Agoghé

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Le Gimnopedie erano festività religiose e di esercizi di resistenza per giovani spartani.

La agoghé era un rigoroso regime di educazione e allenamento cui era sottoposto ogni cittadino spartano compresi gli appartenenti alle dinastie reali. Comprendeva la separazione dalla famiglia, la coltivazione della lealtà di gruppo, allenamento militare, caccia, danza e preparazione per la società.

Il termine "agoghé" (ἀγωγή) , tradotto alla lettera come 'condotta/conduzione', è una parola applicata più tradizionalmente all'allevamento del bestiame. Il supervisore durante tutto il periodo di allenamento era un paidonomos: letteralmente, un "mandriano di ragazzi". Secondo la tradizione questo tipo di educazione sarebbe stato introdotto dal semi-mitico legislatore spartano Licurgo, ma si pensa che in realtà abbia avuto i suoi inizi tra il VII e il VI secolo a.C., e veniva impartita ai ragazzi dall'età di sette anni fino ai venti.

L'obiettivo del sistema era di produrre maschi fisicamente e moralmente robusti perché potessero servire nell'esercito spartano. Questi uomini sarebbero stati le "mura di Sparta": la città, infatti, fino al regno di Archidamo IV era priva di una cinta muraria.[1] La disciplina era rigorosa e i ragazzi venivano incoraggiati a combattere tra di loro per determinare chi fosse il più forte nel gruppo.

Struttura[modifica | modifica wikitesto]

L'educazione degli spartiati di Edgar Degas. Londra, National Gallery.

Quando un ragazzo terminava il suo settimo anno (il giorno del suo settimo compleanno) veniva posto sotto l'autorità del paidonómos (παιδονόμος), incaricato di supervisionare la sua educazione.

Ciclo dell'agoghé, secondo Henri-Irénée Marrou[2]
dagli 8 agli 11 anni, ragazzetto, fanciullo Ρωβίδας / rōbídas (significato sconosciuto)
προμικκιζόμενος / promikkizómenos (fanciullo)
μικκι(χι)ζόμενος / mikki(chi)zómenos (ragazzetto)
πρόπαις / própais (pre-ragazzo)
dai 12 ai 15 anni, ragazzo, giovanetto πρατοπάμπαις / pratopámpaïs (giovanetto di I anno)
άτροπάμπαις / atropámpaïs (giovanetto di II anno)
μελλείρην / melleírēn (futuro irén)
μελλείρην / melleírēn (idem, II anno)
dai 16 ai 20 anni, irén εíρήν / eirēn I anno, o σιδεύνας sideúnas (sconosciuto)
II anno εíρήν
III anno εíρήν
IV anno εíρήν
πρωτείρας / prōteĩras primo-irén

Da quando i ragazzi venivano allontananti dalla famiglia vivevano in gruppi (ἀγέλαι, mandrie) sotto un ragazzo capo più grande. Erano incoraggiati a donare la loro lealtà al gruppo più che alle famiglie; anche quando erano sposati non potevano pranzare con le mogli almeno fino a 25 anni. Tuttavia i ragazzi non erano ben nutriti e ci si aspettava che rubassero del cibo. Se colti nell'atto, venivano severamente puniti (non per il furto, ma piuttosto per essersi lasciati sorprendere). A tutti gli spartiati maschi, con l'eccezione delle due dinastie reali (Agiadi ed Euripontidi), era richiesto di sottoporsi all'agoghé.

Veniva praticata una forma di pederastia spartana istituzionalizzata, da alcuni antichi storici ritenuta di natura casta; guerrieri più anziani mantenevano infatti relazioni a lungo termine con giovani con propositi pedagogici. Al ragazzo spettava richiedere la relazione, che era considerata importante nel trasmettere conoscenze e nell'assicurare la lealtà sul campo di battaglia. Quando facevano un sacrificio agli dèi prima di una battaglia, gli spartani sacrificavano al dio dell'amore, Eros.

All'età di 18 anni, dopo l'agoghé, i giovani spartiati (o forse solo i più promettenti di loro) partecipavano alla Krypteia, un'organizzazione che metteva ulteriormente alla prova le loro abilità e rinforzava l'obbedienza della popolazione schiava (gli Iloti) incoraggiando i giovani a cercare e uccidere schiavi in un giorno particolare dell'anno.[3]

Ai maschi che non superavano con successo l'agoghé veniva negata la cittadinanza spartana. Alla fine la severità del processo di selezione si rivelò controproducente, poiché il numero dei cittadini declinò fino a divenire di solo qualche centinaio nel III secolo a.C.

Il re Cleomene III nel 227 a.C. ripristinò l'obbligatorietà dell'agoghé, che da tempo era caduta in disuso,[4][5] fino al 222 a.C., anno della disfatta di Sellasia e della caduta di Sparta.

Educazione delle ragazze[modifica | modifica wikitesto]

Anche le ragazze avevano una forma di educazione statale che comprendeva danza, ginnastica e altri sport, insieme ad altri temi. Lo scopo era simile a quello dell'agoghé in quanto mirava a rendere le donne spartane le più attraenti fisicamente dell'intera Grecia, e a consentire loro di dare alla luce bambini sani e vigorosi. Tratti come grazia e cultura erano malvisti, a favore della temperanza fisica e della rettitudine morale. Come per i ragazzi, l'educazione delle ragazze poteva includere una relazione omosessuale con una donna più anziana.[6]

Le donne spartane indossavano l'antico peplo (πέπλος) aperto su un lato, che a volte suscitava la derisione degli altri greci, che le chiamavano phainomerides, (φαινομηρίδες), "mostra-coscia." Nelle cerimonie religiose e durante gli esercizi fisici, ragazze e donne erano nude come i ragazzi e gli uomini.[7]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Pausania, Periegesi della Grecia, 1, 13, 6.
  2. ^ Marrou.
  3. ^ Plutarco, 28.
  4. ^ Plutarco, Cleomene, 10-11.
  5. ^ Lefèvre, pag. 326.
  6. ^ Plutarco, 18.
  7. ^ Pomeroy, pag. 34.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Fonti primarie
Fonti secondarie