Franco Carraro
| Franco Carraro | |
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| Ministro del turismo e dello spettacolo della Repubblica Italiana | |
| Durata mandato | 28 luglio 1987 – 12 aprile 1991 |
| Presidente | Giovanni Goria-Ciriaco de Mita-Giulio Andreotti |
| Predecessore | Mario Di Lazzaro |
| Successore | Carlo Tognoli |
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| Sindaco di Roma | |
| Durata mandato | 19 dicembre 1989 – 19 aprile 1993 |
| Predecessore | Pietro Giubilo |
| Successore | Francesco Rutelli |
| Franco Carraro | ||
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| Dati biografici | ||
| Nome | Franco Carraro | |
| Paese | ||
| Sci nautico |
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| « In tutto il mondo, dopo Castro, Carraro è la persona che da più tempo sta al potere » | |
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(Franco Rossi, giornalista sportivo[1])
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Franco Carraro (Padova, 6 dicembre 1939) è un dirigente sportivo e politico italiano.
È stato per tre volte ministro della Repubblica Italiana (spettacolo). Dal 1989 al 1993 è stato sindaco di Roma. È stato il 24º, 26º e 31º presidente della FIGC.
Indice |
[modifica] Carriera di dirigente sportivo
[modifica] I primi ruoli dirigenziali
Campione europeo di sci nautico negli anni 1958, 1959 e 1960,[2] la sua carriera di dirigente sportivo inizia nel 1962 quando divenne presidente della Federazione Italiana Sci Nautico (FISN)[3] carica che manterrà fino al 1976. Sarà anche presidente della Commissione tecnica dell'unione mondiale dello sci nautico" dal 1963 al 1967 e presidente dello stesso ente dal 1967 al 1973.
La sua notorietà a livello nazionale crebbe notevolmente nel 1967, quando, alla morte del padre, divenne commissario e poi presidente del Milan, carica che terrà fino al 1971.
[modifica] Carraro diviene il poltronissimo
In seguito, divenne una delle principali personalità della Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC) e del Comitato Olimpico Nazionale Italiano (CONI), ricoprendo numerosi incarichi dirigenziali, che gli valgono il soprannome di poltronissimo:
- dal 1966 al 1968 membro del Consiglio direttivo della Lega nazionale professionisti[4]
- dal 1968 al 1972 Consigliere federale[4]
- nel 1971 presidente della Commissione per i rapporti fra la FIGC ed il sindacato calciatori[4]
- dal 1971 al 1973 presidente del settore tecnico[4]
- dal febbraio 1973 vicepresidente della FIGC[5]
- dal 1973 al giugno 1976 presidente della Lega nazionale professionisti[4]
- dal 1º agosto 1976 al maggio 1978 presidente della FIGC ;[5]
- dal luglio 1977 al maggio 1978 commissario straordinario della Lega calcio
- dal 1978 al 1987 presidente del CONI
- dal 9 luglio 1986 al 29 luglio 1987 commissario straordinario della FIGC[5]
- dal 21 febbraio 1997 al 28 dicembre 2001 presidente della Lega nazionale professionisti
- dal 28 dicembre 2001 all'8 maggio 2006 presidente della FIGC[5]
- dal 2004 al 2009[6] membro del comitato esecutivo dell'UEFA.
- dal 1982 membro del Comitato Olimpico Internazionale[7]
[modifica] Aspetti controversi
La figura di Franco Carraro è legata a molti aspetti controversi, a causa del suo doppio ruolo di banchiere e dirigente sportivo, per il fatto di essere molto vicino ai gruppi bancari che controllano alcune società calcistiche, come ad esempio Capitalia (che, mediante Italpetroli controlla la Roma, ed è anche creditrice del Parma) e Mediocredito, di cui era ed è tutt'ora presidente[8]. Mediocredito è la società del Gruppo Capitalia ed è stata uno dei maggiori azionisti di alcune società di Serie A e B, come Roma, Napoli, Perugia e Lazio, consentendo al club biancoceleste di iscriversi al campionato 2002-2003 nonostante un debito di 110 milioni di euro: al mattino Carraro, nelle vesti di presidente di Mediocredito, garantì la ricapitalizzazione, mentre la sera stessa, nelle vesti di presidente federale, ne certificò l'iscrizione[9].
L'economista Victor Uckmar affermò che la situazione finanziaria del calcio italiano, durante la gestione Carraro, era peggiorata; Carraro in un primo momento lo smentì, affermando che il calcio italiano non era messo malissimo[9], salvo poi affermare che molte società avrebbero dovuto fallire, ma che non era il caso di prendere provvedimenti per le eventuali reazioni degli ultrà[9].
A tale proposito Carraro fu contestato dagli ultrà della Fiorentina, per il presunto diverso trattamento riservato alla squadra dei viola rispetto alla Lazio nel 2002, alla Roma e al Napoli nel 2003.
Carraro è stato indagato per minacce a corpi giudiziari dello Stato[10] su denuncia dei TAR di Catania, e per abuso di ufficio a Roma[11] ma entrambe le inchieste sono terminate a suo favore con il proscioglimento.
[modifica] Le dimissioni
In data 8 maggio 2006, con il delinearsi dello scandalo del calcio italiano del 2006, Carraro si è dimesso da presidente della FIGC con una lettera nella quale, tra l'altro, afferma:
| « Ricordo che noi abbiamo sempre rispettato le regole. Vi è stata una solo eccezione nell'estate 2003 quando abbiamo deliberato, forzando le procedure regolamentari, l'ampliamento dell'organico della serie B. È stata una decisione dolorosa, "il minore dei mali" in presenza del clima che si era creato e dell'indispensabilità di cominciare i campionati alle date previste. Una decisione straordinaria consentita da una legge dello Stato ed approvata dal Coni.
Di fronte ad una vicenda grave e dolorosa come quella che scaturisce dal materiale inviatoci dalla Procura di Torino e di fronte agli sviluppi che potrebbero esserci dalle indagini in corso da parte delle Procure di Roma e di Napoli, non penso che il mondo del calcio possa permettersi che da parte di alcuni addetti ai lavori e da alcuni rappresentanti dell'opinione pubblica si discuta sull'opportunità che il Presidente Federale continui ad esercitare le sue funzioni. Gli impegni della Federazione nei prossimi giorni e nei prossimi mesi sono tali e tanti che necessitano un vertice federale nel pieno delle proprie funzioni e concentrato sugli stessi » |
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(Franco Carraro)
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Coinvolto nello scandalo, in quanto venne intercettato mentre parlava con il designatore arbitrale Paolo Bergamo, pregandogli di favorire a livello arbitrale la Lazio, fu squalificato per 4 anni e 6 mesi nella sentenza della CAF (primo grado), per poi essere multato di 80.000 € nella sentenza della Corte federale.
A livello penale il 29 maggio 2009 è stato prosciolto dall'accusa di frode sportiva.
[modifica] UEFA
Ha ricoperto dal 2004 al 2009 il ruolo di membro del consiglio esecutivo dell'UEFA. Questo ruolo era particolarmente strategico per la candidatura italiana all'organizzazione dell'europeo; in seguito alla mancata assegnazione dell'europeo 2012 (assegnato a Polonia e Ucraina) all'Italia, Carraro è stato nuovamente contestato da alcune persone che lo accusavano di non aver fatto tutto il possibile o addirittura di aver complottato per non far ottenere il torneo alla nostra nazione. In risposta a ciò, ha rimesso il suo mandato nelle mani di Giancarlo Abete, il quale lo ha convinto, però, a non dimettersi.
[modifica] Carriera extrasportiva
Franco Carraro è stato per tre volte ministro del turismo, sport e spettacolo (dal luglio 1987 all'aprile 1991) nei governi Goria, De Mita e Andreotti VI. La sua nomina fu una conseguenza dell'imminenza del Campionato mondiale di calcio 1990, anche se non fu Carraro a tagliare i nastri dei nuovi impianti sportivi.
All'inizio del 1989, il segretario del PSI Bettino Craxi e quello della DC Arnaldo Forlani strinsero un accordo (il "patto del camper"), che prevedeva, tra l'altro, che il sindaco di Roma sarebbe toccato ad un socialista. È infatti, alle elezioni amministrative dell'ottobre di quell'anno Carraro è praticamente il candidato in pectore allo scanno più alto del Campidoglio ed il mese successivo è eletto sindaco senza difficoltà dal consiglio comunale di Roma.
Dal novembre 1989 all'aprile 1993 guida tre giunte: la prima di pentapartito, la seconda allargata agli indipendenti (il cosiddetto "ottovolante") e la terza, durata solo 24 ore, composta dai soli laici senza la partecipazione della Democrazia Cristiana.[12]
La seconda giunta Carraro, infatti, si trovò nell'impossibilità di operare a causa dei continui arresti e incriminazioni dei suoi assessori. Di qui il tentativo di costituire una giunta formata da personalità che fino a quel momento non fossero mai state implicate nell'amministrazione cittadina. Tuttavia, le dimissioni della quasi totalità dei consiglieri comunali dell'opposizione comportarono la conseguenza dello scioglimento dell'assemblea capitolina, con la nomina di un commissario prefettizio.
Passate le consegne al commissario, Carraro decise di abbandonare la politica attiva e di rivolgere la sua attenzione ad altri campi, dedicandosi in particolare al management di banche ed imprese. Dal 1994 al 1999 è presidente del colosso Impregilo[13] e ne è direttore fino al 2002. Dal 1995 al 2000 è presidente anche di Venezia Nuova Consortium. Tra il 1999 ed il 2000, è vicepresidente di Mediocredito (la merchant bank della ex Banca di Roma, ora Capitalia), di cui è presidente dall'aprile del 2000.
[modifica] La villa "Bosco Parrasio" al Gianicolo
La villa "Bosco Parrasio" in via Garibaldi sulle pendici del Gianicolo è la sede dell'Accademia dell'Arcadia: nel 1973 l'Arcadia affittò la villa a Susanna Agnelli che nel 1978 girò il contratto a Carraro.[14] Secondo i giornali, nel 1993 il canone era fermo a un milione e ottocentomila lire. Al "Corriere della Sera" Carraro ha replicato:[15]
| « L'affitto è un po' più alto e il contratto scadrà nel 2003 » |
Il contratto è stato rinnovato. Carraro ha l'obbligo di sostenere le spese di restauro della villa.
[modifica] Carraro nei media
Franco Carraro è il protagonista del testo di una canzone della band ska romana Banda Bassotti nella canzone Cararo sindaco (contenuta nel primo disco del gruppo: Figli della stessa rabbia), il cui testo viene utilizzato come critica contro l'ex presidente della FIGC per il modo in cui gestisce la città di Roma:
| « Che bravo sindaco. Quanta civiltà! Con i manganelli amministra la città[16] » |
Il testo critica Carraro anche per il possesso di numerose case donate anche ai suoi "buoi":
| « Carraro sindaco, non temere, non temere! Noi non vogliamo rubarti da mangiare. Vogliamo una casa per abitare con la luce e l'acqua come ce l'avete voi, cioè come ce l'hanno i segretari tuoi, i guardiaspalle tuoi, i poliziotti tuoi, i tuoi buoi[16] » |
[modifica] Onorificenze
| Cavaliere di gran croce dell'ordine al merito della Repubblica Italiana | |
[modifica] Note
- ^ L'unica cosa che dovrebbe fare Carraro dopo avere premiato la divina Vezzali club.quotidiano.net
- ^ http://mediatecaroma.archivioluce.com/mediatecaRoma/directory/I_sindaci_capitolini/Franco_Carraro.html
- ^ http://www.scinautico.com/texte/portal/template/viewTemplate?templateId=1oewgo2a61_layout_lpq350uh82.psml
- ^ a b c d e Profilo sul sito di RaiNews 24
- ^ a b c d http://www.coni.it/?1137
- ^ http://it.uefa.com/uefa/aboutuefa/organisation/congress/news/newsid=796322.html
- ^ http://www.olympic.org/en/content/The-IOC/The-IOC-Institution1/IOC-Members-list/
- ^ Organigramma sul sito di Mediocredito
- ^ a b c Gigi Garanzini, E continuano a chiamarlo calcio, Mondadori, 2007
- ^ http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=40013
- ^ http://www.rainews24.rai.it/it//news_print.php?newsid=56317
- ^ http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1993/02/03/sindaco-manager-benedetto-dal-caf.html
- ^ http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Attualita%20ed%20Esteri/Attualita/2006/05/090506carraro_biografia.shtml?uuid=ee99c820-df23-11da-a4d0-00000e25108c&DocRulesView=Libero&fromSearch
- ^ http://iltempo.ilsole24ore.com/2008/07/02/897391-quegli_anni_terribili.shtml
- ^ Intervista al Corriere della Sera
- ^ a b Testo di Carraro Sindaco de La Banda Bassotti
[modifica] Altri progetti
Wikimedia Commons contiene file multimediali su Franco Carraro
Wikiquote contiene citazioni di o su Franco Carraro
Articolo su Wikinotizie: Bufera nel mondo del calcio
[modifica] Collegamenti esterni
| Predecessore: | Sindaco di Roma (categoria) | Successore: | |
|---|---|---|---|
| Pietro Giubilo | 1989 - 1993 | Francesco Rutelli |
en:Franco Carraro es:Franco Carraro fr:Franco Carraro no:Franco Carraro ru:Карраро, Франко
