Pietro Vierchowod

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Pietro Vierchowod
Pietro vierchowod.jpg
Vierchowod con la maglia della Fiorentina nel 1981
Dati biografici
Nazionalità Italia Italia
Altezza 180 cm
Peso 76 kg
Calcio Football pictogram.svg
Dati agonistici
Ruolo Allenatore (ex difensore)
Ritirato 2000 - giocatore
Carriera
Giovanili
1973-1976 600px Blu e Rosso2.png Romanese
Squadre di club1
1975-1976 600px Blu e Rosso2.png Romanese 3 (0)
1976-1981 600px Azzurro con croce Bianca e scudo rosso crociato.png Como 115 (6)
1981 600px Blu Bianco Rosso e Nero (Strisce Orizzontali) con croce di San Giorgio Bianca e Rossa.png Sampdoria 0 (0)
1981-1982 600px Viola con giglio Rosso su sfondo Bianco.png Fiorentina 28 (2)
1982-1983 Giallo oro e Rosso cremisi.svg Roma 30 (0)
1983-1995 600px Blu Bianco Rosso e Nero (Strisce Orizzontali) con croce di San Giorgio Bianca e Rossa.png Sampdoria 358 (25)
1995-1996 600px Nero e Bianco (Strisce).png Juventus 21 (2)
1996 600px Rosso con grifone Bianco.png Perugia 0 (0)
1996-1997 Bianco e Rosso (Croce) e Rosso e Nero (Strisce).svg Milan 16 (1)
1997-2000 600px Rosso e Bianco.png Piacenza 79 (6)
Nazionale
1981-1993 Italia Italia 45 (2)
Carriera da allenatore
2001-2002 Azzurro e Rosso (Strisce).svg Catania
2002 600px Viola con giglio Rosso su sfondo Bianco.png Florentia Viola
2005 600px Rosso con alabarda bianca.svg Triestina
Palmarès
W.Cup.svg  Mondiali di calcio
Oro Spagna 1982
Bronzo Italia 1990
1 Dati relativi al solo campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
 

Pietro Vierchowod (Calcinate, 6 aprile 1959) è un ex calciatore italiano, di ruolo difensore.

Soprannominato "lo Zar" a causa delle sue origini ucraine (il padre Ivan era un ex soldato dell'Armata Rossa deportato durante la guerra[1]), è stato campione del mondo nel 1982 con la Nazionale italiana.

È stato anche un commentatore sportivo.

Indice

Caratteristiche tecniche [modifica]

Per tutti gli anni Ottanta e Novanta Vierchowod è stato considerato uno dei migliori difensori centrali del campionato italiano[2]. Decisione negli interventi, velocità[1] e senso dell'anticipo erano le sue armi migliori[2], unite a uno spiccato senso della professionalità che gli ha consentito di prolungare la carriera ad alto livello fin oltre i quarant'anni[2]. Uno dei piu grandi giocatori di sempre, Diego Armando Maradona, intervistato a proposito, ha ribadito che Vierchowod è stato senza ombra di dubbio l'avversario più duro incontrato nella sua carriera, poiché dotato di qualità fisiche uniche[3].

Carriera [modifica]

Giocatore [modifica]

Club [modifica]

Esordisce nella Romanese ma cresce calcisticamente nel Como[4] con cui disputa cinque campionati ottenendo una doppia promozione dalla Serie C1 alla Serie A. Esordisce nella massima serie nella stagione 1980-1981, nella sconfitta interna contro la Roma (0-1), e contribuisce alla salvezza della formazione lariana. Acquistato nel 1981 dalla Sampdoria del presidente Paolo Mantovani, che al tempo militava in Serie B, viene inizialmente prestato prima alla Fiorentina[4] (con cui giunge secondo dietro alla Juventus) e poi alla Roma[4] : in giallorosso vince il suo primo scudetto, nel 1983, giocando a fianco del regista arretrato Agostino Di Bartolomei al centro della difesa romanista[2][5].

Dalla Roma torna alla Sampdoria, nel frattempo salita in Serie A, dove resta per dodici stagioni consecutive nella formazione più vincente della storia blucerchiata: a Genova vince quattro Coppe Italia, una Coppa delle Coppe (1989-1990), uno scudetto (1990-1991) e una Supercoppa italiana[4], mentre sfugge la Coppa dei Campioni, persa in finale contro il Barcellona. Vierchowod diventa uno dei leader[4] e bandiera della formazione blucerchiata, rifiutando il trasferimento ad altre squadre in virtù di un patto stretto con i compagni Gianluca Vialli e Roberto Mancini: rimarranno tutti alla Sampdoria finché questa non vincerà lo scudetto[6].

Nel 1995 si trasferisce alla Juventus per 500 milioni di lire,[7] insieme ai compagni di squadra Attilio Lombardo e Vladimir Jugovic[8]. In bianconero vince la Champions League giocando da titolare, all'età di 37 anni, la finale contro l'Ajax[9]. A fine stagione, lasciato libero dalla Juventus, passa al neopromosso Perugia[10]; a causa di un litigio con l'allenatore Giovanni Galeone[11] rescinde il contratto prima dell'inizio del campionato, accasandosi al Milan[12].

Nel 1997 firma per il Piacenza,[13] disputandovi tre stagioni e contribuendo a due salvezze; segna il gol-salvezza nella sfida dell'ultima contro la Salernitana, nel campionato 1998-1999, all'età di oltre 40 anni, gol che sancisce la retrocessione della squadra campana[14].

Si ritira dall'attività agonistica nel 2000, a 41 anni, dopo la retrocessione del Piacenza in Serie B.

In tutto ha giocato in Serie A 562 partite, quinto assoluto dietro Paolo Maldini, Gianluca Pagliuca, Javier Zanetti e Dino Zoff.

Nazionale [modifica]

Esordisce in Nazionale il 6 gennaio 1981, a 21 anni, nella partita amichevole Olanda-Italia (1-1) giocata a Montevideo durante il Mundialito[2]. Viene convocato dal ct Enzo Bearzot per il vittorioso Mondiale '82, dove tuttavia non viene impiegato, anche a causa di un infortunio alla caviglia[1]. Entra quindi in pianta stabile tra gli Azzurri e disputa da titolare il Mondiale '86, dopo il quale il nuovo ct Vicini lo esclude dalle convocazioni.

Ritorna in Nazionale dopo 4 anni, il 21 febbraio 1990 per un'amichevole, e viene convocato per il Mondiale '90 dove disputa 3 partite. Rimane nel gruppo anche con il ct Sacchi e ottiene la sua ultima presenza il 14 aprile 1993 a Trieste, nella partita di qualificazione al Mondiale '94 vinta 2-0 contro l'Estonia.

Ha avuto a lungo il record di goleador più anziano della storia della Nazionale: ha segnato a 33 anni, 11 mesi e 18 giorni il 24 marzo 1993 in Italia-Malta (6-1)[15]; poi battuto il 13 giugno 2008 da Christian Panucci che ha segnato a 35 anni e 2 mesi nella partita contro la Romania.

In Nazionale ha partecipato a 3 Mondiali e ha ottenuto 45 presenze, realizzando 2 gol.

Allenatore [modifica]

Da allenatore ha esordito sulla panchina del Catania, in Serie C1: chiamato a sostituire Aldo Ammazzalorso nel dicembre 2001[16], viene esonerato a due giornate dal termine, con gli etnei in piena zona playoff[17].

Nell'estate 2002 viene ingaggiato dalla Florentia Viola, erede della Fiorentina, per il campionato di Serie C2[18]; viene nuovamente esonerato, dopo nove giornate, a causa dei risultati negativi ottenuti dalla squadra, e sostituito da Alberto Cavasin[19].

Il 13 settembre 2005 è stato designato come nuovo allenatore della Triestina (Serie B)[20], incassando il terzo esonero consecutivo il 21 novembre dello stesso anno[21].

Dopo il ritiro [modifica]

Dal 2008 è opinionista Rai a Sabato Sprint con Paolo Paganini, Sabrina Gandolfi e Sandro Mazzola[15].

Nel 2012 si candida a sindaco nelle elezioni comunali di Como, alla guida di una lista civica[22].

Statistiche [modifica]

Presenze e reti nei club [modifica]

Stagione Squadra Campionato
Comp Pres Reti
1975-1976 Italia Romanese D 3 0
1976-1977 Italia Como B 0 0
1977-1978 B 16 0
1978-1979 C1 34 3
1979-1980 B 35 1
1980-1981 A 30 2
1981-1982 Italia Fiorentina A 28 2
1982-1983 Italia Roma A 30 0
1983-1984 Italia Sampdoria A 30 2
1984-1985 A 29 2
1985-1986 A 28 1
1986-1987 A 28 2
1987-1988 A 29 5
1988-1989 A 29 1
1989-1990 A 32 3
1990-1991 A 30 3
1991-1992 A 31 1
1992-1993 A 29 1
1993-1994 A 32 2
1994-1995 A 31 2
1995-1996 Italia Juventus A 21 2
1996-1997 Italia Perugia A 0 0
1996-1997 Italia Milan A 16 1
1997-1998 Italia Piacenza A 29 2
1998-1999 A 28 4
1999-2000 A 22 0

Cronologia presenze e reti in Nazionale [modifica]

Palmarès [modifica]

Club [modifica]

Competizioni nazionali [modifica]

Roma: 1982-1983
Sampdoria: 1990-1991
Sampdoria: 1984-1985, 1987-1988, 1988-1989, 1993-1994
Sampdoria: 1991
Juventus: 1995

Competizioni internazionali [modifica]

Sampdoria: 1989-1990
Juventus: 1995-1996

Nazionale [modifica]

Spagna 1982

Onorificenze [modifica]

Ufficiale Ordine al Merito della Repubblica Italiana - nastrino per uniforme ordinaria Ufficiale Ordine al Merito della Repubblica Italiana
— 30 settembre 1991. Di iniziativa del Presidente della Repubblica.[23]

Note [modifica]

  1. ^ a b c Vierchowod: E adesso mi dedico a Balbo Il Corriere della Sera, 15 gennaio 1998, pag.47
  2. ^ a b c d e Profilo su Magliarossonera.it
  3. ^ (ES) "Basile se olvidó de los códigos" elgrafico.com
  4. ^ a b c d e Alla corte dello Zar. Auguri a Pietro Vierchowod sampdorianews.net
  5. ^ Stagione 1982-1983 enciclopediagiallorossa.com
  6. ^ Pietro Vierchowod: l'ultimo zar storiedicalcio.altervista.org
  7. ^ Calciatori ‒ La raccolta completa Panini 1961-2012, Panini, 23 luglio 2012, Vol. 12 (1995-1996), p. 10.
  8. ^ Ok, il prezzo è folle La Repubblica, 9 giugno 1995, pag.45
  9. ^ Ravanelli, la notte del cuore La Repubblica, 23 maggio 1996, pag.48
  10. ^ Calcio news La Repubblica, 24 luglio 1996, pag.46
  11. ^ TORMENTO PERUGIA VIERCHOWOD LASCIA LA CITTA' DELLE LITI La Repubblica, 27 agosto 1996, pag.50
  12. ^ Il Milan invecchia: preso Vierchowod Il Corriere della Sera, 4 settembre 1996, pag. 37
  13. ^ Vierchowod va a Piacenza Nuovo contratto a 38 anni, La Repubblica, 06 09 1997, p. 45. URL consultato in data 21-04-2010.
  14. ^ Stagione 1998-1999 storiapiacenza1919.it
  15. ^ a b Auguri all’eterno zar eurojump.it
  16. ^ Vierchowod comincia in C dal Catania di Gaucci La Repubblica, 19 dicembre 2001
  17. ^ Catania, per lo sprint arriva Graziani La Repubblica, 25 aprile 2002
  18. ^ Grinta e concentrazione, firmato Vierchowod La Repubblica, 11 agosto 2002
  19. ^ Dopo tanti sogni i problemi, in C2 non va e la promozione è a rischio: via Vierchowod ecco Cavasin La Repubblica, 30 ottobre 2002
  20. ^ Vierchowod nuovo allenatore della Triestina tuttomercatoweb.com
  21. ^ Triestina, Tonellotto inarrestabile. Via Vierchowod, la squadra al Dg La Repubblica, 21 novembre 2005
  22. ^ Fuga dai partiti politici A Como otto liste civiche laprovinciadicomo.it
  23. ^ Ufficiale Ordine al Merito della Repubblica Italiana Sig. Pietro Vierchowod

Altri progetti [modifica]

Collegamenti esterni [modifica]

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