Sergio Cragnotti
Sergio Cragnotti (Roma, 9 gennaio 1940) è un imprenditore e dirigente sportivo italiano.
È conosciuto soprattutto per aver legato il suo nome a quello della S.S. Lazio.
[modifica] Biografia
Inizia la sua carriera finanziaria come contabile alla Bombrini Parodi Delfino di Colleferro. L'azienda di cui fa parte viene acquistata da Serafino Ferruzzi, del quale diventa ben presto l'uomo di fiducia.
Dopo la tragica morte dello stesso (1979), alla guida del Gruppo Ferruzzi viene nominato Raul Gardini. Cragnotti riesce a farsi assegnare un ruolo di primo piano nell'amministrazione finanziaria della Montedison. Dalla fusione di questa con l'ENIchem, nasce l'Enimont, di cui Cragnotti diventa amministratore delegato.
Nel 1991 entra nel mondo dell'imprenditoria fondando una merchant bank. La prima operazione di grande importanza fu l'acquisto della Fedital (la società capofila della partecipazione del settore latte della Federconsorzi), acquistata dal concordato preventivo Federconsorzi. Per questi fatti, Cragnotti fu poi imputato nella procedura per bancarotta fraudolenta, ma fu assolto dal Gip.
Nel 1992 rileva per 25 miliardi di lire la S.S. Lazio, dall'allora presidente Gianmarco Calleri.
Presidente tra il 1992 e il 2003, anche se nel periodo tra il 1994 e il 1998 la carica presidenziale fu affidata a Dino Zoff; sotto la sua gestione, la società capitolina ottiene importanti risultati a livello nazionale e continentale, vincendo 1 Scudetto, 2 Coppe Italia, 2 Supercoppe Italiane, 1 Coppa delle Coppe, 1 Supercoppa UEFA.
Nel 1998 Sergio Cragnotti decide di far entrare la Lazio nella Borsa italiana: il 6 maggio 1998 la società biancoceleste esordisce a Piazza Affari; è la prima società italiana a farlo. Successivamente, seguiranno Roma (maggio 2000) e Juventus (dicembre 2001).
Nel 1994, dopo esserne stato socio, diventa azionista unico della Cirio–Bertolli-De Rica che, con l'acquisizione della Bombril, della Centrale del Latte di Roma e della Del Monte, trasforma in un vero e proprio colosso agro-alimentare. Tutte le sue attività hanno raggiunto il massimo della parabola, compresa la Lazio, che nel 2000 conquisterà il secondo scudetto della sua storia.
Da lì a un anno inizierà la fase discendente, si intravvedono le prime avvisaglie di una crisi che culminerà nel 2002 con il default dei bond Cirio. Cragnotti è invitato a mettersi da parte e a lasciare le sue imprese, compresa la Lazio, nelle mani delle banche.
Nel 2003 viene inserito nel registro degli indagati dalla Procura di Roma, con l'accusa di bancarotta fraudolenta. Nel febbraio del 2004 viene rinchiuso nel carcere di Regina Coeli con ordinanza di custodia cautelare; esce ad agosto dello stesso anno. Il processo relativo al crack Cirio è tuttora in corso.
Nel novembre del 2006, Sergio Cragnotti ha pubblicato la sua autobiografia (scritta con Fabrizio Pennacchia): Un calcio al cuore, pubblicata da Fazi Editore.
Nel 2008 viene nominato presidente della S.S. Lazio Paracadutismo.
Il 2 marzo 2011 il pm che indaga sulla bancarotta Cirio chiede 15 anni di carcere per Sergio Cragnotti, 8 anni per Cesare Geronzi, 12 anni per il genero Filippo Fucile, 8 anni per i figli Andrea Cragnotti e Elisabetta Cragnotti, 6 anni per la moglie Flora Pizzichemi Cragnotti e per il figlio Massimo Cragnotti.
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