Invenzione

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Brevetto dell'invenzione della lampadina elettrica di Thomas Alva Edison
« Il modo migliore per predire il futuro è inventarlo. »
(Alan Kay)

L'invenzione è un'idea, un dispositivo o un prodotto che porta ad un progresso tecnologico. Il termine invenzione deriva dal latino inventio che significa ritrovamento.

In ambito legale si intende una soluzione nuova e originale di un problema tecnico che può, dunque, essere tutelata da brevetto. Essa può riguardare un prodotto o un processo (metodo, procedimento).

Un'invenzione può essere definita "principale", nel caso in cui non dipenda da invenzioni precedenti, o "derivata" se, invece, questa è una modifica o un miglioramento di un'invenzione precedente.

Anche se la professione dell'inventore non è più codificata[senza fonte] nella società contemporanea, tale è il termine con cui si identifica chi è artefice di un'invenzione. Oggi, salvo rare eccezioni, come lo statunitense Jerome Lemelson, non esistono più inventori puri e indipendenti, e l'invenzione è frutto di un processo complesso che riguarda svariate professionalità (scienziati, tecnici, ingegneri, designer, professionisti del marketing), che cooperano a un progetto comune all'interno di un'azienda o di un centro di ricerca e sviluppo. Nella storia, sono celebri esempi di inventori di professione e indipendenti: Thomas Alva Edison, Nikola Tesla, Guglielmo Marconi.

Fasi dell'invenzione[modifica | modifica wikitesto]

Contrariamente a quanto si è soliti pensare, l'invenzione è un processo molto lungo, specie quando questa ha l'ambizione di diventare un prodotto commerciale o un'innovazione. L'idea o il "lampo di genio" rappresenta solo una piccola parte di questo cammino. Uno dei più grandi inventori della storia, Thomas Alva Edison, sosteneva che "il genio è per l'1% ispirazione e per il 99% traspirazione (sudore)"[1]. In questo processo è possibile individuare alcune fasi caratteristiche: l'analisi e lo studio del contesto[2], l'idea (sintesi), il disegno, la prototipazione, il brevetto, l'ingegnerizzazione, il marketing e la comunicazione. Il processo che porta al prodotto finito, tuttavia, non è lineare, ogni invenzione o innovazione può invertire (o anche saltare) una o più di queste fasi.

Nonostante ciò, l'attenzione che viene dedicata a questi singoli passaggi risulta determinante per il successo dell'invenzione stessa. Analizzando la storia della tecnologia si trovano, infatti, molti casi in cui, a parità di qualità dell'idea iniziale, scelte di ingegnerizzazione o anche solo di marketing del prodotto hanno finito per determinare il successo o l'insuccesso di tutta l'operazione. Si pensi, ad esempio, a come, nel mondo della videoregistrazione magnetica domestica, il miglior formato Betamax sia stato surclassato dal successo commerciale del formato VHS (meno performante) grazie alle più efficaci strategie di mercato attuate dall'azienda JVC[3].

Invenzione e scoperta[modifica | modifica wikitesto]

L'invenzione è frutto sempre di un progetto mentre la scoperta può anche essere frutto della casualità (vedi serendipità). In questo senso l'invenzione è diversa dalla scoperta che comporta invece il venire a conoscenza di qualcosa che già esisteva ma non era nota. È significativo in questo senso l'etimologia di scoperta come togliere il velo. La peculiarità dell'invenzione, invece, sta proprio nell'elemento di novità, cioè nella creazione di qualcosa che prima non esisteva, non solo nella cultura umana ma anche in natura. Si prenda come esempio l'invenzione della ruota, questa, prima della sua invenzione, non esisteva né nella cultura (come è scontato) né in natura (altrimenti sarebbe stata una scoperta).

Molto spesso, la scoperta avviene in ambito scientifico (ricerca pura), ad opera di ricercatori e scienziati, mentre l'invenzione spesso nasce in ambito industriale nei centri di ricerca e sviluppo. L'invenzione può essere basata su uno sviluppo precedente, collaborazioni o idee; lo stesso vale per la scoperta. Il processo inventivo richiede la consapevolezza di concetti esistenti o metodi che possono essere modificati o trasformati in un'invenzione attraverso creatività e intuizione. Un'invenzione è sempre un progresso dal punto di vista conoscitivo ma non è detto che sia utile immediatamente o per tutti.[4]

Un'invenzione può rivelarsi utile in un periodo successivo, come è successo ad esempio per il paracadute che fu inventato da un anonimo italiano nel 1470, come strumento di sicurezza senza rivelarsi però utile, successivamente venne migliorato da Leonardo da Vinci nel 1485, ma divenne utilizzabile solo con la nascita dell'aviazione all'inizio del XX secolo, ben 400 anni dopo. In generale, tra la nascita di un'idea o di un prototipo di invenzione e la sua diffusione sociale e commerciale vi è sempre uno scarto temporale che solitamente non si misura in secoli, come nel caso del paracadute, ma in decenni.

Invenzione e innovazione[modifica | modifica wikitesto]

In accordo con quanto affermato dall'economista austriaco Joseph Schumpeter, l'innovazione è la dimensione applicativa di una scoperta oppure la commercializzazione di un'invenzione. Nel momento in cui l’invenzione diventa parte integrante dell’attività economica, ovvero quando comincia ad avere conseguenze economiche, essa diventa un’innovazione. Per trasformare un’invenzione in innovazione, un'azienda deve combinare conoscenze, capacità, abilità e informazioni riguardo al mercato sufficienti risorse finanziare ecc. Uno dei più grandi industriali e imprenditori del Novecento, Henry Ford, ha condensato questo concetto nel suo slogan più celebre in cui dichiara che "c'è vera innovazione solo quando una tecnologia è accessibile a tutti".

Invenzione, società e cultura[modifica | modifica wikitesto]

La maggior parte delle invenzioni ha contribuito a trasformare il nostro modo di vivere e la nostra società. Ancora oggi le tecnologie e le nuove invenzioni, ad esempio nel campo della comunicazione e dell'informatica, continuano a caratterizzare grandi cambiamenti sociali. L'importanza dell'invenzione nel determinare questi cambiamenti culturali, però, divenne evidente solo dopo la prima rivoluzione industriale anche se già alla fine del Cinquecento il filosofo Tommaso Campanella sottolineava[5] l’importanza delle invenzioni e delle macchine per il progresso delle conoscenze dell’uomo: "Vi è più historia in cent’anni che non ebbe il mondo in quattromila; e più libri si fecero in questi cento che in cinquemila; e le invenzioni stupende della calamita e stampe ed archibugi gran segno dell’unione del mondo".

Ancora a metà del Settecento l'enciclopedista francese Jean-Baptiste Le Rond d'Alembert, davanti ad una società poco attenta al mondo delle invenzioni e più incline a rispettare filosofia e scienza, era costretto a sottolineare “ponete su un piatto della bilancia i vantaggi reali delle più eccellenti scienze e delle più stimate arti, sull’altro i vantaggi reali delle arti meccaniche; constaterete che la stima che si ha per le une e per le altre non è suddivisa in rapporto a tali vantaggi, e che gli uomini che si sono sforzati di farci credere che eravamo felici sono stati assai più lodati degli uomini che si sono sforzati di renderci davvero più felici”.[6]

Tra le invenzioni più significative della storia dell'umanità si ricorda: la ruota, la metallurgia, la scrittura, l'esplosivo, le armi da fuoco, la macchina a vapore, l'elettricità, il treno, l'automobile, l'aeroplano, il telefono, la radio, la televisione, il computer. Alcune di queste invenzioni sono state possibili grazie ai rispettivi avanzamenti teorico-scientifici nei campi di riferimento, altre hanno precorso la teoria, attivando poi studi e aprendo nuove indagini teoriche.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Harper's Magazine, Settembre 1932
  2. ^ "People and Places That Innovate”, articolo apparso nella pagina dedicata al business del sito del The New York Times www.nytimes.com del 4 settembre 2010. http://www.nytimes.com/2010/09/05/business/05shelf.html?pagewanted=all&_r=0
  3. ^ Nicola Nosengo, L'estinzione dei tecnosauri. - Storie di tecnologie che non ce l'hanno fatta, collana Galápagos, Sironi editore, 2003, pp. 284, ISBN 978-88-518-0017-8.
  4. ^ Invenzioni inutili
  5. ^ Tommaso Campanella, La città del sole, 1602.
  6. ^ d’Alembert Jean Le Rond, Discours preliminaire a Encyclopédie ou Dictionnaire raisonné des arts et métiers http://www.dictionnaire-france.com/prefency1.html.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Norbert Weiner, "L’invenzione: Come nascono e si sviluppano le idee", Bollati Boringhieri, Torino, 1994.
  • Steven Johnson, "Dove nascono le grandi idee. Storia naturale dell'innovazione", Bur Biblioteca Universale Rizzoli Milano, 2011.
  • Massimo Temporelli, "Il codice delle Invenzioni: da Leonardo da Vinci a Steve Jobs", Hoepli Editore, Milano, 2011. ISBN 978-88-203-4792-5

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