Memoria (fisiologia)

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« Quando arriva la conoscenza, arriva anche la memoria »
(Gustav Meyrink)

Nelle neuroscienze e psicologia cognitiva, la memoria è la capacità del cervello di conservare informazioni, nel breve, medio e lungo termine.

Le fasi principali nell'elaborazione della memoria sono:

  • La codifica, l'elaborazione delle informazioni ricevute.
  • L’immagazzinamento, la creazione di registrazioni permanenti delle informazioni codificate.
  • Il richiamo, il recupero delle informazioni immagazzinate, in risposta a qualche sollecitazione.

Si possono classificare i tipi di memoria in base ad almeno due criteri:

  • La persistenza del ricordo.
  • Il tipo di informazioni memorizzate.

Classificazione per durata[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Memoria a breve termine e Memoria a lungo termine.

Il più diffuso criterio di classificazione della memoria si basa sulla durata della ritenzione del ricordo, identificando tre tipi distinti di memoria: la memoria sensoriale, la memoria a breve termine, e la memoria a lungo termine.

Esperimenti effettuati di recente sugli animali hanno confermato la teoria che prevede due diverse fasi di modellazione sinaptica: la memoria a breve termine ricorre all'ausilio di proteine preesistenti, per modificare in modo temporaneo l'attività sinaptica, mentre, quella a lungo termine, necessita dell'attivazione di geni e la sintesi di proteine nuove, allo scopo di variare le sinapsi, nella quantità e nella conformazione.[1]

Alcuni psicologi — v. Memoria (psicologia) — sostengono che la classificazione della memoria in base alla durata sia ingiustificata, e sia solo il risultato di diversi livelli di attivazione all'interno di un unico magazzino.

Memoria sensoriale[modifica | modifica wikitesto]

Si parla di memoria sensoriale quando si è in presenza di un processo in grado di memorizzare informazioni sensoriali (uditive, visive, tattili, olfattive, gustative) per la durata di pochi secondi o millisecondi.

È possibile dimostrare empiricamente l'esistenza di magazzini di memoria sensoriale come:

  • l'after images (visiva);
  • la visual persistence (visiva);
  • la memoria iconica (visiva);
  • la memoria ecoica (uditiva).

Alcune delle informazioni contenute nella memoria sensoriale, possono passare, opportunamente codificate, nella memoria a breve termine, che può conservarle fino a pochi minuti. Alcune delle informazioni contenute nella memoria a breve termine, possono passare nella memoria a lungo termine, che può conservarle per giorni oppure tutta la vita.
Per esempio, se ascoltiamo un numero a caso di sette cifre in una lingua a noi completamente incomprensibile, siamo in grado di ripeterlo solo immediatamente dopo averlo ascoltato (memoria sensoriale). Se, invece, il numero è pronunciato nella nostra lingua, i suoni vengono codificati in simboli che è possibile ricordare per alcune decine di secondi (memoria a breve termine). D'altra parte, conosciamo il nostro numero di telefono perché l'abbiamo ripetuto numerose volte (memoria a lungo termine).

La teoria prevalente sostiene che la memoria sensoriale e la memoria a breve termine si realizzino tramite modifiche transitorie nella comunicazione neuronale, mentre la memoria a lungo termine si realizzi tramite modifiche più stabili nella struttura neuronale.

Classificazione per tipo di informazione[modifica | modifica wikitesto]

La memoria a lungo termine può essere suddivisa in:

  • Memoria dichiarativa (o esplicita), riguarda le informazioni comunicabili, che vengono richiamate consciamente.
  • Memoria procedurale (o implicita), riguarda le informazioni relative a comportamenti automatici.

La memoria dichiarativa può essere ulteriormente suddivisa in memoria episodica, che riguarda le informazioni specifiche a un contesto particolare, come un momento e un luogo, e memoria semantica, che riguarda idee e affermazioni indipendenti da uno specifico episodio. Per fare degli esempi, il ricordo della trama di un romanzo o di un film riguarda la memoria episodica, mentre ricordarsi il nome dei personaggi dello stesso romanzo o film riguarda la memoria semantica.
La memoria autobiografica è un caso particolare di memoria episodica, che riguarda episodi realmente avvenuti al soggetto stesso.

La memoria procedurale riguarda invece soprattutto le abilità motorie e fonetiche, che vengono apprese con il semplice esercizio e utilizzate senza controllo attentivo volontario.

Oggi possiamo dire che nei due tipi di memoria (dichiarativa o esplicita e procedurale o implicita) sono implicate aree cerebrali diverse. Mentre la memoria dichiarativa si situa principalmente nella corteccia cerebrale(o neocorteccia, in particolare quella temporale), nella memoria procedurale sono implicate le strutture sottocorticali, in particolare per il suo consolidamento sono impiegati le strutture corticali come l'ippocampo, il nucleo dorsomediale del talamo, i corpi mamillari e il fornice (vedi:circuito di papez)

Fisiologia[modifica | modifica wikitesto]

Dati relativi ai circuiti neuronali interessati al trasferimento delle informazioni nella memoria a lungo termine sono stati ottenuti dall'esame di soggetti con Sindrome di Korsakoff (nell'alcoolismo cronico). I pazienti con sindrome di Korsakoff conservano una buona memoria per le esperienze precedenti all'insorgere della malattia, ma hanno perso la capacità di trasferire le loro esperienze attuali nella memoria a lungo termine. L'esame anatomico del cervello di questi pazienti dimostra che le strutture centrali più lese sono:

Il processo di memorizzazione modifica le connessioni presenti nella rete neuronale, grazie all'attivazione di un segnale; nei neuroni postsinaptici si attivano geni e proteine; queste ultime si muovono verso le connessioni presenti tra due neuroni, allo scopo di rinforzare o di costruire le sinapsi (i punti di contatto e di comunicazione neuronale). Ogni informazione viene memorizzata grazie alla formazione di una specifica rete neuronale, prima nell'ippocampo e poi nella corteccia, dove viene definitivamente conservata.[2]

L'ippocampo è la struttura indispensabile alla fissazione della traccia di memoria. L'ippocampo non è la sede dell'immagazzinamento, ma partecipa alla codificazione delle informazioni che lo raggiungono dalla corteccia associativa cerebrale. Anche l'amigdala (lobo temporale) riveste un ruolo importante nel modellamento e nella conservazione della memoria, dato che è l'organo deputato a definire le percezioni sul versante emozionale ed affettivo.

Nel sistema nervoso dei vertebrati i fenomeni elementari di apprendimento più conosciuti sono la Long Term Potentiation o LTP e la Long Term Depression o LTD. Nei neuroni dell'ippocampo una stimolazione elettrica ad alta frequenza delle vie afferenti eccitatorie, è capace di determinare un forte aumento dell'ampiezza delle risposte successive, capacità che si mantiene per ore o per giorni. Queste variazioni funzionali del circuito sono attribuite a modificazioni della trasmissione sinaptica. In queste sinapsi eccitatorie il mediatore è il Glutammato.

L'ormone IGF-I è fondamentale per immagazzinare i ricordi e farli rimanere più a lungo stimolando le connessioni interneuronali[3]

Metodi di studio della memoria[modifica | modifica wikitesto]

Nello studio della memoria possono essere utilizzati:

  • metodi diretti, ossia prove di rievocazione (libera, seriale e guidata) e prove di riconoscimento;
  • metodi indiretti, ossia compiti cognitivi che non testano direttamente la memoria, ma il cui risultato dipende dal livello di funzionamento di questa.

La prova di rievocazione libera consiste nel rievocare gli elementi di una lista presentata in precedenza (può essere presentata sia per via uditiva che visiva), senza vincoli sull'ordine in cui gli elementi devono essere ripetuti. La prova di rievocazione seriale differisce dalla precedente in quanto si deve cercare di ripetere l'ordine esatto con cui gli elementi sono stati presentati. La prova di rievocazione guidata prevede l'uso di stimoli aggiuntivi (cues) in qualche modo connessi con gli elementi da ricordare, in modo da facilitarne la rievocazione. Le prove di riconoscimento possono basarsi sull'apprendimento della presenza di un elemento in un particolare contesto spazio-temporale, oppure possono essere svincolati da esso; nel primo caso il soggetto deve riconoscere se l'elemento mostrato è già stato presentato in precedenza, oppure riconoscere quale elemento è già stato presentato scegliendo tra i molteplici elementi mostrati (chiamati distrattori). Nel secondo caso il soggetto deve riconoscere se l'elemento mostrato appartiene a una data categoria (riconoscimento categoriale), oppure deve individuare un oggetto fra altri appartenenti alla stessa categoria, riconoscendone gli attributi che lo differenziano da questi (riconoscimento di identificazione).

I metodi indiretti sono prove varie che sfruttano in genere il priming di ripetizione e il priming semantico (o associativo). Il priming di ripetizione si basa sul fatto che la presentazione di un elemento all'interno di una lista (sulla quale non viene richiesto di svolgere compiti cognitivi) facilita il riconoscimento dello stesso, durante la prova vera e propria; il priming semantico facilita il riconoscimento utilizzando stimoli appartenenti alla stessa categoria dello stimolo bersaglio.

Patologia[modifica | modifica wikitesto]

Molta parte dell'odierna conoscenza sulla memoria è derivata dallo studio clinico dei disturbi delle funzioni mnestiche, anomalie che si possono rintracciare in varie sindromi, malattie congenite o degenerative, quali ad esempio:

La perdita di memoria è chiamata amnesia, un disturbo presente in molti tipi di patologie; studiando le loro diverse forme e osservando i difetti organici che appaiono nei singoli sottosistemi del cervello, si può risalire alla funzione di tali sottosistemi in un cervello sano.

L'amnesia può essere anterograda (quando non è più possibile apprendere e ricordare eventi dopo l'evento lesivo) o retrograda (quando vengono cancellate memorie relative ad anni precedenti rispetto alla data della lesione).

L'amnesia anterograda, però, non preclude completamente la capacità di apprendere in chi ne è colpito, infatti alcuni tipi di apprendimento (spaziale, riconoscimento, stimolo-risposta) sono comunque conservati ed il vero danno avviene a livello della memoria dichiarativa o esplicita.

L'amnesia anterograda è spesso associata ad amnesia retrograda.

Tra i disturbi della memoria si possono annoverare:

  • La paramnesia, cioè la falsificazione della memoria attraverso una distorsione del ricordo (v. anche Sindrome dei falsi ricordi).
  • L'ipermnesia, una esagerata ritenzione mnestica.
  • L'allomnesia, ovvero i ricordi falsati in termini di spazio o tempo per errore di locazione.
  • L'amnesia, ossia la dimenticanza transitoria o definitiva di tutto o parte del contenuto della memoria.
  • L'ecmnesia, ovvero la trasformazione di ricordi in esperienze attuali.
  • L'immagine eidetica, un ricordo visivo vissuto talmente vividamente da sembrare un'allucinazione.
  • Il ricordo paravento (o ricordo di copertura) ossia un ricordo che a livello conscio è tollerabile ma che nasconde, inconsciamente, un evento traumatico.
  • La rimozione, cioè la dimenticanza inconsapevole di eventi considerati inaccettabili.
  • La letologia, che è la temporanea incapacità di ricordare un nome proprio o di un oggetto.
  • Un disturbo della memoria di fissazione non permette ai nuovi ricordi di fissarsi e sostituire per aggiornamento i vecchi, mentre un disturbo alla memoria di rievocazione non permette ai vecchi di tornare in mente e tutti i ricordi sono continuamente aggiornati, fino alla scomparsa della percezione del proprio passato, nei casi più gravi.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ghilardi M., Casadio A., Le basi neuronali e molecolari della memoria. In "La memoria". Le scienze dossier, n.14 dicembre 2002 (pag.6)
  2. ^ Fuster J.M., La localizzazione della memoria. In "La memoria". Le scienze dossier, n.14 dicembre 2002 (pag.14)
  3. ^ IGF-1 - La proteina della memoria - YouTube

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