Lega Nazionale Professionisti

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La Lega Nazionale Professionisti (sigla LNP), più comunemente detta Lega Calcio, è stata l'organo che ha gestito per sessantaquattro anni i più importanti tornei calcistici per club in Italia, dalla stagione 1946-47 alla stagione 2009-10. Fondata nel 1946 a Rapallo, aveva sede a Milano. Ha cessato di esistere nel 2010, scindendosi in Lega Nazionale Professionisti Serie A e Lega Nazionale Professionisti Serie B.

La Lega Calcio organizzava e dirigeva i tornei di Serie A e di Serie B, la Coppa Italia, la Supercoppa Italiana, il Campionato Primavera, la Coppa Italia Primavera e la Supercoppa Primavera.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il Direttorio Divisioni Superiori[modifica | modifica sorgente]

Il nucleo di quella che diverrà la Lega Calcio nasce il 3 agosto 1926 con la ratifica da parte del CONI della Carta di Viareggio, documento fortemente desiderato dal regime fascista e volto ad una riforma radicale del mondo del calcio italiano dell'epoca. La Carta stabilì la creazione di un Direttorio Divisioni Superiori adibito all'organizzazione dei nuovi massimi campionati italiani, la Divisione Nazionale e la Prima Divisione, caratterizzati da due elementi rivoluzionari: il professionismo e l'estensione del torneo all'intero territorio nazionale.

Fino ad allora infatti il campionato italiano si era trincerato dietro ad un formale dilettantismo così come garantito alla FIFA all'atto dell'affiliazione, anche se si erano verificati numerosi casi clandestini di calciomercato, ed era diviso fra una Lega Nord a cui afferivano tutte le società rilevanti per la corsa allo scudetto, ed una Lega Sud molto differente (in senso negativo) dalla Lega Nord.

Una netta differenza esisteva perché nel tempo il Sud non aveva sviluppato armonicamente ciò che il Nord aveva acquisito almeno 5 anni prima: campi sportivi all'altezza in ogni categoria, calcio giovanile in ambito locale sia F.I.G.C. che U.L.I.C. che garantisse costantemente il ricambio generazionale ed elevasse il tasso tecnico dei giocatori ma soprattutto la categoria intermedia (la Seconda Divisione) che riducesse l'abisso tra le società nuove affiliate e il massimo livello e per questo motivo era costretta ad organizzare sempre tutti i campionati a livello regionale per ridurre gli alti costi di gestione e delle trasferte.

Strutturato secondo le visioni sociali del fascismo, il Direttorio era un'organizzazione verticistica ed in tutto dipendente dalla Federazione, essendo i suoi dirigenti nominati direttamente dal Presidente Federale. Facevano parte del Direttorio sessanta squadre, quarantasette provenienti dal Nord e tredici dal Sud, mentre il campionato si strutturava su sei gironi fra i quali le società venivano suddivise con criteri geografici e chilometrici dove, per motivi economici, le squadre del centro (le toscane e l'Ancona) furono aggregate al Nord.

L'obiettivo finale era però quello di creare anche in Italia un torneo a girone unico sul modello inglese. La strada più semplice sarebbe stata subito quella di unificare i due raggruppamenti che andarono a comporre la Divisione Nazionale, ma l'esclusione dall'organico direttoriale di importanti città quali Venezia, Trieste, Firenze e Bari, mentre le rappresentanti di Roma e Napoli annaspavano nei bassifondi delle classifiche, convinse i propugnatori della Carta di Viareggio a programmare un progressivo inserimento dei capoluoghi e delle squadre del Sud attraverso l'allargamento della Divisione Nazionale prima a 22 squadre per la stagione 1927-28 e poi addirittura a 32 squadre per la stagione 1928-29. Al termine di quel torneo le società del Direttorio sarebbero state divise su tre livelli: in un nuovo campionato denominato Serie A le meglio piazzate, le altre non ammesse alla Serie A nell'altrettanto nuova Serie B e le squadre rimanenti e le neo promosse in una Prima Divisione ancora più allargata.

Dal 1929 quindi il Direttorio si trovò a gestire sia il primo che il secondo ed il terzo livello della piramide calcistica italiana, per un totale di 96 società (18 in Serie A, altrettante in Serie B e 60 in Prima Divisione). Tutti i tornei erano aperti al professionismo, ma solo i due maggiori erano basati su un girone unico nazionale. Una deroga si verificò fra il 1933 e il 1935, quando la Serie B ebbe un curioso format a due gironi suddivisi in senso longitudinale fra Est ed Ovest della penisola. Al momento dell'interruzione dei campionati per l'acuirsi della guerra, nel 1943, il Direttorio comprendeva 179 società (16 in Serie A, 18 in Serie B e 145 in Serie C).

Nasce la Lega Nazionale[modifica | modifica sorgente]

Dopo un'annata in cui il campionato ebbe una formula straordinaria, suddiviso fra Nord e Centro-Sud, a causa delle distruzioni belliche, nel 1946 la Federazione programmò il ritorno ad una regolare attività agonistica ripristinando l'elezione democratica dei rappresentanti federali.

Disciolto il Direttorio nel 1945, i presidenti delle maggiori società italiane decisero di sostituirlo con due nuovi organismi che avrebbero dato vita solo per la stagione 1945-46 ad un campionato di transizione: la Lega Nazionale Alta Italia e la Lega Nazionale Centro-Sud.

La Lega Nazionale nacque la stagione successiva a Rapallo, fra il 14 e il 16 maggio 1946, quando i delegati ivi riunitisi si diedero una costituente e nominarono fra di essi un presidente e due vicepresidenti. Diversamente dal Direttorio, anche la Lega Nazionale avrebbe infatti dovuta essere una struttura democratica e comandata dal basso dalle società stesse. Si aprivano però così problemi di coordinamento e di competenze con la FIGC, che non mancheranno di manifestarsi negli anni successivi.

Le prime polemiche[modifica | modifica sorgente]

Nell'agosto del 1958 il presidente del CONI, Giulio Onesti, accusò gli allora presidenti di Inter (Angelo Moratti), Juventus (Umberto Agnelli), e Milan (Andrea Rizzoli), di spendere troppo per il calcio. La Lega subì di conseguenza un periodo di caos che sfociò nel commissariamento, terminato il quale l'allora commissario Pasquale venne eletto dai membri come Presidente.

Alla fine del commissariamento con l'inizio del professionismo "reale", non più fittizio quale quello stabilito dalla Carta di Viareggio, i giocatori di Serie A e Serie B firmano all'inizio della stagione 1959-60 la dichiarazione di giocatore professionista. I giocatori che non firmano la dichiarazione non possono stipulare un contratto professionistico e disputare i massimi campionati nazionali. Anche la Lega Nazionale cambia di conseguenza e si trasforma in Lega Nazionale Professionisti.

Il marchio Lega Calcio[modifica | modifica sorgente]

Il marchio "Lega Calcio" è nato nel 1996 durante la presidenza dell'Avvocato Luciano Nizzola, in occasione del cinquantesimo anniversario dalla fondazione della LNP.[1]

La scissione[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Lega Nazionale Professionisti Serie A e Lega Nazionale Professionisti Serie B.

Nel maggio del 2009 alcune società, fra le più potenti economicamente, hanno minacciato la Serie cadetta di una possibile scissione tra le due categorie in due leghe separate. Ciò ha portato alla mancata elezione del successore di Antonio Matarrese alla presidenza. La Lega è stata nuovamente commissariata dal presidente FIGC Giancarlo Abete. Sotto il commissariamento, durato alcuni mesi, è stato trovato l'accordo tra le società per la separazione della Lega Nazionale Professionisti in due Leghe a partire dalla stagione 2010-11. Maurizio Beretta, già designato per presiedere la nuova Lega Serie A, è stato eletto nel settembre 2009 come nuovo e ultimo presidente della Lega Nazionale Professionisti, ponendo fine al commissariamento.

I presidenti della Lega Nord[modifica | modifica sorgente]

I presidenti del Direttorio Divisioni Superiori[modifica | modifica sorgente]

I presidenti della Lega Nazionale Alta Italia[modifica | modifica sorgente]

I presidenti della Lega Nazionale Professionisti[modifica | modifica sorgente]

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

Dalla stagione 2007-2008 in tutte le partite organizzate dalla Lega Calcio fu utilizzato un pallone unico fornito dalla Nike, così come accadeva nella Premier League e nella Primera División. L'istituzione del pallone ufficiale è stata successivamente ripresa, in perfetta continuità, dalla Lega Serie A e dalla Lega Serie B.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ La denominazione "Lega Nazionale Professionisti" non è mai stata cambiata fino al 2010. La denominazione ufficiale della Lega, trascritta su tutti gli almanacchi e gli annuari ufficiali FIGC, è sempre stata "Lega Nazionale Professionisti" e non "Lega Calcio". Solo a partire dal 1996 sui comunicati ufficiali è stato aggiunto il logo "Lega Calcio" che è anche il nome del sito ufficiale della LNP, vedere l'archivio comunicati LNP, ora disponibile dal 2000-2001, e che fino al 2003 conservava tutti i comunicati, compresi i primi pubblicati nel 1996 in formato html.
  2. ^ Già presidente del Comitato Italiano Tecnico Arbitrale.

Fonti e bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Comunicati ufficiali del D.D.S. pubblicati da Il Littoriale disponibile sul sito dell'Emeroteca del CONI di Roma.
  • Enciclopedia illustrata del calcio italiano - Almanacco 1939 XVII a cura di Renzo De Vecchi e Leone Boccali edito da S.A. Stampa Periodica Italiana, Viale Piave 12 Milano - 1939.
  • Almanacco illustrato del calcio volumi dal 1940 al 1963 editi da Il Calcio Illustrato - Rizzoli Editore, Milano.
  • Almanacco illustrato del calcio volumi dal 1964 al 1970 editi dalla Edizioni Carcano, Via Masotto 4 e Via Archimede 129 - Milano.
  • Almanacco illustrato del calcio volumi dal 1971 a oggi editi dalla Edizioni Panini, Modena.
  • Annuario degli Enti Federali e delle Società, 6 volumi editi per le stagioni sportive 1951-52, 1952-53, 1954-55, 1955-56, 1956-57 e 1957-58 dalla Federazione Italiana Giuoco Calcio a Roma.
  • Annuario che la Federazione Italiana Giuoco Calcio ha pubblicato a Roma dal 1963-64 al 2002-03.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]