Giuseppe Dossena

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Giuseppe Dossena
Giuseppe Dossena.jpg
Dati biografici
Nazionalità Italia Italia
Altezza 179 cm
Peso 74 kg
Calcio Football pictogram.svg
Dati agonistici
Ruolo Allenatore (ex centrocampista)
Ritirato 1992 - giocatore
Carriera
Giovanili
Flag of None.svg Alcione Milano
Torino Torino
Squadre di club1
1976-1977 Torino Torino 0 (0)
1977-1978 Pistoiese Pistoiese 28 (1)
1978-1979 Cesena Cesena 28 (0)
1979-1981 Bologna Bologna 57 (7)
1981-1987 Torino Torino 187 (20)
1987-1988 Udinese Udinese 28 (6)
1988-1991 Sampdoria Sampdoria 108 (9)
1991-1992 Perugia Perugia 26 (3)
Nazionale
1983-1984
1981-1987
Italia Italia U-21
Italia Italia
4 (0)
38 (1)
Carriera da allenatore
1998 Triestina Triestina Vice
1998 Ghana Ghana U-17
1998-1999 Ghana Ghana U-20
1998-2000 Ghana Ghana
2000-2001 Al-Ittihad Al-Ittihad
2001-2002 Paraguay Paraguay Vice
2002 Albania Albania
2002-2003 Al-Ittihad Tripoli Al-Ittihad Tripoli
2003-2004 Lodigiani Lodigiani
2010-2011 St. George St. George
Palmarès
W.Cup.svg  Mondiali di calcio
Oro Spagna 1982
 Europei di calcio Under-21
Bronzo 1984
1 Dati relativi al solo campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
Statistiche aggiornate al settembre 2013

Giuseppe Dossena - detto Beppe - (Milano, 2 maggio 1958) è un dirigente sportivo, allenatore di calcio ed ex calciatore italiano. Attualmente è opinionista televisivo per la Rai e osservatore per il settore giovanile del Massafra (Eccellenza Puglia).

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Nasce a due passi dallo Stadio San Siro, pur se da Milano andrà via presto per diventare un calciatore. È sposato con Tiziana, conosciuta a Bologna[1], dalla quale ha avuto due figli, Gianluca (finito in cronaca nel 2009 per un brutto incidente d'auto con tanto di denuncia a carico[2]) e Andrea.

Durante la sua permanenza a Genova si è spesso "malignato" - con una certa insistenza - che egli fosse l'amante della moglie di Roberto Mancini, fatto questo ovviamente mai confermato da nessuno dei soggetti eventualmente coinvolti[3].

Nelle indagini relative allo Scandalo italiano del calcioscommesse del 1980 viene citato anche il suo nome (fu invitato a comparire dagli inquirenti), ma nessuna accusa gli venne mai formalizzata, per quanto Carlo Petrini lo abbia tirato in ballo anche in seguito (vedi suo libro Nel fango del dio pallone) come un protagonista attivo di quelle vicende[4].

Nel 1987 si candidò in politica con il PSI, anche grazie alla sua stretta amicizia con l'allora segretario di partito Bettino Craxi[5].

Nel 2008 Dossena viene condannato in primo grado a otto mesi di reclusione (con la condizionale), oltre ad una multa di € 600, per il reato di tentata truffa ai danni di Riccardo Garrone[6]; tale pena verrà di fatto cancellata nel 2010 per sopravvenuta prescrizione[7].

È laureato in scienze politiche[8].
Risulta essere un golfista più che discreto[9].

Caratteristiche tecniche[modifica | modifica sorgente]

Nasce e cresce come regista di grande qualità, con il tratto distintivo di giocare il pallone di prima intenzione ogni qualvolta questo era possibile[10]; divenne in seguito un centrocampista universale, insieme razionale e spettacolare, tanto che nel 1983 il direttore di Tuttosport, Giglio Panza, gli vaticinò un futuro da "jolly"[11]. Previsione che puntualmente si avverò da lì a pochi anni, quando nella Sampdoria il calciatore giocherà indifferentemente come centrale, laterale, trequartista e perfino seconda punta, sempre con ottimi risultati[12]; capace di efficaci inserimenti offensivi, non si faceva pregare per tentare la conclusione a rete[13].

Carriera[modifica | modifica sorgente]

Giocatore[modifica | modifica sorgente]

Club[modifica | modifica sorgente]

Primi anni[modifica | modifica sorgente]

Cresce calcisticamente nelle giovanili dell'Alcione, una squadra milanese[14]. È il Torino - all'epoca settore giovanile più organizzato d'Italia[15] - a notarlo e ad accaparrarsi il giovane e promettente Dossena.

Nel 1977, dopo aver guardato i "grandi" in granata vincere lo scudetto mentre lui guidava la formazione Primavera con al fianco Aldo Cantarutti, viene ceduto in prestito alla Pistoiese, appena risalita in Serie B: sarà subito titolare, totalizzando 28 presenze e segnando la sua prima rete da professionista.
L'anno successivo ripeterà la buona annata vissuta in arancione con la maglia del Cesena, che invece in cadetteria era appena ridisceso, totalizzando anche qui 28 apparizioni in campo.

Bologna[modifica | modifica sorgente]

Rientrato alla base torinese, viene ceduto in compartecipazione al Bologna, club fresco di cambio di proprietà. Qui sboccia il suo talento: conquista subito il posto di titolare, formando una coppia interessante di giovani con Franco Colomba[16] (quest'ultimo addirittura capitano della squadra).
L'accordo fra rossoblu e granata venne rinnovato anche per la stagione successiva, quando il Bologna, penalizzato di 5 punti in seguito alle suddette vicende del calcioscommesse, compì un'impresa: la formazione allenata da Gigi Radice condusse un campionato straordinario, concluso a ridosso delle prime, al 5º posto. Il giovane centrocampista segnerà anche il gol della vittoria per i suoi proprio contro il Torino[17]. A fine stagione conquista anche la Nazionale, prima che il Torino riesca ad ottenere di nuovo l'interezza del suo cartellino, riportandolo sotto la Mole.

Torino[modifica | modifica sorgente]

Dopo quattro anni, Dossena torna dunque in granata, come giocatore maturo diventato una giovane "stella" del calcio italiano. Al Toro, grazie alla sua incredibile resistenza agli infortuni, nelle prime quattro stagioni non salta neppure una singola partita di campionato, e solo tre nelle ultime due annate[18]; alla fine della sua esperienza torinese avrà totalizzato 241 presenze tra campionato, Coppa Italia e Coppa UEFA, realizzando 29 reti.

Al termine del primo campionato venne convocato da Enzo Bearzot per il Mondiale 1982, laureandosi campione pur senza scendere in campo.
Per la Curva Maratona diverrà presto un idolo, grazie a prestazioni sempre importanti e a reti come quella siglata nel celeberrimo derby del 27 marzo 1983, "Il Derby del 3 a 2"[19]; a testimonianza della stima, i tifosi gli dedicheranno un grande striscione recitante "Un magico Dossena per una magica curva"[20].

Nel 1984 l'arrivo di Júnior lo costringerà per la prima volta a cambiare il proprio ruolo in campo: il brasiliano sarà infatti il regista, ma Dossena si reinventerà - dopo un chiarimento con Radice, ritrovato anche in granata dopo l'esperienza comune di Bologna - abilissima mezzala[21].

I suoi sei anni al Toro terminarono improvvisamente, e in maniera non serena, con una cessione addirittura in Serie B, all'Udinese, per sopravvenute frizioni con la proprietà granata[22].

Sampdoria[modifica | modifica sorgente]

A 30 anni scoccati, quando per lui sembra iniziata una parabola discendente, torna immediatamente in Serie A, dove con la Sampdoria vivrà una seconda giovinezza.

Riciclatosi inizialmente addirittura come terzino sinistro[23], in seguito ricoprirà quasi tutti i ruoli, diventando giocatore-chiave dello Scudetto vinto dai blucerchiati nel 1991: non salterà neppure una partita, integrandosi alla perfezione con il compagno di centrocampo Cerezo[24].

Con la formazione allenata da Vujadin Boskov sarà fondamentale in ogni competizione, anche con i suoi gol, come quello decisivo contro l'Inter a San Siro[25] o la bellissima rete realizzata contro il Malines in Coppa delle Coppe[26].

Similmente a quella di Torino, anche l'esperienza sampdoriana (costellata di successi quali il succitato Scudetto, una Coppa delle Coppe, una Coppa Italia, una Supercoppa italiana si chiude in modo improvviso quanto inatteso: nel novembre del 1992 avviene la cessione al Perugia[27], passando così in poche settimane da una doppietta in Coppa dei Campioni[28] alla Serie C1. Al termine di questa stessa stagione chiuderà la propria carriera.

Nazionale[modifica | modifica sorgente]

La sua prima chiamata in azzurro arriva, da parte di Bearzot, quando milita ancora nel Bologna; è il 19 aprile 1981, l'impegno un'amichevole contro la Germania Est[29].
L'anno successivo sarà Campione del Mondo in Spagna pur senza essere stato utilizzato.
Diventa comunque una colonna della Nazionale, pur soffrendo molto l'esclusione - che causerà polemiche - dai convocati per il Mundial '86 a favore di Antonio Di Gennaro[30].

Complessivamente, con la Nazionale di calcio italiana colleziona 38 presenze, segnando un'unica rete il 23 settembre del 1981 nella vittoria per 3 a 2 contro la Bulgaria, partita in cui - curiosamente - realizzò pure un autogol[31].

Allenatore[modifica | modifica sorgente]

Conclusa la carriera da calciatore, intraprende quella di allenatore, che lo porterà ad essere un autentico globe-trotter della panchina.
Inizia nel 1998 come vice sulla panchina della Triestina[32], dopo di che si avventura in varie esperienze all'estero, iniziando dal Ghana, dove otterrà forse le maggiori soddisfazioni da tecnico: comincia come c.t. della selezione Under 17, passando in seguito all'Under 20 e con entrambe conquistando i rispettivi titoli mondiali di categoria[33]; in seguito gli viene affidata la squadra femminile e quindi la Nazionale maggiore. L'eliminazione ai quarti di finale nella Coppa d'Africa 2000 e la mancata qualificazione ai Mondiali segnarono la fine di questa esperienza[34], pur se l'ex c.t. manterrà i contatti con il Paese africano consigliando i migliori calciatori ai club italiani (come avvenuto ad esempio con Muntari[35]).

Viene quindi chiamato in Arabia Saudita a guidare l'Al-Ittihad, che porta alla vittoria in campionato[36]; torna però immediatamente alle selezioni volando in Sud America per diventare il vice di Cesare Maldini sulla panchina del Paraguay[37].

Nel 2002 diventa titolare della panchina dell'Albania, firmando un contratto di un anno che però rescinde unilateralmente dopo appena due mesi;[38]. Alla base di questa decisione, l'offerta - pervenutagli direttamente da Saadi Gheddafi - di assumere la guida dell'Al-Ittihad, in Libia, dove nella stagione 2002-2003 vince subito un campionato e una supercoppa[39].

Conclusa quest'esperienza, ecco il ritorno in Italia, in C2: la sfida è salvare la Lodigiani dal baratro della Serie D[40]. L'obiettivo viene centrato[41] ma a fine stagione, quando iniziava a circolare la voce che lo voleva prossimo allenatore della Lazio[42], Dossena lascia la panchina per divenire commentatore e opinionista televisivo.

Riprende ad allenare a distanza di anni, nel 2010, tornando alla "sua" Africa: lo chiama la squadra più vincente d'Etiopia, il Saint-George[43], con cui però Dossena manca clamorosamente la vittoria in campionato.

Dirigente sportivo[modifica | modifica sorgente]

Dopo aver appeso gli scarpini al chiodo, e prima di intraprendere la carriera di allenatore, tenta quella di dirigente: già nel 1992 viene nominato da Sergio Cragnotti responsabile del Settore Giovanile della Lazio[44] e successivamente passò alla Roma, ricoprendo il medesimo ruolo per due anni.

Gli incarichi dirigenziali arrivano ogni qualvolta si prende una "pausa" come allenatore. Così, nel 2005 entra nella dirigenza della Sambendettese nel ruolo di direttore sportivo[45]; e nel 2006 diventa osservatore per il Benevento, sempre in compagnia dell'ex compagno di squadra (al Torino) e grande amico Danilo Pileggi[46].

Nel 2009, prima di tornare ad allenare (in Etiopia), il Parma gli affida la responsabilità del "Progetto Cina", con cui il presidente Ghirardi intende imbastire relazioni sportive con l'Estremo Oriente[47].

Nel 2013, infine, assume l'incarico di osservatore per il settore giovanile del Massafra, formazione dilettantistica pugliese militante nel campionato Eccellenza.[48]

Opinionista televisivo[modifica | modifica sorgente]

Dossena nel 2013

La sua carriera televisiva incomincia nel 2004, non appena lasciata la panchina della Lodigiani, presso la Rai dove sempre si dipanerà fino ad oggi.

Nel 2006 è ospite, con Fulvio Collovati, Marco Tardelli e Daniele Tombolini, a Notti Mondiali[49]. È opinionista de La Domenica Sportiva nelle edizioni di Jacopo Volpi (2006-2007) e di Massimo De Luca (2007-2010)[50].
Nel 2010 è stato commentatore di alcune partite dei Mondiali sudafricani e ospite a Mondiale Rai Sprint e Mondiale Rai Sera (condotti da Marco Mazzocchi) e a Notti Mondiali con in studio ancora Jacopo Volpi[51].

Sempre nel 2010 inizia ad affiancare Bruno Gentili nelle telecronache Rai degli incontri della Nazionale italiana[52].
Nel 2012 presenzia alle telecronache agli Europei; ma il suo commento tecnico, al pari della cronaca di Bruno Gentili, non è particolarmente apprezzato dalla critica e dai telespettatori, a causa di frequenti strafalcioni, nomi e cognomi dei calciatori confusi, e soprattutto di un lessico troppo arzigogolato[53], venendo ripreso anche dalla rubrica Zupping de La Gazzetta dello Sport.[54].

Dossena viene comunque confermato come commentatore tecnico anche quando la Nazionale azzurra cambia telecronista, con l'avvento di Stefano Bizzotto per la Confederations Cup 2013[55].

Statistiche[modifica | modifica sorgente]

Presenze e reti nei club[modifica | modifica sorgente]

Stagione Club Campionato
Comp Pres Reti
1976-77 Torino Torino A 0 0
1977-78 Pistoiese Pistoiese B 28 1
1978-79 Cesena Cesena B 28 0
1979-80 Bologna Bologna A 28 2
1980-81 A 29 5
1981-82 Torino Torino A 30 4
1982-83 A 30 3
1983-84 A 30 5
1984-85 A 30 5
1985-86 A 28 1
1986-87 A 29 2
1987-88 Udinese Udinese B 28 6
1988-89 Sampdoria Sampdoria A 34 5
1989-90 A 34 3
1990-91 A 34 1
1991-Nov.'91 A 6 0
Nov.'91-92 Perugia Perugia C1 26 3
Totale Serie A 342 36

Cronologia presenze e reti in nazionale[modifica | modifica sorgente]

Palmarès[modifica | modifica sorgente]

Giocatore[modifica | modifica sorgente]

Club[modifica | modifica sorgente]

Competizioni nazionali[modifica | modifica sorgente]
Sampdoria: 1990-1991
Sampdoria: 1988-1989
Sampdoria: 1991

Competizioni internazionali[modifica | modifica sorgente]

Sampdoria: 1989-1990

Nazionale[modifica | modifica sorgente]

Spagna 1982

Allenatore[modifica | modifica sorgente]

Club[modifica | modifica sorgente]

Al-Ittihad: 2001
Al-Ittihad Tripoli: 2003
Al-Ittihad Tripoli: 2003

Nazionale[modifica | modifica sorgente]

Ghana: 1998
Ghana: 1999

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dossena: "Vince chi ha più cuore", Il Resto del Carlino
  2. ^ Il figlio di Dossena denunciato per guida in stato di ebbrezza,
  3. ^ Leggende metropolitane: storie di calciatori nel pallone, Tuttocalciatori.net
  4. ^ Estratto del libro "Nel fango del dio pallone", Magliarossonera.it
  5. ^ Dossena ribelle aspetta un sì dalla Sampdoria, la Repubblica
  6. ^ Cessione Samp, otto mesi per Dossena, Il Secolo XIX
  7. ^ Calcio, Samp: tentata truffa acquisto, prescrizione per Dossena, la Repubblica
  8. ^ Quel piglio tecnocratico di Beppe, l'Unità
  9. ^ Week end sui green, Carlino Golf
  10. ^ Dossena, Toro News forum
  11. ^ Torino-Juventus 3 a 2 (seconda parte), Toro Story
  12. ^ Giuseppe Dossena, 100 anni di Bologna Calcio
  13. ^ Giuseppe Dossena: geometrie e fosforo al servizio della squadra, Sampdoria News
  14. ^ Mille club per 19 mila minicalciatori, Corriere della Sera
  15. ^ Marcare il territorio ovvero la politica del settore giovanile, Lazio.net
  16. ^ Come eravamo – 1980, ovvero: dal tramonto di Mao al mito di Falcão, Punto Cultura
  17. ^ Dossena: "Vince chi ha più cuore", Il Resto del Carlino
  18. ^ Giuseppe Dossena, Archivio Toro
  19. ^ E al Toro vennero quei cinque minuti..., Storie di calcio
  20. ^ Dossena, Toro News forum
  21. ^ Dossena ribelle aspetta un sì dalla Sampdoria, la Repubblica
  22. ^ Un secolo di storia in pillole granata, Torino Club "I Civich"
  23. ^ Terzini sinistri, Sololasampdoria.it
  24. ^ Giuseppe Dossena - Il geometra, YouTube
  25. ^ L'anno dello Scudetto / Inter-Sampdoria 0-2, La Samp
  26. ^ Le partite della mia vita: Sampdoria-Malines, Pianeta Samp
  27. ^ Addio Samp, Dossena va al Perugia, la Repubblica
  28. ^ La Sampdoria in Europa, www.sampdoria.tk
  29. ^ Italia-Germania Est 0-0, Italia1910.com
  30. ^ Bearzot aspetta il suo miracolo da Di Gennaro, la Repubblica
  31. ^ Tutte le partite della Nazionale italiana, SoloCalcio.com
  32. ^ Allenatori italiani all'estero: Dossena in Etiopia, Zaccheroni ct del Giappone, Sport Est
  33. ^ «Ecco perché il mio Ghana è da temere», il Giornale
  34. ^ Appiah, Muntari & Co. Il Ghana è made in Italy, Corriere della Sera
  35. ^ Corosu: "Da terzino a mediano, tutto su Muntari", Milan News
  36. ^ Calcio - L'Avellino si affida a Dossena?, Irpinia News
  37. ^ Maldini e Dossena, due italiani per la nazionale del Paraguay, la Repubblica
  38. ^ Albania: Dossena si dimette dalla guida della nazionale, Quotidiano.net
  39. ^ Dossena: "Calcio africano? Bomba inesplosa ai Mondiali", Sky Sport
  40. ^ Ecco Dossena: salverò la Lodigiani, Corriere della Sera
  41. ^ Lodigiani-Palmese 3-1 apre Banchelli, Ultrà Lodigiani
  42. ^ Dossena in panchina?, Lazio.net
  43. ^ Calciomercato, Dossena allenerà il Saint George la Juventus d’Etiopia, Sport e vai
  44. ^ Lazio: Cragnotti presenta i dirigenti, Adn Kronos
  45. ^ Samb, in prova il difensore Emiliano, Riviera Oggi
  46. ^ Coppa Italia - Benevento-Sampdoria 0-2, Radio Città Benevento
  47. ^ Esclusiva / Il Parma con Dossena esporta calcio in Cina, Il Sussidiario
  48. ^ Massafra - Ufficiale: arriva Castro. Beppe Dossena sarà osservatore, Sportaranto24
  49. ^ Per i mondiali Sky contro Rai la grande sfida delle voci vip, la Repubblica
  50. ^ Rai, torna Teocoli, ma il comico lo fa Mike. La banda del buco del Tg1, Marco Castoro.it
  51. ^ Il 20 maggio la Rai presenterà i "suoi" Mondiali: l'unica novità è Giovanni Trapattoni. Niente Principe Filiberto, TV Blog
  52. ^ L'ampollosità retorica di Bruno Gentili, Corriere della Sera
  53. ^ (N)euro 2012 – Tutto Beppe Dossena minuto per minuto il Fatto Quotidiano
  54. ^ Quando parla Dossena, la Gazzetta dello Sport
  55. ^ Confederation Cup 2013: orari Sky e Rai delle partite, QNM

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]