Cagliari Calcio
| Cagliari Calcio Calcio |
||||
|---|---|---|---|---|
| Casteddu, Rossoblu, Sardi | ||||
| Segni distintivi | ||||
| Uniformi di gara
|
||||
| Colori sociali | ||||
| Simboli | Quattro mori | |||
| Inno | Voleremo E.Ledda, Balentes, Menhir, S.Lobina, M.Ledda, Blacksoul. |
|||
| Dati societari | ||||
| Città | Cagliari | |||
| Paese | ||||
| Confederazione | UEFA | |||
| Federazione | ||||
| Campionato | Serie A | |||
| Fondazione | 1920 | |||
| Rifondazione | 1935 | |||
| Presidente | ||||
| Allenatore | ||||
| Stadio | Nereo Rocco (provvisorio) (28.565 posti) |
|||
| Sito web | www.cagliaricalcio.net | |||
| Palmarès | ||||
| Scudetti | 1 | |||
| Titoli nazionali | 4 campionati di Serie C | |||
| Trofei nazionali | 1 Coppe Italia Serie C/Lega Pro |
|||
| Si invita a seguire il modello di voce | ||||
Il Cagliari Calcio è la maggiore società calcistica di Cagliari e della Sardegna. Fu fondata nel 1920 e dalla stagione 2004-2005 milita in Serie A.
Ha vinto, prima squadra del mezzogiorno, il campionato italiano di Serie A nel 1969-70[1] dopo aver raggiunto la seconda posizione nella stagione 1968-69.[2] Ha raggiunto il 2º posto nelle finali con "torneo all'italiana" della Coppa Italia 1968-69,[3] ed ha vinto la Coppa Italia Serie C nella stagione 1988-89.[4] In campo europeo ha raggiunto gli ottavi di finale della Coppa dei Campioni (edizione 1970-71)[5] ed è stato semifinalista della Coppa UEFA 1993-94.[6]
Il club è iscritto per la 34ª volta al campionato nella massima serie, risultando così la seconda formazione del Mezzogiorno d'Italia, dopo il Napoli, per numero di partecipazioni in Serie A. Inoltre il Cagliari è al 14º posto su 60 squadre nella classifica perpetua della Serie A.
Il giocatore simbolo del club, Gigi Riva, è tuttora capocannoniere della Nazionale italiana di calcio con ben 35 reti in 42 partite,[7] ed è stato per tre volte capocannoniere della Serie A.[8]
Storia [modifica]
Origini [modifica]
La prima partita riportata dalle cronache venne disputata nel 1902 tra un gruppo di studenti cagliaritani e una squadra di marinai genovesi, approdati in città a bordo di una nave a vapore. Teatro della sfida fu Piazza d'armi, allagata a causa di un acquazzone. Si giocò con un pallone di cuoio, più o meno sferico, utilizzando gli alberi come porte di gioco. Vinsero i liguri perché più forti e più abili.[9] Quasi otto anni dopo quel primo match, una compagine isolana, la Società Ginnastica Amsicora, si recò a Torino per giocare un torneo contro le esperte squadre del continente, riuscendo a rimediare solo pesanti sconfitte, tuttavia quella esperienza gettò le basi per la creazione di un club calcistico cagliaritano. Il 30 maggio 1920 il chirurgo Gaetano Fichera fondò il Cagliari Football Club. La prima gara della storia del sodalizio cagliaritano è datata 8 settembre del 1920, quando sul campo dello Stallaggio Meloni i cagliaritani (i cui colori ufficiali erano nerazzurri) affrontarono la Torres. La partita terminò col punteggio di 5-2 per il Cagliari con una tripletta di Alberto Figari, detto "Cocchino". Il neonato club successivamente prese parte al “Torneo Sardegna”. Le avversarie furono nuovamente la Torres di Sassari, l’Ilva Maddalena e un'altra compagine del capoluogo, l'Eleonora d’Arborea. Il Cagliari, sotto la guida dell'allenatore-giocatore Giorgio Mereu, si impose vittoriosamente sulle altre compagini. Mereu, di professione fa l'avvocato, divenne successivamente il nuovo presidente del Cagliari succedendo a Fichera. Nel 1922 lo Stallaggio Meloni venne ampliato con l'aggiunta di una nuova tribuna, necessaria a accogliere un pubblico sempre più numeroso e partecipe. Nel 1926 il Cagliari indossò per la prima volta la divisa con i colori rosso e blu.[10]
Nella seconda metà degli anni venti, dopo una lunga crisi finanziaria, la società venne riorganizzata dall'allora podestà della città Vittorio Tredici e dall'avvocato Carlo Costa Marras. In seguito si decise di acquistare calciatori non isolani, provenienti dal resto d'Italia. Nel 1927 la guida della squadra venne affidata all'allenatore ungherese Robert Winkler, il quale si disimpegnava anche come portiere o centrocampista.
Il primo torneo ufficiale a cui il Cagliari si iscrisse fu la Divisione Meridionale, nel girone laziale-umbro. La squadra raggiunse le finali, ma perse contro Lecce, Palermo e Foggia.[10] Dopo il 5º posto del 1930, arrivò dall'Ungheria l'allenatore Ernest "Egri" Erbstein, e con lui in panchina il Cagliari vinse il girone F di Prima Divisione e poté così accedere per la prima volta al campionato di Serie B.
| « La promozione in Serie B , da lungo tempo inseguita, arriva a conclusione della doppia finale con la Salernitana. Nella città campana, i cagliaritani pareggiano per 1-1. Il ritorno è il 31 maggio 1931, nello straripante stadio di via Pola, con migliaia di tifosi giunti da tutta l'isola. La partita inizia male. Segna la Salernitana, che riesce a controllare senza affanni il gioco per tutto il primo tempo. Quando ormai sembra che ogni sogno debba svanire, ecco sul finire dell'incontro la reazione vincente: prima pareggia il terzino Puligheddu, uno dei "veterani", con un gran tiro da trenta metri; poi mette a segno il goal della vittoria il centravanti Filippi. Cagliari è in festa, cortei di tifosi invadono la città per l'intera settimana. » |
| (L'Unione Sarda.[11]) |
A causa, però, della mancanza di risorse finanziarie, la società fu obbligata a cedere i suoi pezzi migliori, tra cui proprio Erbstein. L'anno successivo venne eletto presidente Aldo Pacca, ma arrivò il fallimento societario: nel 1935, nonostante il 9º posto ottenuto sul campo, il Club Sportivo Cagliari si sciolse, travolto dai debiti. Dalle sue ceneri nacque l'Unione Sportiva Cagliari, che raccolse l'eredità sportiva della vecchia società, ripartendo dal campionato sardo di Seconda Divisione.[12] Nel 1937 il giovane club si iscrisse al campionato di Serie C, sfiorando per poco la retrocessione. Nel 1938, l'allora presidente Mario Benditelli richiamò alla guida della squadra Winkler, che classificò i rossoblu al 5º posto. Nel 1939, dopo il secondo addio di Winkler, la squadra si piazzò al 6º posto grazie al centrocampista Mariolino Congiu, che svolse il ruolo di giocatore-allenatore, prima che la seconda guerra mondiale fermasse i campionati di calcio. L'attività proseguì con tornei a carattere regionale. Nel frattempo Banditelli abbandonò la società.[13]
Il dopoguerra [modifica]
I rossoblu ripresero a giocare nel 1945 in Prima Divisione Regionale, mentre nel 1947 la squadra venne ammessa in Serie B terminando il campionato all'ultimo posto. La squadra venne quindi iscritta alla Serie C e venduta a Domenico Loi che avviò un progetto di rinascita. Nel 1952 grazie ai gol di Livio Gennari, Roberto Serone e Erminio Bercarich il Cagliari riuscì ad ottenere la promozione in Serie B. In quello stesso anno i sardi abbandonarono il vecchio campo di via Pola ritenuto inadeguato e si trasferirono nel nuovo stadio Amsicora.[14]
La scalata alla Serie A [modifica]
Nel primo anno in Serie B la squadra si qualificò sesta, non rendendo pienamente giustizia alle proprie possibilità. L'anno successivo i rossoblu finendo secondi in campionato, disputarono gli spareggi per la promozione in serie A, perdendo per 2-0 contro la Pro Patria. La metà degli anni cinquanta furono caratterizzati da una girandola di presidenti e allenatori, tra quest'ultimi spicca la presenza di uno dei più forti giocatori italiani di tutti i tempi, Silvio Piola. In quel periodo il Cagliari si piazzò spesso a ridosso della zona promozione. Nel 1960 il Cagliari retrocedette in Serie C.[14] L'anno successivo la squadra sotto la guida dell'allenatore Rigotti sfiorò con il secondo posto la riconquista della Serie B. Ma fu con l'avvento in panchina dell'ex terzino milanista Arturo Silvestri, detto Sandokan, che il Cagliari riuscì a ottenere la promozione in Serie B, classificandosi primo davanti all'Anconitana. Nella prima stagione tra i cadetti, i sardi terminarono il campionato all'undicesimo posto. L'anno successivo la società sarda aggiunse alcuni importanti tasselli, il maggiore dei quali, Gigi Riva, si rivelerà il più grande colpo di mercato della storia del club isolano. Gigi Riva o Rombo di Tuono, come verrà più tardi soprannominato da Gianni Brera, diventerà il giocatore più rappresentativo del Cagliari. Acquistato per 37 milioni di lire dalla società sarda (che riuscì ad avere la meglio sul Bologna), Riva trovò nel club sardo l'ambiente ideale per maturare calcisticamente, lontano dagli effetti distorti della popolarità, trovando inoltre "una squadra ambiziosa".[15] Grazie ad una squadra così rafforzata il Cagliari riuscì a conquistare per la prima volta la promozione in Serie A, classificandosi secondo, dietro il Varese e davanti al Foggia.[16]
Le prime stagioni in Serie A e la scalata verso lo Scudetto [modifica]
Nel Cagliari 1964-1965 che disputò il suo primo campionato di Serie A giocavano giocatori come il difensore Mario Martiradonna, i centrocampisti Pierluigi Cera, Ricciotti Greatti, Nené e l'attaccante Gigi Riva.
Nella prima metà della stagione il Cagliari giocò malissimo ed al termine del girone d'andata era ultimo in classifica con soli 9 punti. Poi nel girone di ritorno si riprese, rimontò e arrivò alla fine sesto in classifica con 34 punti.[16] Nella stagione 1965-1966, l'ultima dell'allenatore Silvestri, il Cagliari finì undicesimo. In quel periodo giocatori come Riva e Rizzo entrarono nel giro della Nazionale azzurra. In particolare i goal realizzati da Riva indussero l'allora C.T. della Nazionale Edmondo Fabbri a convocare l'ala sinistra, facendola esordire, ventenne, il 27 giugno 1965. Nella stagione seguente, i rossoblu sotto la guida di Manlio Scopigno, finirono sesti a quota 40 punti e Riva, segnando 18 reti, vinse il suo primo titolo di capocannoniere della Serie A. In quel campionato il Cagliari risultò la squadra con meno reti al passivo. Nel 1967-68, venne chiamato ad allenare il Cagliari Ettore Puricelli e la squadra si piazzò nona. Fu con il ritorno di Scopigno che il Cagliari poté compiere il definitivo balzo nell'alta classifica. Venne ceduto Rizzo alla Fiorentina in cambio del portiere Enrico Albertosi e del centrocampista Mario Brugnera. Nella stagione 1968-1969 l'undici rossoblu lottò fino alla fine per lo scudetto insieme a Fiorentina e Milan. La Fiorentina vinse poi il campionato e i sardi si piazzarono al secondo posto. In tutto i Rossoblù totalizzarono 41 punti vincendo 14 gare, pareggiandone 13, e perdendone 3. Con 18 reti al passivo risultò la seconda difesa del campionato. Riva vinse la classifica marcatori segnando 20 reti. In totale furono 41 le reti realizzate. Terminato il campionato il Cagliari maturò la necessità di ulteriori rinforzi e in cambio della cessione di Roberto Boninsegna ottenne Angelo Domenghini, Cesare Poli e Sergio Gori.[17]
Nella stagione successiva 1969-1970 il Cagliari vinse il suo primo e, per ora, unico scudetto sotto la guida dell'allenatore "filosofo" Manlio Scopigno. I sardi balzarono al primo posto nella sesta giornata di campionato grazie alla vittoria sui campioni d'Italia a Firenze per 1-0, rimarnendo in testa fino alla fine del torneo benché incalzati dalla Juventus; furono infatti i torinesi gli antagonisti principali della squadra isolana in quell'annata. Si ricordano in particolare le partite contro il Vicenza, vinta dal Cagliari con una rete di Riva in rovesciata, e lo scontro diretto avvenuto al Comunale di Torino sotto la direzione dell'arbitro Concetto Lo Bello, dove i bianconeri passarono per due volte in vantaggio, prima con l'autorete di Niccolai e poi con il rigore realizzato da Anastasi. Alle reti juventine rispose Riva realizzando il primo pareggio con un colpo di testa e il secondo goal finalizzando un rigore concesso da Lo Bello. Il pareggio permise alla compagine di Scopigno di poter mantenere inalterato il distacco con la Juventus.
|
|
Il 12 aprile 1970, il Cagliari batté il Bari per 2-0 (reti di Riva e di Sergio Gori) all'Amsicora, mentre la Juventus risultò sconfitta in casa della Lazio, acquisendo la certezza matematica dello scudetto con due giornate di anticipo. L'ultima partita di quel campionato si giocò in casa del Torino, dove i neo campioni si imposero sui granata per 4-0. I sardi terminarono il campionato a 45 punti, davanti all'Inter e ala Juventus. In tutto i Rossoblù vinsero 17 gare, pareggiandone 11, mentre furono solo due le partite perse (con il Palermo e con l'Inter, entrambe per 1-0). 42 furono le reti complessive (secondo migliore attacco del torneo). Con 11 gol subiti (record fino ad oggi imbattuto per i tornei a 16 squadre) risultò la miglior difesa della Serie A e stabilì inoltre il record della migliore differenza reti (+31). Nella Coppa delle Fiere, il cammino del Cagliari fu meno fortunato. Dopo aver superato i trentaduesimi di finale contro i greci dell'Aris, pareggiando in terra ellenica ma vincendo 3-0 a Cagliari, i rossoblu vennero eliminati nei sedicesimi di finale dai tedesco-orientali del Carl Zeiss Jena, i quali vinsero 2-0 in casa e 1-0 a Cagliari.
In campionato Riva si aggiudicò per la terza volta il titolo di capocannoniere del torneo. Calciatori come Albertosi, Cera, Domenghini, Gori, Niccolai e Riva furono poi convocati ai mondiali del 1970 raggiungendone la finale.[1] Tuttora lo scudetto del Cagliari è il più "meridionale" nella storia del massimo Campionato Italiano di Calcio, nonché l'unico vinto da una squadra isolana. Il campionato 1970-71 inizia nello stesso modo del precedente. Il Cagliari grazie alle vittorie all'Olimpico sulla Lazio per 4-2 e a San Siro sull'Inter per 3-1 dopo quattro giornate è già in testa alla classifica, ma l'infortunio riportato da Gigi Riva durante Austria-Italia 1-2 del 31 ottobre 1970, dove il terzino Hof gli fratturò tibia e perone, condizionò negativamente la stagione dei campioni d'Italia.
I rossoblu senza il loro giocatore più importante terminarono il torneo al 7º posto e anche l'avventura in Coppa dei Campioni fu compromessa dall'assenza di Rombo di Tuono: con lui in campo il Cagliari eliminò al primo turno i campioni di Francia del Saint-Étienne (3-0 a Cagliari, 0-1 in Francia) e superò nell'andata degli Ottavi di finale i campioni di Spagna dell'Atlético Madrid 2-1 per poi venire eliminato (il 4 novembre 1970, prima partita senza Riva) con un perentorio 3-0 nella gara di ritorno al Vicente Calderón.[18][19] Nella stagione 1971-1972 il Cagliari, trascinato dalle 21 reti di un Riva tornato alla sua forma ottimale chiuse il campionato al quarto posto, a quattro lunghezze dalla Juventus campione d'Italia, totalizzando 39 punti. Il piazzamento consentì l'accesso alla Coppa UEFA 1972-1973, dalla quale i rossoblu vennero eliminati al primo turno dall'Olympiakos.[18] Nonostante il bis-scudetto sfiorato, a fine stagione Scopigno non venne confermato e fu chiamato al suo posto l'ex CT azzurro Edmondo Fabbri. Fu l'inizio del declino. La squadra non riuscì più a ripetere le prestazioni degli anni precedenti, rimanendo lontana dalla zona scudetto, e terminando il campionato all'ottavo posto. Negli anni successivi, sulla panchina del Cagliari si alternarono con esiti non sempre positivi molti allenatori, fra i quali Beppe Chiappella, Luigi Radice, e l'ex nerazzurro Luis Suárez. L'irreversibile decadenza dei sardi culminò con la retrocessione in Serie B nel 1976, anno in cui Gigi Riva fu costretto al definitivo ritiro dal calcio giocato in seguito ad un ulteriore grave infortunio durante la gara interna con il Milan alla 15ª giornata, vinta dai rossoneri per 3-1.[18]
Il declino [modifica]
Dopo la retrocessione il Cagliari, la stagione successiva, sotto la guida di Toneatto, si piazzò quarto in campionato, ma perdette uno spareggio promozione a tre per due posti. Cagliari-Pescara 0-0 (a Terni), Atalanta-Cagliari 2-1 (a Genova), Pescara-Atalanta 0-0 (a Bologna). In quella stagione la Luigi Piras forma con Pietro Paolo Virdis il duo d’attacco più forte della serie B. Nel campionato 1976-1977 segneranno complessivamente ventotto reti. Ritornò in Serie A nel 1979 insieme all'Udinese che lo precedette e Pescara che si classificò alle sue spalle dopo aver vinto lo spareggio col Monza a Bologna. Grazie a calciatori quali Franco Selvaggi, Luigi Piras, Oreste Lamagni, Mario Brugnera e Alberto Marchetti il Cagliari restò altri quattro anni in A, ottenendo un nono posto nel campionato 1979-1980 e un sesto posto 1980-1981, prima di una seconda retrocessione nel 1983. La squadra venne successivamente coinvolta nel calcioscommesse del 1986, quando dopo una retrocessione sul campo nella stagione 1985-1986 e un ripescaggio, ricevette 5 punti di penalizzazione per la stagione successiva: una sentenza che decretò il declino della squadra, la quale nel 1987 retrocesse in Serie C1.[20]
La rinascita e l'era Cellino [modifica]
Il Cagliari, appena acquistato dagli Orrù, trascorse in Serie C1 due stagioni, la prima delle quali vide la squadra sarda evitare per un punto la retrocessione in Serie C2. Nel 1989, con l'avvento in panchina di Claudio Ranieri, il Cagliari conquistò la promozione in Serie B, classificandosi primo davanti al Foggia, con 45 punti. Nello stesso anno i sardi vinsero la Coppa Italia di Serie C, battendo nella doppia finale la SPAL per 3-0 a Ferrara e 2-1 a Cagliari. Nella stagione di Serie B 1989-90 il Cagliari con 47 punti, riuscì a ottenere la promozione in Serie A, classificandosi terzo dietro Torino e Pisa davanti al Parma.[20]
Per rafforzarsi in vista della Serie A il Cagliari acquisì ottimi elementi che si riveleranno fondamentali, tra i quali Gianfranco Matteoli e il trio uruguayano composto dal fantasista Enzo Francescoli, l'attaccante Daniel Fonseca e il centrocampista José Oscar Herrera. Al ritorno nella massima serie seguirono due campionati conclusi con una sofferta salvezza, ma nella stagione 1992-1993 il Cagliari, acquistato da Massimo Cellino e allenato da Carlo Mazzone, grazie soprattutto alle giocate di Francescoli, si piazzò sesto in campionato con 37 punti e riuscì a qualificarsi alla Coppa UEFA,[21] che l'anno successivo vide gli isolani guidati dal tecnico Bruno Giorgi autori di una memorabile cavalcata. I sardi arrivarono agli ultimi atti del torneo dopo aver eliminato i rumeni della Dinamo Bucarest, i turchi del Trabzonspor Kulübü e i belgi K.V. Mechelen. Ai quarti il Cagliari riuscì nell'impresa di eliminare la Juventus vincendo a Torino 1-0 e a Cagliari per 2-1, qualificandosi alle semifinali. La squadra sfidante risultò un'altra italiana, l'Inter, con la quale i rossoblu vinsero in casa per 3-2 e persero nella gara di ritorno a Milano per 3-0.[22][23] In campionato i sardi si piazzarono dodicesimi, precedendo di un punto in classifica proprio l'Inter. Uomini-simbolo di quel periodo oltre al già citato Matteoli furono il belga-brasiliano Luís Oliveira (capocannoniere del Cagliari in Europa con 4 goal) e il panamense Julio César Dely Valdés. Nel 1994-95 i sardi, sotto la guida di Oscar Washington Tabarez, giunsero noni, sfiorando per tre punti una nuova qualificazione alle coppe europee. Tra i protagonisti di quel campionato risultò Roberto Muzzi, autore di 12 marcature. Nel 1996-97 il Cagliari nonostante i 10 goal stagionali di Muzzi e i 12 di Tovalieri, retrocedette di nuovo in Serie B dopo aver perso lo spareggio con il Piacenza (1-3) a Napoli. L'anno successivo, il Cagliari, grazie anche alle 17 reti di Muzzi, ritornò immediatamente in Serie A insieme a Salernitana e Venezia che lo precedettero e davanti al Perugia. Nella stagione 1998-99 ottenne la salvezza nelle ultime giornate, dando però spettacolo nelle gare interne sotto la guida di Giampiero Ventura, trascinata dalle 16 reti di Muzzi, dalle giocate di Fabian O'Neill e di Gaetano Vasari. Al termine della stagione 1999-00 la squadra retrocedette ancora una volta in Serie B sotto la guida di Renzo Ulivieri.[22]
Anni duemila [modifica]
Il Cagliari trascorse le successive quattro stagioni in Serie B senza riuscire a ottenere la promozione nella massima serie. Nel 2003-04 i rossoblu, condotti dal fuoriclasse Gianfranco Zola, furono promossi in Serie A, sotto la guida tecnica di Edoardo Reja; le reti di David Suazo e di Mauro Esposito contribuirono al tanto atteso ritorno nella massima serie. Importanti furono gli innesti di giocatori come Alessandro Agostini e Roberto Maltagliati. Il Cagliari finì il campionato a pari punti con la capolista Palermo (ma risultò al secondo posto per la peggiore differenza reti) Nella stagione successiva il Cagliari riuscì a ottenere la salvezza classificandosi dodicesimo, grazie all'apporto del tridente Zola-Suazo-Esposito e con l'apporto decisivo dell'attaccante Antonio Langella.[24][25]
La stagione 2005-2006, preceduta dal ritiro di Zola, iniziò nel peggior modo possibile per il Cagliari, che cambiò allenatore per tre volte (nell'ordine: Tesser, Arrigoni, Ballardini) prima di affidarsi a Nedo Sonetti: il navigato tecnico toscano riuscì a salvare la squadra dalla retrocessione, anche grazie ai 22 gol dell'attaccante honduregno David Suazo.[24][26]
L'ennesimo avvicendamento in panchina, con il licenziamento del promettente tecnico Marco Giampaolo, ha caratterizzato la prima parte della stagione 2006-2007.[27] Dopo aver silurato il giovane tecnico abruzzese, il presidente Massimo Cellino si affidò a Franco Colomba,[28] salvo tornare sui propri passi due mesi più tardi, richiamando alla conduzione tecnica della squadra Giampaolo.[29] Grazie alla vittoria ottenuta alla penultima giornata, contro la Roma allo Stadio Sant'Elia, la squadra rossoblu, complici inaspettati risultati pervenuti dagli altri campi, riuscì a confermare la sua permanenza in Serie A con una giornata di anticipo.[24]
Per la stagione 2007-2008 la rosa viene ridisegnata puntando su un gruppo di giocatori giovani, adatti al 4-4-2 utilizzato dal tecnico Marco Giampaolo. L'inizio è promettente, ma di lì a poco la squadra perde il ritmo e a farne le spese è Giampaolo, esonerato il 12 novembre 2007.[30] Al suo posto viene chiamato Nedo Sonetti, che però non riesce ad ottenere i risultati sperati venendo destituito a sua volta dall'incarico il 19 dicembre. Viene richiamato Giampaolo, ancora sotto contratto, che però rifiuta subito rescindendo il contratto con la società isolana. Il 20 dicembre Sonetti è ancora sulla panchina del Cagliari ma dopo la sconfitta per 5-1 contro la Fiorentina viene definitivamente sollevato dall'incarico.[24][31]
A sorpresa Massimo Cellino affida nuovamente l'incarico a Davide Ballardini, già ingaggiato ed esonerato nella stagione 2005-2006;[32] nella finestra di mercato Nicola Salerno spinge per l'ingaggio del portiere Marco Storari e dell'attaccante Jeda, mentre fa ritorno dall'Hellas Verona il trequartista Andrea Cossu. L'inizio è negativo (due sconfitte), ma a partire dalla vittoria del 27 gennaio sul Napoli e nei turni seguenti, i rossoblu cominciano a macinare punti proseguendo nella loro rimonta nonostante una penalizzazione di 3 punti (poi ritirata).[33][34] Grazie all'imbattibilità casalinga ed ai successi negli scontri diretti contro Livorno e Empoli, la squadra conquista la salvezza con una giornata di anticipo, vincendo 2-0 sul campo dell'Udinese. La squadra chiuderà al 14º posto, +6 rispetto alla zona retrocessione.[24][35]
Il 28 maggio 2008 Ballardini lascia la squadra, venendo rimpiazzato da Massimiliano Allegri.[36] La stagione 2008-2009 si apre con cinque sconfitte in altrettante gare, ma ciò nonostante i rossoblu riescono a chiudere il girone d'andata con 25 punti e l'undicesima posizione in classifica. Nel girone di ritorno la squadra comincia conquistando subito tre vittorie in tre gare, quelle in trasferta con Lazio e Juventus e quella al Sant'Elia con il Siena; tra metà novembre e tutto gennaio, così, i sardi totalizzano 24 punti in 10 partite, uscendo dalla zona retrocessione e raggiungendo, alla 22ª giornata, il settimo posto in classifica a quota 34 punti, in zona Europa League.[37] Seguono risultati un po' altalenanti, ma alla 33ª il Cagliari è sempre settimo in classifica, insieme al Palermo. Tuttavia, dopo lo scontro diretto del 34º turno, che vede i siciliani imporsi per 5-1, la rincorsa al posto in Europa risulta vana: negli ultimi quattro incontri arrivano quattro punti, e il club termina la stagione al nono posto con 53 punti.[24]
La stagione 2009-2010 comincia in maniera stentata. Dopo appena 1 punto nelle prime 5 partite il Cagliari ritrova la sua forma migliore e inanella diversi risultati positivi: quattro vittorie esterne con Bari, Parma, Lazio e Bologna; le prestigiose vittorie interne con Juventus, Genoa, Atalanta e Sampdoria i due doppi pareggi interni in rimonta contro Napoli (da 0-2 a 3-2 prima del pareggio finale) e Roma (da 0-2 a 2-2). Il girone di ritorno si apre come si è concluso quello di andata, ma dopo 5 risultati utili (con 3 vittorie) su sei partite il Cagliari coglie solo 2 punti in 8 gare che nonostante il superamento della quota 40 punti portano all'esonero di Allegri.[38] La squadra viene affidata al mister della Primavera Giorgio Melis che riesce alla 36ª giornata a raggiungere la salvezza matematica con 3 pareggi consecutivi.[24][39]
Gli anni duemiladieci [modifica]
Il 22 giugno 2010 la società annuncia Pierpaolo Bisoli come nuovo allenatore.[40][41] La stagione 2010–2011 inizia con uno 0-0 a Palermo, seguita dalla vittoria casalinga contro la Roma per 5-1. Dall'8 ottobre 2010 Sandro Angioni ritorna nell'organigramma societario del Cagliari, come responsabile delle relazioni esterne della società rossoblu.[42] Dopo le due sconfitte interne con Napoli (Cagliari-Napoli 0-1) e Genoa (Cagliari-Genoa 0-1), Bisoli viene esonerato dall'incarico e al suo posto Massimo Cellino ingaggia Roberto Donadoni.[43] Il suo esordio sulla panchina rossoblu avviene positivamente, con una vittoria esterna contro il Brescia (Brescia-Cagliari 1-2) nella 13ª giornata del girone di andata; la sua prima vittoria interna invece, arriva nella giornata successiva, allo Stadio Sant'Elia, con la vittoria per 3-2 contro il Lecce. La squadra grazie a ottime prestazioni riesce a raggiungere la salvezza con un mese di anticipo. La stagione si chiude al 14º posto con 45 punti, dopo quattro sconfitte consecutive (con Fiorentina, Catania, Cesena e Milan) e un pareggio nell'ultima giornata di campionato contro il Parma.[24]
A meno di due settimane dall'esordio nella stagione 2011-2012, il presidente Cellino esonera Roberto Donadoni per incomprensioni legate al mercato della società.[44] Al posto dell'ex allenatore azzurro viene ingaggiato Massimo Ficcadenti, reduce dalla salvezza raggiunta a Cesena.[45]
Il Cagliari inizia bene la stagione 2011-2012, con la vittoria alla Roma fuori casa per 1-2 (Il Cagliari non vinceva all'Olimpico da 43 anni) e la seconda vittoria consecutiva al Sant'Elia contro il Novara per 2-1. Dopo aver esonerato anche Massimo Ficcadenti, Cellino affida nuovamente la guida tecnica al romagnolo Davide Ballardini, cavallo di ritorno nell'isola dei Quattro Mori, dopo la grande cavalcata che portò alla salvezza nella stagione 2007-2008.[46] L'anno solare 2012 si apre l'8 gennaio con la bella vittoria per 3-0 ai danni del Genoa. Ad aprile, data l'inagibilità del Sant'Elia, il Cagliari è costretto a giocare le ultime partite casalinghe allo Stadio Nereo Rocco di Trieste.[47] Le prestazioni altalenanti della squadra sotto la guida di Ballardini portano il presidente Cellino ad esonerare il tecnico e riportare nuovamente in panchina Massimo Ficcadenti.[48] Il doppio 3-0 rifilato al Cesena e al Catania, rilancia il Cagliari verso una salvezza più vicina, salvezza concretizzata poi alla 36ª giornata, quando il Lecce pareggia 1-1 con la Juventus. Nonostante un finale di stagione negativo (2 punti nelle ultime 5 partite del campionato), la squadra sarda si salva quindi con due turni di anticipo, chiudendo la stagione al quindicesimo posto.[24]
Il Cagliari negli Stati Uniti d'America [modifica]
1967 (Chicago Mustangs) [modifica]
Nell'estate 1967 il Cagliari disputò il campionato statunitense organizzato dalla United Soccer Association: accadde infatti che tale campionato fu disputato da formazioni europee e sudamericane per conto delle franchigie ufficialmente iscritte al campionato, che per ragioni di tempo non avevano potuto allestire le proprie squadre: il Cagliari rappresentò i Chicago Mustangs, e chiuse al terzo posto nella Western Division, con 3 vittorie, 7 pareggi e 2 sconfitte, non qualificandosi per la finale (vinta dai Los Angeles Wolves, rappresentati dai Wolverhampton Wanderers). Roberto Boninsegna, con 10 reti all'attivo, fu il capocannoniere del torneo.[49][50]
Dal 2005 ad oggi (Cagliari Strike Force) [modifica]
Dal 2005 il presidente Massimo Cellino prese la residenza a Miami negli USA. Due anni dopo, nel 2007, gli venne in mente di creare una squadra satellite giovanile in grado di scovare giovani talenti nella Florida. Seguendo quindi il modello adottato dall'Ajax, che nel 1999 fondò in Sudafrica l'Ajax Cape Town F.C., acquistò i gialloneri del Miami Strike Force, cambiandogli il nome in Cagliari Strike Force.[51]
Nel periodo iniziale la squadra dei giovani talenti americani fu allenata dall'ex portiere rossoblu Maurizio Franzone. I primi calciatori che si sono messi in mostra agli occhi dei dirigenti sardi arrivarono già l'anno successivo.[52]
Nel 2008 lo statunitense classe '91 Fabrice-Jean Picault fu inserito stabilmente nella rosa della Primavera del Cagliari.[53]
Cronistoria [modifica]
| Cronistoria del Cagliari Calcio | ||
|---|---|---|
|
||
Colori e simboli [modifica]
Colori sociali [modifica]
I colori sociali del Cagliari sono il rosso e il blu. Questi colori sono stati utilizzati dalla squadra dal 1927, mentre nelle prime stagioni disputate la formazione sarda scese in campo con un completo nerazzurro.[10] Il rosso e il blu adottati dal Cagliari sono i colori della città, riportati anche nel gonfalone e nella bandiera cittadina.
1º completo [modifica]
La maglia del completo di casa del Cagliari è cosiddetta a quarti rossoblu: rossa a destra e blu a sinistra, con le maniche generalmente invertite, ossia rossa a sinistra e blu a destra. Sul dorso i colori sono invertiti. Sul lato sinistro, in corrispondenza del cuore, è presente lo stemma della squadra che per lungo tempo era rappresentato semplicemente da uno scudo bianco con i quattro mori simbolo della Sardegna. La maglia con l'ammodernamento dell'abbigliamento tecnico e con il variare degli sponsor tecnici ha subito dagli anni ottanta delle leggere variazioni che comunque non hanno stravolto la sua struttura classica. I pantaloncini sono generalmente blu con inserti rossi e bianchi (raramente bianchi per non generare confusione con squadre avversarie). I calzettoni sono blu con risvolto rosso (solo nel biennio 96/98 a strisce orizzontali rossi e blu).[57][58]
2º completo [modifica]
La maglia del secondo completo del Cagliari è bianca con i risvolti rossi e blu. Anche questa maglia ha risentito molto nel tempo degli sponsor tecnici specialmente nel corso degli ultimi anni con vari inserti sempre di colore rosso-blu. La maglia più celebre è sicuramente quella degli anni settanta: bianca con il collo a laccetti rosso-blu. La casacca in quel periodo fu più utilizzata del primo completo per motivi scaramantici,[59] e per tutto il corso degli anni settanta rimase sempre tale. Negli anni sessanta (e nel biennio 2000-2002), periodo della prima promozione in Serie A invece la seconda maglia del Cagliari è stata anche bianca con banda trasversale rosso-blu. Negli anni '50 si sono avute anche divise con banda orizzontale rossoblu, in particolare, la maglia della stagione 1959-60 recava al centro della banda il simbolo dei 4 mori. Pantaloncini e calzettoni sono sempre stati a bordi rosso blu oppure completamente bianchi.
3º completo [modifica]
Il 3º completo del Cagliari da quando questo è stato introdotto ha subito numerose variazioni a seconda dello sponsor tecnico. Il primo completo che usciva dai canoni del rosso e blu si ritrova nel periodo della gestione di Claudio Ranieri a cavallo tra il 1988 e il 1990, una maglia rossa con banda orizzontale bianca e blu. La maglia rossa (biennio 2003/05 e dal 2008 a oggi) è la più utilizzata dalla società sarda dopo l'introduzione in pianta stabile della terza divisa negli anni novanta, a questa segue il completo azzurro (biennio 1996/98 e stagione 02/03), il completo arancione (1998/00), il giallo (2000/02), la maglia grigia con pantaloncini rossi e calzettoni grigi (2005/06), la maglia acquamarina con pantaloncini e calzettoni rossi (2006/07), il completo oro (2007/08).[60][61] Nel 2011/2012 con l'avvento dello sponsor tecnico Kappa, oltre il consueto completo rosso, la squadra avrà a disposizione anche un quarto completo di colore blu.
Simboli ufficiali [modifica]
Stemma [modifica]
| Per approfondire, vedi Bandiera dei quattro mori. |
Simbolo del Cagliari dalla sua fondazione sono i Quattro mori. Questi sono anche il simbolo della Sardegna e campeggiano (ma con la benda che non copre gli occhi, e rivolti verso destra) sulla bandiera della regione. Nella stagione 2011-2012, i Quattro mori sono apparsi anche nel secondo completo della squadra sarda, in una versione stilizzata e con le teste rivolte a sinistra, appena sotto il main sponsor Sardegna.[62]
Inno [modifica]
Il 2 settembre 2007 in occasione della gara Cagliari-Juventus il vecchio inno Cagliari Grande di Mario Fabiani è stato sostituito da Voleremo, nuovo inno del Cagliari nato da un progetto di Elena Ledda, ispirata dalle sonorità di Andrea Parodi. Alla realizzazione hanno partecipato gli artisti sardi: le Balentes, i Menhir, Silvano Lobina, Mariangela Ledda, i Blacksoul. Prima di questi, nel periodo della coppa UEFA 93/94 l'inno del Cagliari è stato Sardi nel Mondo scritta da Piero Marras e cantata in collaborazione con altri artisti sardi come i Tazenda. Negli anni settanta l'inno del Cagliari era considerato invece Lo scudetto in Sardegna un canto sardo a chitarra in italiano cantato da Serafino Murru nato inizialmente per festeggiare appunto lo scudetto del 1970.
Strutture [modifica]
La prima sede del Cagliari era situata nei pressi del Caffè Torino, in via Roma. Negli anni cinquanta la società si trasferì in Piazza del Carmine, per poi stabilirsi in via Tola. Con l'arrivo di Massimo Cellino, nel 1992, la società fu trasferita in via Bonaria. In seguito passò in via Deffenu e, in un secondo momento, in via Tuveri, prima del definitivo trasloco in viale la Playa. La palazzina che ospita la sede del Cagliari è di due piani in stile liberty. La sede fu acquistata negli anni settanta dalla famiglia Cellino come sede dell'attività molitoria. Dal 1999 ospita solo gli uffici del Cagliari Calcio e il Cagliari Point, dove è possibile acquistare il merchandising e i biglietti per le partite.
Stadi [modifica]
| Per approfondire, vedi Stadio Amsicora, Stadio Nino Manconi, Stadio Sant'Elia, Stadio Nereo Rocco e Stadio Is Arenas. |
Il primo stadio nella storia del Cagliari fu lo Stadio Stallaggio Meloni, nel quale la formazione cagliaritana esordì l'8 settembre 1920 battendo la Torres per 5-2.[10] Nel 1922, in occasione della partecipazione al campionato cittadino viene dotato di una piccola tribuna e di spogliatoi.[10] Nell'ottobre 1924 inizia lo costruzione del nuovo Stadio Comunale Via Pola,[10] del quale il Cagliari prende possesso nel 1928. In ricordo del vecchio impianto è stata eretta una targa commemorativa:
| « A perenne ricordo delle gesta calcistiche del club sportivo Cagliari che su questo terreno divenuto famoso come Campo di Via Pola - dal 1924 per 25 anni di costante volontà e generoso impegno di giocatori e dirigenti locali - si evolse dai tornei regionali ai successi dei campionati nazionali sino a concludere l'epoca leggendaria con la conquista del mitico scudetto di campione d'Italia. » |
| (L'associazione ex giocatori rossoblu.[63]) |
Nel 1951 il Cagliari si trasferisce allo Stadio Amsicora, che prende il nome dal leggendario eroe sardo Ampsicora, protagonista della rivolta del suo popolo contro i romani nel 215 a.C.[64] In questo stadio la squadra rossoblu conquista lo scudetto nel 1969-1970, prima di trasferirsi allo Stadio Sant'Elia.[64] Sotto la supervisione strutturale dell'ingegnere Giorgio Lombardi, il Sant'Elia fu completato nell'estate del 1970. Lo stadio venne inaugurato nel settembre 1970. Il nuovo stadio inizialmente non disponeva di adeguate infrastrutture: le vie d'accesso erano poco adatte alla dimensione della struttura e il parcheggio, in un primo momento, poteva contenere solo duecento autovetture. L'impianto poteva ospitare circa 70 000 persone (compresi gli spettatori in piedi), e costò al Comune di Cagliari poco più di 1,9 miliardi di lire dell'epoca, circa un quarto dei quali coperti dal CONI attraverso un credito sportivo di circa 550 milioni in due tranche. Il 12 settembre 1970, nel primo turno di Coppa Italia, il Cagliari sconfisse la Massese per 4-1 di fronte a poco più di 30 000 spettatori. Quattro giorni più tardi, il 16 settembre 1970, lo stadio vide il suo primo incontro di Coppa dei Campioni, in cui il Cagliari sconfisse 3-0 i francesi del Saint-Étienne davanti a 63 000 spettatori. Dal settembre 2003 al dicembre 2003 il Cagliari ha disputato le sue partite interne allo Stadio Nino Manconi.[65] Dall'aprile all'agosto 2012 il Cagliari ha giocato le sue gare casalinghe allo Stadio Nereo Rocco di Trieste, a causa della parziale inagibilità del Sant'Elia e di alcune incomprensioni tra il presidente Cellino e il sindaco di Cagliari Massimo Zedda.[66][67][68]
Nel 2012 il Cagliari abbandona il Sant'Elia, per trasferirsi nell'impianto temporaneo di Is Arenas nel comune limitrofo di Quartu Sant'Elena,[69] fino a quel momento utilizzato dalle squadre locali del Sant'Elena e del Quartu 2000. Per questo motivo lo stadio è stato completamente rivoluzionato, nelle strutture e nelle capienza, per ospitare il campionato di Serie A 2012-2013. L'impianto, che può ospitare circa 16 500 spettatori, è stato costruito in poco più di cinque mesi, ed è interamente costituito da parti prefabbricate e in acciaio. È un impianto dedicato esclusivamente al calcio, sprovvisto di pista d'atletica e di barriere architettoniche.[70] La parte più all'avanguardia dello stadio è la cosiddetta Main Stand, interamente coperta e dotata di undici Sky Box[71] per aziende e VIP, i locali per gli addetti (spogliatoi, infermeria e sala antidoping) e un punto ristoro per gli spettatori. Il resto dello stadio è in tribune Dalmine, ereditate da quelle montate al Sant'Elia negli anni 2000. Verrà utilizzato per tre anni dal Cagliari per gli incontri casalinghi, che pagherà al comune un canone annuale di 30 000 €.[72] L'esordio nel nuovo stadio è avvenuto il 2 settembre 2012, per la partita di Serie A Cagliari-Atalanta terminata 1-1.
Centro di allenamento [modifica]
Centro allenamenti Ercole Cellino [modifica]
Il centro allenamenti Ercole Cellino si trova nella località Sa Ruina, nel comune di Assemini (CA). Qui, oltre alla prima squadra, si allenano la Primavera e alcune formazioni giovanili quali gli allievi nazionali, la juniores, i giovanissimi nazionali. La Primavera e le giovanili vi disputano anche le loro partite. Il centro ha 3 campi in erba di dimensioni regolari, 1 campo sintetico di dimensioni regolari, 1 in erba di dimensioni quasi regolari, una palestra e una gabbia in sintetico. La sala stampa si trova a fianco agli spogliatoi. Nel centro Ercole Cellino sono presenti anche un hotel e un centro benessere. L'albergo ha 15 stanze di cui 10 doppie e 5 singole, una President Suite e una Junior Suite. È presente una sala conferenze che può ospitare da un minimo di 20 persone a un massimo di 150. È presente un ristorante che offre anche cucina internazionale.[73]
Società [modifica]
Il Cagliari Calcio è una società per azioni controllata da un consiglio di amministrazione a cui fa capo dal 1992 l'imprenditore Massimo Cellino.[74] Il bilancio della società isolana al 30 giugno 2011 si è chiuso con una perdita di 1 807 384 euro. I maggiori ricavi provengono dalla cessione dei diritti televisivi che rappresentano il 67% del valore della produzione, la quale ammonta a 46 782 669 euro. Il Cagliari controlla due società con un valore di carico di 45 042 931 euro invariato rispetto all'esercizio precedente: trattasi di SGS Sport General Service srl (45 milioni), controllata al 90% e Cagliari Service US Miami Florida (42 391 euro), controllata al 51%; inoltre il Cagliari possiede anche alcune quote della Banca di Cagliari, esposte in bilancio per 50 mila euro.[75]
Le attività durante l'esercizio 2010-2011 (pari a 85,4 milioni, con una riduzione del 15,3% rispetto al 2009-2010) consistono nell'acquisto di un terreno edificabile nel Comune di Elmas (zona Santa Caterina), per un costo di 6 milioni di euro, sul quale sarebbe dovuto sorgere lo stadio Karalis Arena, per i quali son stati spesi 2 038 000 euro per la progettazione.[75]
Le disponibilità liquide segnano la maggiore riduzione, diminuendo da 16,1 milioni del 2009-2010 a 1,7 milioni del 2010-2011. Il motivo di tale riduzione è da ricercare nel ritardo dell’incasso dei proventi derivanti dalla cessione centralizzata dei diritti TV, a causa della querelle sui bacini d'utenza.[76]
Il patrimonio netto è positivo e ammonta a 29 488 594 euro, mentre nell'esercizio precedente era pari a 31 295 978, con una diminuzione del 5,8% dovuta alla perdita d'esercizio. Essendo non negativo è conforme a quanto stabilito dal fair play finanziario. Il patrimonio netto finanzia il 34,5% delle attività. I debiti, pari a 43,7 milioni, risultano aumentati dello 0,3% e non comprendono debiti bancari. Riguardano principalmente debiti verso fornitori per 10,9 milioni, debiti verso enti settore specifico per 10,8 milioni, debiti verso dipendenti per 8 559 510 euro e debiti verso altri per 11,8 milioni. Tra questi ultimi era compreso il debito verso il Comune di Cagliari, il quale ammontava a circa 2 milioni di euro, dovuto ad una condanna al pagamento dei canoni di concessione d’uso del Sant'Elia dal 1970 al 1994, risoltasi con il pignoramento dei proventi derivati dalla cessione dei diritti televisivi da parte del Comune.[77] I costi della produzione, pari a 48,9 milioni, risultano aumentati del 9,5%. Il costo del personale segna la cifra di 21 173 690 euro, con un incremento del 13,3% rispetto al 2009-2010.[75]
Organigramma societario [modifica]
Dal sito ufficiale della società:[74]
|
Sponsor [modifica]
Dal sito ufficiale della società:[78]
Nota: Gli sponsor sulla maglia del Cagliari comparvero dal 1980 con l'acquisto della società da parte di Alvaro Amarugi.
Settore giovanile [modifica]
Il settore giovanile del Cagliari Calcio è composto da selezioni che militano nei seguenti campionati: Primavera,[79] Allievi professionisti,[80] Juniories,[81] Giovanissimi professionisti,[82] Giovanissimi regionali,[83] e Giovanissimi provinciali.[84]
La principale peculiarità del settore giovanile cagliaritano è l'essere formato quasi esclusivamente da giocatori nati e cresciuti in Sardegna, da Cagliari ad Alghero, passando per Oristano e Nuoro. Questo modello organizzativo è stato architettato e studiato dall'attuale responsabile del settore giovanile Gianfranco Matteoli, ex giocatore di Como, Inter e Cagliari.[85]
Le attività delle giovanili rossoblu si svolgono al Centro allenamenti Ercole Cellino in località Sa Ruina ad Assemini, in provincia di Cagliari, nel quale si allena anche la prima squadra.[73] Il vivaio a dicembre 2006 contava 280 ragazzi, facenti parte di dieci squadre suddivise tra le succursali di Cagliari e Oristano, in cui è presente anche una scuola calcio. A Cagliari è anche presente una struttura di accoglienza organizzata con i salesiani dove i giovani studiano e si allenano.[85]
La gestione del centro giovanile del Cagliari costa almeno 600 000 euro all'anno, tra spese per le trasferte, affitto alberghi e pasti.[85] L'attuale allenatore della Primavera è Vittorio Pusceddu,[79] mentre Giorgio Melis allena gli Allievi Nazionali.[80]
Nel corso dei decenni il settore giovanile del Cagliari ha arricchito in modo significativo l'organico della prima squadra, mentre altri giocatori hanno fatto le fortune di importanti squadre italiane e estere. Tra i giocatori più importanti ad essere usciti dal vivaio rossoblu vi è Gianluca Festa, protagonista della scalata dalla Serie C1 alla A tra fine anni ottanta e inizio anni novanta e della qualificazione UEFA nel 1993, prima di approdare all'Inter, alla Roma e avere una brillante carriera in Inghilterra.[86] Tra le file del suo settore giovanile il Cagliari ha visto passare giocatori come Vittorio Pusceddu, Enzo Maresca, Fabio Liverani, Alessio Scarpi, Andrea Pisanu, Giovanni Sulcis, Emiliano Melis, Andrea Capone, Davide Carrus e Andrea Cocco. Negli ultimi anni hanno esordito in maglia rossoblu giocatori come gli attaccanti Daniele Ragatzu e Marco Sau, il centrocampista Marco Mancosu, e i terzini Nicola Murru e Francesco Pisano. Quest'ultimo è uno dei giocatori con più presenze in Serie A della squadra cagliaritana.[87]
Il Cagliari e le Nazionali di calcio [modifica]
Convocati nella Nazionale italiana[88] [modifica]
Il primo giocatore del Cagliari ad esordire nella Nazionale maggiore fu Gigi Riva, nell'incontro amichevole del 27 giugno 1965 contro l'Ungheria, vinto dai magiari con il risultato di 2-1. Riva segnò i suoi primi gol in maglia azzurra (una tripletta) nella partita contro Cipro del 1º novembre 1967 valida per le qualificazioni agli Europei del 1968 e conclusasi col risultato di 5-0 per gli azzurri. Riva, nella sua carriera in Nazionale, ha fatto parte della vittoriosa spedizione agli Europei 1968, e a quella dei mondiali del 1970, conquistando il secondo posto. È tuttora il capocannoniere della Nazionale italiana con 35 reti in 42 presenze dal 1965 al 1974.
Il periodo d'oro del club sardo a cavallo tra fine anni sessanta e inizio anni settanta si rispecchia anche nelle convocazioni in Nazionale. In quel periodo fecero il loro esordio con la maglia azzurra Francesco Rizzo, Roberto Boninsegna, Pierluigi Cera, Comunardo Niccolai e Sergio Gori, oltre alla chiamata di Enrico Albertosi e Angelo Domenghini che erano già all'interno del giro della Nazionale. Questo blocco, insieme a Riva, si rese protagonista di una delle partite più emozionanti della storia del calcio, la semifinale della Coppa del Mondo 1970, disputata mercoledì 17 giugno 1970 allo Stadio Azteca di Città del Messico tra Italia e Germania Ovest. Per la cronaca, l'Italia concluse quel mondiale al secondo posto, battuta in finale dal Brasile.
Nel 1981 fece il suo esordio in Nazionale Franco Selvaggi, nella partita amichevole contro la Germania Est disputata a Udine il 19 aprile. Selvaggi fece parte della spedizione che vinse i mondiali del 1982, non giocando, tuttavia, neanche un minuto.
Seguì un lungo periodo senza che il Cagliari prestasse giocatori alla Nazionale maggiore, interrotto finalmente nella seconda metà degli anni 2000, con l'esordio in maglia azzurra di Mauro Esposito, convocato in occasione delle qualificazioni ai mondiali del 2006. Seguirono gli esordi di Antonio Langella nel 2005 a Cagliari, e di Pasquale Foggia nel 2007.
Il 2009 vide l'edordio di Davide Biondini, che collezionò la prima presenza il 14 novembre in un'amichevole contro l'Olanda, e di Federico Marchetti; quest'ultimo, giocò da titolare i mondiali in Sud Africa del 2010 per via di un infortunio occorso al portiere titolare Gianluigi Buffon.[89]
Andrea Cossu nel 2010, dopo 3 presenze in partite amichevoli, andò vicino a far parte della spedizione per i mondiali in Sud Africa, vendendo scartato nell'ultima selezione dall'allora CT Marcello Lippi.[90] L'ultimo giocatore a far parte della rosa dell'Italia è stato il difensore Davide Astori, il quale ha esordito il 29 marzo 2011 nella partita contro l'Ucraina terminata 2-0 per gli azzurri.
Convocati in altre Nazionali [modifica]
Grazie alla collaborazione negli anni novanta tra il Cagliari e il procuratore sportivo Paco Casal arrivarono in Sardegna numerosi calciatori uruguayani che vestirono con alterne fortune le maglie della squadra sarda e della celeste. Si ricordano in particolare Enzo Francescoli (tre Coppe America nel 1983, nel 1987 e nel 1995), Daniel Fonseca (Copa América 1995), Fabian O'Neill, Dario Silva, Josè Herrera, Luis Romero, Diego López, Nelson Abeijón, Joe Bizera e Fabián Carini.
Numerosi anche i giocatori africani che hanno vestito la maglia della loro Nazionale nel periodo di militanza ala Cagliari. I sud africani Eric Tinkler e David Nyathi, il congolese Jason Mayele, il camerunese Patrick Mboma, e Mohamed Kallon, originario della Sierra Leone.
Tra i rappresentanti del Sud America e del Centro America vi sono Alberto Gallardo e Julio César Uribe (Perù), Julio Cesar Dely Valdes (Panama), Rafael Acosta (Venezuela), David Suazo e Edgar Álvarez (Honduras) e Mauricio Pinilla (Cile).
Tra gli europei si ricordano gli svizzeri Marco Pascolo e Ramon Vega, lo svedese Albin Ekdal e i belgi Radja Nainggolan e Luis Oliveira, che pur essendo di origine brasiliana scelse di rappresentare la Nazionale del Belgio.
Presidenti e allenatori [modifica]
I presidenti [modifica]
Il primo presidente, nonché primo allenatore e fondatore del Cagliari Calcio, allora chiamato Cagliari Football Club, fu il medico chirurgo Gaetano Fichera il 30 maggio del 1920. Sotto la sua guida, si riunirono quel giorno, nei locali del cinema Eden sotto i portici di via Roma, i soci fondatori Antonio Colomo, Guido Costa, Manlio Cottiglia, Francesco Falqui, Giacomo Fiorentino, Natale Illario, Enrico Nonnoi, Carlo Papi, Giacomo Puddu e Antonino Zedda. La prima formazione del Cagliari schierava molti studenti universitari della Facoltà di Medicina nella quale Fichera insegnava, e per richiamare il colore dei loro camici ospedalieri scelsero inizialmente delle maglie di colore bianco, poi sostituite da quelle nerazzurre e infine da quelle rossoblu.[91]
Tra i circa quaranta presidenti succedutisi alla guida della società isolana un ruolo importante lo riveste Efisio Corrias. Occupatosi di politica negli anni cinquanta e sessanta, ricoprendo la carica di Presidente della Regione e del Consiglio regionale,[92] acquistò il Cagliari una prima volta nel 1954, e successivamente nel 1968, restando in carica nell'anno dello Scudetto.[93]
Nel 1986 divenne presidente Gigi Riva, dopo che cinque imprenditori (Gianni Simonetti, Tonino Orrù, Carlo Cogliolo, Vinicio Sarritzu e Ubaldo Caria) rilevarono il Cagliari dopo la gestione fallimentare di Fausto Moi, che lasciò la società travolta dai debiti. A Riva fu affidata la presidenza come uomo simbolo da cui incominciare un nuovo corso, dove l'ex calciatore si occupò principalmente di trovare nuovi sponsor per risollevare le finanze della società.[94]
Nel 1992 l'imprenditore Massimo Cellino, acquistò la società dai fratelli Orrù. È il presidente più longevo nella storia della società rossoblu, festeggiando nel 2012 i vent'anni di presidenza, intervallati solamente dalla gestione di Bruno Ghirardi nel 2005.[91]
Lista dei presidenti [modifica]
|
Gli allenatori [modifica]
| Per approfondire, vedi Categoria:Allenatori del Cagliari Calcio. |
Sono più di 50 gli allenatori alternatisi sulla panchina del Cagliari dall'anno della fondazione fino ad oggi.
Dopo il fondatore Gaetano Fichera, che guidò la squadra nei suoi primi anni di vita, i primi allenatori che incominciarono ad ottenere risultati furono gli ungheresi Robert Winkler e Ernest Erbstein. Sulla panchina del Cagliari si ricordano le esperienze poco positive di grandi nomi del calcio quali Silvio Piola e Luisito Suarez.[10]
Nel 1968 l'allora presidente Corrias ingaggiò l'allenatore “filosofo” Manlio Scopigno, reduce da un esonero in quel di Bologna. Nel 1970 Scopigno conquistò il primo e finora unico scudetto della squadra sarda, divenendo automaticamente l'allenatore più vincente della storia rossoblu.[93] Ottenne inoltre un secondo posto in campionato nel Nel 1969 e un quarto posto nel 1972. Nel 2005 lo stadio di Rieti è stato dedicato all'allenatore, così come la tribuna stampa dello Stadio Sant'Elia.[95]
Mario Tiddia allenò in diversi periodi la compagine rossoblù. La prima volta fu per il campionato di Serie A 1975-1976, per altre tre stagioni dal 1978 al 1981, nella stagione di Serie B 1983-1984 e infine nel campionato di Serie C1 1987-1988. I suoi risultati migliori alla guida del Cagliari furono la promozione in serie A nel campionato di B 1978-1979 e il sesto posto nella massima serie nella stagione 1980-1981.
Resta memorabile anche l'opera di Claudio Ranieri che guidò il Cagliari per tre stagioni (dal 1988 al 1991),riuscendo raggiungere con i sardi la doppia promozione dalla Serie C1 alla Serie A e infine ad ottenere la salvezza nel massimo campionato.
Carlo Mazzone ebbe fortune alterne alla guida della compagine rossoblu, con una qualificazione alla Coppa UEFA nel 1993 e una retrocessione nel 1997 dopo lo spareggio col Piacenza al San Paolo. Bruno Giorgi, che sostituì Mazzone l'anno dopo la qualificazione, portò la squadra fino alla semifinale di Coppa UEFA nella stagione 1993-1994, eliminando nei quarti di finale la Juventus e arrendendosi solo nella semifinale di ritorno contro l'Inter.[22]
Nella stagione 2007-2008 Davide Ballardini si rese protagonista di un'incredibile rimonta, prendendo la squadra all'ultimo posto e classificandola 14ª nello spazio di un girone, ottenendo la salvezza con una giornata di anticipo.[24]
L'attuale allenatore è Ivo Pulga.[96]
Lista degli allenatori [modifica]
|
Giocatori [modifica]
| Per approfondire, vedi Categoria:Calciatori del Cagliari Calcio. |
Il giocatore più rappresentativo nella storia del Cagliari Calcio è Gigi Riva. Unanimemente considerato uno dei migliori giocatori italiani di ogni epoca,[97] è tuttora il capocannoniere della Nazionale italiana con 35 reti. Considerato bandiera del Cagliari e di tutta la Sardegna, aiutò il club sardo a ottenere la sua prima promozione in Serie A nel 1965 e a conquistare il primo, e finora unico, scudetto nella storia del Cagliari nel 1970.[98] Soprannominato da Gianni Brera Rombo di Tuono,[99] possedeva grandi doti fisiche unite a una tecnica essenziale, abilità nei colpi di testa e nel gioco acrobatico.[98] È tuttora il giocatore con più reti all'attivo nella storia del Cagliari, con 164 gol in 315 presenze, e tre titoli di capocannoniere all'attivo.[100]
Un altro giocatore importante nella storia del club rossoblu è Gianfranco Zola. Dopo una carriera passata tra Napoli, Parma e soprattutto Chelsea, il fantasista di Oliena tornò in Sardegna nel 2003 aiutando il Cagliari a raggiungere la promozione nella massima categoria.[98][101] Protagonista di quella promozione fu anche l'honduregno David Suazo, che detiene attualmente il record di reti segnate in un singolo campionato con 22 centri, superando il vecchio record di Riva,[98] e venendo premiato nel 2006 dalla AIC come miglior giocatore straniero alla pari del brasiliano Kaká.[102]
Uno dei protagonisti della qualificazione UEFA del 1993 fu Enzo Francescoli, detto El Principe,[98] insieme a Gianfranco Matteoli, che come Zola arrivò al Cagliari in età avanzata per concludere la carriera nella propria terra. Oggi è responsabile del settore giovanile del Cagliari.[85]
Tra i giocatori più rappresentativi trovano posto anche molti giocatori vincitori dello scudetto del 1970, come Nené (che detiene il record di presenze in rossoblu in Serie A con 311 presenze), Enrico Albertosi, Pierluigi Cera, Mario Brugnera (secondo per quanto riguarda le presenze assolute in campionato con la maglia del Cagliari), Angelo Domenghini, Ricciotti Greatti, Mario Martiradonna e Sergio Gori.[98] Molti di questi giocatori insieme a Riva formarono un blocco importante per la Nazionale italiana negli anni settanta, andando a sfiorare il titolo di campioni del mondo in Messico 70.[103]
Franco Selvaggi fece parte della Nazionale italiana che vinse il campionato del mondo 1982, anche se vide tutte le partite dalla tribuna. È attualmente l'unico giocatore ad aver vinto una Coppa del mondo nel suo periodo di militanza al Cagliari.[98]
Tra i calciatori sardi più importanti, oltre Zola e Matteoli, si ricordano Tonino Congiu, idolo dei tifosi alla fine degli anni sessanta, rimase a lungo nello staff della società anche dopo il suo ritiro, in qualità di allenatore delle giovanili e allenatore in seconda dei tecnici della prima squadra, Pietro Paolo Virdis, che col Cagliari collezionò 97 presenze condite da 29 reti, Mario Tiddia, terzino grintoso e volenteroso, che dedicò tutta la sua vita alla squadra rossoblu, prima da calciatore (203 partite tra il 1957 e il 1968) e poi da allenatore conquistando una promozione in Serie A nel 1979, e Andrea Cossu, che attualmente vanta più di 170 presenze col Cagliari e 2 con la maglia dell'Italia.[98]
Agli anni recenti sono legati i nomi di Luis Oliveira, belga-brasiliano protagonista della cavalcata europea della squadra sarda nella Coppa UEFA 1993-1994 in cui segnò 4 reti, Roberto Muzzi, attaccante massiccio e tenace, Mauro Esposito, il quale formava il trio della meraviglie a metà degli anni 2000, prima con Zola e Suazo e successivamente con Langella e l'honduregno, Diego López, ultimo della lunga serie di calciatori uruguayani che hanno fatto grande il Cagliari, attuale vice allenatore della prima squadra e capitano dall'estate del 2007 fino al suo ritiro, e Daniele Conti, figlio della leggenda della Roma Bruno, attuale capitano nonché recordman di presenze in campionato della compagine rossoblu.[98]
Capitani [modifica]
Il primo capitano del Cagliari di cui esistono fonti fu Mario Martiradonna nella stagione della prima promozione in A nel 1963-1964, succeduto cronologicamente da Enrico Spinosi, nella stagione 1964-1965 e da Mario Tiddia, che la tenne al braccio per due stagioni. Nella stagione 1967-1968 fu la volta del terzino sinistro Giuseppe Longoni seguito da Miguel Angelo Longo e da Pierluigi Cera, che fu capitano nella stagione dello scudetto fino alla stagione 1972-1973. Dopo la partenza di Cera la fascia passò a Comunardo Niccolai, dal 1973 al 1978, e a Mario Brugnera, che restò capitano fino alla stagione 1981-1982.[104]
Il primo sardo a indossare la fascia di capitano fu Luigi Piras nella stagione 1982-1983, mentre negli anni della Serie C divenne capitano il centrocampista Lucio Bernardini. Col ritorno in Serie A divenne capitano Gianfranco Matteoli fino alla stagione 1993-1994. Venne succeduto da Aldo Firicano che rimase capitano dei rossoblu fino al 1996. Matteo Villa divenne il nuovo capitano, portando la fascia per quattro anni.[104]
Nei primi anni 2000 la fascia non ebbe un padrone fisso, alternandosi al braccio di Gianluca Grassadonia e Fabrizio Cammarata, fino all'arrivo, nella stagione 2003-2004 di Gianfranco Zola. Il fantasista di Oliena rimase capitano per due anni fino al suo ritiro nel 2005.[104]
Ereditò la fascia l'uruguayano Diego López, capitano dei cagliaritani per cinque anni fino alla stagione 2009-2010, cedendo il testimone all'attuale capitano Daniele Conti.[104]
Vincitori di titoli [modifica]
Campioni del Mondo [modifica]
Campioni d'Europa [modifica]
Campioni d'Europa Under 21 [modifica]
Campioni del Sud America [modifica]
Campioni d'Africa [modifica]
Medaglia d'oro alle Olimpiadi [modifica]
Maglie ritirate [modifica]
In occasione della partita amichevole della Nazionale contro la Russia che si svolse allo Stadio Sant'Elia il 9 febbraio 2005,[105] venne ritirata in via ufficiale, dopo una raccolta di firme su internet da parte dei tifosi,[106] la maglietta numero 11 appartenuta a Gigi Riva con una cerimonia svoltasi nel pre-partita, a cui partecipò lo stesso Riva e gli ex giocatori del Cagliari dello scudetto.[107] Da allora nessun giocatore rossoblu ha più vestito la maglia numero 11, mentre l'ultimo ad averla indossata è il difensore Rocco Sabato.[108]
Palmarès [modifica]
Competizioni nazionali [modifica]
Trofei Minori [modifica]
Altri piazzamenti [modifica]
Statistiche [modifica]
Partecipazione ai campionati [modifica]
| Livello | Categoria | Partecipazioni | Debutto | Ultima stagione | Totale |
|---|---|---|---|---|---|
| 1º | Serie A | 34 | 1964-65 | 2012-13 | 76 |
| 2º | Serie B | 28 | 1931-32 | 2003-04 | |
| 3º | Direttorio Meridionale | 3 | 1928-29 | 1930-31 | |
| Serie C | 9 | 1936-37 | 1961-62 | ||
| Serie C1 | 2 | 1987-88 | 1988-89 |
Nota: Statistiche relative alle 76 stagioni sportive disputate all'interno della piramide calcistica nazionale della FIGC dall'esordio nel 1928, compresi 3 campionati del Direttorio Meridionale. Il Cagliari dovette ritirarsi nei tornei del Comitato Regionale Sardo dal 1935 al 1937 per fallimento finanziario, e dal 1940 al 1947 per la seconda guerra mondiale.
Statistiche di squadra [modifica]
In 76 stagioni sportive a partire dall'esordio ufficiale, risalente al 1928, il Cagliari Calcio ha disputato 34 campionati di massima serie, tutti in Serie A, vincendo il titolo nella stagione 1969-1970, arrivando secondo nel 1968-1969, quarto nel 1971-1972 e piazzandosi tra i primi sei posti in sette occasioni (1965, 1967, 1969, 1970, 1972, 1981, 1993). È al secondo posto tra le squadre del mezzogiorno d'Italia per numero di partecipazioni in Serie A dopo il Napoli, e al 14º posto su un totale di 60 squadre nella classifica perpetua della Serie A.
In base alle partite ufficiali finora disputate, la miglior vittoria del Cagliari è il 7-0 del 3 ottobre 1948 contro la Pistoiese (Serie C 1948-1949), mentre la peggiore sconfitta è il 6-0 subito contro la Gallaratese il 22 aprile 1948 (Serie B 1947-1948).[109]
Il Cagliari detiene il record di minor numero di gol subiti in un campionato a 16 squadre (11), registrato nella stagione dello scudetto. Altri primati che riguardano la squadra sarda sono i 49 gol segnati nella stagione 1998-1999, maggior numero di gol segnati dal Cagliari in un campionato a 18 squadre, le 17 vittorie della stagione 1969-1970, maggior numero di vittorie in un campionato, le due sconfitte nella stessa stagione, minor numero di sconfitte in un singolo campionato, e i 58 gol subiti nella stagione 1996-1997, record negativo di gol subiti dal Cagliari in un campionato di Serie A.[110]
L'acquisto più dispendioso nella storia del Cagliari è quello di Fabrizio Cammarata nel 2000 dal Verona per 14 miliardi di lire,[110] mentre la cessione più remunerativa è quella di Alessandro Matri alla Juventus per 18 milioni di euro più la metà del cartellino del difensore Lorenzo Ariaudo nel 2011.[111]
Statistiche individuali [modifica]
Il giocatore che detiene il record di presenze in campionato con la maglia rossoblu è Daniele Conti con 400 presenze (299 in Serie A, 101 in Serie B), seguono Mario Brugnera con 328 presenze (227 in Serie A, 101 in Serie B) e Gigi Piras con 320 presenze (132 in Serie A, 188 in Serie B). Il primato per quanto concerne la sola Serie A è detenuto invece da Claudio Nené, con 311 presenze, seguito da Gigi Riva con 289 presenze e da Alessandro Agostini con 266.[87]
Il giocatore che ha segnato più reti con la maglia della squadra isolana è Gigi Riva con 164 gol (156 in Serie A, 8 in Serie B) dal 1963 al 1976. Seguono parecchio distanziati l'honduregno David Suazo con 94 centri (44 in Serie A, 50 in Serie B) e Gigi Piras con 87 reti segnate (31 in Serie A, 56 in Serie B).[8] Riva detiene anche il record di gol segnati nella sola Serie A, mentre Suazo detiene il record di maggior numero di gol segnati in un singolo campionato, con 22 reti nel 2005-2006.[112]
Il portiere con più presenze con la maglia e del Cagliari è Mario Ielpo con 205 presenze tra A, B e C1, mentre il record di imbattibilità appartiene ad Adriano Reginato con 712' di porta inviolata stabilito nella stagione 1966-1967.[113]
Alessandro Matri in coabitazione con Riva detiene il record di maggior numero di gol consecutivi con la maglia del Cagliari con 7 centri, registrato in occasione della partita Cagliari-Napoli del 13 febbraio 2009.[114]
Infine i giocatori che sono riusciti a realizzare una tripletta in Serie A sono Riva (per due volte) Mancin, Piras, Dely Valdes, Oliveira, Mboma, Nenê, Larrivey, Pinilla e Ibarbo.[115]
|
|
Tifoseria [modifica]
| « Voglio solo innalzare un coro al cielo e sventolar con forza le bandiere, su cui sono dipinti dei colori che noi portiamo in giro con orgoglio. L’orgoglio con cui entriamo in ogni stadio, fieri di dimostrar la nostra fede. Sconfitti o vittoriosi usciremo sempre a testa alta da ogni stadio. Se verremo insultati o applauditi, noi marceremo sempre più uniti. Siamo Cagliaritani e siamo fieri di girar l’Italia in mille o dieci. Ti seguiremo ovunque con passione, con la sciarpa al collo e lo striscione. » |
| (Coro originale della tifoseria cagliaritana.[116]) |
Al momento il Cagliari Calcio è la 12ª squadra d'Italia per numero di tifosi (1,9%) al pari di Parma e Bari come risulta da un sondaggio effettuato dallo Studio Grizzaffi, azienda specializzata in ricerche di mercato, e pubblicato dalla stessa il 17 giugno 2010.[117] Il numero di tifosi si aggira sulle 321 000 unità secondo una rilevazione dell'Istituto Nielsen effettuata tra giugno e luglio 2008.[118]
Cenni storici [modifica]
Il tifo organizzato cagliaritano nasce nei primi degli anni settanta, grazie all'entusiasmo suscitato per l’unico scudetto vinto dal Cagliari di Riva e Scopigno nel '69-70. Si formano così i gruppi Fossa Ultrà e Commando Ultrà Young Supporters (CUYS). Dalla loro unione nascono, nel 1985, gli Ultrà Cagliari Curva Nord (UCCN), che vanno ad affiancare gli Eagles. Altri gruppi importanti, nati da allora, sono: Crazy Boys, Brigata S.Elia, Panthers, Rebels, I Miserabili, I Welt Schmerz, Bunker Skin, Furiosi, nati nel 1989 dalla fusione di piccoli gruppi radicali, e Vecchie Facce, gruppo di estrema destra fatto sciogliere dopo un Cagliari-Ascoli di Coppa Italia nella stagione '99-00. Capitolo a parte merita la nascita degli Sconvolts, nel febbraio 1987, da una costola degli Ultrà. Gli Sconvolts riescono a farsi largo nel momento più buio del Cagliari, in C1, fine anni ottanta, introducendo idee rivoluzionarie per le abitudini cagliaritane, ritrosia per le relazioni con l’esterno, materiale selezionato. Per diversi anni porteranno avanti la curva Nord con i Furiosi, dividendosela anche fisicamente: Sconvolts nell'anello inferiore, Furiosi, la minoranza, in quella superiore, vista l’impossibile convivenza tra i due gruppi, per una netta, insanabile spaccatura, che scaturisce da una diversa mentalità di vivere la curva e il tifo (diversi anche i gemellaggi). Una guerra intestina che porterà all'eliminazione forzata nel 2003, dei Furiosi dalla curva Nord, con annesse numerose diffide.[senza fonte] Tra le “colpe” dei Furiosi, la perdita, per ben due volte, dello striscione: ad opera dei milanisti, nel ’91-92,[119] e ad opera degli anconetani, nei primi anni duemila.[116]
Gruppi attuali [modifica]
Il gruppo principale della tifoseria organizzata cagliaritana sono gli Sconvolts, gruppo storico del panorama ultras nazionale, formatisi il 6 febbraio 1987. Ufficialmente apolitici,[116] risiedono nel settore curva Nord, la quale nell'agosto 2012, nello Stadio Is Arenas, gli era stata dedicata con tanto di logo del gruppo formato con i seggiolini colorati.[120] In Italia era un caso unico, all'estero era già successo con gli olandesi del Twente e il gruppo Vak-P. Tuttavia dopo soltanto otto giorni la scritta è stata fatta rimuovere su esplicita richiesta della Questura.[121][122] Nel 1987, l'allora gruppo dominante (UCCN), a causa di contrasti interni, si sciolse per fare spazio a un gruppo di ragazzi che risultavano avere un'altra mentalità, un modo di tifare e un modo di vivere la vita di curva completamente differente dai precedenti gruppi. Nella stagione 1992-1993 l'allora idolo dei tifosi Daniel Fonseca, passò al Napoli e durante la partita Cagliari-Napoli, rivolse un gesto poco elegante verso la curva.[senza fonte]
Questo avvenimento cambiò radicalmente e storicamente il tifo cagliaritano: è da allora che la Nord smise di inneggiare ai singoli giocatori, spostando l'incitamento verso la maglia e l'orgoglio per la città. Gli anni successivi vedono gli Sconvolts affermarsi sempre più a gruppo leader del movimento ultras cagliaritano.[senza fonte]
Amicizie [modifica]
Dopo la fine del gemellaggio coi foggiani, la tifoseria cagliaritana ha solamente rapporti di amicizia. La più importante è quella con l'Olbia, con cui non ci sono però rapporti almeno dal 1999, con gli Sconvolts amici degli Sbandati e i Furiosi in buoni rapporti con le Brigate Bianche.[116]
Rivalità [modifica]
La rivalità più sentita è quella con la seconda squadra sarda della Torres, con pesanti scontri avvenuti in un'amichevole nel 1999.[116] Rapporto di ostilità anche con il Napoli, dopo gli scontri tra tifoserie e forze dell'ordine avvenuti nel 1997 in occasione dello spareggio salvezza Cagliari-Piacenza allo Stadio San Paolo[123][124] e con il Milan. Esistono rapporti di ostilità anche verso le tifoserie di:[125]
Organico [modifica]
Rosa [modifica]
| Per approfondire, vedi Cagliari Calcio 2012-2013. |
Rosa e numerazione aggiornate al 12 febbraio 2013.[126]
|
|
Staff tecnico [modifica]
Staff tecnico aggiornato al 24 ottobre 2012.[127]
|
Note [modifica]
- ^ a b Campioni d'Italia. cagliaricalcio.net. URL consultato in data 15 novembre 2012.
- ^ Riva di nuovo capocannoniere. Corriere della Sera. URL consultato in data 15 novembre 2012.
- ^ Storia della Coppa Italia. Corriere della Sera. URL consultato in data 15 novembre 2012.
- ^ Coppa Italia di Serie C. Tutte le finali. ccomecalcio.wordpress.com. URL consultato in data 15 novembre 2012.
- ^ La storia. Anni '70. cagliaricalcio.net. URL consultato in data 15 novembre 2012.
- ^ La storia. Anni '90. cagliaricalcio.net. URL consultato in data 15 novembre 2012.
- ^ Classifica Marcatori. figc.it. URL consultato in data 15 novembre 2012.
- ^ a b c I cannonieri. cagliaricalcio.net. URL consultato in data 15 novembre 2012.
- ^ Le origini della società. Scagliaricalcio.net. URL consultato in data 15 novembre 2012.
- ^ a b c d e f g Storia del Cagliari Calcio anni 20-30 (PDF). cagliaricalcio.net. URL consultato in data 10 ottobre 2012.
- ^ AA. VV., La soubrette rossoblu, L'Unione Sarda 1889-1989, 1989.
- ^ Sito ufficiale Cagliari Calcio. Il club. La storia. Gli anni '30. cagliaricalcio.net. URL consultato in data 4 febbraio 2013.
- ^ Storia del Cagliari Calcio anni 30-40 (PDF). cagliaricalcio.net. URL consultato in data 15 novembre 2012.
- ^ a b Storia del Cagliari Calcio anni 50-60 (PDF). Sito Ufficiale Cagliari Calcio. URL consultato in data 15 novembre 2012.
- ^ Luigi Riva. treccani.it. URL consultato in data 3 febbraio 2013.
- ^ a b La storia. Anni '60. cagliaricalcio.net. URL consultato in data 15 novembre 2012.
- ^ Gigi Riva, Lo Scudetto in Sardegna, Storie di Sardegna. Miti e memorie del popolo sardo, L'Unione Sarda, 1987, pp. 240.
- ^ a b c Storia del Cagliari Calcio anni 70-80 (PDF). cagliaricalcio.net. URL consultato in data 15 novembre 2012.
- ^ Cagliari tricolore: l'incompiuta europea. lechampions.it, 9 aprile 2010. URL consultato in data 15 novembre 2012.
- ^ a b Storia del Cagliari Calcio anni 80-90 (PDF). cagliaricalcio.net. URL consultato in data 15 novembre 2012.
- ^ Valerio Vargiu, Cagliari. Dimensione Europa, Ed. La Guida, 1993, pp. 122-148.
- ^ a b c Storia del Cagliari Calcio anni 90-2000 (PDF). cagliaricalcio.net. URL consultato in data 15 novembre 2012.
- ^ Valerio Vargiu, Cagliari. Dimensione Europa, Ed. La Guida, 1993, pp. 150-172.
- ^ a b c d e f g h i j La storia. Nuovo millennio. cagliaricalcio.net. URL consultato in data 15 novembre 2012.
- ^ Il trionfale 2004 del Cagliari promosso in A (PDF). regione.sardegna.it, 30 gennaio 2005. URL consultato in data 15 dicembre 2012.
- ^ Cagliari e Sonetti salutano una salvezza impossibile, Il Giornale, 1 maggio 2006. URL consultato in data 15 dicembre 2012.
- ^ Cagliari: esonerato Giampaolo, Gazzetta dello Sport, 17 dicembre 2006. URL consultato in data 15 dicembre 2012.
- ^ Ufficiale: Colomba nuovo allenatore del Cagliari, Sole 24 ore. URL consultato in data 15 dicembre 2012.
- ^ UFFICIALE: Cagliari, esonerato Colomba e torna Giampaolo. tuttomercatoweb.com. URL consultato in data 15 dicembre 2012.
- ^ Siena e Cagliari dietrofront. Tornano Beretta e Sonetti, Gazzetta dello Sport, 12 novembre 2007. URL consultato in data 15 dicembre 2012.
- ^ Giampaolo rifiuta la panchina del Cagliari, Sole 24 Ore, 19 dicembre 2007. URL consultato in data 15 dicembre 2012.
- ^ Cagliari, ecco Ballardini, Gazzetta dello Sport, 29 dicembre 2007. URL consultato in data 15 dicembre 2012.
- ^ Cagliari penalizzato: -3, Gazzetta dello Sport, 29 febbraio 2008. URL consultato in data 15 dicembre 2012.
- ^ Cagliari, restituiti 3 punti, Gazzetta dello Sport, 26 marzo 2008. URL consultato in data 15 dicembre 2012.
- ^ Miracolo salvezza per il Cagliari. reportersonline.it, 12 maggio 2008. URL consultato in data 15 dicembre 2012.
- ^ Cagliari, arriva Allegri. Il Parma riparte da Cagni, Gazzetta dello Sport, 29 maggio 2008. URL consultato in data 15 dicembre 2012.
- ^ Un grande Cagliari sbanca Torino Secondo ko consecutivo per la Juve, La Repubblica, 31 gennaio 2009. URL consultato in data 18 giugno 2009.
- ^ Cagliari: esonerato Allegri. Melis sarà il nuovo allenatore. sport.sky.it, 13 aprile 2010. URL consultato in data 15 dicembre 2012.
- ^ Ancora un pareggio 2-2 con l'Udinese, Lazzari e Jeda. cagliaricalcio.net. URL consultato in data 15 novembre 2012.
- ^ Tutto su Bisoli. cagliaricalcio.net. URL consultato in data 14 dicembre 2012.
- ^ Oggi la presentazione di Bisoli. cagliaricalcio.net. URL consultato in data 14 dicembre 2012.
- ^ Sandro Angioni rientra nell'organigramma societario. cagliaricalcio.net. URL consultato in data 15 novembre 2012.
- ^ È Donadoni il nuovo allenatore del Cagliari. tuttomercatoweb.com. URL consultato in data 15 dicembre 2012.
- ^ Cagliari, Cellino esonera Donadoni, Corriere della Sera, 12 agosto 2011. URL consultato in data 14 dicembre 2012.
- ^ Massimo Ficcadenti è da oggi il nuovo allenatore del Cagliari, cagliaricalcio.net, 16 agosto 2011. URL consultato in data 16 agosto 2011.
- ^ Ribaltone in casa Cagliari. Via Ficcadenti, c'è Ballardini, Gazzetta dello Sport, 8 novembre 2011. URL consultato in data 15 dicembre 2012.
- ^ Il Cagliari Calcio vola a Trieste. Il match ora si disputa in Comune, L'Unione Sarda, 28 marzo 2012. URL consultato in data 15 dicembre 2012.
- ^ Esonerato Ballardini. Torna Ficcadenti, La Repubblica, 11 marzo 2012. URL consultato in data 15 dicembre 2012.
- ^ (EN) Mustangs Rosters. nasljerseys.com. URL consultato in data 15 novembre 2012.
- ^ (EN) The Year in American Soccer - 1967. homepages.sover.net. URL consultato in data 15 novembre 2012.
- ^ I risultati del Cagliari Strike Force, cagliaricalcio.net, 14 dicembre 2009. URL consultato in data 15 novembre 2012.
- ^ Cagliari Strike Force campione SFUYSA. it-alt.sport.calcio.cagliari.com. URL consultato in data 15 novembre 2012.
- ^ Alla scoperta di Fafà Picault. tuttomercatoweb.com. URL consultato in data 15 novembre 2012.
- ^ Dai libri Torres di amo 1903-2003, 100 anni di Calcio Sassari e KentAnnos - Storia dell'Olbia Calcio dalle origini al terzo millennio Autori Vari, Geo Edizioni, Empoli (FI).
- ^ Da "L'antifascismo in Sardegna" Mario Brigaglia e Autori Vari.
- ^ Lo sbarco delle forze Alleate.
- ^ 1º e 2º completo del Cagliari dal 2002/03 al 2010. Il completo Away (2º completo) 02/03 è da considerarsi “Third” (3º completo), il 2º completo era uguale al 3º ma bianco. È presente il 3º completo oro usato nel 2007/08. Fonte: colours-of-football.com
- ^ Maglia 2º completo 1997 e pantaloncino 3º completo 1997. URL consultato in data 14 novembre 2012.
- ^ Di maglia non ce n’è una sola. postadelgufo.it. URL consultato in data 14 novembre 2012.
- ^ Maglia Asics Acquamarina. colours-of-football.com. URL consultato in data 14 novembre 2012.
- ^ Completo oro Umbro. colours-of-football.com. URL consultato in data 14 novembre 2012.
- ^ Maglia bianca con 4 Mori sul petto. cagliaricalcio.net. URL consultato in data 15 novembre 2012.
- ^ Lapide Commemorativa del Campo di Via Pola. infopointcagliari.it. URL consultato in data 10 ottobre 2012.
- ^ a b Quando si giocava all’Amsicora. quasirete.gazzetta.it. URL consultato in data 10 ottobre 2012.
- ^ Per i lavori di adeguamento dello Stadio Sant'Elia.
- ^ Agibile il Sant'Elia, ma il Cagliari gioca a Trieste. calciopress.net. URL consultato in data 14 dicembre 2012.
- ^ Serie A, Cagliari-Inter si gioca a Trieste. Sant'Elia inagibile, Paolillo conferma il trasferimento. Corriere della Sera. URL consultato in data 14 dicembre 2012.
- ^ Il Cagliari gioca a Trieste ma Zedda si smarca: «il Comune sta facendo di tutto». sardegnaoggi.it. URL consultato in data 14 dicembre 2012.
- ^ Sant'Elia addio, 'Is Arenas' è realtà. La Repubblica. URL consultato in data 10 ottobre 2012.
- ^ (PDF) Il nuovo Is Arenas. Pronto in cinque mesi: ecco il progetto. Sardegna Quotidiano. URL consultato in data 10 ottobre 2012.
- ^ Sky Box Stadio Is Arenas. cagliaricalcio.net. URL consultato in data 14 dicembre 2012.
- ^ Is Arenas, uno stadio da 16 mila posti per il Cagliari. Martedì il via libera del Consiglio di Quartu. radiopress.it. URL consultato in data 14 dicembre 2012.
- ^ a b Centro sportivo. cagliaricalcio.net. URL consultato in data 15 novembre 2012.
- ^ a b Organigramma societario. cagliaricalcio.net. URL consultato in data 16 ottobre 2012.
- ^ a b c Luca Marotta. Bilancio Cagliari 2010/11: perdita in attesa del nuovo stadio. URL consultato in data 9 gennaio 2013.
- ^ Agnelli: «Pronti a lasciare la Lega». «Dobbiamo porci serie riflessioni», Sport Mediaset, 11 maggio 2011. URL consultato in data 9 gennaio 2013.
- ^ Il comune ha pignorato al Cagliari quasi 3 milioni di euro. radiopress.it. URL consultato in data 9 gennaio 2013.
- ^ Sponsor. cagliaricalcio.net. URL consultato in data 16 ottobre 2012.
- ^ a b Squadra Primavera. cagliaricalcio.net. URL consultato in data 15 novembre 2012.
- ^ a b Squadra Allievi Nazionali. cagliaricalcio.net. URL consultato in data 15 novembre 2012.
- ^ Squadra Juniores. cagliaricalcio.net. URL consultato in data 15 novembre 2012.
- ^ Squadra Giovanissimi Nazionali. cagliaricalcio.net. URL consultato in data 15 novembre 2012.
- ^ Squadra Giovanissimi Regionali. cagliaricalcio.net. URL consultato in data 15 novembre 2012.
- ^ Squadra Giovanissimi Provinciali. cagliaricalcio.net. URL consultato in data 15 novembre 2012.
- ^ a b c d Cagliari, un'isola al comando. Gazzetta dello Sport, 13 dicembre 2006. URL consultato in data 14 novembre 2012.
- ^ Calciatori ‒ La raccolta completa Panini 1961-2012, Panini, 9 luglio 2012, Vol. 10 (1993-1994), p. 10.
- ^ a b c Presenze. TOP 20 in Serie A. cagliaricalcio.net. URL consultato in data 15 novembre 2012.
- ^ Tutte le statistiche sono prese dai siti figc.it e italia1910.com
- ^ Mondiali 2010 - Marchetti e la strada che porta al Mondiale. Eurosport, 17 giugno 2010. URL consultato in data 14 novembre 2012.
- ^ Cossu lascia ritiro azzurro. Corriere dello Sport, 12 giugno 2010. URL consultato in data 14 novembre 2012.
- ^ a b Calcio, buon compleanno Cagliari. Festa anche per 20 anni di Cellino. L'Unione Sarda, 30 maggio 2012. URL consultato in data 16 novembre 2012.
- ^ Efisio Corrias. Regione Autonoma della Sardegna. URL consultato in data 16 novembre 2012.
- ^ a b La storia. Capitolo 1. cagliaricampione.it. URL consultato in data 16 novembre 2012.
- ^ (PDF) Gigi Riva presidente del Cagliari nuovo-corso. Giampaolo Murgia. URL consultato in data 16 novembre 2012.
- ^ (PDF) Scopigno, il “Filosofo”. cagliaricalcio.net. URL consultato in data 16 novembre 2012.
- ^ Nuovo corso. cagliaricalcio.net. URL consultato in data 2 ottobre 2012.
- ^ Maldini: ecco la super squadra con i più grandi calciatori italiani di tutti i tempi. club.quotidiano.net, 7 gennaio 2009. URL consultato in data 14 novembre 2012.
- ^ a b c d e f g h i (PDF) Hall of fame Cagliari Calcio. cagliaricalcio.net. URL consultato in data 14 novembre 2012.
- ^ Quando mi chiamò “Rombo di Tuono”. Gianni Brera. URL consultato in data 14 novembre 2012.
- ^ I bomber del Cagliari dalla fondazione ad oggi - TOP 10. cagliaricalcio.net. URL consultato in data 14 novembre 2012.
- ^ Bentornato, piccolo grande 10. Il richiamo della mia terra. La Repubblica. URL consultato in data 14 novembre 2012.
- ^ Albo d'oro. assocalciatori.it. URL consultato in data 17 novembre 2012.
- ^ Le formazioni della Nazionale. nazionale.altervista.org. URL consultato in data 14 novembre 2012.
- ^ a b c d Dagli album "Calciatori" Panini. Dall'edizione 1963-64 all'edizione 2009-2010
- ^ Il Cagliari ritira la maglia di Gigi Riva. Corriere della Sera, 5 gennaio 2005. URL consultato in data 17 novembre 2012.
- ^ La maglia numero 11 si racconta. comunecagliarinews.it. URL consultato in data 17 novembre 2012.
- ^ Il Cagliari ritira la maglia di Riva. «Troppo clamore, ma che gioia!». La Repubblica, 5 gennaio 2005. URL consultato in data 17 novembre 2012.
- ^ La maglia del Cagliari col N.11 è ufficialmente quella di Gigi Riva. sunuraghe.it, 1 marzo 2005. URL consultato in data 17 novembre 2012.
- ^ Statistiche prelevate dal sito archiviorossolu.it
- ^ a b I numeri. web.tiscali.it. URL consultato in data 20 novembre 2012.
- ^ Ufficiale: Matri è della Juve!. calciomercato.it. URL consultato in data 20 novembre 2012.
- ^ Suazo e quei 102 gol in rossoblù che lo mettono dietro solo al Mito. nanniboi.it. URL consultato in data 20 novembre 2012.
- ^ Portieri. TOP 10. cagliaricalcio.net. URL consultato in data 20 novembre 2012.
- ^ La storia del Cagliari archivia il nuovo record: Matri ne fa SETTE, proprio come RIVA. goal.com. URL consultato in data 20 novembre 2012.
- ^ Triplettisti in A. cagliaricalcio.net. URL consultato in data 20 novembre 2012.
- ^ a b c d e Cagliari. I gruppi ultras calcio avversari. rangers.it. URL consultato in data 3 novembre 2012.
- ^ Classifica tifosi Serie A. Studio Grizzaffi. URL consultato in data 14 novembre 2012.
- ^ La Juventus resta la squadra più tifata d'Italia, Inter e Milan quasi appaiate. calcioblog.it. URL consultato in data 14 novembre 2012.
- ^ Cagliari-Milan: c'eravamo tanto odiati.... tuttocagliari.net, 9 febbraio 2013. URL consultato in data 10 febbraio 2013.
- ^ Curva Sconvolts: precisazione della Cagliari Calcio. cagliaricalcio.net
- ^ Is Arenas, il Cagliari ci ripensa. Già sparita la scritta Sconvolts. unionesarda.it. URL consultato in data 2 novembre 2012.
- ^ Stadio Is Arenas, domani vertice decisivo; La Questura ha eliminato logo Sconvolts. L'Unione sarda. URL consultato in data 2 settembre 2012.
- ^ Cagliari - Piacenza in campo neutro a Napoli: amarcord di un'ingiustizia che i sardi non dimenticano. Claudio Cugusi. URL consultato in data 3 novembre 2012.
- ^ Quell'abbraccio tra destra e ultrà, sfida eversiva a “sbirri” e potere. La Repubblica. URL consultato in data 3 novembre 2012.
- ^ Guerra&Pace. tifonet.it. URL consultato in data 1 novembre 2012.
- ^ Numerazione ufficiale maglie. cagliaricalcio.net. URL consultato in data 12 febbraio 2013.
- ^ Staff tecnico 2012/13. cagliaricalcio.net. URL consultato in data 16 ottobre 2012.
Altri progetti [modifica]
Commons contiene immagini o altri file su Cagliari Calcio
Collegamenti esterni [modifica]
- Cagliari Calcio su Open Directory Project (Segnala su DMoz un collegamento pertinente all'argomento "Cagliari Calcio")
- Sito ufficiale
- Sito del Cagliari Campione
- Archiviorossoblu.it Sito Statistiche Cagliari Calcio
- (DE, EN, IT) Profilo e statistiche su Transfermarkt.it