Validità (psicologia)

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La validità è una delle caratteristiche psicometriche di un test psicologico. Essa esprime il grado di precisione con cui un test riesce a misurare ciò che si propone di misurare. Vi sono principalmente due modalità per verificare la validità di un test: attraverso l'esame del contenuto del test e attraverso le correlazioni con altre unità di misura. Effettuando un ulteriore suddivisione possiamo ottenere 4 tipi di validità che contribuiscono alla validità complessiva del test. Se vengono applicati criteri in cui il risultato è espresso in forma numerica, esso è spesso riferito alla correlazione, quindi può assumere valori compresi tra +1 e -1, tenendo conto dell'importanza e del significato che questo indice assume rispetto al costrutto indagato e al metodo utilizzato.

Validità di facciata[modifica | modifica sorgente]

Questo tipo di validità viene detto anche di immagine ed è l'aspetto di ciò che il test intende misurare. Non è propriamente una validità vera e propria, ma può influire sulla motivazione che un soggetto può applicare nello svolgimento del test. In effetti con la validità di facciata ci si riferisce a ciò che il test sembra misurare piuttosto a ciò che il test misura realmente.

Validità di contenuto[modifica | modifica sorgente]

Con questo termine ci si riferisce alla qualità del contenuto dello strumento, cioè a quali aspetti debbano essere indagati ed inseriti nel test stesso perché rispecchi la misurazione della variabile di interesse

Validità di costrutto[modifica | modifica sorgente]

Questo indice ci informa su quanto il test è connesso al costrutto che si intende misurare e cioè quanto è legato alla formulazione teorica su cui si basa il test. Esso viene misurato osservando le correlazioni con altri test che misurano la medesima variabile (risultati mediamente alti) oppure con test che misurano altre variabili (risultati prossimi allo zero), in quanto non vi dovrebbero essere relazioni tra due variabili indipendenti.

Validità convergente[modifica | modifica sorgente]

È l'applicazione pratica più utilizzata in quanto se intendo misurare un certo costrutto mi aspetto che il test che sto utilizzando correli altamente con altri test che misurano lo stesso costrutto.

Validità discriminante[modifica | modifica sorgente]

Al contempo il test che sto applicando non deve correlare con altri test conosciuti che misurano variabili che risultano ininfluenti al contenuto del test che sto valutando. (esempio personalità - intelligenza)

Analisi fattoriale[modifica | modifica sorgente]

È una tecnica statistico - matematica che permette di evidenziare delle variabili sottostanti agli item del test che spiegano i risultati dei diversi gruppi di item. Queste variabili latenti sono dette fattori e sono le categorie psicologiche latenti. Alcuni test come i test di personalità sono costruiti facendo un ampio ricorso a questa metodica tanto che i fattori sono le variabili effettive misurate dal test. Un classico riferimento è il test dei cinque grandi fattori della personalità (Big five). L'obiettivo di questo tipo di analisi è infatti quello di capire se diversi item di un test misurano la stessa variabile oppure variabili diverse.

Validità di criterio[modifica | modifica sorgente]

La validità rispetto ad un criterio concerne la capacità di un test di prevedere le prestazioni future rispetto ad una determinato compito o attività. Il criterio è pertanto un insieme di elementi da cui è possibile trarre un giudizio, ovviamente esterno al test.

Validità predittiva[modifica | modifica sorgente]

Concerne la validità intesa come correlazione tra il test e il risultato futuro ad esempio un lavoro o risultati di profitto scolastico. Infatti questo tipo di validità è utilizzata spesso nell'ambito della selezione del personale e in ambito scolastico.

Validità concorrente[modifica | modifica sorgente]

La validità concorrente esprime invece la correlazione tra il test in esame e un criterio basato su di una particolare attività che il soggetto sta già svolgendo e permette di comprendere la corrispondenza tra il test e l'effettivo comportamento.

La Validità nella ricerca qualitativa[modifica | modifica sorgente]

Il concetto di "validità" nella ricerca qualitativa assume connotazioni in parte differenti, e vi viene valorizzato ciò che, solitamente, nella ricerca quantitativa può risultare di ostacolo:

  • Gli effetti derivati da elementi di soggettività del ricercatore vengono ricompresi nell'analisi dei dati, e non se ne cerca la totale neutralizzazione (impossibile, secondo i teorici qualitativisti).
  • Vengono tenuti in considerazione gli effetti derivanti dai sistemi di significato e dalle pratiche sociali
  • Diviene centrale il criterio dell'"utilità" pratica che i risultati possono avere rispetto agli scopi socialmente definiti della ricerca
  • Il ricercatore deve essere consapevole che esiste una componente sociale che influenza la validità della sua ricerca: viene introdotto il concetto di "costruzione sociale della validità"
  • La validità della ricerca spesso si può aumentare tramite l'utilizzo di diverse metodologie / diverse fonti di validazione (la cosiddetta "tecnica della triangolazione", di Denzin).

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Argentero P. (2006). I Test nelle organizzazioni. Il Mulino, Bologna
  • Pedrabissi L., Santinello M. (1997). I Test psicologici. Il Mulino, Bologna
  • Kline P. (1996). Manuale di Psicometria. Astrolabio, Roma

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]