Consulenza

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Consulenza è detta propriamente la prestazione professionale di un consulente, una persona che, avendo accertata esperienza e pratica in una materia, consiglia e assiste il proprio cliente nello svolgimento di atti, fornisce informazioni e pareri. Compito del consulente è quindi, una volta acquisiti gli elementi che il cliente possiede già, di aggiungervi quei fattori della sua competenza, conoscenza e professionalità che possono promuoverne sviluppi nel senso desiderato; in tale contesto è sostanziale il rapporto di fiducia tra il committente e chi fornisce consulenza. Tale fiducia può fondarsi su un rapporto consolidato, sulla notorietà del consulente o sui titoli accademici e professionali che egli possiede.

Indice

[modifica] Tipologie di consulenza

[modifica] Il consulente di fiducia

Le prestazioni del consulente di fiducia riguardano rapporti fondati sulla stima che una persona riscuote a prescindere da formalità e titoli; qui la competenza del consulente riguarda solitamente problematiche a carattere riservato delle quali egli ha ampia conoscenza e di cui si può prendere cura anche attivamente. Il contesto particolare rende talvolta equivoco tale ruolo, in particolare nei casi in cui l’esito della consulenza si presta a sospetti di natura morale o legale nei quali casi può essere così individuata la figura del “faccendiere” (vedi "Illeciti specifici" in sommario).

[modifica] La consulenza politica

Attività di un soggetto o di un'organizzazione - di norma indipendente - che ha il mandato di interpretare e valutare le condizioni del contesto politico e in tale ruolo analizza, progetta e gestisce l'offerta politica di chi intende candidarsi all'opinione pubblica. Il consulente politico aiuta il suo assistito ad acquisire vantaggi competitivi, nei contenuti, nell'organizzazione, nella relazione di consenso con l'elettorato e nella comunicazione, per il fine di distinguersi e posizionarsi in modo ottimale rispetto ai competitori.

[modifica] La consulenza editoriale

Limitatamente alle funzioni di piccola editoria è uso definire consulenza editoriale il servizio del laboratorio di stampa e riproduzione per conto di privati di libri, manuali, dispense, tesi di laurea; tale prestazione comprende correzione di bozze, revisione, impaginazione, progettazione grafica.
A livelli di casa editrice l’opera del consulente editoriale rientra in un’ampia categoria di specifiche consulenze ciascuna delle quali può essere delimitata a una fase del processo che porta alla pubblicazione di un testo o di un prodotto comunicativo destinato alla diffusione, oppure – come opera di uno staff di consulenti, in relazione all’importanza dell’organizzazione - inserirsi in una sinergia di relazioni tra gli autori, la dirigenza e le maestranze; a livello di eccellenza questo tipo di consulenza richiede quindi – oltre a particolari sensibilità verso il target - capacità pratiche e conoscenze approfondite di ordine estetico, culturale e imprenditoriale sulle quali potrà contare l’editore per l’attività e il successo della propria produzione. In tali contesti si inserisce l’innovativo fenomeno del “editing-on-demand” - la pubblicazione con tecnologia digitale - che consente di riprodurre anche una copia alla volta di testi, musica e video, con notevole risparmio di costi editoriali e richiede al consulente editoriale le particolari conoscenze e competenze dell’informatica dedicata.

[modifica] La consulenza legale

Rientra nelle consuetudini della professione legale e forense; ogni procuratore e avvocato – prima ancora di comparire davanti a un giudice e anche a prescindere da questa eventualità – fornisce al proprio cliente una dettagliata consulenza sugli aspetti giuridici della questione che lo riguarda in modo che egli possa decidere, dandone procura al legale, quale obiettivo perseguire nell’eventuale azione legale da intraprendere.

[modifica] La consulenza in ambito giudiziario

È svolta da un esperto - detto anche perito - nominato a norma dell'art. 201 del c.p.c. ed assume il ruolo di consulente tecnico d'ufficio o consulente tecnico di parte: [1]

[modifica] Il consulente tecnico d’ufficio (CTU)

Viene incaricato dal giudice a norma dell'art. 61 del codice di procedura civile, quando ai fini della decisione, ravvisa la necessità di una consulenza riguardante la materia del contendere fondata su particolari cognizioni scientifiche.[2] Tale intervento è obbligatorio in casi previsti dalla legge, come nelle controversie in materia di compensi professionali (art.2233 codice civile) e nel caso dei sinistri marittimi (art. 599 del codice della navigazione).
Compito del CTU è - facendo riferimento a dati certi e documentazione- informare dettagliatamente il giudice sugli elementi sottoposti a giudizio che rientrano nella sua competenza e conoscenza. Le conclusioni tecniche fornite al giudice saranno il risultato di un procedimento logico ben preciso corredato da affermazioni rigorosamente delimitate all'ambito di cui è incaricato. La perizia così fornita ha la funzione di illuminare e chiarire obiettivamente all’organo giudicante gli aspetti specialistici di cui ha competenza il CTU, sulla base di atti e fatti che questi ritiene utili alla formulazione della consulenza rilevati in relazione alla proprie cognizioni ed all'istanza a lui rivolta.
All'atto della nomina il CTU presta giuramento in apposita udienza ed ha l'obbligo di cooperare con l'autorità giudiziaria.

[modifica] Il consulente tecnico di parte (CTP)

È una persona alla quale una parte in causa conferisce l'incarico peritale quale esperto in uno specifico settore ovvero competente del ramo tecnico/scientifico pertinente alla causa. Il CTP ha il compito, nell'interesse di una parte, di affiancare il CTU nell’espletamento del suo incarico e formulare osservazioni a supporto o critica del risultato al quale il perito del giudice sarà giunto.
Al contrario del consulente tecnico d'ufficio, il CTP non presta giuramento ed ha ampia facoltà di accettare, rifiutare o rimettere l'incarico in ogni tempo, altresì è esonerato dall'obbligo di cooperare con l’autorità giudiziaria ed ha libertà di atti e prestazioni che trova limite solo nel divieto di ostacolare illegittimamente l’attività del CTU. [3]

Per approfondire, vedi la voce Consulenza giudiziale.

[modifica] La consulenza medica

Tutto il lavoro del medico, sostanzialmente riferito alla prevenzione e alla cura di ciascuna patologia, si realizza in una forma di consulenza verso il proprio paziente in relazione alle necessità della sua salute; dalla considerazione dei sintomi, dalla visita e dall’esame dei referti diagnostici infatti il sanitario ricava le informazioni necessarie per indirizzare il paziente a un regime igienico o dietetico, a un’appropriata terapia, a un esame specialistico, al ricovero ospedaliero, eccetera.
Casi particolari di consulenza medica sono talune prestazioni specialistiche come:

[modifica] La consulenza medico-legale

Può rientrare tra le Consulenze dell'ambito giudiziario (vedi) ed ha lo scopo - esaminato lo stato sostanziale di un corpo umano vivente o deceduto - di riferire a un’autorità ufficiale (giudice inquirente) o incaricata (nel giudizio arbitrale), gli elementi evidenti o desunti necessari al fine di definire inequivocabilmente che cosa ridusse il soggetto nello stato in cui si trova, probabili cause e conseguenze oggettive dell’evento, eventuali responsabilità civili e penali, e diritto a remunerazione risarcitoria. In tale contesto si colloca anche la consulenza medico-infortunistica che riguarda gli accertamento necessari su lesioni conseguenti a infortuni di ogni genere: sul lavoro, stradali, domestici, eccetera.

[modifica] La consulenza psichiatrica

Riguarda precise qualità e attitudini delle persone che vi vengono sottoposte in relazione a eventi giudiziari civili (come l'emancipazione di un minore o l'interdizione per incapacità di un menomato) oppure penali (come la definizione di capacità d'intendere e volere in relazione a un reato); come altre tipologie di consulenza, essa viene prestata a conforto del compito del giudice che se ne avvale restando dominus della decisione ultima in quanto sentenzia, a prescindere dai contributi dei consulenti che vi concorrono, in base al proprio "libero convincimento".

[modifica] Il consulto medico

Nasce tradizionalmente dalla richiesta di un medico ad un altro di notoria esperienza e competenza, affinché si pronunci in merito allo stato di un paziente e ai provvedimenti del caso.
Tale categoria di consulenza si riferisce a una gerarchia tra professionisti della quale col tempo s'è quasi perduta la consuetudine.
Nel contesto professionale attuale il medico - come atto di eccellenza professionale e non di sottomissione della propria competenza - può trovare conveniente ai fini del proprio compito chiedere il parere diagnostico dello specialista al quale invia un paziente. In tale contesto si collocano anche le prescrizioni di esami strumentali e bio-chemiologici sull'organismo, come l'invio alla visita chirurgica quale ultima ratio per sintomi, eventi e disturbi che non consentano diversamente la conclusione diagnostica.

[modifica] La consulenza psicologica

A differenza del medico, al quale viene collegato per gli ambiti della psicoterapia quale psicologia applicata al settore della salute e del benessere, lo psicologo in qualità di consulente non ha compiti riguardanti la prevenzione e la cura di una patologia, ma formula comunicazioni più o meno sintetiche su quanto - usando strumenti come test, colloqui, ecc. - ha potuto professionalmente considerare in uno o più incontri con una persona, con un gruppo o dall'ambiente cui la consulenza è riferita.

Si distinguono allora la consulenza psicologica individuale, di gruppo e di contesto (lavoro, sicurezza, giudiziario, produttivo, commerciale, orientamento, ecc.), a seconda del soggetto cui il consulente rivolge la propria attenzione, da cui trae le informazioni e al quale fornisce la prestazione.

In base alle teorie generali e alla propria esperienza, dagli esiti di test e questionari, dalla considerazione dei fenomeni osservati, dall'ascolto di quelli riferiti e dalla conoscenza di quanto di utile connota il contesto osservato, lo psicologo ricava le informazioni necessarie per una descrizione dello stato dei fatti e delle eventuali alternative potenziali al fine di orientare la persona o l'ente committente verso scelte conformi ai propri desideri, bisogni e possibilità.

[modifica] La consulenza del lavoro

Il consulente del lavoro ha competenze specifiche nella gestione del personale per conto di piccole medie e grandi imprese.

Per approfondire, vedi la voce Consulente del lavoro.

[modifica] La consulenza educativa

La consulenza educativa attuata dal pedagogista è processo di aiuto ai genitori in difficoltà nella relazione con i propri figli e nella loro educazione.

Per approfondire, vedi la voce Consulenza educativa.

[modifica] La consulenza informatica

La consulenza informatica è quella attività che studia, analizza, progetta e risolve i problemi riferiti alle installazioni di sistemi informatici di qualunque portata, a partire dal singolo PC monoutente, fino ai grossi mainframes. Si divide in due branche principali, una legata allo sviluppo, all'analisi ed alla progettazione del software, l'altra dei sistemi hardware e delle reti, ma non sono due branche divise, anzi, il consulente informatico deve essere in grado di garantire la sua prestazione in entrambi i campi. Esistono aziende che offrono i consulenti informatici alle aziende,proposti secondo le richieste del mercato in varie modalità e modelli

Si è notevolmente sviluppata dalla necessità delle aziende di ottenere supporto tecnico e guidarle sia nelle azioni formative rivolte alle risorse umane e gestionali, che in quelle di ottimizzazione degli strumenti e delle attrezzature necessarie, cercando di mantenere alti gli standard di sicurezza. La necessità di ottenere prodotti e sistemi sempre più veloci ed attuali e la migrazione da vecchi sistemi obsoleti richiede analisi e presenza continua del consulente informatico nelle aziende.

Il consulente informatico è tipicamente un perito tecnico od un ingegnere, ma spesso un semplice esperto autodidatta, che ha acquisito qualità tecniche tali da riuscire a risolvere i problemi.


Per approfondire, vedi la voce Consulenza informatica.

[modifica] La consulenza alle organizzazioni

Si tratta di servizi rivolti a programmi con tipologie diverse, per imprese da piccole a medie, professionalità definite ovvero interprofessionali, con fonti finanziarie proprie, di fondazioni, di munificenza privata, di Enti pubblici locali, nazionali e comunitari. Generalmente possono svolgersi in più fasi, dall'analisi del bisogno (organizzativo, formativo, gestionale, ecc.), al reperimento delle fonti di finanziamento, alla razionalizzazione della documentazione generale, dell’offerta tecnica e del piano finanziario, fino alla consulenza organizzativa in corso d'opera, sia direzionale che di processo

In merito alle opportunità offerte dai finanziamenti pubblici per la formazione, riguarda interventi che agevolano l’adattamento delle maestranze ai mutamenti industriali e all’evoluzione dei sistemi di produzione. Rientrano in questo scopo le attività di formazione promosse dalle organizzazioni a favore dell’aggiornamento dei propri dipendenti.

Per approfondire, vedi la voce Organizzazione aziendale.
Per approfondire, vedi la voce Internal auditing.

[modifica] La consulenza finanziaria

La consulenza finanziaria concerne le scelte di investimento e di finanziamento di un qualsiasi soggetto economico, che, non in possesso degli adeguati requisiti di competenza, necessita dell'assistenza di un consulente finanziario al fine di effettuare le valutazioni di convenienza.

Per approfondire, vedi la voce Consulenza finanziaria.

[modifica] Illeciti specifici

Consulenza è vocabolo equivoco con grande evidenza in quanto si riferisce a numerose categorie di attività e prestazioni che non è possibile standardizzare per competenze, titoli necessari o obblighi nel rapporto. Ciò facilita per mero nominalismo abusi e illeciti di diversa specie, da quelli apparentemente innocui, come dare consigli di natura professionale senza averne titolo, ad atti specificamente truffaldini.

[modifica] Abuso dei termini

Caso in cui l'uso dei sostantivi consulenza, consulente e altri similari, seguiti da un attributo qualificante, serve ad intrattenere un rapporto remunerativo su base privatistica, senza alcuna formale garanzia. In tali casi sia le professioni che l'utenza sono danneggiate da attività abusive di consulenza, le prime nell'immagine e la seconda per assenza di tutela e garanzia. Efficace difesa di abusanti e loro sodalizi chiamati in giudizio, è l'argomento per cui i diversi modi di denominare ciò che comunque è "consulenza" non corrispondano al significato ristretto del vocabolo nella lingua italiana, ma ne estendano e legittimino l'attività fuori dell'area regolamentata.

[modifica] Abuso delle funzioni

Caso in cui sono strumentalizzate per fini illeciti professionalità e competenze pure effettive e valide. La forma della consulenza può essere un modo sostanzialmente lecito di ricompensare un professionista per servizi genericamente diversi, non rientranti tra le prestazioni categoriali dalla prestazione fatturata. Tale infedele iscrizione può tuttavia configurare un illecito amministrativo.

Nei casi esplicitamente truffaldini, ad opera di un potere interessato, super-fatturando reali consulenze si occultano distrazioni di risorse a favore di attività occulte o sodalizi compiacenti, ovvero verso riciclaggio.

Sono esemplari i casi in cui, ad opera di poteri politici locali o nazionali, la consulenza di una professionalità comunque competente - per servizi dei quali la pubblica amministrazione non ha necessità - si rivela un metodo di finanziamento illecito di un partito con trasferimento di risorse pubbliche a consulenti scelti in quanto adiacenti all'ambito politico. In tali casi solo una percentuale delle somme fatturate è resa effettivamente al consulente mentre il resto andrà alla sede locale del partito e a quella nazionale.

[modifica] Abuso della legittimazione

Caso in cui l'incarico di consulenza è una ricompensa di favori pregressi.

In particolare, se riguarda una personalità di potere, a differenza della tangente che di norma viene pagata in anticipo, l'esborso successivo al favore è in tal modo collegato a servizi che un privato cittadino affida ad un consulente di fiducia ottenendo regolare fattura. Pur trattandosi di una tangente pagata a posteriori, è impossibile dimostrare che, in virtù della precedente relazione, la consulenza fu affidata per ricambiare un favore, né se la prestazione fu effettivamente resa come fatturata. Mancando un nesso di causalità, diviene impossibile l'accusa; siccome la causa precede cronologicamente l'effetto, la consulenza pagata dopo aver ricevuto un favore non è imputabile a malafede.

[modifica] Reati

Nei casi in cui - insistendo in atti riferiti ad attività di consulenza, i termini, le funzioni e la legittimazione - diversi livelli di abuso concorrono alla realizzazione di un fine economico sospetto d'illecito, quando nell'inchiesta è possibile dimostrare in tali elementi la malafede dei soggetti interessati, ciò costituisce la base o l'aggravante del reato di falso nelle diverse configurazioni.

[modifica] Voci correlate

Strumenti personali