McKinsey & Company

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McKinsey & Company
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Stato Stati Uniti Stati Uniti
Tipo Società per azioni
Fondazione 1926
Sede principale New York
Filiali presente in circa 50 paesi nel mondo
Settore consulenza
Prodotti Consulenza strategica
Fatturato Green Arrow Up.svg 4,37 miliardi di USD (2007)
Dipendenti 16,000 (2007)
Sito web www.mckinsey.com

McKinsey & Company è una nota multinazionale di consulenza di direzione.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nota agli addetti come "The Firm"[1], la James O. McKinsey & Company è stata fondata a Chicago nel 1926 da James O. ("Mac") McKinsey. McKinsey, un professore della University of Chicago, fu tra i primi a ritenere il budgeting uno strumento manageriale. La Marshall Field's ne divenne cliente nel 1935, e convinse James McKinsey a lasciare the Firm e diventare suo CEO; ad ogni modo egli morì improvvisamente nel 1937.

Marvin Bower entrò nell'azienda nel 1933 e subentrò come successore di James McKinsey quando questi lasciò l'azienda, Bower guidò l'ascesa della azienda all'affermazione globale. Alla morte di McKinsey, le sedi di Chicago e New York dell'azienda si sciolsero. Nel 1939, con l'aiuto dei partner di New York, Bower fece risorgere la sede di New York e la denominò McKinsey & Company. Seppur riconoscendo sempre a James McKinsey il merito del successo dell'azienda, Bower fu l'ideatore di molti dei suoi principi guida. Traendo ispirazione dalla sua esperienza presso lo studio legale di Jones Day, riteneva che la consulenza manageriale si sarebbe dovuta distinguere per gli elevati standard qualitativi, ponendo l'enfasi sulla professionalità più che su qualsiasi altro aspetto.

Per diversi anni la McKinsey fu leader indiscussa della consulenza, e molti dei suoi ex-consulenti proseguirono la carriera arrivando a dirigere le aziende più importanti, le quali spesso erano già state clienti, creando nuovo lavoro per l'azienda. Ad oggi ha sedi in tutti i continenti e nella maggior parte delle città più importanti; negli ultimi anni, la maggior parte della sua operatività ha riguardato clienti non statunitensi.

McKinsey afferma che la sua crescita si è basata più sulla capacità di venire incontro alle esigenze dei clienti più che su di una strategia di crescita esplicita. Afferma che non prenderà un cliente senza che ciò significhi creare valore per esso.

Nel 2003, McKinsey conquistò le prime pagine assumendo Chelsea Clinton, figlia dell'ex Presidente degli Stati Uniti Bill Clinton e della Senatrice Hillary Rodham Clinton.

Gli ex consulenti della McKinsey per la maggior parte definiscono la loro esperienza nell'azienda in termini positivi. Pubblicazioni di risonanza internazionale riconoscono le qualità della McKinsey: Newsweek l'ha definita “di gran lunga la società di consulenza più influente al mondo”. Il Financial Times come “la società di consulenza manageriale leader nel mondo”. La rivista The Economist, invece, fa sempre riferimento alla McKinsey come "una società di consulenza". Ad ogni modo, taluni suggeriscono che la reputazione dell'azienda sia stata danneggiata in anni recenti, mentre i concorrenti abbiano guadagnato autorevolezza. Clienti ben pubblicizzati come Enron, Swissair, Sabena, Railtrack, GM, e Ford hanno recentemente attraversato crisi. Le pubblicazioni che riferiscono ciò non hanno provocato commenti da parte di McKinsey, dal momento che l'azienda non diffonde alcuna informazione riguardante i propri clienti (politica che d'altra parte non permette di pubblicizzare successi che l'azienda ha aiutato a verificarsi). In aggiunta, molte società di servizi finanziari di solida reputazione hanno creato delle divisioni di consulenza negli ultimi due decenni, al pari di molte altre grosse società che, riconoscendo l'importanza della consulenza, hanno creato le loro divisioni di consulenza in-house, svolgendo da sé del lavoro altrimenti svolto dalla McKinsey.

L'organizzazione[modifica | modifica wikitesto]

La McKinsey ha la struttura giuridica di una società, ma di fatto si comporta come una partnership sotto molti aspetti. (Ha tolto la "Inc." dal nome societario nel 2001.) Un managing director è nominato per un periodo di quattro anni dai soci senior della società, denominati director. Ciascun managing director può rimanere in carica per soli tre periodi. Diversi comitati sviluppano le strategie e assumono le decisioni rilevanti. Le sedi dislocate nelle varie regioni geografiche operano come unità a sé, sebbene l'azienda mantenga delle funzioni transnazionali competenti per settori industriali ed aree di management. Gli associati sono invitati a diventare partner a seguito di un processo di valutazione ed elezione, e i soci che raggiungono una certà età sono obbligati a rivendere le loro quote alla società in base ad una formula prestabilita.

I consulenti della McKinsey sono inoltre soggetti alla pratica dell'"up or out", che prevede che debbano svolgere gli avanzamenti di carriera entro dei dati limiti temporali, altrimenti essi vengono invitati a lasciare l'azienda.

Attualmente McKinsey ha più di 9,000 consulenti dislocati su 98 sedi in 57 Paesi. Essi risolvono problemi strategici, organizzativi, operativi e tecnologici, per conto di alcune della più importanti organizzazioni mondiali. Tra i clienti figurano tre delle cinque maggiori società del mondo, due terzi di quelle che compaiono in Fortune 1000, governi ed altre organizzazioni non profit. La McKinsey svolge anche attività pro bono a favore di un gran numero di organizzazioni umanitarie ed agenzie governative del mondo.

Un aspetto controverso dell'operatività della McKinsey è il suo non vincolarsi in esclusiva, ciò infatti potrebbe far sorgere un conflitto di interessi qualora team diversi di consulenti lavorassero per concorrenti diretti in uno stesso settore. Ciò gioca a vantaggio dell'azienda, dal momento che questa politica non la costringe a rifiutare del lavoro per potenziali clienti, cosa che potrebbe verificarsi con altre aziende di servizi finanziari; anzi, sapere che un concorrente si è rivolto a McKinsey ha storicamente rappresentato un forte impulso per le aziende a richiedere anche esse l'assistenza di McKinsey. Tale politica implica anche il fatto che McKinsey mantenga il segreto sulla lista dei suoi clienti. Inoltre per questo motivo si pone una grossa enfasi sulla riservatezza dei clienti anche all'interno dell'azienda, e ai consulenti è vietato discutere dei dettagli del loro lavoro con i membri degli altri team.

Tradizionalmente, McKinsey ha rivelato i suoi clienti solo in seguito di azioni legali, o nei casi in cui il cliente ha pubblicamente affermato ciò, pratica questa che l'azienda sconsiglia.

Selezione del personale[modifica | modifica wikitesto]

Marvin Bower rivoluzionò la prassi del suo tempo concentrando la ricerca di personale su neo laureati (specializzati -master o affini-), provenienti dalle migliori business schools, piuttosto che tra manager navigati. La considerazione alla base di tale approccio era che il rigore analitico e un punto di vista fresco erano di maggior valore per i clienti rispetto alla saggezza convenzionale. McKinsey è nota per aver fatto rare eccezioni a tale politica assumendo staff senior dall'industria (John Sawhill è un noto esempio), e negli ultimi anni ha diversificato l'ambito delle sue ricerche di personale includendo candidati provenienti da facoltà come legge, medicina, ingegneria, scienze naturali, e arti liberali, ed assumendo inoltre personale con esperienze nei più vari ambiti professionali tra cui militari, legali e medici.

McKinsey è una delle più ambite aziende per coloro che hanno conseguiti i migliori programmi di master in business administration, essendo risultata prima nell'indagine Universum sui posti di lavoro più ambiti negli ultimi nove anni. L'azienda è il singolo maggior recruiter nelle migliori business school del mondo. È inoltre il singolo maggior recruiter privato dell'Harvard Law School e ha alle sue dipendenze il maggior numero di Rhodes Scholars di qualsiasi altra organizzazione, fatta eccezione per il Dipartimento di Stato USA.

McKinsey assume molto selettivamente anche giovani laureati, nella posizione di "Business Analysts", per farli lavorare come consulenti al fianco degli associati per un periodo che va tra i 18 e i 24 mesi. Il programma da Business Analyst è uno dei più competitivi nell'industria ed è ambito da molti laureati in materie economiche e non solo. Taluni business analyst scelgono di rimanere alla McKinsey per un ulteriore anno nella posizione di BA, spesso al fine di trasferirsi in una sede all'estero o per specializzarsi in un dato settore. Molti business analysts ricevono sponsorizzazioni dalla McKinsey per frequentare dei corsi post-laurea, solitamente MBA o talvolta altri master o dottorati di ricerca, dopo i due anni iniziali presso la McKinsey per poi rientrare nell'azienda successivamente. A taluni viene offerto l'ambito "DTA" - direct to Associate - che significa che scatteranno due anni avanti rispetto ai loro colleghi, tra questi fortunati la maggior parte rinuncia ad usufruire delle sponsorizzazioni per la formazione fornite dalla McKinsey.

Ex-consulenti[modifica | modifica wikitesto]

Nonostante il fatto che molti ex-consulenti McKinsey abbiano lasciato l'azienda su richiesta della stessa, McKinsey mantiene e sponsorizza un attivo network di ex-consulenti. D'altra parte, più di 80 dei CEO della lista Fortune 500 sono ex-consulenti McKinsey. Tra gli attuali ed ex-consulenti McKinsey si annoverano Jeff Skilling, Louis Gerstner, Tom Peters, Bobby Jindal, Jim Manzi, Rajat Gupta, Paul Keel, Jonathan I. Schwartz, Delphine Arnault, Jon Katzenbach, Niko Canner, Mark Feigen e William Hague.

Pubblicazioni e public relations[modifica | modifica wikitesto]

Una pubblicazione disponibile sia in formato cartaceo che online, The McKinsey Quarterly [1] (pubblicata cinque volte l'anno) ospita articoli su strategia, organizzazione, marketing, ed altri temi di interesse per i top manager. Il Business Technology Office dell'azienda pubblica inoltre McKinsey on IT, una pubblicazione trimestrale mirata a CEO ed altri top manager. La divisione corporate finance pubblica McKinsey on Finance, destinata ai CEO.

Concorrenti[modifica | modifica wikitesto]

I principali concorrenti diretti di McKinsey sono Accenture, The Boston Consulting Group (BCG) e Bain & Company. Altre aziende presenti nel settore della consulenza strategica, ma non direttamente in competizione con McKinsey sono A.T. Kearney, Oliver Wyman, L.E.K. Consulting e Roland Berger Strategy Consultants.

Critiche[modifica | modifica wikitesto]

Molte delle critiche mirate alla McKinsey possono essere applicate alla consulenza manageriale nel suo intero. La stessa azienda in genere non commenta le situazioni degli specifici clienti e mantiene un'immagine esterna attentamente costruita e di basso profilo, che ha il vantaggio ulteriore di tenerla al riparo dal pubblico scrutinio sui risultati del suo operato, rendendo una ricognizione dei suoi clienti, del suo tasso di successo e della sua redditività difficile. Tale segretezza inoltre aiuta a tenere nascosti i prezzi di McKinsey, che spesso superano di molto i 15.000 euro al giorno per un team di consulenti.

Il vincolo alla riservatezza sui clienti è mantenuto anche tra gli ex-consulenti dell'azienda, ed il risultato è che giornalisti e scrittori hanno avuto sempre difficoltà a sviluppare una completa casistica degli errori che i consulenti della McKinsey possano aver commesso, come nel caso di Enron, che si ritiene fosse uno dei più grossi clienti dell'azienda.

Gran parte degli elementi di sfiducia nei confronti della McKinsey possono essere così riassunti:

  • Analisi errate o poco lungimiranti, come nel caso delle raccomandazioni fornite alla AT&T nel 1983, in cui sostenevano che i telefoni cellulari sarebbero stati un mercato di nicchia.[2]
  • Mancanza di coordinamento tra diversi team che lavorano su di uno stesso cliente.
  • Mancanza di originalità nella proposizione di idee; tendenza al semplice riaffermare l'ovvio in un gergo economico
  • Lavoro in team, poiché spesso i consulenti hanno difficoltà a convergere in tempi brevi su di un insieme comune di soluzioni e raccomandazioni
  • Presunzione ed arroganza nei confronti dei dirigenti, in particolare il sottostimare la difficoltà di implementare le raccomandazioni
  • Enfasi sul "pensiero corrente" che può ridursi a poco più di spingere i clienti a seguire le più recenti teorie senza assumere un'ottica di lungo periodo
  • Enfasi sulla massimizzazione del valore per gli azionisti, spesso a costo di sacrificare investimenti e la strategia di lungo periodo. Ad esempio, ciò può aver portato alla crisi della società ferroviaria inglese Railtrack, ridotta al collasso dopo una serie di incidenti, imputati ai consigli della McKinsey di ridurre le spese sulle infrastrutture per destinare i risparmi di spesa agli azionisti
  • Timore che essa miri a diventare una presenza costosa e permanente per i clienti, piuttosto che limitarsi alla risoluzione di un definito insieme di problemi, fungendo inoltre da succedaneo di un'appropriata leadership. Questa è una preoccupazione crescente nel settore pubblico, da quando la McKinsey è sempre più coinvolta nel management di agenzie come l'inglese National Health Service

Tra i vari libri ed articoli, The Witch Doctors, scritto dai giornalisti John Micklethwait e Adrian Wooldridge del The Economist, presenta una serie di errori grossolani e disastri che si imputano ad errori di consulenti della McKinsey. Similmente, Dangerous Company: The Consulting Powerhouses and the Businesses They Save and Ruin di James O'Shea e Charles Madigan esamina criticamente il ruolo della McKinsey nel contesto dell'industria della consulenza.

Il Primo Ministro inglese Tony Blair è stato oggetto di critiche da parte del Financial Times per aver richiesto la consulenza di McKinsey per la ristrutturazione del Cabinet Office. Un alto funzionario pubblico ha descritto la McKinsey come "delle persone che si insediano ed usano PowerPoint per affermare delle assolute ovvietà."

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ McKinsey & Company su Excitecareers (copia cache da originale)
  2. ^ (EN) Joel Garreau, Our Cells, Ourselves, The Washington Post, 20 febbraio 2008.

Mc Kinseyani noti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]