Educazione
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Il significato originale ed etimologico della parola educazione viene dal latino e-ducere che significa letteralmente condurre fuori, quindi liberare, far venire alla luce qualcosa che è nascosto. Si intende il processo attraverso il quale l'individuo riceve e impara quelle particolari regole di comportamento che sono condivise nel gruppo familiare e nel più ampio contesto sociale in cui è inserito. Può essere anche definita come l'atto, l'effetto dell'educare o come buona creanza, modo di comportarsi corretto e urbano nei rapporti sociali.
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[modifica] Origine
L'idea deriva dalla filosofia platonico-socratica, secondo la quale imparare altro non è che un "ricordare" dalla nostra passata esistenza, e che tale conoscenza deve essere "condotta fuori" da noi tramite la maieutica, letteralmente arte del far partorire, ovvero condurre fuori, e-ducere. Con Emerson e le scuole a lui ispirate, invece, l'educazione si prospetta anzitutto come autoeducazione e come autocoltivazione che dura per tutta la vita.
In questo senso l'educare coincide nel guidare e formare qualcuno, specialmente giovani, affidandone e sviluppandone le facoltà intellettuali e le qualità morali. L'educazione va quindi distinta dalla istruzione, intesa come insieme delle tecniche e delle pratiche per mezzo delle quali un individuo viene istruito mediante insegnamento teorico o tecnico-operativo di nozioni di una disciplina, di un'arte, di un'attività. Tuttavia istruzione ed educazione possono fondersi quando l'insegnante cerca di favorire la comprensione autonoma da parte degli allievi, instaurando con loro un dialogo "esplorativo" e stimolando la loro creatività nell'apprendimento.
In Italia, come in molti altri Paesi, l'educazione dell'individuo è affidata oltre che ai genitori, alla scuola pubblica (elementare e media). La frequenza scolastica è obbligatoria dal compimento del sesto anno di età fino al sedicesimo. Dopo il titolo finale dell'obbligo (che una volta era la licenza media, mentre oggi è il diploma conclusivo di primo ciclo) scatta il diritto-dovere di istruzione e formazione, previsto dalla legge 53/2003, per assolvere al quale è possibile iscriversi a una scuola secondaria superiore oppure intraprendere percorsi di formazione e lavoro o alternanza scuola-lavoro.
La scuola pubblica nell'ordinamento amministrativo italiano veniva classicamente indicata come "Pubblica Istruzione". In seguito all'allargamento dell'apporto statale alla scuola anche in forma di contributi per le scuole private (confessionali e non), si è tolta l'accezione "pubblica" per l'indicazione dell'istituzione scolastica. Lo stesso ex Ministero della Pubblica Istruzione ("MPI") è stato ribattezzato Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca ("MIUR"), accorpando così il settore istituzionale dell'università, fino ad allora MIUR. Nel 2006 sono stati ripristinati due ministeri distinti denominati Ministero della Pubblica Istruzione ("MPI") e Ministero dell'Università e della Ricerca ("MiUR")
Nella lingua italiana, il termine educazione è anche sinonimo di corretta condotta, come nell'educazione civile, cioè il rispetto dei doveri e l'esercizio dei diritti. La corretta condotta può essere svolta secondo norme non necessariamente codificate, benché di pressoché generale condivisione, dette di buone maniere, gentilezza, urbanità.
[modifica] Educazione a livello europeo
L'idea di armonizzare i sistemi educativi europei, nasce fin dall'avvento della C.E.E. ma inizia a realizzarsi solo negli anni '90.
Recenti orientamenti pedagogici fanno emergere l'opportunità di dare ampio spazio all'educazione differenziata per i due sessi, sia nel campo dell' educazione fisica che in quello della formazione intellettuale, morale e spirituale. I ragazzi e le ragazze traggono enorme beneficio dall'inserimento in classi e gruppi di apprendimento composti da persone dello stesso sesso.
Riferimenti Bibliografici
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[modifica] Indicatori OCSE per la Valutazione dei Sistemi Educativi
Ogni anno l'OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) pubblica un rapporto intitolato Uno sguardo all' Educazione: indicatori OCSE , che è basato su un insieme di indicatori statistici, e che vuole essere un aiuto per orientare le politiche nazionali di sviluppo dei sistemi educativi.
Nel seguito, per dare un'idea di cosa possa essere dedotto dal citato rapporto, è riportato l'elenco degli indicatori usati nell'indagine del 2008.
QUANTO SEGUE E’ UNA TRADUZIONE LIBERA DAL TESTO INGLESE DISPONIBILE SUL SITO DELL’OECD (in Italiano OCSE), NELLA SEZIONE “EDUCATION AT A GLANCE 2008: OECD INDICATORS” ; ATTRAVERSO TALE TRADUZIONE SI VUOLE SOLO DARE UN’IDEA DELLA NATURA DEGLI INDICATORI OCSE 2008 PER LA VALUTAZIONE DEI SISTEMI EDUCATIVI
Resta sempre valida (nei vari anni di indagine) la suddivisione degli Indicatori in 4 aree tematiche (Capitoli):
- A. Risultati delle istituzioni scolastiche e impatto dell’apprendimento
- B. Risorse finanziarie e umane investite nell’educazione
- C. Accesso all’educazione, partecipazione e progressione
- D. Contesto pedagogico e organizzazione scolastica.
INDICATORI OCSE 2008:
Capitolo A:
Indicatore A1: Quale è il livello di istruzione della popolazione adulta Indicatore A2: Quanti studenti proseguono gli studi dopo le scuole secondarie Indicatore A3: Quanti studenti prendono un Diploma universitario Indicatore A4: Quanti studenti avanzano negli studi universitari e quanti abbandonano Indicatore A5: Quali capacità nel campo delle Scienze posseggono gli studenti quindicenni Indicatore A6: Quale è la condizione sociale degli studenti quindicenni e il ruolo giocato dai loro genitori Indicatore A7: La condizione socio-economica dei genitori influisce sulla partecipazione dei figli a percorsi di formazione universitaria? Indicatore A8: In che modo la partecipazione a attività formative incide sulla inclusione nel mercato del lavoro? Indicatore A9: Quali benefici economici derivano dalla formazione scolastica? Indicatore A10: Quali sono gli incentivi ad investire nella Formazione?
Capitolo B
Indicatore B1: Quanto si spende per ciascuno studente Indicatore B2: Che percentuale del Prodotto Interno Lordo viene spesa per la Formazione Indicatore B3: Quanta Spesa Pubblica e quanti Investimenti Privati ci sono in Formazione Indicatore B4: A quanto ammonta in totale la Spesa pubblica per la Formazione Indicatore B5: Quanto spendono gli studenti per la formazione universitaria e di quali sussidi pubblici dispongono Indicatore B6: Su quali servizi e risorse viene fatta la spesa in Formazione Indicatore B7: Con quale efficienza si usano le risorse per la Formazione
Capitolo C
Indicatore C1: Quanto sono diffusi programmi di formazione professionale Indicatore C2: Chi partecipa come studente alla formazione Indicatore C3: Chi studia all’estero e dove Indicatore C4: Con quanta efficacia avviene il passaggio dalla Formazione al lavoro Indicatore C5: Gli adulti che partecipano a iniziative di addestramento e formazione professionale
Capitolo D
Indicatore D1: Quanto tempo stanno in aula gli alunni Indicatore D2: Che rapporto numerico c’è fra studenti e insegnanti e quale è il numero di alunni per classe Indicatore D3: Quanto sono pagati gli insegnanti Indicatore D4: Quanto tempo gli insegnanti dedicano all’insegnamento Indicatore D5: Quale incidenza hanno controlli di qualità sugli istituti ed esami e verifiche in genere per gli allievi nel Sistema Educativo Indicatore D6: Chi è deputato a prendere decisioni in campo educativo Indicatore D7: Chi sono gli insegnanti (Distribuzione del corpo docenti)
Per ciascuno degli indicatori sopra elencati, esiste una ulteriore scomposizione in Tavole e Grafici che esprimono ulteriori dettagli dell’indagine.
[modifica] Voci correlate
- Animazione psicopedagogica
- Coeducazione
- Didattica / Maieutica
- Educazione aperta
- Educazione fisica
- Educazione omogenea
- Educazione interculturale
- Educazione permanente
- Educazione sessuale
- Edutainment
- Enis
- Galateo
- Paideia
- Pedagogia / Andragogia
- Psicopedagogia
- Scienze dell'educazione
- Scienze della formazione
- Scuola
- Università
- Videogiochi educativi
[modifica] Altri progetti
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