Pedagogia speciale

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La pedagogia speciale è un ambito di ricerca specifico della pedagogia, che condivide con essa l'apparato epistemologico generale.

Il suo campo specifico di indagine riguarda la disabilità. Si tratta cioè di studiare da vicino un particolare aspetto della relazione educativa, ossia quello che riguarda individui "speciali", che necessitano, per questo, di risposte ai loro bisogni educativi speciali. È di sua esclusiva competenza tutto il campo riguardante il processo educativo di coloro che si segnalano per diversità, sia su un piano genetico, che funzionale, e che, a causa di ciò, presentano uno sviluppo che si discosta da quello che si verifica nel soggetto considerato "normodotato". In questo senso il termine norma è assunto fuori da ogni sistema valutativo, ma semplicemente come parametro estrapolato dal contesto statistico. Le istituzioni dell'educazione formale devono tener conto dei principi della Pedagogia speciale nella stesura del progetto educativo.

Il maggior esponente italiano in questo campo è stato Maria Montessori, che dopo una prima fase di studi e di sperimentazioni nell'ambito della pedagogia speciale mostrerà come le metodologie dedicate ai soggetti svantaggiati siano in realtà valide per tutti. Tutt'oggi accade sovente che le innovazioni avvengano prima nell'ambito della pedagogia speciale per poi estendersi a quello generale. Nella seconda parte del XX secolo e all'inizio del XXI secolo si sono avuti molti contributi, tra i quali, in Italia, quelli di Leonardo Trisciuzzi, Andrea Canevaro, Luigi D'Alonzo, Alain Goussot ed Elisa Frauenfelder.

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