Test psicologici

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I test psicologici, o più raramente reattivi mentali, sono strumenti standardizzati (nelle procedure di somministrazione e nell'interpretazione dei risultati) utilizzati per acquisire informazioni sulle funzioni psichiche dell'individuo o per scopi di ricerca scientifica e psicosociale.

La necessità di utilizzare strumenti standardizzati per effettuare indagini psicologiche nasce dall'esigenza di ridurre gli errori determinati dalla soggettività della rilevazione.

Categorie[modifica | modifica sorgente]

Esistono due grandi categorie di test:

  • Test di prestazione massima, detti anche cognitivi o di livello, che valutano il livello di "competenze", prevalentemente di tipo cognitivo od esecutivo.
  • Test di prestazione tipica, detti anche non cognitivi, che si occupano di valutazioni personologiche e/o cliniche e degli atteggiamenti.

Test di prestazione massima[modifica | modifica sorgente]

I test di prestazione massima sono quelli che richiedono al soggetto di dare "il meglio di sé" e valutano abilità raggiunte o potenziali in situazioni specifiche. In questi test esiste una risposta corretta agli item e il punteggio è determinato dal numero di risposte corrette. Classici test di prestazione massima sono i test che valutano il funzionamento considerato “normale” dell'individuo (test di abilità, di profitto, attitudinali e di intelligenza) e quelli che servono per la valutazione di eventuali deficit neuropsicologici.

I test di prestazione massima si suddividono in:

  • Test di abilità: si propongono di misurare le capacità degli individui in specifici ambiti. Un esempio è il PFT (Paper Folding Test) che è un test di abilità di visualizzazione spaziale.
  • Test di profitto: si propongono di valutare il grado di acquisizione di abilità o contenuti a seguito di formazione.
  • Test attitudinali: dovrebbero predire la possibile prestazione futura in un'area in cui l'individuo non ha ancora ricevuto una formazione, sono largamente utilizzati nell'ambito della psicologia del lavoro per la selezione del personale.
  • Test di intelligenza: la mancata convergenza verso una definizione chiara e condivisa del costrutto fa sì che in ogni test la stessa cosa venga misurata a partire da presupposti diversi. Nel 1912, William Stern, propose una misura standard per la quantificazione dell'intelligenza, data dal rapporto fra l'età mentale e l'età cronologica. Tale rapporto venne nominato Intelligent-Quotient.
  • Test neuropsicologici: sono volti alla valutazione di funzioni quali attenzione, memoria, abilità visuo-spaziali, linguaggio, capacità di astrazione, e/o altro, in situazioni di sospetto deficit dovuto all'invecchiamento e/o un danno cerebrale.

Test di prestazione tipica[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Test di personalità.

I test di prestazione tipica misurano caratteristiche quali la personalità o gli atteggiamenti. In genere gli item sono costituiti da frasi che descrivono un comportamento o un'inclinazione verso un particolare oggetto sociale e rispetto alle quali il soggetto deve esprimere il proprio grado di accordo o la frequenza con cui effettua quel determinato comportamento.
In questo tipo di item non esiste una risposta corretta, perché lo scopo è rilevare il punto di vista del soggetto. Il metodo più tradizionale di indagine della personalità è l'intervista faccia a faccia. Questo metodo permette di raccogliere una grande varietà di informazioni, in quanto oltre alle risposte alle domande può essere osservato anche il comportamento non verbale, la latenza delle risposte o la gestualità. Nell'intervista semi-strutturata è presente invece una serie di domande standard come un test auto-somministrato, ma offre a chi lo somministra la possibilità di formulare ulteriori domande. Il più popolare test auto-somministrativo è il MMPI-II (Minnesota Multiphasic Personality Inventory-II), definibile come un inventario di personalità ad ampio spettro per valutare le principali caratteristiche strutturali di personalità e disturbi di tipo emotivo. L'inventario è composto da 567 item costituiti da affermazioni a carattere più o meno patologico, alle quali il soggetto deve rispondere con vero o falso. Una volta determinati i punteggi nelle varie scale, si ottiene un profilo, che una volta interpretato può essere utilizzato per la valutazione delle caratteristiche di personalità di chi lo ha compilato.
La scala di Likert (metodo di misura degli atteggiamenti) è invece un insieme di item i cui punteggi vengono sommati per ottenere un punteggio totale che rappresenta la quantificazione del costrutto che si intende misurare. Spesso vengono utilizzate scale con un numero pari di alternative, per evitare che i soggetti prendano posizioni intermedie o neutre.
Anche i test proiettivi fanno parte dei test di prestazione tipica.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Carlo Chiorri, Fondamenti di psicometria, The McGraw-Hill Companies (collana College), 2010. ISBN 9788838665561.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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