 70 000 persone (compresi gli spettatori in piedi), e viene pagato 1,9 miliardi di lire, circa un quarto dei quali coperti dal CONI attraverso un credito sportivo di circa 550 milioni in due tranche. Dal settembre 2003 al dicembre 2003 il club gioca le sue partite interne allo stadio Nino Manconi di Tempio Pausania, a seguito dei lavori di adeguamento del Sant'Elia. Dall'aprile all'agosto 2012 il Cagliari gioca invece le sue gare casalinghe allo stadio Nereo Rocco di Trieste a causa della parziale inagibilità del Sant'Elia e di alcune incomprensioni tra il presidente Cellino e il sindaco di Cagliari Massimo Zedda.[44][45][46]

Lo stadio Sant'Elia negli anni 1970

Nel 2012 il Cagliari abbandona il Sant'Elia per trasferirsi nell'impianto temporaneo di Is Arenas, nel comune limitrofo di Quartu Sant'Elena,[47] fino a quel momento utilizzato dalle squadre locali del Sant'Elena e del Quartu 2000. Per questo motivo lo stadio è completamente rivoluzionato, nelle strutture e nelle capienza, per ospitare il campionato 2012-13. L'Is Arenas, che può ospitare circa 16 500 spettatori, viene costruito in poco più di cinque mesi, ed è interamente costituito da parti prefabbricate e in acciaio. È un impianto dedicato esclusivamente al calcio, sprovvisto di pista d'atletica e di barriere architettoniche.[48] La parte più all'avanguardia dello stadio è la cosiddetta Main Stand, interamente coperta e dotata di undici Sky Box[49] per aziende e VIP, i locali per gli addetti (spogliatoi, infermeria e sala antidoping) e un punto ristoro per gli spettatori. Il resto dello stadio è in tribune Dalmine, ereditate da quelle montate al Sant'Elia negli anni 2000. Doveva essere utilizzato per tre anni dal club rossoblu, con un canone annuale di 30 000 euro al comune.[50] L'esordio nel nuovo stadio avviene il 2 settembre 2012, per la partita di Serie A Cagliari-Atalanta terminata 1-1. Nella stagione seguente, a causa della mancata agibilità dell'impianto di Quartu Sant'Elena (che viene successivamente smantellato), il club sardo ritorna al Sant'Elia, ristrutturato parzialmente per consentirne l'agibilità, in attesa del progetto di un nuovo stadio.[51]

Centro di allenamento[modifica | modifica wikitesto]

Il "centro allenamenti Ercole Cellino" si trova nella località Sa Ruina, nel comune di Assemini. Qui, oltre alla prima squadra, si allenano la Primavera e alcune formazioni giovanili quali gli allievi nazionali, la juniores, i giovanissimi nazionali. La Primavera e le giovanili vi disputano anche le loro partite. Il centro ha 3 campi in erba di dimensioni regolari, un campo sintetico di dimensioni regolari, uno in erba di dimensioni quasi regolari, una palestra e una gabbia in sintetico. La sala stampa si trova a fianco agli spogliatoi. Nel centro sono presenti anche un hotel e un centro benessere. L'albergo ha 15 stanze di cui 10 doppie e 5 singole, una President Suite e una Junior Suite. È presente una sala conferenze che può ospitare da un minimo di 20 persone a un massimo di 150. È presente un ristorante che offre anche cucina internazionale.[52]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Tommaso Giulini, presidente del club sardo dal 2014

Il Cagliari Calcio è una società per azioni controllata da un consiglio di amministrazione presieduto attualmente da Tommaso Giulini, il 100% delle quote azionarie appartiene a "Fluorsid Group".[53] Il bilancio della società isolana si è chiuso nel 2013 con una perdita di 985 000 euro e un fatturato in calo del 30%. I maggiori ricavi provengono dalla cessione dei diritti televisivi i quali ammontano a circa 30 600 000 euro.[54] Il Cagliari controlla due società con un valore di carico di 45 042 931 euro invariato rispetto all'esercizio precedente: trattasi di "SGS Sport General Service srl" (45 milioni), controllata al 90% e "Cagliari Service US Miami Florida" (42 391 euro), controllata al 51%; inoltre il Cagliari possiede anche alcune quote della Banca di Cagliari, esposte in bilancio per 50 000 euro.[55]

Il costo del personale ammonta a 22 milioni (con un rapporto del fatturato del 50%), gli ammortamenti dei cartellini sono pari a 7,5 milioni, quelli per le spese per i servizi 9,4 milioni a causa dei costi per l'Is Arenas, tuttavia in totale i costi di produzioni equivalgono a 50,5 milioni di euro.[54] Il patrimonio netto è positivo, ammonta a circa 29 milioni di euro e finanzia il 34,5% delle attività mentre i debiti ammontano a 43 milioni. I debiti bancari equivalgono a 7,6 milioni, 10 milioni sono quelli verso le altre società di calcio a fronte di crediti per un totale di 3,6 milioni.[54]

Organigramma societario[modifica | modifica wikitesto]

Organigramma aggiornato all'8 agosto 2014.[56]

Staff dell'area amministrativa
  • Italia Tommaso Giulini - Presidente
  • Italia Mariano Delogu - Membro del consiglio di amministrazione
  • Italia Gianfranco Matteoli - Membro del consiglio di amministrazione
  • Italia Alessandro Marino - Membro del consiglio di amministrazione
  • Italia Stefano Matalucci - Membro del consiglio di amministrazione
  • Italia Gianluca Serra - Membro del consiglio di amministrazione
  • Italia Stefano Signorelli - Membro del consiglio di amministrazione
  • Italia Stefano Filucchi - Membro del consiglio di amministrazione
  • Italia Giovanni Pinna Parpaglia - Presidente del collegio sindacale
  • Italia Luigi Zucca - Sindaco effettivo del collegio sindacale
Staff dell'area amministrativa
  • Italia Roberta Isu - Sindaco effettivo del collegio sindacale
  • Italia Francesco Marroccu - Direttore sportivo
  • Italia Federica Vargiu - Consigliere responsabile marketing
  • Italia Francesca Caredda - Segretaria di presidenza
  • Italia Gianfranco Matteoli - Direttore settore giovanile
  • Italia Carlo Catte - Responsabile amministrativo
  • Italia Matteo Stagno - Direttore organizzativo e segretario generale
  • Italia Fabrizio Serra - Direttore editoriale e responsabile del coordinamento contenuti della comunicazione societaria
  • Italia Alessandro Steri - Addetto ufficio stampa


Sponsor[57][modifica | modifica wikitesto]

Oreste Lamagni indossa una delle prime maglie sponsorizzate del Cagliari

Di seguito la cronologia di fornitori tecnici e sponsor del Cagliari.[58]

Cronologia degli sponsor tecnici
Cronologia degli sponsor ufficiali


Settore giovanile[modifica | modifica wikitesto]

Gianluca Festa, dal vivaio all'Europa col Cagliari

Il settore giovanile del Cagliari Calcio è composto da selezioni che militano nei seguenti campionati: Primavera,[59] Allievi professionisti,[60] Juniories,[61] Giovanissimi professionisti,[62] Giovanissimi regionali,[63] e Giovanissimi provinciali.[64]

La principale peculiarità del settore giovanile cagliaritano è l'essere formato quasi esclusivamente da giocatori nati e cresciuti in Sardegna: questo modello organizzativo è creato e studiato dall'attuale responsabile del settore giovanile Gianfranco Matteoli, ex giocatore di Como, Inter e Cagliari.[65]

Le attività delle giovanili rossoblu si svolgono al Centro allenamenti Ercole Cellino in località Sa Ruina ad Assemini, in provincia di Cagliari, nel quale si allena anche la prima squadra.[52] Il vivaio a dicembre 2006 conta 280 ragazzi, facenti parte di dieci squadre suddivise tra le succursali di Cagliari e Oristano, in cui è presente anche una scuola calcio. A Cagliari è anche presente una struttura di accoglienza organizzata con i salesiani dove i giovani studiano e si allenano.[65]

La gestione del centro giovanile del Cagliari costa almeno 600 000 euro all'anno, tra spese per le trasferte, affitto alberghi e pasti.[65] L'attuale allenatore della Primavera è Vittorio Pusceddu,[59] mentre Giorgio Melis allena gli Allievi Nazionali.[60]

Nel corso dei decenni il settore giovanile del Cagliari ha arricchito in modo significativo l'organico della prima squadra, mentre altri giocatori hanno fatto le fortune di importanti squadre italiane e estere. Tra i giocatori più importanti ad essere usciti dal vivaio rossoblu vi è Gianluca Festa, protagonista della scalata dalla Serie C1 alla A tra fine anni 1980 e inizio anni 1990 e della qualificazione UEFA nel 1993.[66] Tra le file del suo settore giovanile il Cagliari ha visto passare giocatori come Vittorio Pusceddu, Enzo Maresca, Fabio Liverani, Alessio Scarpi, Andrea Pisanu, Giovanni Sulcis, Emiliano Melis, Andrea Capone, Davide Carrus e Andrea Cocco. Negli ultimi anni hanno esordito in maglia rossoblu giocatori come gli attaccanti Daniele Ragatzu e Marco Sau, il centrocampista Marco Mancosu, e i terzini Nicola Murru e Francesco Pisano. Quest'ultimo è uno dei giocatori con più presenze in Serie A della squadra cagliaritana.[67]

Il Cagliari Calcio e la cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

Il Cagliari, essendo uno dei principali club d'Italia, è spesso presente in varie opere della cultura italiana.

Per quanto riguarda la televisione celebre è la parodia dei tifosi del club sardo di Aldo, Giovanni & Giacomo durante Mai dire Gol.[68]

La rivista ufficiale del club è Cuore Rossoblù, fondata nel novembre del 2006, diretta da Roberto Montesi. Ha cadenza mensile e la diffusione è localizzata principalmente nella provincia di Cagliari.[69]

Allenatori e presidenti[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Allenatori del Cagliari Calcio e Presidenti del Cagliari Calcio.
Massimo Cellino, patron del club sardo dal 1991 al 2014

Di seguito l'elenco di allenatori e presidenti del Cagliari dall'anno di fondazione a oggi.

Allenatori
Presidenti
  • 1920-21 Italia Gaetano Fichera
  • 1921 Italia Antonio Zedda
  • 1921-22 - Italia Giorgio Mereu
  • 1922 Italia Angelo Prunas
  • 1922-24 Italia Angelo Prunas
  • 1924 Italia Agostino Cugusi
  • 1924-26 Italia Agostino Cugusi
  • 1926-28 Italia Vittorio Tredici
  • 1928 Italia Carlo Costa Marras
  • 1928-29 Italia Carlo Costa Marras
  • 1929-31 Italia Enzo Comi
  • 1931 Italia Giovan Battista Bosazza
  • 1931-32 Italia Guido Boero
  • 1932 Italia Vitale Cao
  • 1932-33 Italia Vitale Cao
  • 1933 Italia Enrico Endrich
  • 1933-34 ItaliaPietro Faggioli
  • 1934-35 Italia Aldo Vacca
  • 1935-40 Italia Mario Banditelli
  • 1940-43 Italia Giuseppe Depperu
  • 1944-46 Italia Eugenio Camboni
  • 1946-47 Italia Umberto Ceccarelli
  • 1947-49 Italia Emilio Zunino
  • 1949-53 Italia Domenico Loi
  • 1953 Italia Sforza (commissario)
  • 1953-54 Italia Pietro Leo
  • 1954-55 Italia Efisio Corrias
  • 1955-57 Italia Ennio Dalmasso
  • 1958-60 Italia Giuseppe Meloni
  • 1960-68 Italia Enrico Rocca
  • 1968 Italia Lombardi (commissario)
  • 1968-71 Italia Efisio Corrias
  • 1971-73 Italia Paolo Marras
  • 1973-76 Italia Andrea Arrica
  • 1976-81 Italia Mariano Delogu
  • 1981-84 Italia Alvaro Amarugi
  • 1984-86 Italia Fausto Moi
  • 1986-87 Italia Gigi Riva
  • 1987 Italia Lucio Cordeddu
  • 1987-91 Italia Antonio Orrù
  • 1991-05 Italia Massimo Cellino
  • 2005-06 Italia Bruno Ghirardi
  • 2006-14 Italia Massimo Cellino
  • 2014-oggi Italia Tommaso Giulini


Calciatori[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Calciatori del Cagliari Calcio.

Hall of Fame[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito l'elenco dei membri della hall of fame del Cagliari.[70]

Nené
Mario Martiradonna

Capitani[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito l'elenco dei capitani del Cagliari dall'anno di fondazione a oggi.[71]

Enrico Spinosi
Aldo Firicano

Vincitori di titoli[modifica | modifica wikitesto]

Campioni del Mondo[modifica | modifica wikitesto]

Il Cagliari e le Nazionali di calcio[72][modifica | modifica wikitesto]

Enrico Albertosi, portiere titolare dell'Italia ai mondiali di Messico 1970

Il primo giocatore della società cagliaritana a giocare in Nazionale azzurra è Gigi Riva, che esordisce il 27 giugno 1965 in Italia-Ungheria (1-2): la punta veste la maglia dell'Italia sino al 1974, segnando 35 reti in 42 presenze (primato assoluto), vincendo il campionato d'Europa 1968 ed arrivando secondo al campionato del mondo 1970. Nel periodo successivo all'approdo del club in massima serie, vestono l'azzurro anche Francesco Rizzo, Pierluigi Cera, Roberto Boninsegna, Sergio Gori, Comunardo Niccolai, Enrico Albertosi e Angelo Domenghini: nella lista dei convocati per il Mondiale messicano del 1970 ci sono ben sei elementi rossoblu, freschi campioni d'Italia.

Franco Selvaggi, campione del mondo con gli azzurri a Spagna 1982

Il 19 aprile 1981, nell'amichevole Italia-Germania Ovest, anche Franco Selvaggi esordisce in Nazionale.[70] Tra i convocati degli anni 2000 vi sono Mauro Esposito, Antonio Langella, Pasquale Foggia, Davide Biondini e Federico Marchetti: quest'ultimo sostituisce tra i pali Gianluigi Buffon in occasione del campionato del mondo 2010.[73]

In anni più recenti si sono avute le convocazioni di Andrea Cossu[74], Davide Astori e Marco Sau.

Negli anni 1990 la collaborazione tra la società ed il procuratore sportivo Paco Casal porta numerosi calciatori dell'Uruguay a giocare in Sardegna: tra i più famosi, Enzo Francescoli (tre volte campione sudamericano, dal 1983 al 1995), Fabian O'Neill, Dario Silva, Josè Herrera, Luis Alberto Romero, Diego Luis López, Nelson Abeijón, Joe Bizera e Fabián Carini.

Tra i giocatori africani, si ricordano: David Nyathi, Eric Tinkler (Sudafrica), Jason Mayélé (RD del Congo), Mohamed Kallon (Sierra Leone), Patrick Mboma (Camerun). Tra i più importanti giocatori americani, ricordiamo invece: Julio Cesar Dely Valdes (Panamá), David Suazo, Edgar Álvarez (Honduras), Víctor Ibarbo (Colombia), Mauricio Pinilla (Cile).

Per quanto riguarda i giocatori europei, Radja Nainggolan e Luis Oliveira hanno difeso i colori del Belgio mentre Albin Ekdal ha vestito la maglia della Svezia.[75][76]

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Competizioni nazionali[modifica | modifica wikitesto]

1969-70
1951-52
1988-89

Altri piazzamenti[modifica | modifica wikitesto]

  • Serie A
Secondo posto: 1968-69
  • Coppa Italia
Girone finale: 1968-69; 1969-70
Semifinale: 1986-87; 1999-00; 2004-05
  • Coppa UEFA
Semifinale: 1993-94

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

Partecipazione ai campionati[modifica | modifica wikitesto]

Livello Categoria Partecipazioni Debutto Ultima stagione Totale
Serie A 36 1964-65 2014-15 36
Serie B 28 1931-32 2003-04 28
Direttorio Meridionale 3 1928-29 1930-31 14
Serie C 9 1936-37 1961-62
Serie C1 2 1987-88 1988-89

Statistiche di squadra[modifica | modifica wikitesto]

Daniele Conti

In 78 stagioni sportive a partire dall'esordio ufficiale, risalente al 1928, il Cagliari Calcio ha disputato 36 campionati di massima serie, tutti in Serie A, vincendo il titolo nel 1969-70, arrivando secondo nel 1968-69, quarto nel 1971-72 e piazzandosi tra i primi sei posti in sette occasioni (1965, 1967, 1969, 1970, 1972, 1981, 1993). È al secondo posto tra le squadre del mezzogiorno d'Italia per numero di partecipazioni in Serie A dopo il Napoli, e al 14º posto su un totale di 60 squadre nella classifica perpetua della Serie A.[7]

In base alle partite ufficiali finora disputate, la miglior vittoria del Cagliari è il 7-0 del 3 ottobre 1948 contro la Pistoiese, mentre la peggiore sconfitta è il 6-0 subito contro la Gallaratese il 22 aprile 1948.[77]

Il Cagliari detiene il record di minor numero di gol subiti in un campionato a 16 squadre (11), registrato nella stagione dello Scudetto. Altri primati che riguardano la squadra sarda sono i 49 gol segnati nel campionato 1998-99, maggior numero di gol segnati dal Cagliari in un campionato a 18 squadre, le 17 vittorie del 1969-70, maggior numero di vittorie in un campionato, le due sconfitte nella stessa stagione, minor numero di sconfitte in un singolo campionato, e i 58 gol subiti nel 1996-97, record negativo di gol subiti dal Cagliari in un campionato di Serie A.[78]

L'acquisto più dispendioso nella storia del Cagliari è quello di Fabrizio Cammarata nel 2000 dal Verona per 14 miliardi di lire,[78] mentre la cessione più remunerativa è quella di Alessandro Matri alla Juventus per 18 milioni di euro più la metà del cartellino del difensore Lorenzo Ariaudo nel 2011.[79]

Statistiche individuali[modifica | modifica wikitesto]

Il giocatore che detiene il record di presenze nei campionati con la maglia rossoblù è Daniele Conti, con oltre 410 presenze (oltre 310 in Serie A, e 101 in B), cui seguono Mario Brugnera con 328 presenze (227 in A, 101 in B) e Gigi Piras con 320 presenze (132 in A, 188 in B); il primato per quanto concerne la sola Serie A spetta ancora a Conti con 315 presenze, seguito poi da Nené con 311 presenze, e da Gigi Riva con 289.[67]

Il giocatore che ha segnato più reti con la maglia della squadra isolana è Riva con 164 gol (156 in Serie A, 8 in B) dal 1963 al 1976. Seguono l'honduregno David Suazo con 94 centri (44 in A, 50 in B) e Piras con 87 reti (31 in A, 56 in B).[9] Riva detiene anche il record di gol nella sola Serie A, mentre Suazo il record di maggior numero di gol in un singolo campionato, con 22 reti nel 2005-06.[80]

Il portiere con più presenze con la maglia e del Cagliari è Mario Ielpo con 205 presenze tra A, B e C1, mentre il record d'imbattibilità appartiene ad Adriano Reginato con 712 minuti di porta inviolata stabilito nella stagione 1966-1967.[81] Alessandro Matri in coabitazione con Riva detiene il record di maggior numero di gol consecutivi con la maglia del Cagliari con 7 centri.[82] Infine i giocatori che sono riusciti a realizzare una tripletta in Serie A sono Riva (per due volte) Mancin, Piras, Dely Valdes, Oliveira, Mboma, Nenê, Larrivey, Pinilla, Ibarbo[83] ed Ekdal.[84]

Di seguito i record presenze e marcature dei giocatori del Cagliari dall'anno di fondazione a oggi.

Record di presenze[67]
Record di reti[9]


Tifoseria[modifica | modifica wikitesto]

Al momento il Cagliari Calcio è la 12ª squadra d'Italia per numero di tifosi (1,9%) al pari di Parma e Bari come risulta da un sondaggio effettuato dallo "Studio Grizzaffi", azienda specializzata in ricerche di mercato, e pubblicato dalla stessa il 17 giugno 2010.[85] Il numero di tifosi si aggira sulle 321 000 unità secondo una rilevazione dell'"Istituto Nielsen" effettuata tra giugno e luglio 2008.[86]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Un'immagine della Curva Nord della fine degli anni 1980

Il tifo organizzato cagliaritano nasce negli anni 1970, in seguito alla vittoria dello scudetto nel campionato 1969-70: si formano quindi i gruppi "Fossa Ultrà" e "Commando Ultrà Young Supporters" (CUYS). Nel 1985 si fondono formando gli "Ultrà Cagliari Curva Nord" (UCCN), affiancati dagli "Eagles". Si formano in seguito i "Crazy Boys", la "Brigata S. Elia", i "Panthers", i "Rebels", i "Miserabili", i "Welt Schmerz", i "Bunker Skin", i "Furiosi", quest'ultimi nel 1989 dalla fusione di piccoli gruppi radicali, e le "Vecchie Facce", estrema destra (sciolto in seguito a Cagliari-Ascoli nella Coppa Italia 1999-00).[87]

Nel febbraio del 1987 nascono poi gli "Sconvolts": prendono il sopravvento alla fine degli anni 1980, in seguito alla retrocessione in Serie C1. Insieme ai Furiosi gli Sconvolts guidano per diversi anni la tifoseria: i primi si trovano nella parte superiore, i secondi in quella inferiore; la divisione è causata da una spaccatura dovuta alle diverse mentalità. La guerra intestina porta l’eliminazione forzata negli anni 2000 dei Furiosi dalla curva Nord. Tra le motivazioni vi è anche la perdita per due volte, dello striscione: ad opera dei milanisti, nel 1991-92, e ad opera degli anconetani, nei primi anni 2000.[87]

Gemellaggi e rivalità[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la fine del gemellaggio coi foggiani, la tifoseria cagliaritana ha solamente rapporti di amicizia. La più importante è quella con l'Olbia, con gli "Sconvolts" amici degli "Sbandati" e i "Furiosi" in buoni rapporti con le "Brigate Bianche".[87] Altri rapporti d'amicizia si hanno con altre sarde come Carbonia e Nuorese, mentre rapporti di rispetto reciproco si mantengono con le tifoserie del Parma, della Sampdoria, del Lecce, del Livorno e dell'Atalanta. In passato, oltre a quella con il Foggia, ci sono stati rapporti di gemellaggio o amicizia diventati rivalità con le tifoserie di Torres, Hellas Verona, Inter, Genoa, Bari, Napoli, Ancona e Lazio.[88][89]

La rivalità più sentita è quella con la seconda squadra sarda della Torres, con pesanti scontri avvenuti in un'amichevole nel 1999.[87] Rapporto di ostilità anche con il Napoli, dopo gli scontri tra tifoserie e forze dell'ordine avvenuti nel 1997 in occasione dello spareggio salvezza Cagliari-Piacenza allo stadio San Paolo[90][91] e con il Milan, a causa del gemellaggio che c'era con la curva dell'Inter.[89][92]

Organico[modifica | modifica wikitesto]

Rosa[modifica | modifica wikitesto]

Rosa e numerazioni sono aggiornati al 2 settembre 2014.[93]

N. Ruolo Giocatore
1 Italia P Simone Colombi
3 Italia D Nicola Murru
4 Italia C Lorenzo Crisetig
5 Italia C Daniele Conti (capitano)
7 Italia A Andrea Cossu
8 Brasile D Danilo Avelar
9 Italia A Samuele Longo
10 Brasile C João Pedro
12 Italia C Alessandro Capello
13 Brasile A Caio Rangel da Silva
14 Italia D Francesco Pisano
15 Italia D Luca Rossettini
16 Italia C Daniele Dessena
17 Brasile A Diego Farias
18 Italia C Nicolò Barella
N. Ruolo Giocatore
19 Italia A Antonio Loi
20 Svezia C Albin Ekdal
21 Italia D Antonio Balzano
22 Italia C Daniele Giorico
23 Colombia A Víctor Ibarbo
24 Italia D Simone Benedetti
25 Italia A Marco Sau
26 Svezia C Sebastian Eriksson
27 Italia P Alessio Cragno
28 Italia P Werther Carboni
29 Italia C Mattia Muroni
30 Ghana C Godfred Donsah
32 Italia D Luca Ceppitelli
33 Italia D Marco Capuano

Staff tecnico[modifica | modifica wikitesto]

Staff aggiornato al 22 luglio 2014.[94]

Staff dell'area tecnica
  • Rep. Ceca Zdeněk Zeman - Allenatore
  • Italia Vincenzo Cangelosi - Allenatore in seconda
  • Italia Giacomo Modica - Collaboratore tecnico
  • Italia Oscar Erriu - Collaboratore tecnico
  • Italia Nico Facciolo - Preparatore portieri
  • Italia Roberto Ferola - Preparatore atletico
  • Italia Francesco Fois - Preparatore atletico
  • Italia Marco Scorcu - Medico
  • Italia Francesco Piras - Medico
  • Italia Francesco Todde - Fisioterapista
  • Italia Salvatore Congiu - Fisioterapista


Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Campioni d'Italia, cagliaricalcio.net. URL consultato il 15 novembre 2012.
  2. ^ Riva di nuovo capocannoniere in Corriere della Sera. URL consultato il 15 novembre 2012.
  3. ^ Storia della Coppa Italia in Corriere della Sera. URL consultato il 15 novembre 2012.
  4. ^ Coppa Italia di Serie C. Tutte le finali, ccomecalcio.wordpress.com. URL consultato il 15 novembre 2012.
  5. ^ La storia. Anni '70, cagliaricalcio.net. URL consultato il 15 novembre 2012.
  6. ^ La storia. Anni '90, cagliaricalcio.net. URL consultato il 15 novembre 2012.
  7. ^ a b Almanacco Panini 2014, p. 116.
  8. ^ Classifica Marcatori, figc.it. URL consultato il 15 novembre 2012.
  9. ^ a b c I cannonieri, cagliaricalcio.net. URL consultato il 15 novembre 2012.
  10. ^ Le origini della società, Scagliaricalcio.net. URL consultato il 15 novembre 2012.
  11. ^ a b c d e f Storia del Cagliari Calcio anni 20-30 (PDF), cagliaricalcio.net. URL consultato il 10 ottobre 2012.
  12. ^ a b Cagliari Calcio - Anni 20, cagliaricalcio.net. URL consultato il 3 settembre 2014.
  13. ^ a b Fli anni '30, cagliaricalcio.net. URL consultato il 24 settembre 2014.
  14. ^ Storia del Cagliari Calcio anni 30-40 (PDF), cagliaricalcio.net. URL consultato il 15 novembre 2012.
  15. ^ a b c (PDF) Storia del Cagliari Calcio anni 50-60, cagliaricalcio.net. URL consultato il 15 novembre 2012.
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  17. ^ a b L'Unione Sarda, p. 240.
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Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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  • Gigi Riva, Lo Scudetto in Sardegna, Storie di Sardegna. Miti e memorie del popolo sardo, L'Unione Sarda, 1987.

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