Parmalat

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Parmalat S.p.A.
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Stato Italia Italia
Tipo Società per azioni
Borse valori Borsa Italiana: PLT
Fondazione 1961 a Collecchio, Italia
Fondata da Calisto Tanzi
Sede principale Collecchio
Gruppo Francia Lactalis
Filiali
  • Santal
  • Zymil
  • Fibresse
  • Omega 3
  • Physical
  • Vaalia
Persone chiave
  • Calisto Tanzi - fondatore
  • Fausto Tonna
  • Enrico Bondi - commissario straordinario da dicembre 2003 a ottobre 2005, amministratore delegato fino a luglio 2011
  • Tato' Francesco - attuale presidente
  • Guerin Yvon Philippe - attuale amministratore delegato
Settore Alimentare
Prodotti latte, yogurt, panna
Fatturato Green Arrow Up.svg 4.491,2 milioni di euro (2011)
Utile netto Red Arrow Down.svg 224,8 milioni di euro (2011)
Dipendenti 13.932 (2009)
Slogan Vive Con Te
Sito web www.parmalat.com

La Parmalat S.p.A. è un'azienda italiana specializzata nel latte, yogurt, panna e nel settore alimentare. Dal luglio 2011 è controllata per l'83,30% dalla francese Lactalis.

È uno dei principali attori internazionali e le sue attività, sparse in tutto il mondo, includono 68 stabilimenti produttivi. Offre i suoi prodotti a 17 milioni di famiglie italiane e a 200 milioni nel mondo. In Italia, si rifornisce di latte da circa 800 stalle.

Storia dell'azienda[modifica | modifica sorgente]

L'azienda è stata fondata da Calisto Tanzi, che nel 1961 aprì un piccolo caseificio a Collecchio nelle immediate vicinanze di Parma. Negli anni settanta la forte richiesta di latte a lunga conservazione permise alla Parmalat di far crescere la propria fetta di mercato. Nel corso degli anni novanta, dopo la quotazione in Borsa, l'azienda iniziò ad acquisire numerose altre società in Europa, America Latina e Africa, molte delle quali non strettamente legate al settore alimentare (tra le altre, in Italia, la società calcistica del Parma Associazione Calcio, il gruppo di villaggi turistici ParmaTour e il network televisivo Odeon Tv).

Il crac Parmalat[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Crac Parmalat.

La Parmalat è stata travolta da un colossale crac finanziario scoppiato alla fine del 2003, che l'ha costretta a dichiarare bancarotta. Con decreto del Ministero delle Attività Produttive gran parte delle Società del Gruppo sono state ammesse alla procedura di amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi (DL. 347 del 23.12.2003) ed è stato nominato commissario straordinario Enrico Bondi.

Con sentenza del Tribunale di Parma le società sono state dichiarate insolventi nominando Giudice Delegato il Dott. Vittorio Zanichelli; con dette sentenze, sono state fissate le date per il deposito delle domande di insinuazione e per la verifica dei crediti.

Successivamente gli obbligazionisti hanno visto le loro obbligazioni convertite in azioni Parmalat di nuovo tipo, quotate alla Borsa di Milano.

La storia del crac Parmalat è stata portata sullo schermo nel 2011 con il film Il gioiellino, per la regia di Andrea Molaioli e la partecipazione di Toni Servillo, Remo Girone e Sarah Felberbaum.

Storia dopo il crac[modifica | modifica sorgente]

Nel dicembre 2005 la Parmalat vende la propria "divisione forno" all'azienda veronese Vicenzi, con essa i marchi Grisbì, Mr Day e ProntoForno. Tale divisione comprende anche 400 dipendenti e 4 stabilimenti: Bovolone (VR), Lurate Caccivio (CO), Nusco (AV), Atella (PZ).[1]

Nel maggio 2007 Parmalat cede i marchi Pomì, Pomito e Pais alla Boschi Luigi & Figli S.p.A.

Nel luglio 2009 la controllata australiana, Parmalat Food Products Pty Ltd, ha completato l’acquisizione di alcune attività di National Foods nel settore del latte fresco localizzate in Nuovo Galles del Sud e in Australia Meridionale.[2]

Nel marzo 2011 la multinazionale francese Lactalis, che in Italia già possiede i marchi Galbani, Invernizzi, Locatelli e Cademartori, ha iniziato ad acquisire azioni Parmalat. Al 23 marzo Lactalis detiene il 29% del capitale di Parmalat, appena sotto il limite del 30% che comporta l'obbligo di OPA.[3]

Il 26 aprile 2011 Lactalis annuncia il lancio di un OPA totalitaria sul capitale di Parmalat, al prezzo di 2,60 euro per azione[4], conclusasi con successo l'8 luglio 2011[5].

Ad oggi la società è controllata per l'83,30% dalla francese Lactalis.

Parmalat nel mondo[modifica | modifica sorgente]

Parmalat nel mondo: in blu i paesi con presenza diretta, in verde i paesi con presenza tramite licenza

Presenza diretta[modifica | modifica sorgente]

Presenza tramite licenza[modifica | modifica sorgente]

Marchi[modifica | modifica sorgente]

Marchi internazionali[modifica | modifica sorgente]

  • Parmalat
  • Santal
  • Fibresse
  • Omega 3 Plus
  • Dietalat
  • Physical
  • Vaalia
  • Zymil

Marchi locali italiani[modifica | modifica sorgente]

  • ALA
  • Berna
  • Blu Premium
  • Carnini (tramite Carnini S.p.A.)
  • Centrale del Latte di Ancona
  • Centrale del Latte di Monza
  • Centrale del Latte di Napoli
  • Centrale del Latte di Roma (tramite Centrale del Latte di Roma S.p.A.)
  • Chef
  • Fiore
  • Lactis
  • Latte Brianza
  • Latte Oro
  • Pascolat
  • Sole (in Sicilia e Calabria; tramite Latte Sole S.p.A.)
  • Solac
  • Torvis
  • Jeunesse

Marchi locali di altri paesi[modifica | modifica sorgente]

  • Astro
  • Beatrice
  • Black Diamond
  • Lactantia
  • Breaka
  • ICE Break
  • Pauls
  • Soy Life
  • Bonnita
  • EverFresh
  • Melrose
  • Simonsberg
  • UCAL
  • Frica
  • La Campiña
  • Len
  • Proleche

Azionariato[modifica | modifica sorgente]

Parmalat ha attualmente un solo azionista sopra il 2%:

  • Sofil SAS - Societé Pour Le Financement De L'Industrie Laitiere (società veicolo di Lactalis di Besnier Emmanuel) - 83,330%

Dati Consob sulle partecipazioni rilevanti aggiornati al 22 luglio 2011.

Bilancio 2010[modifica | modifica sorgente]

Nel 2010 il gruppo Parmalat ha avuto un fatturato di 4.30 miliardi (ricavi per 4.36 miliardi), di cui:

  • 2.54 miliardi derivanti dalla Divisione Latte (latte, panne, besciamelle)
  • 1.39 miliardi derivanti dalla Divisione Derivati del Latte (yogurt, dessert, formaggi)
  • 0.25 miliardi derivanti dalla Divisione Bevande Base Frutta (bevande, )
  • 0.10 miliardi da altri ricavi.

Margine operativo lordo di 377.3 milioni, Ebit di 334.2 milioni, utili per 282 milioni. Patrimonio netto di 3.5 miliardi, disponibilità finanziarie nette per 1.43 miliardi, 13.930 dipendenti. La quota del gruppo Parmalat nel mercato latte italiano è pari al 34,8% per il prodotto UHT e al 25.6 per il prodotto pastorizzato.

Solo Parmalat ha fatturato 820.5 milioni (ricavi per 859.3), Margine operativo lordo di 69.7 milioni, Ebit di 98 milioni, 128.3 milioni di utili. 2.86 miliardi di patrimonio netto, disponibilità finanziarie nette per 1.34 miliardi, 766.12 milioni il valore delle partecipazioni, capitalizzazione di 3,56 miliardi.

Fonte: Bilancio Parmalat S.p.A. al 31.12.2010

Bilancio 2011[modifica | modifica sorgente]

Nel 2011 il gruppo Parmalat ha fatturato 4.49 miliardi di euro, in aumento grazie al rialzo dei prezzi di vendita in Canada, Italia e Venezuela e ai maggiori volumi di vendita conseguiti in Australia.

  • 2.65 miliardi dalla Divisione Latte
  • 1.44 miliardi dalla Divisione Derivati del Latte
  • 0.27 miliardi dalla Divisione Bevande Base Frutta
  • 0.11 miliardi da altri ricavi

Ebitda di 374.1 milioni, Ebit di 199.4 milioni, utili per in calo a causa dell'esito negativo di un lodo arbitrale promosso da Ontario Teachers Pension Plan Board nei confronti di Parmalat Canada Inc. (53,9 milioni di euro) e i minori proventi da transazioni raggiunti nel corso dell’esercizio. La quota del gruppo Parmalat nel mercato latte italiano è pari al 33.8% per il prodotto UHT, al 24.6% per quello pastorizzato. Nel mercato bevande frutta ha una quota del 14.4%, in quello Panna UHT detiene il 35.4%, negli yogurt il 5.5%.

3.63 miliardi il patrimonio netto, disponibilità finanziarie nette pari a 1.51 miliardi, 13932 dipendenti, di cui 2042 in Italia.

Fonte: Parmalat S.p.A., Bilancio al 31.12.2011

Controversie[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ vicenzi.it/brand
  2. ^ Parmalat
  3. ^ Lactalis sempre più forte: Parmalat "accende" il dibattito politico. Il titolo perde il 7% in Borsa, Gazzetta di Parma
  4. ^ Svolta su Parmalat: Lactalis lancia l'Opa, Il Sole 24 ORE
  5. ^ L'Opa di Lactalis su Parmalat si è chiusa con successo - Repubblica.it
  6. ^ Cirio e Parmalat pagavano il "pizzo" alla camorra, www.repubblica.it, 2 marzo 2004.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Arnaldo Mauri, La tutela del risparmio dopo i casi Argentina e Parmalat, Working Paper n. 8, 2005, Dipartimento di Economia, Management e Metodi quantitativi, Università degli Studi di Milano.[1]
  • Marco Vitale, Parmalat: crisi di sistema, in RINASCIMENTO POPOLARE, n. 2, 2004.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]