Ergonomia
L'ergonomia, secondo la I.E.A. (International Ergonomics Association), è quella scienza che si occupa dell'interazione tra gli elementi di un sistema (umani e d'altro tipo) e la funzione per cui vengono progettati (nonché la teoria, i principi, i dati e i metodi che vengono applicati nella progettazione), allo scopo di migliorare la soddisfazione dell'utente e l'insieme delle prestazioni del sistema[1]. In pratica è quella scienza che si occupa dello studio dell'interazione tra individui e tecnologie. Come per la bioingegneria esiste il rapporto uomo macchina .
Nel 1949 lo psicologo K. F. H. Murrell diede al termine "Ergonomia" il significato attuale . Nel 1961 videro la luce l'Associazione Internazionale di Ergonomia (I.E.A., International Ergonomics Association) e la S.I.E. (Società Italiana di Ergonomia).
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[modifica] Il livello di ergonomia
La qualità del rapporto tra l'utente e il mezzo utilizzato è determinata dal livello di ergonomia. Il requisito più importante per determinare questo livello è la sicurezza, seguito dall'adattabilità, l'usabilità, il comfort, la gradevolezza, la comprensibilità, e così via.
Per valutare la qualità del rapporto tra una persona e la tecnologia utilizzata, gli ergonomi considerano il lavoro (attività) da svolgere e le richieste dell'utente, le attrezzature utilizzate (dimensioni, forma, disposizione), e le informazioni per il loro utilizzo. L'ergonomia si basa su molte discipline e scienze nello studio degli esseri umani e dei loro ambienti, tra cui antropometria, biomeccanica, ingegneria meccanica, bioingegneria, ingegneria industriale, design industriale, chinesiologia, fisiologia e psicologia.
Un oggetto facilmente usabile e sicuro sarà molto ergonomico, un oggetto di utilizzo ostico che implica grande sforzo cognitivo sarà poco ergonomico. Fra i vari studi al fine di arrivare ad un'idonea ergonomia, quello della chinetosfera è fra i più rilevanti, al fine di calcolare gli spazi utili per la massima abilità dei movimenti dell'utente.
[modifica] Etimologia del termine
Il termine "ergonomia" deriva dalle parole greche "érgon" (lavoro) e "ńomos" (regola, legge). È stata usata per la prima volta da Wojciech Jastrzębowski in un giornale polacco nel 1857[2].
Il termine è stato ripreso nel 1949 da Murrell, che lo utilizzò per descrivere le linee guida nel design di prodotti, servizi o ambienti rispondenti alle necessità dell'utente.
[modifica] Obiettivi dell'ergonomia
- Analisi degli effetti della tecnologia produttiva sull'uomo a livello di salute, di prestazione e di comportamento.
- Progettazione di situazioni lavorative adeguate alle esigenze dell'attività ed alle capacità potenziali dell'operatore, al fine di evitare il logoramento fisico e mentale ed aumentare il rendimento.
- Si pone come disciplina preventiva, avendo lo scopo di studiare come evitare l'insorgenza di effetti dannosi.
[modifica] Campi di ricerca
- Studio dell'uomo al lavoro (antropometria e biomeccanica, fatica fisica e mentale, meccanismi sensoriali e cognitivi).
- Fattori ambientali (utensili, macchine, arredo, microclima, illuminazione, ambiente fisico in relazione al rumore).
- Fattori psicologici (carico mentale, flusso d'informazioni da trattare, interazioni sociali, benessere organizzativo).
[modifica] Applicazioni
L'ergonomia fisica è importante in campo medico, in particolare per gli individui ai quali sono state diagnosticati disturbi fisiologici o patologie come l'artrite (sia cronica e temporanea) o la sindrome del tunnel carpale. In questi soggetti, pressione anche insignificanti o impercettibili, possono essere molto dolorose, o rendere inutilizzabile un dispositivo. Molti prodotti dal design ergonomico sono anche utilizzati o raccomandati per trattare o prevenire tali disturbi, e per trattare la pressione legata al dolore cronico.
[modifica] L'ergonomia sul posto di lavoro
Postazioni di lavoro ergonomiche forniscono un supporto per gli ambienti ad alta intensità di lavoro. Al di fuori della stessa disciplina, il termine 'ergonomia' è generalmente usato per riferirsi all'ergonomia fisica riferita al luogo di lavoro (come ad esempio sedie ergonomiche e tastiere). L'ergonomia sul posto di lavoro ha a che fare in gran parte con la sicurezza dei lavoratori, sia a lungo che a breve termine. Postazioni ergonomiche possono contribuire a ridurre i costi, migliorando la sicurezza, di conseguenza, questo ridurrebbe i soldi versati a titolo di risarcimento dei lavoratori. Attraverso l'ergonomia, i luoghi di lavoro possono essere progettati in modo che i lavoratori non debbano ricorrere a posture incongrue per il corpo, quindi l'industria potrebbe risparmiare miliardi di euro in risarcimento dei lavoratori.
Nei luoghi di lavoro si possono seguire due approcci, uno reattivo o uno preventivo, in sede di applicazione pratica dell'ergonomia. L'ergonomia reattiva è quando qualcosa deve essere stabilito con azioni correttive. L'ergonomia preventiva è il processo di ricerca di aree che potrebbero essere migliorate e che individua i problemi prima che diventino problemi di grandi dimensioni. Le problematiche possono essere preventivamente risolte mediante progettazione di apparecchiature, di attività o progettazione ambientale.
Il datore di lavoro è tenuto per legge (D. Lgs. 81/2008[3], Testo unico sulla sicurezza sul lavoro) alla valutazione del rischio per i lavoratori. Per quanto riguarda la movimentazione manuale dei carichi e per i compiti ripetitivi, il testo unico sulla sicurezza parla, nell'allegato XXXIII, delle norme tecniche ISO 11228-1, 11228-2, 11228-3, che rispettivamente indicano come si usano i metodi NIOSH, SNOOK e CIRIELLO ed OCRA. Queste metodologie permettono di verificare la presenza del rischio e quindi di procedere ad una riprogettazione della postazione di lavoro in modo tale da renderla più ergonomica e quindi di ridurre l'eventualità di malattie professionali.
[modifica] L'ergonomia nella legislazione italiana
Nell'ambito delle attività lavorative il problema dell'ergonomia è considerato dalla legislazione italiana in relazione alla difesa della salute del lavoratore: l'articolo 15, lett. d) del D. Lgs. 81/2008 impone "il rispetto dei principi ergonomici nell'organizzazione del lavoro, nella concezione dei posti di lavoro, nella scelta delle attrezzature e nella definizione dei metodi di lavoro e produzione, in particolare al fine di ridurre gli effetti sulla salute del lavoro monotono e di quello ripetitivo"; ma ancor prima con il Decreto legislativo 626/1994 .
[modifica] Note
- ^ International Ergonomics Association. What is Ergonomics.
- ^ Karwowski, 1991.[da verificare]
- ^ Decreto Legislativo 81/08. .
[modifica] Voci correlate
- Glossario di ergonomia
- Ergonomia cognitiva
- Usabilità
- Comfort
- Indice di Comfort
- Donald Norman
- Legge di Fitts
- Metodo RULA
[modifica] Bibliografia
- Donald Norman, La caffettiera del masochista, Giunti, Firenze, 1990
- Zamprotta, Luigi, La qualité comme philosophie de la production.Interaction avec l'ergonomie et perspectives futures, tesi di laurea magistrale in Scienze applicate - Informatica, Institut d'Etudes Supérieures L'Avenir, Bruxelles, anno universitario 1992-93, TIU[1] Press, Independence, Missouri (USA), 1994, ISBN 0-89697-452-9
- Donald Norman, Le cose che ci fanno intelligenti, Feltrinelli, Milano, 1995
- Donald Norman, Emotional design, Apogeo, Milano, 2004
- Luca Spinelli, Ergonomia, usabilità, accessibilità, in «Login», Gruppo Editoriale Infomedia, Pisa, 2006
- Fabio Ferlazzo, Metodi di ergonomia cognitiva, Carocci, Roma, 2005
- Francesco Di Nocera, Che cos'è l'ergonomia cognitiva, Carocci, Roma, 2004
- Luigi Bandini Buti, Ergonomia olistica, Franco Angeli, 2008
[modifica] Collegamenti esterni
- Sito della SIE, Società Italiana di Ergonomia
- Sito di LEAS, Laboratorio di Ergonomia Applicata e Sperimentale dell'Università di Napoli Federico II
- Sito della SIED - Società Italiana di Ergonomia Dentale
- (EN, ES, FR) Portale di ergonomia
- Articolo su webaccessible.org
[modifica] Altri progetti
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