Libero professionista

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Il libero professionista (spesso detto semplicemente professionista)[N 1] è un lavoratore che svolge un'attività economica, a favore di terzi, volta alla prestazione di servizi di servizi mediante lavoro intellettuale.

Egli è un soggetto che, avendo una professionalità acquisita tramite percorsi di istruzione superiore, come di regola una laurea, la metta a disposizione e svolge prestazioni professionali a vari clienti senza essere assoggettato a datori di lavoro.

Generalmente i liberi professionisti che esercitano le attività ritenute più importanti dai singoli ordinamenti statali, insieme con la professione oggetto dell'attività, soggiacciono ad un particolare e specifica disciplina legislativa.

Indice

Origine del termine [modifica]

L'etimologia della parola deriva dal termine medievale inglese usato per un mercenario (free-lance ovvero Lancia-Indipendente), cioè, un soldato che non serviva un signore, ma i suoi servizi potevano essere al servizio di chiunque.

Il termine fu coniato da Sir Walter Scott (1771-1832) nel suo famoso romanzo storico Ivanhoe per descrivere un "mercenario Guerriero medievale". La frase in inglese iniziò con la transizione di un sostantivo figurativo intorno al 1860, e fu riconosciuto come verbo nel 1903 da varie autorità linguistiche, come il Dizionario Oxford di Inglese.

Caratteristiche generali dell'attività [modifica]

I liberi professionisti, per poter esercitare la loro attività devono necessariamente possedere requisiti previsti dalla legge, che varia da Stato a Stato. Generalmente devono essere iscritti agli albi professionali quando questi esistono; può anche accadere talvolta che il requisito di iscrizione a tale albo sia non obbligatorio, in questo caso nulla vieta loro di iscriversi ad associazioni di categoria.

Il libero professionista nel mondo [modifica]

In Italia [modifica]

Per svolgere la gran parte delle libere professioni non è richiesto l'iscrizione ad un albo professionale. Infatti, le cosiddette "attività riservate" a soggetti iscritti in albi o collegi sono precisamente indicate dalle leggi e costituiscono un elenco limitato rispetto al vasto campo di servizi professionali centrati sull'apporto intellettuale. Tale "elenco limitato" tuttavia è molto più ampio di quello previsto nella maggior parte degli Stati e segnatamente nella Comunità Europea (ad esempio mentre le professioni "riservate" di medico ed avvocato sono previste in tutti gli Stati della Comunità Europea, tutte le altre "professioni regolamentate" sono di regola in numero ben minore, mentre la professione di giornalista è prevista solo in Italia). Il professionista in Italia (a differenza che altrove) è ben distinto dagli altri operatori economici e quindi, ad esempio, non è assoggettabile alla disciplina del fallimento.

Quando si iscrive a un albo professionale, il libero professionista diventa "professionista protetto" o appartenente al sistema ordinistico contrapposto al libero professionista inquadrato nelle "associazioni professionali", di tipo volontario. Quest'ultimo sistema ha trovato riconoscimento giuridico da parte dello Stato con la legge sulle associazioni professionali 14 gennaio 2013, n. 4 ("Disposizioni in materia di professioni non organizzate"), entrata in vigore il 10 febbraio 2013 (precedentemente approvata in via definitiva dalla Camera il 19/12/2012, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 22 il 26/01/2013). Tale legge, nei primi articoli, inquadra la nuova tipologia di liberi professionisti (cosiddetti senza albo) iscritti alle associazioni professionali e, comunque, dà una definizione generale (svincolata dal sistema ordinistico) di libero professionista come soggetto economico che eroga servizi mediante il ricorso prevalente o esclusivo di prestazione intellettuale[1].

Vi possono essere casi, soprattutto nel caso di servizi erogati alle imprese o agli enti, in cui il libero professionista, pur avendo conseguito il titolo e/o essendo iscritto al corrispondente albo, svolge un mestiere per cui non è in realtà obbligatoria il superamento di particolari esami di stato. Questo succede perché tra attività riservata per legge e possesso di un titolo professionale c'è differenza (si pensi al gran numero di ingegneri dipendenti in imprese e in aziende pubbliche e che non svolgono alcuna attività riservata per legge all'ingegnere[N 2]). Allo stesso tempo, diverse professioni possono essere svolte non sotto forma di lavoro autonomo ma da lavoratori dipendenti (medici, infermieri, giornalisti, geometri, farmacisti, agronomi, psicologi, ingegneri, commercialisti, ecc).

Per poter lavorare come liberi professionisti, in Italia occorre presentare all'Agenzia delle Entrate della propria provincia di residenza la richiesta di attribuzione della Partita IVA tramite la quale si verrà identificati per le procedure amministrative.

Occorre poi iscriversi presso l'INPS al fondo pensionistico specializzato (o alla cassa del proprio Ordine professionale), se esiste, o a quello generico negli altri casi. Si affiancano inoltre enti di previdenza e assistenza privati, cosiddette casse professionali, adibite alla gestione delle prestazioni previdenziali e assistenziali della categoria professionale rappresentata. (es. cassa dei geometri, cassa dei dottori commercialisti, ecc.).

Il libero professionista emette fattura, denominata più spesso notula o parcella, ai propri clienti per le proprie prestazioni professionali e riceve fatture per i servizi di cui usufruisce. La remunerazione del libero professionista prende il nome di compenso od onorario ed è erogato esclusivamente da colui che riceve la prestazione. La peculiarità fiscale dei liberi professionisti rispetto agli altri lavoratori autonomi (artigiani, commercianti, agricoltori) è che la loro fattura contiene la ritenuta d'acconto (esattamente come nei cedolini paga dei lavori dipendenti) che deve essere quindi successivamente versata al fisco dal committente[N 3].

Per alcune prestazioni professionali, allegando la fattura alla dichiarazione dei redditi, è possibile ottenere una detrazione.

Categorie di libero professionista [modifica]

Sono esempi di liberi professionisti:

Freelance [modifica]

Freelance (dall'inglese freelance worker) è un termine della lingua inglese per indicare un libero professionista, usato anche nella lingua italiana; il termine è usato in generale, indipendentemente dal settore specifico di attività.

Indica la libertà del rapporto lavorativo, connotando una indipendenza particolarmente utile in certe professioni in cui è necessario essere "al di sopra delle parti".

Alcuni esempi sono le professioni di giornalista, commercialista e avvocato, dove i fruitori del servizio fanno affidamento sull'autonomia intellettuale e sulle capacità professionali del freelance. In comunicazione, il termine freelance identifica più spesso figure di collaboratori esterni di agenzie di pubblicità, come possono essere un copywriter o un art director non direttamente assunti, ma incaricati di svolgere un particolare lavoro per conto dell'agenzia stessa.

Anche il mondo della consulenza aziendale vede un ricorso massiccio di consulenti free-lance oltre a quelli "interni" (cocopro, dipendenti, associati, soci). Si tratta di collaboratori, titolari di partita IVA, che prestano la loro opera per diverse società di consulenza e/o per committenti propri (clienti diretti). Soprattutto per le realtà più strutturate che devono fornire un numero elevato di servizi complessi e specialistici o hanno molte commesse attive, l'utilizzo dei free-lance è pressoché scontato, specie quando il committente necessita di un team di progetto articolato.

Ad oggi, facendo riferimento alla legislazione italiana vigente, diremmo che il freelance svolge lavori 'a contratto', con ciò avvicinandoci all'origine etimologica del termine: il contratto che il 'soldato di ventura' stipulava di volta in volta con il suo capitano o signore.

Non sempre free-lance è sinonimo di "precario", anzi spesso è vero il contrario, dato che molti non hanno alcun interesse economico o personale a legarsi ad un solo committente oppure a essere dipendente (o anche socio) di una sola impresa. Questo avviene soprattutto nei casi in cui il professionista è estremamente competente e ha numerose opportunità di lavoro, e di conseguenza, vuole sfruttare il suo potere contrattuale. Ovviamente, all'altro estremo, molti free-lance lo sono solo sulla carta essendo titolari di partita iva ma dipendenti di fatto: questo, in generale, è contro i loro interessi (situazione tipica del mondo degli studi professionali per i post abilitati che non siano "elevati" poi a soci).

Note [modifica]

Note
  1. ^ Occorre fare molta attenzione sulla differenza tra il termine "libero professionista" e "professionista", specie se si è in un contesto tecnico-legale internazionale. Nell'inglese tecnico-commerciale, con il termine professional, che è spesso tradotto (anche dalle leggi italiane) in professionista, s'intende "in ambito di impresa o di lavoro autonomo" (si veda la nota relativa in professione)
  2. ^ Vi sono pure ragioni di natura previdenziale per cui moltissimi iscritti agli albi tenuti dagli ordini, pur svolgendo un'attività libero professionale che non rientra tra quelle loro riservate per legge, continuano a rimanere iscritti: contributi e prestazioni delle casse degli ordini sono nettamente più favorevoli di quelle della gestione separata INPS a cui si devono iscrivere i professionisti senza albo. Questo, però, è vista come concorrenza sleale dal mondo delle associazioni professionali. Vi sono, per questo specifico punto, dibattiti in corso per far coincidere iscrizione ad un ordine (o cassa previdenziale di riferimento) con reale svolgimento dell'attività riservata per legge e non per mero titolo formale acquisito. Si possono fare, come classici esempi, gli "ingegneri" che si occupano di informatica, di elettronica, di telematica o di consulenza aziendale (e non devono, pertanto, progettare o collaudare nessuna struttura) oppure di commercialisti che eseguono attività diverse dall'assistenza fiscale così come di avvocati che, sul modello inglese, si occupano di negoziazioni e trattive commerciali tra imprese
  3. ^ Si noti che l'imponibile su cui si applica la ritenuta d'acconto è diverso per i liberi professionisti iscritti negli albi rispetto agli altri liberi professionisti. La motivazione riguarda nuovamente l'esistenza delle casse previdenziali tenute dagli ordini rispetto alla gestione separata INPS e il diverso imponibile è a vantaggio dei liberi professionisti protetti
Fonti
  1. ^ Articolo Colap

Voci correlate [modifica]

Collegamenti esterni [modifica]