Agente di commercio

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L'agente di commercio, in Italia, è un libero professionista.

Caratteristriche[modifica | modifica wikitesto]

L'agente di commercio assume in maniera stabile l'incarico di promuovere contratti commerciali di vendita tra l'azienda committente e clienti potenziali, in base a un contratto di agenzia, che lo vincola su una precisa area geografica con determinati limiti e obiettivi. Può operare con o senza diritto di esclusiva per la sua area di competenza e può svolgere la propria opera anche per conto di più imprenditori. Se il mandato ha durata nel tempo illimitata, allora il contratto si definisce a tempo indeterminato con la stessa accezione dei contratti di lavoro subordinati anche se bisogna sempre ricordare che lavorare come agente di commercio è un'attività imprenditoriale a tutti gli effetti, non soggetta a subordinazione che non prevede di solito una retribuzione fissa ma un guadagno in percentuale predeterminata sui fatturati prodotti per il mandante, ovvero le provvigioni.

L'agente di commercio è una figura lavorativa autonoma molto ricercata perché per un'azienda ha dei costi di gestione certi e mediamente più bassi di quelli sostenuti per assumere un lavoratore dipendente e comunque proporzionali al fatturato. In sostanza un agente di commercio si assume una parte del rischio d'impresa del mandante legando i propri guadagni ai risultati prodotti per l'azienda mandante. L'azienda retribuisce l'agente di commercio secondo una politica provvigionale, retribuendo cioè l'agente di commercio in base al fatturato che esso produce. Talvolta tra azienda ed agente di commercio si stabilisce che una parte della sua retribuzione sia fissa ed una parte sia variabile, cioè ancorata al fatturato.

Gli agenti di commercio in Italia si distinguono tra monomandatari e plurimandatari:

  • gli agenti monomandatari promuovono esclusivamente un'azienda, costituendo quindi virtualmente un'estensione territoriale della rete vendita di questa azienda;
  • gli agenti plurimandatari possono promuovere contemporaneamente più aziende come veri e propri imprenditori della promozione commerciale piuttosto che figure vicine ad un dipendente, come nel caso dell'agente monomandatario.

Da qualche anno va sempre più affermandosi la certificazione di Qualità delle Agenzie, un importante riconoscimento che pone le Agenzie ad un livello di competenze maggiormente in linea con le nuove esigenze dei mercati. La norma DT 58 elaborata dall'Istituto Certiquality e dallo Studio Ottavio Baia Consulting & Management ha introdotto un plus di processo che trasformerà sempre più l'agente commerciale in un vero imprenditore.

L'agente o rappresentante di commercio non può svolgere contemporaneamente un’altra attività alle dipendenze di persone, associazioni, enti pubblici o privati né un'altra attività che preveda l'iscrizione al ruolo dei mediatori.

Requisiti[modifica | modifica wikitesto]

Egli deve essere dotato di partita IVA e di autorizzazione della Camera di Commercio di competenza rilasciata alla presenza di particolari requisiti professionali, tecnici, legali e morali.

In particolare, è necessario avere requisiti di carattere personale, morale e professionale:

  • requisiti personali (ad esempio avere raggiunto la maggiore età, essere in possesso della cittadinanza UE ecc.)
  • requisiti morali (ad esempio non aver riportato condanne definitive per reati contro la pubblica amministrazione, truffa, furto ecc.)
  • requisiti professionali (ad esempio aver superato specifico corso professionale oppure aver maturato una esperienza lavorativa biennale nel settore vendite oppure essere socio o amministratore di una società del settore ecc.).

Comunicazione inizio attività[modifica | modifica wikitesto]

In base ai decreti del Ministero dello Sviluppo Economico del 26/10/2011, pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale n. 10 del 13/1/2012, dal 12 maggio 2012, chi vuole iniziare la professione di agente o rappresentante di commercio non deve più iscriversi al ruolo, ormai soppresso. Per iniziare l'attività è necessario inviare alla Camera di Commercio di competenza una "Segnalazione Certificata di Inizio Attività" (SCIA). L'invio è possibile solo in forma telematica utilizzando la procedura della Comunicazione Unica e la comunicazione va firmata digitalmente.

Occorre allegare alla SCIA:

  1. il contratto di agenzia utilizzato nel corso dell'attività. Questo deve solitamente indicare:
    • la posizione (cioè agente o rappresentante)
    • la zona interessata (quella cioè per la quale si avrà l'incarico di promuovere o concludere contratti)
    • la data di effetto del contratto, che coincide con quella di inoltro della SCIA al Registro Imprese.
  2. i documenti che attestano il possesso dei requisiti professionali
  3. attestazione del versamento della tassa di concessione governativa.

Gli agenti che trattano preziosi importati dall'estero devono ottenere in precedenza la licenza della Questura e presentarla insieme alla SCIA. Il costo complessivo dell’iscrizione (avendo già il requisito professionale, senza quindi effettuare il corso) è di circa 400 euro (Tassa concessione Governativa, diritti di segreteria camerali, invio telematico, imposta di bollo, diritto annuale camerale). Chi non ha i requisiti inizia solitamente l’attività con la ditta mandante quale procacciatore d'affari per poi diventare agente una volta frequentato il corso abilitante.

Compensi e fisso mensile[modifica | modifica wikitesto]

Dal punto di vista legale, l'agente non ha diritto a un compenso fisso. Tuttavia, dal momento che soprattutto in momenti di crisi economica può risultare difficile ampliare la propria forza commerciale se gli agenti devono affrontare i primi mesi di collaborazione senza la prospettiva di un guadagno certo, numerose aziende hanno iniziato a offrire agli agenti un "fisso mensile". Tale somma viene corrisposta in due forme: a) quale anticipo del fatturato mensile atteso / generato (e quindi scalata dalle spettanze vere e proprie per lo più a livello trimestrale) b) quale corresponsione di una somma minima garantita mensilmente. A oggi non esiste una statistica attendibile su quante siano le aziende che offrono un fisso mensile, ma alcune fonti recenti (quali??) hanno pubblicato analisi in cui si parla del 50% di offerte di lavoro per agenti di commercio con un fisso mensile superiore ai 1.000 euro mese in Italia.

Figure assimilabili[modifica | modifica wikitesto]

Possono definirsi genericamente venditori o consulenti commerciali anche venditori nell'ambito immobiliare, assicurativo, finanziario o farmaceutico come il "promulgatore scientifico" o informatore scientifico ovvero, quello che, a differenza del "propagandista di medicinali" si limita ad una mera illustrazione dei prodotti, senza promuoverne o concluderne la vendita.

Differenze con il rappresentante di commercio[modifica | modifica wikitesto]

A differenza dell’agente, il rappresentante di commercio ha il potere di concludere effettivamente i contratti che ha promosso, cioè anche di firmarli in nome e per conto dell’impresa per cui lavora. L'attività di rappresentante commerciale, spesso viene confusa con l'attività di agente di commercio o di procacciatore d'affari che in qualità di intermediari possono ricercare intermediazioni per conto dell’impresa preponente con la possibilità di stipulare contratti che però potranno essere conclusi solo "salvo accettazione" della casa mandante.

L'agente o rappresentante di commercio svolge quindi un'attività di promozione commerciale in nome e per conto dell'azienda che lo ha ingaggiato e si distingue dal procacciatore di affari per la necessaria autorizzazione che deve essere rilasciata dalla Camera di Commercio competente e per una maggiore tutela legale sancita oltre che dal Codice Civile italiano, da accordi economici collettivi (AEC) di settore appositamente redatti. Il procacciatore di affari, libero professionista con Partita IVA, si distingue a sua volta dal procacciatore di affari occasionale che in forma temporanea ed atipica può segnalare clientela potenziale ad una o più aziende.

Fonti normative[modifica | modifica wikitesto]

  • Articoli del Codice Civile dal 1742 al 1752;
  • Legge 3 maggio 1985 n. 204;
  • Decreti del Ministero dello Sviluppo Economico del 26/10/2011, pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale n. 10 del 13/1/2012;

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]