Marco Tardelli

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Marco Tardelli
Marco Tardelli, Juventus.jpg
Tardelli alla Juventus negli anni settanta
Dati biografici
Nazionalità Italia Italia
Altezza 178 cm
Peso 70 kg
Calcio Football pictogram.svg
Dati agonistici
Ruolo Allenatore (ex difensore, centrocampista)
Ritirato 1988 - giocatore
Carriera
Giovanili
Flag of None.svg San Martino di Pisa
Squadre di club1
1972-1974 Pisa Pisa 41 (4)
1974-1975 Como Como 36 (2)
1975-1985 Juventus Juventus 259 (34)
1985-1987 Inter Inter 58 (2)
1987-1988 San Gallo San Gallo 31 (0)
Nazionale
1976-1985 Italia Italia 81 (6)
Carriera da allenatore
1988-1990 Italia Italia U-16
1990-1993 Italia Italia U-21 Vice
1993-1995 Como Como
1995-1996 Cesena Cesena
1996-1997 Italia Italia Vice
1997-2000 Italia Italia U-21
2000-2001 Inter Inter
2002-2003 Bari Bari
2004 Egitto Egitto
2005 Arezzo Arezzo
2008-2013 Irlanda Irlanda Vice
Palmarès
W.Cup.svg  Mondiali di calcio
Oro Spagna 1982
Giochi del Mediterraneo.svg  Giochi del Mediterraneo
Oro Bari 1997
 Europei di calcio Under-21
Oro Slovacchia 2000
1 Dati relativi al solo campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
Statistiche aggiornate al 4 maggio 2007

Marco Tardelli (Capanne di Careggine, 24 settembre 1954) è un allenatore di calcio ed ex calciatore italiano, di ruolo difensore laterale o centrocampista. Campione del mondo con la Nazionale italiana nel 1982.

Cinque volte campione d'Italia da giocatore, dopo aver allenato, tra le altre, la Nazionale italiana Under-21 e l'Inter, è stato dirigente nella Juventus nell'annata 2006-2007.

Già opinionista sportivo della RAI, dal maggio 2008 è diventato vice di Giovanni Trapattoni nel ruolo di commissario tecnico della Nazionale dell'Irlanda.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Nacque a Capanne di Careggine in una famiglia di modeste condizioni, infatti il padre lavorava all'ANAS.[1] Nel 2014 è stato candidato per il Partito Democratico alle elezioni europee.[2]

Caratteristiche tecniche[modifica | modifica sorgente]

Molto rapido nella corsa e abile nella marcatura,[1] venne schierato come terzino o come centrocampista.[1]

Carriera[modifica | modifica sorgente]

Giocatore[modifica | modifica sorgente]

Club[modifica | modifica sorgente]

Pisa e Como[modifica | modifica sorgente]

Cresciuto calcisticamente nel San Martino, fu acquistato dal Pisa per settantamila lire[1] e nella città toscana si guadagnava da vivere lavorando come cameriere in piazza dei Miracoli.[1] Con la società nerazzurra gioca per due anni in Serie C, scendendo in campo 41 volte e segnando 4 gol.

Un giovane Tardelli al Como, sul finire della stagione 1974-1975.

Nel 1974 venne acquistato su suggerimento di Giancarlo Beltrami dal Como, dove troverà come allenatore Pippo Marchioro, con cui instaurerà fin da principio un buon rapporto.[1] Disputa con i lombardi in Serie B 36 partite e ancora due gol.

Juventus[modifica | modifica sorgente]

Dopo un corteggiamento da parte di Fiorentina e Inter, nel 1975 venne però acquistato dalla Juventus per 950 milioni di lire, voluto fortemente dal presidente bianconero Giampiero Boniperti.[1]

Fu subito schierato dall'allenatore Carlo Parola come terzino, alternandolo a Luciano Spinosi.[1] Esordisce con il club torinese il 27 agosto 1975, nella gara di Coppa Italia tra Juventus e Taranto, finita 2-0 per i bianconeri.[3] Inizialmente ebbe delle difficoltà a inserirsi in squadra, ma poi seppe ritagliarsi un ruolo anche nel centrocampo bianconero.[1] Fino al 1985 giocò con i bianconeri, sempre come titolare inamovibile (esclusa la stagione 1979-1980, in cui mise a referto solo 18 presenze a causa di un infortunio[4]).

Disputò l'ultima partita in maglia bianconera il 29 maggio 1985 nella finale di Coppa dei Campioni (tristemente nota per la strage dell'Heysel) vinta per 1-0 contro il Liverpool, dopo 259 incontri conditi con 34 centri, vincendo cinque campionati, due Coppe Italia, una Coppa dei Campioni, una Coppa delle Coppe e una Coppa UEFA.

Inter e San Gallo[modifica | modifica sorgente]
Tardelli all'Inter nel 1985-1986

Nell'estate del 1985 passò all'Inter in uno scambio con Aldo Serena: la Juventus pagò 6 miliardi di lire in tutto, valutando Tardelli 3,2 miliardi.[5] Dopo due stagioni a Milano globalmente al di sotto delle aspettative, in cui spiccò soprattutto la doppietta del 1986 al Real Madrid nella semifinale d'andata di Coppa UEFA, si svincolò dal club nerazzurro e nell'estate del 1987 si accasò in Svizzera, al San Gallo, vestendo la maglia degli elvetici per una stagione prima di porre termine alla sua carriera agonistica.[3]

Nazionale[modifica | modifica sorgente]

Fece il suo esordio con la maglia della Nazionale il 7 aprile 1976, a 21 anni, nella partita amichevole Italia-Portogallo (3-1). Divenne poi elemento cardine della selezione guidata da Enzo Bearzot, della quale fu titolare al Mondiale '78 e all'Europeo '80.

Tardelli e Michel Platini durante un'amichevole tra Italia e Francia, giocata al San Paolo di Napoli nel 1978.

Con 7 presenze e 2 gol fu protagonista della vittoria del Mondiale '82 in Spagna: segnò il gol dell'1-0 nella partita vinta contro l'Argentina e quello del 2-0 nella finale vinta contro la Germania Ovest. L'urlo di esultanza che seguì quella rete è divenuto un'icona dei Mondiali di calcio e della Nazionale italiana.[6][7]

Dopo il ritiro di Dino Zoff vestì la fascia di capitano ogni qual volta venne impiegato. Il 25 settembre 1985 giocò la sua ultima partita in Nazionale, l'amichevole Italia-Norvegia (1-2) disputata a Lecce. Infine fu convocato anche per il Mondiale '86: nelle quattro gare disputate dagli azzurri fu tre volte in panchina, e non scese mai in campo durante la manifestazione.

Con gli Azzurri ha collezionato in totale 81 presenze e segnato 6 reti.

Allenatore e dirigente[modifica | modifica sorgente]

Dopo il ritiro dal calcio giocato iniziò per lui la carriera di allenatore: Italia Under-16, poi Como, Cesena e dal 1997 commissario tecnico della Nazionale Under-21, con la quale vinse il titolo europeo di categoria nel 2000.

Dal 7 ottobre successivo diventò allenatore dell'Inter: esonerato alla fine della stagione (caratterizzata fra l'altro dal pesante 0-6 col Milan in campionato e dall'1-6 col Parma in Coppa Italia, stessa negativa sorte ebbero le esperienze con Bari (dal 1º dicembre 2002 al 31 ottobre 2003), Egitto (dal 1º aprile al 31 ottobre 2004) e Arezzo (dal 1º febbraio al 30 aprile 2005).

Il 15 giugno 2006 entra nel consiglio di amministrazione della Juventus, dimettendosi dopo esattamente un anno a causa di opinioni discordanti con la dirigenza bianconera.[8]

Dal 1º maggio 2008 al settembre 2013 è il viceallenatore della Nazionale irlandese guidata da Giovanni Trapattoni, già suo tecnico alla Juve e all'Inter.

Statistiche[modifica | modifica sorgente]

Cronologia presenze e reti in Nazionale[modifica | modifica sorgente]

Palmarès[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d e f g h i Marco Tardelli, Storiedicalcio.altervista.org. URL consultato il 28 novembre 2013.
  2. ^ Renzi candida Tardelli alle Europee, corriere.it
  3. ^ a b Marco Tardelli, Ilpalloneracconta.blogsport.it. URL consultato il 28 novembre 2013.
  4. ^ Bruno Bernardi, Senza Tardelli che Juve sarà? in La Stampa Sera, 26 novembre 1979. URL consultato il 23 novembre 2013.
  5. ^ Calciatori ‒ La raccolta completa Panini 1961-2012, Vol. 2 (1985-1986), Panini, 14 maggio 2012, p. 10.
  6. ^ L'11 luglio 1982: l'urlo di Tardelli, Corriere dello sport. URL consultato il 1º maggio 2013.
  7. ^ Tardelli 30 anni dopo: "Io di quell’urlo non mi stuferò mai", La Stampa. URL consultato il 1º maggio 2013.
  8. ^ TARDELLI Marco su Cinquantamila.Corriere.it

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]