Ugo Longo
Ugo Longo (Caltanissetta, 1 gennaio 1941 – Roma, 14 marzo 2009) è stato un avvocato e dirigente sportivo italiano. È stato il trentunesimo presidente della Società Sportiva Lazio.
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[modifica] Biografia
Dalla sua città di nascita (Caltanissetta) ove il padre, Carmelo Longo, fu sindaco dal 1952 al 1956, Longo si trasferisce a Roma nel 1959. [1]
Nel 1967 si iscrive all'Ordine degli avvocati di Roma e diventa penalista, occupandosi di vari casi tra i quali quelli sul golpe Borghese, dello scandalo dei fondi neri Sisde, e assistendo personaggi coinvolti in tangentopoli.
Nel mondo dello sport giunge nel 1996, quando viene nominato vicecapo della procura anti-doping del CONI. L'anno seguente diviene procuratore capo. Durante il periodo delle indagini successive alle accuse di doping avanzate da Zdeněk Zeman, si dimette denunciando l'impossibilità di portare avanti la propria attività in modo proficuo a causa della carenza di mezzi a disposizione dell'organismo[2].
Avvocato della famiglia Cragnotti, cura la cessione della Società Sportiva Lazio S.p.A.[1] quotata in borsa dal 1998[3].
Dopo essere stato per quattro anni nel consiglio di amministrazione della Lazio[4], nel gennaio del 2003 l'assemblea degli azionisti dei biancocelesti lo nomina presidente[5] in sostituzione di Sergio Cragnotti, che lascia la società in una profonda crisi economica[6]: la società da mesi non è in grado di pagare gli stipendi dei calciatori ed è fortemente indebitata con il fisco[7][8].
Riesce nel compito di gestire l'attività di salvataggio della società che, dopo l'uscita di scena del gruppo Cirio e dell'ex patron Sergio Cragnotti, diviene una public company. Per far fronte all'ammanco di liquidità, Longo promuove un aumento di capitale sociale di 120 milioni di euro.[9]. Lazionista, associazione di piccoli azionisti promossa dall'ex presidente laziale Gian Chiaron Casoni, raccoglie tra più di 5.000 famiglie di tifosi laziali oltre 1 milione e mezzo di euro. Si riesce così a fronte all'iscrizione al campionato di calcio 2003-2004.
Nel gennaio del 2004, viene messo in atto un altro aumento di capitale sociale per affrontare la crisi economica[9], superando il rischio di fallimento[10] con l'importante apporto dei piccoli azionisti e de Lazionista.[11]
All'abbandono della carica di presidente, non coincide l'abbandono della Lazio: assiste infatti legalmente la società nel periodo dello scandalo del calcio italiano esploso nel 2006, noto col nome di Calciopoli.[4].
Muore il 14 marzo 2009, all'età di sessantotto anni, dopo una lunga malattia.[4]
[modifica] Bibliografia
- Mario Sconcerti, Storia delle idee del calcio. Uomini, schemi e imprese di un'avventura infinita, Milano, Baldini Castoldi Dalai, 2009, 342 e ss. ISBN - 9788860736079
[modifica] Note
- ^ a b Sergio Nigrelli. «Longo, l'uomo di Caltanissetta chiamato a salvare la Lazio». La Repubblica, 05 01 2003, p. 14.
- ^ Cieri Stefano. «Il traghettatore Longo promette la svolta», 13 12 02, p. 9. URL consultato in data 2 novembre 2008.
- ^ «La Lazio debutta in Borsa il giorno della coppa Uefa». La Repubblica, 21 04 1998, p. 9.
- ^ a b c «La Lazio piange Ugo Longo». La Gazzetta dello Sport, 14 03 2009. URL consultato in data 14 marzo 2009.
- ^ Cieri Stefano, Boldrini Stefano, Esposito Elisabetta. «L'era Cragnotti è chiusa». La Gazzetta dello Sport, 4 01 03, p. 9. URL consultato in data 13 novembre 2008.
- ^ Cieri Stefano, Garinei Lello. ««Lascio una grande Lazio» - Cragnotti passa e chiude, il 3 gennaio le sue dimissioni saranno ufficiali: «È la fine di un ciclo»». La Gazzetta dello Sport, 24 12 02, p. 9. URL consultato in data 2 novembre 2008.
- ^ Cieri Stefano, Bellè Gianfranco. «La nuova Lazio ora c' è davvero». La Gazzetta dello Sport, 09 01 03. URL consultato in data 2 novembre 2008.
- ^ Cieri Stefano, Bellè Gianfranco. «La nuova Lazio ora c'è davvero - Nel cda Baraldi, Mancini e due professionisti. Longo: «Grazie Cragnotti». L'ex presidente: «Lascio grandi successi»». La Gazzetta dello Sport, 09 01 03. URL consultato in data 2 novembre 2008.
- ^ a b Cieri Stefano. «La Lazio ha finito l'ossigeno - Conti di nuovo in rosso di 20 milioni: se la società non ricapitalizza, inevitabile il fallimento La semestrale sul bilancio ha svelato una situazione più preoccupante del previsto Le banche non sono disposte a dare altre garanzie, il futuro nelle mani dei piccoli azionisti». La Gazzetta dello Sport, 16 03 04, p. 9. URL consultato in data 2 novembre 2008.
- ^ Stracca Roberto, Pinelli Pietro. «Compiuto il primo passo, ora servono i soldi». Corriere della Sera, 18 01 04, p. 45. URL consultato in data 2 novembre 2008.
- ^ L'apporto dell'associazione creata dall'ex presidente laziale Gian Chiaron Casoni fu superiore al milione di euroCieri Stefano. «Lazio, salvezza più vicina Lotito nuovo socio forte». La Gazzetta dello Sport, 18 06 04, p. 21.